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	<title>www.LiberaReggio.org &#187; Mediterraneo</title>
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	<description>Il Magazine dei Giovani Reggini</description>
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		<title>Marocco. Dignità e tradizione</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 08:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[La prima notte in Marocco non riesci ad addormentarti. Le immagini della giornata appena trascorsa restano scolpite nella memoria. Dopo aver visitato il souq all’interno della medina di Fez, una delle cittadine più tradizionali e dotte del Marocco, dentro di noi qualcosa cambia. I colori si affastellano, i volti profondi e segnati dal tempo ricompaiono ripetutamente, gli odori intensi, a tratti violenti, restano impregnati sulla pelle, i minareti che svettano tra i vicoli strettissimi continuano a meravigliare la mente. E poi ancora la lingua araba che corre fascinosa tra le labbra dei passanti, i bambini che si inseguono furbi e incoscienti. I bizzarri suoni dei commercianti che tentando di vendere ti approcciano con un impronunciabile italiano....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/marocco1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12254 colorbox-12252" title="marocco1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/marocco1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>La prima notte in Marocco non riesci ad addormentarti. Le immagini della giornata appena trascorsa restano scolpite nella memoria. Dopo aver visitato il souq all’interno della medina di Fez, una delle cittadine più tradizionali e dotte del Marocco, dentro di noi qualcosa cambia. I colori si affastellano, i volti profondi e segnati dal tempo ricompaiono ripetutamente, gli odori intensi, a tratti violenti, restano impregnati sulla pelle, i minareti che svettano tra i vicoli strettissimi continuano a meravigliare la mente. E poi ancora la lingua araba che corre fascinosa tra le labbra dei passanti, i bambini che si inseguono furbi e incoscienti. I bizzarri suoni dei commercianti che tentando di vendere ti approcciano con un impronunciabile italiano. Ogni elemento seduce e inquieta. I silenzi di talune viuzze vuote quasi impauriscono e gli occhi indagatori degli indigeni, che ti squadrano sapendo già chi sei, ti fanno sentire nudo e diverso. Estraneo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto sembra fuori tempo. Lontano dalla realtà. Ma in fondo qual è la realtà? Qual è il tempo di riferimento?</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/marocco6.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12261 colorbox-12252" title="marocco6" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/marocco6.jpg" alt="" width="509" height="381" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Gli europei, i turisti, gli stranieri tutti sono per il Marocco una fondamentale risorsa. Il marocchino lo sa. E la sua qualità di commerciante si mostra in tutto il suo splendore. La capacità di proporsi, di proporti la sua merce, ben lo distingue dagli altri popoli del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mediterraneo-2/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mediterraneo">mediterraneo</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/marocco2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-12255 colorbox-12252" title="marocco2" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/marocco2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>La maggior parte delle persone incontrate sono socievoli, disponibili, sorridenti. Hanno un forte senso della famiglia e dell’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/accoglienza/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con accoglienza">accoglienza</a>, un po’ come le genti del nostro sud Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">E un po’ come il sud Italia è altrettanto vero che la donna non è trattata alla stregua dell’uomo. Ancora oggi è difficile incontrare una donna che cammina sola a tarda notte. E’ raro vederla fumare o coi capelli sciolti dallo chador. E’ impensabile, specialmente nelle zone più rurali e interne, che da sola gestisca un negozio o che si occupi di un’attività senza il marito. Ma è altrettanto vero che molti passi avanti sono stati fatti. Grazie ad una comunicazione più globale e specialmente nelle <a href="http://www.liberareggio.org/tag/citta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con città">città</a> più occidentalizzate si può riconoscere un’effettiva presa di coscienza della sua condizione. Gli attuali progressi consentono, per esempio, di imbatterci in imprese, come quella che produce e vende il celebrato olio di argan, costituite da sole donne. Inoltre le ultime elezioni hanno visto il sesso debole occupare circa il 10% delle cariche pubbliche.</p>
<p style="text-align: justify;">La religione principale è quella del profeta Maometto. Così camminando per le strade, ogni giorno, per ben cinque volte, ci si può imbattere in un suono registrato proveniente da megafoni posti in cima ai minareti. E’ l’ora stabilita: il muezzin richiama i fedeli. Le moschee si riempiono. Fatte le dovute abluzioni, lavate mani e piedi, ci si rivolge alla Mecca. L’obbligo di preghiera, uno dei cinque “Pilastri dell’Islam”, è così rispettato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/marocco3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12256 colorbox-12252" title="marocco3" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/marocco3-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Tra i paesi del nord Africa e insieme all’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/egitto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con egitto">Egitto</a>, il Marocco, nonostante un PIL pro capite di poco più di 4 dollari al giorno, è da considerarsi terra ricca. L’accogliente e fascinosa regione, bagnata a ovest dall’oceano atlantico e a nord dal mediterraneo, regge senza troppa alterigia una delle colonne d’Ercole. Il suo territorio così affascinante e ben situato ha attirato, sin dai passati secoli, numerosi popoli invasori. Dopo i conquistatori fenici, quelli romani, cartaginesi, bizantini e arabi, riconosciamo i più attuali invasori inglesi e portoghesi, nonché i francesi (rimasti sino al 1956) e quelli spagnoli (sino al 1959).</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi Mohammed VI ne è il re. La democrazia è da lui “assicurata” attraverso un potere esecutivo di ampio respiro. Considerato discendente del Profeta è anche capo religioso del paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/marocco4.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-12257 colorbox-12252" title="marocco4" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/marocco4-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Le sue foto sono appese ovunque: nei locali, negli hotel, nelle stazioni e negli aeroporti; come a testimoniare un’onnipresenza che sostiene e domina.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cosiddette elezioni democratiche sono indette, sotto il forte controllo del sovrano, solo nel 1962 da Hassan II (defunto padre dell’attuale regnante) che promulga una prima costituzione.</p>
<p style="text-align: justify;">I partiti che si costituiscono hanno bisogno di grandi coalizioni per governare e in ogni caso favoriscono sempre il potere del re.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/marocco5.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12260 colorbox-12252" title="marocco5" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/marocco5-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Nonostante la lotta interna per l’indipendenza del popolo sahrawi (abitanti del sahara occidentale) abbia riempito le pagine della storia più recente, sebbene la pretesa di un riconoscimento d’identità del popolo berbero rilevi diversità etniche e nonostante le evidenti difficoltà economiche di gran parte della popolazione sottolineino l’enorme divario tra ricchi e poveri, il Marocco guarda al futuro con coraggio. È uno stato con un elevato potenziale produttivo. Il pesce è una delle sue maggiori mercanzie. Rilevante su scala mondiale l’estrazione mineraria. Le ricche piantagioni di agrumi e olive, le coltivazioni di legumi e gli allevamenti dove gli animali ruspanti vengono nutriti in modo biologico (senza pesticidi o diserbanti), fanno parte delle notevoli e sane risorse del territorio marocchino.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nuove generazioni stanno comprendendo l’importanza di tutto questo e probabilmente, salvo che re tiranni e disinteressati non agiscano diversamente, accentrando oltremodo il loro potere, potremo assistere a un vero e proprio risveglio del Marocco. Un atteso orgoglio marocchino.</p>
<p style="text-align: right;">articolo e foto di<strong> Andy Gentile</strong></p>

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		<title>Le rivoluzioni del “passaparola” nel Mediterraneo del terzo millennio</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 08:19:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità & Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Più della metà dei 350 milioni di arabi del mondo ha meno di trent&#8217;anni. La maggior parte di loro ha scarse prospettive di trovare un buon posto di lavoro o di costruirsi un futuro dignitoso. In alcune zone il tasso di disoccupazione giovanile arriva all&#8217;80%. Pochi possono viaggiare, l&#8217;emigrazione è un sogno frustrante.
Questo discorso vale in maniera simile anche per il popolo italiano che, è bene ricordarlo, è un popolo molto mediterraneo. La parte mediterranea della penisola da sempre vive il fenomeno dell&#8217;emigrazione, ultimamente trovare un buon lavoro per costruirsi un futuro dignitoso è davvero davvero difficile. Non tanto per il lavoro che non c&#8217;è, quanto per la dignità che viene cancellata. In...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="523" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=19294750&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=0e4c6f&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="523" height="295" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=19294750&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=0e4c6f&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/02/4220971.bin_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11397 colorbox-11312" title="4220971.bin" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/02/4220971.bin_-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Più della metà dei 350 milioni di arabi del mondo ha meno di trent&#8217;anni. La maggior parte di loro ha scarse prospettive di trovare un buon posto di lavoro o di costruirsi un futuro dignitoso. In alcune zone il tasso di disoccupazione giovanile arriva all&#8217;80%. Pochi possono viaggiare, l&#8217;emigrazione è un sogno frustrante.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo discorso vale in maniera simile anche per il popolo italiano che, è bene ricordarlo, è un popolo molto <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mediterraneo-2/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mediterraneo">mediterraneo</a>. La parte mediterranea della penisola da sempre vive il fenomeno dell&#8217;emigrazione, ultimamente trovare un buon lavoro per costruirsi un futuro dignitoso è davvero davvero difficile. Non tanto per il lavoro che non c&#8217;è, quanto per la dignità che viene cancellata. In <a href="http://www.liberareggio.org/tag/calabria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con calabria">Calabria</a> la disoccupazione giovanile tocca il 65%. La vera differenza tra i due popoli è che la popolazione giovane italiana non è il 50% del totale, ma molto di meno.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/02/libia_proteste_social_network_.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-11398 colorbox-11312" title="libia_proteste_social_network_" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/02/libia_proteste_social_network_-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>Ultimamente, lo sappiamo tutti dalle cronache dei giornali, il mondo arabo è in subbuglio: 2 <a href="http://www.liberareggio.org/tag/dittatori/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con dittatori">dittatori</a> come Ben Ali e <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mubarak/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mubarak">Mubarak</a> sono stati spodestati dalla forza della piazza (e dalla solidarietà degli eserciti) mentre in Algeria, <a href="http://www.liberareggio.org/tag/libia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con libia">Libia</a>, Yemen, Iran, Barhein e altri paesi le rivolte stanno iniziando e riprendendo dopo le vittorie dei due paesi, fratelli, arabi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo decenni di sottomissione a dittature autoritarie,si sta assistendo alla prima vera rivoluzione araba della storia moderna. ed è portata avanti da una popolazione per lo più giovane.</p>
<p style="text-align: justify;">Diciamo la verità, non si è trattato di vere e proprie rivoluzioni perchè oltre a spodestare il ditattore dagli insorti non è stato proposto altro leader o ideologia, neanche religiosa. Si vedrà se l&#8217;alternativa veramente richiesta dai popoli arabi in insurrezione sarà una forma di democrazia o se si accontenteranno di aver spodestato un tiranno in attesa che qualcun altro prenda il suo posto.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/02/egitto1.jpg"><img class="size-medium wp-image-11399 alignleft colorbox-11312" title="egitto1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/02/egitto1-300x171.jpg" alt="" width="300" height="171" /></a>Di certo, questi moti hanno segnato una differenza netta e sostanziale nell&#8217;intendere le sollevazioni popolari. Come detto prima, non si è assistito all&#8217;ostentare di ideologie o religioni, solo molte bandiere nazionali per rafforzare l&#8217;identita e la coesione del popolo che stava insorgendo, spontaneamente, di fronte all&#8217;incessante pesantezza dei soprusi e alla cleptomania dei capi di stato dei rispettivi paesi (Bel Ali su tutti).</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, sostiene Adel Iskandar, in un articolo tradotto dal settimanale Internazionale: &#8220;La rivoluzione ha sfidato ogni tipo di definizione. Il movimento di protesta non rivendicava il comunismo nè il neoliberismo, non era islamico nè laico. Usava Facebook e <a href="http://www.liberareggio.org/tag/twitter/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con twitter">Twitter</a> ma ha portato in piazza milioni di persone che non hanno mai toccato un computer in vita loro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/02/tunisia-cc-marcovdz.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-11400 colorbox-11312" title="tunisia-cc-marcovdz" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/02/tunisia-cc-marcovdz-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Forse quelle racchiuse nella frase precedente sono alcune delle chiavi di interpretazione di questo movimento arabo, internazionale e generalizzato. Un movimento non <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Panarabismo" target="_blank">panarabo</a>, come se ne sono visti nel corso della storia più recente legati soprattutto alla questione palestinese, ma movimenti nazionali uniti da vera e sincera solidaritetà internazionale in cui ogni movimento, con l&#8217;entusiasmo che riesce a generare, spinge gli altri; senza un legame diretto che non sia quello della ribellione verso l&#8217;autoritarismo dello stato e delle pessime condizioni sociali da esso generate.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda caratteristica è strettamente legata ai mezzi di comunicazione usati da questi movimenti. Facebook e Twitter su tutti, i blog come al solito, lo sappiamo che facilitano le ribellioni in questi paesi. Ma adesso non si tratta di episodi separati. L&#8217;arabo è una lingua che, seppur con molte differenze, inflessioni e dialetti, è compresa da tutta la popolazione di questi stati. La lingua, più della religione, unisce le persone e nel caso dei paesi arabi questa ipotesi assume una valenza provata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/02/egypt_internet_back_108694241.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11401 colorbox-11312" title="egypt_internet_back_108694241" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/02/egypt_internet_back_108694241-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Su Internazionale, negli ultimi numeri, si sono succeduti numerosi articoli su questa questione. Il mondo da settimane ha gli occhi puntati sul mediterraneo e giornalisti, sociologi, politologi e comunicatori si trovano a dover ragionare su un fenomeno così nuovo quanto prevedibile. Le proteste hanno visto come protagonisti i <a href="http://www.liberareggio.org/tag/giovani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con giovani">giovani</a> arabi. <a href="http://www.liberareggio.org/tag/giovani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con giovani">Giovani</a> che, come molti a questo mondo, usano fortemente internet per sviluppare anche socialità. Nei loro casi più che le reti casalinghe vengono sfruttate quelle mobili. Non si esagererebbe troppo a definirle &#8220;rivoluzioni cellulari&#8221;, nel senso del telefono cellulare.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti opinionisti e osservatori sostengono a ragione che non sono gli strumenti della comunicazione a far scoppiare le rivolte ma, ovviamente mi viene da dire, le difficoltà sociali e gli atti estremi e i suicidi disperati come iin <a href="http://www.liberareggio.org/tag/tunisia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con tunisia">Tunisia</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/02/faxstrike.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-11402 colorbox-11312" title="faxstrike" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/02/faxstrike-300x233.jpg" alt="" width="300" height="233" /></a>&#8220;Prima viene lo stomaco, poi la morale&#8221; ricorda David Rieff, sempre dalle colonne de Internazionale. Ma credo che sia quasi superfluo dirlo. Il mezzo di comunicazione che &#8211; se prendiamo per buona la tesi di McLuhan  cioè che <em>il media è il messaggio</em> &#8211; nei paesi arabi sta facendo la differenza è internet. Dovremmo dedurne che il messaggio veicolato dal <a href="http://www.liberareggio.org/tag/web/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con web">web</a> è l&#8217;autodeterminazione individuale e collettiva. Internet non spinge i fanatismi, evidentemente è un mezzo di promozione della dignità individuale. Forse è per questo stesso motivo che in Finlandia il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/web/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con web">web</a> <a href="http://www.comunicarepensando.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=73:il-diritto-alla-rete-in-finlandia-e-una-fantastica-realta&amp;catid=46:news&amp;Itemid=2" target="_blank">è stato proclamato come diritto inviolabile</a> e, in <a href="http://www.liberareggio.org/tag/egitto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con egitto">Egitto</a>, Mubarak l&#8217;<a href="http://techcrunch.com/2011/02/11/feb11/" target="_blank">ha bloccato</a> al secondo giorno di proteste.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Usare internet non ci insegna cosa è la democrazia, sostiene sempre Rieff, ma secondo Manuel Castells questi strumenti comunicativi ristrutturano l&#8217;organizzazione delle proteste.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/02/facebookegypt2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11403 colorbox-11312" title="Anti-Government Protesters Clash With Pro-Mubarak Demonstrators" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/02/facebookegypt2-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>I messaggi non hanno un centro, una radio o una tv da occupare, si diffondono col passaparola e a macchia d&#8217;olio d&#8217;appertutto. L&#8217;unico limite che hanno è l&#8217;accesso alla rete e la lingua. Ma dove non arriva il web arriva il passaparola reale perchè, non bisogna dimenticarlo, quelli che twittano dalle piazze in rivolta sono persone in carne e ossa e che dunque oltre che su twitter si espongono anche nella realtà coinvolgendo chi internet non ce l&#8217;ha e costringendo i media ufficiali a parlare di loro, fornendogli spesso anche scoop, informazioni e materiali giornalisticamente grandiosi.</p>
<p style="text-align: justify;">La rete è sinonimo di orizzontalità dell&#8217;organizzazione secondo Castells, autore del grande classico della sociologia internauta &#8220;<a href="http://www.europeanphd.eu/public/pdf/C/Castells.pdf" target="_blank">Galassia Internet&#8221;</a>, e questo modello si riflette e si converte nel reale abbattendo molti schemi gerarchici tipici delle proteste legate alla propaganda. Adesso, a tutti gli effetti, ritengo che si possa parlare di rivolta del &#8220;passaparola&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/02/egypt-facebook.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-11404 colorbox-11312" title="egypt facebook" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/02/egypt-facebook-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></a>Se da un lato la mancanza di ideologie unificanti, ma assolutistiche, e di gerarchie porta con se tanti, tantissimi, benefici come quelli della sincerità e della diffusione popolare della protesta, allo stesso tempo presta il fianco al ritorno di fiamma dell&#8217;autoritarismo (con governi militari per esempio) e non pone concrete proposte di nuova organizzazione economica generale dello stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, la storia attuale del mondo arabo ci insegna che Twitter non fa la rivoluzione e non dà da mangiare a chi lotta contro le dittature. Ma li aiuta, e molto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattemo, ricominciano le partenze di massa dei popoli arabi verso le coste nord del Mediterraneo. Questo vuol dire che dopo la crisi non si intravede un gran bel futuro a breve termine. E per questo, Twitter, non ci può fare niente. Occorre lo studio, la conoscenza e l&#8217;ardire della proposta sociale che si forma grazie all&#8217;intreccio di pratica e teoria sociale. L&#8217;unico vero mezzo che può supplire alla mancanza di questi fattori è l&#8217;uomo stesso. L&#8217;impegno deve essere diretto, partecipativo e consapevole, altrimenti il suo destino sarà sempre quello di dover fronteggiare opportunisti e dittatori senza mai vedere un vero orizzonte di speranza per un vero miglioramento sociale.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p>Fonti<br />
- Internazionale 885<br />
- Internazionale 883<br />
- Internazionale 884</p>

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		<title>“Attraverso Città dei morti”: workshop di fotografia</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2011/01/17/%e2%80%9cattraverso-citta-dei-morti%e2%80%9d-workshop-di-fotografia/</link>
		<comments>http://www.liberareggio.org/2011/01/17/%e2%80%9cattraverso-citta-dei-morti%e2%80%9d-workshop-di-fotografia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 16:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[cairo]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[filippo romano]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[workshop]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberareggio.org/?p=11005</guid>
		<description><![CDATA[Francesco Giusti e Filippo Romano presentano la seconda edizione del workshop di fotografia “ Attraverso
Città dei Morti” che si svolgerà al Cairo dall’1 al 10 marzo 2011.
Le iscrizioni saranno aperte fino al 10 febbraio.
Per ulteriori informazioni:
workshop.cairo@gmail.com &#8211; www.liveinslums.com
Siti web: Francesco Giusti e Filippo Romano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/01/wkcairoscheda72.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-11006 colorbox-11005" title="wkcairoscheda72" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/01/wkcairoscheda72-435x1024.jpg" alt="" width="454" height="1068" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Francesco Giusti e <a href="http://www.liberareggio.org/tag/filippo-romano/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con filippo romano">Filippo Romano</a> presentano la seconda edizione del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/workshop/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con workshop">workshop</a> di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/fotografia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con fotografia">fotografia</a> “ Attraverso<br />
<a href="http://www.liberareggio.org/tag/citta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con città">Città</a> dei Morti” che si svolgerà <a href="http://1.bp.blogspot.com/_iUdwY4NfeDE/TSolpH0k62I/AAAAAAAAAIk/Xgo6oVE-6Gk/s1600/ wkcairoscheda72.jpg" target="_blank">al Cairo dall’1 al 10 marzo 2011</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le iscrizioni saranno aperte fino al 10 febbraio.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni:<br />
workshop.<a href="http://www.liberareggio.org/tag/cairo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con cairo">cairo</a>@gmail.com &#8211; <a href="www.liveinslums.com" target="_blank">www.liveinslums.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">Siti <a href="http://www.liberareggio.org/tag/web/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con web">web</a>: <a href="http://francescogiustiphoto.viewbook.com/" target="_blank">Francesco Giusti</a> e <a href="http://www.fotoup.net/000Intervista/2981/filippo-romano-il-fotografo-delle-citta" target="_blank">Filippo Romano</a></p>

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		<title>Letizia a Parigi</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 07:35:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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		<description><![CDATA[“Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dopo, ovunque tu  passi il resto della tua vita, essa ti accompagna perchè Parigi è una  festa mobile!”
E. Hemingway
Parigi profuma di liquirizia. No, non è un’impressione legata all’astinenza forzata da caffè (il beverone marroncino autoctono, fatto con una percentuale irrisoria di Nescafé, costa fino a quasi 3 euro), ma una sensazione viva, che sottolinea come, nonostante i 12milioni e mezzo di abitanti, i 500 giardini sparsi per la città aiutino a contrastare l’odore di smog.
Tralasciando l’aspetto economico capace di annientare ogni romanticismo, tirar fuori l’anima da camionista anche di Giobbe, nonchè ogni briciolo di spirito di sopravvivenza grazie al...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>“Se hai avuto la fortuna di vivere a <a href="http://www.liberareggio.org/tag/parigi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con parigi">Parigi</a> da giovane, dopo, ovunque tu  passi il resto della tua vita, essa ti accompagna perchè <a href="http://www.liberareggio.org/tag/parigi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con parigi">Parigi</a> è una  festa mobile!</em><em>”<br />
E. Hemingway</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/IMG_24951.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8215 colorbox-8213" title="IMG_2495" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/IMG_24951-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Parigi profuma di liquirizia. No, non è un’impressione legata all’astinenza forzata da caffè (il beverone marroncino autoctono, fatto con una percentuale irrisoria di Nescafé, costa fino a quasi 3 euro), ma una sensazione viva, che sottolinea come, nonostante i 12milioni e mezzo di abitanti, i 500 giardini sparsi per la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/citta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con città">città</a> aiutino a contrastare l’odore di smog.</p>
<p style="text-align: justify;">Tralasciando l’aspetto economico capace di annientare ogni romanticismo, tirar fuori l’anima da camionista anche di Giobbe, nonchè ogni briciolo di spirito di sopravvivenza grazie al quale, dopo aver speso 5 euro per una bottiglietta d’acqua e aver così avuto l&#8217;intuizione di recarvi al primo supermercato, con circa 2 euro ne comprerete 6 di bottiglie.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivo armata di cappello, sciarpa ed ombrello convinta di trovare quelle nubi grigie e quella pioggerellina dispettosa che ha sempre caratterizzato i racconti di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/viaggio/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con viaggio">viaggio</a> di ogni visitatore della capitale francese; mi ritrovo invece ad aver solo occupato spazio in valigia… Sole, sole, sole, tanto da esser tornata con un’invidiabile abbronzatura (che il Sole nel Nord Europa picchi duro non è l’ennesima diceria…)!!!</p>
<p style="text-align: justify;">La visita della città inizia in Metro: niente di meglio per entrare a contatto col quotidiano dei parigini, soprattutto per chi come noi vive in una città in cui gli avvistamenti dell’autobus suonano eclatanti quanto quelli degli UFO. Armatevi di moneta perché potrebbe capitarvi di imbattervi in macchinette che non accettano carta moneta per il rilascio del ticket; dopodiché alla prima biglietteria utile acquistate per 12 euro un carnet con 10 biglietti che vi permetterà di essere sempre pronti a spostarvi e di risparmiare 4 euro. Personalmente, mi sono innamorata a prima vista della stazione <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Concorde_%28Metropolitana_di_Parigi%29">Concorde</a></span>, caratterizzata da un mosaico che riproduce il testo della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino. Fatto un giro generico e generale della città, tappa obbligatoria è l’Hard Rock Cafè, in Boulevard <a href="http://www.liberareggio.org/tag/montmartre/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con montmartre">Montmartre</a>, dove potrete assistere a concerti anche nel primissimo pomeriggio. Per gli appassionati e non solo ogni venerdì sera (tempo permettendo) la <strong>Villé Lumiere</strong> ospita uno degli eventi più cool di sempre: il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.pari-roller.com/">Paris Roller.</a></span> Appuntamento per le 21:30 sotto la torre di <strong>Montparnasse</strong> per una vera e propria maratona notturna, un percorso che varia ogni volta, una corsa di più di 3 ore con tanto di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/polizia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con polizia">polizia</a> che blocca il traffico e scorta a spasso per le strade parigine il foltissimo “sciame” di pattinatori!!! Se la scena vi appare poco insolita, vi assicuro che il rumore di sottofondo lo è!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/HdeSully.jpg"><img class="size-medium wp-image-8216 alignright colorbox-8213" title="HdeSully" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/HdeSully-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Saltando a piè pari i classici luoghi degni di visita, che potete ritrovare su qualunque guida, consiglio vivamente di visitare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/H%C3%B4tel_de_Sully">l’Hôtel de Sully</a></span>, nel quartiere Marais; la Galerie Lafayette per farsi un po’ di male gratuito contando gli zeri dei prezzi; una qualunque pasticceria per assaggiare la Millefoglie (si rischia l’estasi mistica!); Versailles, intesa non come Reggia ma come cittadina, e i giardini reali assolutamente imperdibili all&#8217;interno dei quali potrete girare in lungo e in largo con 15 euro di entrata (nel prezzo è compresa anche la visita degli interni); la cattedrale di Notre-Dame con i suoi rosoni e guglie vi toglierà il fiato e vi farà sorridere con i suoi gargoyles sulla facciata, arrivati sulla piazza guardate per terra alla ricerca della Stella; il Musée d’Orsay e il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/louvre/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con louvre">Louvre</a>, dove il biglietto costa 13 euro e vi permette di girare per 3 ore ed ammirare la summa dell’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/arte/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con arte">arte</a>. Al Louvre, ricordate di chiudere la bocca spalancata per la meraviglia passando per la sala dedicata a Michelangelo e Canova e di chiuderla nuovamente davanti alla Gioconda: uno dei più grandi bluff della storia dell’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/arte/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con arte">arte</a>: al centro di un’intera parere troverete questo quadretto protetto da transenne. Quadretto non lo sto usando né come diminutivo né come dispregiativo: avete presente il calendario appeso nella vostra cucina? Le dimensioni sono quelle!!! Al Louvre, uno sguardo attento lo merita anche la scala a chiocciola che conduce alla piramide che dà sul cortile interno del Palazzo: vedere l’esterno a quadretti è un’esperienza da fare! Per le vie principali è possibile collegarsi ad internet da apposite cabine, simili a quelle telefoniche… ça va sans dire… Alle signorine e non solo consiglio di visitare Fragonard, il Museo del Profumo, dove farete un viaggio olfattivo attraverso la storia del profumo e potrete acquistare prodotti a prezzo di fabbrica.</p>
<p style="text-align: justify;">Armandovi di entusiasmo e pronti a scatti continui con la macchina fotografica, fate un giro sul Bateaux Mouches e osservate la città che si lascia ammirare come in vetrina, godetevi la spiegazione dei monumenti delle vocine registrate, senza meravigliarvi se comprenderete con più facilità la spiegazione in Giapponese che quella in Italiano…</p>
<p style="text-align: justify;">Se volete visitare la Tour Eiffel ricordate di prenotarla prima (13 euro di biglietto e la paura dell’altezza passa), per evitare le ore di fila, ma ricordate anche di esser puntuali all’ingresso; se soffrite di vertigini sdraiatevi sul prato che circonda il Trocadéro e respirate a pieni polmoni circondati dal verde. La Tour Eiffel merita di esser vista sia di giorno che di notte: due fasci luminosi visibili da ben 80 km di distanza si accendono ogni sera i primi 10 minuti di ogni ora, dall’inizio della notte fino alle prime luci del mattino, illuminando tutta la torre di metallo. Come se fosse ricoperta di diamanti, esibisce le sue linee e rapisce lo sguardo di chiunque. Vanitosa, sciantosa, elegante, raffinata, esibizionista, chiamatela come volete, ma comunque non potrete resistere al suo fascino. Una curiosità: se vi venisse voglia di gelato, anche il cono avrà la forma di Tour Eiffel rovesciata…</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Place-du-Tertre.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8217 colorbox-8213" title="Place du Tertre" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Place-du-Tertre-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Ed infine lasciate liberi la vostra Anima artistica e il vostro romanticismo a Montmartre: giunti in cima alla collinetta, dopo aver letteralmente scalato circa 300 gradini e imprecato tutti i santi più o meno noti che il calendario di Frate Indovino fornisce, dimenticherete la fatica ammirando la città ai vostri piedi. Dominata dalla Basilique du Sacré-Coeur, dove potrete guardarvi intorno con la surreale colonna sonora di un violinista appollaiato sulle scale, la Place du Tertre sembra uscire direttamente da un dipinto con i suoi colori e le sue voci che richiamano l’attenzione dei turisti. Con circa 30 euro potrete portarvi a casa un vostro ritratto, scegliendo bene l’artista, ognuno dei quali metterà sul foglio una parte della sua anima tirando fuori la vostra; se non amate i ritratti ci sarà sicuramente qualcuno pronto a ritagliare in pochi minuti una vostra sagoma. Montmartre sarà l’unico luogo in cui non verrete rincorsi da venditori di souvenir, o meglio… da ragazzi che alla modica cifra di 2 euro vi venderanno 10 portachiavi della Tour Eiffel che potrete lanciare a quanti vi sarete dimenticati nella vostra lista-ricordini. Da acquistare assolutamente ad un prezzo davvero irrisorio, sono gli acquerelli con le varie vedute di Parigi, grazie ai quali piangerete in preda alla nostalgia ogni volta che li rivedrete sulle pareti di casa ricordando dove, come e quando li avete acquistati.</p>
<p style="text-align: justify;">Parigi conferma la sua fama letteraria di città dell’Amore, la città in cui tutto è possibile se ci si abbandona al Viaggio, ma è anche la città della solitudine: è una dicotomia eclatante, con i suoi abitanti isolati da cuffie alle orecchie, che cercano il contatto strattonandoti anche quando lo spazio non lo richiede, che parlano con se stessi guardandosi nelle vetrine, come protetti da gabbie invisibili. La nostalgia di fondo della superba capitale si annida in un angolo del cuore, senza soluzioni…</p>
<p style="text-align: justify;">Gentili Lettori e Piccioni Viaggiatori, se riuscirete ad apprezzare anche la gastronomia francese, dimenticando che noi figli del Sud siamo poco nouvelle e molto cuisine, vi assicuro che Parigi val bene una Messa e non solo…</p>

<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/louvre/' title='Louvre'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Louvre-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="Louvre" title="Louvre" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/hdesully/' title='HdeSully'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/HdeSully-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="HdeSully" title="HdeSully" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/lafayette/' title='Lafayette'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Lafayette-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="Lafayette" title="Lafayette" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/stella-n-d/' title='Stella N-D'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Stella-N-D-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="Stella N-D" title="Stella N-D" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/versailles2/' title='Versailles2'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Versailles2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="Versailles2" title="Versailles2" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/notre-dame3/' title='notre-dame3'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/notre-dame3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="notre-dame3" title="notre-dame3" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/garg-n-d/' title='Garg N-D'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Garg-N-D-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="Garg N-D" title="Garg N-D" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/img_2511/' title='IMG_2511'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/IMG_2511-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="IMG_2511" title="IMG_2511" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/placedutertre/' title='PlaceduTertre'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/PlaceduTertre-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="PlaceduTertre" title="PlaceduTertre" /></a>
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<p style="text-align: right;"><strong>Letizia Cuzzola</strong></p>

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		<title>Tripoli &#8211; Lampedusa. Il viaggio</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2010/02/18/tripoli-lampedusa-il-viaggio/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 07:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
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		<description><![CDATA[Finalmente arrivato a Tripoli, Zakaria ci racconta come ha fatto ad organizzarsi per &#8220;sopravvivere&#8221; alla bene e meglio nella capitale libica in attesa di salpare per un paese che l&#8217;avrebbe accolto.
Ne viene fuori una realtà di lavoro e di sopravvivenza molto dura legata alla fatica di un lavoro pesante e al disagio di avere scarsissime disponibilità di denari. Ne viene fuori, però, anche il grande valore  umano dell&#8217;amicizia, di una persona sconosciuta che comprendendo il genere di situazione di disagio ti dà una mano a trovare un lavoretto o un posto per dormire.
Della traversata è superfluo parlarne, l&#8217;unica è ascoltare Zakaria mentre lo racconta. 43 persone in una barca di 9 metri circa è una...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/clandestini_2_401.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7286 colorbox-7256" title="clandestini_2_401" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/clandestini_2_401-300x265.jpg" alt="" width="300" height="265" /></a>Finalmente arrivato a <a href="http://www.liberareggio.org/tag/tripoli/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con tripoli">Tripoli</a>, Zakaria ci racconta come ha fatto ad organizzarsi per &#8220;sopravvivere&#8221; alla bene e meglio nella capitale libica in attesa di salpare per un paese che l&#8217;avrebbe accolto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne viene fuori una realtà di lavoro e di sopravvivenza molto dura legata alla fatica di un lavoro pesante e al disagio di avere scarsissime disponibilità di denari. Ne viene fuori, però, anche il grande valore  umano dell&#8217;amicizia, di una persona sconosciuta che comprendendo il genere di situazione di disagio ti dà una mano a trovare un lavoretto o un posto per dormire.</p>
<p style="text-align: justify;">Della traversata è superfluo parlarne, l&#8217;unica è ascoltare Zakaria mentre lo racconta. 43 persone in una barca di 9 metri circa è una situazione che non ha bisogno di molte descrizioni. La mancanza d&#8217;acqua, di cibo e di guide sicure ha fatto il resto.</p>
<p style="text-align: justify;">Differentemente da quanto si legge spesso sui giornali nazional-popolari e simili, l&#8217;arrivo e la permanenza (breve per la verità) al Centro per <a href="http://www.liberareggio.org/tag/immigrati/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con immigrati">immigrati</a> di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/lampedusa/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con lampedusa">Lampedusa</a>, adesso <a href="http://www.liberareggio.org/tag/cie/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con cie">CIE</a> (Centro di Identificazione ed Espulsione), non viene descritto negativamente. Anche se, dormire in corridoio non è proprio il massimo dell&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/accoglienza/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con accoglienza">accoglienza</a>&#8230;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Se vi aspettate frasi fatte e tragedie senza fine come vi ha abituato la televisione, sappiate già da subito che qui non ne troverete. Ognuno tragga la propria interpretazione di quanto sentirà. Questa non è un’inchiesta e non è una ricerca di chissà che genere; questa è una chiacchierata tra due ragazzi riguardo fatti ed eventi vissuti che sono davvero in pochi a conoscere e ad immaginare qui in Italia: fatti ed eventi- è bene rendersene conto – che a livello aggregato influenzano fortemente le vicende di attualità e culturali che il nostro paese sta vivendo. Ma una chiacchierata è uno scambio di idee, curiosità e conoscenze. Quanto vedrete in questo video e nei prossimi sarà proprio questo.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Z8ZAjp38VaQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/Z8ZAjp38VaQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Tutte le puntate:</strong><br />
- <a href="../../../../../../2010/01/28/essere-giornalisti-in-somalia/" target="_blank">Essere giornalisti… in Somalia</a><br />
- <a href="../../../../../../2010/02/04/fuga-dalla-somalia/" target="_blank">Fuga dalla Somalia</a><br />
- <a href="../../../../../../2010/02/11/la-libia/" target="_blank">La Libia</a><br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2010/02/18/tripoli-lampedusa-il-viaggio/" target="_blank"><strong>Tripoli – Lampedusa, il viaggio</strong></a><br />
- Da Lampedusa ai.. documenti<br />
- La vita in Italia</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>

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		<title>La Libia</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2010/02/11/la-libia/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 08:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[tripoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Siete mai stati nel deserto? Magari come clandestini in Libia?
Avete mai visitato Bengasi? O siete mai stati fermati da un poliziotto libico che vi ha chiesto del denaro per lasciarvi continuare nel vostro tragitto? A Zakaria è successo nel suo lungo viaggio da Mogadiscio all&#8217;Italia e ce lo racconta in questa terza parte della sua intervista.
La Libia è un paese dalle mille e più contraddizioni. Il suo &#8220;Leader maximo&#8221; ci appare come un dittatore senza scrupoli che riceve i suoi colleghi in un tendone nel mezzo del deserto, mentre più di 30 anni fa il Colonnello Gheddafi ha coniato il nome ufficiale del paese che è &#8220;Grande Libia Popolare e Socialista&#8221;, la cui forma di governo ha preso il nome di un...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/libia_camper_dimavv_31.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7181 colorbox-7176" title="libia_camper_dimavv_31" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/libia_camper_dimavv_31-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Siete mai stati nel <a href="http://www.liberareggio.org/tag/deserto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con deserto">deserto</a>? Magari come clandestini in <a href="http://www.liberareggio.org/tag/libia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con libia">Libia</a>?</p>
<p style="text-align: justify;">Avete mai visitato <a href="http://www.liberareggio.org/tag/bengasi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con bengasi">Bengasi</a>? O siete mai stati fermati da un poliziotto libico che vi ha chiesto del denaro per lasciarvi continuare nel vostro tragitto? A Zakaria è successo nel suo lungo <a href="http://www.liberareggio.org/tag/viaggio/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con viaggio">viaggio</a> da Mogadiscio all&#8217;Italia e ce lo racconta in questa terza parte della sua <a href="http://www.liberareggio.org/tag/intervista/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con intervista">intervista</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La Libia è un paese dalle mille e più contraddizioni. Il suo &#8220;Leader maximo&#8221; ci appare come un dittatore senza scrupoli che riceve i suoi colleghi in un tendone nel mezzo del deserto, mentre più di 30 anni fa il Colonnello <a href="http://www.liberareggio.org/tag/gheddafi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con gheddafi">Gheddafi</a> ha coniato il nome ufficiale del paese che è &#8220;Grande Libia Popolare e Socialista&#8221;, la cui forma di governo ha preso il nome di un neologismo coniato dal Colonnello &#8220;Jamahiriya&#8221;, ovvero &#8220;Repubblica delle Masse&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella &#8220;filosofia&#8221; Gheddafiana per &#8220;masse&#8221; si intendeva il popolo africano, nella pratica queste masse non prevedono diseredati o altri africani costretti ad emigrare dal proprio paese in cerca di una vita serena e vivibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Zakaria è stato uno di questi..</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Se vi aspettate frasi fatte e tragedie senza fine come vi ha abituato la  televisione, sappiate già da subito che qui non ne troverete. Ognuno  tragga la propria interpretazione di quanto sentirà. Questa non è  un’inchiesta e non è una ricerca di chissà che genere; questa è una  chiacchierata tra due ragazzi riguardo fatti ed eventi vissuti che sono  davvero in pochi a conoscere e ad immaginare qui in Italia: fatti ed  eventi- è bene rendersene conto – che a livello aggregato influenzano  fortemente le vicende di attualità e culturali che il nostro paese sta  vivendo. Ma una chiacchierata è uno scambio di idee, curiosità e  conoscenze. Quanto vedrete in questo video e nei prossimi sarà proprio  questo.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/60jmgqJBOP0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/60jmgqJBOP0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><strong>Tutte le puntate:</strong><br />
- <a href="../../../../../../2010/01/28/essere-giornalisti-in-somalia/" target="_blank">Essere giornalisti… in Somalia</a><br />
<span id="__end"><span id="__end"><strong>- </strong><a href="../../../../../../2010/02/04/fuga-dalla-somalia/" target="_blank">Fuga dalla Somalia</a></span></span><br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2010/02/11/la-libia/" target="_blank"><strong>La Libia</strong></a><br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/tag/tripoli/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con tripoli">Tripoli</a> – <a href="http://www.liberareggio.org/tag/lampedusa/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con lampedusa">Lampedusa</a>, il viaggio<br />
- Da Lampedusa ai.. documenti<br />
- La vita in Italia</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><br />
</strong></p>

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		<title>Emozionante successo dei giovani fiati reggini in terra santa</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 07:37:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Spettacoli]]></category>
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		<description><![CDATA[Un’esperienza che qualcuno definisce “incredibile”, qualcun altro “indimenticabile” o ancora “irripetibile”; un’esperienza che ha il sapore delle spezie  d’Oriente e gli odori della storia multiculturale; ricordi di un vissuto di 41 musicisti, di un Direttore, di un Interprete e di un Fotoreporter; ricordi che tutti i partecipanti porteranno per sempre con sé.
L’Orchestra Giovani Fiati Reggini, composta da 41 giovani musicisti della Provincia di Reggio Calabria e promossa dall’Associazione Culturale ContrapPunti Onlus di R. C., ha rappresentato il Nostro Mediterraneo al Festival Internazionale di Gerusalemme e al Concerto tenuto presso la Grotta della Natività in Betlemme.
La tournée energicamente voluta...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-5015 colorbox-4955" title="ALIM1020" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/ALIM1020-300x225.jpg" alt="ALIM1020" width="348" height="261" />Un’esperienza che qualcuno definisce “incredibile”, qualcun altro “indimenticabile” o ancora “irripetibile”; un’esperienza che ha il sapore delle spezie  d’Oriente e gli odori della storia multiculturale; ricordi di un vissuto di 41 musicisti, di un Direttore, di un Interprete e di un Fotoreporter; ricordi che tutti i partecipanti porteranno per sempre con sé.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Orchestra <a href="http://www.liberareggio.org/tag/giovani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con giovani">Giovani</a> <a href="http://www.liberareggio.org/tag/fiati/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con fiati">Fiati</a> Reggini, composta da 41 <a href="http://www.liberareggio.org/tag/giovani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con giovani">giovani</a> musicisti della Provincia di Reggio <a href="http://www.liberareggio.org/tag/calabria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con calabria">Calabria</a> e promossa dall’Associazione Culturale <a href="http://www.liberareggio.org/tag/contrappunti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con contrappunti">ContrapPunti</a> Onlus di R. C., ha rappresentato il Nostro <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mediterraneo-2/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mediterraneo">Mediterraneo</a> al Festival Internazionale di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/gerusalemme/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con gerusalemme">Gerusalemme</a> e al Concerto tenuto presso la Grotta della Natività in Betlemme.</p>
<p style="text-align: justify;">La tournée energicamente voluta dall’Assessore alla Cultura della Provincia dott. Santo GIOFFRE&#8217;, è stata organizzata dai musicisti reggini M° Eliana MOSCATO e M° Michele GIOVINAZZO, rispettivamente Presidente e Consigliere dell’Associazione Culturale ContrapPunti Onlus, con la Direzione Artistica del M° Maurizio MANGò, la collaborazione della <a href="http://www.liberareggio.org/tag/scuola/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con scuola">Scuola</a> Popolare di Musica Donna Olimpia di Roma, nella persona di Francesco GALTIERI, le mediazioni culturali della Dott.ssa Marina CONDOLUCI, il supporto tecnico delle Associazioni Musicali di Melicucco e Laureana di Borrello (Reggio Calabria).</p>
<p style="text-align: justify;">I Giovani Fiati Reggini, diretti magistralmente dal M° Maurizio MANAGO’, hanno fatto risuonare il luogo archeologico de “La Tomba dei Re” in Gerusalemme sulle musiche di Giuseppe Verdi, Ralph Vaughan Williams,  André Waignein, Percy Aldridge Grainger,  Jacob De Haan, Ennio Morricone, Van McCoy, accompagnando il folto pubblico presente in luoghi ideali, sicuramente differenti da quelli nei quali si trova costretto a vivere (le grida sorde degli spari, le voci rassegnate che li raccontavano, i coloni israeliani che assediavano le case dei palestinesi poco prima che iniziasse la Performance, erano una sinistra cornice).</p>
<p style="text-align: justify;">L’Orchestra è stata infatti inserita nel cartellone internazionale di uno dei Festival più significativi per la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/citta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con città">città</a> di Gerusalemme Est che ogni anno, da 14 anni a questa parte, fa risuonare la sua voglia di libertà attraverso differenti manifestazioni  che promuovono la cultura nelle  varie forme del cinema, della poesia, di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/arte/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con arte">arte</a> e di musica, organizzati puntualmente dall’Associazione NoProfit Yabous Production. Quest’anno si celebrava il tema “Gerusalemme, capitale della cultura araba”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il viaggio prosegue e le emozioni si susseguono: il giorno dopo, la percezione di realtà differenti per circostanze, simili per lo spirito di unione fra territori e culture in conflitto, hanno scosso l’anima del Gruppo: l’Orchestra suona nella Grotta della Natività a Betlemme, alla presenza del Direttore del Conservatorio “E. SAID” di Betlemme, del Ministro alla Cultura e del Governatore Palestinese.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-5014 colorbox-4955" title="DSC00600" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/DSC00600-300x225.jpg" alt="DSC00600" width="300" height="225" />I giovani della Provincia di Reggio Calabria hanno avuto l’onore di tenere in assoluto il primo Concerto nel cuore del luogo simbolo della Cristianità: la Chiesa di Santa Caterina, custode della Grotta della Natività.</p>
<p style="text-align: justify;">Mai prima di quel giorno infatti, alcun gruppo, di nessuna nazionalità o Paese, aveva potuto celebrare il mistero della Nascita Santa usando la musica come strumento e come linguaggio, anche esso universale.</p>
<p style="text-align: justify;">Una pagina di storia, dunque, che ha colmato di calore e gratificazione i componenti dell’Associazione ContrapPunti Onlus e dell’Orchestra.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Gruppo ha inoltre avuto la possibilità di vivere da vicino la questione mediorientale, attraverso i racconti delle guide, la visita ai differenti luoghi israeliani e palestinesi, la visita all’Orfanotrofio “La Crechè” di Betlemme, i controlli all’aeroporto e nei posti di blocco ritenuti dagli israeliani importanti per la tutela dei cittadini, ma dove non ci si ricorda, forse, che il “nemico” non ha di che mangiare, vivere o una casa in cui dormire.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’esperienza di vita, dunque, non solo musicale, che ha risvegliato le coscienze di quanti vi hanno preso parte, e che ha fatto riflettere, tutti, su quanto sia difficile essere nati e vivere in un territorio segnato dal conflitto; un vissuto che ha fatto risuonare dentro ciascuno il desiderio che nessun atteggiamento d’arroganza possa mai prevaricare la comprensione e il rispetto dell’identità umana; un’esperienza che ha permesso a ciascuno di intravedere la propria percezione di vita aderente al proprio “sé”, circostanza rara e preziosa, purtroppo spesso dimenticata e relegata in un angolo della vita in cui ciascuno di noi è sempre troppo coinvolto nel sopravvivere e poco nel vivere.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-large wp-image-5016 colorbox-4955" title="ALIM1024" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/ALIM10241-768x1024.jpg" alt="ALIM1024" width="558" height="742" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Direttore: 		Maurizio Managò</strong></p>
<p style="text-align: center;">Flauti: 			Moscato Eliana (Reggio Calabria)</p>
<p style="text-align: center;">Condoluci Noemi (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Oboi:			Mordà Demetrio (Gallico)</p>
<p style="text-align: center;">Napoli Rosa (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Clarinetti:		Giovinazzo Michele (San Giorgio Morgeto)</p>
<p style="text-align: center;">Capula Antonio (Santa Cristina d’Aspromonte)</p>
<p style="text-align: center;">Napoli Michele (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Calcopietro Gabriele (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Napoli Antonella (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Fiorello Francesca (Polistena)</p>
<p style="text-align: center;">Sgambelluri Michela (Siderno)</p>
<p style="text-align: center;">Galluccio Francesca (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Burzese Cristina (Cinquefrondi)</p>
<p style="text-align: center;">Misiti Antonio (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Vecchiè Claudia (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Tramontana Laura (Laureana di Borrello)</p>
<p style="text-align: center;">Clarinetto Basso:	Politanò Sara (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Fagotto:			Caccamo Andrea (Siderno)</p>
<p style="text-align: center;">Sax Alti:			Scordamaglia Francesco (Caulonia)</p>
<p style="text-align: center;">Carrano Andrea (Cinquefrondi)</p>
<p style="text-align: center;">Sax Tenore:		Proto Andrea (Cinquefrondi)</p>
<p style="text-align: center;">Corni:			Scattarreggia Giuseppe (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Paviglianiti Francesco (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Figliomeni Domenico (Siderno)</p>
<p style="text-align: center;">Trombe:			Giordano Alessio (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Sollazzo Rocco (Ardore)</p>
<p style="text-align: center;">Borgese Giosuè (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Seminara Vincenzo (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Tomboni:		Bruno Domenico (Palmi)</p>
<p style="text-align: center;">Galatà Francesco (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Chisari Francesco (Roma)</p>
<p style="text-align: center;">Eufoni:			Filardo Daniele (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Napoli Nicola (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Tube:			Spina Luigi (Amantea)</p>
<p style="text-align: center;">Fiorello Arcangelo (Polistena)</p>
<p style="text-align: center;">Percussioni:		Caruso Daniele (Amantea)</p>
<p style="text-align: center;">Chindamo Francesco (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Larocca Angelica (Laureana di Borrello)</p>
<p style="text-align: center;">Macrì Domenico (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Rao Pasquale (Melicucco)</p>
<p style="text-align: center;">Tramontana Federico (Laureana di Borrello)</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Eliana Moscato</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.mondobande.it" target="_blank">Mondobande.it</a></p>
<p><a href="http://www.notedipace.it" target="_blank">Notedipace.it</a></p>
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		</item>
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		<title>Gli orrori passati non insegnano&#8230;</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/01/24/gli-orrori-passati-non-insegnano/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 11:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità & Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[cisgiordania]]></category>
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		<description><![CDATA[VI INFORMIAMO CHE LE IMMAGINI CONTENUTE IN QUESTO ARTICOLO SONO DAVVERO DI FORTE IMPATTO. SE SIETE IPERSENSIBILI O DEBOLI DI STOMACO FORSE E&#8217; MEGLIO NON GUARDARLE&#8230;
Gli orrori e gli errori del passato di solito dovrebbero insegnare a non commetterne più in futuro di simili. Purtroppo sembra che nei territori di Palestina e Israele questa logica non atterrisca tra le popolazioni della zona. In particolare, gli Israeliani, nipoti di coloro che subiro quell&#8217;atrocità chiamata Olocausto, sembrano ripetere le infamie dei loro peggior nemici storici: i nazisti tedeschi.
So che potrebbe sembrare una provocazione questa, viste e considerate le reazioni della cosiddetta &#8220;opinione pubblica&#8221; (quella legata al perbenismo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>VI INFORMIAMO CHE LE IMMAGINI CONTENUTE IN QUESTO ARTICOLO SONO DAVVERO DI FORTE IMPATTO. SE SIETE IPERSENSIBILI O DEBOLI DI STOMACO FORSE E&#8217; MEGLIO NON GUARDARLE&#8230;</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli orrori e gli errori del passato di solito dovrebbero insegnare a non commetterne più in futuro di simili. Purtroppo sembra che nei territori di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/palestina/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con palestina">Palestina</a> e <a href="http://www.liberareggio.org/tag/israele/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con israele">Israele</a> questa logica non atterrisca tra le popolazioni della zona. In particolare, gli Israeliani, nipoti di coloro che subiro quell&#8217;atrocità chiamata Olocausto, sembrano ripetere le infamie dei loro peggior nemici storici: i <a href="http://www.liberareggio.org/tag/nazisti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con nazisti">nazisti</a> tedeschi.</p>
<p style="text-align: justify;">So che potrebbe sembrare una provocazione questa, viste e considerate le reazioni della cosiddetta &#8220;opinione pubblica&#8221; (quella legata al perbenismo dei media mainstream) di fronte all&#8217;accostamento molto frequente del vessillo israeliano con la svastica nazista. E&#8217; ovvio che i due simboli sono l&#8217;uno l&#8217;opposto dell&#8217;altro. E&#8217; molto meno scontata, invece, l&#8217;idea per cui chi ha subito una tragedia come l&#8217;Olocausto non possa ripetere quegli orrori subiti sui nuovi nemici: i palestinesi.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Muri e Prigioni</strong><br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-1470 colorbox-1469" title="image002" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image002-300x103.jpg" alt="image002" width="426" height="145" />
</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1471 colorbox-1469" title="image004" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image004-300x93.jpg" alt="image004" width="427" height="131" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1472 colorbox-1469" title="image0061" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image0061-300x109.jpg" alt="image0061" width="434" height="157" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1473 colorbox-1469" title="image008" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image008-300x106.jpg" alt="image008" width="456" height="161" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1474 colorbox-1469" title="image009" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image009-300x104.jpg" alt="image009" width="426" height="147" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Cancellazione del diritto alla mobilità</strong><br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-1475 colorbox-1469" title="image010" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image010-300x121.jpg" alt="image010" width="422" height="169" />
</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1476 colorbox-1469" title="image011" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image011-300x111.jpg" alt="image011" width="425" height="156" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1477 colorbox-1469" title="image013" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image013-300x124.jpg" alt="image013" width="445" height="184" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1478 colorbox-1469" title="image014" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image014-300x106.jpg" alt="image014" width="429" height="151" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1479 colorbox-1469" title="image016" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image016-300x103.jpg" alt="image016" width="428" height="146" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1480 colorbox-1469" title="image017" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image017-300x115.jpg" alt="image017" width="425" height="163" /></p>
<p style="text-align: center;">Arresti<br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-1481 colorbox-1469" title="image018" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image018-300x105.jpg" alt="image018" width="417" height="146" />
</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1482 colorbox-1469" title="image019" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image019-300x115.jpg" alt="image019" width="416" height="159" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1483 colorbox-1469" title="image021" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image021-300x134.jpg" alt="image021" width="419" height="186" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1484 colorbox-1469" title="image024" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image024-300x108.jpg" alt="image024" width="428" height="154" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Distruzione</strong><br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-1485 colorbox-1469" title="image026" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image026-300x109.jpg" alt="image026" width="422" height="153" />
</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1486 colorbox-1469" title="image027" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image027-300x117.jpg" alt="image027" width="421" height="164" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1487 colorbox-1469" title="image028" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image028-300x118.jpg" alt="image028" width="458" height="143" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Bambini e disperazione</strong><br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-1488 colorbox-1469" title="image029" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image029-300x145.jpg" alt="image029" width="414" height="199" />
</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1489 colorbox-1469" title="image030" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image030-300x105.jpg" alt="image030" width="425" height="147" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1490 colorbox-1469" title="image032" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image032-300x117.jpg" alt="image032" width="424" height="165" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1491 colorbox-1469" title="image033" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image033-300x162.jpg" alt="image033" width="426" height="229" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1492 colorbox-1469" title="image034" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image034-300x99.jpg" alt="image034" width="432" height="141" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1493 colorbox-1469" title="image036" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image036-300x101.jpg" alt="image036" width="420" height="141" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1494 colorbox-1469" title="image037" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image037-300x100.jpg" alt="image037" width="425" height="140" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1495 colorbox-1469" title="image038" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image038-300x140.jpg" alt="image038" width="417" height="194" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1496 colorbox-1469" title="image039" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image039-300x102.jpg" alt="image039" width="423" height="143" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1497 colorbox-1469" title="image041" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image041-300x195.jpg" alt="image041" width="419" height="272" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1498 colorbox-1469" title="image042" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image042-300x168.jpg" alt="image042" width="416" height="231" /></p>
<p style="text-align: justify;">A volte le immagini sono più forti di ogni parola. Anche se accostare svastica a Stella di David è un sacrilegio, questo non vuol dire che il comportamente dei militari israeliani, e di chi li dirige, non sia altrettanto crudele di quello perpetrato dai nazisti tedeschi agli ebrei di tutta Europa nella prima metà di questo secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente qualcuno pensa che ho dimenticato la crudeltà dei kamikaze e compagnia bella. Non l&#8217;ho fatto. E&#8217; solo che i tedeschi non si facevano saltare in aria e non lo fanno neanche gli israeliani. Penso semplicemente che le azioni perpetrate e documentate dalle immagini siano davvero molto simili&#8230;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>

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		<title>Le Repubbliche dei briganti</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 09:35:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità & Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Ministro per i sorrisi, il Ministro della vaghezza, il Ministro delle bionde artificiali, il Ministro dei camionisti frustrati e il Ministro per il divertimento e il tempo libero. Questi alcuni degli esponenti di spicco del governo della Hajducka Republika, un&#8217;enclave nel cuore della Bosnia-Erzegovina, grande pochi ettari, autoproclamatasi Repubblica con un governo, una moneta, il suo passaporto e un inno nazionale. Non è ufficialmente riconosciuta da nessun paese del mondo ma ha tre rappresentanze consolari all&#8217;estero in: Colorado (USA), Svizzera e Slovenia. Infine, come ogni paese che si rispetti, esiste un mito che sorregge la cultura e la storia di questo paesino.
Si chiamava Mijat Tomic ed era un combattente cristiano croato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2008/12/cvrsnica4mq.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-869 colorbox-866" title="cvrsnica4mq" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2008/12/cvrsnica4mq-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il Ministro per i sorrisi, il Ministro della vaghezza, il Ministro delle bionde artificiali, il Ministro dei camionisti frustrati e il Ministro per il divertimento e il tempo libero. Questi alcuni degli esponenti di spicco del governo della <a href="http://canopycanopycanopy.com/2/letter_from_bosnia">Hajducka Republika</a>, un&#8217;enclave nel cuore della <a href="http://www.liberareggio.org/tag/bosnia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con bosnia">Bosnia</a>-<a href="http://www.liberareggio.org/tag/erzegovina/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con erzegovina">Erzegovina</a>, grande pochi ettari, autoproclamatasi Repubblica con un governo, una moneta, il suo passaporto e un inno nazionale. Non è ufficialmente riconosciuta da nessun paese del mondo ma ha <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hajdu%C4%8Dka_Republika_Mijata_Tomi%C4%87a">tre rappresentanze consolari all&#8217;estero</a> in: Colorado (USA), Svizzera e Slovenia. Infine, come ogni paese che si rispetti, esiste un mito che sorregge la cultura e la storia di questo paesino.</p>
<p style="text-align: justify;">Si chiamava Mijat Tomic ed era un combattente cristiano croato che si ritirò nelle montagne nel 17 secolo e da lì combattè gli Ottomani, mussulmani, esigendo &#8220;pedaggi&#8221; da qualunque convoglio ottomano gli passasse vicino. Chi non pagava rischiava la morte. Insomma, Tomic era un &#8220;ribelle&#8221; o, ancora meglio, un &#8220;brigante&#8221;, nell&#8217;accezione più aspromontana del termine. Si tratta comunque di un eroe per tutto il popolo croato e di religione cattolica in tutta la regione dei balcani. Non è un caso, infatti, che affianco a lui, alle &#8220;radici&#8221; mitiche di questo paesino, viene collocata la martire e vergine cattolica Diva Grabovceva. Questa donna era nata tra il &#8217;500 e il &#8217;600 da una famiglia cattolicissima ma aveva come padrino (scelto in maniera casuale, in base alle usanze di quei luoghi) un uomo mussulmano. Pare che questa donna fosse bellissima. Un giorno, un giovane governatore ottomano locale, abbagliato dalla sua bellezza, decise di prenderla in moglie. Lei, però, non volle rinunciare alla sua fede in dio per cui fu mandata a rifugiarsi tra le montagne nella casa di Arslanaga, il suo padrino mussulmano. Il governatore ottomano rintracciò la donna e, dopo essersi reso conto che lei non lo voleva come marito, la uccise. Arslanaga cercò di difenderla in tutti i modi ma non ci riuscì. Da allora Diva è venerata come una martire. Del suo padrino mussulmano che cercò disperatamente di difenderla, invece, non importa a nessuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Il palazzo del governo della &#8220;<a href="http://www.hajduckevrleti-blidinje.com/eng_default.asp">Repubblica del Brigante</a>&#8221; (mi piace di più chiamarla così&#8230;) è l&#8217;albergo di proprietà del presidente della Repubblica. Tutti gli incontri con i suoi ministri avvengono al suo interno e nel frattempo pare che sia divenuto uno degli alberghi più conosciuti del paese e quindi sempre pieno di clien<a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2008/12/thumb_12-07-07_2122.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-870 colorbox-866" title="thumb_12-07-07_2122" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2008/12/thumb_12-07-07_2122.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a>ti. L&#8217;inno nazionale non ha delle parole ben definite; viene cantato con una tecnica particolare locale secondo cui non importano le parole che si dicono ma &#8220;<em>lo spirito e i sogni condivisi dalla comunità</em>&#8220;. Esiste anche una moneta nazionale che si chiama <em>kubura</em> e che ha come simbolo il busto di Mijat Tomic e come sfondo due pistole tradizionali incrociate chiamate <em>Kubura.</em> Da queste il nome stesso della valuta.</p>
<p style="text-align: justify;">La <a href="http://www.relint.org/countries/a-bosnia.htm">Bosnia-Erzegovina</a> è divenuto uno stato a se stante dopo l&#8217;invasione serba e i susseguenti Accordi di Dayton che ne hanno definito i confini e la forma politica interna. Il paese è diviso in due entità: la Federazione croato-mussulmana e la Repubblica Srpska (Serba). Dopo gli accordi è nato un paese nuovo che al suo interno è decisamente diviso e lo dimostra la sua forma di governo. La presidenza centrale della Repubblica è composta da tre membri eletti ogni 4 anni in rappresentanza delle tre etnie (un mussulmano, un serbo e un croato). Ognuno presiede a rotazione per otto mesi. Alla faccia della stabilità di governo, direbbero i <em>comodi</em> a Montecitorio.</p>
<p style="text-align: justify;">La responsabilità di questa condizione di netta separazione razziale e religiosa è in gran parte da assegnare alla classe politica e dirigenziale locale ed internazionale. La prima perchè per i suoi sporchi interessi ha soffiato con estrema violenza su sentimenti legati all&#8217;odio razziale (talvolta generandoli anche), la seconda perchè affronta queste situazioni a volte con una sufficienza sconcertante: dopo aver bombardato e distrutto non si adopera per ricostruire velocemente. Nella nostra, ormai cara, Repubblichina tra le montagne invece i politici non sono molto ben visti. Vi dirò di più: i politici di professione sono banditi dalla costituzione. All&#8217;art. 3 la sua costituzione recita testualmente: &#8220;<em>E&#8217; severamente vietato creare partiti politici o impegnarsi nella politica in generale, perchè metterebbe in pericolo il sistema legale e la salute del popolo</em>&#8220;. Una botta di anarco-populismo potrebbe sostenere qualche arguto politologo. L&#8217;art. 3 risponde da solo ad una considerazione del genere perchè continua così: &#8220;<em>&#8230;i cittadini non hanno bisogno di politica poichè è il loro sovrano a decidere per loro, da solo o con i suoi ministri</em>&#8220;. E&#8217; una dittatura, bella e buona! Una dittatura basata su miti religiosi e su base etnica di chiara ispirazione croata.</p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;altronde in tutto il paese segni ufficiali di integrazione tra le varie etnie non ce ne sono. Dico ufficiali perchè da sempre le persone seguono altre vie rispetto a quelle dettate dai decisori. Ogni &#8220;rappresentate&#8221; di un gruppo etnico espone i propri vessilli nazionalistici e religiosi. Le scuole separano rigorosamente i bambini e i ragazzi su base etnica, talvolta addirittura colorando in maniera diversa gli edifici a seconda dell&#8217;origine &#8211; la stessa <a href="http://www.liberareggio.org/tag/scuola/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con scuola">scuola</a> frequentata dagli stessi ragazzi che poi vivono nella stessa <a href="http://www.liberareggio.org/tag/citta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con città">città</a> e negli stessi quartieri.</p>
<p style="text-align: justify;">In un contesto nazionale del genere, profondamente diviso e difficile da riconciliare sorge quell&#8217;anfratto di &#8220;contraddittoria utopia&#8221; che è la Hajducka Republika. In un paese dove le etnie, e quindi le persone, sono più che &#8220;separate in casa&#8221;, ce lo si può aspettare che sorgano paesini autoproclamati e che rappresentano l&#8217;estremizzazione della divisione e della voglia di creare limiti e confini gli uni con gli altri. Un paesino dove le decisioni sono prese da un solo sovrano che è il proprietario dell&#8217;unico albergo del paese e che grazie alla pubblicità che si è fatto con il suo &#8220;antistato&#8221; è diventato molto ricco. Un paese che ogni anno, durante la vacanza nazionale, organizza, con il patrocinio del Governo, il &#8220;Festival annuale delle bugie&#8221;, una gara tra cantastorie il cui motto è &#8220;Menti bene e vivrai&#8221; e in cui i &#8220;<em>politici non sono amessi</em>&#8221; perchè &#8220;<em>è un festival per soli dilettanti</em>&#8220;&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembra di averla già sentita una storia simile, sapete.<br />
Mi sembra di ricordare di un paese dove nelle scuole si volevano fare le classi separate per ragazzi che avevano culture ed etnie diverse da quella &#8220;principale&#8221;. In tutto il Sud di quel paese, ma non solo al Sud, in ogni località esisteva una persona, al massimo una famiglia, che comandava letteralmente il territorio e ne traeva profonda ricchezza e potere. Persone e famiglie che si ponevano come avverse allo stato pur  essendone intimamente legate nelle procedure e nelle persone. D&#8217;altronde, anche nella repubblichina bosniaca la presidenza onoraria viene assegnata al console di <a href="http://www.croaziainfo.it/Dubrovnik.html">Dubrovnick</a>, bellissima città croata.
</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembra di ricordare casa nostra!</p>
<p style="text-align: justify;">Entrambe queste realtà, infine, sono legate e accumunate dal fatto di discendere dai <a href="http://www.liberareggio.org/tag/briganti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con briganti">Briganti</a> che si ritiravano sulle montagne per combattere. Chi i Borboni prima e i Savoia poi, chi gli ottomani. Tante similitudini&#8230; per un paragone che non è edificante!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2008/12/jpegaspx.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-872 colorbox-866" title="jpegaspx" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2008/12/jpegaspx-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><br />
<em>(Il capo del governo della Hajducka Repubblika</em>:<br />
Vinko Vukoja)
</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: left;">Fonte:<br />
- Internazionale, n. 771, anno 16</p>

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