Tra stragi di stato, mafia e colate di cemento: la terza serata di “Tabularasa”





Continua la rassegna di incontri giornalistici di “”. Nel terzo e penultimo round, tenutosi sempre presso il Circolo del Tennis “Rocco Polimeni”, a farla da padrone sono state le grandi problematiche che attraversano la storia ed il presente della cosiddetta seconda Repubblica italiana.

Nel primo incontro con Rosario Priore e Giovanni Fasanella, autori di “Intrigo internazionale”(edito da ), s’è parlato di un grande mistero italiano come la strage di . Per Priore, che nel 1989 era il magistrato incaricato di portare avanti le indagini che avrebbero dovuto individuare i responsabili del disastro aereo in cui persero la vita 81 persone, la ragione principale che ci impedisce ancora oggi di sapere chi furono gli esecutori di quell’assurdo disastro risiede nelle dinamiche di politica internazionale che vedevano l’Italia e la Francia contendersi all’epoca ingenti risorse economiche ed energetiche nella zona mediterranea e nord-africana. Stando alle testimonianze raccolte dall’ex-magistrato tre aerei militari seguirono a lungo l’aereo civile per poi abbatterlo con un lancio di missili. Ad aumentare il clima di incertezze e dubbi che circondarono le attività investigative ci furono anche delle morti sospette, considerate suicidi, di alcune persone presumibilmente informate sui fatti. Ma ciò che è ancor più grave di tutta questa storia, come sottolinea Fasanella, sono i silenzi delle tante, troppe persone di un certo peso che sanno qualcosa e che ancora adesso tacciono. L’ultima testimonianza in ordine di tempo è stata quella dell’allora Presidente del Consiglio Francesco Cossiga, manco a dirlo poco chiara, che nel 2007 confermò la responsabilità dell’accaduto dell’Aereonautica militare francese. La strage di , con i suoi tanti punti oscuri, testimonia per gli autori come molto spesso valori imprescindibili come la verità e la giustizia vengono sacrificati di fronte alla salvaguardia di sporchi interessi ed equilibri politico-internazionali.

Il secondo incontro ha visto protagonisti altri due giornalisti “d’assalto” come Marco Lillo e Giuseppe Salvaggiulo, assieme all’editore di Chiarelettere Lorenzo Fazio. Il primo, autore del documentario “”, ha preso in considerazione un tema di scottante attualità, ovvero il rapporto esistente tra ed il gruppo politico del Premier Silvio Berlusconi che, a partire dalla sua nascita nel 1994, fa il bello ed il cattivo tempo della politica italiana. Lillo, avvalendosi di preziosi video tratti da alcuni processi a carico di Marcello Dell’Utri, co-fondatore di “Forza Italia” ed accusato di aver fatto da tramite nella presunta trattativa tra Stato e nei primi anni ’90, ha sollevato tante domande e tanti dubbi: è possibile che dietro le stragi terroristiche di Cosa Nostra nel ’92 e ’93 ci fosse un disegno politico? E’ possibile continuare a credere ad un Presidente del Consiglio che si sarebbe fatto proteggere da un mafioso come Vittorio Mangano (il quale nel 1973 avrebbe impedito a Cosa Nostra di sequestrare lo stesso Berlusconi) e che oggi viene dipinto come un onesto fattore, o addirittura eroe? Ma soprattutto, è possibile continuare ad affidarsi ad un’intera classe politico-dirigente che, pur di arrivare al potere, avrebbe scelto di scendere a patti con malavitosi e assassini?

Infine, la parola è passata a Giuseppe Salvaggiulo, coautore de “La colata, il partito del che sta cancellando l’Italia e il suo futuro” (Chiarelettere), che ha mostrato come in Italia esista un partito che trasversalmente mette d’accordo tanti imprenditori e politicanti senza scrupoli che, per amore dei loro lauti guadagni, stanno devastando il bene più prezioso del nostro paese, ovvero le ricchezze naturali e le bellezze paesaggistiche.

L’ultimo appuntamento con “Tabularasa” sarà questa sera, sempre al Circolo del Tennis “Rocco Polimeni” a partire dalle 21, col tema “Giorgio Ambrosoli: storia di un uomo libero che sfidò Sindona e il suo potere” con Umberto Ambrosoli.

Raul Catalano

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