LiberaReggio.org è contro tutte le leggi che limitano le libertà di informazione e di espressione





Entro luglio vogliono tappare la bocca alla stampa non berlusconiana e a quella indipendente (ci tengo a questa divisione). A volerlo è l’attuale governo che, non pago di controllare i canali televisivi principali, la maggior parte degli investimenti pubblicitari, la più grande casa editrice del paese e lo sviluppo tecnologico dei media e, dunque, delle informazioni, decide di limitare per legge quel briciolo del “diritto di sapere” che è rimasto a noi italici pecoroni.

Non si può più parlare di conflitto di interessi semplicemente perchè lo spettro mediale, soprattutto televisivo, è ormai un tutt’uno con il titolare di Palazzo Chigi.

Oramai è inutile parlare degli interessi economici del premier, tutti hanno voluto che fosse così, anche i suoi più acerrimi oppositori.

Pensando che facesse comodo a tutti, tutto sommato, poter aver sempre un’arma di critica ci siamo ridotti che il sistema televisivo italiano è diventato uno dei più grandi sistemi di propaganda del mondo. Il problema vero è che adesso, aggiustati i problemi economici, vogliono imporre in maniera “democratica” con un disegno di legge a tutti di “farci i cazzi propri”. La legge è pensata bene perchè agisce a limitare le fonti primarie (le intercettazioni svolte dai giudici), il sistema giornalistico (punizioni e intimidazioni senza precedenti per la pubblicazione di documenti che prima erano semplicemente pubblici!), la produzione di contenuti generata dagli utenti tramite l’obblogo di rettifica entro 48 ore dalla pubblicazione dell’articolo “incriminato”.

Non è per niente superfluo aggregare a questa nuova legge la situazione di estremo e pesante in cui versano i professionisti dell’ grazie all’applicazione di contratti lavorativi sciagurati per un mestiere come quello del giornalista. Essere ricattabili per un rinnovo di contratto, per un euro in più di paga per ogni pezzo firmato e altre situazioni di questo genere consente a tutti gli editori, non solo di sfruttare, ma di ricattare nel vero senso della parola i propri redattori. E così, indipendenza e schiena dritta sono sempre più delle rarità nel mondo della professione giornalistica.

Ci piacerebbe che i grandi editori che si lamentano e si coalizzano contro le leggi oscurantiste del governo ammettessero che se stiamo così male in termini di di informazione buona parte è anche colpa loro perchè costringono i giovani ad adattarsi a meccanismi clientelari e di favoreggiamenti ed emarginano i reporter veramente indipendenti.

Ma questo, credo, non succederà mai.

Di seguito, a partire dalle 17 fino alle 24, la diretta della manifestazione contro la “Legge bavaglio” organizzata dalla Federazione Nazionale della Stampa che andrà “in onda” a web unificato.

Alessio Neri

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Un Commento »

hotel sardegna dice:

In questo momento è in corso un sit-in a Cagliari, dove io vivo, in Piazza Repubblica, contro la legge bavaglio… Ora scappo dall’ufficio e ci vado…
Non è possibile, dobbiamo risucire a fare qualcosa, a FERMARLO..

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