Regione Calabria: la svolta sarà a “Destra”?





Siamo a circa due settimane dal voto per le amministrative, il clima in quasi tutte le regione si fa infuocato, anche a causa di problemi burocratici e di ricorsi al tar in regioni fondamentali come la Lombardia e il Lazio e per decreti “interpretativi” dell’ultim’ora. La ha un ruolo fondamentale negli equilibri nazionali, viene da cinque anni di governo di centrosinistra, sotto la presidenza . La legislatura è passata tra alti e bassi, crisi e rimpasti, indagini e condanne a esponenti del governo regionale. Ci si presenta alla griglia di partenza con circa 600 candidati e 3 candidati presidenti, visto la mancata accettazione della lista guidata dal reggino Siclari del Partito Comunista dei lavoratori.

Candidato numero uno è il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe del Pdl, delfino di Fini e Gasparri, che aveva annunciato la sua candidatura più di un anno fa. Si scontrerà contro un centrosinistra spaccato tra gli altri due candidati; Loiero, presidente uscente del PD e , appoggiato dall’IDV. Analizzare la situazione politica calabrese è sempre un arduo compito e va esaminata con le pinze.

Loiero le scorse aveva vinto a mani basse, con oltre 20 punti percentuale di differenza contro il candidato del centrodestra Abramo. Ha avuto però fin dall’inizio problemi, sia interni alla sua giunta, ma soprattutto esterni e con la magistratura. Come dimenticare l’omicidio di Francesco Fortugno, vice presidente del consiglio regionale o il processo Why Not, dove era indagato addirittura Loiero (finito con l’assoluzione pochi giorni fa). Ancora la condanna a 7 anni per truffa al consigliere Enzo Sculco, o le condanne per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio per Franco Larupa dell’Udeur o i procedimenti in corso verso Mimmo Crea e Pasquale Tripodi. Insomma usando un eufemismo potremmo parlare di legislatura “sfortunata”. A tutt’oggi la discesa in campo di Loiero è stata costellata da alti e bassi, decisa all’ultimo attraverso delle primarie un po’ “tarocco” contro il reggino Bova, ma con la sicura vittoria di Loiero, già acclamato dal congresso. Il PD calabrese, il segretario Guccione e Bova in primis, cercavano un’alternativa, ma Loiero, puntando i piedi l’ha spuntata, grazie anche alla catastrofica situazione del PD calabrese, che solo da poco sta cercando di trovare una stabilità interna. Il terzo incomodo è Callipo, re del tonno di Vibo Valentia, rappresenta l’homo novus, appoggiato da IDV e Lista Bonino-Pannella.

Scendendo un po’ più verso i particolari dei candidati, possiamo vedere che sia a destra che a sinistra i consiglieri uscenti sono quasi tutti ricandidati. Non possiamo negare, che secondo i e la logica, il candidato da battere è Scopelliti, che potrebbe rappresentare il primo reggino a presiedere la giunta calabrese, dato dai a circa il 55% delle preferenza contro i circa 43 – 44% degli altri due insieme. Salvo qualche piccolo imprevisto dell’ultim’ora, quando si parlava della candidatura del medico di Berlusconi, Miraggi, è stato lui il prescelto da tutti. Definire le del centrodestra nella nostra provincia forti è dir poco. Scopelliti è appoggiato da 7 . Candidati comunali forti come gli assessori comunali Tilde Minasi e Michele Raso; Nicolò, consigliere regionale; i consiglieri comunali Bilardi, Sarica, Imbalzano, Chizzoniti, Zito. Ancora, l’ex parlamentare Luigi Fedele o Pasquale Tripodi dell’Udc o ancora l’ex sdi e consigliere regionale del centrosinistra Cherubino; i sindaci di Bagnara e San Luca. Insomma ho pochi dubbi che nella nostra provincia ci possano essere sorprese, ognuno di questi candidati garantisce migliaia di voti.

Loiero è appoggiato da 6 liste, avendo perso l’Udc, che garantiva appoggi diversi in base alle regioni. La coalizione è sempre ampia e diversificata, dal PD alla Federazione della Sinistra, cioè Pdci e Rifondazione; a Sinistra per Vendola, sino al nuovo e innovativo movimento Slega la Calabria. Anche questa coalizione presenta nella nostra provincia tutti i candidati uscenti “forti” che si sono fatti notare per le cose positive fatte durante la legislatura. Il PD si presenta con Bova, Naccari, Battaglia e Racco. Qualche novità sta in Anna Leonardi, che ha sfruttato la notorietà acquisita nel No Mafia Day di Rosarno. La Federazione della Sinistra si presenta anch’essa con gli uscenti Tripodi, forte del suo buon operato da assessore all’urbanistica e da Nino De Gaetano, anch’ esso assessore uscente. Callipo, fortemente voluto da De Magistris e Di Pietro, è appoggiato da tre liste: IDV, Lista Bonino – Pannella e la sua personale Io Resto in Calabria. Nomi nuovi e al di sopra di ogni sospetto in queste liste, come Mario Congiusta di Siderno, Antonio Cordopatri, ecc …

Quello che credo emergerà in queste consultazioni, sarà l’alto grado di campanilismo e clientele che ognuno dei candidati si è riuscito a creare. Mentre a Scopelliti, sindaco più amato d’Italia, va dato atto di aver fatto ciò che la gente vuol vedere, panem et circenses per i giovani; Loiero ha fatto molto per la città catanzarese, ma non lascia ricordi importanti per la città reggina. Callipo per quanto possa essere acclamato sia dalla società civile che da quella imprenditoriale e per quanto credo sarà una bella sorpresa elettorale, non sembra avere i numeri per combattere contro gli altri due, vista anche la piccolezza numerica del partito di Di Pietro nella nostra regione. L’ennesimo errore del centrosinistra è che in molti mesi non è riuscito a trovare un candidato congiunto per mettere insieme le liste IDV e del PD e riuscire a contrastare la quasi scontata vittoria di Scopelliti. La battaglia decisiva sarà giocata a Cosenza, dove il Pdl è in mano alla famiglia Gentile, uno senatore e uno consigliere regionale e vice coordinatore regionale del pdl, ma dove anche Loiero ha dimostrato negli anni scorsi di avere un appoggio elettorale elevato, grazie anche all’ex sinda-chessa Eva Catizone. Non mi stupirei se ci fossero sorprese da parte del vecchio volpone democristiano.

I prossimi cinque anni saranno fondamentali per la nostra regione, pioveranno miliardi da parte dell’Unione Europea e sono da risolvere situazioni catastrofiche, dagli sperperi della sanità, al ponte sullo stretto, ai vari commissariamenti per stati di calamità, avvenuti negli ultimi anni in alcuni paesi calabresi colpiti da frane e alluvioni e non per ultimo alla situazione drammatica del mondo del lavoro. Sarà un compito molto arduo e sono convinto che i cittadini, oggi più che mai, chiederanno il conto e si faranno sentire. Anche perché negli ultimi tempi sembra che ci sia stato un risveglio popolare, anche se minimo, dal torpore dei decenni scorsi.

Le nuove generazioni non stanno più solo a guardare, ma si fanno sentire. Non possiamo non menzionare le manifestazioni e le associazioni nate in questi ultimi anni; i giovani hanno manifestato massicciamente contro il Ponte, contro la mafia a Rosarno, contro le navi dei veleni e contro a tutti i vari sopprusi che colpiscono la nostra terra. Gli ultimi attentati contro la procura reggina e i vari magistrati, son sembrati ai più, un segnale pre – elettorale, un modo ambiguo della ‘ndrangheta di esprimere il proprio dissenso e dare un segnale forte alla politica, su chi comanda e ha sempre comandato nella nostra regione. Sta adesso anche alla prossima giunta e a tutti i candidati rispettare il mandato popolare, distaccandosi totalmente da certe clientele ed comportandosi in maniera più trasparente nelle gare d’appalto senza sottostare alle minacce.

La gente non dorme più e suonerà la sveglia al loro primo errore!

Gimes

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Un Commento »

Denise dice:

Non avevo guardato i sondaggi. Mi viene da piangere.

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