Le ecomafie in Calabria raccontate da Cordova e Baldessarro

mercoledì, 27 aprile, 2011
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In questa regione e in questa città c’è qualcosa che non va“. Lo ha affermato Claudio Cordova al termine dell’incontro sulle ecomafie svoltosi all’interno dell’evento “Più passi meno impronte“, organizzato dall’associazione LiberaReggio Lab il 22 aprile al Random Food&Music Club. Cordova, sollecitato da un uomo intervenuto nel dibattito, si riferiva al problema atavico (come direbbe Cetto) dell’omertà e della mancanza di denunce della popolazione reggina e calabrese a fronte dei numerosissimi crimini ambientali che spesso avvengono sotto gli occhi di tutti: del singolo cittadino, delle forze dell’ordine, delle istituzioni, dei politicanti.

Ultimo episodio in ordine di tempo è stato il sequestro del notissimo camping-villaggio turistico (nonchè complesso di villette a schiera, si potrebbe dire per ironizzare, a causa della “cementificazione” sviluppatasi al suo interno) di Condofuri Marina “Il boschetto”. Il camping che era sprovvisto di numerose autorizzazioni è lì da una 30ina di anni e occupa una superficie di circa 30.000 metri quadri. Difficile credere che le autorità preposte al controllo delle coste e del demanio pubblico non si siano mai accorti dell’irregolarità dell’esistenza stessa di un campeggio così grande e cementificato praticamente dentro una fiumara!  Molto più facile credere in un colpevole lassaiz faire… Sarebbe bello studiare i registri delle presenze dei frequentatori del noto campeggio per selezionare i rappresentati delle istituzioni, della politica e delle forze dell’ordine che lo frequentano o lo hanno frequentato nel corso degli anni.

Perchè se queste persone non fanno il loro dovere i singoli cittadini dovrebbero denunciare e rischiare di mettersi nei guai? D’altronde se c’è qualcuno che può controllare le carte sono proprio loro, non certo l’ultimo campeggiatore arrivato!

Si tratta di un esempio simile a quello portato da Giuseppe Baldessarro, sempre per rispondere alle domande, durante la discussione sulle ecomafie. Se Giorgio Comerio, faccendiere e imprenditore intrallazzone, poteva trattare alla pari con servizi segreti di mezzo mondo – ed è certo che abbia smaltito con vari sistemi (siluri e affondamenti su tutti) una quantità enorme di rifiuti pericolosi nei fondali del Mediterraneo – senza mai subire la repressione dell’autorità giudiziaria allora forse è il paese intero che deve farsi un esame di coscienza.

Di elementi da valutare per questo esame ce ne sono a iosa!

Basta sfogliare Avvelenati, edito dai tipi di Città del Sole Edizioni, e scritto a quattro mani con Manuela Iatì e Terra venduta di Claudio Cordova pubblicato da Laruffa editore per venire a conoscenza di una quantità esagerata di malefatte perpetrate da cittadini calabrebresi, ndranghetisti e non, che per raccontarle tutte occorrerebbero giorni interi senza raggiungere la certezza di averli enunciati tutti. Ad aumentare l’assurdità della questione è necessario valutare il fatto che molto dei crimini raccontati durante “Più passi meno impronte” da parte dei due bravi e giovani giornalisti reggini sono stati commessi negli ultimi anni, in un’epoca storica dove ormai la consapevolezza e la responsabilità ambientale dovrebbero essere dei sentimenti diffusi, quasi scontati.

Partendo dai bidoni contenenti quasi sicuramente materiali altamente nocivi ritrovati sotto la spiaggia frequentata da molti giovani reggini del Calypso di Bocale, i presenti all’incontro hanno seguito un “viaggio” giornalistico attraverso i nostri fondali marini dove la nave Riegel e molte altre sono state affondate ma mai cercate per capire cosa contengano, raggiungendo poi la terraferma in zona Crotone dove alcune scuole sono state letteralmente costruite con l’uso degli scarti nocivi delle fabbriche del luogo, in particolare della Pertusola Sud.

Questa panoramica del crimine ambientale calabrese (che ha un respiro nazionale e internazionale) non poteva non passare da considerazioni più “individualistiche” ed “economicistiche” che riguardano il sistema economico, produttivo e di consumo in cui viviamo. E’ Baldessarro a ricordarci qualcosa che tutti noi dovremmo sempre tenere a mente: se c’è qualcuno che consuma troppo ci sarà sempre qualcuno che produrrà troppo e quando tutti questi prodotti in eccesso diventeranno rifiuti, ci sarà sempre qualcuno che li smaltirà in maniera più “economica” rispetto alle modalità legali!

Per questo motivo non possiamo non dare grande importanza alle azioni personali e alla nostra responsabilità individuale, incominciando da un consumo di prodotti ed energia più responsabile e sostenibile.

Alessio Neri

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