Chi è che comanda

  

Questa città è disgustosamente immersa nella ‘ndrangheta.

I riflettori che ha da un po’ puntati addosso non la intimidiscono: anzi, sembra che sia un’occasione di più per mostrare a tutti chi-è-che-comanda. Non ci sono limiti: non abbiamo paura della legge, non abbiamo paura di osare, sembra voglia dirci; anzi, è osando che infrangiamo l’aura pretesa solenne delle vostre istituzioni e delle vostre libertà, e così dimostriamo che il monopolio della paura è nostro.

La linfa vitale della ‘ndrangheta è, infatti, la paura. Intimidire, minacciare, ammazzare, alzare la voce, ricattare, sono i mezzi con cui comanda. Però sappiamo bene che basare il proprio potere sulla paura è da vigliacchi prepotenti. Da gente senza spina dorsale.

Non è giusto, comunque, parlarne alla terza persona: così si dà l’impressione che la ‘ndrangheta sia impersonale, un’entità anonima ed evanescente, mentre è un sistema di potere che scaturisce dalla desolante somma di azioni violente perpetrate da persone. E le persone hanno sempre un nome e un cognome.

Ieri sera l’auto di un conoscente, Antonino Monteleone, bravo giornalista reggino che nel suo lavoro dimostra costantemente di non temere di farli, questi nomi e cognomi, è stata bruciata. Ormai a Reggio e in Calabria l’ammontare di auto incendiate non si conta più. Bruciare l’auto di un giornalista non è la stessa cosa che bruciare l’auto di un imprenditore. La minaccia all’imprenditore, infatti, rientra nella sia pur sempre aberrante prassi mafiosa; quando la ‘ndrangheta avverte il bisogno di minacciare altre figure, come le istituzioni o i giornalisti, significa che qualche equilibrio si è rotto. Proprio adesso che la “linea dura” alla ‘ndrangheta prende forma, questa mostra l’esigenza di mettere in chiaro chi-è-che-comanda. Attaccare chi lavora con l’informazione, è poi particolarmente grave: testimonia l’intenzione di voler toccare fin l’ultimo residuo di libertà. Quella di pensare e parlare.

Peccato che, conoscendo Antonino, temo che abbiano scelto la persona sbagliata.

E’ sottintesa la solidarietà più partecipe ad Antonino da parte di tutti i collaboratori di LiberaReggio. D’altronde, non siamo i soli a stare dalla tua parte.

Condividi questo articolo:
  • Google Bookmarks
  • Facebook
  • FriendFeed
  • Ping.fm
  • Twitter
  • Identi.ca
  • Segnalo
  • Technorati
  • Digg
  • Reddit
  • del.icio.us
  • Wikio IT
  • LinkedIn
  • Slashdot

Articoli correlati

Un Commento »

Francesco Biacca blog » Blog Archive » Solidarietà ad Antonino Monteleone dice:

[...] dai politici (nazionali e non), finendo ai giornalisti ed alla semplice gente comune (compresi i blogger reggini), si sono attivati per esprimere la propria [...]

Rispondi!

Aggiungi il tuo commento o il trackback dal tuo sito! Puoi anche sottosctivere questi commenti via RSS.

Tag permessi:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong> Puoi usare Gravatar su questo Magazine per essere riconosciuto globalmente registrandoti su Gravatar.com.

Più Visti

Ultimi Commenti