Giovane emigrante reggino: Chi sei? Tornerai o ta fuisti proprio?







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Col nuovo anno abbiamo deciso di far partire una nuova iniziativa, fare un “censimento” dei ventenni e trentenni che hanno lasciato la provincia reggina. Ci piacerebbe che scriveste nello spazio riservato ai commenti alcune informazioni basilari tipo età, sesso, motivi per i quali si è deciso di partire come lavoro studio ecc., da quanto tempo si è fuori e se si ha intenzione di ritornare stabilmente qui a breve termine o in futuro e naturalmente tutto ciò che vi va di scrivere.

Vi chiediamo poche informazioni per riuscire nel nostro piccolo a creare un quadro generale sull’emorragia delle giovani risorse che hanno lasciato e continuano a lasciare il nostro territorio, confidiamo nella vostra partecipazione.

emigrante reggino per quale motivo sei partito?
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MC

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33 Commenti »

Alessio Neri
lisicere (autore) dice:

posso aprire io le danze? :D

Ormai sono 9 anni che sto fuori reggio. Sono partito per studiare e adesso rimango lontano per lavorare in un campo che a Reggio Calabria non ho mai sentito nominare: l’innovazione sociale.

Il sogno è di ritornare, chissà quando. Il realismo mi dice che se sono fortunato potrò godermi la pensione sullo stretto, il realismo reale mi dice invece che la nostra generazione non avrà mai una pensione.

ps. ho 28 anni di vita…

Katia dice:

…Io ti seguo…:D

Sono andata Via da Reggio da 4 anni quasi, quindi avevo 28 anni,
dopo una serie di esperienze lavorative a Reggio abbastanza spiacevoli,
che mi hanno fatto capire due cose: la prima che a Reggio se non hai il compare non sei nessuno, e che vince sempre il piu’ furbo…In realtà sarebbero anche di + ma nn voglio prendermi tutto lo spazio!!!!!
Quindi sono partita abbastanza incazzata!!!!
La goccia che ha fatto traboccare il vaso???? Il famoso concorso dei vigili urbani di qualke anno fa, che tutti si ricorderanno (concorso??? si chiamano cosi’ le chiamete dirette?) Al quale premetto di non aver partecipato!!!!!

Di tornare non ci penso proprio non le escludo in futuro (mai dire mai)!!!

Ultima cosa ammiro chi “sceglie” di restare per provare a cambiare le cose…io ci ho provato nel mio piccolo ma senza riuscirci…
Non sopporto chi rimane per adeguarsi al sistema perchè è proprio grazie a questi che Reggio non cambierà mai!!!

Valentina dice:

Valentina, 28 anni, donna.
Vivo a Roma dal 2001.
Sono andata via da Reggio per motivi di studio.
Fuia e non credo di tornare. Persino la mia famiglia sta per lasciare la città…
Mi manca il mare…
…Mi manca la brioche col gelato di Sottozero e il calzone di Luciano. Mi manca il tramonto dietro l’Etna, la sabbia che non appiccica, i cornetti con la crema, bianca! Mi mancano le “ferrazze” coi pomodori messi a seccare. Le agavi e i fichi d’india. Chianalea e il lago di Ganzirri dal pilone.
Non mi mancano il tapisroulant, le “cufe” sul corso, i lidi in via Marina, l’acqua corrente solo fino ad una certa ora. Non mi manca la fabbrica abbandonata a Saline, nè constatare ogni anno che a Lazzaro la spiaggia non esiste più. Non mi mancano i negozi saltati in aria, ne’ l’ennesimo negozio di scarpe o abbigliamento fashion che porta sempre lo stesso nome. Non mi manca “u canusci? E’ u figghiu di, niputi di…”.
Ecco. Un po’ così…

Bel lavoro ragazzi.
Complimenti.
Curiosa di leggere i risultati ;)

Alessandro.S dice:

Beh cari amici conterranei e nn,leggo i vostri commenti nn posso far altro ke confermare ciò ke scrivete x la serie a Riggiu nn reggiu dopo aver studiato fatto corsi di specializzazione e varie vicissitudini che nn sto qui a raccontare mi sn trovato x sbaglio o x caso in Germania ed ho scoperto ke basta avere uno straccio di lavoro x poter vivere in modo dignitoso senza bisogno di comparati e cugna…la sanità le scuole le banche e tutto ciò ke a voi viene in mente qui sono un diritto e nn una cortesia o un favore dell`amico malandrino o del parente importante insomma funziona tutto quindi xkè tornare li dove la vita vale niente e quel niente costa tanto?L`unico rimpianto è l`aver lasciato la mia famiglia gli amici e la nostra stupenda costa Calabra.Grazie x lo spazio ke ci fornite e il tempo ke ci dedicate. Alessandro.

Michele dice:

Emigrato per studio in quel di Napoli posso dire tranquillamente d’essere passato dalla padella alla brace, finirò sommerso dalla monnezza!!! Tornare? se vincessi al lotto potrei campare di rendita e quindi potrei grattarmi come fanno gli anziani e non, sul corso a Reggio, ma se tale eventualità non si dovesse verificare la vedo dura. Figghioli in bocca al lupo.

Antonella dice:

tornare…sarebbe bello darsi appuntamento in via marina, dopo tanti anni, guardarsi in faccia e cominciare a parlare di rientro, di ricostruzione, di apporto attivo di ciascuno – attraverso l’esperienza maturata fuori – per liberare questa disperata Calabria da chi ancora ne incarna i mali e gli stereotipi, ripensarla nel quotidiano esercizio della civiltà. Tornare e trovare negli sguardi un desiderio vivo di riscatto e la giusta rabbia per attuarlo: questo il sogno dell’esule.
Ho 31 anni, vivo a Torino da 10, non tornerò.
Povera terra dell’infanzia, abbondanata ai porci, porto con me il ricordo della tua bellezza.

Giuseppe Barilà dice:

Apprezzo tanto l’iniziativa e l’ho segnalata. Vorrei che servisse a qualcosa. Sono in fondo pessimista, ahime.

Emanuele Boscarino dice:

Vediamo…da dove cominciare?
Ho 33 anni, ho lavorato un pò in giro per l’Italia e adesso mi sono stabilito da due anni a Milano.
Non ho voglia di tornare a Reggio.
Reggio non sa darmi stimoli o margini di miglioramento: non c’è da lavorare se non in piccoli lavori senza futuro e sicuramente senza contratto. Io son stato fortunato e ho lavorato per lungo tempo in un call center con un contratto e paga puntuale ma capirete bene che non è il lavoro della vita.
Poi la città è morta, morta dentro. Le poche librerie che ci sono (mi dicono abbia aperto la Mondadoriin città) sono vuote perchè Reggio è diventata una città profondamente ignorante, cosa che non era in epoca greca o romana.
Trovo che sia molto più che provinciale e bigotta.
Ho vissuto la mia omosessualità con relativa tranquillità e alla luce del sole e ho anche avuto una gran bella relazione duratura ma ancora tanto c’è da fare in città, ci ho provato ma niente è cambiato e quasi nessuno ha voglia di far cambiare le cose.
La città non evolve e credo che non ne abbia nemmeno voglia: è molto più facile controllare un popolo ignorante.
Mi dispiace, ma non tornerò a Reggio se non per l’estate e per rivedere gli amici di una vita ma sarò felicissimo se le cose miglioranno, a beneficio dei reggini che verranno.

Ilaria dice:

Mi chiamo Ilaria, 31 anni quasi 32… Una laurea in chimica messa nel cassetto, 3 diplomi.. tante specializzazioni.. studio studio e ancora studio. vivo a Reggio calabria, mio malgrado. In realtà ho studiato fuori, non molto lontano, a Cosenza, e dopo aver finito gli studi ho anche lavorato lì e stavo bene. Poi durante le vacanze estive del lontano 2006 decisi ri ritornare a vivere qui, per motivi esclusivamente sentimentali, e da allora non passa giorno in cui io non mi dia della CRETINA per essere tornata. Sono passata da una città in cui fai un colloquio senza essere parente di nessuno e ti prendono, a questa città in cui lavorano gli ULTRAS amici di Beppe. Sono ovunque.. alla Reges, alla Leonia, alla Multiserviz, tra i vigli urbani, sono come le cavallette.. hanno un comune denominatore “AMICI DI BEPPE”. Io non sono amica sua (per mia fortuna) e quindi lavoricchio in una scuola privata.. GRATIS da ben 4 lunghi anni…. certo che se penso ai sacrifici dei miei per questa sudata laurea in Chimica… In ogni caso, ornai la decisone è presa, a giugno si parte in cerca di fortuna. Come fecero gli emigranti anch’io preparerò la mia valigia di cartone e andrò a portare il mio cervello da piccolo chimico dove serve, dove può essere valorizzato, dove qualcuno saprà apprezzarlo. Non qui. Qui non si apprezza il cervello. Qui si apprezzano i voti, i soldi, gli amici dello stadio. Qui nonsi investe per noi giovani, qui si comprano le RABARAMA.. questa è REGGIo. La città dell’apparire. Io voglio ESSERE.

micuzzeddu dice:

io ancora sono figghiolo 22 anni…sono della jonica e non di reggio città(pe furtuna) ma ugualmente nessun futuro!! ringrazio che ho una famiglia che si può permettere di farmi studiare fuori…tornerò sempre e il mio paese lo penso ogni giorno..ma a lavorare non ho dove andare e penso che nessuno compresi quelli che restano sappiano che pesci pigliare…arretratezza totale il futuro del meridione è lo spopolamento!

vincy dice:

ciao io mi chiamo vincenza,ho 32 anni anzi quasi 33 nel 2007 mi son sposata ma potevo scegliere se rimanere nella mia amatissima terra o andare via, purtroppo per me ho dovuto scegliere di andare e cosi mi son trasferita nella prov di pavia,avevo fatto domanda in quello stesso anno per le graduatorie ad esaurimento ma vedendo come eran andate fino ad allora le cose (nella prov di reggio non ho mai lavorato un giorno nonostante 2 diplomi,1 laurea e corsi di specializzazione) disperavo di trovar lavoro ed ero sicura di tornar giu dai miei ancora piu amareggiata di quando ero partita….beh ragazzi mi son trasferita il 10 settembre del 2007 e da allora non son stata un giorno a casa senza lavorare…certo son precaria ancora e chissà tra quanti anni avrò un posto fisso….ma quest’anno circa 3 mesi fa ho realizzato il sogno della mia vita SONO MADRE DI UNA BELLISSIMA BAMBINA..dispiace dirlo ma molti che conosco giù x mancanza di un futuro economico decidono di non aver figli perche diciamolo CHI CI DUNUNU MI MANGIUNU??? GIURNALI… io diciamo CHI MA FUIA…io e mio marito abbiamo un lavoro dignitoso come avrete capito io son insegnante e lui operaio il suo lavoro è sicuro … il mio non si sa…lavoriamo tante ore al giorno…siam venuti qui x lavorare,ma quando torniamo giu quel mese all anno la gente pensa qua siamo in america!?!??! beh non è cosi non è facile vivere ma nella vita i sacrifici si fanno e a malincuore dico che io nella mia bella terra tornerò solo x le ferie come anche i mie facevan quando vivevano al nord..il caro papà diceva che nella sua vita aveva fatto un solo sbaglio QUELLO DI TORNARE GIU XKE CI AVEVA PRIVATI DEL FUTURO…e aveva ragione… ps posso dire un’ultima cosa???? sono l unioca a meravigliarsi del fatto che ogni volta che torno giu trovo che la gente sia sempre piu modaiola e snob e che tanti 18 viaggino cn macchinoni???ma comu fannu mi si mmantenunu tutti sti vizzi si passiunu a matina mi su liberi o pomeriggiu…a voi la risposta ma io l avrei gia….un saluto a chi come me ha lasciato la nostra bellissima terra un abbraccio grande

Laganà Giovambattista dice:

Ciao,io sono Gianbattista,ho 28 anni e vivo al nord da 10 anni.Oggi sono sposato e ho comprato casa a Mantova,la città di mia moglie.Non ho mai accettato la mancanza di libertà,avere paura di far valere i propri diritti.Purtroppo andar via è una soluzione di comodo,e dico anche che qua al nord non è tutto diverso.Anzi….certe volte può essere peggio.Vorrei far parte della riscossa dei reggini,ma non so se avrò il coraggio.Per togliere Reggio alle varie Ndranghete c’è da morire.Chi si offre?????????????????ciao

Irene dice:

Ciao a tutti, mi chiamo Irene, nata a Oppido Mamertina perché mia mamma lavorava lì quel periodo ma sono reggina reggina. Vivo in Corea del Sud, Seoul, da più di 5 mesi, dopo 7 anni a Napoli. Soffro di crisi nostalgiche almeno una volta al giorno, minimo, la metropoli non è fatta per me e scriverei le stesse cose di Valentina se non ci fosse il copyright :D Sto studiando coreano in una delle migliori università della Corea, con una borsa di studio che mi permette di non chiedere soldi a mammà a 25 anni, parlo un pò di giapponese, e l’inglese con accento calabrese. Tempo fa mi dissero che troverei facilmente lavoro al porto di Gioia Tauro con questi presupposti, ma ci pensate? Il centro della ‘ndrangheta, lo sbocco delle peggiori azioni malavitose della Calabria. Vorrei tornare, ma ogni volta che sono tornata c’è sempre stato qualcosa che mi ha fatto scappare. Scappare, lo ripeto, perché sono convinta che la mia sia solo una fuga e questo mi fa sentire in colpa. Non che Napoli fosse migliore, ma certo la Corea con tutti i suoi problemi è avanti 1000000 punti da noi. Se vi va date un’occhiata al mio blog http://www.tofuforbreakfast.splinder.com! Ci vediamo ad agosto, per il mare!

Samuele dice:

Samuele, ho 30 anni e vivo da quasi due anni a Londra, dove lavoro nel campo dell’informatica.

Ci sono due motivi per i quali ho sempre sognato di andarmene da Reggio e alla fine l’ho fatto. Il primo e` che una citta` bigotta, arretrata emafiosa con diversi primati negativi. Non esistono margini di crescita culturale o di arricchimento delle proprie esperienze. Vivendo all’estero mi sono reso conto che finche` ci vivi non ti rendi mai pienamente conto di quanta merda c’e` intorno a te. Poi quando vedi che le uniche notizie che appaiono sui giornali internazionali riguardanti la nostra terra sono quelli di mafia o quelle degli immigrati di Rosarno presi a fucilate, allora te ne rendi un po’ conto. Oppure la notizia della Fallara, che l’hanno fatta “suicidare”, e sicuramente ci sono complicita` a livelli altissimi della politica. Sarebbe ovvio anche a un bambino che una persona da sola non puo` bersi una bottiglia di acido, ma a Reggio questo diventa possibile e nessuno nota niente di strano! Reggio e` assolutamente allucinante.

Poi ci sono le condizioni lavorative che per quanto riguarda Reggio sono praticamente ridicole. Se vuoi aprirti un’attivita` devi fare i conti con il pizzo, trovi lavoro solo se hai il compare (e io ho sempre evitato di rivolgermi ai compari, che tra l’altro non ho), e nella maggior parte dei casi non e` un lavoro con una paga decente. Il lavoro in nero e il “fuori busta” sono praticamente la regola. Mi rendo conto che la causa di questo stato di cose sono gli stessi abitanti della citta`, che perpetuano questo stato di cose ogni qual volta chiedono il favorino al politico in cambio del voto o quando cercano la raccomandazione. Cose che sono anche nella mentalita` della mia famiglia, dei miei genitori e dei miei parenti, e delle quali mi vergogno. Certo, c’e` da dire che questi discorsi si possono applicare a tutta l’Italia. La mia soluzione e` stata trasferirmi a Londra. Sono partito da solo, avevo delle buone competenze nel campo dell’informatica e del web, mi sono spostato qui, ho cercato lavoro e dopo 3 settimane avevo un posto a tempo indeterminato in una ditta al centro di Londra. Solo grazie alle mie competenze, e in un anno e mezzo il mio stipendio e` aumentato del 100%.

Non so quanto ancora rimarro` in UK, di certo non tutta la vita. A un certo punto tornero` in Italia, ma sicuramente non a Reggio. Invito tutta la gente onesta e intelligente a emigrare!

Roberta dice:

Io sono Roberta, ho vent’anni, vivo a Bologna da metà Ottobre del 2010, sì, è ancora pochissimo tempo, lo so, ma per fortuna ho avuto, e spero di continuare ad avere la possibilità di diventare una “studentessa fuori sede”, non credo di essere scappata da Reggio Calabria, al sondaggio ho risposto “per studio” ma forse avrei dovuto rispondere anche “per vivere posti nuovi”, in ogni caso so di essermene andata via, per poter tornare un giorno, arricchita di cose nuove e idee che possano far bene alla mia terra. Non so se riuscirò a tornare e a realizzare il mio piccolo sogno, potrei essere allettata da altre opportunità durante il mio percorso qui, o ancora più lontano, chi lo sa… Ma l’intento di base c’è.
Se non lo facciamo noi, chi ci aiuta?

Angela dice:

Io sono Angela e da 2 anni vivo nella Repubblica di San Marino. Dopo essermi guadagnata il titolo di avvocato all’età di 29 anni (con enormi sacrifici che non sto qui a narrare), alternavo l’esercizio della mia professione all’insegnamento in quel di Milano. Un bel dì mi si è presentata l’occasione di andar via dalla mia amata terra e non ci ho pensato due volte! Reggio è stupenda, adoro le sue tradizioni, la sua gente della quale mi sento parte. Sono nata e cresciuta in mezzo ai reggini, nei quali mi riconosco sia per forma mentis che per modus operandi…non posso negarlo: l’ambiente nel quale cresciamo ci forgia e condiziona per buona parte del nostro vivere quotidiano. Purtroppo non si vive di solo mare e di belle giornate. Le fatiche di persone come me, senza santi in paradiso, con tanti sogni nella testa e tanta speranza nel cuore, non possono essere poste nel nulla da un’amministrazione incompetente e palesemente sporca. Non è giusto. La parità di risorse e di accesso alle varie opportunità lavorative e sociali costituiscono la condicio sine qua non per l’ordinario vivere civile.

Giuseppe dice:

Sono Giuseppe, ho 30 anni e da 5 anni sono in Australia, a Canberra.
Adoro la mia terra di origine, ma uno spostamento cosi’ radicale mi ha messo in contatto con una realta’ talmte diversa che prima non riuscivo nemmeno ad immagginare.Purtroppo “ma fuja’” anche se il mio cuore e’ sempre a Reggio….la mia prospettiva e’ quella di fare tanti soldi e poi tornare e godermeli perche a Reggio se hai i soldi si sta da Dio.

Raul dice:

Io sono andato via per studio (da pochissimo) ma già mi manca rRriggiu (pur con tutti i suoi difetti). Mi piacerebbe tornare a ciclo di studi finiti anche se la vedo un pò difficile…

Fabrizio dice:

Me ne sono andato a 18 anni e sono tornato 10 anni dopo, illudendomi che l’alta professionalità acquisita nel mio campo mi avrebbe consentito di lavorare anche nella mia città.
risultato? un coro unanime di “lei è troppo skillato, cerchiamo persone meno esperte” (che in italiano vuol dire “vogliamo gente da pagare meno e pazienza se non sa lavorare, ndi ‘rrangiamu!”…)
maledetto il giorno che son tornato…la mia ripartenza, a malincuore, è prossima…

GGM dice:

Quando arrivai la prima volta a Trieste vidi un lunghissimo tratto passeggiabile proprio sulla riva del mare, seppi da li a poco che quelle eran le famigerate Rive dove più di una nave battente bandiera tricolore attraccò per liberare la città.
Alle spalle del mare si ergevano montagne verdi, il carso. Sembrava di aver fatto 1400 km ma non esser mai partito da casa.

Lasciai Reggio Calabria per continuare gli studi, l’università di messina non mi permetteva di completare il percorso con la laurea specialistica per cui eccomi sul treno ad emigrare per la prima volta.
C’eran tanti amici quella sera alla stazione di reggio calabria centrale, 20, 30 persone con le lacrime agli occhi e le braccia levate nel gesto inconfondibile di un addio.
Non capivo perchè, ma sapevo che davvero quello era l’addio alla mia terra e non un arrivederci per un viaggio di piacere o di dovere.

La dignità, si sa, gioca brutti scherzi e trieste non è un’isola felice, quanto meno per il lavoro.
Terminati gli studi, caricata la macchina, son partito di nuovo. Ancora una volta emigrante, ancora una volta a cercar fortuna maggiore.

La pianura padana si estende per kilometri e kilometri di un grande niente senza alberi nè sole, senza orizzonti da contemplare o tramonti da visitare.
Capannoni a destra e a manca affollano le zolle di terreno incolte e fumi si alzano da fabbriche di mosche attaccate a quel lavoro come alla merda.
Già il lavoro.

Son passati 4 anni da quando son andato via, cos’è cambiato a Reggio nel frattempo? Ci sarà l’opportunità di tornare a vivere nella mia città? Rivedere gli amici la sera passeggiare in via marina o sul corso garibaldi ed andare la domenica a Gambarie, o Pentidattilo, e scoprire tutte le volte che la costa Jonica della Provincia di Reggio Calabria è una terra stupenda con i suoi riflessi oro d’estate e le montagne scolpite da un artista geniale.

4 anni. Ho caricato per la seconda volta la macchina, abbandonato tutto ciò che avevo al nord, tornare a casa, rivedere il quotidiano dei miei genitori, mio fratello, sua moglie e il piccolo nipote biondo che mi dice “bugiardo” se gli dico che deve ancora crescere.

Se al nord il cielo è grigio e il freddo punge è perchè le persone devon stare chiuse in uffici, fabbriche e piccole aziende, a produrre, creare e distribuire ricchezza. Se non avessero il lavoro al nord non saprebbero che fare se non stare chiusi in casa a farsi lobotomizzare dalla tv o star chiusi in discoteca a farsi pervadere da una musica sempre uguale da anni, sempre chiusi nel loro piccolo nido di vespe.

Se al sud il lavoro fosse concretezza, reddito e dignità, il mare sarebbe più vicino e il cielo più blu.

Un’anno a Reggio calabria dalla fine del 2009 alla fine del 2010 per scoprire che lavorare si può ma senza esser pagati, lavorare si può ma in nero e a spese proprie. Si può scoprire che ad un amico salta la macchina per delle idee espresse in un blog o che ad un magistrato svitino le ruote dell’auto per non lasciar trapelare indiscrezioni.
Si può invitare un’amica dal nord e farle ascoltare in una notte di agosto il boato di una bomba e alla richiesta di spiegazioni, di motivi per cui il boato è cosi forte, non trovare parole adeguate a poter rispondere a questa legittima domanda.

Ottobre 2010. Macchina carica. Si riparte. Si emigra per la terza volta, chissà se questa è per sempre, chissà se la nostalgia anche questa volta deciderà per me.
So solo che parto, so che mi aspetta una vita precaria, chè il precariato non è un contratto a progetto ma il non poter accedere a un mutuo, non sapere se ci si possa permettere di pagare l’affitto, di prendere un treno, di mangiare in una bettola e ridere con gli amici speranzosi in un futuro più roseo.

Una vita precaria è non avere più alcun posto che possa esser chiamato casa.

GGM

serialclicker dice:

…sono un reggino,da qualche anno sto in toscana per perfezionarmi nel campo della musica ed attualmente sono pure in Erasmus in Spagna,e so che per quello che vorrei fare io, attualmente non troverò nulla a Rc,ma la cosa comincio a sentirla anch’io… il fatto di dovermene andare dalla mia terra
nel senso di terra….cioè
appartenenza… ogni tanto mi sale sta cosa…..e mi manca…porca miseria…..

mi manca l’aria, il vento,i miei amici, la mia donna….
non so come andrà, non so cosa c’è scritto……ma ci metterò del mio….al massimo…come sempre…

SC

io dice:

Io sono io,
che vi devo dire? ho lasciato Reggio ormai dieci anni fa.
Ho girato il mondo, vissuto in tre Paesi diversi, perso molto dell’entusiasmo che avevo quando sono partit*.
Oggi non saprei che dire… Reggio è sempre bella, la sento sempre mia, trovo che il modo di vivere la strada, il quartiere, il corso, siano qualcosa di irrinunciabile, di ancestrale e profondo. Idem per le tradizioni, la famiglia, quelle cose strane e – se le leggi bene – molto sensate tipo il comparato… ma che ve lo dico a fare?
D’altronde, essendomene andat* via prima di “assaggiare” veramente il mondo del lavoro, non capisco bene sulla mia pelle cosa voglia dire viverci oggi. Che differenza ci sia tra essere disoccupati a Reggio e a Bologna, tra lavorare in nero per quattro soldi a Reggio e a Perugia..
Non saprei.
Boh… forse a Reggio ho avuto una sola grossa delusione, ma non c’entra il lavoro, non c’entra il pizzo, c’entra la violenza ma forse c’entra l’essere umano e basta.
Vabbè, che palle, la smetto.
Ciao!

Andrea dice:

Beh, come la maggior parte.. ho votato per mancanza di lavoro.
Sono passati oramai + di 3 anni dal giorno che ho lasciato RC (scherzo del destino il giorno del mio compleanno!) ed è stato uno dei giorni + tristi della mia vita.
Ero un giovane laureato, come avrei potuto rinunciare a un contratto di lavoro regolare, ferie e straordinari pagati, e soprattutto STIPENDIO regolare?
Il lavoro mi costringe ad essere dall’altra parte della Nazione, ma con il cuore ogni giorno sono a RC.
Un giorno mi piacerebbe tornarci, ma obiettivamente, è difficilissimo.

eliana dice:

un’altra valigia da fare, un altro aereo da prendere (da Lamezia, ahimè!) già pronta a scordare il sole e il sapore del tiramisù della mamma… essì, mi sento proprio un’emigrante!
Tutto sommato la vivo bene,questa mia condizione di neoemigrante e matricola all’Università di Bologna, da tanto cercavo un’esperienza che mi arricchisse, nella convinzione che bisogna vedere cosa c’è nel mondo fuori per rivalutare ciò che si aveva prima. E il ritorno è un’emozione dolceamara, è scoprire che la Calabria ,purtroppo, la si vive meglio in vacanza, nella condizione in cui le disfunzioni passano in secondo piano. Il ritorno è constatare che la Reggio la fanno le persone, il calore familiare, i vecchietti che ti esaminano quando cammini sul Corso, e che questo non sempre è un male. Io spero di tornarci un giorno a Reggio, per migliorarla e non solo per viverla da turista!

Giuseppe dice:

Sono emigrato nel dicembre 2004 per motivi di lavoro ma Reggio m’è sempre stata stretta: l’isolamento geografico e la mentalità non hanno mai fatto parte di me.
A questa terra mi legano gli affetti familiari e qualche amico, per il resto nulla.
Da buon meridionale però mi brucia ammettere la sconfitta di esser andato via e sentirmi dire dai miei nuovi concittadini ke la loro città è migliore.

gianni foti dice:

ciao, anch’io purtroppo condivido l’esperienza di un allontanamento forzato da reggio.
La mancanza di lavoro, mi ha portato a torino, dove attualmente lavoro.
Non ce l’ho fatta piu’ a vedere i ” soliti noti” raccomandati essere assunti i comune, in provincia…..
Spero con tutto il cuore un giorno di poter tornare a testa alta e non dover dire grazie a nessun politico

Laganà Antonio dice:

Ciao ragazzi voglio raccontarvi la mia storia.come voi anche io sono andato via da reggio in tenera età…avevo 19 anni quando mi sono trasferito per trovare lavoro a mantova,città dove vive mio fratello.In pochi mesi facevo parte di una azienda del comune che ha saputo valorizzarmi,cosa che ha reggio e difficile perchè si pensa a dare spazio all’amico anche se a meno qualità di te.Sono stato 3 anni a mantova oggi sono a reggio,e vi posso dire che nel lavoro non è cambiato nulla!Grazie a Dio che ci ha donato il sole,il mare e numerose meraviglie che ha questa terra da una parte cicatrizzano le numerose ferite che che si aprono in tutti i fronti,specialmente nel settore sociale.Spero nel futuro che noi giovani ci diamo da fare per cercare di cambiare questa mentalità stupida,omertosa,cotarda e sopratutto silenziosa!dobbiamo gridare al cambiamento…..una volta per sempre!un commento in questo magazine dice=sei pronto a morire per cambiare la città?rispondo gridando io siiiiiiii.

riccardo dice:

Ciao ragazzi io sono Riccardo, ormai sono 2 anni che ho deciso di cambiare aria e me ne sono andato a vivere a New York. Il perchè di questa mia decisione?? se dovessi elencare i motivi non finirei più di scrivere. Diciamo che uno dei motivi che ha spinto a prendere una decisione del genere è il fattore che penso ognuno di noi ha in comune e cioè la completa mancanza di un futuro, una terra che sotto tutti i suoi punti di vista è splendida e potrebbe essere uno dei fiori all’occhiello del territorio italiano ed europeo, ma purtroppo per tante motivazioni non lo è.
Continuo a sentire giorno per giorno lamentele e perdita di speranza da parte di amici miei. Io il mese scorso sono ritornato in Italia per trascorrere un po di tempo con la mia famiglia e per motivi banali gli Stati Uniti mi stanno impedendo un mio ritorno, in poche parole sono rimasto bloccato qui. Ho comunque gia preso la decisione di andarmene di nuovo e i primi di ottobre provo ad andare a vivere in Spagna. Vedete ormai e talmente la voglia di andarmene che è più forte di me.
Per concludere posso dire solo che sinceramente parlando in fondo al cuore ho una cosa che si chiama SPERANZA, cioè quella che qualcosa cambi sul nostro territorio e che ci consenta un ritorno di tutti e far riemergere un paese che adesso è diventato l’ultimo e poter farlo ridiventare la ciliegina sulla torta mondiale. Ma visto e considerando che chi di speranza visse diperato morì, io ma ne vado di nuovo………… un bacione ragazzi e teniamo duro!!

Angela dice:

Trovo che sia un’ottima iniziativa!
Io ho 23 anni, mi sono trasferita a Parma da pochi mesi (novembre 2011) per motivi di studio dato che Messina, dove ho conseguito la triennale, non mi permetteva l’accesso alla specialistica che ora seguo in un’altra città (giornalismo) e Reggio…ecco, Reggio non ne ha proprio una in questo ambito! A parte l’Alighieri, peraltro distaccamento di Messina, le facoltà umanistiche non sono minimamente prese in considerazione. Ecco perché mi sono trasferita, sebbene la voglia di cambiare aria e vivere un’esperienza nuova abbia giocato una parte in questa scelta.
Tornare a Reggio? Il cervello dice no, e, non ho problemi a dirlo, sono partita con l’intenzione di continuare a vivere qui anche dopo la laurea; il cuore non è d’accordo ma il fatto che io mi sia trovata molto bene a Parma non aiuta la sua causa.

giuliana dice:

ciao, sono figlia di reggini emigrati negli anni 70 in emilia, vi consiglio di cuore il film “ALMANYA – La mia famiglia va in Germania” storia di una famiglia turca che emigra. Ci ho ritrovato tutte le emozioni che hanno da sempre caratterizzato la mia doppia identità di calabrese in emilia ed emiliana in calabria… il fimìlm è leggero ironico e giocoso ma mette a fuoco efficacemente tutte le problematiche del trapianto culturale. buona visione e buona fortuna a tutti!

vincenzo de benedetto dice:

Opero per acculturare i giovani reggini e del sud proponendo una fondazione di scuola politico manageriale, finanziaria economia, diplomazia eecc.all’estero.. ho invitato le outorità di ciò, non interessa a nessuno,
emigrai nel 1960 lasciando la mia bella città e non altro ho incontrato difficoltà di ambientamento culturale- alla mia età non ti senti ne reggino ne romano leggi :”la mia terra”.
Chi emigra dopo due anni non ne vuole sapere di tornare si imparano tante cose, si cresce, si vive in un mondo diverso anche se esso presenta delle difficontà d’inserimento: ho scritto una pagina per antologia comparando una casetta in Cortona e una analoga in Reggio con dei vecchietti seduti sulla porta tutti felicementi, ma con diversità, i primi fra vasi di fiori con vasi arranciaticci riscontrando miseria i secondi con vasi scrostati con la pianta del basilico. Ecco la differenza tra il nord e il sud nel pieno rispetto e comprenzione delle due culture.Molti giovani nel 2011 e 12 sono emigrati per nuovi lidi. professionisti Ing, Chirurghi, giornalisti…. il Sud si degrada, si inpoverisce non sono valsi a nulla o di esempio i secrifici degli emigranti degli anni ’60 dbv
Giovani chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete-bussate e vi sara aperto!…..

Domenico dice:

Anch’io sono andato via da Reggio (nel 2001), per motivi di lavoro. Adesso io sono precario (legge Gelmini), mia moglie ha un lavoro a tempo indeterminato e lo stesso uno dei miei 3 figli (1 è disoccupato, l’altro va a scuola).A Reggio lavoravo solo io (sempre precario e senza essere registrato). Io e mia moglie, però, vorremmo tornare a Reggio (con un lavoro, cosa un pò difficile). Vedremo…

Domenico dice:

Sono lontano da Reggio da 11 anni.
Ho lasciato la citta’ per motivi di studio e adesso lavoro stabilmente al Nord Italia.
Credo che Reggio come tutta la Calabria abbiano grandi potenzalita’, ma purtroppo la politica e la cattiva gestione delle risorse a disposizione non permetteranno mai quella crescita economica e qualitativa che da quando sono partito mi auguro che avvenga.
Ecco perche’ a malincuore dico che non penso proprio che tornero’ a vivere a Reggio.
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