Articoli nella Categoria racconti
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giovedì, 4 marzo, 2010 > La vita in Italia
Una volta avuti i documenti, Zakaria è a tutti gli effetti un cittadino regolare.
Lavora, sta con gli amici, gioca a calcio tutte le domeniche e pare sia un bomber!
Zakaria, come ogni cittadino responsabile, oltre a lavorare si informa. Non solo sulle vicende del suo paese ma anche dell’Italia. Il giorno in cui è stata registata questa intervista era pochi giorni dopo l’esplosione delle violenze a Rosarno.
Questa è l’ultima parte di una lunga intervista che è durata oltre un’ora e che è stata davvero piacevole e sincera. Non posso che ringraziare Zakaria per avermi(ci) raccontato le vicende di una parte della sua vita.
Sarò banale, ma secondo me chiacchiere così se ne dovrebbero fare di più. Sia sui media, sia nei bar.
Se…
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giovedì, 25 febbraio, 2010 > Da Lampedusa ai Documenti
Dopo una breve permanenza nel centro per immigrati di Lampedusa, Zakaria e i suoi compagni di viaggio vengono mandati a Roma dove dormono una sera in questura perchè nessun centro d’accoglienza aveva spazio per accoglierli con un minimo di decenza.
Superati questi “piccoli” inconvenienti viene il momento per farsi riconoscere come rifugiato politico. Dal 2008 in Italia esiste una legge che regolamenta le richieste di diritto di asilo dei cittadini stranieri e Zakaria è stato, sicuramente, uno “dei primi” a poterne godere grazie soprattutto alla sua caparbietà nel portarsi con se tutti i documenti che ne attestavano la professione di giornalista e la provenienza geografica (uno dei problemi maggiori per i profughi e…
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giovedì, 18 febbraio, 2010 > Tripoli – Lampedusa. Il viaggio
Finalmente arrivato a Tripoli, Zakaria ci racconta come ha fatto ad organizzarsi per “sopravvivere” alla bene e meglio nella capitale libica in attesa di salpare per un paese che l’avrebbe accolto.
Ne viene fuori una realtà di lavoro e di sopravvivenza molto dura legata alla fatica di un lavoro pesante e al disagio di avere scarsissime disponibilità di denari. Ne viene fuori, però, anche il grande valore umano dell’amicizia, di una persona sconosciuta che comprendendo il genere di situazione di disagio ti dà una mano a trovare un lavoretto o un posto per dormire.
Della traversata è superfluo parlarne, l’unica è ascoltare Zakaria mentre lo racconta. 43 persone in una barca di 9 metri circa è una situazione che non ha…
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giovedì, 11 febbraio, 2010 > La Libia
Siete mai stati nel deserto? Magari come clandestini in Libia?
Avete mai visitato Bengasi? O siete mai stati fermati da un poliziotto libico che vi ha chiesto del denaro per lasciarvi continuare nel vostro tragitto? A Zakaria è successo nel suo lungo viaggio da Mogadiscio all’Italia e ce lo racconta in questa terza parte della sua intervista.
La Libia è un paese dalle mille e più contraddizioni. Il suo “Leader maximo” ci appare come un dittatore senza scrupoli che riceve i suoi colleghi in un tendone nel mezzo del deserto, mentre più di 30 anni fa il Colonnello Gheddafi ha coniato il nome ufficiale del paese che è “Grande Libia Popolare e Socialista”, la cui forma di governo ha preso il nome di un neologismo coniato dal…
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giovedì, 4 febbraio, 2010 > Fuga dalla Somalia
In questa seconda parte, di una lunga intervista, Zakaria ci racconta la prima parte del suo viaggio attraverso alcuni paesi africani: Etiopia e Sudan. Il racconto del nostro amico somalo, però non è quello di un comune viaggio di vacanza ai quali siamo abituati dai racconti dei nostri conoscenti. Zakaria ci racconta di come un ragazzo costretto a fuggire dal suo paese cerchi un luogo che gli consenta di vivere tranquillo ma la situazione africana nel suo complesso difficilmente consente lo stabilirsi di un cittadino straniero se sprovvisto di denari.
Se vi aspettate frasi fatte e tragedie senza fine come vi ha abituato la televisione, sappiate già da subito che qui non ne troverete. Ognuno tragga la propria interpretazione di quanto sentirà. Questa…
Mondo, racconti »
giovedì, 28 gennaio, 2010 > Essere giornalisti… in Somalia
Zakaria Mohamed Ali è un ragazzo somalo di 24 anni che ha assunto in Italia lo status di rifugiato politico. In quanto giornalista è dovuto fuggire dal suo paese perchè non poteva essere più garantita la sua sicurezza, come quella di tanti suoi colleghi e amici che durante la sanguinosa guerra, che è ancora in corso e che sta lacerando la Somalia, non rinunciavano a raccontare la verità e ad individuare le responsabilità oggettive di quanto sta accadendo. Il suo maestro di giornalismo è stato ucciso proprio per questo: faceva il vero giornalista. Ed è per questo che Zakaria ha deciso di andare via dal suo paese. Dopo un viaggio travagliato e lungo mesi, dopo le schermaglie con la burocrazia italiana per essere riconosciuto come avente diritto…
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mercoledì, 13 gennaio, 2010 > L’anima di Roghudi che resiste all’abbandono
Ci immettiamo sulla ss106 che il sole è perpendicolare alle nostre teste, ma già da qualche tempo non brucia più come in estate. Primissimi giorni di novembre ma temperatura tutto sommato piacevole, nessuna nuvola in cielo e nell’aria la tipica atmosfera domenicale. Non saprei dirvi se e quale partita ci sia a quest’ora, ma la gente in giro è davvero poca, per fortuna.
Arrivati dalle parti di Bova decidiamo di salire lungo una delle strade che collega ai paesi alti, per poi proseguire verso l’interno, prendere quota e poi riabbassarci quasi al livello del mare, ma circondati dai monti.
La strada è lunga e tortuosa. Si inerpica rapida partendo dal livello del mare, passando per le ripide colline e sfiorando a tratti il livello montano. Un…
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mercoledì, 23 settembre, 2009 > Ci sono libri… – Lo sbronzo di Riace
I tipi di Autoproduzioni Appese hanno pubblicato un po’ di tempo fa questo fumetto sceneggiato e disegnato dai ragazzi dell’Accademia del fumetto “ReggioComix” e tratto dal soggetto del c.s.o.a. Angelina Cartella di Gallico (RC).
Un mezzo di comunicazione, quello del fumetto, solitamente indirizzato ad un pubblico giovane e molto giovane basato su una questione di primo piano a livello sociale, economico e territoriale può diventare una buona lettura non solo ludica ma anche di insolita, ma buona, informazione. Questo è il risultato a cui si è arrivati con la realizzazione di questo fumetto pubblicato sotto licenza Creative Commons.
I servizi di gestione dell’erogazione dell’acqua si stanno spostando sempre più…
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lunedì, 20 luglio, 2009 > Non dimentiCarlo mai
La notte del 19 luglio 2001 diluviava in quel di Genova. Azziz cercò rifugio in un angolino all’interno di uno dei tendoni montati appositamente per ospitare chi, nel campo, non era tenda-munito. Laghetto, Mico ed io ci sistemammo nella mia tenda da campeggio igloo insieme ai nostri zaini.
La mattina del 20 luglio, al nostro risveglio, il sole spendeva sul capoluogo ligure, sarebbe stata una bellissima giornata dal punto di vista metereologico, una giornata che non dimenticheremo mai, ma per altri motivi.
La città era completamente chiusa e blindata. Impossibile trovare un supermercato o un bar aperto per fare colazione, noi eravamo accampati in una scuola insieme a moltissimi provenienti da tutto il sud. Ci eravamo uniti casualmente al Sud…
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venerdì, 20 marzo, 2009 > Saverio Strati: il Verga reggino
Forse qualcuno lo avrà sentito nominare, forse qualche appassionato ha letto i suoi libri e lo ha amato, forse pianto, sorriso, forse in essi si è ritrovato. Forse… forse…
Ma tutto ciò non basta a restituire i giusti meriti a questo scrittore calabrese paragonabile ai grandi romanzieri realisti del novecento.
A destarsi non dovrebbe essere solo l’orgoglio del calabrese che, vedendo non riconosciuto a livello nazionale un suo così valido compaesano, indignato si rivolta e cerca di far sentire la propria voce; dovrebbe essere lo sdegno di qualsiasi essere umano che si accorge che un suo simile, dopo un percorso di vita intenso, impegnato e culturalmente valido, non ha il sostegno della sua nazione, l’apprezzamento della sua…
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domenica, 16 novembre, 2008 > Il sè… suonato. L’arte del trascendere
Immaginatevi d’esser in viaggio per una meta ben definita. Siete felicissimi perché dopo tanto avete trovato il tempo e il coraggio per partire ed eliminare tutti i contatti che vi avevano fatto ritardare. Dalla macchina riuscite a scorgere un paesaggio incantevole, a volte rischioso e pieno di curve, ma altre così pianeggiante da invogliarvi a fare quella meritata sosta. E così, dopo un po’ di tempo trascorso in macchina a cantare, pensare, osservare, ridere di voi stessi e scoprire che siete unici, scendete dalla vostra SuperMobile e vi dirigete verso quell’incantevole sogno che sembra un quadro.
Già potete sentire il vento leggero che accarezza l’erba, il profumo delle colline, riuscite persino a vedere quel fiorellino…



