Speciale NoPonte – Considerazioni confuse dopo una giornata di lotta e di lutto





IMG_33923 treni bloccati nel tunnel sotto la Manica con circa 2000 persone a bordo“, “Un morto in provincia di Sassari per un treno deragliato all’uscita di una galleria a causa di un masso crollato sui binari“.

Queste le prime parole in assoluto sentite sabato mattina, 19 dicembre, al giornale radio 1. Fuori dalla finestra il tempo cupissimo sembrava annunciare una giornata altrettanto cupa mentre la radio sosteneva, involontariamente, le tesi di chi il Ponte sullo Stretto proprio non lo vuole.

Si, perchè quei treni intrappolati sotto la manica sono una risposta con i fatti a chi si stupisce del fatto che Regno Unito e Francia hanno realizzato un collegamento stabile lungo una quarantina di kilometri, mentre noi non riusciamo a farne uno di 3 kilometri o poco più. Oltre ai pesantissimi debiti (pagati dai contribuenti di quei due paesi) che questa grande opera si è portata con la sua costruzione e con il suo utilizzo, la sicurezza della stessa si è dimostrata molto fragile visto che non è la prima volta che si vivono situazioni di crisi, anche gravi, sotto quel lembo di mare. Come diceva un signore reggino in un intervista fatta dai ragazzi di Gruppo Zero, se succedesse qualcosa sul Ponte di Messina, le automobili che stanno SUL mare, che fine farebbero?

Lo stesso vale per la questione del morto a Sassari. Per carità le intemperie non si possono prevedere e, lasciatemelo dire anche se può sembrare fuori luogo di fronte ad un , per fortuna la natura ha ancora quella potenza devastante sui manufatti dell’uomo che gli consente, ogni tanto, di ristabilire le gerarchie naturali su questo mondo; ma davvero mi chiedo se sia normale che mentre a Sassari muore una persona per un masso sui binari, i treni che dal nord Italia erano diretti a Reggio portavano un minimo di 3 ore fino ad un massimo di oltre 5 ore di ritardo a causa del mal tempo. O, meglio, a causa del maltempo che ha fatto dei danni nella zona di Salerno staccando di fatto il sud Italia dal resto del territorio dei compatrioti. Oggi sembra che anche al nord ci siano grossi problemi, dovuti alla neve; figuratevi, hanno rimandato anche la partita Genoa – Bari, terribile! Ma se ci pensate bene, anche sti cazzi!

IMG_3407A proposito, quando è stato che hanno inaugurato la linea ad alta velocità in Italia? 4 giorni fa? 5? Da dove parte? Dove arriva? Rispondete a queste domande che non sono poi così difficili e poi provate a rispondere a questa di domanda: di cosa abbiamo bisogno per avere trasporti efficienti nel meridione italico? Del Ponte sullo Stretto di Messina?

Ovviamente, non è finita qui. Vi pare che l’efficienza dei nostri trasporti su ferro non abbia un contraltare su gomma? Nel senso che un incidente nella zona a sud di Cosenza, in uno degli innumerevoli tratti di Austrada A3 a singola corsia di marcia, costringe tutto il traffico veicolare a bloccarsi completamente in mezzo alle montagne silane. La cosa bella è che una delle cause principali di questi disagi è anche il fatto che quel tragitto autostradale scellerato, che si inerpica sui monti silani e del Pollino, è stato voluto da tale politico Mancini, di Cosenza tanto odiato e bistrattato dalle popolazioni reggine. Ma è solo questione di campanilismo, per carità. Un altro Mancini, il figlio, personalità di spicco del Partito di non s0 che genere di socialisti in Calabria, con il suo partito, organico al PDL, ha aderito al noto Comitato Ponte Subito, di cui non se ne sa niente a parte l’utilizzo, nelle note stampa, di aggettivi come “lodevole” o “staordinario” per descrivere le azioni di chi, lautamente pagato con soldi pubblici, fa il suo lavoro male e in ritardo, si parla di Impregilo per chi non lo avesse capito. Beh, l’adesione di Mancini e del suo partito a questo Comitato è una garanzia di sicurezza. Se l’autostrada l’hanno fatta fare così figuriamoci il Ponte quanto sarà efficiente se c’è in mezzo gente del genere. Ci tengo a dire e ribadire che non si tratta di pregiudizi ma di realtà storica.

Invito chiunque a smentire il fatto che molti dei ritardi causati dal passaggio sull’austrada A3 sono dovuti ad un percorso pieno di curve che passa in mezzo alle montagne, percorso che – a Reggio lo sanno tutti – è stato espressamente voluto da defunto dott. Mancini.

IMG_3429Infine, leggo oggi sul sito internet del Sole24Ore che è uscita la classifica della vivibilità, stilata annualmente dal quotidiano di Confindustria, delle città e provincie italiane. Su 107 provincie, quella di Reggio passa dal 92esimo posto al 91esimo, migliorando seppur di poco rispetto all’anno precedente. I nostri dirimpettai messinesi, invece, cedono pesantemente e passano dall’82esimo posto in graduatoria dello scorso anno al 93esimo.

Fa ancora più riflettere il fatto che le ultime 25 posizioni di questa graduatoria siano tutte occupate da città e provincie meridionali. Chi dobbiamo ringraziare per questa condizione di ritardo cronico in mille fattori???

IMG_3483Certo, però, bisogna anche fare un appunto alla classifica del Sole24Ore perchè esistono delle mancanze a dir poco evidenti. Per esempio, tra i fattori considerati e misurati per stabilire la graduatoria ce n’è uno dedicato espressamente alla sicurezza e all’ordine pubblico. All’interno di questa macro-area vengono considerati diversi fattori ma purtroppo ne manca uno nel quale, modestie a parte, primeggiamo alla grande in quanto reggini, in quanto messinesi e in quanto meridionali in generale: la malavita organizzata. Se fosse preso in considerazione questo fattore senza dubbio le provincie di Reggio e Messina scalerebbero a grandi falcate questa classifica.

Badate, non stiamo parlando di macchine rigate da fantomatici black block come avvenuto a Villa qualche giorno fa in una oscura notte pre-, come ha voluto fare credere una scribacchina con un articolo sulla Gazzetta del Sud che voleva avvertire i cittadini villesi del grosso pericolo che non avrebbero mai corso e che l’impeccabile romanziera fantascientifica aveva annunciato, generando un evidente stato di paura tra i cittadini villesi (riassumendo: ad alcune macchine è stata rigata la fiancata e nell’articolo si è voluto far credere che sono stati alcuni manifestanti arrivati un paio di giorni prima nel paese dello stretto). Stato di paura concretizzatosi nelle parole di diverse persone incontrate a Villa prima e dopo il corteo contro la costruzione del Ponte sullo Stretto e a favore di un territorio più pulito e con servizi efficienti e senza ndranghetisti e mafioselli.

Ma questa è un’altra storia…

Alessio Neri

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