No al bavaglio, Reggio non si zittisce
“La libertà di stampa non è un diritto assoluto“, Mr. B. si conferma per quello che è dichiarando di voler fare dei gazebo per “togliere il bavaglio alla verità”. In realtà, se ci pensate bene, i gazebo solitamente servono a fare ombra dove c’è la luce del sole, a nascondere la limpidezza e la trasparenza della luminosità che ci consente di vedere quello che ci succede attorno.
Questo governo, con questo presidente, ha dichiarato apertamente il suo obiettivo: non rispettare i diritti costituzionali della nostra Repubblica.
Per opporsi a questo disegno di legge – dichiaratamente autoritario in difesa dei crimini suoi e delle sue schiere – i giornalisti e le testate giornalistiche (quasi tutte) hanno deciso di scioperare per un giorno. Lasciare la cittadinanza senza notizie (d’altronde senza notizie lo è tutti i giorni date le bassissime percentuali di cittadini che si informano) per far capire l’effetto che fa non essere informati. C’è stato un dibattito riguardo l’opportunità di uno sciopero “politico” filo-costituzionalista, ma questo poco importa. Lo sciopero è un diritto (che per altro è messo in pericolo in alcune sue forme da questo governo) ed è giusto esercitarlo quando meglio si crede.
Purtroppo non possono scioperare tutti quegli aspiranti, praticanti e giovani giornalisti che lavorano capochino per pochissimi euro a pezzo – quando non sono costretti a doversi pagare da soli i contributi per avere il tesserino da pubblicista – con contratti iper-precari che li rendono ricattabili di fronte a qualunque richiesta di un caporedattore. Questo, senza alcun dubbio, comporta ulteriori restrizioni delle libertà di stampa e di espressione ma raramente i giornalisti che partecipano alle maratone “sulla libertà” dicono queste cose. Non potrebbero, visto che se esiste questa manovalanza giovanile non indipendente è anche colpa loro. Non si tratta di un’altra storia rispetto alla difesa della libertà di stampa, ma come in passato, anche in futuro, ci sarà modo di ritornare su questo discorso.
Anche diverse testate giornalistiche reggine hanno partecipato alla giornata di protesta della categoria e gli amici/colleghi (non giornalisti) del giovane FreeLance Magazine hanno organizzato un sit in di solidarietà con i professionisti dell’informazione, con i magistrati, con la Costituzione italiana.
Nel video di questo articoletto ci trovate un breve estratto dell’intervento di Giulia Polito di FreeLance Magazine alla manifestazione svoltasi davanti la prefettura reggina. La gente presente era tanta, ma mai abbastanza, purtroppo.
Come LiberaReggio.org esprimiamo piena solidarietà e condivisione per iniziative di questo genere, per chi vuole esercitare la propria libertà professionale e di espressione, per chi non vuole essere oppresso, per chi non vuole essere precario per chi è già pronto a disobbedire, per chi… già da tempo disobbedisce.
Alessio Neri
foto e video di Salvatore Salvaguardia







A nome di tutta la mia (non)redazione ringrazio di cuore gli amici/colleghi di Libera Reggio. Per quanto ci riguarda ci riteniamo soddisfatti di questo primo importante risultato ma non vogliamo accontentarci. Continueremo a lavorare nel nostro piccolo per cercare di coinvolgere sempre più gente e, sopratutto, quanti più giovani possibili. C’è bisogno di maggiore mobilitazione, di un risveglio sociale e civile che coinvolga a 360° la popolazione; in una terra bruciata dalla criminalità organizzata l’unico riscatto possibile è dato dalla cultura e dall’informazione.
Grazie a voi per il grande sostegno e per la fiducia.
Ma ki è stu bavaglio? Comunque figghioli, solo na provocazione… Sta sacrosanta libertà, per cortesia, non consideriamola come valore assoluto, perchè sennò qua in nome della libertà uno si può alzare la mattina e dire che è legittimo pubblicare uno studio, realizzato da lui stesso, che dice che la pedofilia è buona, che è buono lo stupro di gruppo, o che mangiare la merda è buona (beh quest’ultima tutto sommato non farebbe danno a nessuno se non alla sensibilità di qualche gourmet..). A parte lo sdegno di qualche purista della libertà, spero che le persone davvero intellettualmente libere che frequentano questo sito (e personalmente le conosco, e ne stimo per l’appunto tale libertà e onestà intellettuale) riconoscano il nocciolo della mia provocazione, e ne possano far nascere un dibattito. Per dio, a me mi può anche far girare i cosiddetti che mi schiaffino sul giornale con foto e tutti i c..zi solo perchè sospettato di questo o di quest’altro.. O no? Che poi a Reggio per dire, dove domina la Gazzetta, e dove ti mettono sul giornale per 2 grammi di marijuana, e ti scrivono “corrispondente a circa 2 dosi” attipo eroina, che lo legge un amico dei tuoi e dice “minkia poveretti, hanno un figlio tossico”… Cioè figghioli, andiamoci piano con sto sbandieramento sensa se e senza ma della libertà… Bene, come sempre son disposto a prendermi le botte di troglodita, retrogrado, se volete metterci anche maschilista, visto che ci siamo… Ciao grandi
eheheh come hai detto tu stesso gli aggettivi sono tutti confermati, non c’è bisogno di ripeterli.
Il discorso è un altro. Esistono già le leggi sulla diffamazione e compagnia bella. Esiste già la legge che vieta di pubblicare atti non pubblici, come d’altronde se alcuni atti d’inchiesta sono pubblici è normalissimo pubblicarli. Di sentire le telefonate della gentaglia interessa solo a pochi “sadici”. Vietare di intercettare però è tutt’altra cosa.
E poi, parliamoci chiaro, la libertà di cui parli tu è quella che consente di pubblicare ecc ecc di scrivere infamate e tutto quanto. Io sono per quella libertà, ma accanto a quella di libertà c’è anche la sacrosanta possibilità di dire che la Gazzetta è un giornale di merda che non ho mai speso un centesimo per comprarlo e che nessuno ti obbliga ad informarti col peggior giornale che offre il territorio.
Le libertà rendono più responsabili, altrimenti basterebbe fare quello che ci dice di fare il papa.
tante belle cose
A mio modestissimo parere il discorso sulle intercettazioni è molto più complesso di quanto pùò significare la semplice foto nella gazzetta del sud. In linea di massima, sembra strano, ma alcune considerazioni di mikele non sono solo corrette, ma anche condivisibili. Tralasciamo quello che vuole mister B.& co., che è sotto l’occhio di tutti ormai. Però va anche detto che il sistema investigativo delle intercettazioni va modificato,in quanto l’intercettazione a priori oltre a essere inconstituzionale è MOLTO fastidioso. Sfido chiunque, anche coloro che dicono che non s’interessano e che non hanno nulla da nascondere, a cui non da fastidio di essere ripreso o intercettato. Nel paese dell’esasperazioni,anche uno strumento che doveva essere usato con cautela è stato usato con un abuso illimitato. Tanto per intenderci, ormai le intercettazioni sono lo strumento basilare d’indagine, a scapito delle prove e delle indagini tradizionali. Reggio Calabria è la città col più alto numero di intercettazioni, che comportano inoltre il metodo più economico d’indagine.
Per quanto riguarda invece tutto il resto,basterebbe applicare già le leggi esistenti, sia sulla segretezza di alcuni atti, sia punire duramente chi li divulga e scovare i responsabili, che in alcuni casi si nascondono dentro gli stessi uffici giudiziari.
Io a differenza di lisicere penso che si deve limitare la possibilità a pseudo giornalisti scadenti di scrivere infamate e recuperare quella deontologia, che permetta a chi scrive un articolo di pensarci non 10 ma 100 volte sulle informazioni che si hanno.
quando sono andato alla presentazione in anteprima del fatto quotidiano a roma, ci fu tutto un pezzo in cui degli attori “recitavano” il testo di diverse intercettazioni di criminali. E’ stata la cosa più macabra e triste che l’informazione abbia mai fatto perchè quel recitare era talmente veritiero (bravi attori evidentemente) che me ne volevo andare per non sentire i cazzi degli altri.
Davvero.
Questo non toglie che servano, qui la legge nega tutta una serie di cose che servono per ttaccare i criminali veri, quelli dal colletto bianco che non ti trovi per strada con la borsetta di soldi rubata alla vecchietta. Per beccare certe attività per forza di cose devi usare sistemi di intercettazione, detto questo è un discorso molto tecnico che dovrebbero affrontare dei magistrati.
Il fatto che reggio sia una delle città con più intercettazzioni fa il paio anche col fatto che ogni 20 giorni vengono arrestati 50-60 malandrini e simili.
Se poi vogliamo discutere sulla leggittimità del sistema giudiziario di poter sapere tutti i cazzi dei cittadini la storia cambia. ma sinceramente meglio che mi sente un magistrato che un mezzo sbirro della Telecom, no? tenendo ben presente che come dice gimes essere intercettato per me sarebbe una cosa inaccettabile. Come ridere subito dopo un terremoto.
Siamo il paese delle esasperazioni, sono d’accordissimo. Però un giornalista che si trova davanti dei documenti pubblici pubblicabili è anche normale che lo faccia. Il discorso della deontologia che dovrebbe far pubblicare solo documenti che siano effettivamente delle “notizie” è chiaro e giustissimo.
Ma noi siamo il paese di quelli che si interessano di più del culo della escort rispetto alla ricostruzione di una città dopo un terremoto. Seguendo questo precetto è comprensibile che il giornale si interessi del fatto che la d’addario se la portava nel letto di putin. vende un sacco di copie in più uno scoop del genere.
Simu nta mmerda, altrimenti situazioni come queste di cui stiamo discutendo noi non sarebbero state certamente all’ordine del giorno.
per riassumere il tutto, il cinema come sempre è grandioso.
43 secondi per migliaia e migliaia di parole:
http://napoli.repubblica.it/cronaca/2010/07/08/foto/il_presepe_di_silvio_con_i_giornalisti_imbavagliati-5477480/1/
bah…sinceramente le intercettazioni di un criminale qualsiasi possono anche essere macabre…ma se è un uomo di stato o chiunque abbia un ruolo pubblico..sinceramente io le pubblicherei tutte le intercettazione sulle sue malefatte…ovviamente solo quelle sulle sue malefatte, non su con chi va a letto.Faccio un esempio in calciopoli usci fuori il sistema mafioseggiante dei moggi…non si sa come accanto intercettazioni che secondo me è stato sacrosanto pubblicare(quando chiamavano gli arbitri) hanno anche pubblicato quella che raccontava del figlio di moggi che aveva portato quella gran donna della D’ Amico a parigi con un jet privato e si lamentava che lei poi nn gliel aveva manco data…