Quando il voto passa attraverso il filo del telefono…

giovedì, 18 marzo, 2010
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4 Commenti




- Pronto?
- Pronto? Letizia? Ciao, sono Giuseppe…
- Mmm… Giuseppe chi?
- Sei una studentessa dell’ di , chiamo dalla segreteria politica di Tizio…
- Beh, studentessa ho smesso di esserlo da un bel po’, come hai fatto ad avere il mio numero di cellulare?
- Ma comunque hai studiato all’Università di Messina, il professore Tizio è stato un tuo docente.
- No, non lo è stato… ma il numero?
- Chiamo per chiederti se sei impegnata con il voto per queste regionali.
-Finora credo che il voto in Italia sia ancora libero e non richieda prenotazioni. Pur volendo, credo sia violazione della attingere ai dati sensibili nelle segreterie studenti…
-ok, grazie. Ciao.
Clic.

La conversazione si interrompe qui. La prima reazione è un sorriso perplesso, la seconda una profonda indignazione. Negli ultimi tempi la parola legalità è passata di bocca in bocca, come un vessillo da innalzare, proteggere. Si è parlato tanto di cambiamento, onestà, per poi cadere nel patetico nel momento in cui si vede una poltrona avvicinarsi. Quel che desta maggior perplessità è che un personaggio pubblico, un uomo di cultura, sia così insicuro delle sue capacità e così desideroso di accaparrarsi un posto in un Consiglio Regionale da doversi rivolgere a degli studenti, incoraggiati nel compiere reati… mmm… sì… in Italia la violazione della privacy è un reato riconosciuto sia dal Codice Civile che dal Codice Penale ed è punibile con la reclusione da 1 a 3 anni. Ora, finché è il Principe Azzurro a ricorrere a questi mezzucci per contattarmi, ben venga, potrei anche chiudere un occhio, ma da un candidato a delle elezioni politiche, in un territorio come il nostro in cui non si sa più a che Santo voltarsi, lo trovo inammissibile. Il candidato Tizio da anni tenta di essere eletto, candidandosi a rotazione alle elezioni comunali, provinciali, regionali; lontano dal mettersi in gioco per vocazione politica, desidera a tutti i costi un posto in un qualunque Consiglio; ha ormai sperimentato tutti i canali comunicativi per trasmettere la sua voglia di sedersi su una poltrona che nessuno sente più scottargli sotto avendo ormai, tristemente per noi, sviluppato dei calli.

Mi metto nei panni dello studente che ha avuto l’ingrato compito di chiamarmi, provo un’immensa tristezza pensando ai sacrifici che costa studiare e al fatto che molte volte sia necessario scendere a compromessi perché questi vengano ripagati. Tristezza, sì. È col termine tristezza che la mia generazione viene etichettata, siamo delusi, arrabbiati, e tristi, vittime di quei discorsi triti e ritriti su una Calabria che implode, che non sa più accogliere, che non sa più dare altro che arance insanguinate e che non sa a chi affidarsi.

Non riesco però a mettermi nei panni dell’Università di Messina e delle sue banche dati, lasciate alla mercé di chiunque necessiti attingervi. Esistono ancora le Istituzioni in quanto tali?
Con il massimo del rispetto per il professore Tizio e le sue velleità politiche, credo, voglio credere, nella sua buonafede, voglio ben pensare che sia stata una ‘svista’ fare telefonicamente; ma mi chiedo dove mai potremo andare seguendo questa continua dicotomia legalità/menestrafregodelleleggiepensosoloalsantomio. Siamo stanchi, ci trasciniamo bombardati da messaggi di buonafede politica, di promesse, di volti sorridenti e tirati a lucido per il giorno della festa, tanto belli da palesare la loro distanza dalla realtà dei fatti… Dove andremo a finire?

Letizia Cuzzola

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4 Commenti »

Denise dice:

Ciao Letizia, intanto mi sembra di capire che sei una New Entry ;) Benvenuta! Ad ogni modo, a me per fortuna loro non è (ancora?) capitato, di certo non risparmierei un bel Vaffa con tanto di argomentazioni, sullo stile del tuo articolo, senza risparmiare riferimenti normativi mai inopportuni.
C’è da dire che uqalcosa di fastidiosamente simile mi è capitato. Qualche anno fa venne in persona il candidato tal dei tali a suonare al mio campanello. Lui, con la moglie, stile grande presidente. Alle 14. Sul mio pianerottolo, a chiedermi amabilmente il voto…

gimes dice:

Ciao, benvenuta e complimenti per l’articolo :)
Purtroppo queste tecniche sono consuetudine, conoscevo addirittura professori e presidi che nei colloqui scuola famiglia davano i fac simili. Inutile stupirsi, nn è una questione locale: Cene, aperitivi, feste in disco, scampanellate e telefonate clientelari avvengono ovunque ! Alla privacy è inutile crederci ancora, siamo supercontrollati, telecamere, telefonate registrate e dati sensibili utilizzati e inseriti in tutte le banche dati.
PS : Penso di aver capito chi sia il candidato ed è scontato che nn salirà nemmeno in questa tornata … ihih

Letizia dice:

Grazie prima di tutto ad entrambi :)
Proprio stamattina ho incontrato il Tizio che seminava suoi bigliettini come santini all’università… trovo sinceramente umilianti, soprattutto per un uomo di cultura, queste ‘svendite’ di immagine solo per collezionare l’ennesimo fallimento!

Salvatore S. dice:

Figurati… dal personaggio misterioso abbiamo capito che possiamo aspettarci di tutto :-)

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