In spiaggia con la Banda Falò, questa è la vera ‘guardia costiera’

lunedì, 13 giugno, 2011
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Un po’ di anni fa il piccolo sottopasso che porta dalla strada alla spiaggetta di Porticello, frazione di Villa San Giovanni, pare fosse chiuso con una rete. L’accesso al mare era impossibilitato. Adesso è aperto, anche se ancora un po’ difficoltoso. L’accesso al mare è un diritto pubblico.

Quella spiaggia nascosta da una rete era una “foresta tropicale” di lavatrici, frigoriferi e rifiuti di ogni genere, ci dice ironicamente ‘Ciccio’ della Banda Falò. In effetti, vistosissime tracce di questa particolare selva persistono tutt’ora nei dintorni di questo piccolo e colorato fiore in un tripudio di cemento, ferri rruggiati e scarichi strani che è la spiaggetta liberata dall’associazione Banda Falò.

Desta, quindi, sconcerto oltrepassare quel piccolo sottopasso della ferrovia e vedere che gli unici sigilli della guardia costiera sono apposti sugli unici pali di legno presenti in una spiaggia completamente circondata da cemento armato, fil di ferro, ferro arrugginito, elettrodomestici arrigginiti e quant’altro. Sa davvero di incredibile tutto questo, ma la sensazione che si prova è che nella giustizia ci sono davvero tante contraddizioni.

La senzazione forte è che si stia perpetrando un atto di arroganza inaudita col probabile obiettivo di far perdere la stagione di attività musicali, artistiche, ludiche e culturali. Attività sociali, tutte gratuite s’intende. Ma in qualche modo tutto questo bisogna sostenerlo, ed ecco che vengono vendute bibite, gelati e qualcosa da sgranocchiare. La Banda Falò, in effetti, attira tanta gente, le sue attività sono un successo nella popolazione giovanile reggina. L’unica alternativa concreta di tutto il comprensorio, città di Reggio compresa, al divertimento uniforme e poco creativo, tutto a costi notevoli, del litorale cittadino reggino.

Anche grazie al baretto, i ragazzi dell’associazione finanziano una scuola in Afrika attraverso lunghe missioni di lavoro in loco, tutte documentate e di pubblico dominio.Il progetto si chiama “Banda Falò for Africa”, appunto. In tutto il territorio il concetto di “cooperazione internazionale” è scarsamente masticato e a causa di queste  nuove vicende giudiziare si rischia di mettere in difficoltà questo progetto destinato all’educazione ed istruzione di centinaia di bambini della Costa D’Avorio, nei pressi della città di Abengourou, grazie alla costruzione di pozzi, aule e quant’altro è necessario alla realizzazione di una scuola funzionante che è stata riconosciuta dallo stato e, quindi, attiva. C’è gente che lavora e ci sono bambini che vanno a scuola, ci sono alloggi e un pozzo per l’acqua. Buona parte di tutto questo è stato possibile grazie alla pulizia e la la liberazione di una spiaggia, restituita alla libera fruizione da chiunque, in un luogo paesaggisticamente unico. Se ci pensate, è una cosa straordinaria!

Martedì incomincerà la trafila giudiziaria per l’associazione Banda Falò, i ragazzi sono determinati a far valere le loro ragioni, anche in virtù delle autorizzazioni ottenute per realizzare attività ludiche, sportive e culturali.

Nel frattempo, nella domenica di referendum, tra un si all’acqua pubblica e un si contro il nucleare, c’è stato anche un Si(t-in) per la Banda Falò, proprio lì in quella spiaggia liberata; adesso piena di intoccabili parti di una struttura totalmente in legno, a impatto ecologico bassissimo, riutilizzato e con qualche cartello che invita a rispettare doverosamente il luogo in cui stanno, che fa capolino da un muraglione di cemento armato con tanto di massiccia ringhiera sovrastante…

Seguiremo le vicende della Banda Falò e continueremo a portare la nostra vicinanza e solidarietà con questi piccoli mezzi che abbiamo a disposizione.

Deve essere necessariamente trovata una soluzione definitiva e regolare che consenta alla Banda Falò di portare avanti i propri progetti con serenità e solidità, sempre nel pieno rispetto delle norme. La spiaggia deve essere liberata il più possibile dagli assurdi scempi che si trovano in quel tratto della costa del comune di Villa San Giovanni. Crediamo che di fronte all’attuale situazione di degrado di quegli spazi, impedire l’unica attività concreta di amore e voglia di riscatto del territorio sia una forzatura assolutamente fuoriluogo!

Alessio Neri
foto di Alessio Neri e Salvatore Salvaguardia

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