“L’altro Risorgimento”, tra la Vallata del Sant’Agata, la musica e il web
Il 28 dicembre a Mosorrofa (RC) presso la Pizzeria Dal Conte si è svolto l’incontro dal titolo “L’altro risorgimento”, organizzato e promosso dall’Associazione Culturale “Paleafonì” e al quale anche noi di Liberareggio abbiamo partecipato.
Un incontro all’insegna della ri-scoperta di una storia non ufficiale ancora oggi celata. Un incontro che, al termine di un anno importante ma anche travagliato per la nostra Italia (l’anno del 150° anniversario dell’Unità ma anche l’anno in cui è esplosa la crisi), ha proposto interessanti riflessioni sul risorgimento, sul meridionalismo e sulle varie forme di resistenza e rivendicazione che vanno dalla musica ai blog, dal giornalismo informale agli archivi storici, dalla scuola alla strada.
Ne è emerso un quadro complesso ma a tinte forti e chiare. Voglia di riscatto, di conoscenza e consapevolezza ma anche necessità di azioni concrete da parte di un Sud che deve prendersi le proprie responsabilità nel momento stesso in cui esige di riscuotere i propri, innegabili crediti.
Partendo da una serie di interessanti studi condotti dal prof. Orlando Sorgonà e riguardanti i fatti del risorgimento nella vallata del Sant’Agata, si è passati all’analisi del termine “Terrone”, alla sua origine, alle sue interpretazioni e declinazioni illustrate efficacemente da Letizia Cuzzola (LiberareggioLab) che ha anche spiegato quale sia l’urgenza di raccontare il Sud dal Sud per il Sud.
Ospiti anche i Kalafro, collettivo musicale calabrese da qualche anno impegnato attivamente nella promozione del Sud e del “meridionalismo” attraverso la musica. Nicola Casile, una delle voci della band, ha spiegato come si possano inserire i temi del meridionalismo e del brigantaggio nell’attività musicale, e quale ruolo possa avere un veicolo espressivo così importante.
Il pubblico presente era numeroso, e la continua proposta di input e spunti di riflessioni ha creato i presupposti per un dibattito e un confronto che, purtroppo, si è protratto a microfoni spenti a causa dei tempi troppo stretti per una tematica così ampia e articolata.
L’augurio è che iniziative come questa possano ripetersi sempre più spesso, e che non restino relegate entro lo spazio temporale di un anniversario.

























Grande stima per Nicola Casile: scrisse un articolo dal titolo “Che fai nella vita? Sono omosessuale” (sulla questione musica/omofobia/politica).
Credo si tratti della stessa persona che si menziona in questa pagina!
Un saluto!