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	<title>www.LiberaReggio.org &#187; Ci sono libri&#8230;</title>
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	<description>Il Magazine dei Giovani Reggini</description>
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		<title>Ci sono libri&#8230; &#8211; Il Meno Possibile</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:35:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ci sono libri...]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>

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		<description><![CDATA[“Cambia lo superficial
cambia también lo profundo
cambia el modo de pensar
cambia todo en este mundo”
J. Numhauser
Il meno possibile di Giulia Di Marco esce a due anni dal primo successo editoriale: Il rospo nel pozzo, edito anch’esso dalla Città del Sole e si propone come un romanzo breve nonostante la struttura sia costituita da racconti, solo all’apparenza a sé stanti e senza legami l’uno con l’altro. Rispetto al primo testo della Di Marco si nota un’evoluzione stilistica, un differente uso del linguaggio, meno elaborato e più diretto; le parole non descrivono più un paesaggio interiore mutevole e stanco, ma uno sguardo su quel Mondo che tanto affascina l’autrice. La struttura ricorda una clessidra...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2012/01/il_meno_possibile__di_marco_cop.jpg"><img class="alignnone  wp-image-15462 colorbox-15461" title="il_meno_possibile__di_marco_cop" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2012/01/il_meno_possibile__di_marco_cop.jpg" alt="" width="264" height="370" /></a></p>
<p align="center"><em>“Cambia lo superficial<br />
cambia también lo profundo<br />
cambia el modo de pensar<br />
cambia todo en este mundo”<br />
</em>J. Numhauser</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cdse.it/index.php?id=537"><em>Il meno possibile</em></a> di Giulia Di Marco esce a due anni dal primo successo editoriale: <a href="../../../../../../2010/07/21/ci-sono-libri-il-rospo-nel-pozzo/"><em>Il rospo nel pozzo</em></a>, edito anch’esso dalla <a href="http://www.cdse.it/">Città del Sole</a> e si propone come un romanzo breve nonostante la struttura sia costituita da racconti, solo all’apparenza a sé stanti e senza legami l’uno con l’altro. Rispetto al primo testo della Di Marco si nota un’evoluzione stilistica, un differente uso del linguaggio, meno elaborato e più diretto; le parole non descrivono più un paesaggio interiore mutevole e stanco, ma uno sguardo su quel Mondo che tanto affascina l’autrice. La struttura ricorda una clessidra che si restringe nel racconto ‘La bella bambina’, vero cuore e significato di tutto il romanzo: come i granelli di sabbia passando da una parte all’altra mutano il loro <em>status</em> al passaggio attraverso la strettoia della clessidra, così la narrazione oltrepassando il racconto succitato si riapre, raggiunge un nuovo equilibrio. I personaggi dei racconti sono protagonisti e comparse del romanzo, a volte presenze prepotenti quasi nello sguardo di Giulia, che sente la necessità di osservarli, capire le loro Vite, altre volte semplici pensieri, momenti di vita reale che si riaffacciano sullo schermo dei ricordi come al cinema, luogo tanto caro alla scrittrice reggina. L’autrice ricostruisce la consapevolezza del sé attraverso l’osservazione e la conoscenza dell’Altro, lo osserva minuziosamente, cerca quale parte del suo essere faccia parte delle generalità umane e quale parte si rifletta come unicità su quell’Altro che tanto ha temuto ne <em>Il rospo nel pozzo</em>. L’osservazione della realtà con occhi nuovi unitamente alla scrittura vengono utilizzate come vera e propria terapia.</p>
<p style="text-align: justify;">Emerge una assunzione di consapevolezza sia della propria identità che del proprio percorso emotivo e di crescita personale tanto da modificare anche il rapporto con i luoghi: Stromboli non è più una fuga dal quotidiano male di vivere, ma un rifugio in cui cullare i propri sogni e ripartire.</p>
<p style="text-align: justify;">L’autrice esprime un senso di colpa per l’Amore non ricevuto, nonostante lo ricerchi e rielabori sotto varie forme, il conflitto con se stessa è origine e causa di questa insoddisfazione emotiva, affrontata adesso a viso aperto. <em>Il meno possibile</em> apre e risolve il senso di inadeguatezza e il trauma per la perdita del padre in giovane età, per gli incontri disattesi e illusi, per una Vita vissuta con troppi rimpianti consapevoli.</p>
<p align="center"><em>Non chiederti mai, Leucònoe,<br />
quale termine serbano per le nostre<br />
vite gli Dèi. E non provarci<br />
nemmeno con gli oroscopi d’Oriente:<br />
non è bene saperlo. Quanto meglio<br />
accettare quello che sarà!<br />
Sia che Giove regali altri inverni,<br />
sia che questo &#8211; che ora il Tirreno affligge<br />
contro scogli leggeri &#8211; fosse l’ultimo,<br />
tu sii saggia: versa il vino, e in questo<br />
breve lasso, dai un taglio<br />
alla speranza lontana del futuro.<br />
Mentre ancora parliamo, il tempo<br />
già si dà alla fuga:<br />
gli stiamo antipatici.<br />
Goditi la giornata, dunque.<br />
E al domani credi<br />
il meno possibile.<br />
</em>(traduzione di Carlo Ernesto Menga)</p>
<p style="text-align: right;" align="center"><strong>Letizia Cuzzola</strong></p>

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		<title>Ci sono libri&#8230; &#8211; Reggio Calabria. I moti del luglio 1970</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 08:08:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ci sono libri...]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[A Reggio Calabria nelle elezioni politiche del &#8217;68, le ultime prima che la città si rivoltasse per l&#8217;assegnazione del capoluogo a Catanzaro, i cittadini avevano dato 25.633 voti all&#8217;on. Mancini, 26.865 all&#8217;onorevole Misasi e 25.587 voti all&#8217;on. Pucci. Gli stessi tre personaggi politici calabresi accusati dai reggine dei moti di aver tradito Reggio per averla estirpata dell&#8217;assegnazione del titolo amministrativo di città principale della regione.
Dopo un esplosione di rabbia generale immediata nella quale ci scappò il morto Labate, ferroviere reggino della CGIL colpito in pieno volto da un candelotto lacrimogeno della polizia, i partiti e i sindacati si unirono e si divisero sulle posizioni da prendere nei...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/motireggio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-14262 colorbox-14260" title="motireggio" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/motireggio.jpg" alt="" width="297" height="490" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A Reggio Calabria nelle elezioni politiche del &#8217;68, le ultime prima che la città si rivoltasse per l&#8217;assegnazione del capoluogo a Catanzaro, i cittadini avevano dato 25.633 voti all&#8217;on. Mancini, 26.865 all&#8217;onorevole Misasi e 25.587 voti all&#8217;on. Pucci. Gli stessi tre personaggi politici calabresi accusati dai reggine dei moti di aver tradito Reggio per averla estirpata dell&#8217;assegnazione del titolo amministrativo di città principale della regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un esplosione di rabbia generale immediata nella quale ci scappò il morto Labate, ferroviere reggino della CGIL colpito in pieno volto da un candelotto lacrimogeno della polizia, i partiti e i sindacati si unirono e si divisero sulle posizioni da prendere nei confronti della protesta popolare ormai scoppiata. Tutti i soggetti di aggregazione di massa che negli anni &#8217;70 erano attivi in Italia dovettero anche confrontarsi con la dirompenza politica di una protesta che dopo poco tempo venne presa in mano dal Comitato d&#8217;Azione di Ciccio Franco. Molti si unirono alla protesta, qualcuno se ne dissociò perdendo sicuramente un&#8217;occasione per dare un significato più sociale e nazionale ad un&#8217;esplosione finanziata da alcuni grandi idustriali della città e dagli agrari della Piana di Gioia Tauro.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;autore del libro uscito nell&#8217;aprile &#8217;72, quindi molto &#8220;a caldo&#8221;, descrive il punto di vista particolare dei sindacati confederali sulle vicende reggine. Ne viene fuori un discorso particolaristico che punta ad analizzare le &#8220;istituzioni&#8221; dei lavoratori in relazione ad un&#8217;esplosione popolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche da questa ottica quello che risulta è l&#8217;immobilità delle organizzazioni sindacali di fronte alla protesta e i particolarismi che vennero a crearsi tra i vari settori di lavoratori. A rimanere fuori dalla protesta ci furono buona parte degli operai edili della città mentre i lavoratori pubblici e delle amministrazioni sabotarono costantemente i loro posti di lavoro anche grazie all&#8217;accondiscendenza (talvolta una vera e propria costrizione) dei propri capo-ufficio. In base a quanto riporta D&#8217;Agostini, questi in massa consentivano ai lavoratori del pubblico di Reggio Calabria di firmare la presenza sul posto di lavoro ma di abbandonare gli uffici &#8220;aderendo agli scioperi&#8221; proclamati dai Boia Chi Molla senza dover perdere il giorno di stipendio come succede ai lavoratori del settore privato. Nel raccontare questa situazione l&#8217;autore già evidenzia come molti di questi erano stati piazzati lì per connivenze e cliente politico-elettoralistiche descrivendo una realtà reggina assolutamente in linea con l&#8217;attuale.</p>
<p style="text-align: justify;">La differenza tra i nostri tempi e gli anni settanta la fa sicuramente il linguaggio usato. Le argomentazioni del libro assumono un carattere di carrozzone antico a causa soprattutto del linguaggio e dei termini usati che sembrano raccontare un mondo che non esiste più.</p>
<p style="text-align: justify;">La Rivolta di Reggio è uno di quegli accadimenti storici talmente complessi per cui l&#8217;osservatore interessato per comprenderla il più possibile (ma mai in maniera completa e definitiva) è obbligato a prendere coscienza dei numerosi punti di vista e dei racconti di quei giorni. Questo libro è sicuramente un elemento utile ad arricchire la propria conoscenza sulla realtà dei cosiddetti moti di Reggio.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>

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		<title>Ci Sono Libri … &#8211; Il Buio Avrà i Miei Occhi</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 07:46:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ci sono libri...]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[L’opera prima del giovane medico siciliano Andrea Conti è pubblicata nei primi mesi del 2011 dalla casa editrice siciliana APED. Un libro sciolto, semplice, ma molto toccante, nelle poco più di 100 pagine, ricche di riferimenti ai classici greci, che vanno da Orfeo, Adone, ai miti dell’Iliade e molto ancora. L’elemento caratterizzante di tutto il romanzo è l’amore. L’amore che intreccia in maniera avvincente tutti i personaggi del racconto. La storia, estremamente sensibile, coinvolge il lettore odierno, forse troppo poco abituato al supremo concetto dell’amore oltre la vita stessa, rispetto a mielosissimi romanzi post- adolescenziali. L’amore sopra ogni cosa, appunto.
La trama è fluida e il romanzo cattura l’attenzione del...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/buio-occhi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13994 colorbox-13993" title="buio occhi" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/buio-occhi.jpg" alt="" width="311" height="477" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’opera prima del giovane medico siciliano Andrea Conti è pubblicata nei primi mesi del 2011 dalla <a href="http://www.aped.it/">casa editrice siciliana APED</a>. Un libro sciolto, semplice, ma molto toccante, nelle poco più di 100 pagine, ricche di riferimenti ai classici greci, che vanno da Orfeo, Adone, ai miti dell’Iliade e molto ancora. L’elemento caratterizzante di tutto il romanzo è l’amore. L’amore che intreccia in maniera avvincente tutti i personaggi del racconto. La storia, estremamente sensibile, coinvolge il lettore odierno, forse troppo poco abituato al supremo concetto dell’amore oltre la vita stessa, rispetto a mielosissimi romanzi post- adolescenziali. L’amore sopra ogni cosa, appunto.</p>
<p style="text-align: justify;">La trama è fluida e il romanzo cattura l’attenzione del lettore. Storie d’amore che nascono e muoiono dentro un ospedale.</p>
<p style="text-align: justify;">Anna è una giovane psichiatra che lavora in una clinica, che un giorno prende sotto esame un caso particolare: quello di Andrea Speranza, anch’egli medico, molto promettente, amante della bella vita e delle belle auto, che da ormai un paio d’anni si era chiuso in un silenzio assordante. La vita di Anna viene totalmente sconvolta da Andrea, che pian piano decide di liberarsi del peso che lo attanaglia, confessando ad Anna tutti i propri segreti, le proprie passioni, ma soprattutto il proprio amore ormai “immortale”. Andrea da specializzando conobbe una paziente particolare, Sofia, una ragazza ormai malata terminale, che però gli diede nuova linfa e nuova vita, anche lei amante della letteratura e dei classici. Si innamorarono perdutamente, e anche se breve, questa storia cambiò la vita al giovane medico, che dopo la morte di Sofia abbandonò ogni voglia o sentimento di vita. La vita è strana e Anna non riusciva a comprendere le scelte di Andrea, non poteva immaginare un amore così estremo. Un unico amore, che l’avrebbe amato nella vita e nella morte. Andrea continuando a vivere nella normalità l’avrebbe tradita per sempre, ed era l’ultima cosa che voleva. Così decise di non vivere più, abbandonò tutto, la sua donna, il suo lavoro e la ricordava ogni giorno affacciato dalla sua finestra, nel totale silenzio. Anna col tempo cominciò a immedesimarsi nel paziente e anche se non riusciva a comprendere tale scelta, quasi lo ammirava e  ne entrava ogni giorno sempre in maggior simbiosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo estremo concetto  scosse anche la vita di Anna, che comprese il vero senso dell’amore e delle parole del suo paziente, ritrovandosi con dei dubbi e delle domande che in passato non si era mai posta. Aveva creduto di conoscere l’amore, ma non l’aveva mai conosciuto realmente fino al caso di Andrea, di cui si è innamorata e di cui col tempo aveva perso tutte le tracce e i ricordi, tranne uno.</p>
<p style="text-align: justify;">L’autore è riuscito a cogliere molti sentimenti umani, esplicandoli in maniera lucida e armoniosa. Dove trionfa il concetto principale dell’amore, ma attorno ad esso si parla delle persone in difficoltà, delle malattie, delle ansie e delle debolezze di tutti i personaggi. Tra le righe, e neanche troppo, il Conti differenzia nettamente il medico per passione e vocazione, rispetto al medico “politico” e arrivista. Differenza non da poco per chi intraprende questa professione e solo chi la pratica la può intimamente conoscere.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Gimes</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788896137208/conti-andrea/buio-avra-miei.html" target="_blank">IBS &#8211; Il buio avrà i miei occhi</a></p>

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		<title>Ci sono libri&#8230; &#8211; La città del sole</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2011/07/13/ci-sono-libri-la-citta-del-sole/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 09:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Ci sono libri...]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti noi che abbiamo studiato a scuola filosofia ne abbiamo sentito parlare. Tommaso Campanella, nato a Stilo (RC) nel 1568, nacque a suo dire per &#8220;debbellar tre mali estremi: tirannide, sofismi e ipocrisia&#8221;.
Trasferitosi con la famiglia ancora bimbo a Stignano intraprese gli studi e diventò padre domenicano in un periodo di enormi stravolgimenti filosofico-religiosi in cui egli si inserì alla grande in quanto studioso ed eretico.
Nei libri di filosofia scolastici, nelle poche pagine a lui dedicate, è il suo utopismo ad essere posto in evidenza. Oltre ad appoggiare apertamente la libertà scaturita dalle teorie copernicane e galileiane che erano contrastate con durezza dall&#8217;Inquisizione della Chiesa appoggiata nel sud...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/05/cittàdelsole.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12671 colorbox-12667" title="cittàdelsole" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/05/cittàdelsole.jpg" alt="" width="496" height="740" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tutti noi che abbiamo studiato a scuola filosofia ne abbiamo sentito parlare. Tommaso Campanella, nato a Stilo (RC) nel 1568, nacque a suo dire per &#8220;debbellar tre mali estremi: tirannide, sofismi e ipocrisia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Trasferitosi con la famiglia ancora bimbo a Stignano intraprese gli studi e diventò padre domenicano in un periodo di enormi stravolgimenti filosofico-religiosi in cui egli si inserì alla grande in quanto studioso ed eretico.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei libri di filosofia scolastici, nelle poche pagine a lui dedicate, è il suo utopismo ad essere posto in evidenza. Oltre ad appoggiare apertamente la libertà scaturita dalle teorie copernicane e galileiane che erano contrastate con durezza dall&#8217;Inquisizione della Chiesa appoggiata nel sud Italia dagli spagnoli possessori del regno.</p>
<p style="text-align: justify;">Campanella subì 5 processi nella sua vita. Fu incarcerato, torturato e costretto a fingersi pazzo per non essere condannato a morte in quanto, rinnegando le opere di San Tommaso, non era considerato un buon cattolico.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure ne La <a href="http://www.liberareggio.org/tag/citta-del-sole/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con città del sole">città del sole</a>, sua opera più conosciuta, insistono diverse contraddizioni da questo punto di vista.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel dialogo (ai tempi la maggior parte delle opere letterarie e scientifiche venivano scritte sotto forma di dialogo, questioni di storia della scrittura che magari tratteremo un&#8217;altra volta) attraverso cui si snoda la descrizione della Città del sole e della vita che si svolge al suo interno è assolutamente presente il ruolo di Dio tra gli umani. Non ci si può aspettare che questo non sia presente nell&#8217;opera di un domenicano, quello che è &#8220;eretico&#8221; per i tempi (ma anche per il presente) è che nella Città del sole si venerava la natura. Ogni elemento di essa è degno di venerazione e, dunque, di sacralità che, però, nelle intenzioni del Campanella non porta ad intaccarne l&#8217;integrità del padre eterno.</p>
<p style="text-align: justify;">Dio è natura e tutto è rinchiuso nella saggezza del sole che fa vivere ogni cosa. Le teorie di Galileo, difese fino allo stremo anche tra le righe dell&#8217;opera in questione, favoriscono l&#8217;adorazione anche dei corpi celesti e di tutto quel mondo che in quell&#8217;epoca era osteggiato dalla Chiesa romana per paura che allargare i confini della conoscenza umana potesse favorire l&#8217;abbandono di Dio quale certezza ultima di ogni cosa. Non è certo questo l&#8217;intento del Campanella nella sua opera più conosciuta e, probabilmente, più rivoluzionaria.</p>
<p style="text-align: justify;">A proposito di rivoluzioni&#8230; il nostro Tommaso era un gran sovversivo. Ho accennato brevemente ai suoi cinque processi per i quali non c&#8217;è spazio adesso, ma quel che è certo è che La Città del sole è il testo che descrive l&#8217;idea di mondo e di città per cui il filosofo calabrese lottava con tutte le sue forze. Città che aveva provato a formare attraverso una vera e propia insurrezione da lui ordita proprio nell&#8217;estremità sud della penisola, quella da dove era originario. La nostra, per intenderci.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tentativo di insurrezione e istaurazione di uno stile di vita &#8220;utopico&#8221;, in cui l&#8217;amore era libero ma sottostava ad una cognizione &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eugenetica">eugenetica</a>&#8221; della riproduzione; una città in cui centinaia di emissari venivano mandati in tutto il mondo ad apprendere dagli altri popoli e culture per poi riportare nella Città del sole quanto di buono avevano visto; una città in cui l&#8217;educazione e l&#8217;istruzione duravano per tutta la vita a partire da 3 anni di età.</p>
<p style="text-align: justify;">Potrei continuare sulle peculiarità ma non credo sia questo il senso attuale di questa grande opera (per quanto sia un libercolo di neanche 100 pagine).</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo senso lo trovo nell&#8217;idealismo, nell&#8217;idea e nella necessità di immaginare un mondo che sia migliore dell&#8217;attuale e del fatto che questa immaginazione prima ancora di travalicare i confini nazionali si sviluppi nel piccolo, nel contesto di un tessuto comunitario cittadino.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo, secondo me, è il valore che lascia La città del sole ai suoi lettori.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>

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		<title>L&#8217;insostenibile pesantezza dell&#8217;avere, II volume della collana I Ciclostili</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 08:18:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Ci sono libri...]]></category>
		<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>

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		<description><![CDATA[Compiere più passi e meno impronte è l&#8217;unico modo per lenire l&#8217;insostenibile pesantezza dell&#8217;avere che viviamo in questi tempi.
Questo è lo spirito che ha spinto noi dell&#8217;associazione LiberaReggio Lab a pubblicare il secondo volume della collana autoprodotta I Ciclostili di cui vedete la copertina e che presenteremo il 22 aprile al Random Food&#38;Music Club durante l&#8217;evento dal titolo &#8220;Più passi meno impronte&#8221;.
Il titolo emblematico della raccolta punta l&#8217;attenzione su tutto il sistema economico-sociale (e anche criminale) che induce ognuno di noi a condurre stili di vita sempre meno sostenibili dal punto di vista ambientale. Allo stesso tempo gli articoli raccolti vogliono consigliare e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/copertinasingolaweb.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-12048 colorbox-12031" title="copertinasingolaweb" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/copertinasingolaweb-739x1024.jpg" alt="" width="544" height="754" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Compiere più passi e meno impronte è l&#8217;unico modo per lenire l&#8217;insostenibile pesantezza dell&#8217;avere che viviamo in questi tempi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è lo spirito che ha spinto noi dell&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/liberareggio-lab/" target="_blank"><strong>associazione LiberaReggio Lab</strong></a> a pubblicare il secondo volume della collana autoprodotta I Ciclostili di cui vedete la copertina e che presenteremo il <strong>22 aprile</strong> al <strong>Random Food&amp;Music Club</strong> durante l&#8217;evento dal titolo &#8220;<strong>Più passi meno impronte</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il titolo emblematico della raccolta punta l&#8217;attenzione su tutto il sistema economico-sociale (e anche criminale) che induce ognuno di noi a condurre stili di vita sempre meno sostenibili dal punto di vista ambientale. Allo stesso tempo gli articoli raccolti vogliono consigliare e diffondere pensieri e azioni che nel quotidiano possono contribuire a riparare ad alcune crisi ambientali inevitabili dato lo status quo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ognuno può avere un ruolo positivo</strong> nel risollevare le sorti dell&#8217;ambiente che lo circonda esattamente come i comportamenti errati, in ogni settore della vita privata, pubblica ed istituzionale, contribuiscono a peggiorare lo stato delle cose. A sostenerlo è <strong>Giuseppe Baldessarro,</strong> co-autore insieme a Manuela Iatì di <a href="http://www.cdse.it/libro.php?id=355">Avvelenati</a>,<strong> che ha impreziosito il volume con la sua prefazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ciclo illegale dei rifiuti, anche quelli ad alta pericolosità, non deriva solo dalla presenza della criminalità organizzata sul territorio ma anche da un sistema di produzione economico che punta ad aumentare i beni e le merci, spesso senza una reale necessità, che una volta divenute inutili si trasformano in rifiuti ed intasano i nostri territori rovinando anche le nostre acque e i nostri mari.</p>
<p style="text-align: justify;">La crescita continua del volume di beni prodotti si basa su uno sfruttamento delle risorse naturali ed energetiche ormai letteralmente ossessivo che induce lobbysti, lucratori di settore e diretti interessati a puntare su futuri energetici pericolosi, nucleare su tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nessuna questione come quella del rispetto dell&#8217;ambiente è allo stesso tempo locale e globale.</strong> Locale perchè ogni individuo può influire sul proprio territorio tramite la riappropriazione del suo pubblico o attraverso sensibilizzazione e altre azioni concrete. Globale perchè ognuno di noi può anche influire al livello collettivo e pubblico prendendo consapevolezza di quelle che sono le questioni e le vertenze legate alle tematiche ambientali. In Italia, il futuro del sostentamento energetico va in in direzione  &#8220;nucleare&#8221; e delle sue scorie, proprio mentre dal Giappone giunge la  sicurezza della pericolosità di una scelta del genere. Nel territorio di Saline Joniche un&#8217;azienda vuole costruire una Centrale a Carbone: ognuno di noi deve sapere cosa ciò comporta e può impegnarsi per fare in modo che il futuro non abbia un&#8217;impronta ecologica devastante già nel presente.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla base del potere delle azioni personali e collettive dovrebbe sempre esserci quella forte consapevolezza che necessariamente deriva dal confronto diretto tra conoscenze e idee proprio come nell&#8217;<strong>esclusiva intervista all&#8217;ing. Nicoletti</strong>, esperto in materie energetiche e ambientali presso l&#8217;Università del Mediterraneo di Reggio Calabria, realizzata dalla nostra Teodora.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;insostenibile pesantezza dell&#8217;avere</strong>, con la copertina di Elena Vaccaro, non contiene solo la critica ad un modello insostenibile: promuove coscienza critica sulle tematiche ambientali e fornisce proposte ed esempi concreti incoraggiandoli pubblicando in chiusura di volume la presentazione di alcune delle associazioni attive sul territorio con progetti legati al riuso e recupero di beni, riciclo di rifiuti, turismo sostenibile, corretta agricoltura, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">In una situazione di catastrofe ambientale globale che porta a guerre e alla fame di intere popolazioni e che mette a repentaglio la salute di tutti gli abitanti del pianeta, noi vogliamo invertire la rotta. Il primo passo per farlo è diffondere consapevolezza.</p>
<p style="text-align: justify;">A <strong>L&#8217;insostenibile pesantezza dell&#8217;avere</strong> abbiamo affidato questo compito!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/liberareggio-lab1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-12040 colorbox-12031" title="liberareggio-lab(1)" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/liberareggio-lab1.png" alt="" width="470" height="75" /></a></p>

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		<title>Ci sono libri&#8230; &#8211; Si era alzato il vento</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 07:24:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Ci sono libri...]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>

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		<description><![CDATA[“Al di là delle idee, oltre a ciò che è giusto e a ciò che è sbagliato, esiste un campo immenso. Ci incontreremo lì”
Jal?l al-D?n R?m?
Si era alzato il vento è una brezza primaverile che accarezza il volto dell’anima, lascia dentro il lettore la dolcezza della felicità tanto cercata. Un centinaio di pagine ben scritte e sentite quelle che ci regalano Marcello Loprencipe e Annalisa Polucci: un viaggio sui binari del presente e del passato che si incrociano per dare un volto nuovo al futuro. Può semplicemente l’Amore cambiare l’esistenza dell’Uomo? È quello che avviene in Tina Maiani, donna sola che conoscerà l’amore nella sua essenza attraverso Angelina ed Olmo, aiutandoli a mantenere la loro corrispondenza. I...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/si-era-alzato-il-vento.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12168 colorbox-12167" title="si era alzato il vento" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/si-era-alzato-il-vento.jpg" alt="" width="370" height="513" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">“<em>Al di là delle idee, oltre a ciò che è giusto e a ciò che è sbagliato, esiste un campo immenso. Ci incontreremo lì</em><em><strong>”</strong></em><br />
Jal?l al-D?n R?m?</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cdse.it/libro.php?id=431"><em>Si era alzato il vento</em></a></span></span> è una brezza primaverile che accarezza il volto dell’anima, lascia dentro il lettore la dolcezza della felicità tanto cercata. Un centinaio di pagine ben scritte e sentite quelle che ci regalano Marcello Loprencipe e Annalisa Polucci: un viaggio sui binari del presente e del passato che si incrociano per dare un volto nuovo al futuro. Può semplicemente l’Amore cambiare l’esistenza dell’Uomo? È quello che avviene in Tina Maiani, donna sola che conoscerà l’amore nella sua essenza attraverso Angelina ed Olmo, aiutandoli a mantenere la loro corrispondenza. I rapporti descritti dai due autori hanno quasi tutti una salda fragilità che li rende paradossalmente quasi inattaccabile, sono rapporti basati su fiducia e sogni, speranze e ricordi, elementi evanescenti ma che riescono a resistere nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le lettere d’amore profumano di fresie e sogni, danzano nel vento della speranza e lasciano sempre una traccia. Una scatola che le accolga e le custodisca si trova sempre e basta aprirla per tornare indietro non solo nel tempo. Marco è un archeologo, un uomo che ha fatto della ricerca una professione: sarà proprio la ricerca di un amore lontano nel tempo (o forse no), scoperto attraverso la passione per il collezionismo di francobolli, a farlo viaggiare attraverso vite trascorse e segnate da un’unica costante: l’amore si scrive, vive di parole, ma soprattutto è sempre la via privilegiata della felicità, anche quando tutto sembra andare nella direzione contraria. L’insegnamento più grande che questo piccolo grande libro ci dà è che non è mai troppo tardi per tentare di esser felici.</p>
<p style="text-align: justify;">I protagonisti di <em>Si era alzato il vento</em> sono esistenze del quotidiano, senza peculiarità eroiche se non tali per la loro stessa semplicità. La scrittura agile che molto ci offre anche dell’interiorità dei personaggi, oltre alle curate descrizioni degli ambienti in cui si svolge la narrazione, fa ben auspicare una trasposizione cinematografica del testo.</p>
<blockquote><p>“<em>D’improvviso ripensò agli anni trascorsi finendo col far emergere i desideri più remoti, quelli mai resi accessibili a nessuno. Finalmente comprese.</em></p>
<p><em>Da giovane aveva creduto che fosse possibile inseguire la felicità quale valore assoluto, sigillato nel tempo.</em></p>
<p><em>Così, aveva finito inevitabilmente con l’essere scavalcato da tutte le felicità possibili.</em></p>
<p><em>Inseguire la felicità in quel modo, equivaleva all’essere costantemente infelici”</em></p>
<p>Tratto da<em> Si era alzato il vento</em><br />
Di Marcello Loprencipe e Annalisa Polucci<br />
<a href="http://www.liberareggio.org/tag/citta-del-sole/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con città del sole">Città del Sole</a> Edizioni, 2010</p></blockquote>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xnslQaGKj44?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/xnslQaGKj44?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Letizia Cuzzola</strong></p>

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		<title>Ci sono libri&#8230; &#8211; O mia bella Madu&#8217;ndrina</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 07:42:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità & Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ci sono libri...]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sottotitolo parla di ascesa, ma ultimamente sui giornali la presenza della ndrangheta a Milano è stata definita come una &#8220;colonizzazione&#8221;. Il fenomeno è senza dubbio intrecciato con l&#8217;amaro fenomeno dell&#8217;emigrazione per lavoro che mai si è interrotto e le cui fondamenta sono da ricercare in quell&#8217;Unità d&#8217;Italia di cui proprio quest&#8217;anno festeggiamo l&#8217;anniversario dei 150 anni. In questo particolare contesto, il partito politico Lega è nelle condizioni di fare la voce grossa alla guida del paese. Toccata anch&#8217;essa da numerose inchieste sui rapporti tra ndrangheta e politica in Lombardia, la Lega cerca di depistare l&#8217;attenzione con slogan sciocchi e banali.
Per questi motivi la...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/03/IMG_1241.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-11965 colorbox-11963" title="IMG_1241" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/03/IMG_1241-709x1024.jpg" alt="" width="414" height="599" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il sottotitolo parla di ascesa, ma ultimamente sui giornali la presenza della ndrangheta a Milano è stata definita come una &#8220;<a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_marzo_9/ndrangheta-colonizza-lombardia-dia-antimafia-190186784120.shtml">colonizzazione</a>&#8220;. Il fenomeno è senza dubbio intrecciato con l&#8217;amaro fenomeno dell&#8217;emigrazione per lavoro che mai si è interrotto e le cui fondamenta sono da ricercare in quell&#8217;Unità d&#8217;Italia di cui proprio quest&#8217;anno festeggiamo l&#8217;anniversario dei 150 anni. In questo particolare contesto, il partito politico Lega è nelle condizioni di fare la voce grossa alla guida del paese. Toccata anch&#8217;essa da numerose inchieste sui rapporti tra ndrangheta e politica in Lombardia, la Lega cerca di depistare l&#8217;attenzione con slogan sciocchi e banali.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questi motivi la lettura di &#8220;O mia bella Madu&#8217;ndrina&#8221; di Antonino Monteleone e Felice Manti, edito dai tipi di Aliberti editore, è molto utile per capire l&#8217;atmosfera politica che stiamo vivendo proprio in questi mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Antonino emigrato da poco e Felice da un po&#8217; di più, giornalisti giovani ma già con tanta esperienza alle spalle, raccontano in presa diretta quella che è la ndrangheta venuta fuori dalle numerose inchieste degli ultimi anni, in particolare dopo l&#8217;inchiesta Crimine che ha portato all&#8217;arresto di 300 persone tra la provincia di Reggio e Milano. Raccondando dei loro incontri con fonti tenute anonime come membri delle forze dell&#8217;ordine e familiari di detenuti, spesso usano la prima persona singolare trasformando la lettura di un&#8217;inchiesta giornalistica complessa e articolata in un racconto in prima persona.</p>
<p style="text-align: justify;">Per comprendere i contenuti del libro è necessario anche calarsi nel clima in cui questo è stato realizzato. Tensione e curiosità sono due delle emozioni che traspaiono più spesso negli inframezzi soggettivi che intervallano la descrizione delle strutture criminali organizzare reggine, e milanesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Bossi si metta l&#8217;anima in pace, dove ci sono tanti soldi è facile che ci sia anche la mano della ndrangheta.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alla recente attualità in O mia bella Madu&#8217;ndrina si compie un escursus storico completo della crescita della ndrangheta e della sua dimensione finanziaria, usuraia, internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle oltre 300 pagine troverete anche succose documentazioni. Per esempio la ricostruzione, tramite intercettazioni, dell&#8217;attentato incendiario all&#8217;automobile di Antonino Monteleone o, ancora più succosa, la risposta di Giuseppe Scopelliti in cui nega un&#8217;intervista al giornalista. Da non perdere!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>

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		<title>Presentazione &#8221; Il Buio avrà i miei Occhi&#8221;</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2011/03/29/presentazione-il-buio-avro-i-miei-occhi/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 20:35:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ci sono libri...]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/03/libro.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11958 colorbox-11957" title="libro" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/03/libro.jpg" alt="" width="519" height="735" /></a></p>

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		<title>Ci sono libri&#8230; &#8211; Il sorriso di Angelica</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 09:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Ci sono libri...]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[L’opera ultima del maestro Andrea Camilleri, pubblicata a novembre 2010 dalla solita casa editrice Sellerio di Palermo.  Un appassionato dello scrittore siciliano sa che quando si trova di fronte a un racconto del Commissario Montalbano, non si troverà certamente a leggere un classico che riempie lo spirito e la coscienza, ma certamente non verrà mai tradito dallo scrittore agrigentino.
Il Sorriso di Angelica è un opera un po’ diversa da quelle a cui siamo abituati; circa 250 pagine molto intriganti, fuori dai classici schemi che conosciamo. La diciassettesima avventura letteraria di Montalbano, dalla quale si sono ispirate tantissime puntate del medesimo telefilm televisivo.
Unisce in questo libro il solito giallo soft “de...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/03/il-sorriso-di-angelica.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11834 colorbox-11833" title="il-sorriso-di-angelica" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/03/il-sorriso-di-angelica.jpg" alt="" width="369" height="525" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’opera ultima del <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Camilleri">maestro Andrea Camilleri</a></span></span>, pubblicata a novembre 2010 dalla solita casa editrice <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.sellerio.it/index.php">Sellerio di Palermo</a></span></span>.  Un appassionato dello scrittore siciliano sa che quando si trova di fronte a un racconto del Commissario Montalbano, non si troverà certamente a leggere un classico che riempie lo spirito e la coscienza, ma certamente non verrà mai tradito dallo scrittore agrigentino.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Sorriso di Angelica è un opera un po’ diversa da quelle a cui siamo abituati; circa 250 pagine molto intriganti, fuori dai classici schemi che conosciamo. La diciassettesima avventura letteraria di Montalbano, dalla quale si sono ispirate tantissime puntate del medesimo telefilm televisivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Unisce in questo libro il solito giallo soft “de noantri” all’italiana, dove senza colpi di scena eccessivi si arriva sempre ad un finale a sorpresa; con una nuova comicità impegnata, accentuando i difetti e esasperando le debolezze del commissario, ma anche degli aiutanti Catarella e Fazio. Richiama dunque moltissimo il teatro dei pupi e non è un caso che l’Angelica protagonista del romanzo diventa <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Angelica_%28Orlando_furioso%29">l’Angelica dell’Orlando Furioso</a></span></span>. Un particolare di quest’opera è appunto il richiamo in molte parti del romanzo a reminescenze letterarie dell’Orlando, in cui si impersona uno sprovveduto Montalbano, follemente innamorato della giovane ragazza.</p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda si basa su una serie di furti di alta abilità, presso case di benestanti di Vigata. Una banda di sconosciuti con a capo una vera mente che sfida apertamente il commissario, che intanto si lascia travolgere da un irrefrenabile passione, un eccessiva gelosia e quasi un amore incontrollato verso la giovane Angelica. Un commissario ormai poco lucido, quasi sessantenne, che compie errori clamorosi, corretti dal sempre più indispensabile Fazio, che ormai legge facilmente nella mente del commissario, cercando addirittura di correggerlo e indirizzarlo alla soluzione. La trama si complica quando arrivano i primi morti e la posta in gioco si fa sempre più alta, con sparatorie con la polizia e un suicidio eccellente. Il Commissario si risveglia dal torpore della lascivia e con i soliti ingegnosi trucchi e la rinata ingegnosità smaschera la banda di insospettabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo romanzo è scritto in dialetto ancora più stretto, in alcune parti quasi incomprensibile, con le descrizioni dei pasti dal fidato Enzo e con le lunghe passeggiate sugli scogli.</p>
<p style="text-align: justify;">Diciamo che Camilleri è sempre Camilleri, forse eccessivamente nazional – popolare, con i soliti riferimenti politici, ma è pur sempre un piacere leggere le sue opere; anche se sembra in queste ultime letture che ci stiamo avvicinando al declino del commissario e ad una fisiologica pensione.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Gimes</strong></p>

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		<item>
		<title>Sabato a Lezioni di tango</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2011/03/23/sabato-a-lezioni-di-tango/</link>
		<comments>http://www.liberareggio.org/2011/03/23/sabato-a-lezioni-di-tango/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 18:32:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Ci sono libri...]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 26 marzo 2011 ore 17.30
Sala delle Conferenze Provincia di Reggio Calabria
Presentazione del libro
LEZIONI DI TANGO
raccontate da una principiante
di Anna Mallamo
manginobrioches
&#8220;L&#8217;abbraccio è profondo mille miglia,
è rotondo come una ronda.
E&#8217; una tenda, un&#8217;esclusione qualche volta.
Trasforma i silenzi in passi, la musica in intenzioni&#8221;.
Incontro a cura di Città del Sole Edizioni e AlmaSocialTango
e di:
Cristiana Casuscelli, Maestra di tango dell&#8217;Ass. Cult. Hastamilonga
Giuseppe Livoti, Presidente dell&#8217;Ass. Cult. Le Muse
Saluti di Tina Tripodi, vicepresidente del Consiglio Provinciale
Nel corso della...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Sabato 26 marzo 2011 ore 17.30</p>
<p style="text-align: center;">Sala delle Conferenze Provincia di Reggio Calabria</p>
<p style="text-align: center;">Presentazione del libro</p>
<p style="text-align: center;">LEZIONI DI TANGO</p>
<p style="text-align: center;">raccontate da una principiante</p>
<p style="text-align: center;">di Anna Mallamo</p>
<p style="text-align: center;">manginobrioches</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;abbraccio è profondo mille miglia,</p>
<p style="text-align: justify;">è rotondo come una ronda.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; una tenda, un&#8217;esclusione qualche volta.</p>
<p style="text-align: justify;">Trasforma i silenzi in passi, la musica in intenzioni&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Incontro a cura di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/citta-del-sole/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con città del sole">Città del Sole</a> Edizioni e AlmaSocialTango</p>
<p style="text-align: justify;">e di:</p>
<p style="text-align: justify;">Cristiana Casuscelli, Maestra di tango dell&#8217;Ass. Cult. Hastamilonga</p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppe Livoti, Presidente dell&#8217;Ass. Cult. Le Muse</p>
<p style="text-align: justify;">Saluti di Tina Tripodi, vicepresidente del Consiglio Provinciale</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso della serata, l&#8217;autrice leggerà alcuni brani del libro, seguirà una breve esibizione di MAESTRI DI TANGO e un momento musicale tanguero a cura degli Allievi del Conservatorio di Reggio Calabria</p>
<p style="text-align: justify;">Folgorante. Perché produce in parole quello che altri non sanno esprimere.<br />
Concita De Gregorio</p>
<p style="text-align: justify;">Se Lezioni di tango è un libro sul tango, allora Moby Dick è un libro sulla pesca.<br />
Fiamma Lolli</p>
<p style="text-align: justify;">I tremori e le incertezze, le folgorazioni e le palpitazioni attraverso cui passano tutti i principianti della danza più bella del mondo, non a caso dichiarata &#8220;Patrimonio culturale dell&#8217;Umanità&#8221; dall&#8217;Unesco, sono raccontati con uno stile ironico ma appassionato attraverso 16 lezioni &#8211; a metà tra diario intimo e bozzetto sociale &#8211; che toccano tutti gli aspetti, le convenzioni e le &#8220;regole&#8221; del tango.</p>
<p style="text-align: justify;">Un universo affollato e passionale, divertito e divertente in cui s&#8217;affacciano tanti protagonisti: grandi maestri (le lezioni sono interrotte da gustose &#8220;cortine&#8221; nelle quali sono descritti alcuni dei più popolari e amati dai tangueri) e volenterosi allievi, «principianti e avanzati, principesse e prestatori d&#8217;opera, artigiani e michelangeli, principi e ranocchi, cesellatori e guastatori, caballeros e seguidore». Un libro che smentisce il luogo comune &#8211; alquanto sgradito ai tangheri &#8211; secondo cui il tango «è un pensiero triste che si balla»: semmai, il tango secondo Manginobrioches è «una danza felice che si pensa».</p>
<p style="text-align: justify;">Anna Mallamo è nata a Reggio Calabria abbastanza tempo fa da ricordarsi lo sbarco sulla luna e gli Inti Illimani. Vive a Messina, dove lavora come giornalista alla Gazzetta del Sud. Scrive racconti e tiene un seguitissimo blog col nome di battaglia &#8220;manginobrioches&#8221; (http://manginobrioches.splinder.com), col quale firma anche la sua pagina di Facebook e la nota rubrica &#8220;Asud del Blog&#8221; su L&#8217;Unità.</p>
<p style="text-align: justify;">Città del Sole Edizioni</p>
<p style="text-align: justify;">Via Ravagnese Superiore n. 60/A</p>
<p style="text-align: justify;">89131 Reggio Calabria</p>
<p style="text-align: justify;">Tel. 0965-644464</p>
<p style="text-align: justify;">Fax 0965-630176</p>
<p style="text-align: justify;">www.cittadelsoledizioni.it</p>
<p style="text-align: justify;">info@cittadelsoledizioni.it</p>

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		<title>Ci sono libri&#8230; &#8211; Nemesis</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2011/03/22/ci-sono-libri-nemesis/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 07:55:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ci sono libri...]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[I libri sono specchi:
riflettono ciò che abbiamo dentro.
(Carlos Ruiz Zafòn)
L&#8217;emozione che può dare la lettura di un libro è un qualcosa di scientificamente incalcolabile al pari di tutti i sentimenti che un individuo può provare.
L&#8217;emozione sta nell&#8217;immedesimarsi nelle figure dei personaggi, nel cercare di comprendere e districare la trama, nel confrontarsi con situazioni, luoghi e circostanze sconosciuti, insomma nel conoscere, addentrandosi pagina dopo pagina, mondi nuovi e affascinanti.
Quando poi scopri che questo mondo altro non è che un salto temporale tra la tua città natale, così come la conosci, e quella stessa città, così come era 500 anni prima, l&#8217;emozione della lettura non...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/03/Nemesis.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11717 colorbox-11716" title="Nemesis" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/03/Nemesis.jpg" alt="" width="241" height="337" /></a></p>
<p><em>I libri sono specchi:<br />
riflettono ciò che abbiamo dentro.<br />
(Carlos Ruiz Zafòn)</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;emozione che può dare la lettura di un libro è un qualcosa di scientificamente incalcolabile al pari di tutti i sentimenti che un individuo può provare.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;emozione sta nell&#8217;immedesimarsi nelle figure dei personaggi, nel cercare di comprendere e districare la trama, nel confrontarsi con situazioni, luoghi e circostanze sconosciuti, insomma nel conoscere, addentrandosi pagina dopo pagina, mondi nuovi e affascinanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando poi scopri che questo mondo altro non è che un salto temporale tra la tua città natale, così come la conosci, e quella stessa città, così come era 500 anni prima, l&#8217;emozione della lettura non può che farsi più interessante e ammaliante.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo è descritto in “Nemesis” un libro del reggino Giorgio Gatto Costantino, il quale pur ambientando il racconto  nella Reggio contemporanea che tutti noi conosciamo, ripercorre una vicenda avvenuta oltre 500 anni fa e che vide la comunità ebraica dell&#8217;epoca cacciata furiosamente e improvvisamente dalla città, intrecciando la trama in un viaggio nel tempo tra passato e presente.</p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda di riferimento narra appunto che nel 1511 gli ebrei del ghetto di Reggio Calabria vennero espulsi dalla città accusati da alcuni mercanti genovesi e lucchesi, che non tolleravano il loro totale controllo sul commercio della seta, di ricavare enormi guadagni con l’usura.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di essere scacciato un vecchio ebreo lancia una maledizione sulla città: “Quando anche l’ultimo della sua stirpe avrà lasciato la città, come unica traccia della loro permanenza resterà il Pentateuco, un libro risalente al 1475, che non dovrà mai lasciare Reggio, pena la distruzione della città”. Distruzione che l&#8217;autore fa coincidere con i terremoti che hanno storicamente devastato Reggio Calabria e che avvennero ogni qual volta il libro si allontanò, se pur di pochi chilometri, dal centro della città.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto resta invariato con il libro rinchiuso nella cantina dei Moncada fino a quando un ebreo residente a Roma, non cerca di impossessarsene per vendicarsi delle atrocità sofferte dal suo popolo a causa dell’avidità dei Reggini.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro si apre con la suggestiva immagine del Tenente dell&#8217;arma dei Carabiniere Ulisse Da Silva, protagonista del racconto nonché figlio di genitori Reggini trasferitesi a Roma, mentre fa jogging sulla via Marina.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta tornato in caserma trova prima la signora Sara Bianchi che denuncia una rapina a mano armata in casa sua e poi il professore Luigi Corasaniti che è stato trovato all’interno della villa del Barone Moncada con il cancello forzato. Il Barone non sporge denuncia e il Tenente fa amicizia con Luigi Corasaniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà proprio il professore, storico avvinto e amante della città e della sua storia, a raccontare al Tenente Da Silva la leggenda della maledizione e a prepararlo all&#8217;incredibile viaggio che lo porterà, sotto la guida di un frate fantasma dell&#8217;epoca, nella Reggio cinquecentesca.</p>
<p style="text-align: justify;">Così in un turbino di azione tra indagini dell&#8217;Arma, omicidi, furti e salti temporali , il protagonista dovrà cercare di salvare il Pentateuco e di conseguenza difendere le sorti  e gli abitanti della città di Reggio Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia di per se è affascinante; molto spesso mi sono trovato a passeggiare per le vie di Reggio e chiedermi come si presentasse la città in epoca Greca, piuttosto che nell&#8217;ottocento o agli inizi del secolo scorso. Questa mia curiosità è stata in parte lenita dal racconto che purtroppo a livello narrativo-descrittivo è poco curato. Ciò nonostante, con un po di fantasia, sono riuscito lo stesso a immedesimarmi nel viaggio nel tempo che il Tenente Da Silva ha compiuto e, anche se in minima parte, sono riuscito a  creare nel mio immaginario, un idea della Reggio del cinquecento.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea di partenza del libro è a mio avviso interessante anche se sviluppata pochissimo, ma d&#8217;altronde lo stesso autore nella prefazione precisa che il libro è nato come una favola da raccontare alla figlia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò non toglie che in questa “favola”, se pur non storicamente verificata, ci si possa credere e arrivare a provare delle emozioni particolari e suggestive. Le stesse emozioni che un reggino costretto a vivere lontano dalla propria città rivive ad ogni ritorno, e le stesse emozioni e lo stesso senso di appartenenza e di adorazione che ogni reggino dovrebbe avere nei confronti di una città che trasuda storia quale Reggio Calabria è.</p>
<p style="text-align: justify;">Favola o non favola resta il fatto che pur continuando ad amare intensamente Reggio Calabria, nonostante i suoi problemi e, per dirla come l&#8217;autore, le sue “sbavature”, questo libro ha fortificato in me il senso di appartenenza alla mia città facendomi capire quanto la sua storia vada non solo difesa, ma soprattutto rispettata. Non so se questo fosse lo scopo dell&#8217;autore, fatto sta che per una favola&#8230; non è poco!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Carmelo Spanti</strong></p>

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		<title>Ci sono libri… – Mappa per scrittori a fondo perduto</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2010/11/24/ci-sono-libri-mappa-per-scrittori-a-fondo-perduto/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 09:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ci sono libri...]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[città del sole]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio marino]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>

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		<description><![CDATA[“Colui che scrive in modo affettato somiglia a colui che si mette in ghingheri per non essere scambiato e confuso col volgo; è questo un pericolo che il gentleman non corre mai, anche se indossa l&#8217;abito più misero”
A. Schopenhauer
Mappa per scrittori a fondo perduto di Maurizio Marino, pubblicato per la collana La Bottega dell&#8217;inutile de La Città del Sole Edizioni, non è il libro che ti aspetti, non puoi costringerlo in una definizione, un&#8217;opinione o una sequela di aggettivi comuni. Graffiante, spiazzante, condensa in sé tutte le caratteristiche che una mappa non dovrebbe avere, ma che riesce ugualmente a guidare il lettore attraverso le vie tortuose dei nostri tempi caotici, fornendogli spunti di riflessione e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/11/mappa_per_scrittori.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10205 colorbox-10203" title="mappa_per_scrittori" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/11/mappa_per_scrittori.jpg" alt="" width="211" height="372" /></a></p>
<p style="text-align: center;">“<em>Colui che scrive in modo affettato somiglia a colui che si mette in ghingheri per non essere scambiato e confuso col volgo; è questo un pericolo che il gentleman non corre mai, anche se indossa l&#8217;abito più misero”</em></p>
<p style="text-align: center;">A. Schopenhauer</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cdse.it/libro.php?id=227"><em>Mappa per scrittori a fondo perduto</em></a></span> di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/maurizio-marino/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con maurizio marino">Maurizio Marino</a>, pubblicato per la collana La Bottega dell&#8217;inutile de <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cittadelsoledizioni.it/">La Città del Sole Edizioni</a></span>, non è il libro che ti aspetti, non puoi costringerlo in una definizione, un&#8217;opinione o una sequela di aggettivi comuni. Graffiante, spiazzante, condensa in sé tutte le caratteristiche che una mappa non dovrebbe avere, ma che riesce ugualmente a guidare il lettore attraverso le vie tortuose dei nostri tempi caotici, fornendogli spunti di riflessione e non solo. L&#8217;autore ci orienta disorientandoci già dalla sua biografia: con maestria calviniana chiede e si chiede se davvero il lettore sia interessato ad entrare nella vita di chi ha steso nero su bianco pensieri e parole, fornendoci come indicazioni soltanto il fatto che “<em>non ha il colletto inamidato da anni di praticantato baronal-universitario. Non vive tra Tokio, Londra e Manhattan. Non ha mai vinto un premio letterario. A dire il vero, non vi ha mai partecipato”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il punto di forza di<em> Mappa per <a href="http://www.liberareggio.org/tag/scrittori/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con scrittori">scrittori</a> a fondo perduto </em>è sicuramente il suo linguaggio, ricco di figure retoriche che danno un ritmo serrato non solo alla narrazione ma al flusso di pensieri che ne deriva. A primo acchito il lettore potrebbe essere sopraffatto da una sensazione di straniamento, un  <em>brain storming </em>cercato e necessario per entrare a pieno nelle intenzioni di Marino. I brevi brani si susseguono senza pretendere un ordine, in un legame iconico che rende l&#8217;idea di come la società attuale sia frammentata, strettamente connessa al mondo delle immagini più che delle sensazioni e non richieda più sovrastrutture cronologiche. Il tempo è ormai un concetto puramente convenzionale, possiamo avvertirlo, ad esempio, tangenzialmente e in osmosi con lo spazio quando ci ritroviamo nella vita da pendolare dell&#8217;autore, nei suoi occhi spalancati che fissano dal finestrino del treno il Mar Ionio, condividendo con il lettore <em>un mare fermo e infinito. Un lago espanso. Che durava per chilometri. (&#8230;) Fermoimmagine di un mondo cristallizzato. (&#8230;) Lo spettacolo dura circa un&#8217;ora. Ad andare. Un&#8217;ora circa a tornare.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Con passaggi veloci e sincopati si passa dalle considerazioni su una quotidianità distratta e malferma, ormai usurata dal nuovo tecnologico che avanza, a momenti di tenerezza e stupore compiaciuto come nel brano &#8216;Mamma di bimbo&#8217;, dove ci viene ricordato come per un bambino anche la costruzione di una parola semplice come mamma sia una conquista, la conquista della realtà della piccole cose. L&#8217;amore per i gesti semplici che diventano grandi conquiste se ci si abbandona senza remore, è suggerita anche dall&#8217;esortazione che l&#8217;autore/ docente dà ai suo studenti: <em>scrivi degli errori in cui sei incappato, ma scrivi, non tenerti tutto dentro, (&#8230;), inventa, crea, lascia spazi, colorali, di parole, sbagliate, giuste, che importa&#8230; </em>In una società ormai assuefatta alla realtà virtuale anche la scrittura e la lettura sono costrette a reinventarsi uno spazio che non svilisca le parole, ma che ridia loro quella forza che <em>ti lascia con la sensazione che ci sia altro da dire da fare da leggere.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Maurizio non risparmia nelle sue considerazioni anche la sua terra, lasciando trasparire solo velatamente quanto sia forte il legame con la sua città che ha <em>le</em> <em>giunture</em> <em>arrugginite</em> <em>nel cuore dell&#8217;Europa Unita</em>, in un parallelo con l&#8217;opinione di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Costabile">Costabile</a></span>, che dei calabresi diceva: <em>Siamo le giacche appese/ nelle baracche nei pollai/ d&#8217;Europa</em><sup><em><a href="#sdfootnote1sym"><sup>1</sup></a></em></sup><em>. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Un libro che si legge in un paio d&#8217;ore ma che ronza in testa per un bel po&#8217;&#8230;</p>
<blockquote><p>“<em>Il nuoto è da soli. Nel silenzio del battito, nel rumore del battito.<br />
Nel silenzio del battito. Nel rumore del battito.<br />
Il nuoto vive nei cardini del tempo. Il nuoto si nutre di ritmo.<br />
(&#8230;)<br />
Il nuoto ha una sua logica non dissimile dalla scrittura.<br />
Solo che il nuotatore vive in un corpo statuario<br />
e mostra spalle possenti e maestose.<br />
Lo scrittore sul suo groppone rannicchiato<br />
e spento ogni tanto si trascina<br />
tutto il peso del mondo </em>”<br />
(Prova<em> </em>scritta<em> </em>di<em> </em>nuoto&#8217; da<em> Mappa per scrittori a fondo perduto</em>)<a href="#sdfootnote1anc"><br />
1</a> F. Costabile, <em>La rosa nel bicchiere, </em>Qualecultura, 2006</p></blockquote>
<p style="text-align: right;"><strong>Letizia Cuzzola</strong></p>

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