La Finanziaria nell’anno della paura
La Legge Finanziaria è una legge ordinaria che annualmente deve essere approvata per definire la vita economica del paese. In questa legge devono essere specificati determinati elementi, come il saldo netto tra spese e entrate, le previsioni di spese a lungo termine,ecc… Inoltre deve possedere dei parametri stabiliti dal Trattato di Maastricht, per il raggiungimento della progressiva realizzazione dell’Unione Monetaria. Ogni anno su questa legge si abbattono decine di proteste, si introducono moltissimi emendamenti e si recita una lotta continua soprattutto sulle spese.
Le prime avvisaglie erano partite dal Presidente della Camera Fini, che ormai sta sempre meno velatamente ostacolando il Premier, in quest’idea di presidenzialismo unico esasperante. Fini ha da subito dichiarato che la Finanziaria 2010 doveva uscire dalla V Commissione Bilancio, ma così non è stato visto la realizzazione di un maxi emendamento approvato dal Parlamento. Si ripresenta così, come si sta sviluppando negli ultimi anni, una Finanziaria snella composta da 3 articoli e varie tabelle, anche se quest’anno era da tenere in grosso conto la crisi senza precedenti che ha colpito l’intera sistema economico. Una Finanziaria abbastanza light, di circa 9 miliardi e con molti tagli, che ha creato malumori all’interno della stessa maggioranza (Brunetta docet) che avrebbe preferito una finanziaria più pesante vista la crisi globale del 2009.
Spiegarla dettagliatamente è compito troppo arduo, visti soprattutto i fiscalismi e le clausole tecniche inserite. Voglio qui solo elencare, i passaggi più importanti e i tagli maggiori che colpiranno determinati settori. Innanzitutto con la riforma sulla legge di bilancio pubblico – l. 196 del 31 dicembre 2009 – la finanziaria verrà sostituita dalla legge di stabilità, con la ripartizione della spesa per programmi, cioè spesa effettiva per ciascun settore (istruzione, difesa, ecc…).
Gli stanziamenti più grossi sono stati fatti per la costruzione di nuove carceri, per circa 500 milioni di euro; per il sostegno del settore dell’autotrasporto per circa 400 milioni; 130 milioni andranno alle scuole private, mentre viene incrementato di altri 400 milioni il fondo che andrà alle Università e altri 300 per l’adeguamento antisismico delle scuole. Novità importanti vengono dal taglio del 20% di assessori e consiglieri comunali; la creazione della Banca del Mezzogiorno S.p.A. e la stretta per i falsi invalidi, con 100 mila controlli da effettuare da parte dei medici INPS.
- Banca del Mezzogiorno S.p.A.: Sarà una società partecipata dello Stato come socio fondatore più soci privati, con finalità di assistere e dare credito per le attività e i progetti di investimento al sud. Collaborerà con le altre banche che acquisiscono azioni e può stipulare accordi con le Poste Italiane.
- Riduzione contributi Comunità montane e piccoli comuni: In parole povere si cerca di scovare tutte le farlocche comunità montane che si approvvigionano di soldi pubblici, senza aver i necessari requisiti. Si riducono di circa 10 milioni di euro i finanziamenti per i piccoli comuni con popolazione over 65 o con meno di 3000 abitanti.
- Editoria: Vengono diminuiti i contributi all’editoria, anche se non vengono esclusi, come annunciato, i finanziamenti all’Unità, alla Padania e al Secolo d’Italia, grazie all’intervento del Presidente della Camera.
- Fondo dell’occupazione: Viene fatto passare in sordina, ma è importantissimo il taglio di circa 100 milioni di euro che viene fatto al fondo per l’occupazione.
- Vendita Beni confiscati alla Mafia: Sembra alquanto contestata e ha ricevuto veementi proteste da parte dell’opposizione, ma anche dalle organizzazioni antimafia, l’emendamento che modifica la l. 109/96, la legge per l’uso sociale dei beni confiscati, fortemente voluta da una petizione di oltre un milione di cittadini. Quest’emendamento prevede la vendita dei beni confiscati, attraverso l’Agenzia del Demanio, che non si riescono a destinare entro 3 o 6 mesi. In questo modo si otterrebbero maggiori introiti per lo Stato. Il Rischio è alto, visto soprattutto i tempi lenti di assegnazione degli immobili e la possibilità delle organizzazioni criminali, tramite prestanomi o aziende o società intermediare, di ricomprarsi all’asta i propri beni.
- Lavoratori Asu: Molto importante lo stanziamento di circa 370 milioni ai comuni, per la stabilizzazione dei lavoratori Socialmente Utili (principalmente di Napoli e Palermo e
presso gli edifici scolastici).
- Stretto di Messina S.p.A.: Novità vengono introdotte soprattutto nella parte in cui si richiede la partecipazione delle regioni Sicilia e Calabria, più altre società controllate dallo Stato, per assicurare la proprietà pubblica dello Stretto di Messina. Oltre ad una anticipazione di tesoreria di circa 470 milioni di euro per il Ponte sullo Stretto.
- Welfare: Note positive sono ben visibili in questo campo. Per i lavoratori precari aumenta l’indennità di disoccupazione dal 20 al 30% dell’ultimo reddito annuale, sempre che risultino senza contratto da almeno 2 anni. Vengono inoltre stanziati 869 milioni di euro per la proroga del salario di produttività. Vi sono ancora misure e incentivi particolari finalizzate all’inserimento e reinserimento di lavoratori svantaggiati o in categorie protette. Inoltre, riduzioni contributive vi sono anche per chi assume disoccupati over 50. Viene creato lo Staff leasing, per reintrodurre il contratto di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato.
Da non trascurare molti interventi e contributi che vengono attuati principalmente per le vittime del terremoto in Abruzzo, con finanziamenti e detassazioni. Ma anche per vittime di terrorismo, contributi ad associazioni di combattenti, giustizia e altri.
Naturalmente come ogni finanziaria che si rispetti, anche questa è molto contestata dalla controparte politica e senza dubbio alcuni punti oscuri e ambigui meritano riflessioni. Facendo però una riflessione asettica e specificatamente politica, queste politiche economiche sono in larga parte obbligatorie, visto la crisi che ha colpito l’intero sistema economico globale e che procurerà ancora disagi per svariati anni e che ha accentuato grosse paure nel parlamento, il quale è andato coi piedi di piombo in questa manovra (forse anche troppo).
Si può obbiettare che si tratti senza dubbio di una finanziaria di “galleggiamento” e i soldi sono stati dirottati dai TFR (per circa 3 miliardi di euro) e dallo scudo fiscale e gli alti tagli fatti precedentemente vengono solo in piccola parte recuperati. Sono stati colpevolmente tralasciati interventi per quanto riguarda l’ambiente, le fonti energetiche rinnovabili, l’ecosostenibilità e la bioedilizia.
Vedremo in questo cauto 2010 cosa ci aspetta!
Gimes
FONTI:
- Altalex – Legge Finanziaria 2010
- Dossier Governo Italiano Finanziaria 2010






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