Reggio Non Tace! Sit in dei reggini onesti dopo l’arresto di Giovanni Tegano
24 ore ricche e movimentate per i reggini le ultime appena trascorse. Ieri notte veniva arrestato in quel di Terreti l’ultimo boss cittadino che partecipò alla sanguinosissima seconda guerra di mafia (circa 600 morti per le strade a cavallo tra gli anni 80 e 90, anche chi ha meno di 30 anni può ricordarsi qualcosa di quegli anni..). Era latitate del 1993 ed è stato arrestato nell’abitazione di un tale che è un pregiudicato per reati mafiosi e che si presume essere il reggente della ndrina che “si occupa” della zona pre-aspromontana di Terreti. Tutti gli altri arrestati sono a vario titolo esponenti della vita economica e sociale reggina, non di piccolissimo livello.
Si sono viste 3 reggio diverse in queste ore. Una, quella del mafioso e della sua combriccola di potere, chiusi in una casa vicino un cimitero a pensare e organizzare cose losche anche con l’appoggio di fiancheggiatori all’esterno di quell’ambiente; magari gente da colletto bianco.
La seconda Reggio è stata quella che è divenuta tristemente nota sulle pagine dei quotidiani online e dei tg, ovvero quella di una città che ha applaudito un mafioso urlando “E’ un uomo di pace!”. Ai giornali è mancata un po’ di profondità nell’osservare questo evento. Al di la delle questioni legate alle generalizzazioni facili quanto sbagliate, al “premeditato” utilizzo di termini come “la gente” (con un accezione collettiva) piuttosto che “la figlia” (termine inequivocabilmente singolare) e simili; ai giornalisti è sfuggita di mente una cosa. Quella signora ha urlato si che Tegano è un uomo di pace ma ha anche detto che “ha fatto bene ad Archi” (nel video in questo articolo si sente chiaramente).
Per i pochi lettori che non lo sapessero Archi è uno dei quartieri a più alta densità criminale e criminosa della città e, senza falsa modestia, anche di tutto il meridione. Quel “fare del bene” vuol dire, trovare lavori, posti, garantire case, redditi legali e non legali – è uguale quando paghi una macchina o la ricarica del cellulare. Insomma, come insegna la più stereotipata, ma veritiera, immagine del padrino cinematografico il capo di una famiglia, una ndrina o un locale, intesse il tessuto sociale delle zone più povere e degradate dell’abitato grazie alla sua potenza economica, politica e carismatica. Un uomo, un capo di un’organizzazione che, a modo suo, organizza le cose della vita collettiva. Se per acquistare qualunque cosa ci vogliono i soldi, in qualche modo li facciamo arrivare. Insomma, la solita, vecchia, trita e ritrita, storia della mafia che svolge il compito che dovrebbe svolgere il sistema statale ed il sistema economico di un paese; storia, questa, che dovrebbe portare irresistibilmente alla ribalta una questione sociale drammatica vissuta dal territorio e che non sembra accennare a diminuire. Basta vedere quello che sta succedendo per un concorso alla Regione Calabria..
Sembra banale dirlo per l’ennesima volta, ma questo episodio è molto indicativo del fatto che le cose in questa città sono per una parte enorme basate ancora su logiche feudali.
La terza Reggio che si è vista è quella che Non Tace! Un gruppo, abbastanza folto, di persone che si è ritrovato spontaneamente sotto la questura della città per esprimere solidarietà alle forze dell’ordine che hanno operato l’importantissimo arresto della scorsa notte e per esprimere un forte distinguo rispetto all’immagine della popolazione cittadina che superficialmente viene veicolata dai mass media nazionali.
Sono mesi che lo scriviamo in tutte le salse su questo sito: i reggini non sono tutti uguali!!!
Alessio Neri
foto e video Salvatore Salvaguardia


















Quando ieri ho letto le notizie e, successivamente, visto il video mi sono reso conto di come spesso fanno giornalismo a “c### di cane”. Come hai ben scritto, hanno confuso la parola “gente” con un paio di familiari. Perchè far passare la gente di Reggio per quello che non è? Questo mi fa molto incazzare. Si bada a fare notizia e non a raccontare i fatti come sono. Ieri su Matrix solo qualcuno ha sottolineato del sit in che c’è stato in serata. Per fortuna che esiste internet per comunicare le cose come veramente sono.
[...] I cittadini reggini si sono indignati e hanno reagito come meglio potevano, organizzando un sit-in di solidarietà alle forze dell’ordine davanti la Questura di Reggio Calabria. Alcuni si sono indignati anche con la stampa che ha dipinto [...]