L’Arca dell’Alleanza. Il Tabernacolo di Dio. Diario di una scoperta





Nel  1981 un architetto italiano è chiamato a verificare i danni subiti dalla famosa chiesa di S Maria di Zion dopo una bomba scoppiata all’interno del giardino, nell’ultimo giorno di guerra tra ed Eritrea. Invitato a verificare ufficialmente le lesioni subite, l’architetto Infranca entra e varca il Sancta Sanctorum, un luogo inaccessibile.

Grazie alla distrazione del custode ed all’aiuto di un bambino si trova davanti all’ Arca, dove sono custodite le tavole delle leggi. Dalla sua testimonianza scopriamo che neanche  lui sapeva cosa era, incuriosito scattare una foto e alzando il panno che la riveste misteriosamente perde parte dell’udito.

Il bambino poi rimproverato, è uno dei futuri custodi della reliquia più importante dell’umanità.
18 anni dopo arriva la conferma dell’Abuna  Paulus che in Italia sostiene che è realmente custodita in Etiopa. Non solo, ma rivela che l’Arca è ancora attiva e che non può essere mostrata all’umanità.
Rimane sorpreso dalla , riesce a scattare una foto e nel frattempo, viene colpito da strani ronzii alle orecchie. Per anni, riesce a celare l’incredibile vicenda, di cui è stato protagonista, quando un giorno apprende la notizia che due israeliani, un uomo ed una donna, facenti parti di reparti speciali d’Israele, sono penetrati furtivamente nello stesso luogo, dove Lui aveva ammirato l’Arca dell’Alleanza, e ne rilevavano l’importate al mondo. Da allora gli è chiaro il valore di quanto visto ed inizia a studiare per comprendere come l’Arca dell’Alleanza fosse giunta fino in Etiopia da Gerusalemme. Dopo anni ed anni di ricerche e studi riesce a ricostruire la storia e il lungo viaggio percorso dall’Arca dell’Alleanza dall’antica Palestina alla lontana Axum.

L’architetto presenterà il “dal titolo “L’Arca dell’Alleanza. Il Tabernacolo di Dio. Diario di una scoperta”, pubblicato dalla Gangemi Editore, martedì 20 luglio 2010 alle ore 19.30 presso il Circolo Garden Tennis “G. Riccio” del comune di .

GIUSEPPE CLAUDIO INFRANCA, architetto e docente di Restauro Archeologico ed Architettonico presso le Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, di Palermo, di Reggio Calabria e del Politecnico di Bari. Dal 1987 fino al 1995 ha fondato e diretto l’Istituto Superiore per le tecniche di conservazione dei Beni Culturali e dell’Ambiente “Antonino De Stefano” e dal 1999 presiede il Consiglio d’Amministrazione. È stato nominato dal 1989 al 1992 componente del “Consiglio Nazionale dei Beni Culturali e del Comitato di Settore dei Beni architettonici ed ambientali”. Nel 1992 è stato il primo firmatario dell’appello al Presidente del Consiglio dei Ministri per la restituzione della Stele di Axum. Dal 1996 al 1998 ha coordinato il progetto di cooperazione allo sviluppo italo-giordano “Scuola di restauro dei mosaici di Madaba (Giordania)”. Ha svolto nel settore del restauro i seguenti progetti e direzioni lavori: nell’area archeologica dei Sesi di Pantelleria, ad Axum (Etiopia), a Hisham Palace di Gerico (Palestina), a Cornus (Sardegna), nelle chiese bizantine degli Apostoli di Madaba e di Lot e Procopio a Mukhay-yat (Giordania), a Capranica (VT), nel Castello di Rovere (AQ), a Porto Clementino a Tarquinia, nel Castello di Lupara (CB), a Qasr Useykhim (Giordania), a Kariye Museum ad Istanbul (Turchia), nella città papale di Leopoli-Cencelle (VT), nella città rinascimentale di Castro (VT). Dal 2007 è il Direttore del progetto di ricerca archeologica e di restauro delle Piramidi dei Faraoni neri della Necropoli di Nuri (Sudan). Ha pubblicato ben 12 libri e 50 saggi nelle principali riviste scientifici che italiane ed estere, che trattano i diversi aspetti del Restauro. Tra queste pubblicazioni:il “Manuale di Restauro Archeologico”, unica grande guida scientifica nella disciplina, ampiamente consultata dagli addetti ai lavori, di cui si prevede la prossima ristampa.

Pasquale Russo

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