Elezioni amministrative del 15 e 16 maggio 2011: Un voto conformista e senza coraggio è un voto inutile
Il mio articolo di qualche giorno fa intitolato “Elezioni Amministrative del 15 e 16 maggio 2011: è partita l’orda dei miserabili” ha suscitato non poche reazioni tra i lettori. Mi sono giunte alcune e-mail e alcuni messaggi privati, nonostante io avessi firmato il pezzo con un nome fittizio. Non sono mancati i giudizi positivi, ma anche i commenti indignati e numerosi “purtroppo è la verità”. Qualcuno ha elogiato i miei intenti provocatori, mentre qualcun altro mi ha accusato di qualunquismo: “Il tuo articolo trasuda livore, disprezzo, arroganza e qualunquismo e non affronta il tema più importante, quello che lo avrebbe reso interessante e degno di essere dibattuto: i partiti e i meccanismi di scelta della classe politica”. “Attenzione a non sfociare nell’antipolitica” mi è stato detto, come se fossi un grillino (…), o un pressappochista di quelli che liquidano le questioni complesse con la formula “tanto è tutto un mangia mangia”. Addirittura mi è capitato di ricevere una lunga lettera, molto acuta, in cui mi si dice tra l’altro: “rispetto e condivido le tue idee nel momento dell’affermazione di principi e comportamenti ‘etici’ e che, a mio avviso, rappresentano un triste relitto ideologico nel momento antagonista e classista.”
Su Facebook sono nate lunghe discussioni, e mi sono accorto che parecchi in giro respirano la mia stessa aria e avvertono il mio stesso malumore. Tuttavia mi rendo conto che la maggior parte della gente, nella mia città, è molto conformista. Accetta passivamente delle dinamiche, anche se sa quanto siano squallide, sudice, immorali e, non di rado, discutibili dal punto di vista legale.
Il mio articolo era un invito, secondo me abbastanza chiaro, al voto. Il voto è un diritto, è un gesto fondamentale e resta, purtroppo, una delle pochissime possibilità che noi singoli cittadini abbiamo di influire sui processi politici e sociali. Poi ci sono i metodi estremi, non convenzionali, ma lungi da me il consigliarli come metodo di partecipazione.
La democrazia è stupenda, è ciò che tutti rivendichiamo e dichiariamo di voler promuovere e di difendere, ma occorre prendere atto del fatto che la democrazia non è il sistema perfetto. “Il problema è che la scelta cosiddetta ‘democratica’, quella che prevede che il tuo voto abbia lo stesso valore di quello di un qualsiasi delinquente, ha le sue patologie che possono essere solo contenute e mai eliminate. L’alternativa è la dittatura!” mi ha scritto una persona a me cara, dopo aver letto il mio articolo.
Ed il voto che esprimiamo, sia per le elezioni governative che per le amministrative, è un’azione che facciamo in ambito democratico, entro precise regole che accettiamo ma che possiamo e dobbiamo mettere in discussione. L’appiattimento democratico lo detesto. E’ quello che ci fa dare per scontato che il sistema in cui viviamo sia il migliore possibile.
Nel mio articolo ho parlato di candidati alle elezioni comunali o provinciali che utilizzano metodi scorretti e disonesti per accaparrarsi i voti. Il più classico di questi metodi è promettere un lavoro. E’ chiaro a tutti, spero, che nella stragrande maggioranza dei casi un politico locale non è in grado di offrire posti di lavoro a singoli cittadini. Può invece, dopo essere stato eletto, contribuire alla promozione di politiche efficaci e lungimiranti che sappiano creare occasioni di lavoro per tutti. Ma in una città come Reggio Calabria la mancanza di opportunità, di possibilità e di prospettive rende tutti noi più vulnerabili, ingenui, meno orgogliosi e vittime del carisma di chi, in quel momento, sembra avere una posizione di potere. Ma è solo una suggestione. In realtà ci si abbandona alla speranza, perché la disoccupazione è un male lacerante, e l’emigrazione lo è anche di più. Inoltre non tutti hanno la fantasia o gli strumenti culturali per elaborare teorie o portare avanti crociate di principio, come la mia. Dunque è facile risultare snob, nella mia posizione apparentemente privilegiata. Aggiungiamoci il fatto che qualche lettore, forse, potrebbe aver immaginato che i miei articoli rappresentino la mia fonte di reddito (…).
“Quale onesto padre di famiglia si sentirebbe di rifiutare il suo voto, che vale quanto quello del peggiore mafioso, a chi promette il pane per i suoi figli? Quale giovane, dotato di capacità e titoli di studio, rifiuterebbe il voto a chi gli promette che il suo diritto al lavoro non è una semplice enunciazione di principio?” mi ha scritto un colto signore. Ed è proprio questo il punto che mi fa riflettere. Se anche quelli che dispongono degli strumenti culturali, che magari sono degli ex contestatori di questo sistema, oggi lo accettano in modo rassegnato per una pagnotta (mi si perdoni il ricorso al termine odioso), in che direzione stiamo marciando?
Io voglio invitare i miei concittadini al voto, ma cerco anche di far capire, con umiltà e con i mezzi di cui dispongo, che il potere è il nostro, quando scegliamo un candidato o una sigla. Ci credo davvero, e non sto cercando di autoconvincermene.
In questo mio secondo articolo a tema elettorale, ho preferito concentrarmi non tanto sui candidati, quanto sulla città e sulla sua condizione estetica (che implica in parte anche quella sociale), espressione di una classe politica, che a sua volta è espressione dei cittadini. Un bel gioco di parole, apparentemente contorto, ma che racconta la verità, e non la mia.
Con una macchinetta automatica ho immortalato alcune delle più note espressioni di degrado e di malgoverno in questa città, rischiando seriamente di cedere alla tentazione della retorica. Che poi la soglia della retorica varia, è una percezione soggettiva e ciò che indigna una persona, potrebbe essere una cosa normale per un’altra. O peggio ancora, può capitare che qualcuno difenda le cose brutte, obiettivamente brutte, alle quali si possono attribuire chiare responsabilità. E’ il caso di quel deficiente che mi ha minacciato gridando mentre scattavo alcune di queste fotografie.
Siamo in piena campagna elettorale, la città pullula di segreterie politiche, le mura sono sature di facce e nomi, e in questi giorni delicati ogni mossa ha dietro una precisa strategia. Lo sanno quelli che aspettano uno stipendio, lo sanno quelli che controllano i siti internet istituzionali in attesa di un bando, lo sanno quelli che guardano quei cassonetti straripanti di rifiuti e non escludono che, a pochi giorni dal voto, tutto potrebbe scomparire. La normalità apparente sarebbe ristabilita, almeno fino allo spoglio delle schede, ma la verità la sappiamo, ed è un’altra: ci vorrebbe la raccolta differenziata, bisognerebbe pagare i lavoratori.
Quest’ultimo è solo un esempio. Proviamo ad estenderlo a tutti gli altri problemi di questa meravigliosa Reggio. Non ci interessano le soluzioni tampone (la chimica è stata uno dei traumi della mia gioventù), ma abbiamo bisogno piuttosto di scelte forti e che spianino la strada per un futuro differente. Se ogni temporale fa temere il peggio, è evidente che qualcosa non ha funzionato, e che qualcosa deve cambiare.
Votiamo, rendiamoci partecipi di un cambiamento di cui abbiamo bisogno! Ma affinchè il cambiamento avvenga, è necessario che il nostro voto sia coraggioso e anticonformista, poichè ciò che una buona classe politica può fare per la nostra città, vale molto di più di quello che un politico sotto elezioni può promettere.
E mi pare di essere stato del tutto imparziale, nonostante io detesti l’imparzialità.
Nicola Casile
foto e video di Nicola Casile






Ottimo pezzo nikola. Concordo anche sui partiti, magnaccioni e arrivisti. Tutti i partiti non sanno piu’ come autorigenerarsi. W l’antipolitica… contro i partiti dello sfascio piu’ totale.
in quanto sub-coordinatore di questo sito, non eletto, posso garantire che il nostro nicola, come tutti gli altri me compreso, non ricevono una lira. Basta aprire gli occhi per capire che non c’è modo per avere entrate economiche da questo sito internet. Almeno, per ora così è.
Dato ciò assicuro la persona che ha ipotizzato eventuali pagamenti (…aggiungiamoci il fatto che qualche lettore, forse, potrebbe aver immaginato che i miei articoli rappresentino la mia fonte di reddito…) e redditi che qui non pigliamo un euro.
La soddisfazione personale e collettiva è l’unica contropartita della condivisione.
Bravo! Esprimere coraggiosamente l’idea di molti, mettendoci la faccia, ti fa onore. Non credo tu abbia espresso livore nei confronti di nessuno in particolare ,ma al contrario ,hai ribadito una realtà che è sotto gli occhi di tutti e che fa comodo a molti .
Ho mixato le numerose impressioni che ho ricevuto sul mio precedente articolo. Alcune via email, alcune su facebook, alcune a parole.
Amo confrontarmi, rarissimamente mi scontro, e preferisco limitare il conflitto ai casi davvero limite. Preferisco immagazzinare informazioni dal confronto con il mio interlocutore, e con cautela regolarmi di conseguenza.
Non impongo, non propongo, non consiglio e non suggerisco A NESSUNO le mie idee, i miei modelli, i miei valori, perchè sono tutte cose PERFETTAMENTE DISCUTIBILI. Ed oltre a essere discutibili, qualcuno potrebbe a ragione farmi presente che sono CONFLITTUALI con il mio attuale modo di vivere. Tuttavia, qualunque sia la mia condizione di vita, il mio merito, la mia autorevolezza, la mia correttezza, COMUNQUE SIA ho il diritto di esporre i miei punti di vista, proprio come tutti.
PACE E AMORE
con quell’articolo hai disturbato qualcuno che vuole campare nel nome dell’antagonismo, vuole fare politica in “quel modo”. La politica, la lotta politica intendo dire, finisce di essere tale dal momento stesso che lo fai per mestiere. Di tutto il resto non voglio neanche parlarne, mi fa troppo schifo.
Bravo Nicola!!!
Begli articoli.
Esprimono concretezza mostrando la triste realtà politica che accompagna gli abitanti di questa città. Abitanti ai quali i diritti vengono concessi come favori (basta ricordare lo slogan apparso qualche anno fa “il Sindaco ci ha regalato l’acqua” MA QUANDO MAI! L’ACQUA é, e RESTERA’ UN MIO DIRITTO INVIOLABILE COME L’ARIA CHE RESPIRO)ed i quali si sentono, nella loro semplice ingenuità, obbligati a votare colui che in fondo nulla ha fatto per meritarsi rispetto, stima e gratitudine.
Io spero che i miei concittadini sappiano svegliarsi da questo torpore, che sappiano smascherare i vili imbonitori di serpenti, che sappiano scegliere fra la gente per bene e i millantatori, che sappiano dare il giusto lustro che questa città merita.
E se poi in fondo in fondo non riescono a far tacere la loro coscienza sentendosi in obbligo con quell’amico che gli ha fatto avere, non un favore ma un suo diritto, applichi per lo meno il voto disgiunto votando per un Sindaco degno di questo titolo.
Saluti a tutti.
Ciao Nicola… Chi ti scrive è candidato alle elezioni comunali del 15 e 16 maggio 2011… E chi ti scrive è, anche e soprattutto, una persona che non vota da circa 8 anni… Perchè non ho votato ??? Per i motivi che hai elencato nell’articolo…
E allora perchè la candidatura ??? Perchè, FORSE, è arrivato il momento di dire BASTA ad alta voce… E farlo con coscienza e consapevolezza… Faccio parte di un’associazione culturale… una ONLUS… si chiama Ethos ed ha presentato la propria lista di candidati… TUTTE persone che non hano mai fatto politica, che non hanno mai avuto incarichi (consulenze e quant’altro), che non hanno mai avuto un ruolo in nessun partito politico… Persone “della strada”… O, come si suol dire, “brave persone”… Che non possono promettere a nessuno nessun posto di lavoro, che non possono promettere a nessuno alcun vantaggio, che non possono promettere a nessuno questo o quel favore…
Questi sono i dieci punti programmatici dell’associazione per queste elezioni:
http://www.ethosreggiocalabria.com/Attivit–Politica.html
Ci stiamo mettendo la faccia nel modo più libero possibile, proprio perchè non abbiamo scheletri nell’armadio e non dobbiamo grazie a nessuno… Ci stiamo mettendo la faccia perchè siamo persone che, principalmente, hanno a cuore le sorti della città e non quelle personali… Ci stiamo mettendo la faccia perchè pensiamo che sia possibile creare un nuovo “humus civico cittadino” che possa dare linfa vitale ad una città moribonda… Probabilmente i frutti li potranno raccogliere i nostri figli (magari !!!) ma è ora di iniziare questo cammino con coscienza, consapevolezza e dovere civico…
Ognuno è libero di dare la propria preferenza a chiunque… E questo mio scritto non è una “pubblicità di voto”… E’ solo un modo per dire che ci sono persone che si sono stufate di questo stato di cose, le quali, proprio per riuscire a far cambiare qualcosa, si sono messe in discussione ed hanno deciso di fare un passo in più…
Personalmente ci metto Amore, Compassione e Solidarietà in quello che faccio e mai avrei pensato di potermi ritrovare in una lista elettorale… Ma stavolta ho visto e sentito persone che hanno voglia di fare qualcosa in più della solita lamentela incazzata… Per la città, per chi non ha voce, per chi vede ogni giorno calpestato il proprio diritto a vivere la propria vita secondo i suoi sogni, per chi è costretto ad abbassare la testa perchè non sa come reagire…
“La speranza ha due meravigliosi figli: l’indignazione ed il coraggio. La prima per la realtà delle cose, il secondo per cambiarle.” Pablo Neruda.
Grazie per lo spazio Nicola… Ad maiora semper !!!
PACE E AMORE
ti auguro di fare ciò che vuoi fare nell’interesse della gente