Cornetto&Cappuccino – La musica dei Twisted Family: intervista a Enzo “Rotox” Rotondaro

mercoledì, 19 gennaio, 2011
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Conosco i da alcuni anni, da quando, con un paio di cover di ottima fattura di alcuni celebri brani anni ’70, hanno pubblicato il loro primo demo cd (ai tempi si chiamavano Jah sSay Experience). Enzo “”, uno dei componenti della band (cantante, batterista, percussionista…), è un musicista reggino di quelli “storici”, particolarmente eclettico, impegnato su più fronti e su più progetti, mentre gli altri ragazzi sono tutti mediamente liguri, come in Liguria, per la precisione a Imperia, è la centrale operativa della Twisted Family. Ascolto il loro secondo disco durante le vacanze natalizie. Si intitola “”, ed oscilla tra roots , ska e dub. A caldo, organizzo un incontro con Rotox per scambiare due chiacchiere e per fargli alcune domande.

Quando hai iniziato a fare musica?
Ho iniziato a suonare in vari gruppetti dal ’94. Si può dire però che gli Utmost End sono i primi con cui ho suonato più seriamente. Era il lontano 1997 e vista la carenza di batteristi in città, entrai a far parte della formazione. Parallelamente suonavo la chitarra negli SPL e solo due anni dopo ero membro dei CFF e dei Glacial Fear.

Quali sono le tue influenze musicali?
Ascolto vari tipi di musica. Sono cresciuto più che altro con l’hardcore, il punk, il metal, ma mi è sempre piaciuto anche il reggae. Per questo ti direi, in ordine sparso, nomi come Jah Shaka, Square Pusher, Ambulance Ltd, Zora, Max Romeo, Jacob Miller, Prong, Alborosie, Iron Maiden, Nofx, Stooges e tanti altri.

So che anche oggi porti avanti diversi progetti musicali. Vuoi parlarcene?
Contemporaneamente ai Twisted, continuo a suonare con i Glacial Fear e con i Ronin. Con quest’ultimi facciamo colonne sonore per film immaginari…

Manchi da Reggio da una decina d’anni. Nostalgia? Ci torneresti?
Se si potesse lavorare e suonare, ci tornerei volentieri. Vivo ad Apricale, un borgo medievale vicino Ventimiglia, dove la vita scorre tranquilla ma certo, Reggio rimane pur sempre la mia città.

Come ti sembra la scena musicale reggina oggi?
Quello di cui mi accorgo, tornandoci solo nei periodi festivi, è che negli anni ’90 c’era più unità tra i musicisti, si facevano meno concerti ma a quei pochi eravamo tutti presenti. Ora invece ho l’impressione che prevalga il senso di competizione, di rivalsa forse di invidia. Sarà un segno dell’evoluzione?

Raccontaci un po’ di “Lento”.
È stato registrato al “Good Vibes Rec Studio” di Imperia in quest’ultimo anno e, già da mesi, lo stiamo promuovendo in giro. Solitamente preferiamo essere tutta la band durante i live, ma quando le condizioni proibitive ce lo impediscono (soldi, distanze, tempo, lavoro), si muovono solo alcuni in dj set.

Il nome di un regista?
Alina Marazzi.

Ultimo film visto?
Il Divo.

Progetti futuri?
Già siamo alle prese con la registrazione del prossimo disco che dovrebbe uscire nei mesi estivi. Sarà simile a Lento, forse più raggamuffin e tanto dub. All’interno troverete La Curva, un pezzo al quale sono particolarmente legato che ho scritto quando stavo in ospedale in seguito ad un infortunio alla gamba….Oltre a cantare, suono la batteria, quindi immagina un pò il problema!!

Teodora Malavenda

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