Fiducia al governo e resistenza di piazza: sarà la fine della Repubblica della Corruzione?
Oggi è un giorno fondamentale per la storia futura della democrazia italiana.
In Parlamento, in tutti e due i suoi rami, si vota l’ennessima fiducia al governo di questa legislatura. La novità è che il governo Berlusconi sta volta rischia sul serio di perdere la fiducia della maggioranza dei parlamentari. Sia chiaro, la situazione è giunta a questo punto a causa di un folto gruppo di voltagabbana, animale umano il cui habitat naturale sono gli organi di rappresentanza del popolo a tutti livelli, dal locale all’europeo. Il disprezzo che sembrerebbe venire fuori da queste righe non è riferito a persone ben specifiche; lo sguardo disgustato è rivolto al sistema. Sono il modo in cui è organizzata l’attività politica legislativa, le modalità di partecipazione popolare all’attività legislativa, la corruzione dilagante ad essere poste sotto “la scure” delle mie opinioni.
Da quando ho coscenza della collettività in cui vivo non ho mai potuto ragionare su una crisi così importante sia politica che istituzionale.
Non credo di essere davvero in grado di esporre teorie credibili e salottianamente condivisibili.
Negli ultimi 15 anni lo sviluppo politico della democrazia rappresentativa non ha sortito miglioramenti rispetto allo sfascio della prima repubblica. I modi sono cambiati, è vero. Prima ci governavano degli uomini con modi da monarchi, adesso da giullari.
Non mi sento in errore se sostengo che stiamo vivendo la Repubblica della Corruzione. A tutti i livelli il concetto di corruzione è dilagato e si è consolidato nei rapporti tra politici-burocrati-imprenditori-banchieri-controllori pubblici. Noi dietrologi di professione abbiamo sempre saputo che lo stato funziona in larga parte così ma adesso che in ogni inchiesta esce fuori qualcosa di nuovo, e di sempre sorprendente, le prove provate della veridicità della teorie dietrologiche si sprecano. Dunque, prese per buone queste teorie, non c’è nessuno scandalo se gli uomini politici della maggioranza offrono soldi, consulenze, contratti e quant’altro a parlamentari malleabili. Non si tratta neanche della punta dell’iceberg della Repubblica della Corruzione.
D’altronde il capo del governo ha sempre dichiarato di essere liberale e non fa mistero di essere liberista. Nel pieno rispetto del mercato (e non dello stato) acquista volontà, idee, opinioni, voti di fiducia. Tutto normale nel mondo e nell’Italia che ci hanno consegnanto a noi, neanche trent’enni.
Intendiamoci, non è certo colpa di Berlusconi. Come espresso già in precedenza è il modo in cui è organizzato l’esercizio del potere legislativo il problema. E’ anche vero che in questo momento è incontestabile sostenere che non c’è mai stato di peggio nella “seconda repubblica”.
La dimostrazione di quanto la politica attuale vada contro il sentire comune è il complesso tema della conservazione del territorio, dei beni culturali e delle capacità culturali che il nostro paese esprime ai massimi livelli. In tutto il mondo l’Italia è conosciuta per le sue bellezze artistiche, per il suo paesaggio così vario, ricco di natura e di storia. In tutto il mondo si studia il cinema italiano oltre che la storia dell’arte, militare e civile. Quasi superfluo discutere di quanto i letterati, gli artisti e gli scienziati della nostra storia ci hanno fatto grandi nel mondo. Buona parte della nostra economia si basa su tutto questo mondo e sui suoi effetti negli altri settori dell’economia. Intere città vivono di grandi università o opere d’arte o bellezze territoriali.
Ci troviamo di fronte ad un governo che ha lasciato totalmente all’abbandono tutte le questioni che riguardano il mondo della cultura, dello sviluppo dell’ingegno e della sua diffusione. Il cinema italiano rischia di andare in malora e di produrre solo panettoni (impossibile aggiungere il prefisso “cine-”). La ricerca diventa precaria, viene scoraggiata e messa totalmente in mano agli insegnanti che potranno decidere a chi fare i contratti a tempo determinato e a chi no (non dovranno più neanche falsare concorsi). Mura di Pompei si sbriciolano, sicuramente non per colpa del Ministro, ma dell’incuria in cui ha permesso che fosse lasciato il sito archeologico, si!
La vita di chi entra in questo periodo storico nel mondo del lavoro è parecchio difficile. I varchi all’ingresso si sono ristretti parecchio e le pareti sono state ricoperte di carta vetrata per cui diventa davvero difficile non rimanere “ferito” dalla precarietà in cui ti porta la diffusione di contratti di lavoro atipici. I territori vengono regalati ai rifiuti che produciamo sia di monnezza sia di infrastrutture. Non perchè non ce ne sia bisogno ma perchè la gestione di quelle attuali non lascia trapelare nulla di buono rispetto al futuro. Treni, Autostrade e compagnie aeree tornano ciclicamente al collasso. Troppo spesso la corruzione è una delle cause scatenanti di queste crisi cicliche.
Territori che dal nord al sud si allagano per 2 giorni di pioggia, montagne e colline che franano, terremoti che distruggono costruzioni fatte di cemento depotenziato.
Il nostro ben di dio si sta sgretolando e chi deve fare le leggi lascia tutto all’abbandono e al degrado umano degli amici dei loro amici.
A difendere ciò che è rimasto della dignità di questo paese sono, come altre volte in passato, gli studenti e i giovani in senso più lato; quelli che subiscono sempre e di più (insieme agli anziani) le politiche dettate dalla filosofia politica della corruzione.
Mai come quest’anno, grazie anche alle crisi di governo, l’azione di protesta di questi particolari gruppi sociali sembra più consapevole e sostenuto se è vero, come è vero, che la gente in attesa del treno in ritardo ha applaudito apertamente i ragazzi che bloccavano i binari in segno di protesta contro i tagli all’università e alla ricerca. Non possono non essere condivisibili le occupazioni temporanee dei più importanti monumenti italiani ponendoli a simboli ultimi di resistenza nei confronti dell’arroganza corruttrice. Non può non destare simpatia la modalità di piazza che porta in prima fila degli scudi fatti di titoli di libri che resistono spesso al nero manganello poliziesco.
Oggi i giovani d’Italia saranno ancora in prima fila per la giustizia sociale. E’ non è una parola sciocca e obsoleta. Si tratta di una necessità di questo mondo che è stata messa sotto i piedi dalla politica degli ultimi 18 anni, ed infatti chi protesta ha ormai totalmente abbandonato simboli partitici e quasi sempre anche “ideologici”.
L’autonomia di pensiero scende in piazza oggi, come nei mesi scorsi e lo farà per l’ennesima volta senza appellarsi a nessun “santo in paradiso” che non sia un loro compagno di protesta e di sogni.
Non posso che augurarmi il meglio per la piazza, ovvero la continuazione di queste pratiche di riappropriazione della vita pubblica, degli spazi e dei beni comuni. Ma una cosa mi sento di dire che manca e che magari potrebbe sorprendermi nelle mobilitazioni di oggi e dei prossimi giorni.
E’ inutile immaginare un risvolto positivo nel palazzo. I politici non rischiano mai il baratro a meno che non sanno di poter dare una “svolta forte” al governo del paese. Probabilmente Berlusconi formerà un nuovo governo ed è per questo che non è auspicabile una perdita di forza delle mobilitazioni popolari.
Sarebbe un sogno, vedere in testa alle proteste di ogni tipo di opposizione (se territoriale, lavorativa, giovanile o di genere) le bandiere dei partigiani della resistenza italiana: il tricolore con la stella rossa nel suo centro a sostenere l’azione della conoscenza che resiste al regime della corruzione.
E’ un sogno simbolico che darebbe consapevolezza dell’importanza storica del periodo che stiamo vivendo. Una cappa insopportabile sta per scoppiare (entro 3 anni probabilmente) ed è necessario essere consapevoli che se questa oppressione non viene abolita con una mano decisiva della società attiva, per il futuro non ci sono speranze di miglioramento. Troveranno dei nuovi sistemi e arriveranno dei nuovi sciacalli.
Bisogna essere consapevoli che siamo in un momento topico e che il valore della resistenza, intesa nel senso attuale del termine, non può che unire ancora di più le opposizioni decise e consapevoli alla Repubblica della Corruzione.
Da opposizione sociale a movimento di resistenza… Ma forse, questo mio pensiero, rimarrà solo un sogno…
Alessio Neri






Commenti politici in salsa comunista
, è bene anche analizzare un punto a mio parere : i gruppi appartenenti alla RESISTENZA ITALIANA non erano solo di sinistra, il concetto di resistenza alla luce di questa evoluzione tecnologica dovrebbe e sta prendendo una via differente, definirei poi la Reppubblica Italiana una repubblica violentata da una classe politica (compresa la sinistra) che davanti al berlusconismo(accezione riguardante un radicamento culturale)non ha mai saputo, tuttora, che pesci prendere…
non sopportare la corruzione è una salsa comunista?
comuqne quando parlavo delle bandiere dei partigiani mi riferivo proprio al discorso unità tra visioni diverse ma convergenti che per fortuna non si riferiscono più a cattolici-comunisti ma all’unità tra tutti coloro che subiscono la melma della repubblica della corruzione.
Partiti di destra/sinistra? In questo sito non trovano nessun appoggio, qui parliamo di contenuti, il risico del palazzo lo lasciamo ad altri
permettimi di dubitare… forse pensi davvero che la repubblica che tu chiami corrotta si trovi lontana dal legame ideologico? e permettimi di dubitare inoltre del fatto che questo sito non abbia un orientamento che (parla uno che legge i vostri articoli) appare lampante
bella la ventata retorico-demagogica: Partiti di destra/sinistra? In questo sito non trovano nessun appoggio, qui parliamo di contenuti, il risico del palazzo lo lasciamo ad altri
io parlo di Repubblica della corruzione, e non di repubblica corrotta. il significato delle due espressioni è molto diverso. repubblica corrotta intende una cosa pubblica corrotta. io mi riferisco all’organizzazione della cosa pubblica basata sulla corruzione. Infatti, mi occupo di criticare il sistema, ovvero il modo in cui è organizzata la nostra repubblica. Non penso che ci sia stato un errore di percorso per cui adesso la nostra repubblica è diventata corrotta.
Il voto di scambio, la compravendita delle volontà delle persone influenti (siano essi parlamentari, politici locali, burocrati, dirigenti, manager, proprietari d’azione, clericali) è corruzione da qualunque “lato ideologico” si basi il tuo punto di vista sulle cose.
La retorica sul risico di palazzo, è retorica? Qui ci sta eccome. Ti invito a trovare un solo articolo in cui supportiamo un partito qualunque. Qui si parla di argomenti concreti o se non altro si entra nel merito dei discorsi e delle questioni che ognuno di noi individualmente tira fuori con i suoi articoli o, in caso, critica. Nei due anni di storia che abbiamo discussioni tra noi e con i lettori ce ne sono state a iosa sui più disparati argomenti. Purtroppo queste discussioni non avvengono quotidianamente, ma ci sono e ci sono state. E, ripeto, qui non si parla di voto quello voto questo, appoggiamo quello, appoggiamo questo. la nostra linea esiste (saremmo senza spina dorsale se vossimo senza una linea, viscidi blogger che vanno dove tira il vento) ed è sempre consultabile qui http://www.liberareggio.org/policy-editoriale/
Tutto il resto è responsabilità individuale di chi scrive senza alcuna direzione o dettame. Se proprio vuoi criticare o apprezzare una linea, leggi bene la firma del pezzo e riferisciti all’individualità che segue quella linea. Per esempio in questo caso parliamo della mia.
ed è a te che io mi riferisco o al singolo articolo, perchè quello leggo in quel momento e quello puo essere degno piu o meno di apprezzamento, lascia perdere la etimologia del termine corrotto ecc… oltre ai testi di storia (mi riferisco alla tua strana idea di resistenza ) ti inviterei a leggere anche manuali di filologia(cosa che personalmente ho gia fatto senza farti lezioncine inutili), non capisco perche su ogni discussione devi tentare in tutti i modi di riportare il discorso sul concetto di: autonomia, indipendenza, capacità critica… sono forse tanti nervi scoperti?
se mi baso su quegli argomenti in ogni discussione è perchè evidentemente quella è la mia linea
di nervi scoperti sicuramente ce ne ho tanti. Ma non ce li ho solo io, dato che ci piace comunicare informazioni e, soprattutto, ragionamenti cerco di far valere il fatto che questi sono autonomi e puntano a sviluppare discussioni proprio come in questo caso dato che in tanti altri media non ci (intendo al pubblico in generale) viene dato nessuno spazio del genere. Osservando lo spettro dei media a nostra disposizione cerchiamo di distaccarcere dunque non ci dimentichiamo mai che siamo indipendenti per davvero. Semplicemente cerchiamo di prenderci i nostri spazi.
Altri libri da consigliare?
io non credo che ci sia un magico rito che ci dica cosa sia un giornalista…giornalista è chi “dice” almeno questo è un mio modesto parere..per quanto riguarda i libri che ti potrei consigliare be ce ne sono tanti: per esempio Etty Hillesum Diario e Lettere testo che ha dato, donato all’uomo, una grande lezione di umiltà e intelligenza
, potrei consigliarti anche la “genuina” Oriana Fallaci ma stai attento è abbastanza esplicita e a differenza di molti non ha mai sopportato la demagogia
ecco vedi… per fare giornalismo occorre seguire delle tecniche e delle norme pratiche, non basta raccontare per essere giornalisti. A volte può succedere che queste due cose combacino ma c’è modo e modo per far si che avvenga.
Ecco, questo è un altro dei problemi del sistema italia: troppe persone si credono dei giornalisti anche se hanno un tesserino ma non lo sono nel concreto.
Noi non ci spacciamo per giornalisti solo perchè a volte sembra che lo siamo. Siamo gente che scrive da proprio punto di vista e ci va bene. Qualcuno aspira o aspirerà a fare del giornalismo il suo mestiere sicuramente ma le cose della vita non si sanno mai