Quando la biodiversità torna comoda alle aziende





Che il patrimonio naturale del pianeta si stia riducendo ad un ritmo allarmante è ben noto – basti pensare che dal 1960 al 1990 è andato perso 1/5 delle foreste pluviali tropicali. L’imputato principale è il sistema di perpetrato dalle grandi aziende, avide di soldi e poco rispettose nei confronti dell’ambiente.

Ultimamente è emerso un dato che fa riflettere le imprese mondiali: la perdita di costa ogni anno milioni di milioni all’economia mondiale e mette a dura prova le economie e le prospettive per le aziende. Perciò dopo anni di continui attentati all’ da parte del settore industriale, oggi, forse, si è giunti alla consapevolezza che rispettando la natura è possibile trarne dei vantaggi anche economici. In particolare da una recente relazione realizzata dalla Commissione Europea è emerso che integrare la politica di salvaguardia della biodiversità con i piani aziendali dell’imprenditoria privata e delle principali attività economiche di tutto il mondo porterebbe ad un guadagno di mercato per le imprese che si aggira dai 2 ai 6 trilioni di USD entro il 2050.

Da qui nasce il progetto “TEEB for Business” (The economics of ecosystems and biodiversità for Business, studio sull’economia degli ecosistemi e della biodiversità a vantaggio del Business), finanziato dalla Commissione europea e da paesi come la Germania, la Norvegia e il Regno Unito e destinato ad analizzare i motivi economici per cui le economie vanno incoraggiate a trasformare le proprie strategie e le proprie scelte per far fronte alla crisi e gestire con più intelligenza le risorse naturali. Questo progetto sarà lanciato nel corso della Convenzione sulla diversità biologica che si terrà a Nagoya (Giappone) nell’ottobre del 2010. L’obiettivo è aiutare le imprese a minimizzare i rischi per la biodiversità in maniera da cogliere le opportunità commerciali create dai servizi eco-sistemici. La valutazione degli impatti dell’azienda sulla biodiversità e l’attuazione di misure preventive di sicurezza a favore dell’ecosistema sono le formule mediante le quali il TEEB garantisce alle imprese la sostenibilità delle catene di approvvigionamento, lo sviluppo di nuovi prodotti, la penetrazione su nuovi mercati e l’attrazione di una nuova clientela.

Gestire i rischi per la biodiversità e gli ecosistemi significherebbe per le imprese una riduzione dei costi dei mezzi di produzione. Questo grazie al miglioramento dell’efficienza delle risorse, allo sviluppo e alla commercializzazione di tecnologie a basso impatto, alla gestione e ideazione di progetti per ridurre l’impronta ecologica e alla fornitura di servizi professionali per la valutazione, la gestione e l’adattamento del rischio.

Ricordiamo che biodiversità non significa solo business!

Essa rappresenta la varietà delle forme di vita vegetali e animali presenti negli ecosistemi del pianeta e comprende la diversità genetica, la ricchezza delle specie e la molteplicità degli habitat. In particolare maggiore è la diversità genetica di una popolazione nell’ambito di una specie e maggiori sono le probabilità che i singoli individui siano in grado di adattarsi alle condizioni ambientali garantendo la sopravvivenza dell’intera specie. Inoltre, la biodiversità influisce sulla fertilità del suolo, sul clima e sul regime idrico. Da essa dipende la qualità dell’esistenza umana e la sua capacità di adattarsi ai cambiamenti climatici. Preservarla significa mantenere intatti gli habitat evitando perciò catastrofi naturali.

Come al solito le cose diventano importanti solo quando ci sono i soldi di mezzo. Per il resto non si bada né al rispetto della natura e delle specie né per quello che verrà per le generazioni future.

Carmelo Corrente

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