Palermo pride: un sud sensibile e tollerante
Sabato 22 giugno il centro di Palermo, simultaneamente con la più lontana Torino, si colora di tolleranza, si veste di rivendicazione. E’ il Sicilia pride. Il primo gay pride di Palermo. Un appuntamento forte e inaspettato per una città che, nonostante sia una delle più cosmopolite del meridione, deve ancora superare molti gap culturali.
L’evento, conclusivo di un’intensa programmazione iniziata già il 9 giugno, nasce da un’idea di “Stop Omofobia”, aggregazione creata per coordinare 42 tra associazioni LGBT (lesbiche, gay, bisex, trans gender), nonché partiti, collettivi, movimenti cittadini e sindacati. L’Arcigay Palermo è tra i gruppi quello che più fortemente ha lottato per ottenere l’evento. Quella di Palermo è la prima Arcigay d’Italia (nata nel 1980 per volere di Massimo Milani e Gino Campanella) e viene alla luce successivamente ai cosiddetti “Fatti di Giarre”.
Trent’anni fa, appunto, nella cittadina in provincia di Catania, venivano uccisi due giovani omosessuali: Giorgio Agatino Giammona, 25 anni, e Antonio Galatola detto Toni, 15 anni. Fu un terribile omicidio. Fece scandalo in tutt’Italia. E’ da quel tragico episodio che si sviluppò una forte esigenza di tutela, un sempre crescente desiderio di riscatto; il bisogno di una presa di coscienza culturale e sociale. L’Arcigay di Palermo ne fu concreta espressione. A trent’anni da quegli eventi le manifestazioni di giugno 2010 ne portano la più viva testimonianza.
Le organizzazioni promotrici hanno ottenuto l’inaspettato patrocinio della Provincia e del Comune di Palermo e sono riuscite a far sfilare per le vie del centro, secondo gli organizzatori, ben 10.000 persone (4.000 dalle fonti della questura).
Il corteo, partito dalla centrale piazza Magione alle 17:00, è giunto alle 20:00 a piazza Verdi. Nello stesso piazzale del teatro Massimo si sono susseguiti gli interventi di Vladimir Luxuria (madrina dell’evento), Paolo Patané (Presidente nazionale Arcigay) e la musica di Viola Valentino, Gennaro Cosmo Parlato, Hank, Cipria e dei Licks. L’eurodeputata Rita Borsellino, l’onorevole Franco Grillini e l’assessore al Centro storico di Palermo Maurizio Carta, tra i politici che hanno sostenuto l’iniziativa. Unica nota negativa: i manifesti di “Giovane Italia” contro le unioni omosessuali.
Nell’attendere un orgoglio gay in Calabria rimandiamo l’appuntamento “gay pride” alla manifestazione nazionale che si terrà a Napoli il 26 giugno prossimo.
Nel frattempo chiediamoci quanto tempo ancora dovremo attendere in Italia, già fanalino di coda di molti paesi europei per quanto concerne i diritti degli omosessuali, al sud, e ancor più nella terra dei briganti, per considerare legittimi ed effettivi i diritti dei gay e dei diversi da noi.
Andy Gentile
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Guarda tutto molto bello… ma io non capisco fino in fondo certe carnevalate…