Ci sono Libri… – Fuori Orario
“In Italia ci sono due tipi di matti: quelli che pensano di essere Napoleone e quelli che credono di riuscire a far funzionare le ferrovie” (Andreotti G.)
Fuori Orario è un libro attualissimo, pubblicato dalla casa editrice Chiarelettere e scritto da Claudio Gatti. 256 pagine, con documenti, e-mail private, testimonianze sulla situazione attuale e del passato recente delle ex Ferrovie dello Stato. Da leggere tutto in un fiato, avvincente soprattutto per gli amanti delle inchieste e della cronaca. Claudio Gatti è un giornalista italiano, che ormai risiede da tanti anni negli Stati Uniti, inviato speciale del Sole 24 ora, collabora con varie testate come il New York Times, l’Herald Tribune e altre. Un osservatore attento della realtà nostrana, un giornalista d’ inchiesta vecchio stampo. E’ stato il primo giornalista al mondo a scoprire la frode Oil for food, a fare inchieste sugli immobiliaristi Ricucci e Coppola prima della magistratura o ancora sulla strage di Ustica e tante altre.
Quest’ ultimo libro è un vero e proprio tsunami, che esamina e colpisce la ferrovia italiana a 360°. Una vera e propria impresa a perdere per lo Stato Italiano. Nel libro è agghiacciante la ruberia e la disorganizzazione del gruppo, una truffa ripetuta negli ultimi cinquant’anni. Un business di circa 6 miliardi di euro l’anno che pagano incosapevolmente tutti i cittadini. Si passa dalla guerra e agli accordi con le ditte di pulizie, con infiltrazione mafiose soprattutto al sud; alla situazione della manutenzione soprattutto dopo gli incidenti del 2009 a Viareggio, con la morte di 32 persone. Continua parlando del bluff della puntualità, visto che fino al ’99 tutti i dati erano inseriti manualmente e facilmente truccati, mentre adesso anche se in maniera minore resta inconcepibile la situazione dei ritardi (come spiega dettagliatamente, nel nostro paese il margine di ritardo di 15 minuti è considerato puntualità a differenza del margine di 5 e 3 minuti delle vicine Svizzera e Francia) e questo spiega anche il rimborso di una percentuale del biglietto in caso di ritardo, salvo che questo non sia causato da “fattori esterni” come la maggior parte dei casi. La percentuale di bonus sui ritardi è bassissima e danneggia direttamente il viaggiatore che, oltre al ritardo, si vede presentate scuse come: lavori sulla linea, danni da pioggie o alluvione, danni al treno precedente o comunque scusanti che non gli permettono di esercitare il diritto al rimborso.
Gatti si spinge ben oltre quando ci parla dei nuovi investimenti sull’Alta Velocità, cifre assurde che sembra raggiungano i 100 miliardi di euro, dopo una stima iniziale di circa 30 miliardi. La guerra comincerà nel 2011, con l’ingresso sul mercato dei nuovi treni alta velocità dell’NTV di Montezemolo e Della Valle, mentre l’ex FS, ora suddivisa in Trenitalia e RFI, utilizza i vecchi e scalcinati ETR 500, treni ad alta velocità utilizzati in linee standard e vecchie fin dal 1995, quindi non sfruttati e super usurati visto il non utilizzo in linee adeguate.
Il leader maximo Moretti, punta tanto su l’AV, anche utilizzando treni vecchi, che dovevano andare a 300 all’ora, ma non erano supportati dalle linee ad alta velocità; ci si domanda allora: ma perché vengono fatti prima i treni e poi le strade ferrate? Solo per fare un esempio, fino a Reggio Calabria arriva la Freccia d’Argento, che percorre Roma – Reggio in 5 ore, però le linee alta velocità iniziano da Napoli, quindi l’unico modo di velocizzare il percorso è tagliare alcune stazioni intermedie.
“Niente è più profondamente italiano delle Fs. E niente rispecchia i limiti e i difetti del nostro popolo più delle Ferrovie dello Stato”… una torta in cui mangiano tutti e di cui nessuno se ne interessa più. La situazione è al collasso e la similitudine che viene evidenziata con la normale realtà sembra azzeccatissima.
In uno Stato dove la corruzione e le tangenti sono considerati normalità, dove gli appalti si prendono per amicizia e clientele e non per gare. Cos’altro ci si poteva aspettare dalla ferrovia!
Gimes







«Ci sono pazzi che credono di essere Napoleone e pazzi che credono di poter risanare le ferrovie dello Stato.»
Giulio Andreotti
La ferrrovia dopo un anno trova un solo modo per rispondere …
http://notizie.virgilio.it/notizie/economia/2010/05_maggio/03/fs_gruppo_e_moretti_citano_in_giudizio_gatti_per_libro_fuori_orario,24133778.html