I PiantaGrano di Reggio tra decoro urbano e riappropriazione degli spazi pubblici
Domenica scorsa, 27 giugno, è rinata un’aiuola nel Rione Marconi, zona disagiata della città subito sotto il viale Europa. L’opera di recupero è stata effettuata da un gruppo di persone che si fanno chiamare “I PiantaGrano“: cacciatori di aiuole abbandonate allo scopo di ridargli nuova vita.
A discapito del piccolo spazio pubblico recuperato e donato, rinato, alla cittadinanza l’importanza di questa azione di “Guerriglia gardening” è molto più grande di quanto sembri. Si tratta di un’azione concreta di riappropriazione degli spazi pubblici, del decoro e della vivibilità cittadina che a fronte dell’immobilità delle istituzioni comunali non viene comunque abbandonata dai cittadini.
Per adesso le persone coinvolte sono poche ma c’è da crederci che sempre più cittadini, vedendo la differenza tra abbandono/incuria e recupero degli spazi, approveranno questo tipo di azioni conservandone e curandone quotidianamente le belle conseguenze.
Per capirne di più su I PiantaGrano e sui loro obiettivi abbiamo fatto qualche domanda a Cheyenne Curatola, uno dei promotori di questa bella iniziativa.
Su facebook ho visto la vostra foto a viso scoperto su un’aiula cittadina appena ripulita e tirata a nuovo. Tutto alla luce del sole? Ma che razza di guerriglieri siete? In cosa consiste il vostro progetto?
Ci definiamo un gruppo non-violento di Resistenza contro ogni degrado urbano.
Nasciamo da una costola dell’associazione CombAttivaMente amici di Beppe Grillo, ma abbiamo vita “propria”, nel senso che siamo diventati un gruppo eterogeneo di persone aperto a tutti.
Ci sono due “scuole di pensiero” riguardo il Guerrilla Gardening, c’è chi preferisce agire come i veri guerriglieri e compiere delle azioni repentine e notturne (azioni che di solito si svolgono in poche persone) e chi, invece, come noi preferisce agire alla “luce del sole”.
In una città come la nostra, da sempre poco attenta al verde pubblico e in generale alla “cosa pubblica”, “attaccare” un’aiuola in pieno giorno ha un significato particolare. Significa dire a tutti i cittadini (al di là della latitanza delle istituzioni) “riprendiamoci” la nostra città, i nostri spazi.
Quali sono le motivazioni che vi hanno portato ad organizzare un gruppo di “guerriglia gardening” a Reggio e quanto pensate sia utile un’attività del genere ai fini del miglioramento concreto della città?
Senza andare a “disturbare” movimenti come E.z.l.n. in Messico (dove gli Zapatisti vogliono riappropiarsi delle loro terre) o come i Sem Terra brasiliani (che sono riusciti a sottrarre milioni di ettari di terra ai latifondisti rischiando gravi conseguenze personali), a cui non assomigliamo per la differenza sostanziale che noi non “combattiamo” per la nostra sopravvivenza fisica, le motivazioni che ci hanno portato a creare questo gruppo sono la convinzione che la Terra sia di tutti, il desiderio di riappropiarcene e la voglia di fare qualcosa di concreto per cambiare il volto della nostra città.
Crediamo che la nostra “lotta” sia utile alla nostra città.
Come prima cosa per il fatto che, oggettivamente, gli “attacchi verdi” la rendono più gradevole.
Nell’ “attirare l’attenzione” della popolazione e, speriamo, delle istituzioni sul tema del pessimo uso che l’uomo sta facendo della Terra nel mondo, ed in particolare nella nostra città dominata dal cemento e dall’incuria, ma soprattutto nel cercare di far comprendere a tutti i cittadini che non dobbiamo accettare passivamente gli avvenimenti ma dobbiamo partecipare attivamente a tutte le “questioni” che riguardano la nostra città.
Avete compiuto la vostra prima azione, ci puoi spiegare bene come si porta avanti un’attività di questo tipo e di cosa c’è bisogno per realizzarla al meglio e per far si che i risultati che vi proponete siano duraturi nel tempo?
L’altro giorno abbiamo compiuto la nostra prima “azione”, in una aiuola del Rione Marconi a due passi dal viale Europa.
Un’esperienza, a mio avviso, meravigliosa. Ne sono davvero entusiasta.
E credo lo siano anche gli altri “guerriglieri” che hanno partecipato: Angela Ebasta, Gino Combattivamente, Ska Ravento, Thomas Sankara, Omar Minniti, Angelino Combattivamente, Giovanna Sankara e la mascotte del gruppo, il piccolissimo “Checco Sankara”.
Ne siamo entusiasti per diversi motivi.
Primo fra tutti il contatto fisico con la Terra, con la Natura e la fatica che ci vuole nel prendersene cura, poi l’apprezzamento della “gente”, il loro coinvolgimento.
C’era chi ci portava l’acqua da bere, chi ci dava consigli, chi ci regalava altre piante da piantare e chi si offriva di prendersi cura, nelle settimane a venire, del “nostro” duro lavoro.
In poche parole, gli “ingredienti” per fare il Guerrilla Gardening sono semplici: amore per il verde, voglia di fare, un pizzico di attrezzi da giardinaggio e qualche spruzzata di piantine.
Abbiamo cercato di coinvolgere le persone col gruppo di Facebook, l’idea è piaciuta a molti e così chi non ha potuto partecipare attivamente ci ha regalato delle piantine, il compost, o più semplicemente ci ha consigliato i tipi di pianta più resistenti. Insomma PARTECIPAZIONE, forse l’ingrediente più importante.
Questa è la nostra ricetta. Ma ne esistono, sicuramente delle altre!
Ah, dimenticavo un’altra cosa molto importante. Noi siamo stati fortunati nell’incontrare alcuni bravi cittadini del quartiere che si prenderanno cura delle aiuole, ma per assicurarsi risultati duraturi nel tempo bisogna riuscire, appunto, a coinvolgere qualcuno per il loro mantenimento!
Fatto il primo passo, quali saranno i prossimi? Quali sono gli obiettivi che vi proponete?
Per quanto riguarda i prossimi obiettivi noi lavoriamo in questo modo: chiunque può fare delle segnalazioni sul gruppo facebook, in seguito analizziamo quelle che si avvicinano di più a determinate caratteristiche, quali dimensioni non troppo grandi (almeno per il momento), vicinanza ad esercizi commerciali o abitazioni (per fargliene prendere cura!) e vicinanza a “fonti d’acqua”. Quindi “attacchiamo” la zona scelta, comunicandolo un paio di giorni prima ai membri del gruppo.
Alessio Neri
Tutte le foto sono state tratte dal gruppo FB
“I PiantaGrano – Guerriglia Gardening – Reggio C.”











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