Buona la prima per Alonso
Si sa, se vinci va bene anche un intero Campionato di monotonia. Se, invece, la Formula Uno la guardi dopo il pranzo domenicale, magari cercando di combattere l’imminente attacco di sonno post banchetto, hai un effetto esattamente contrario a quel che vorresti.
Il Bahrain, sotto questo punto di vista, è stato un sonnifero piuttosto efficace. Se ne sono accorti anche gli addetti ai lavori: preservare le gomme, problemi di aerodinamica, pista sporca, hanno fatto si che non ci fossero tentativi degni di nota, almeno nelle prime dieci posizioni.
“Credo sarà negativo se non reagiremo a questa tendenza” ha detto Nick Fry, sponda Mercedes, “Abbiamo assistito ad una corsa molto distante da quel che può dirsi entusiasmante. Possiamo analizzare le cause e verificare cosa occorre fare”. E’ chiaro che non si interverrà sul piano tecnico, interventi costosi e difficili da mettere in atto, margini di manovra possono essere sul regolamento sportivo. “A chi dobbiamo render conto più di tutti sono i tifosi, coloro che pagano per venire alle corse o le guardano in TV” ha concluso Fry.
Come già anticipato stamane, la strada potrebbe interessare l’obbligo di fare due pit stop, suggerito da Martin Whitmarsh, per incoraggiare i piloti a spingere maggiormente senza troppe paure di rovinare le gomme prima del tempo. Idea accolta anche da Chris Horner, casa RedBull: “credo che il problema, per come sono strutturate le gare, è di avere corse ad un solo pit stop in ogni week end. Dobbiamo considerare seriamente se rendere obbligatori due cambi gomme. Anche perchè è ridicolo che i ragazzi si debbano allenare come dannati per una sola sosta. E’ anche vero che forse dovremmo attendere le prime tre o quattro gare per dare un verdetto e rivedere le cose”.
Tornando alla cronaca della gara, ad un certo punto è apparso commovente il team radio di Vettel, quando cerca in tutti i modi di trovare una soluzione al problema che gli è costato la vittoria. La rottura di uno scarico, ha consegnato le chiavi della gara a Fernando Alonso, che ha preceduto il compagno di squadra Massa.
E’ stata una gara piuttosto piatta, dominata dal tedesco della RedBull nel tratto fino al primo pit-stop, momento in cui è partita la rincorsa Ferrari. Che a Maranello fossero consapevoli delle proprie forze sul passo gara era evidente, la gara l’ha confermato. Infatti, sostituite le gomme Vettel non è riuscito più a girare sui tempi dei due ferraristi.
Quel che ha detto l’esordio in Bahrain è l’esistenza di un terzetto di piloti con un margine molto ampio sulla concorrenza: Vettel, Alonso, Massa hanno fatto gara a se. Luci ed ombre per Hamilton, con la McLaren ha subito Rosberg nelle prime fasi di gara, che lo ha costretto a rallentare il proprio passo. Liberatosene dopo il primo pit, l’inglese ha messo giù un passo consistente, vicino a quello dei primi.
L’elemento più avvincente della corsa sono stati sicuramente i pit stop. Al top, Vettel e la RedBull che hanno sostituito le quattro gomme in appena quattro secondi: notevole. Il resto è stata ordinaria Formula Uno, da leggere tra le righe, interpretare, insomma ancora niente spettacolo scintillante ruota a ruota. Il divario tra Ferrari e RedBull con il resto del gruppo è notevole, solo Hamilton sembra potersi avvicinare a breve, mentre Button è stata la grande delusione, come anche la Mercedes che esce ridimensionata dal Bahrain. Un distacco vicino al secondo e mezzo con Rosberg – qualche decimo in più per Schumacher – è troppo per le “frecce d’argento”.
Bella gara per alcuni comprimari, Liuzzi è stato consistente con la Force India, occupando brevemente la quarta piazza. Kubica – attardato in fondo al gruppo dopo un contatto al via con Sutil – ha messo in scena una interessante serie di sorpassi. Tutto come da previsioni anche per le esordienti Virgin e Hispania: vetture ancora ai primi passi e con tanti problemi da risolvere.
Prossimo appuntamento in Australia, il 28 marzo prossimo, una volta tanto non si tratterà della consueta levataccia, infatti, si partirà alle 8 ora italiana, complice la nuova collocazione a metà pomeriggio della gara di Melbourne. In attesa di conferme e smentite.
Fabiano Polimeni





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