Mi raccomando, la foto!





“Mi raccomando, la foto!”.

State tranquilli, non si tratta di giovani modelle in cerca di successo. Piuttosto è la sentita preoccupazione di molti, tanti, certamente troppi individui che popolano conferenze stampa di eventi quantomeno dalla dubbia rilevanza.

E’ la morte dei contenuti, già inesistenti in buona parte delle manifestazioni che la “meravigliosa” Reggiocittàturistica accoglie. È il politico di turno, patrocinatore di questo o quell’evento che, solitamente, è il più appassionato all’arte delle fotografia. Non è difficile, a mio modo di vedere, capire il perché di una tale attenzione.

E’ innegabile che la carta stampata viva un profondo momento di crisi, un coma dagli esiti tutt’altro che scontati; certamente, sfogliando le pagine – quante dalla dubbia utilità, quante colonne “sprecate” su non-notizie – il lettore medio, direi circa il 70% di chi acquista un quotidiano, vede l’attenzione catturata dal titolo e dalle . Oserei dire che difficilmente si legge oltre le prime dieci righe di un pezzo: incapacità di comunicare del giornalista? Inutilità del pezzo? Insussistenza della notizia? Fate voi.

Capita anche, con una certa frequenza, che nel turbinio di eventi da “fiera del paese” che arricchiscono la nostra ridente-cadente città metropolitana, il copia-incolla delle conferenze stampa possa essere un utile strumento per risparmiare prezioso tempo, data l’assoluta ripetitività dei soliti soggetti protagonisti. Il politico è quella razza che dà il meglio di sé, “fieri di essere al fianco di…”, “un onore aiutare a veicolare il messaggio di…”, “ci impegneremo al fianco di…”: insomma, contenuti zero. Ecco quindi che, riprendendo quelle nozioni di diritto costituzionale che ti insegnano all’università, nel combinato disposto tra assoluta insussistenza di contenuti, rilevanza prossima allo zero di gran parte delle “manifestazioni-evento” – senza scordare la già citata parziale lettura di un pezzo sul giornale – la foto ha un potere enorme. Il potere di trasmettere un messaggio universale: IO C’ERO.

Ed il , il bombardamento per immagini, un continuo manifesto elettorale, evidentemente ha i suoi frutti. Quando? Semplicisticamente potrei dire nel momento del voto, analizzando più a fondo potrei dire in ogni fase lavorativa e sociale. Non so se l’equazione sia corretta, tuttavia, la esemplifico di modo che ognuno possa farsene una propria, modificando le componenti.

Generare un circolo di potere – inteso nella forma più ampia e non necessariamente in un’accezione di illecito – dove si è in grado di gestire un piccolissimo salvadanaio, da poter elargire a questo o quel soggetto, a questa o quella associazione, crea consenso. Creando consenso si crea anche un legame di “riconoscenza”, lo definirei. Legame di riconoscenza certamente presente anche quando si ottiene una sostanziosa spinta per ottenere un posto di lavoro. Questa riconoscenza, a mio modo di vedere, condiziona l’agire quotidiano sapendo il sostegno che si è ricevuto.

Direte voi, cosa c’entra tutto ciò con “Mi raccomando, la foto!”.

Ecco, mi vien da pensare che quell’apparire, quell’esserci comunque, si trasmetta al lettore – magari al lettore distratto – come un impegno concreto, per il territorio. Mancando i contenuti, non esistendo alcuna base di ritorno per il territorio nel 90% delle attività che vengono promosse-patrocinate-sponsorizzate da enti locali, si camuffa l’elargizione di un obolo per interessi strettamente privati come una “grande chance per la città”.

Arrivando rapidamente alla conclusione, non mi sembra che la gragnola di attività che piovono sulla città abbiano apportato un serio beneficio per la cittadinanza. Non parliamo dell’aspetto ludico, intendo l’aspetto sociale ed il miglioramento delle condizioni esistenziali. Nei loro elementi più semplici, senza avere la pretesa che si generi chissà quale stravolgimento che faccia di Reggio Calabria la Berna del sud Italia: che si sia avuta una buca coperta solo perché ci passava una delegazione di chissà dove!

Tutti in posa, allora!

Fabiano Polimeni

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