Il lungomare e i suoi gazebo, storia senza fine?
Passeggiando per Villa Vecchia a Cosenza ho notato uno splendido gazebo.
Allora il mio pensiero è corso, sadicamente, ai nostri bellissimi gazebo situati sul Lungomare Falcomatà. Ahh..che strutture avveniristiche! E che bel biglietto da visita per la nostra Reggio capitale del turismo o, come si diceva qualche tempo fa, “metropolitana dell’amore”!
Ma prima di essere accusati di essere i soliti comunisti che si oppongono a prescindere all’operato dell’amministrazione di centro-destra, cerchiamo di ricostruire la storia di questi mostri che giacciono inutili ed inerti sul nostro lungomare.

I lavori per le quattro strutture (due da 20 m quadri e due da 45) iniziano nella primavera del 2006 per un costo totale della bellezza di 400.000,00 euro. La loro utilità? Se ne sono dette di tutti i colori: pizzerie, bar, tabaccheria, edicole, salottini per serate lounge (come se non ne avessimo già abbastanza).
Già durante i lavori l’aria attorno ai gazebo non era delle migliori: nasce un comitato civico contro la loro costruzione perché i cittadini sono sempre più preoccupati per il vero e proprio sventramento della via marina bassa per impiantarvi i gazebini, ovvero degli obbrobri in puro acciaio e cemento armato. Nonostante tutto, i lavori vengono completati ma i problemi non finiscono qui, anzi: la Capitaneria di Porto sequestra i gazebo perché le strutture sarebbero state costruite senza rispettare le norme vigenti. Poi si sono susseguiti nell’ordine: scontri istituzionali tra politici e magistrati, accuse e contro-accuse tra maggioranza e opposizione in consiglio comunale, processi aperti e mai portati avanti fino alla richiesta di archiviazione dell’indagine pendente sul sindaco Giuseppe Scopelliti datata Ottobre 2009. Il tutto mentre i gazebo restavano lì a marcire sul Lungomare, circondati dall’ormai rassegnata indifferenza dei cittadini.
Siamo arrivati alle domande da un milione di dollari: perché le autorità competenti non si interessano più dei gazebo? Quanto ancora dovremo aspettare prima che le lungaggini legali e burocratiche ci consentiranno di abbattere questi mostri? Perché, come sempre, noi cittadini aspettiamo passivamente che le decisioni vengano prese nei palazzi e non facciamo niente per sollecitare l’interesse dei nostri politicanti? Ai posteri le ardue risposte.
Raul Catalano









Guardate come sarà le Reggio del 2020, voi, i soliti comunisti… Come dissero gli energumeni che andarono a fare contromanifestazione alla manifestazione dei giovani di sinistra contro i gazebo “chisti ci dinnu no a tutto, no ai gazebo, no o ponti, ci dinnu no puru e fimmini…” Insomma degli argomenti che 10 master universitari tutti insieme non sarebbero in grado di concepire… Poveri noi… Che poi vi dico na cosa, personalmente come a me fanno più schifo i gazebo sono così come sono, perchè cemento o non cemento, fossero almeno finiti e fruibili, sarebbero sempre meglio di come sono adesso… Comunque, speriamo bene… http://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=73743
Caro Mikele,
riguardo ai gazebo penso sia molto difficile recuperare le strutture, sia per il degrado in cui versano, sia per i vincoli imposti dalla magistratura al comune. Per questo, più che spingere verso una ripresa dei gazebo ho cercato di mettere l’accento sulla loro demolizione definitiva. Se invece dobbiamo aspettare che qualcuno nei Palazzi si decida a sbloccare le cose per un loro recupero, possiamo stare freschi…
Sul piano di mobilità approvato dalla regione penso sia ancora presto per pronunciarsi. Il progetto è assolutamente lodevole ma tra i proclami politici e la loro effettiva realizzazione, come noi tutti ben sappiamo, ne deve passare di acqua sotto i ponti.
Grazie per il commento,
Raul