Il rapporto tra politica e social network nell’intervista a Federico Curatola, sindaco di Bagaladi





Ho già accennato a come la politica a Reggio e d’intorni stia incominciando a cambiare utilizzando anche i nuovi strumenti che usano la rete per definire messaggi mediali. Prima di tutto questi nuovi media, sono strumenti in mano alle persone, per questo motivo mi sembrava interessante ascoltare il parere di qualcuno che fosse un utilizzatore di in primis a titolo personale ma anche in relazione alla carica pubblica che ricopre.

Federico Curatola, giovannissimo neo sindaco di Bagaladi, è architetto e blogger.

Gli abbiamo chiesto cosa ne pensa del ruolo che i social network ricoprono nella vita politica attuale e sulla sua personale esperienza. Di seguito l’.

Lo strumento comunicativo del social network – e dei – nelle sue forme più varie (Blog, Facebook, twitter, ecc) in brevissimo tempo è entrato a far parte della vita quotidiana di una grande fascia della popolazione italiana. Che idea ti sei fatto? Tu che social network usi?
Essendo io un appassionato di informazione e di innovazione non posso che esultare per questa “diffusione” su larga scala dei blog, dei social network e di ogni altro mezzo di comunicazione simile. Internet rappresenta per i nostri tempi, quello che la TV ha significato per i nostri padri, con i dovuti paragoni, s’intende.
Io ritengo che, se usati in maniera costruttiva, questi strumenti, che ti mettono immediatamente in contatto con il mondo, possono contribuire ad ampliare le conoscenze dei singoli e delle masse. Naturalmente molto dipende dal’uso che se ne fa. Io curo da anni un mio blog personale ed ultimamente utilizzo molto facebook per esporre i miei pensieri ed i miei stati d’animo, oppure per pubblicizzare le mie iniziative o quelle a cui partecipo. Mentre per contattare gli amici e scambiare opinioni preferisco messenger, non fosse altro perché da questo punto di vista è maggiormente rispondente a questa necessità.

Da pochissimo tempo sei stato eletto Sindaco di , paese dell’area grecanica reggina. Secondo te, l’uso di questi nuovi strumenti di comunicazione può portare una concreta innovazione nelle modalità di approccio della politica col cittadino? Che genere di effetti può apportare l’uso consapevole di strumenti come blog o facebook?
In un momento in cui si parla di scollamento della politica dal cittadino, credo che avere una pagina di un blog sulla quale appuntare le richieste, le segnalazioni, i suggerimenti, sia uno dei modi per riavvicinare amministratori ed amministrati. Io a Bagaladi questo problema non lo vivo, in quanto qualsiasi cittadino sa di potermi trovare quotidianamente o al Municipio o nei locali pubblici o a casa, perciò diciamo che, nonostante ci sia una buona alfabetizzazione informatica, nel mio paesino, il contatto diretto è ancora preferito e, devo confessare, lo preferisco anche io.

Secondo te è possibile affermare che con i social network si torna verso una politica di maggiore prossimità con i cittadini?
Come dicevo è uno dei modi, ma prima si dovrebbe cercare di “incontrare” i cittadini veramente. Le bacheche ed i forum possono essere utili ma non devono sostituire le buone vecchie prassi.

Adesso, da amministratore, pensi che utilizzerai questi strumenti per portare avanti la tua azione? Se si, come? Se no, per quali motivazioni?
Ovviamente utilizzare questi strumenti per pubblicizzare le attività dell’ è importante. Si va ad informare una buona fetta di popolazione. Non tutti hanno il tempo di venire al Municipio a guardare l’albo pretorio per conoscere gli avvisi e le decisioni della Giunta o del Consiglio. Inoltre la diffusione degli atti aiuta a sensibilizzare i cittadini ed imprime una spinta verso la trasparenza e la legalità.

Per finire, una domanda a più ampio raggio, come vedi a livello nazionale il futuro dei rapporti normativi tra la politica e internet?
La tendenza ad “imbavagliare” tutto e tutti non fa ben sperare. Dobbiamo difendere la libertà di espressione sancita dalla Costituzione e che la “politica” in generale molto spesso dimentica. C’è un chiaro piano di destabilizzazione delle nostre libertà e siccome internet rappresenta la massima libertà al giorno d’oggi, penso che si tenterà con normative restrittive ed impopolari di mettere il bavaglio anche alla rete. Se dovessero privarci della rete, il salto nel buio sarebbe completo.

Alessio Neri

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