Napoli: dell’immondizia e delle responsabilità negate
La monnezza sotto casa ha formato una catasta
alta, sporca e puzzolente
che di ciò dirà la gente?il vicin farfuglierà
il bambin ci giocherà
e fra tutti i presenti
ci saranno i delinquenti
che al calare della sera
impugnando una bottiglia
strabordante di benzina
la faranno scomparire
incediando in un momento
tutto quanto il cassonettoquesto è quel che si ripete
ogni volta che si blocca
la discarica in rivolta!!!
Rieccoci cari lettori alle prese con i soliti problemi che ciclicamente si ripresentano e che più e più volte i nostri cari politici (nel senso che costano) ci hanno assicurato essere risolti; oggi parliamo di immondizia.
E’ noto a tutti cosa sta succedendo in questi giorni a Terzigno e di come in realtà l’emergenza rifiuti in Campania non sia mai terminata. Ricordo l’estate dell’ultima emergenza, montagne di pattume, roghi di immondizia, nottate estive passate con le finestre chiuse per non respirare la diossina dei cassonetti fumanti, ma poi arrivò l’ennesimo governo Berlusconi, innaugurò l’inceneritore di Acerra, pianificò l’ultilizzo di ulteriori discariche e il problema fu spacciato per risolto, in realtà sappiamo tutti com’è andata. Qui in campania si sapeva fin dall’inizio che le cose prima o poi sarebbero ritornate com’erano, dato che il solo inceneritore di Acerra con 3 linee e di cui solo una funzionante non avrebbe mai potuto smaltire da solo il carico consueto di pattume neanche a pieno regime, e le discariche si sa prima o poi si riempiono e allora eccoci punto e a capo.
Sotto sono riportate una serie di foto di com’è la situazione nel mio quartiere e qui vi assicuro che rispetto ad altre zone della città la situazione e nettamente migliore, aria fetida e smog saturano l’aria, la gente fa lo slalom sui marciapiedi per aggirare i rifiuti e io tra loro scatto foto come un turista, dato che oramai sembra che la monnezza faccia parte del paesaggio.
La situazione è collassata gia da vari lustri, l’apertura e chiusura delle discariche si sussegue in maniera incalzante, ma forse l’esempio più eclatante dell’inefficienza amministrativa sta nella realizzazione della discarica di Taverna del Re vicino Giuliano un comune a nord di Napoli, qui ci sono vere e proprie montagne di immondizia, le famose ecoballe che tutto sono tranne che eco, la cui gestione è affidata all’Impregilo, ovvero lo stesso appaltatore del Ponte sullo stretto. Il video in apertura è riferito proprio a questo,e come potete notare confinante con quei terreni vi sono coltivazioni di verdure e frutta destinate alla vostre tavole, qua signori miei si contiua a tenere la testa nella sabbia come gli struzzi ma il problema è drammatico.
I casi di tumori nelle zone interessate dalle discariche e nei terreni utilizzati dalla camorra per seppellirvi rifiuti, sono alle stelle ma i dati ufficiali difficilmente ve li diranno i vari tg, il vero problema a mio parere è la mancanza della raccolta differenziata ed avoglia che la Iervolino sindaco di Napoli da oramai un decennio racconta che un 20% del pattume è di differenziata, le cose non stanno così, le campane per la differenziata ci sono è vero, ma in realtà non le utilizza nessuno, cosa che invece non accade in altri comuni della provincia di Napoli dove la differenziata si fa veramente come ad esempio Monte di Procida. Il sindaco sostiene che non ha i fondi per rendere efficiente tale raccolta e il governo accusa il sindaco. Caldoro governatore della Campania dice di essere una vittima come Bassolino, Bertolaso dà la colpa dei tafferugli alla camorra e agli insurrezzionalisti.
La verità è che nessuno si assume le proprie responsabilità ed intanto i reparti di oncologia continuano a riempirsi di nuove vittime di questa strage silenziosa…
MC



















Impressionante il video MC..il problema è che si sta sottovalutando terribilmente tutta la questione pensando che si tratti di un problema solo di Napoli. Ma anche qua le percentuali di chi fa la raccolta differenziata sono sconfortanti..eppure basterebbe un piccolo sacrificio per far cambiare le cose!
per non parlare di tutto l’agro aversano dove i reati ambientali raggiungono cifre paurose… sarò un fissato ma ogni volta che compro frutta e verdura se sono della zona di caserta e aversa non la compro
Fai bene Michele, fai bene…