Reggio fa “Tabularasa” di legalità: l’incontro con Gherardo Colombo





Rivoluzionaria. Così  è stata la serata di ieri al Circolo del Tennis “Rocco Polimeni” che ha inaugurato “”, rassegna di incontri giornalistici nata dalla volontà di Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, direttori di .

Un po’ come Cartesio che, riflettendo sulla conoscenza umana nel “Discorso sul metodo” mise a soqquadro i pilastri della filosofia affermando che solo il dubbio è l’origine della sapienza e che bisognasse ricominciare tutto da capo, i protagonisti degli incontri di ieri hanno fatto capire ai numerosi presenti che Reggio, attraverso la coscienza e il comportamento di ognuno di noi, può ricominciare, può confrontarsi e discutere in materia di , magari per farsi promotrice di quel tanto desiderato movimento civico e culturale che dice no all’omertà, al malaffare e alle scorciatoie a cui siamo tanto abituati. Questo richiamo alla nostra responsabilità è stato uno dei tanti temi emersi dall’incontro con , forse quello che deve essere sottolineato con più forza.

Sollecitato dalle domande di Eduardo Lamberti Castronuovo sull’ultimo libro da lui pubblicato, “Sulle regole” (edito da Feltrinelli), l’ex magistrato milanese ha dato vita ad un’appassionata riflessione sull’importanza delle regole per una comunità che voglia dirsi civile e, soprattutto, sulla necessità di rispettarle da parte di ogni suo singolo membro, a partire dal comportamento più insignificante.

Anche il comune cittadino che parcheggia sulle strisce pedonali sta a testimoniare un malessere del nostro senso civico, ovvero che ci fa comodo non rispettare le regole e che, anzi, esse molto spesso sono viste come un impedimento. Per Colombo la ragione di questo malcostume risiede nella sostanziale disparità su cui è strutturata la nostra società, che intacca anche l’insegnamento del rispetto delle leggi ai più giovani. Quando viene vincolato alla forza e all’autoritarismo, un insegnamento perde il suo autentico significato, per assumere i contorni della costrizione e del timore della punizione. Ma quando invece una lezione è accompagnata da un’approfondita spiegazione e da una libera discussione essa ha più probabilità di arrivare al suo destinatario e di essere da lui interiorizzata.

Per questo Gherardo Colombo, dopo aver dedicato alla magistratura 33 anni della sua vita, ha deciso di cambiare “mestiere”. Volendo usare un luogo comune un po’ logoro, egli ha preferito prevenire le malattie giuridiche della società italiana, piuttosto che curarle superficialmente, dedicandosi alla comunicazione alle giovani generazioni per far capire loro che il rispetto delle leggi e delle regole rappresenta l’unica strada per quello che tutti vogliamo, ovvero una società e un Paese migliore.

L’unico modo che abbiamo per raggiungere quest’obiettivo è renderci conto che se le leggi non vengono applicate la colpa non è dello Stato che non vigila bene, ma di tutti noi che ci sottraiamo alle nostre responsabilità di cittadini. Anzi, a ben guardare Stato e società non sono che delle entità astratte; in concreto non ci siamo che noi, con le nostre preferenze, i nostri atteggiamenti e le nostre scelte. Voltare pagina in materia di legalità, fare “tabularasa” spetta, insomma, a tutti noi. Il gran numero di presenti alla serata di ieri, in una realtà difficile come quella di Reggio, è stato uno straordinario punto di partenza; per questo speriamo che si trasformi in qualcosa di più con una partecipazione ancora maggiore ai prossimi incontri, che si terranno sino al prossimo 22 luglio.

Raul Catalano
foto di Denise Celentano

Link:
- Tabularasa
- Strill.it

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