Letizia a Parigi
“Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dopo, ovunque tu passi il resto della tua vita, essa ti accompagna perchè Parigi è una festa mobile!”
E. Hemingway
Parigi profuma di liquirizia. No, non è un’impressione legata all’astinenza forzata da caffè (il beverone marroncino autoctono, fatto con una percentuale irrisoria di Nescafé, costa fino a quasi 3 euro), ma una sensazione viva, che sottolinea come, nonostante i 12milioni e mezzo di abitanti, i 500 giardini sparsi per la città aiutino a contrastare l’odore di smog.
Tralasciando l’aspetto economico capace di annientare ogni romanticismo, tirar fuori l’anima da camionista anche di Giobbe, nonchè ogni briciolo di spirito di sopravvivenza grazie al quale, dopo aver speso 5 euro per una bottiglietta d’acqua e aver così avuto l’intuizione di recarvi al primo supermercato, con circa 2 euro ne comprerete 6 di bottiglie.
Arrivo armata di cappello, sciarpa ed ombrello convinta di trovare quelle nubi grigie e quella pioggerellina dispettosa che ha sempre caratterizzato i racconti di viaggio di ogni visitatore della capitale francese; mi ritrovo invece ad aver solo occupato spazio in valigia… Sole, sole, sole, tanto da esser tornata con un’invidiabile abbronzatura (che il Sole nel Nord Europa picchi duro non è l’ennesima diceria…)!!!
La visita della città inizia in Metro: niente di meglio per entrare a contatto col quotidiano dei parigini, soprattutto per chi come noi vive in una città in cui gli avvistamenti dell’autobus suonano eclatanti quanto quelli degli UFO. Armatevi di moneta perché potrebbe capitarvi di imbattervi in macchinette che non accettano carta moneta per il rilascio del ticket; dopodiché alla prima biglietteria utile acquistate per 12 euro un carnet con 10 biglietti che vi permetterà di essere sempre pronti a spostarvi e di risparmiare 4 euro. Personalmente, mi sono innamorata a prima vista della stazione Concorde, caratterizzata da un mosaico che riproduce il testo della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino. Fatto un giro generico e generale della città, tappa obbligatoria è l’Hard Rock Cafè, in Boulevard Montmartre, dove potrete assistere a concerti anche nel primissimo pomeriggio. Per gli appassionati e non solo ogni venerdì sera (tempo permettendo) la Villé Lumiere ospita uno degli eventi più cool di sempre: il Paris Roller. Appuntamento per le 21:30 sotto la torre di Montparnasse per una vera e propria maratona notturna, un percorso che varia ogni volta, una corsa di più di 3 ore con tanto di polizia che blocca il traffico e scorta a spasso per le strade parigine il foltissimo “sciame” di pattinatori!!! Se la scena vi appare poco insolita, vi assicuro che il rumore di sottofondo lo è!
Saltando a piè pari i classici luoghi degni di visita, che potete ritrovare su qualunque guida, consiglio vivamente di visitare l’Hôtel de Sully, nel quartiere Marais; la Galerie Lafayette per farsi un po’ di male gratuito contando gli zeri dei prezzi; una qualunque pasticceria per assaggiare la Millefoglie (si rischia l’estasi mistica!); Versailles, intesa non come Reggia ma come cittadina, e i giardini reali assolutamente imperdibili all’interno dei quali potrete girare in lungo e in largo con 15 euro di entrata (nel prezzo è compresa anche la visita degli interni); la cattedrale di Notre-Dame con i suoi rosoni e guglie vi toglierà il fiato e vi farà sorridere con i suoi gargoyles sulla facciata, arrivati sulla piazza guardate per terra alla ricerca della Stella; il Musée d’Orsay e il Louvre, dove il biglietto costa 13 euro e vi permette di girare per 3 ore ed ammirare la summa dell’arte. Al Louvre, ricordate di chiudere la bocca spalancata per la meraviglia passando per la sala dedicata a Michelangelo e Canova e di chiuderla nuovamente davanti alla Gioconda: uno dei più grandi bluff della storia dell’arte: al centro di un’intera parere troverete questo quadretto protetto da transenne. Quadretto non lo sto usando né come diminutivo né come dispregiativo: avete presente il calendario appeso nella vostra cucina? Le dimensioni sono quelle!!! Al Louvre, uno sguardo attento lo merita anche la scala a chiocciola che conduce alla piramide che dà sul cortile interno del Palazzo: vedere l’esterno a quadretti è un’esperienza da fare! Per le vie principali è possibile collegarsi ad internet da apposite cabine, simili a quelle telefoniche… ça va sans dire… Alle signorine e non solo consiglio di visitare Fragonard, il Museo del Profumo, dove farete un viaggio olfattivo attraverso la storia del profumo e potrete acquistare prodotti a prezzo di fabbrica.
Armandovi di entusiasmo e pronti a scatti continui con la macchina fotografica, fate un giro sul Bateaux Mouches e osservate la città che si lascia ammirare come in vetrina, godetevi la spiegazione dei monumenti delle vocine registrate, senza meravigliarvi se comprenderete con più facilità la spiegazione in Giapponese che quella in Italiano…
Se volete visitare la Tour Eiffel ricordate di prenotarla prima (13 euro di biglietto e la paura dell’altezza passa), per evitare le ore di fila, ma ricordate anche di esser puntuali all’ingresso; se soffrite di vertigini sdraiatevi sul prato che circonda il Trocadéro e respirate a pieni polmoni circondati dal verde. La Tour Eiffel merita di esser vista sia di giorno che di notte: due fasci luminosi visibili da ben 80 km di distanza si accendono ogni sera i primi 10 minuti di ogni ora, dall’inizio della notte fino alle prime luci del mattino, illuminando tutta la torre di metallo. Come se fosse ricoperta di diamanti, esibisce le sue linee e rapisce lo sguardo di chiunque. Vanitosa, sciantosa, elegante, raffinata, esibizionista, chiamatela come volete, ma comunque non potrete resistere al suo fascino. Una curiosità: se vi venisse voglia di gelato, anche il cono avrà la forma di Tour Eiffel rovesciata…
Ed infine lasciate liberi la vostra Anima artistica e il vostro romanticismo a Montmartre: giunti in cima alla collinetta, dopo aver letteralmente scalato circa 300 gradini e imprecato tutti i santi più o meno noti che il calendario di Frate Indovino fornisce, dimenticherete la fatica ammirando la città ai vostri piedi. Dominata dalla Basilique du Sacré-Coeur, dove potrete guardarvi intorno con la surreale colonna sonora di un violinista appollaiato sulle scale, la Place du Tertre sembra uscire direttamente da un dipinto con i suoi colori e le sue voci che richiamano l’attenzione dei turisti. Con circa 30 euro potrete portarvi a casa un vostro ritratto, scegliendo bene l’artista, ognuno dei quali metterà sul foglio una parte della sua anima tirando fuori la vostra; se non amate i ritratti ci sarà sicuramente qualcuno pronto a ritagliare in pochi minuti una vostra sagoma. Montmartre sarà l’unico luogo in cui non verrete rincorsi da venditori di souvenir, o meglio… da ragazzi che alla modica cifra di 2 euro vi venderanno 10 portachiavi della Tour Eiffel che potrete lanciare a quanti vi sarete dimenticati nella vostra lista-ricordini. Da acquistare assolutamente ad un prezzo davvero irrisorio, sono gli acquerelli con le varie vedute di Parigi, grazie ai quali piangerete in preda alla nostalgia ogni volta che li rivedrete sulle pareti di casa ricordando dove, come e quando li avete acquistati.
Parigi conferma la sua fama letteraria di città dell’Amore, la città in cui tutto è possibile se ci si abbandona al Viaggio, ma è anche la città della solitudine: è una dicotomia eclatante, con i suoi abitanti isolati da cuffie alle orecchie, che cercano il contatto strattonandoti anche quando lo spazio non lo richiede, che parlano con se stessi guardandosi nelle vetrine, come protetti da gabbie invisibili. La nostalgia di fondo della superba capitale si annida in un angolo del cuore, senza soluzioni…
Gentili Lettori e Piccioni Viaggiatori, se riuscirete ad apprezzare anche la gastronomia francese, dimenticando che noi figli del Sud siamo poco nouvelle e molto cuisine, vi assicuro che Parigi val bene una Messa e non solo…
Letizia Cuzzola

























Quasi quasi mi è venuta voglia di partire!! Bel “racconto”…;)
Grazie, Teodora
Devo dire per dovere di cronaca, che Parigi è una di quelle mete banalizzate dai dettami turistici, mentre di banale non c’è assolutamente nulla!!!
Che dire….Me lo aspettavo!!!
Con la tua cronaca parigina mi hai fatto rivivere e rivedere con piacere un periodo che rimpiango moltissimo.
Grazie Leta
Parigi è al di sopra di ogni tempo, in una dimensione fra il ricordo, la nostalgia e una personale idea di modernità.
Grazie a te per avermi insegnato l’amore per il Viaggio
Grazie e complimenti per l’articolo. Io sono stata a Parigi per un solo week end, ma mi è bastato per innamorarmene…
E’ davvero splendida, magica, affascinante, emozionante…
Che viaggio fantastico…:)