Reggio Calabria al Festival Musicale Fiorentino – Interviste al M° Michele Marasco e al M° Alessandro Carere (parte II°)





…I° parte…

Chiediamo al M° e al M° qualche informazione ulteriore sull’evento …. e non solo!

M° Marasco, al termine di un evento così importante, quali bilanci e conclusioni si sente di poter tracciare?
Un bilancio lusinghiero, fonte di grande soddisfazione per me personalmente e per la Scuola Il Trillo: abbiamo avuto più d’ un centinaio di partecipanti tra docenti, allievi e componenti degli Ensemble ospiti; al concerto finale del 21 marzo il pubblico affollava la Sala della Cassa di Risparmio ben oltre la capienza ufficiale; le 10 masterclass hanno visto la presenza di una sessantina di giovani provenienti da ogni parte d’Italia. La manifestazione ha suscitato grande interesse dei media, delle autorità cittadine e del mondo flautistico italiano. Unitamente ai  che si svolgono annualmente a Milano e Roma, “Flautisti in Festa” si è ormai imposta come una delle maggiori manifestazioni del genere a livello nazionale. Quest’anno mi ha fatto particolarmente piacere l’aver potuto ospitare Alessandro Carere, apprezzato solista, primo flauto dell’Orchestra di Reggio Calabria e docente di fama nazionale, che nonostante la giovane età si è affermato come una delle figure di maggior spicco nel panorama musicale d’oggi; uguale gioia mi ha dato la partecipazione dei flautisti formatisi presso l’Accademia flautistica di Reggio Calabria e dell’ “Arlesiana Flute Ensemble”, una compagine di giovani calabresi che già si esprimono a un livello altissimo proponendo un repertorio interessante e originale che include anche composizioni per loro espressamente concepite.

Da cosa e con quale finalità nasce l’idea di organizzare una Festa del Flauto?
In primo luogo dalle istanze dei nostri allievi presso la Scuola “Il Trillo” di ; i nostri corsi sono frequentati da più di 30 giovani flautisti che hanno la possibilità di accedere a una formazione completa che va dalla propedeutica ai corsi di base fino all’alto perfezionamento. Incontarsi, ascoltare, suonare con gli altri, sono componenti essenziali della crescita dei giovani musicisti e credo che la Scuola di Musica “Il Trillo” si trovi oggi tra le realtà italiane di maggior rilievo fra quelle che offrono ai loro allievi strutture di prim’ordine, molteplici opportunità, varietà e qualità delle proposte.
Inoltre abbiamo voluto restituire a Firenze, rispetto al mondo flautistico, quella centralità naturale  che per ragioni storiche, culturali e geografiche riteniamo debba avere nell’ambito musicale e culturale, a livello nazionale e internazionale.

Se con una macchina fotografica del futuro potesse fare un’istantanea del panorama flautistico odierno, su quali potenziali, umani e culturali, punterebbe?
Tutto il mondo riconosce che la Scuola Flautistica Italiana è tra le migliori del momento. Non è una novità, dobbiamo ricordare quali sono stati i più grandi flautisti del passato, dall’800 a oggi: Briccialdi, Ciardi, De Lorenzo, Tassinari, Gazzelloni……solo per citarne alcuni. Oggi tentiamo, e forse riusciamo a rinnovare i fasti dei decenni e secoli già trascorsi, e onoriamo il nome dell’Italia come Paese della Musica, in un quadro comunque sempre più europeo, basti pensare a quanti giovani vengono a studiare da altre nazioni nei nostri conservatori e nelle scuole di musica. Speriamo che le varie riforme intraprese e che si vogliono attuare in futuro possano confermare questo quadro e anzi potenziarlo. Dobbiamo comunque ringraziare tutti i compositori italiani del ’900 che hanno dedicato le loro opere al nostro strumento: Busoni, Ghedini,Berio, Maderna, Donatoni, Abate, Sciarrino, Panni, e molti altri; dobbiamo ringraziare anche i nostri maestri: Tassinari, Klemm, Gazzelloni solo per citarne alcuni, e infine dobbiamo rangraziare Salvatore Lombardi, la rivista Falaut e tutto il suo staff per l’incessante lavoro di edizione, promozione, comunicazione che fanno per il flauto, per la  musica e per i flautisti d’oggi.

I giovani docenti di oggi… i giovani sudenti di oggi… quali le analogie e i contrasti con il passato?
Oggi i rapportitra insegnanti e allievi sono più intensi, più dinamici, c’è più duttilità e reciproca comprensione, e forse è meglio; del passato rimpiango un po’ il grande rispetto che si aveva per i Maestri, che oggi viene un po’ sacrificato alle esigenze di minore formalismo insite nella società d’oggi.

Nella musica per flauto del secondo Novecento e del nostro secolo quale, secondo Lei, è il messaggio più forte mandato alla società? E con quali modalità -stilistiche, tecniche ed espressive- questo avviene nel flauto traverso?
Il ’900 è stato il secolo dell’espressionismo, del neoclassicismo, della serialità, del minimalismo, dello strutturalismo. Ha dato molto alla musica e alla cultura, pur in contesto socio-politico spesso drammatico. Qunidi direi non uno ma molteplici messaggi, bene interpretati dal nostro strumento, che ha catalizzato e attira tutt’oggi l’attenzione dei maggiori compositori nonchè il grande interesse degli studenti e del pubblico. Il flauto è un po’ lo strumento principe della musica d’oggi,  l’enorme repertorio che si è formato negli ultimi cent’anni lo dimostra, grazie anche alle decisive innovazioni tecnico-costruttive e all’enorme progresso della scuola a livello internazionale.

Quanto è importante suonare la musica del nostro tempo, pur rischiando che questa risulti elitaria?
Non credo che la musica possa essere elitaria, può essere condivisa o meno, può piacere o meno, dipende anche dalla sensibilità individuale e dalla formazione ricevuta. E’ capitato a Bach come a Mozart il non essere pienamente compresi dai propri contemporanei, oggi noi li riconosciamo come i musicisti più universali d’ogni tempo accanto a Beethoven. Inoltre come dicevo prima nel nostro tempo c’è enorme varietà di stili, tendenze, atteggiamenti culturali, la scelta è ampia e il dovere - ma anche il piacere – d’ogni buon musicista è quello di suonare la musica dei suoi contemporanei e di offrirla al pubblico in modo appassionato, generoso, comunicativo; naturalmente accanto al grande repertorio tradizionale, che comunque non ha bisogno di promozione.

Per quanto riguarda il sottoscritto l’estate e l’autunno si presentano piuttosto densi di appuntamenti: concerti e stage in Calabria innanzitutto, la mia Regione, che amo intensamente; corsi estivi a Bertinoro in Emilia e presso il prestigioso Festival delle Nazioni di Città di Castello, masterclass per i conservatori di Novara, Trento e Mantova, concerti in Emilia e Toscana; poi ci sono ovviamente la consulenza artistica presso il Festival Gazzelloni, il mio lavoro come primo flauto dell’Orchestra della Toscana e l’insegnamento presso l’Istituto Musicale di Modena e la Scuola di Musica “Il Trillo” a Firenze.

Ci regalerebbe qualche anteprima sui suoi prossimi progetti e sull’ edizione 2011 dei “Flautisti in Festa” ?
La Festa del Flauto fiorentina ospiterà nuovamente alcuni tra i maggiori flautisti d’oggi, come di consueto grande attenzione sarà rivolta alla didattica, forse i concerti sarnno due, probabilmente gli spazi concertistici saranno più strettamente integrati alle masterclass. E’ prevista la partecipazione di una o più delle maggiori Associazioni Flautistiche italiane, ampio spazio sarà dedicato alla musica improvvisata e alla formazione d’una grande orchestra di flauti, dopo le positive esperienze di quest’anno.

M° Carere, cosa rappresenta per l’Accademia Flautistica di Reggio Calabria e per Lei personalmente, l’invito a partecipare ad un importantissimo evento qual è stato quello fiorentino?
Sicuramente una grande soddisfazione che arriva come premio ad un lavoro svolto con professionalità nell’interesse dei giovani flautisti emergenti. Siamo riusciti a legare il nome di Reggio Calabria ad una realtà musicale in grado di competere in quanto ad offerta formativa con le migliori istituzioni dell’ambiente flautistico nazionale. Vivere a stretto contatto con artisti di chiara fama e con il M° Michele Marasco, eccellente flautista e ottimo Direttore artistico, è stata una esperienza di grande crescita artistica e umana, un enorme bagaglio di esperienze ed emozioni che hanno dato tantissimi stimoli e una forte determinazione fondamentale per proseguire il mio lavoro personale di Direttore artistico e flautista.

Quale tra le emozioni vissute durante la manifestazione “Flautisti in Festa” porterà per sempre con sé?

Per un flautista assistere ad un recital per flauto è sicuramente una gioia immensa, partecipare ad un evento così importante e ricco di flautisti provenienti da tutta Italia è una gioia che non può essere misurata con le parole. Sicuramente l’elemento fondamentale che ha unito tutti i partecipanti è stata la voglia di riunirsi e confrontarsi in modo sano e genuino.

In soli due anni, l’Accademia da Lei diretta ha fatto incontrare nella Città del Mediterraneo i più grandi nomi del panorama flautistico nazionale con tantissimi studenti. Sente che il territorio stia avvertendo la metamorfosi che avviene quotidianamente?
Nell’ambiente flautistico, le attività dell’Accademia Flautistica di Reggio Calabria, hanno portato una “filosofia” di studio/ lavoro che è mancata per tanto tempo. La prova dell’ottimo lavoro svolto ci è stata data su più fronti, ma per parlare di una vera e propria metamorfosi ci vorrà ancora del tempo, siamo lieti di essere partiti bene e confidiamo nell’ambiente fertile che ci circonda.

Cosa significa per un giovane ragazzo-a, studiare e lavorare al Sud Italia?
Se si parla di studiare purtroppo il sud Italia è un ambiente ancora povero di stimoli , per questioni geografiche ed economiche è anche piuttosto difficile per uno studente riuscire a confrontarsi con le realtà esistenti a livello nazionale, in questo senso l’Accademia Flautistica di RC vuole collocarsi come un punto di riferimento, una vetrina di quanto esiste in campo flautistico in Italia. Nel settore musicale, per quanto riguarda le possibilità di lavoro, non credo ci siano discriminazioni tra nord e sud Italia. Sicuramente esiste una poca sensibilità delle istituzioni verso le attività musicali ma questo a livello nazionale, la linea di pensiero è ben diversa negli altri paesi d’Europa. Mi sembra assolutamente necessario sottolineare che la Calabria è forse l’unica regione a non avere un’orchestra stabile ed è chiaro che questo rappresenta un elemento negativo in quanto a motivazioni e possibilità di lavoro per un musicista calabrese.

Incontrando le vite di tanti giovani studenti che come lei intraprendono o mantengono la passione per il flauto traverso, quale consiglio darebbe?
Non perdere mai la determinazione e la voglia di migliorarsi. In fondo ogni studente intraprende lo studio di uno strumento musicale spinto dalla gioia di suonare e dalle forti emozioni che prova nell’ascoltare ed eseguire un brano. Mettersi in discussione per ottenere i migliori risultati e gioire del semplice fatto che ogni giorno si pratica un’arte nobile come la musica.

Quali sono i prossimi progetti ed eventi dell’Accademia Flautistica di Reggio Calabria?
Il primo appuntamento è la Masterclas del M° Andrea Oliva primo flauto dell’Orchestra Nazionale di S.Cecila che si terrà a maggio, seguirà la seconda edizione del “Week-end in Accademia” un appuntamento che prevede masterclass gratuite, concerti e workshop con i migliori allievi dei corsi e flautisti provenienti dai conservatori calabresi. Settembre vedrà ospite in Accademia il M° Davide Formisano primo flauto del Teatro Alla Scala di Milano e tanto altro ancora.

Eliana Moscato

Link:
- Il Trillo
- Accademia flautistica RC

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