Ci sono libri… – Gente in Aspromonte





Un mondo arcano, chiuso, primitivo, elementare, dove i rapporti sociali erano duri, anzi spietati, e le ingiustizie profonde.

L’introduzione racconta così il più importante libro che scrisse all’età di 35 anni e che gli vale tutt’oggi la grande notorietà e stima negli ambiti della cultura nazionale.

Il mondo di cui parla l’autore è profondamente cambiato – anche se non del tutto – nel suo aspetto esterno, nell’ambiente che si manifesta ai suoi visitatori. Non esistono quasi più le capanne dei pastori sulle montagne e vicoletti scoscesi che si inerpicano lungo i costoni di che seguono il letto delle fiumare adesso l’, tra la sua straordinaria vegetazione, comprende anche numerose costruzioni non intonacate: pessima opera dell’uomo che fa da contraltare alla bellezza della natura selvaggia di questi aspri monti.

L’ambiente è mutato profondamente nel secolo trascorso dalla scrittura del libro ai giorni nostri eppure tanti tratti caratteristici delle persone che abitano quei luoghi, che sono riscontrabili tutt’ora, Alvaro li descrive e li racconta magistralmente. Tramite brevi racconti Alvaro fissa, come su uno specchio la cui immagine riflessa rimane immobile nel tempo, il carattere del popolo aspromontano, la sua tenacia e la sua fame di giustizia ma anche i soprusi dell’uomo sull’uomo e l’atavica speranza di vivere una vita dignitosa.

Il calabrese descritto da Alvaro, però, non riesce quasi mai a soddisfare i propri desideri ma riesce sempre ad arrangiarsi. Lo dimostrano anche i protagonisti dell’ultimo dei racconti. Emigrati in un paese lontano (vagamente riconoscibile come gli Stati Uniti), senza mezzi e senza risorse rischiano di cadere nel crimine. A quel punto il prete, originario come loro delle lontane montagne aspromontane, li solleva dalle bassezze a cui erano prossimi cadere. Una “divina provvidenza” che l’autore impersona in un prete cattolico ma che tanti emigrati ed emigranti hanno trovato e continuano a trovare nei compaesani sparsi per il mondo e che non lesinano mai quello di cui pochi sono capaci come noi: l’appoggio e l’ospitalità.

E’ un classico da leggere e rileggere. Per riconoscersi, per conoscersi.

Alessio Neri

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