Espana Por Primera Vez





E’ finito il mese mundial, con la vittoria per la prima volta nella storia delle della . Squadra che negli ultimi anni ha avuto una crescita importante e una serie di giocatori che in tutti i paesi europei fanno la differenza. Rappresentano il moderno per eccellenza, negli ultimi 4 anni hanno vinto praticamente tutto. Già nel 2006 erano usciti con grossa sfortuna agli ottavi contro la Francia, mentre sono diventati campioni d’Europa nel 2008, svolgendo un torneo praticamente perfetto. Per non parlare delle squadre di club, con il Barca che nel 2009 ha fatto man bassa di tutti i trofei europei e internazionali, mentre nell’ultimo anno si è dovuta “accontentare” della Uefa league vinta dall’Atletico.

La Spagna ha trovato maggiore difficoltà in questo mondiale, ma ha trovato un sempre grandioso Iker Casillas, senza dubbio miglior portiere e vero salvatore di questa nazionale. Ha parato il rigore decisivo contro il Paraguay ai quarti e sul rovesciamento di fronte è arrivato il gol della Spagna. Ha compiuto un vero e proprio miracolo durante la finale, a tu per tu con Robben, che poteva complicare lo svolgimento del match. Insomma vittoria strameritata per i ragazzi di Del Bosque, che ha sposato ormai da tempo il progetto di ringiovanire la nazionale, puntando su una squadra davvero fantastica e giovane, con un età media di circa 24 – 25 anni.

Questi saranno ricordati come i delle fastidiosissime Vuvuzelas, del polpo Paul, del tormentone estivo Waka – waka, dell’egocentrismo di Maradona e del pallone miracoloso e super ingegneristico Jabulani (più leggero di un classico Super Santos per bambini). Sicuramente questi campionati non saranno ricordati per il bel gioco, tranne 4 – 5 partite, il livello generale è stato davvero mediocre. Come ampiamente preventivato, le pluriblasonate e superfavorite sono uscite mestamente, con prestazioni degne della peggior Coppa d’Asia, con tutto il rispetto per il calcio orientale. Addirittura le finaliste della scorsa edizione non sono arrivate neanche agli ottavi, mentre le superfavorite Argentina, Brasile e Inghilterra si sono fermate ai quarti e agli ottavi. E per essere totalmente sinceri, se lo sono meritato ampiamente.

L’ e la Francia hanno espresso il peggior calcio e i peggior giocatori che questo mondiale potevano prevedere. Lippi e Domenech hanno imboccato per mano la stessa direzione del fallimento, quella di un calcio antiquato, attaccato ai nomi amici e non hai giovani talenti. Nel calcio che conosciamo oggi, ogni interpretazione è soggettiva e anche noi semplici tifosi ci presentiamo come esperti allenatori. Era però evidente che la nazionale Italiana non avrebbe potuto ripetere l’esperienza scorsa, ma nemmeno immaginabile non passare un girone di qualificazione che era il più semplice di tutti. Fare la peggior figuraccia di sempre in una competizione mondiale non ha prezzo, soprattutto con non-prestazioni contro modestissime squadre come la Slovacchia o la Nuova Zelanda. Speriamo soltanto che con l’era Prandelli ci sia una vera e propria rivoluzione, con giovani talenti e nomi nuovi in squadra. Certo è che, come sempre, i mondiali rappresentano uno specchio della situazione globale del calcio. L’Italia ormai è declassata dalle nazioni top del pallone, posizionata in 11° posizione nel ranking FIFA. Tranne la vittoria dell’Inter di quest’anno in Champions, negli ultimi anni ci presentiamo al mondo soltanto per i fallimenti, per i brogli e per le contestazioni. La Spagna è divenuta dopo la vittoria di questi mondiali, se anche ce ne fosse stato bisogno, la nuova Mecca del calcio. Stadi avveniristici, investimenti imponenti (non solo prendendo il caso del Real Madrid) e fucina di veri e propri talenti soprattutto dai vivai.

Alcune belle sorprese sono state le sudamericane di seconda fascia. Il quarto posto dell’Uruguay trascinato dall’MVP Forlan è un grande risultato, ma anche il Paraguay ha dato battaglia ai neocampioni del mondo. Senza dubbio la più bella squadra da vedere è stata la Germania degli oriundi, che ha espresso il più bel calcio e sicuramente sarà al vertice anche ai prossimi europei del 2012. Da menzionare anche le belle prestazioni degli USA e del Ghana, quest’ultimo addirittura arrivato quasi ai quarti, se durante gli ottavi contro l’Uruguay, al 120° non avesse sbagliato il rigore decisivo con Asamoah.

Una bocciatura con attenuanti va data anche a Inghilterra, Argentina e Brasile. L’Inghilterra di Sir Fabio non si è espressa al meglio, anche se è stata pesantemente penalizzata dall’arbitraggio contro la Germania, quando gli è stato annullato un gol regolarissimo che avrebbe cambiato il match. L’Argentina era la super favorita all’esordio, ha pagato un po’ di sfortuna sempre contro la Germania, ma anche la presunzione di Maradona, che ancora deve forgiarsi meglio come allenatore. Giocare in maniera completamente offensiva, con un solo centrocampista come Mascherano e non convocare due titolari inamovibili in qualsiasi nazionale, come Zanetti e Cambiasso, l’hanno portato al flop. Mentre il Brasile mi aveva impressionato positivamente, con una difesa e un centrocampo davvero maestosi, ma paradossale per una squadra sudamericana, con un attacco scialbo e prevedibile, con un Kaka lento e impacciato e senza un attaccante che possa minimamente paragonarsi agli attaccanti brasiliani che hanno fatto sognare il mondo, come Romario, Ronaldo, Adriano,ecc…

Il pallone incorona quindi l’ottavo re mondiale e permette all’Europa di superare il Sudamerica nel numero di vittorie. Comincia subito la rincorsa per i prossimi mondiali in terra brasiliana tra 4 anni, sperando di vedere una manifestazione degna della storia calcistica del paese che la ospiterà.

Gimes

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