Cornetto&Cappuccino – TRAPANIG: cre-azioni artistiche di una mente “street”
Colorate, a volte eccessive ma per nulla “ingombranti”, vezzose ma mai stucchevoli, sin dal primo incontro ti viene voglia di averne una. Reo inconsapevole di suscitare questo gradevole desiderio di possesso è uno dei più sofisticati artisti campani del momento: Trapanig.
Nasce a Salerno dove tutt’ora vive e lavora. Terminati gli studi di scenografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli, si dedica alla realizzazione del cortometraggio “La pianta” (2004), con il quale vince il primo premio come “Migliori ambienti e scene” al Festival Nazionale Videocorto di Nettuno. Parallelamente agli impegni scenografici che lo vedono scenografo fisso dell’Accademia salernitana Mousikè, si dedica alla realizzazione di puppets e street toys estrapolati dal mondo dei graffiti. Palese in queste opere il suo background culturale e artistico che, se da un lato ci riporta all’ambiente urbano di cui l’autore è figlio, dall’altro, richiama l’atteggiamento diretto e tagliente tipico della street art.
Numerosi gli eventi e le mostre a cui prende parte, non solo in Italia ma anche all’estero (Galerie L’Art de Rien, Parigi, settembre 2009).
Quando e perché hai cominciato a dipingere?
Ho cominciato nel momento in cui il fenomeno culturale del writing attraversava un periodo di profondo cambiamento. Quello che per molti era socialmente riconosciuto come “atipico” passatempo, veniva finalmente trattato con la serietà dell’arte. E’ proprio a questo punto che ho compreso quanto le mie idee fossero realizzabili. Sono sempre stato attratto dagli elementi meno tradizionali di questa cultura internazionale, e già dalla seconda metà degli anni novanta ho iniziato a concentrare la mia produzione su “Puppets”, prima ancora che venissero coniati o che almeno io ne venissi a conoscenza, i termini toy e plush. Dalla scultura alla pittura, dalla scenografia alla grafica, ho fatto continui riferimenti al nostro narcisismo ed all’epopea fumettistica iniziata da Roy Lichtenstein. Il tutto servito con cruda ed ironica analisi verso il sistema e la società in cui stiamo vivendo senza mai ammiccare a nessuno.
Che tipo di influenze hai subito?
Non ho mai fatto nessun tipo di vaccino, le influenze ti colpiscono in base al tipo di vita e al momento fisico che stai vivendo ma poi passano e cresci anche di qualche centimetro. Scherzi a parte sarebbe difficilissimo racchiudere tutte le mie influenze in una sola risposta. Di sicuro quelle croniche sono Duchamp e la sua intuizione in merito all’importanza data all’idea dell’artista, Picasso e Braque, tutta la New York School ed i protagonisti dell’Action Painting operanti a New York negli anni ‘40/50, di sicuro la Pop Art con gli statunitensi Lichtenstein, Warhol, Oldemburg e Rosenquist e l’inglese Hamilton compresi gli attuali eredi Jeff Koons, Yoshimoto Nara ed il guru Takashi Murakami.
Un dipinto, un film ed un libro che hanno cambiato il tuo modo di vedere le cose.
Sarebbe lungo spiegarne i motivi, e poi sono “impressioni” date anche da un certo modo istintivo che ho di osservare. Comunque ti dico la scultura”Balloon Dog” di Jeff Koons, come film “Metropolis” di Fritz Lang e come libro il “Manuale dei giovani artisti” di Burn Gordon e Damien Hirst: un’intervista che chiarisce tanti dubbi ed apre le prospettive. Un libro che consiglio a tutti.
Che tipo di tecniche utilizzi nel realizzare i tuoi lavori?
Come qualcuno in passato mi ha definito, io sono un’artista abbastanza “irregolato”. Come tu ben sai non mi sono mai definito un writer nel senso originario e stretto del termine, ma mi sono sempre sentito figlio legittimo di questo movimento ed è per questo che vengo di continuo invitato anche ad eventi in cui la maggior parte degli artisti sono o sono stati writer (n.d.r. l’ultimo in ordine è stato la mostra collettiva Dalla A alla Z, International Writing Exhibition). Per quanto riguarda le tecniche di pittura, sia quella su tela che quella murale, sono solito mischiare materiali quali smalti sintetici appositamente non diluiti, vernici a spruzzo, stickers, stencil e carta, completati da installazioni tridimensionali che rafforzano l’espressività del soggetto. Le installazioni solitamente sono oggetti di uso quotidiano appartenenti al mondo dei graffiti, ingigantiti a dismisura (rulli, matite, gomme ecc..). Per quanto riguarda i toys invece, utilizzo ricercate stoffe che amplifichino desiderio e lusso nei potenziali acquirenti/spettatori.
Qual è il fine della tua arte?
Far capire che per trasmettere dei sentimenti devi sapere cosa e come ti esprimi e che spesso siamo vittime dei desideri altrui.
Dal tuo punto di vista l’arte è soggettiva o oggettiva?
E’ difficile dare una definizione su questi termini, che in questi tempi di modernità, sembrano essere canoni sempre più arcaici. Oggi la realtà, unita all’effetto mediatico, è diventata molto più aggressiva, per cui nel momento della produzione sei tu stesso, in prima persona, a filtrarla per poi rigettarla in ciò che produci. E nel momento stesso in cui la filtri non sai più quanto ci sia di originale o parziale in quello che hai in mente e che ti accingi a fare. Basti pensare che uno dei perni di questa modernità contemporanea che viviamo tutti, è proprio quella dell’ astrattismo, non inteso più come gioco criptico del significato, ma astrattismo inteso come patchwork, come “meticciato” libero alle molteplici interpretazioni. Personalmente credo che quanto più il legame tra oggettivo e soggettivo si vada facendo minimo, se non lineare, tanto più sia riuscito l’artista a comunicare. E’ questo aspetto creativo della comunicazione, dell’induzione al dubbio, inteso come domanda di chi osserva e carezza la tua creazione, che ho sempre cercato di curare. Bisogna sempre indurre a pensare, e di questi tempi ancora di più.
Quanto contano le strategie di marketing nella produzione artistica contemporanea?
Warhol aveva già previsto che in futuro gli artisti sarebbero diventati veri e propri “Big seller”. L’arte e più in generale la cultura sono business e le strategie di marketing che hanno dietro sono la vera forma d’arte. Il motto è semplice: “la qualità non si discute, il prezzo si”. Tale considerazione però non è attuabile a tutti i livelli d’arte. Ti dirò che ancor prima di arrivare alle strategie, quello che conta sono le pubbliche relazioni, prima pensavo “se FAI / HAI”, adesso se “SAI / FAI”. Senza alcuna ipocrisia si può affermare che in mezzo secolo gli artisti hanno coltivato e sfruttato i meccanismi del mercato e della pubblicità, allo stesso modo dei propri talenti, giustamente.
Quali sono le tue aspirazioni future?
Diciamo che ho appena aperto una trattativa con un grande “store” monomarca, sono partite diverse collaborazioni e in questo momento le mie opere sono acquistabili anche in negozi di design quali Bordese Design e di arredamento come Mobili Corrado. Mi piacerebbe però, entrare in contatto con una struttura museale napoletana tipo Museo Pan o Museo Madre, dal quale circa tre anni fa fui invitato insieme ad un altro artista salernitano (Helios), a partecipare ad un loro progetto espositivo, progetto in seguito saltato (come dice qualcuno…) per mancata approvazione dei vertici del Madre. Ho detto struttura museale napoletana, perché purtroppo la città di Salerno finge di non vedere tutti quei numerosi artisti che operano sul proprio territorio, incurante di non avere la benché minima attenzione verso la giovane arte contemporanea. Ma come si dice fiduciosi, aspettiamo cambiamenti…
A cosa stai lavorando in questo periodo? Progetti futuri?
Attualmente sono concentrato a con-fondere cultura e commercio. Sempre più spesso mi piace avvicinare i luoghi deputati ad esporre arte alla tipologia di vendita negoziale avvalendomi di persone capaci di promuovermi. Prerogativa importantissima, arrivare ad una mia serialità senza per questo rinunciare ad una mia personale matrice artigiana. Come ti dicevo, sono sempre più convinto che in futuro un’artista dovrà essere sempre più mediatico, impresario e paparazzo di se stesso.
Hai qualche consiglio da dare ai giovani che hanno appena iniziato a dipingere?
E’ da ammirare chi fa domande durante la sua ricerca, ma non mi considero un maestro, io stesso sono in un perenne stato di apprendimento. Per i consigli rivolgiamoci a Costanzo.
Teodora Malavenda












Trapaning lo trovo originale…e poi..trasmette sentimenti! carry on boy!
Leggo, non senza interesse, una bella intervista a questo giovane “artista”.
Avendolo conosciuto di persona, posso affermare che è riuscito nella prima mission che ogni giovane artistoide deve riuscire a trasmettere: Far capire cosa fa realmente!
Arte e tecnica sono da sempre un binomio inscindibile. Da pensare che i greci usavano una sola parola per indicarle entrambe: techné!
Bravo Trapanig per riuscire a reinventarsi sempre negli stili, a restare ben saldo nell’idea che l’arte vive del suo commercio e che quindi qualsiasi novità ostentata non rappresenti nulla senza la sua reale vendita!
Il cammino è sempre nuovo e sempre difficile…più riesci a far capire cosa fai e più guadagni!
Bravo
PEps
ho avuto l’onore di vedere le opere di trapaning dal vivo e sono favolose.sono orgogliosa di avere nella mia città personalità così creative…ti aprono la mente e te l’arricchiscono sempre di nuove sfumature. non posso chiedere di meglio
continuate così
Grande l’analisi del contemporaneo mutare dell’arte e del suo indotto.
Ho apprezzato molto, grazie.
BOL23 aka Pietro Maiozzi
grande gionny!!
Sono affascinato da una visione così limpida e chiara dell’arte, sia propria che generale, senza fronzoli od orpelli… bravo…
Trapanig ha detto cose sacrosante.
Beh c’è ben poco da aggiungere,incontrare persone come lui durante il proprio cammino equivale a dire crescita,confronto,amore vero,passione.E’ indubbio,lui è artista nel cuore nelle vene negli occhi, prima che nelle mani.La sua ricerca è consapevole, è colta, è partecipe, è aperta.Sarebbe riduttivo chiedergli un semplice consiglio, per imparare basta ascoltarlo,seguirlo.Ogni cosa che crea ha da raccontare un pezzo della sua storia,nulla è lasciato al caso.
E’ contemporaneo,è moderno,ne ha fatte tante di scoperte in strada come su una tela, come in un puppet, come in un pelosissimo toy, è semplicemente artista, con grandi capacità comunicative,proprietà di linguaggio,cultura,sensibilità.Un grande onore poter dire è campano.
Grazie trapanig e grazie a chi, tra le tante notizie scontate, dà importanza a persone che la meritano veramente.
Federica
Ottimo Gianni, questi lavori sono di originale fattura, complimenti !!! Penso che ogni artista, nel suo campo, dovrebbe esprimere la propria fantasia e tu cogli appieno questo messaggio.
TRAPANIG ……e’ originale,anche geniale.
Una persona da stimare e a cui voler bene.THE HUNTER
essere “seriale”, ma allo stesso tempo artigiano credo che sia l’unico modo per proseguire il cammino che hai intrapreso..complimenti! continua così
Che dire…è inutile ripeterti quanto sono belle le tue opere, quanto tu sia bravo, ecc ecc… credi in te stesso, sei ostinato, determinato, non ti fermi alla prima difficoltà. Ci hai CREDUTO in qst passione…n dall’inizio dei tuoi studi…siete cresciuti insieme,e,dopo tanti sacrifici, i risultati iniziano a uscire fuori…hai tutti gli elementi per diventare un grande artista (cosa che già sei), quindi io non posso altro che augurarti tutto il successo di questo mondo, con la speranza che tu possa realizzare tutte le tue aspettative e con la speranza…….CHE MI FAI UN QUADRO TUTTO PER ME DA METTERE NELLA MIA CAMERAAAAA, COME QUELLO DI DEBORA!!!!!!!!
BACI!!!
Trapanig. Così kitsch da far tremare il sistema. Con i suoi lavori sfacciatamente kitsch, da quindicianni trapanig sfida e forza l’art system. Dice che vuole trasformare l’arte in una faccenda democratica. Sostiene il diritto di chiunque a giudicare un lavoro bello o brutto, un’opera d’arte oppure no. E soprattutto sostiene il proprio diritto a proporre al pubblico quello che piace a lui, secondo il principio della pura estetica della comunicazione. Il fatto è che quello che piace a lui piace anche a molti altri.
ma un bel BRAVA a Teodora che lo ha intervistato e ce l’ha fatto conoscere, no?
(A)lessio
….ho sempre ammirato i tuoi lavori…l’originalità…la freschezza delle tue opere…resto affascinata dalla tua arte..d’impatto…sicuramente le tue opere possono essere spunto per tutti noi… grazie
Bellissima intervista, chiaro e convincente come sempre, TI AMO ? ? ?….
TRAPANIG…1 AMICO E 1 ARTISTA!!!UNICO!!!BELLISSIME TUTTE LE TUE CREAZIONI…ORIGINALI CM SEMPRE…COMPLIMENTI!!!
Complimenti!!!ovviamente a Trapanig per il suo lavoro, il suo impegno, e il suo pensiero!!!GRANDE!!!!!…
Beh.. comunque “PUPPY” è uno dei miei preferiti!!!.. complimenti GIò!!!
bella giovanni ,bella intervista davvero e poi il plush con il tappetino del bagno a vinto tuttoo
questo ci dimostra quanto non sia vero che questa e’ una generazione “morta”, al contrario e’ vogliosa di conoscenza e pina di idee…grande grande!!
TRAPANIG …la tua bravura nell arte è pari alla tua persona…continua così!
grande artista, grande amiko e fratello di crew…
bella giovàààà!!!
bella trapani
spacchi!
continuà così
niente niente male
Trapanig è sicuramente uno degli esponenti della giovane popolazione artistica salernitana. Non ci conosciamo da molto, ma in diverse occasioni abbiamo avuto modo di confrontare sia il nostro personale modo di fare arte, sia il nostro pensiero.
Salerno come ribadiva Trapanig, purtroppo è ancora restio nell’accettare le giovani leve artistiche, ma questo non deve far mollare anzi, deve essere il motore che aziona la voglia di penetrare con prepotenza comunicativa questa copertura classista e culturalmente razzista nei confronti dei nuovi modi di comunicare attraverso l’arte.
Trapanig, con la sua determinazione, caparbietà e tenacia è l’esempio da seguire. Certo, “scappare” fuori Salerno offre maggiori opportunità sia di crescita che di affermazione, ma è anche bello e sacrosanto che l’artista venga riconosciuto dove ha le radici, perchè il luogo dal quale veniamo è quello che ci ha formati dentro, fa parte di noi, di conseguenza ne trasferiamo una parte nelle nostre opere, come una firma invisbile ma presente. Salerno è una grande officina di menti creative ed artistiche, e questo deve iniziare prepotentemente ad uscire fuori. Spero che molti prendano esempio da Trapanig e da chi come lui non perde la voglia di dare valore alla propria terra. Un abbraccio forte bro, buona arte
.. la cosa più interessante che salerno abbia generato ultimamente.. ancora più valoriale inquanto prodotto di una realtà quella salernitana che non sedimenta alcun tipo di umus artistico.
Bravo Giovanni!!
Complimenti trapanig… gran bel lavoro sempre migliorando!!
giovanni vede quello che non si nota………l’essenziale è invisibile agli occhi!!!!! Salerno sedimenta Humus artistico(caro Stefano)……credo di ammirare un percorso tra la realtà e la fantasia piu’ vivace e intellettualmente disposta ad aprire orizzonti inesplorati e quindi culturalmente “in sviluppo” verso un invito a cogliere aspetti che non tutti ammettono possano esistere……la vena fanciullesca….dimostra che l’artista si pone in maniera pura verso la meteria e gli spazi,scevra da formalismi e sovrastrutture propri della nostra epoca….quindi affronta “l’universale”(cosa non semplice)e non si ferma al periodo storico in cui si manifesta la sua arte……..direi: “GENIO E CORAGGIO” …….RESPECT
Oreste Silvestrino(Asà)
Interessantissima l’Arte di Trapaning…ancor di piu’ perchè esprime l’anima creativa,fantasiosa ed intelligente del Sud del nostro, a volte amato ed a volte odiato,BelPaese!,…mi trovo inoltre daccordo con la sua visione dell’oggettività e soggettività dell’Arte Contemporanea…i tempi che viviamo sono della BrandingArt..chissà dove ci porterà i futuro prossimo venturo?!?
le sue creazioni le trovo semplicemente geniali!!
finalmente!!!! abbiamo un salernitano forte nell’arte contemporanea continua cosi che avrai un gran successo, da quando ti conosco hai sempre avuto una bella creativita’… scass
Arte onesta e originale da una persona molto speciale.
Keep on doing the right work!!
Max
stupendi complimenti mi piacciono xxdxd
“…E’ da ammirare chi fa domande durante la sua ricerca, ma non mi considero un maestro, io stesso sono in un perenne stato di apprendimento…” sagge parole
una realtà che non si puo mantenere nascosta trapanig, immagino che dev’essere stato un piacere intervistarlo.
è quando le proprie cre-azioni vengono capite e notate che si è veramente raggiunti un certo livello secondo me, e lui l’ha oltrepassato! complimenti!
“Se SAI/FAI”: credo davvero che lui sappia molto..??!!!
divertente ed originale come sempre, mi piace il tuo modo di approcciarti ai progetti e il tuo modo di vedere l’arte….ti faccio i miei complimenti!:o) keep on rockin’!
Trovo le opere molto belle e particolari, definirle artistiche non rende giustizia!ComplimentiSSSimi.
belle
mr.trapanig,signore della street art,sono contentissima di aver scoperto quest’artista!
ciao trapaning e debora complimenti per i graffiti sono davvero molto belli e interpretativi e soprattutto di una elevata espressione … complimenti vivissimi… un saluto di BUONA PASQUA…E TANTI AUGURI DI BUONA CONTINUAZIONE…UN ABBRACCIO
Condivido a pieno quando hai detto che la “città di Salerno finge di non vedere tutti quei numerosi artisti che operano sul proprio territorio, incurante di non avere la benché minima attenzione verso la giovane arte contemporanea”.. ed anche io fiducioso aspetto cambiamenti, soprattutto ora con De Luca che sembra essere molto interessato allo sviluppo artistico/turistico del territorio salernitano.
Sul lavoro artistico non potrei dire nulla che già si sa, in quanto Trapanig è molto affermato in questo ambiente artistico locale e non.
L’intervista è molto bella poichè chiarisce molti aspetti di questo arista che fino ad oggi conoscevo solo dal punto di vista artistico, ed inoltre, ha chiarito l’essenza di Trapanig e cioè nessuna ipocrisia, anlisi e critica della società nelle sue opere senza alcun eccesso,finzione o deformazione della realtà.
L’unica pecca è stata la risposta all’ultima domanda, dove ti sei mostrato molto umile, anzi troppo umile!
Complimenti a Trapanig per i suoi lavori!!!
wa sono assolutamente creazioni fantastiche di una genialitàà unica non so veramente come faccia a pensare delle cose del genere trapanig e un grandeeee
…..non inteso più come gioco criptico del significato, ma astrattismo inteso come patchwork, come “meticciato” libero alle molteplici interpretazioni…………….arte per l’arte?
volevo fare i miei complimenti all’artista..bei lavori!
bravo!!
Poche chiacchiere, Trapanig è artista tout court. Tutto il resto è Goya.
Grande UOMO ed ARTISTA, BRAVO!
SALERNO ha BISOGNO di TE…
io da giovane diesegnatrice, che man mano sto scoprendo l’ arte in tutti i suoi aspetti penso che sei un grande artista, che per arrivare ai tuoi livelli hai messo impegno,passione,e sacrificio, ti ammiro molto, sei un grande esempio e dai esempio a noi artisti di un domani,e comunque leggendo questa intervista spiega anche un po’ di te e sono sempre piu’ convinta che l’ arte non ha un prezzo ma ha un valore originale unico, ogni artista ha una tecnica un modo di fare che rende il suo quadro, il suo murales unico. grande trapanig.