I papi e il sesso, prima uscita italiana per il libro di Eric Frattini
Nel giorno della prima nazionale de “I Papi e il sesso” (ed. Ponte alle Grazie) dello scrittore spagnolo Eric Frattini, un’ombra di oscurantismo medievale prova a disturbare un evento che è motivo di orgoglio per la città, portandola alla ribalta internazionale con la presentazione di un volume che potrà essere controverso, discusso, avversato, ma certamente quantomai attuale.
Non è stata solo la presentazione di un libro, quella tenutasi ieri al B’Art – sede dell’ultimo momento, che ha ospitato Eric Frattini, Giusva Branca, Raffaele Mortelliti ed un ampio parterre di persone interessate a conoscere. È stato anche il prologo di Tabularasa, la serie di incontri organizzata dall’associazione Urba/Strill che approfondirà dal 19 luglio prossimo le tematiche più interessanti e controverse della storia italiana, puntando l’attenzione sull’editoria d’inchiesta nel nostro Paese.
Si parlava di ombre oscurantiste, che spiega bene Giusva Branca nell’introdurre Eric Frattini: “avevamo previsto la presentazione del volume all’Università per Stranieri Dante Alighieri, con la grandissima disponibilità del prof. Pasquino Crupi, per dibattere, esprimere posizioni diverse. Invece, nel 2010 ancora si ha paura dei libri”. “La censura di Berlingò – dice Frattini – ci consente di discutere senza protocolli, ma come in una riunione di amici”.
Di cosa parla, quindi, “I Papi e il sesso” da destare tanto “scandalo” nell’ospitarne la presentazione in anteprima nazionale? Descrive con dovizia di particolari e documenti la vita sessuale dei Papi, un’istituzione – il Vaticano – che Frattini definisce “a due facce: quella del Papa vestito di bianco in San Pietro e l’altra, che lo disegna come uno degli Stati più poderosi e influenti del pianeta”, senza tralasciare le ferree istruzioni imposte su come trattare e nascondere i casi di abusi sessuali ai danni di bambini.
“Il libro contiene una lista di vescovi, arcivescovi, cardinali messi da parte per abusi su bambini e seminaristi. Da quando Ratzinger viene nominato prefetto della congregazione della fede, un documento dà ulteriori istruzioni su come trattare i casi di pederastia, vanno trattati come ‘peccatori’ e non come ‘delinquenti’”, spiega Frattini elencando date, nomi, cognomi e documenti storici. Proprio sull’accesso ai documenti, alle fonti storiche, Frattini descrive il muro eretto davanti ai segreti del Vaticano, “tante volte ho chiesto l’accesso ai documenti delle biblioteche vaticane, mi è sempre stato negato. Così, ho trovato documenti in giro per l’Europa, di ogni documento della biblioteca vaticana esiste una copia da qualche parte nel mondo: Germania, Francia, Gran Bretagna, Portogallo, Spagna, sono stati circa 200 i libri e documenti usati, il più antico datato 1742 e riguardante la vita sessuale dei papi nel Medioevo”.
E’ un libro da leggere, da commentare, criticare, ma non può essere censurato “a priori”. Un po’ quello che è stato fatto grazie a Urba/Strill, che ha consentito un dibattito-confronto tra idee. Una discussione a più voci, con l’intervento del prof. Perna che ha voluto ricordare come ci sia “tutta un’altra Chiesa in giro per il mondo”. La sintesi migliore, probabilmente, quella fatta da Pasquino Crupi: “è un libro accompagnato dal profumo dell’opera scientifica, se non se ne può parlare ovunque, allora, dobbiamo eliminare lo studio della Divina Commedia, dove Dante metteva tutti i Papi in un girone dell’Inferno. Frattini non ha fatto altro che documentare un sapere”.
Fabiano Polimeni






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