E il Signore disse: tu Donna partorirai con dolore e soffrirai in comode e sensuali rate mensili
“Se Dio avesse voluto che ragionassimo con l’utero, perché ci ha dato il cervello?”
Clare Boothe Luce, su Life 1970
E’ una calda mattina di giugno e mentre leggo un po’ di messaggi su Facebook i miei occhi cadono su un’inserzione pubblicitaria che stento a credere… a colpo d’occhio l’immagine del prodotto pubblicizzato mi ricorda vagamente uno sturalavandini o un imbuto, ma la didascalia in basso e il titolo dicono tutt’altro…non è un utensile per la cucina, anzi… Rileggo con più attenzione, clicco sperando sia uno scherzo, un banner ironico, ma non lo è…
Ora, prima di iniziare ad inveire contro l’oggetto del mistero, mi scuso con i lettori per il linguaggio poco signorile o comunque poco forbito che andrò ad utilizzare, ma l’argomento non consente diversamente.
“Signora, Signorina, scoprite ed adottate Fleurcup!” Questo lo slogan dell’innovativo oggetto che dovrebbe cambiare totalmente le abitudini igieniche di noi donnine: si tratta di una ‘coppetta mestruale’ prodotta in Francia e commercializzata ormai in tutta Europa (e io che credevo che le coppette fossero solo quelle per il gelato…!!!). Ora, l’oggetto in sé potrebbe anche non scandalizzare più di tanto, dopo aver visto il P-mate, una sorta di cartoccio che ricorda molto quello per le patatine fritte di Mc Donald’s, ideato per poter permettere anche a noi donne di far pipì in piedi, c’è ben poco da scandalizzarsi. Ciò che lascia perplessi è la descrizione dell’oggetto che viene data nel sito ufficiale del prodotto.
Iniziamo dal principio: cos’è? “La coppetta mestruale Fleurcup, (…), è una protezione igienica riutilizzabile, alternativa all’assorbente interno ed esterno. Morbida e flessibile, si posiziona nella vagina per raccogliere le mestruazioni.” Quale donna non ha mai sognato di avere un oggetto a forma di sturalavandini nella vagina in sostituzione del mezzometro di cotone idrofilo compattato che la tradizione ci ha tramandato per queste situazioni?!
Ma andiamo avanti analizzando le caratteristiche magiche per cui dovremmo convertirci tutte all’uso di questo simpatico oggetto: Fleurcup sicura, affidabile, pratica, comoda, economica, ecologica e… sensuale (!): “Sicura: la coppetta mestruale Fleurcup è interamente in silicone medico e ipoallergenico. I colori utilizzati per i modelli colorati provengono dal settore medico. La vostra salute e la vostra igiene sono rispettate. E’ facile da pulire e la vostra vagina non sarà né secca né irritata.” Vi stupisce la questione colori? Sappiate che è disponibile in ben 8 colori fashion, da abbinare all’abbigliamento, agli accessori, all’umore… Il creatore dell’oggetto non specifica però se la pulizia vada effettuata con detergenti specifici o basti l’idraulico gel… L’idratazione delle pudenda è garantita anche dal materiale traspirante con cui è fatta e che ci risparmia la prossima probabile invenzione di un ventilatore autoinstallante per le parti intime (dove inserire il cd di installazione ve lo lascio immaginare…); “Affidabile: la coppetta mestruale Fleurcup è una protezione affidabile (niente perdite) per diverse ore. Dal momento che il sangue è protetto dall’aria, evita in modo naturale gli odori sgradevoli”. L’Arbre magique per stavolta non ce lo appendiamo da nessuna parte; “Pratica: la coppetta mestruale Fleurcup, protetta dalla sua graziosa borsa che l’accompagna (in opzione), è facile da trasportare nella borsetta. E’ ideale in viaggio. Utilizzabile di giorno e di notte, molte donne vuotano la loro coppetta mestruale Fleurcup solo 2 volte al giorno”. La borsetta in questione è in raso nero; l’idea di trasportare in borsetta Fleurcup ricorda molto l’antica pratica diffusa in Sicilia per cui si conservava il sangue mestruale per farne dei filtri d’amore, sui cui esiti non indago oltre…; “Comoda: la coppetta mestruale Fleurcup è molto facile da inserire e da togliere. Una volta installata, sa farsi dimenticare. Grazie alla sua forma e alla sua morbidezza, si adatta perfettamente alle pareti vaginali, perché conserviate una libertà totale per le vostre attività abituali durante il periodo mestruale”. A proposito della praticità, all’interno del sito è
possibile guardare alcune vignette con “Le avventura della Signora Fleurcup”: udite udite la Signora Fleurcup va addirittura a camminare durante le mestruazioni. Eh certo. Perché è storia nota che per 27 giorni al mese noi donne strisciamo come lombrichi e aspettiamo il ventottesimo giorno per risollevarci e camminare come fece Lazzaro! “Economica: una donna utilizza quasi 12.000 assorbenti interni od esterni nella sua vita! La coppetta mestruale Fleurcup può essere utilizzata per diversi anni. Con la coppetta mestruale Fleurcup, potete economizzare centinaia di Euro!” Ovvio. Fate scorta di idraulico gel o Nelsen piatti e vedrete come risparmierete ancor di più: pensate la comodità, con un unico detergente di poter lavare stoviglie e coppetta mestruale! E poi… tutte abbiamo prima o poi avuto lo schizzo di armarci di calcolatrice e quantificare quanti assorbenti consumiamo fino alla menopausa con il relativo costo!!! “Ecologica: con la coppetta mestruale Fleurcup, rispettate l’ambiente: basta con gli imballaggi inutili (packaging, protezioni in plastica, sacchetti di plastica…), basta con gli assorbenti interni nel wc, basta con gli assorbenti esterni nelle spazzature… e nella natura!” Tutte ci mettiamo in macchina e andiamo alla ricerca di un luogo incontaminato in cui lanciare i nostri assorbenti…! “Sensuale: grazie alla coppetta mestruale Fleurcup, restate seducenti anche durante le mestruazioni. Spazio alla biancheria intima, alle notti nude, agli indumenti chiari… quando volete! Nell’intimità, non avrete più il filo che fuoriesce e le mutande “grandi” per tenere l’assorbente! Tutto ciò per il vostro massimo piacere… e per quello del vostro partner” A questo punto mi vien da pensare a Marylin Monroe nella famosa scena in cui le si solleva la gonna su una grata d’aerazione della metropolitana, del film Quando la moglie è in vacanza di Billie Wilder… pensate come sarebbe stata contenta se avesse indossato la coppetta Fleurcup bianca, avrebbe sicuramente mostrato le sue grazie con ancor più orgoglio. Vogliamo parlare delle mutande ‘grandi’? Vorrei contraddire l’inventore di tale oggetto (perché io lo so che un lampo di genio del genere può essere venuto solo ad un uomo che si è pure vergognato di quel che ha creato tanto da non aver avuto l’orgoglio di inserire una pagina nel sito in cui si ‘narri’ la storia della sua creatura) dicendo che le donne normali non hanno solitamente un armadio a parte con la roba da usare solo ed esclusivamente in attesa dei giorni in cui esplodono loro le ovaie.
Passiamo ora all’analisi dei vantaggi per cui dire addio ai classici assorbenti esterni ed interni: è disponibile in due taglie (alzi la mano la donna che non ha mai usato una squadretta ed un goniometro per misurarsi circonferenza, diametro e profondità della patata!); nove colori:
incolore, rosa, viola, arancio, rossa, blu, grigia, verde e nero, da abbinare alle mutande di cui sopra; curve arrotondate e armoniose: perché possiate inserirla e toglierla con la massima delicatezza, ma va… ed io che credevo che fosse necessario un ulteriore sturalavandini…;
consistenza “pelle di pesca” esterna e interna : perché possiate inserirla, toglierla e pulirla con la massima facilità. E’ delicata al tocco. Toh… speravo che le pareti esterne fossero in carta vetrata… strano che oltre alla sensualità non si prevedano emozioni forti…; scanalature antiscivolo: perché le dita non scivolino… mmm immagino non sia una bella scena perdere strada facendo parte di sé…; 4 fori per l’aria: per toglierla più facilmente (all’effetto sottovuoto non voglio neanche pensarci); asta piena: perché possiate pulirla molto facilmente;
asta piatta: perché possiate afferrarla facilmente; asta morbida: perché non sia fastidiosa; asta lunga: per poterla adattare al proprio confort, se necessario… sulla comodità dell’asta mi astengo per evitare volgarità gratuite! Borsa elegante e discreta (in opzione): perché possiate portarla con voi in qualsiasi circostanza. Uh che bello! Abbiamo risolto anche il problema di che borsatta indossare alle feste!
Ovviamente sul sito sono disponibili vari video e schemi illustrativi dell’utilizzo della coppetta. Or dunque, ci eravamo abituate a pubblicità in cui il ciclo mestruale comportava improvvisi entusiasmi per cui ci mettevamo a fare le capriole o ci lanciavamo col paracadute (tanto l’assorbente ha le ali), ci siamo sputtanate in pubblicità di creme e medicinali contro il prurito, le infiammazioni, le crisi isteriche ed ormonali…
Signori uomini, mi rivolgo a voi perché io lo so che dietro questo merchandising ci siete voi e non una donna che ragiona con l’utero come credete: BASTA! Siamo arrivate al punto di godere nel vedere uno spot che inneggia ai problemi di prostata o di erezione, e non perché forse ne beneficia anche la nostra vita sessuale, ma perché si torna ad equilibrare un mercato in cui tutto sembra giri attorno a cicli di 28 giorni, o 27 visto che secondo quanto propinatoci dai media sembra che noi donne stiamo in letargo per 27 giorni per poi darci alla pazza gioia il ventottesimo in stile capodanno!!!
Abbiamo lottato tanto per la parità, ma mi chiedo se ne valga davvero la pena sminuirci e svenderci per somigliare agli uomini; è libertà fare del proprio corpo un oggetto da deridere e oltraggiare in spot di 30 secondi che trasmettono una nostra immagine di pazze isteriche vittime delle proprie ovaie?
Sarò anacronistica, ma mi piace ancora riflettere sul fatto che il ciclo mestruale è legato alle fasi lunari, alla maternità e pertanto non meriti di essere trattato al pari di una malattia per la quale proporre decine di rimedi piuttosto opinabili!
Letizia Cuzzola






Il P-mate è davvero allucinante. Cmq io credo che l’unica libertà rimastaci sta nella capacità e volontà degli acquisti. Se riscontro utilità l’acquisto; senza infingimenti di sorta. Nel metodo e nel merito di come sono approntate queste campagne pubblicitarie mi ricordano tanto quegli spot che ti vendono la pomata magica peneina. O_O
Scrivendo l’articolo ho visto cose che voi umani non potete immaginare… E’ un guazzabuglio di finti presidi medici, oggetti da sexy shop di quart’ordine, come se noi donne (e in molti casi adesso anche gli uomini), avessimo bisogno di oggetti del genere per affermarci, per affermare unna libertà di scelta fisica che non sta nè in cielo nè in terra!
Concordo in particolare con l’ultimo paragrafo dell’articolo: è vero, il ciclo per noi donne è una vera e propria rottura di scatole, ma non è una malattia, nè un pretesro per renderci ridicole, nè tantomeno una sorta di fenomeno da baraccone davanti a cui rimanere sconcertati e concentrarsi per trovare un rimedio, una cura, per tutte le poverine afflitte da questo strano fenomeno…
Lasciateci in pace, il nostro corpo è un capolavoro della natura…
Uomini, concentratevi invece sul vostro, anche se così poco interessante…:)
Cara Letizia, sono d’accordo quasi su tutto. E’ quanto mai bizzarro credere che una donna voglia infilarsi quell’imbuto nella vagina; c’è poi da domandarsi, ma seriamente, a cosa si riferiscano gli ideatori quando attribuiscono all’oggetto proprietà “sensuali”: intendono forse autoerotiche? Oppure l’aggettivo “sensuale” lo hanno scelto perché si addice allo stereotipo comune donna=sensualità, decisamente poco originale, e dato che lo troviamo dappertutto, tanto vale ficcarcelo pure nella promozione dell’assorbente innovativo. Beh, singolare davvero.
C’è da dire, per quanto riguarda la tematica “ecologica”, che nel mercato attuale è sempre più diffusa una strumentalizzazione per fini promozional-pubblicitari della tematica ambientale. “Compralo, rispetta l’ambiente”; ed è evidente l’opportunismo ideologico che vi si nasconde. L’ecologia alla moda un po’ mi preoccupa. E’ anche vero che gli assorbenti usati, come d’altronde i pannolini per bambini, inquinano parecchio. Tuttavia, come ebbe a dire la brava Elisabeth Badinter in un’intervista recente ( http://blog.ilmanifesto.it/franciaeuropa/2010/02/12/sii-madre-e-allatta-elisabeth-badinter-si-rivolta-contro-la-donna-natura/ ) : . Badinter inserisce l’ecologia radicale nel movimento neo-naturalista. “Prende l’esempio della promozione dei pannolini lavabili, considerati più ecologici di quelli usa e getta, che inquinano. Ma perché, si chiede, invece di proporre dei pannolini lavabili – e chi li lava secondo voi? – gli ecologisti non propongono dei prodotti biodegradabili?”
mi sono fatto l’idea che ormai non sia più un problema di uomini e donne, ma in generale di esseri umani. La società in cui viviamo vive un periodo di dacadenza e degrado, e ne siamo tutti coinvolti.
Quanta stupidità vedo in molti uomini, altrettanta in molte donne.
Troppe vite molto, come dire, televisive… Sicuramente la donna vive in misura maggiore questa “crisi”, vuoi per motivi di “religioni” dominanti ( tutte e tre le principali religioni monoteistiche ad esempio ) fondate su patriarcalismi e maschilismo e che ancora oggi lasciano il segno nella società. L’epoca inoltre delle Gelmini, Prestigiacomo, Carfagna, veline varie, etc..etc… non aiuta di certo… è davvero un pessimo periodo per la “donna”, mi spiace…
Mi spiace di aver esaurito il discorso in poche righe, ma è lungo, e non volevo stancare…
mah io so di svariati prodotti biodegradabili per le questioni legate all’inguine femminile. Conosco anche persone che li usano regolarmente, bisognerebbe diffonderle, senza dubbio…
sono anche d’accordissimo con Antonio: è un problema di esseri umani, non di uomo/donna.
Un argomento molto interessante, complimenti… Menomale che c’era la crisi economica… e vabè… Un salutone amici
@mikele
sono sicuro che tutte le donne che conosci non hanno mai parlato di mestruazioni e di quali assorbenti usano. Non ne ho dubbi perchè ci sono tante cose più importanti di cui interessarsi
Si bell’articolo… ma le chiacchere stanno a zero. Leggi prima le centinaia di commenti strapositivi delle donne che lo usano.
Hai insultato inventori uomini (?) e utilizzatrici donne, senza prima fare un’analisi veritiera di chi li usa regolarmente (pochissimi, dato che è un prodotto fortemente sconveniente).
Firmato, uno che non li utilizzerà mai, ma che almeno non ha sparato a zero senza conoscerli, ogni volta che li ha sentiti nominare.
http://www.julienews.it/notizia/cyber-scienza-e-gossip/coppetta-mestruale-cose-e-cosa-ne-pensa-chi-lha-usata/50666_cyber-scienza-e-gossip_5.html
http://www.greenme.it/approfondire/speciali/2655-le-coppette-mestruali-mooncup-la-prova-prodotto
@salvatore
l’altro giorno è arrivata una e-mail a LR di un’azienda che ci offriva 40 euro circa (tutti da vedere…) per fare dei post in favore dei prodotti che ci avrebbero segnalato loro.
Lo fanno molti blog e anche testate giornalistiche (ma li devono camuffare perchè sono “deontologicamente” sbagliati). Non so se il caso del tuo link è uno di questi, ma sono cose che succedono.
Dopodichè come ogni prodotto ognuno se lo preferisce ad altri se lo compra ehehe
Mhh, ho capito a cosa ti riferisci Alessio.
Ma dove si mettono nomi e cognomi risulta più complicato fare ste schifezze. Che dici?
@Alberto, non credo di aver insultato proprio nessuno, ho solo sollevato delle critiche ad un prodotto come credo sia possibile fare in una qualunque società democratica, almeno fino al momento (ne approfitto adesso, poi non so quale bavaglio mi fermerà). Liberissimi tutti di usare ciò che ci pare, così come siamo tutti liberi di usare anche un po’ di sana ironia… poi scusa, tu stesso forse dovresti riflettere un po’ di più prima di sparare a zero: mi dici leggi prima i commenti strapositivi delle donne che lo usano e sotto ti contraddici dicendomi che le utilizzatrici sono poche perchè è un prodotto fortemente sconveniente…mah
Cara Letizia,
in effetti il tuo commento è un pò acido. Io la coppetta la trovo una cosa che ci aiuta e non “una trovata”. E “fortemente sconveniente” di Alberto o era ironico o … ma avete idea di quanti soldi girano dietro le nostre mestruazioni? senza essere esperti basta, appunto, vedere quanta e quanta pubblicità fanno di assorbenti i media. Questa coppetta è fortemente scoraggiata dai produttori di assorbenti (che ogni anno ne invaentano di nuove) che fanno miliardi.
Non credo che una coppetta che costa 23,00 euro e che dura circa 10 anni possa essere sconveniente e a nostro svantaggio…prima provare…poi giudicare…
ciao e grazie