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	<title>www.LiberaReggio.org &#187; Viaggi</title>
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	<description>Il Magazine dei Giovani Reggini</description>
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		<title>Reportage &#8211; Da Posada a Olbia, ultimi scampoli di paradiso</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 10:26:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[La costa orientale sarda, nella provincia di Nuoro, è un susseguirsi di splendide località e calette di rara bellezza. Ho già accennato al Golfo di Orosei, ma a nord di questo il litorale non è da meno anche se è possibile visitarlo senza bisogno di una gita in barca; alcune zone sono effettivamente molto turistiche diverse altre, invece, grazie alla loro bellezza naturalistica riescono a far passare la presenza turistica in secondo piano. La Caletta, per esempio, sulla costa qualche km più a sud di Posada, è una località turistica tipicissima. Alti e biondi visitatori affollano le strade ricche di negozi e bancomat molto simili tra loro, mentre Cala Liberotto (il punto più ad est di tutta l’isola) conserva una serie di calette molto belle...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5331.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15375 colorbox-15373" title="IMG_5331" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5331-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>La costa orientale sarda, nella provincia di Nuoro, è un susseguirsi di splendide località e calette di rara bellezza. Ho già accennato al <a href="http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/" target="_blank">Golfo di Orosei</a>, ma a nord di questo il litorale non è da meno anche se è possibile visitarlo senza bisogno di una gita in barca; alcune zone sono effettivamente molto turistiche diverse altre, invece, grazie alla loro bellezza naturalistica riescono a far passare la presenza turistica in secondo piano. La Caletta, per esempio, sulla costa qualche km più a sud di Posada, è una località turistica tipicissima. Alti e biondi visitatori affollano le strade ricche di negozi e bancomat molto simili tra loro, mentre Cala Liberotto (il punto più ad est di tutta l’isola) conserva una serie di calette molto belle e pulite con l’unica pecca che le pinete che le sovrastano sono ricche di cemento armato, soprattutto in stile villeggiatura a due passi dall’acqua. Il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mare">mare</a> e le spiagge non ne risentono, ma il panorama generale è inevitabilmente deturpato anche se le villette sono seminascoste dalla vegetazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un po’ più a nord in direzione Olbia si trovano le località di Berchida e Posada. Proprio in un campeggio di quest’ultima abbiamo istallato il nostro campo base a pochissimi metri dalla <a href="http://www.liberareggio.org/tag/spiaggia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con spiaggia">spiaggia</a> (5 bandiere blu) circondata da dune protette, dotata di 2 bagni chimici e un piccolo chioschetto, bagnino e raggiungibile dal paese attraverso una pista ciclabile, paese che è posizionato “a fascia” su una piccola altura a pochi km dal mare. Particolarmente carino, il centro abitato si inserpica su una piccola collina ha nella sua cima delle rovine di un castello dal quale è possibile godere di magnifiche vedute e vicino al quale si trova uno dei pochissimi ristorantini del paese dove si mangiano veramente deliziose pietanze a base di pesce. La località è meta di numerosi abitanti di tutta la provincia di Nuoro anche e soprattutto per i prezzi contenuti di tutti i servizi e il buon collegamento stradale con il capoluogo e diversi paesi dell’entroterra.</p>
<p style="text-align: justify;">Un po’ di km più a nord inizia la provincia di Olbia e i prezzi schizzano verso l’alto data la frequentazione di turisti molto facoltosi e altolocati, di quelli che frequentano soprattutti i <em>privè</em>. Molto <em>privè</em> sono anche le strutture d’accoglienza più basilari, basti pensare che nella ricerca del campeggio dove trovare ristoro e riparo per gli ultimi giorni di vacanza sarda lo sconfinamento nella provincia di Olbia sarebbe costato il triplo rispetto al campeggio trovato a Posada.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, Posada sorge a pochissimi km da spendide località marine come Berchida e, subito verso sud, l’Oasi di Bidderosa ad ingresso limitato.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5394.jpg"><img class="size-large wp-image-15394 aligncenter colorbox-15373" title="IMG_5394" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5394-1024x682.jpg" alt="" width="488" height="324" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Berchida è raggiungibile senza troppi problemi in automobile. Gli ampi parcheggi a pagamento in pineta sono sempre disponibili e consentono di giungere a poche centinaia di metri dalla battigia. Le spiagge di questa zona sono caratterizzati dalla fine sabbia chiara circondata dalla macchia mediterranea. Questi elementi naturali concedono all’acqua dal fondale basso dei colori splendidi! La località si trova a ridosso dell’omonimo corso d’acqua dolce che prima di incontrare la spiaggia e il mare forma un piccolo specchio di acqua dolce frequentato da decine di specie diverse di uccelli migratori che offrono uno spettacolo naturale davvero suggestivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, e non è da poco, a Berchida è possibile fare conoscenza con una categoria di lavoratori unica. Non i soliti venditori da spiaggia, quelli che una volta chiamavamo i vucumprà, ma ben altro. Venditori diretti di pecorino di Buddusò appostati nel parcheggio forniscono un servizio <em>ad ombrellonem</em> ed offrono assaggi estratti direttamente dalle forme di loro produzione stipate dentro il loro furgoncino. Il sapore è ottimo ma il caldo torrido ci impedisce di fermarci ad acquistarne anche solo un pezzetto. C’è da dire che il servizio dei produttori di pecorino della zona non è solo ad ombrellonem ma anche a domicilio, dato che questi si aggirano anche per i campeggi della zona offrendo stagionate forme di pecorino e latticinosi assaggi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5355.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-15385 colorbox-15373" title="IMG_5355" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5355-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Come detto, dalle splendide spiagge di Berchida è possibile raggiungere l’oasi naturalistica di Bidderosa. Arrivarci in automobile non è facile in quanto l’ingresso alle auto è limitato per un numero ristretto di posti ed è necessario prenotare anche diversi giorni prima. E’ comunque possibile raggiungere le quattro spiaggette che formano l’Oasi di Bidderosa attraverso la spiaggia. E così abbiamo fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spettacolo naturale è davvero impressionante, l’acqua che varia i suoi colori dall’azzurro al turchese si incontra con una sabbia finissima. Le quattro calette sono divise l’una dall’altra da protuberanze di rocce e scogli a pelo d’acqua che contribuiscono a creare un gioco di colori unico. Purtroppo non ho potuto scattare foto a questa splendida oasi ma le sue immagini rimarranno impresse nella mia mente come uno dei più bei posti di mare che abbia mai visto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il consiglio più spassionato che posso darvi è di andarla a visitare per vedere con i vostri occhi!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5338.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15377 colorbox-15373" title="IMG_5338" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5338-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Dopo due giorni di splendido mare, giungere di nuovo in una città mette un magone notevole. Soprattutto se il pensiero è quello della ripartenza, del ritorno sulla terraferma. Viaggiare è una scoperta continua e pensare che sia tutto finito (anche se solo per questa volta) non è il massimo della vita ma d’altronde ci sono altri mondi da esplorare e altri luoghi in cui consolidare le proprie esperienze.</p>
<p style="text-align: justify;">La bella compagnia sicuramente non si perderà e nuovi orizzonti da oltrepassare ci aspettano.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo l’approccio con la località d’arrivo della Costa Smeralda è di un certo livello. L’automobile va consegnata all’aeroporto e, <em>lordia</em> a parte, la speranza concreta è che i tipi del noleggio non si accorgano di quei 2-3 graffietti lasciati vicino alle ruote posteriori o di quei pochi colpicini dati al paraurti anteriore: ricordi indelebili di critici parcheggi ad Arbus o di semi-rally affrontati per raggiungere le spiagge attraverso le “strade ecologiche”, per non parlare del doppio guado del fiume vicino Piscinas…</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5416.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-15395 colorbox-15373" title="IMG_5416" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5416-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Superata indenne la prova e verificato che fuori dall’aeroporto è pieno di macchinoni in attesa di chissà quale personaggio, ci si dirige ognuno per la sua strada. La mia sarà quella dell’attesa snervante di una nave traghetto che mi porterà fino a Civitavecchia. Ma prima ancora l’attesa snervante è quella dei bus urbani che mi porteranno al porto di Olbia.</p>
<p style="text-align: justify;">51 euro posto ponte su una nave della Tirrenia non è proprio un prezzo da poco per organizzarsi la dormita con il sacco a pelo nascosto per terra dietro gli schienali di una fila di poltrone anche se, devo dirlo, la sistemazione l’ho trovata parecchio comoda pontificandola con una clamorosa dormita!</p>
<p style="text-align: justify;">Olbia praticamente l’ho vista col binocolo, ma pare che non sia granchè. Quello che posso dire è che il suo porto è immenso e che la stazione dei traghetti non è molto diversa da una stazione qualunque: piena di disadattati, viaggiatori della domenica e viaggiatori finti-vip si trovano tutti insieme assiepati nervosamente in attesa che il proprio viaggio o la propria vacanza cominci o finisca…</p>

<a href='http://www.liberareggio.org/2011/12/16/reportage-da-posada-a-olbia-ultimi-scampoli-di-paradiso/img_5416/' title='IMG_5416'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5416-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15373" alt="IMG_5416" title="IMG_5416" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/12/16/reportage-da-posada-a-olbia-ultimi-scampoli-di-paradiso/img_5394-2/' title='IMG_5394'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5394-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15373" alt="IMG_5394" title="IMG_5394" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/12/16/reportage-da-posada-a-olbia-ultimi-scampoli-di-paradiso/img_5379/' title='IMG_5379'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5379-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15373" alt="IMG_5379" title="IMG_5379" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/12/16/reportage-da-posada-a-olbia-ultimi-scampoli-di-paradiso/img_5378/' title='IMG_5378'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5378-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15373" alt="IMG_5378" title="IMG_5378" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/12/16/reportage-da-posada-a-olbia-ultimi-scampoli-di-paradiso/img_5376/' title='IMG_5376'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5376-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15373" alt="IMG_5376" title="IMG_5376" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/12/16/reportage-da-posada-a-olbia-ultimi-scampoli-di-paradiso/img_5373/' title='IMG_5373'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5373-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15373" alt="IMG_5373" title="IMG_5373" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/12/16/reportage-da-posada-a-olbia-ultimi-scampoli-di-paradiso/img_5369/' title='IMG_5369'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5369-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15373" alt="IMG_5369" title="IMG_5369" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/12/16/reportage-da-posada-a-olbia-ultimi-scampoli-di-paradiso/img_5367/' title='IMG_5367'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5367-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15373" alt="IMG_5367" title="IMG_5367" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/12/16/reportage-da-posada-a-olbia-ultimi-scampoli-di-paradiso/img_5362/' title='IMG_5362'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5362-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15373" alt="IMG_5362" title="IMG_5362" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/12/16/reportage-da-posada-a-olbia-ultimi-scampoli-di-paradiso/img_5358/' title='IMG_5358'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5358-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15373" alt="IMG_5358" title="IMG_5358" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/12/16/reportage-da-posada-a-olbia-ultimi-scampoli-di-paradiso/img_5355/' title='IMG_5355'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5355-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15373" alt="IMG_5355" title="IMG_5355" /></a>
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<a href='http://www.liberareggio.org/2011/12/16/reportage-da-posada-a-olbia-ultimi-scampoli-di-paradiso/img_5344/' title='IMG_5344'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5344-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15373" alt="IMG_5344" title="IMG_5344" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/12/16/reportage-da-posada-a-olbia-ultimi-scampoli-di-paradiso/img_5341/' title='IMG_5341'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5341-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15373" alt="IMG_5341" title="IMG_5341" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/12/16/reportage-da-posada-a-olbia-ultimi-scampoli-di-paradiso/img_5340/' title='IMG_5340'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5340-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15373" alt="IMG_5340" title="IMG_5340" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/12/16/reportage-da-posada-a-olbia-ultimi-scampoli-di-paradiso/img_5339/' title='IMG_5339'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5339-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15373" alt="IMG_5339" title="IMG_5339" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/12/16/reportage-da-posada-a-olbia-ultimi-scampoli-di-paradiso/img_5338/' title='IMG_5338'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5338-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15373" alt="IMG_5338" title="IMG_5338" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/12/16/reportage-da-posada-a-olbia-ultimi-scampoli-di-paradiso/img_5336/' title='IMG_5336'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5336-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15373" alt="IMG_5336" title="IMG_5336" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/12/16/reportage-da-posada-a-olbia-ultimi-scampoli-di-paradiso/img_5331/' title='IMG_5331'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_5331-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15373" alt="IMG_5331" title="IMG_5331" /></a>

<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ringrazio Giusi per la splendida compagnia, per le guide e la consulenza “scientifica”.<br />
</em><em></em></p>
<p>Il reportage:<br />
- <a href="../../2011/11/2011/11/2011/11/2011/10/2011/10/2011/10/2011/09/15/reportage-sardegna-on-the-road-%E2%80%9Cle-maldive-non-mi-vedranno-mai%E2%80%9D/" target="_blank">Sardegna on the road: “le Maldive non mi vedranno mai”</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/11/2011/11/2011/10/2011/10/2011/10/2011/09/20/reportage-cagliari-parentesi-urbana-di-un%e2%80%99isola-rurale/" target="_blank">Cagliari, parentesi urbana di un’isola rurale</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/11/2011/11/2011/10/2011/10/2011/10/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/" target="_blank">A spasso per il Campidano</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/11/2011/11/2011/10/2011/10/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/" target="_blank">L’approccio con la costa occidentale e i tre deserti</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/11/2011/11/2011/10/2011/10/2011/10/05/i-tesori-del-sinis/" target="_blank">I tesori del Sinis</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/11/2011/11/2011/10/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/" target="_blank">Panoramicamente verso nord</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/11/2011/11/2011/10/25/reportage-barbagia-extremis-nuoro-il-capoluogo/" target="_blank">Barbagia extremis: Nuoro, il capoluogo</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/11/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/" target="_blank">Barbagia extremis: Bitti e Mamoiada</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/11/18/reportage-i-muri-veri-banditi-di-orgosolo/" target="_blank">I muri, veri banditi a Orgosolo</a><br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%E2%80%99est/" target="_blank">Il mare dell’est</a><br />
- Da Posada ad Olbia ultimi scampoli di paradiso<br />
- Conclusioni</p>
<p>Fonti:<br />
- Michela Murgia, Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede, Einaudi, 2008<br />
- The Rough Guide, Sardegna<br />
- Brochure e depliant delle varie località</p>

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		<title>Reportage &#8211; Il mare dell’est</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 12:59:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Golfo di Orosei è una delle località più belle e famose dell’isola e si trova a metà della costa orientale sarda.
In quest’area la terra e il mare si incontrano formando km e km di coste frastagliate ricche di grotte e piccole calette che è possibile raggiungere dalla terraferma dopo ore di trekking oppure via mare. Dalle località de La Caletta e da Cala Gonone (più vicina) è possibile visitare tutto il golfo attraverso minitour in barca con diversi percorsi. E’ anche possibile affittare gommoni per chi non possiede la patente nautica a prezzi non esorbitanti.
Per noi la comodità ha vinto sull’avventura nella scelta del mezzo di locomozione per cui ci imbarchiamo su una grande barca che ospita decine di altri curiosi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Golfo di Orosei è una delle località più belle e famose dell’isola e si trova a metà della costa orientale sarda.</p>
<p style="text-align: justify;">In quest’area la terra e il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mare">mare</a> si incontrano formando km e km di coste frastagliate ricche di grotte e piccole calette che è possibile raggiungere dalla terraferma dopo ore di trekking oppure via <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mare">mare</a>. Dalle località de La Caletta e da Cala Gonone (più vicina) è possibile visitare tutto il golfo attraverso minitour in barca con diversi percorsi. E’ anche possibile affittare gommoni per chi non possiede la patente nautica a prezzi non esorbitanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per noi la comodità ha vinto sull’avventura nella scelta del mezzo di locomozione per cui ci imbarchiamo su una grande barca che ospita decine di altri curiosi turisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il percorso scelto prevede:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5060.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-15134 colorbox-15132" title="IMG_5060" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5060-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>-          <strong>Le Grotte del Bue Marino.</strong> Due grotte scavate dall’acqua profonde circa 9 km in cui un fiume sotterraneo si incontra con l’acqua marina in uno spettacolo unico. Visitabile a piedi per circa 2 km ma se ci organizza per tempo con le guide con torcia ed elmetto è possibile andare anche più in profondità. Stalattiti e stalagmiti ornano il percorso pedonale all’interno della roccia nella quale l’acqua è incredibilmente limpida e pulita. Le grotte prendono questo nome dal nome sardo delle Foche Monache che hanno popolato questi luoghi fino agli anni ’80 prima di estinguersi quasi del tutto (si contano tra i 300 e i 400 esemplari rimasti nel Mediterraneo). Lo spettacolo offerto dalla natura in questo luogo così nascosto è assolutamente unico.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5145.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-15137 colorbox-15132" title="IMG_5145" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5145-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>-          <strong>Cala Goloritzè.</strong> Si trova all’estremo sud del Golfo di Orosei ed è un’oasi marina protetta praticamente impossibile da avvicinare con barche di medio-grossa grandezza ma è comunque possibile ammirare dal largo lo spettacolo dei colori puri formati dall’acqua limpida che si incontra con fondali di sabbia e roccia molto chiara dalla quale si stagliano delle rocce come enormi guglie a picco sul mare. Vista da lontano la guglia principale dà la stessa impressione della più bella cattedrale di tipo gotico, la macchia mediterranea che la circonda fa il resto offrendo una gamma di verdi che stupendamente legano con l’azzurro e il blu del mare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5175.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-15139 colorbox-15132" title="IMG_5175" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5175-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>-          <strong><a href="http://www.liberareggio.org/tag/spiaggia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con spiaggia">Spiaggia</a> dei Gabbiani e Cala Mariolu.</strong> Calette splendide di sabbia fine e ciottoli, ai piedi di alti massicci di roccia sovrastata da macchia mediterranea. Qui i turisti inondano le spiagge con la loro presenza sbarcando dalle decine di barche turistiche che percorrono tutto il golfo. I colori sono splendidi e alcuni scogli offrono veramente dei tuffi notevoli. Ma attenzione, quando vi tuffate, nel vostro immergervi dentro l’acqua potrete trovarvi proprio sopra un gruppo di studenti dei numerosi corsi per sub che si fanno nella zona.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5203.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-15141 colorbox-15132" title="IMG_5203" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5203-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>-          <strong>Cala Luna.</strong> E’ la più vasta spiaggia che il nostro tour ci consente di visitare. Al contrario delle altre è possibile addentrarsi un po’ anche nell’entroterra in quanto sorge sulla foce di un vecchio fiume ormai percorso dall’acqua solo nei meandri della terra e di cui si nota la presenza grazie ad un piccolo laghetto formatosi a ridosso della spiaggia. Questo contribuisce ad accentuare l’unicità di questa caletta rispetto alle altre. Proprio oltre lo stagno è possibile trovare ristoro presso un bar mentre la battigia è caratterizzata anche dalla presenza di diverse grotte (profonde dai 30 ai 60 metri) tranquillamente visitabili e al cui ingresso potrete trovare gente che scende e che sale &#8211; arrampicando una parete di roccia di svariate decine di metri &#8211; circondati per metà dal mare azzurro e per l’altra metà dal verde della macchia mediterranea.</p>

<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5047/' title='IMG_5047'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5047-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5047" title="IMG_5047" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5055/' title='IMG_5055'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5055-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5055" title="IMG_5055" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5058/' title='IMG_5058'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5058-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5058" title="IMG_5058" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5060/' title='IMG_5060'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5060-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5060" title="IMG_5060" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5061/' title='IMG_5061'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5061-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5061" title="IMG_5061" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5068/' title='IMG_5068'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5068-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5068" title="IMG_5068" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5074/' title='IMG_5074'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5074-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5074" title="IMG_5074" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5078/' title='IMG_5078'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5078-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5078" title="IMG_5078" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5083/' title='IMG_5083'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5083-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5083" title="IMG_5083" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5101/' title='IMG_5101'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5101-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5101" title="IMG_5101" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5110/' title='IMG_5110'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5110-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5110" title="IMG_5110" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5145/' title='IMG_5145'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5145-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5145" title="IMG_5145" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5146/' title='IMG_5146'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5146-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5146" title="IMG_5146" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5150/' title='IMG_5150'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5150-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5150" title="IMG_5150" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5156/' title='IMG_5156'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5156-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5156" title="IMG_5156" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5172/' title='IMG_5172'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5172-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5172" title="IMG_5172" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5173/' title='IMG_5173'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5173-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5173" title="IMG_5173" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5175/' title='IMG_5175'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5175-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5175" title="IMG_5175" /></a>
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<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5196/' title='IMG_5196'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5196-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5196" title="IMG_5196" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5200/' title='IMG_5200'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5200-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5200" title="IMG_5200" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5203/' title='IMG_5203'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5203-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5203" title="IMG_5203" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/29/reportage-il-mare-dell%e2%80%99est/img_5208/' title='IMG_5208'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5208-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-15132" alt="IMG_5208" title="IMG_5208" /></a>
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<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ringrazio Giusi per la splendida compagnia, per le guide e la consulenza “scientifica”.<br />
</em><em>Grazie anche Piera per la prudente compagnia.</em></p>
<p>Il reportage:<br />
- <a href="../../2011/11/2011/11/2011/10/2011/10/2011/10/2011/09/15/reportage-sardegna-on-the-road-%E2%80%9Cle-maldive-non-mi-vedranno-mai%E2%80%9D/" target="_blank">Sardegna on the road: “le Maldive non mi vedranno mai”</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/11/2011/10/2011/10/2011/10/2011/09/20/reportage-cagliari-parentesi-urbana-di-un%e2%80%99isola-rurale/" target="_blank">Cagliari, parentesi urbana di un’isola rurale</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/11/2011/10/2011/10/2011/10/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/" target="_blank">A spasso per il Campidano</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/11/2011/10/2011/10/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/" target="_blank">L’approccio con la costa occidentale e i tre deserti</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/11/2011/10/2011/10/2011/10/05/i-tesori-del-sinis/" target="_blank">I tesori del Sinis</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/11/2011/10/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/" target="_blank">Panoramicamente verso nord</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/11/2011/10/25/reportage-barbagia-extremis-nuoro-il-capoluogo/" target="_blank">Barbagia extremis: Nuoro, il capoluogo</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/" target="_blank">Barbagia extremis: Bitti e Mamoiada</a><br />
- <a href="../../2011/11/18/reportage-i-muri-veri-banditi-di-orgosolo/" target="_blank">I muri, veri banditi a Orgosolo</a><br />
- Il mare dell’est<br />
- Da Posada ad Olbia ultimi scampoli di paradiso<br />
- Conclusioni</p>
<p>Fonti:<br />
- Michela Murgia, Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede, Einaudi, 2008<br />
- The Rough Guide, Sardegna<br />
- Brochure e depliant delle varie località</p>

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		<title>Reportage &#8211; I muri, veri banditi di Orgosolo</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2011/11/18/reportage-i-muri-veri-banditi-di-orgosolo/</link>
		<comments>http://www.liberareggio.org/2011/11/18/reportage-i-muri-veri-banditi-di-orgosolo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 08:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il paese di Orgosolo è forse il più mitico e il più conosciuto di tutta la Barbagia. Dalle sue vie è possibile ammirare i massicci montuosi che lo circondano e rendersi conto di come un luogo del genere sia un posto a parte rispetto al resto del mondo. Reso famoso per le gesta criminose dei suoi banditi, il paese è protagonista di uno dei più bei film sulla Sardegna mai girati: Banditi a Orgosolo, appunto.
L’identità sociale, culturale ed economica del paese è indissolubilmente legata alla vita pastorale e delle montagne che solo gli abitanti del luogo conoscono nel profondo. Grazie all’alone mitico conquistatosi sulle pagine di cronaca dei giornali nazionali e internazionali, a personaggi come il bandito Mesina e, soprattutto, alla...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5239.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-14816 colorbox-14806" title="IMG_5239" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5239-1024x682.jpg" alt="" width="513" height="341" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il paese di Orgosolo è forse il più mitico e il più conosciuto di tutta la Barbagia. Dalle sue vie è possibile ammirare i massicci montuosi che lo circondano e rendersi conto di come un luogo del genere sia un posto a parte rispetto al resto del mondo. Reso famoso per le gesta criminose dei suoi banditi, il paese è protagonista di uno dei più bei film sulla Sardegna mai girati: Banditi a Orgosolo, appunto.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_52831.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-14870 colorbox-14806" title="IMG_5283" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_52831-1024x682.jpg" alt="" width="501" height="333" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’identità sociale, culturale ed economica del paese è indissolubilmente legata alla vita pastorale e delle montagne che solo gli abitanti del luogo conoscono nel profondo. Grazie all’alone mitico conquistatosi sulle pagine di cronaca dei giornali nazionali e internazionali, a personaggi come il bandito Mesina e, soprattutto, alla straordinaria bellezza dei suoi muri che attirano artisti da ogni dove, Orgosolo ha anche sfondato in ambito turistico.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5284.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-14847 colorbox-14806" title="IMG_5284" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5284-1024x682.jpg" alt="" width="519" height="345" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il paese rimane semplice e arroccato nelle montagne e nei suoi riti e tradizioni. Ma è impossibile non notare come sia massiccia la presenza di turisti che vagano per i vicoli alla scoperta dei fantastici murales disegnati su ogni muro, ad ogni angolo. Sono decenni ormai che artisti di ogni genere imprimono sull’intonaco dei muri esterni delle case private, abitate, del paese sentimenti e fatti storici e di cronaca. Gli abitanti del posto spesso accettano di buon grado che i muri delle proprie abitazioni vengano dipinti e colorati perché ne condividono i messaggi e il concetto di condivisione dell’arte, soprattutto quando questa rende omaggio a personaggi e fatti storici locali.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5299.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-14857 colorbox-14806" title="IMG_5299" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5299-1024x682.jpg" alt="" width="497" height="330" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ad Orgosolo i muri fanno la parte dei banditi. Diffondono messaggi di una potenza disarmante alimentati dalla creatività dei loro realizzatori e dalla forza intrinseca dei colori. Non è un caso se nel corso del secolo scorso Orgosolo è stata considerata una delle basi per un’eventuale insurrezione o creazione di una repubblica rossa che si potesse espandere a tutta l’isola. A pensarci fu Giangiacomo Feltrinelli che voleva affidare al bandito Mesina la gestione di gruppi armati di guerriglia. Su diversi muri l’immagine del bandito viene accostata a quella di Che Guevara e questo la dice lunga sul carattere “criminale” del paese e di tutta la zona. In ogni caso, non è possibile negare come il Supramonte che si staglia proprio di fronte al paese è stato l’habitat ideale di innumerevoli sequestri. Dall’omonima canzone non possiamo non ricordare quello che hanno subito il compianto Fabrizio De Andrè e la moglie Dori Ghezzi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5244.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-14820 colorbox-14806" title="IMG_5244" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5244-1024x682.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La semplicità della gente del luogo assiepata fuori dai bar a guardare il passaggio di forestieri sembra stridere con la ricchezza dei suoi muri, ma forse è solo l’altra faccia della stessa medaglia.</p>

<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/18/reportage-i-muri-veri-banditi-di-orgosolo/img_5226/' title='IMG_5226'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5226-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14806" alt="IMG_5226" title="IMG_5226" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/18/reportage-i-muri-veri-banditi-di-orgosolo/img_5227/' title='IMG_5227'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5227-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14806" alt="IMG_5227" title="IMG_5227" /></a>
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<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/18/reportage-i-muri-veri-banditi-di-orgosolo/img_5301/' title='IMG_5301'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5301-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14806" alt="IMG_5301" title="IMG_5301" /></a>
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<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/18/reportage-i-muri-veri-banditi-di-orgosolo/img_5304/' title='IMG_5304'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5304-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14806" alt="IMG_5304" title="IMG_5304" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/18/reportage-i-muri-veri-banditi-di-orgosolo/img_5305/' title='IMG_5305'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5305-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14806" alt="IMG_5305" title="IMG_5305" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/18/reportage-i-muri-veri-banditi-di-orgosolo/img_5307/' title='IMG_5307'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5307-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14806" alt="IMG_5307" title="IMG_5307" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/18/reportage-i-muri-veri-banditi-di-orgosolo/img_5308/' title='IMG_5308'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5308-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14806" alt="IMG_5308" title="IMG_5308" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/18/reportage-i-muri-veri-banditi-di-orgosolo/img_5312/' title='IMG_5312'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5312-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14806" alt="IMG_5312" title="IMG_5312" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/18/reportage-i-muri-veri-banditi-di-orgosolo/img_5313-2/' title='IMG_5313'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/IMG_5313-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14806" alt="IMG_5313" title="IMG_5313" /></a>

<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ringrazio Giusi per la splendida compagnia, per le guide e la consulenza “scientifica”.<br />
</em></p>
<p>Il reportage:<br />
- <a href="../../2011/11/2011/10/2011/10/2011/10/2011/09/15/reportage-sardegna-on-the-road-%E2%80%9Cle-maldive-non-mi-vedranno-mai%E2%80%9D/" target="_blank">Sardegna on the road: “le Maldive non mi vedranno mai”</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/10/2011/10/2011/10/2011/09/20/reportage-cagliari-parentesi-urbana-di-un%e2%80%99isola-rurale/" target="_blank">Cagliari, parentesi urbana di un’isola rurale</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/10/2011/10/2011/10/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/" target="_blank">A spasso per il Campidano</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/10/2011/10/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/" target="_blank">L’approccio con la costa occidentale e i tre deserti</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/10/2011/10/2011/10/05/i-tesori-del-sinis/" target="_blank">I tesori del Sinis</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/10/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/" target="_blank">Panoramicamente verso nord</a><br />
- <a href="../../2011/11/2011/10/25/reportage-barbagia-extremis-nuoro-il-capoluogo/" target="_blank">Barbagia extremis: Nuoro, il capoluogo</a><br />
- <a href="../../2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/" target="_blank">Barbagia extremis: Bitti e Mamoiada</a><br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2011/11/18/reportage-i-muri-veri-banditi-di-orgosolo/" target="_blank">I muri, veri banditi a Orgosolo</a><br />
- Il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mare">mare</a> dell’est<br />
- Da Posada ad Olbia ultimi scampoli di paradiso<br />
- Conclusioni</p>
<p>Fonti:<br />
- Michela Murgia, Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede, Einaudi, 2008<br />
- The Rough Guide, Sardegna<br />
- Brochure e depliant delle varie località</p>

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		<title>Reportage &#8211; Barbagia extremis: Bitti e Mamoiada</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 13:11:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Stabilendo base a Nuoro per 4 giorni ci è stato possibile girare i dintorni della città e la sua provincia. Questa, per le sue bellezze naturalistiche, storiche e culturali meriterebbe un periodo di esplorazione ben più lungo. Comunque, venendo da ovest abbiamo percorso la provincia verso nord e verso sud e verso est fino a giungere alle sue coste di cui racconterò ampiamente più avanti.
A nord (nord-est) di Nuoro si trova Bitti, paese famoso per il canto a tenore (Il gruppo dei Tenores di Bitti ha girato il mondo grazie alla loro unicità) per il quale esiste un museo multimediale proprio in paese.
Bitti, arroccato tra i monti, è un paese a forte economia artigianale e pastorale. Se il primo settore si segnala per le sue produzioni...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Stabilendo base a Nuoro per 4 giorni ci è stato possibile girare i dintorni della città e la sua provincia. Questa, per le sue bellezze naturalistiche, storiche e culturali meriterebbe un periodo di esplorazione ben più lungo. Comunque, venendo da ovest abbiamo percorso la provincia verso nord e verso sud e verso est fino a giungere alle sue coste di cui racconterò ampiamente più avanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5026.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14672 colorbox-14650" title="IMG_5026" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5026-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>A nord (nord-est) di Nuoro si trova Bitti, paese famoso per il canto a tenore (Il gruppo dei Tenores di Bitti ha girato il mondo grazie alla loro unicità) per il quale esiste un museo multimediale proprio in paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Bitti, arroccato tra i monti, è un paese a forte economia artigianale e pastorale. Se il primo settore si segnala per le sue produzioni fortemente localizzate, il secondo è famoso in tutta l’isola per essere una delle centrali del forte e seguito Movimento dei Pastori Sardi. Da poco tempo a Bitti è segnalata anche la presenza di personalità di un certo livello.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ proprio della scorsa estate la polemica-evento dei contatti tra Flavio Briatore e i pastori di Bitti. Tra le voci che preannunciano già la compagnia dei <em>monelli della piazza principale</em> per il figlioletto di Flavio ed Elisabetta, c’è stato un vero terremoto all’interno del movimento dei pastori. Briatore avrebbe deciso di sviluppare dei business legati ai prodotti della pastorizia locale, dunque investire nel settore. In tempi di crisi profonda per un gruppo di lavoratori, precari <em>per natura</em>, questa può essere una buona notizia, dunque hanno invitato il Flavio in persona a pranzo nelle campagne intorno a Bitti per discutere della faccenda. Mentre le voci in paese si rincorrevano e le famiglie raccoglievano rassegne stampa dettagliatissime sull’argomento, l’unità del movimento dei pastori ha vacillato.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo numerose polemiche il leader del movimento ha ringraziato l’imprenditore ma ci ha tenuto a ribadire che “<em>i pastori fanno da soli”. </em>A questo punto in paese è rimasta solo il ricordo, almeno per ora, e la rabbia del contadino il cui orto è stato rovinato dall’elicottero di Briatore, ivi atterrato (in mezzo alle campagne per un pranzo con veri pastori, nel quale pare che abbia mangiato tutte le portate…).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5011.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-14661 colorbox-14650" title="IMG_5011" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5011-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Affari a parte, a Bitti bisogna andarci anche per la presenza di importantissimi resti archeologici di età Nuragica. Il sito si chiama Romanzesu e come tutti gli altri è da un paio di anni nel dimenticatoio delle politiche culturali italiane.</p>
<p style="text-align: justify;">Romanzesu è un villaggio nuragico di tipo religioso. E’, forse, l’unico di questo tipo in tutta la Sardegna grazie ai 5 edifici di culto di diversa forma e dimensione. Anche se opere simili esistono in altri siti nuragici in nessun altro è così alta la presenza di edifici adibiti all’adorazione delle divinità. Tra questi si segnala per la sua straordinarietà, anche architettonica, il pozzo sacro. Come molti popoli primitivi, i sardi di epoca nuragica adoravano l’acqua come elemento purificatore senza il quale la vita è impossibile. Per questo motivo a Romanzesu era stato scavato un pozzo e costruito una sorta di percorso ad imbuto con dei gradoni ai margini sui quali sedevano i partecipanti ai riti legati all’acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Le circa 100 capanne a scopo abitativo e i diversi palazzi “delle assemblee” sparsi per tutta la zona fanno da contorno ad un luogo ricco di interesse, immerso in una splendida foresta di quercie da sughero.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5218.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14678 colorbox-14650" title="IMG_5218" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5218-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>A pochi km a sud di Nuoro, invece, si trovano Mamoiada e il famosissimo Orgosolo. A quest’ultimo e alla sua particolarità dedicherò il prossimo capitolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Mamoiada è il paese dei Mamuthones, le maschere di carnevale tipiche del luogo che sono protagoniste di riti antichissimi che si ripetono ancora oggi e che hanno radici nella notte dei tempi. Il paese è situato a oltre 600 metri slm e si trova nel pieno della Barbagia. Da sempre la vita sociale del paese è stata legata a doppio filo alla vita rurale e pastorale. Patria di buon vino artigianale, il paese ospita l’importante <a href="http://www.museodellemaschere.it/">Museo delle Maschere Mediterranee</a> che affianca alle principali maschere locali elementi antropologici provenienti da diverse zone di tutto il bacino del Mediterraneo e dell’Europa settentrionale. In questo modo, grazie alle abili guide (grazie Alice!!!) e ad interessantissimi prodotti e istallazioni multimediali, è possibile osservare come i Mamuthones, gli Issohadores, i Boes e tutte le altre maschere che contribuiscono alle tradizioni legate al mondo rurale hanno profonde similitudini con i corrispettivi di molti altri paesi e popolazioni.</p>

<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_4997/' title='IMG_4997'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4997-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_4997" title="IMG_4997" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_4998/' title='IMG_4998'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4998-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_4998" title="IMG_4998" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_4999/' title='IMG_4999'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4999-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_4999" title="IMG_4999" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5000/' title='IMG_5000'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5000-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5000" title="IMG_5000" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5001/' title='IMG_5001'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5001-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5001" title="IMG_5001" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5003/' title='IMG_5003'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5003-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5003" title="IMG_5003" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5005/' title='IMG_5005'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5005-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5005" title="IMG_5005" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5006/' title='IMG_5006'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5006-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5006" title="IMG_5006" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5007/' title='IMG_5007'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5007-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5007" title="IMG_5007" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5011/' title='IMG_5011'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5011-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5011" title="IMG_5011" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5012/' title='IMG_5012'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5012-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5012" title="IMG_5012" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5014/' title='IMG_5014'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5014-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5014" title="IMG_5014" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5015/' title='IMG_5015'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5015-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5015" title="IMG_5015" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5016/' title='IMG_5016'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5016-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5016" title="IMG_5016" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5017/' title='IMG_5017'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5017-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5017" title="IMG_5017" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5019/' title='IMG_5019'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5019-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5019" title="IMG_5019" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5020/' title='IMG_5020'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5020-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5020" title="IMG_5020" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5021/' title='IMG_5021'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5021-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5021" title="IMG_5021" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5022/' title='IMG_5022'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5022-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5022" title="IMG_5022" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5024/' title='IMG_5024'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5024-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5024" title="IMG_5024" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5026/' title='IMG_5026'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5026-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5026" title="IMG_5026" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5211/' title='IMG_5211'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5211-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5211" title="IMG_5211" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5212/' title='IMG_5212'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5212-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5212" title="IMG_5212" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5214/' title='IMG_5214'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5214-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5214" title="IMG_5214" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5215/' title='IMG_5215'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5215-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5215" title="IMG_5215" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5217/' title='IMG_5217'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5217-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5217" title="IMG_5217" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5218/' title='IMG_5218'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5218-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5218" title="IMG_5218" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5219/' title='IMG_5219'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5219-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5219" title="IMG_5219" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5220/' title='IMG_5220'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5220-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5220" title="IMG_5220" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5221/' title='IMG_5221'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5221-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5221" title="IMG_5221" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5222/' title='IMG_5222'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5222-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5222" title="IMG_5222" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/img_5223/' title='IMG_5223'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5223-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14650" alt="IMG_5223" title="IMG_5223" /></a>

<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em></em><em>Ringrazio Giusi per la splendida compagnia, per le guide e la consulenza “scientifica”.<br />
Grazie anche Piera e tutta la famiglia Carai per l’ospitalità.<br />
Infine, grazie anche ad Alice per l’accoglienza e la guida tra i Mamuthones.</em></p>
<p>Il reportage:<br />
- <a href="../../2011/10/2011/10/2011/10/2011/09/15/reportage-sardegna-on-the-road-%E2%80%9Cle-maldive-non-mi-vedranno-mai%E2%80%9D/" target="_blank">Sardegna on the road: “le Maldive non mi vedranno mai”</a><br />
- <a href="../../2011/10/2011/10/2011/10/2011/09/20/reportage-cagliari-parentesi-urbana-di-un%e2%80%99isola-rurale/" target="_blank">Cagliari, parentesi urbana di un’isola rurale</a><br />
- <a href="../../2011/10/2011/10/2011/10/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/" target="_blank">A spasso per il Campidano</a><br />
- <a href="../../2011/10/2011/10/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/" target="_blank">L’approccio con la costa occidentale e i tre deserti</a><br />
- <a href="../../2011/10/2011/10/2011/10/05/i-tesori-del-sinis/" target="_blank">I tesori del Sinis</a><br />
- <a href="../../2011/10/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/" target="_blank">Panoramicamente verso nord</a><br />
- <a href="../../2011/10/25/reportage-barbagia-extremis-nuoro-il-capoluogo/" target="_blank">Barbagia extremis: Nuoro, il capoluogo</a><br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2011/11/03/reportage-barbagia-extremis-bitti-e-mamoiada/" target="_blank">Barbagia extremis: Bitti e Mamoiada</a><br />
- I muri, veri banditi a Orgosolo<br />
- Il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mare">mare</a> dell’est<br />
- Da Posada ad Olbia ultimi scampoli di paradiso<br />
- Conclusioni</p>
<p>Fonti:<br />
- Michela Murgia, Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede, Einaudi, 2008<br />
- The Rough Guide, Sardegna<br />
- Brochure e depliant delle varie località</p>

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		<title>Reportage &#8211; Barbagia extremis: Nuoro il capoluogo</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2011/10/25/reportage-barbagia-extremis-nuoro-il-capoluogo/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 07:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo giorno, a Cagliari, guardando un TG di un canale locale apprendiamo di una rapina in una banca di un paese di cui non ricordo il nome. Nella notizia, si tiene a precisare che: “I banditi avevano un forte accento barbaricino”.
La presentazione della Barbagia, terra montuosa nel cuore della Sardegna che si estende per tutta la provincia di Nuoro e anche un po’ oltre, non lasciava adito a dubbi. Lo stereotipo della Barbagia terra di banditi è ancora ben presente e persistente ogni volta che si parla di quell’area specifica dell’isola. Quell’alone di paura e miticismo che accompagna la Barbagia sulle bocche dei non barbaricini è confermato, per esempio, dalla popolarità di cui gode il notissimo bandito di Orgosolo, decimo di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il primo giorno, a Cagliari, guardando un TG di un canale locale apprendiamo di una rapina in una banca di un paese di cui non ricordo il nome. Nella notizia, si tiene a precisare che: “I banditi avevano un forte accento barbaricino”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5036.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14523 colorbox-14518" title="IMG_5036" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_5036-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>La presentazione della Barbagia, terra montuosa nel cuore della Sardegna che si estende per tutta la provincia di Nuoro e anche un po’ oltre, non lasciava adito a dubbi. Lo stereotipo della Barbagia terra di banditi è ancora ben presente e persistente ogni volta che si parla di quell’area specifica dell’isola. Quell’alone di paura e miticismo che accompagna la Barbagia sulle bocche dei non barbaricini è confermato, per esempio, dalla popolarità di cui gode il notissimo bandito di Orgosolo, decimo di undici figli nati da una famiglia di pastori: Graziano Mesina. Di questi tempi, dopo aver scontato tutte le pene e ricevuta la grazia dal Presidente della Repubblica, Mesina è diventato una delle guide escursionistiche più ambite e preparate sulle montagne barbaricine, sulle sue valli e sui suoi a volte inestricabili sentieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle popolazioni della Barbagia, d’altronde, è ancora presente quel senso di onore e omertà che ha portato spesso all’esplosione di vere e proprie faide familiari in cui non di rado c’è scappato il morto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il legame tra la cultura e i costumi del luogo e la vita in un entroterra spesso molto difficile è indissolubile e si manifesta nelle maniere più disparate. Non ultimo è l’artigianato in cui spicca la produzione di costumi locali (ogni paese ha il suo) con i quali si sfila nei carnevali e nelle feste di paese e la produzione dei famosissimi Arresojas, i coltelli una volta usati dai pastori che sono diventati un vero e proprio oggetto di culto in tutto il mondo tra gli amanti del genere. In Barbagia, inutile dirlo, in ogni casa, per ogni famiglia non può mancare almeno un arresojas. La Barbagia è anche l’area della Sardegna dove si produce il celeberrimo Pecorino, segno indiscutibile di come l’economia della zona si basi sull’attività rurale della pastorizia, oltre che dell’artigianato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo impatto con Nuoro non poteva essere più esplicito. Sbagliare l’uscita giusta per entrare in città nella zona degli ospedali dove avremmo trovato godibile ristoro nella dimora di Piera (grazie di tutto piè!) ti porta dritto dritto a Badu e Carros. La frazione del capoluogo barbaricino che ospita uno dei carceri di massima sicurezza italiani – dove, per’altro, <a href="http://www.ilquotidianoweb.it/it/calabria/reggio_santi_zappala_presidente_puntorieri_ex_magistrato_tentativo_scarcerazione_consiglier.html">sono detenuti numerosi reggini ndranghetisti e politici</a> – è una località totalmente buia. La percorre una strada scoscesa e piena di tornanti che si inerpicano sulla collina ai margini della città, non mi sarei stupito se dai bordi delle strade ci stessero aspettando dei banditi o delle belve selvatiche molto feroci. Ma così non è stato e la gita a Badu e Carros è passata indenne.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ebbe a dire D.H. Lawrence, e come ci hanno ribadito due turisti olandesi conosciuti a Cagliari, Nuoro attrae e piace al viaggiatore perché al contrario del resto dell’isola non ha niente di turistico. E’ una città che ha altro a cui pensare anche se nel tempo ha saputo re-inventarsi come punto di riferimento internazionale per l’Arte Moderna attraverso l’isituzione del <a href="http://www.museoman.it/">MAN</a> (Museo d’Arte moderna di Nuoro) che, oltre a dare ampio spazio agli artisti locali, attira e promuove mostre dal valore internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nuoro è anche un punto fondamentale per la conservazione delle tradizioni, dei costumi e dei riti di tutta la zona attraverso il suo Museo Archeologico e, soprattutto, il Museo della vita e delle tradizioni sarde. Inoltre, durante la Sagra del Redentore (29 agosto) tutti i costumi tradizionali esposti al museo sfilano per le strade seguiti dagli abitanti di tutti i paesi della zona con i loro costumi artigianali, diversi da paese a paese e da famiglia a famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, la città esprime nel suo centro storico una forte gratitudine verso i numerosi letterati nati tra le sue vie. Le piazze e le strade prendono i nomi dei tanti autori del luogo tra cui spicca il premio nobel alla letteratura Grazia Deledda (1871-1936) la cui casa è stata trasformata in museo visitabile. Lungo le vie dei due quartieri principali del centro città (tempo fa uno di agricoltori e l’altro di pastori) è possibile osservare delle targhe a muro sulle quali sono incisi brani dei principali romanzi degli scrittori nuoresi che descrivono la vita, la storia e i luoghi della città. Molte piazze, inoltre, sono arricchite da opere d’arte moderna che ne celebrano l’identità sempre attuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Impossibile non segnalare che Nuoro è la città natale del grande jazzista Paolo Fresu. Questi ha puntato fortemente sulla sua identità sarda in cui crede profondamente e che ha contribuito ad arricchire con la sua musica. Oltre al festival internazionale “Time in Jazz” che si svolge ogni agosto nella vicina Ogliastra, Fresu per i suoi 50 anni di vita ha organizzato un tour di 50 tappe in altrettante località dell’isola più o meno sperdute, del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mare">mare</a> e dell’interno. In questo modo una personalità mondiale della musica jazz ha inteso celebrare il suo essere sardo.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ anche e soprattutto per uomini e donne del genere, che in tutto il mondo riescono a gratificarsi, che l’immagine dell’entroterra sardo non è legato totalmente ancora ai soliti stereotipi.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ringrazio Giusi per la splendida compagnia, per le guide e la consulenza.<br />
Grazie a Piera per l&#8217;ospitalità.<br />
</em></p>
<p>Il reportage:<br />
- <a href="../../2011/10/2011/10/2011/09/15/reportage-sardegna-on-the-road-%E2%80%9Cle-maldive-non-mi-vedranno-mai%E2%80%9D/" target="_blank">Sardegna on the road: “le Maldive non mi vedranno mai”</a><br />
- <a href="../../2011/10/2011/10/2011/09/20/reportage-cagliari-parentesi-urbana-di-un%e2%80%99isola-rurale/" target="_blank">Cagliari, parentesi urbana di un’isola rurale</a><br />
- <a href="../../2011/10/2011/10/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/" target="_blank">A spasso per il Campidano</a><br />
- <a href="../../2011/10/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/" target="_blank">L’approccio con la costa occidentale e i tre deserti</a><br />
- <a href="../../2011/10/2011/10/05/i-tesori-del-sinis/" target="_blank">I tesori del Sinis</a><br />
- <a href="../../2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/" target="_blank">Panoramicamente verso nord</a><br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2011/10/25/reportage-barbagia-extremis-nuoro-il-capoluogo/" target="_blank">Barbagia extremis: Nuoro, il capoluogo</a><br />
- Barbagia extremis: Bitti e Mamoiada<br />
- I muri, veri banditi a Orgosolo<br />
- Il mare dell’est<br />
- Da Posada ad Olbia ultimi scampoli di paradiso<br />
- Conclusioni</p>
<p style="text-align: left;">Fonti:<br />
- Michela Murgia, Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede, Einaudi, 2008<br />
- The Rough Guide, Sardegna<br />
- Brochure e depliant delle varie località</p>

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		<title>Reportage &#8211; Panoramicamente verso nord</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 06:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dunque è giunto il momento di oltrepassare la metà sud dell’isola per affondare le nostre vacanze nel centro nord dove il cuore dell’entroterra assume tutto il suo valore umano, storico e ambientale carattersitico dell’aggettivo “sardo”. Da qui in poi la lingua sarda sarà di gran lunga la più parlata, letta e ascoltata di tutto il viaggio anche se lungo il nostro percorso costiero da Marina di Torre Grande a Bosa lo spagnolo l’ha fatta da padrone.
E si, lungo la strada secondaria, costiera, tra un tornante e l’altro tutte le radio parlano spagnolo. Le stazioni in lingua italiana nello zapping si possono contare sulle dita di una mano, mentre le lingue iberiche (castigliano e catalano) spadroneggiano. E’ una cosa che ha...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dunque è giunto il momento di oltrepassare la metà sud dell’isola per affondare le nostre vacanze nel centro nord dove il cuore dell’entroterra assume tutto il suo valore umano, storico e ambientale carattersitico dell’aggettivo “sardo”. Da qui in poi la lingua sarda sarà di gran lunga la più parlata, letta e ascoltata di tutto il viaggio anche se lungo il nostro percorso costiero da Marina di Torre Grande a Bosa lo spagnolo l’ha fatta da padrone.</p>
<p style="text-align: justify;">E si, lungo la strada secondaria, costiera, tra un tornante e l’altro tutte le radio parlano spagnolo. Le stazioni in lingua italiana nello zapping si possono contare sulle dita di una mano, mentre le lingue iberiche (castigliano e catalano) spadroneggiano. E’ una cosa che ha dell’incredibile data la distanza che separa la Sardegna dalla Spagna ma aiuta a spiegare il fatto che ad Alghero si parli tutt’ora il catalano.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4966.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14215 colorbox-14213" title="IMG_4966" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4966-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Noi ci saremmo fermati più a sud di Alghero deviando il nostro percorso verso est dopo una pausa a Bosa, cittadina che assomiglia molto ad un tipico borgo continentale (molto simile ai paesini di montagna della zona grecanica in provincia di RC) piuttosto che ad un paese sardo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa sorta di alienazione è causa della distanza del paese da tutte le vie di collegamento principali dell’isola sia moderne che antiche. Il fatto di essere circondata da montagne ha fatto il resto e il fatto di sorgere sull’unico fiume navigabile della Sardegna (Temo) sembra non aver influito nei rapporti del paese con il resto dell’isola bensì sembra che il fiume abbia funzionato da collegamento con le civiltà che giungevano via <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mare">mare</a> nei secoli passati. La frazione a <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mare">mare</a> del paese, Bosa Marina (l’assonanza con il tanto amato paesino della ionica reggina è quasi sconcertante), è sorta da pochi anni con una funzione prettamente turistica. Infatti, qui si possono trovare numerosi residence ed alberghi che permettono ai turisti di godere delle belle spiagge della zona.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4980.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-14227 colorbox-14213" title="IMG_4980" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4980-1024x682.jpg" alt="" width="478" height="318" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La cittadina originaria sorse a poca distanza dai resti di antiche città fenice e romane in una posizione di difesa ideale, lungo la riva del fiume Temo proprio sul fianco di una collina a circa 3 km dal mare. Le rovine (visitabili) del castello dei Malaspina (XII secolo) sono la ciliegina sulla torta di un paese che va girato a piedi per i suoi numerosi e inestricabili vicoletti pieni di vita… e di turismo a basso impatto: molti sono i B&amp;B tra un’abitazione e l’altra. Molti palazzi sono restrutturati così come le vie e viottoli che dal fiume e dal corso principali portano in cima alla collina, fino al castello. Tutto questo rende la visita del paese davvero piacevole tanto da farci fantasticare su come sarebbe bello poter vivere in un luogo del genere, lontano dagli stress e dal grigiume della grande città. Quando passeggiando vivi la convivialità della gente del luogo e la genuinità di 2 <em>cannizze</em> di pomodori lasciati a seccare su un muretto di un vicolo ti fai molte domande sulla vera natura moderna degli uomini. E’ la stessa sensazione che si può provare nel visitare uno dei paesi grecanici in via di recupero: la semplicità della vita e la sua bellezza, a volte anche piacevolmente noiosa e oziosa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4938.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-14238 colorbox-14213" title="IMG_4938" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4938-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Nei 50 km precedenti la vista è stata, però, ben altra. Le colline e le campagne della Sardegna che si alternavano al mare tra un tornante e l’altro, senza abitazioni o anima viva, ci hanno incuriosito non poco ma con quel sole cocente l’unica era andare a buttarsi a mare per affrontare la giornata nella maniera migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa volta però, bisogna dirlo, la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/spiaggia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con spiaggia">spiaggia</a> dove ci siamo collocati nella prima parte della giornata non era il massimo. La sabbiosa e lunga <a href="http://www.liberareggio.org/tag/spiaggia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con spiaggia">spiaggia</a> di Is Arenas era davvero inondata di alghe secce che scurivano il colore dell’acqua fino a farla sembrare davvero sporca, pur non essendolo realmente. In effetti la zona poco frequentata, se non da qualcuno dei paesi vicini, avrebbe dovuto farci pensare che forse c’era qualcosa che non andava. Comunque quel che si deve fare si fa e ci si passa qualche ora al mare.</p>
<p style="text-align: justify;">Continuando la nostra strada verso nord, a pochissimi km da Is Arenas, il paesaggio marino cambia completamente. Un grazioso paese dal chiaro stile turistico si affaccia su una sorta di baia cinta da rocce bianche. La spiaggetta del paese è accompagnata da una passeggiata ricca di abitazioni, bar, negozietti e bancarelle mentre 3 metri più in giù il bagnasciuga ben tenuto pullula di natura umana.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4956.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-14246 colorbox-14213" title="IMG_4956" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4956-1024x682.jpg" alt="" width="495" height="330" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4958.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14248 colorbox-14213" title="IMG_4958" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4958-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Il paese si chiama Su Archittu, nome derivato dallo spettacolo naturale che è possibile vedere proseguendo il sentiero alla fine del breve lungomare: un arco naturale di roccia che permette all’acqua della baia di collegarsi e mescolarsi con il mare aperto. Una lingua di roccia bianca scende a gradoni verso il mare formando una baia all’estremità della baia principale. Se non fosse stato così bello, qui ci avrebbero fatto un gran bel porto naturale. E invece la roccia dona all’acqua dei colori unici e una profonda limpidezza che il gasolio e le lamiere non possono permettersi. Non c’è più strada e asfalto eppure la piccola spiaggia di questa caletta è molto frequentata. In effetti se lo merita. E mentre il popolo di mezza età discute del più e del meno sulla riva, mandrie di giovani e giovanissimi si tuffano dai vari trampolini naturali che la roccia, a causa dell’azione del vento e dell’acqua nel corso dei secoli, ha formato a strapiombo sul mare. Il punto più bello e suggestivo, però, è proprio da lì: dalla cima della volta dell’arco naturale di roccia (la cui volta è alta una 10ina di metri) che sovrasta uno specchio d’acqua e che è pieno di gente in tubo e maschera (il verbo snorkeling lo trovo quasi offensivo per chi da sempre ha vissuto il mare ad occhi aperti) che esplora i fondali rocciosi dell’area.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, adesso dopo il mare e la bella passeggiata paesana ci aspettano 90 km, direzione Nuoro…</p>

<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4929/' title='IMG_4929'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4929-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4929" title="IMG_4929" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4930/' title='IMG_4930'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4930-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4930" title="IMG_4930" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4931/' title='IMG_4931'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4931-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4931" title="IMG_4931" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4934/' title='IMG_4934'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4934-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4934" title="IMG_4934" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4936/' title='IMG_4936'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4936-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4936" title="IMG_4936" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4938/' title='IMG_4938'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4938-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4938" title="IMG_4938" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4939/' title='IMG_4939'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4939-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4939" title="IMG_4939" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4940/' title='IMG_4940'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4940-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4940" title="IMG_4940" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4941/' title='IMG_4941'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4941-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4941" title="IMG_4941" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4942/' title='IMG_4942'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4942-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4942" title="IMG_4942" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4952/' title='IMG_4952'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4952-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4952" title="IMG_4952" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4953/' title='IMG_4953'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4953-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4953" title="IMG_4953" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4954/' title='IMG_4954'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4954-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4954" title="IMG_4954" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4956/' title='IMG_4956'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4956-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4956" title="IMG_4956" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4957/' title='IMG_4957'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4957-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4957" title="IMG_4957" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4958/' title='IMG_4958'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4958-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4958" title="IMG_4958" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4960/' title='IMG_4960'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4960-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4960" title="IMG_4960" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4963-2/' title='IMG_4963'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4963-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4963" title="IMG_4963" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4966/' title='IMG_4966'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4966-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4966" title="IMG_4966" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4968/' title='IMG_4968'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4968-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4968" title="IMG_4968" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4969/' title='IMG_4969'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4969-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4969" title="IMG_4969" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4970/' title='IMG_4970'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4970-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4970" title="IMG_4970" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4971/' title='IMG_4971'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4971-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4971" title="IMG_4971" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4972/' title='IMG_4972'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4972-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4972" title="IMG_4972" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4974/' title='IMG_4974'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4974-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4974" title="IMG_4974" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4975/' title='IMG_4975'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4975-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4975" title="IMG_4975" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4976/' title='IMG_4976'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4976-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4976" title="IMG_4976" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4977/' title='IMG_4977'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4977-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4977" title="IMG_4977" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4978/' title='IMG_4978'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4978-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4978" title="IMG_4978" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4979/' title='IMG_4979'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4979-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4979" title="IMG_4979" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4980/' title='IMG_4980'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4980-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4980" title="IMG_4980" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4982/' title='IMG_4982'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4982-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4982" title="IMG_4982" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4983/' title='IMG_4983'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4983-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4983" title="IMG_4983" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4987/' title='IMG_4987'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4987-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4987" title="IMG_4987" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4988/' title='IMG_4988'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4988-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4988" title="IMG_4988" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/img_4993/' title='IMG_4993'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_4993-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14213" alt="IMG_4993" title="IMG_4993" /></a>

<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ringrazio Giusi per la splendida compagnia, per le guide e la consulenza.</em></p>
<p>Il reportage:<br />
- <a href="../../2011/10/2011/09/15/reportage-sardegna-on-the-road-%E2%80%9Cle-maldive-non-mi-vedranno-mai%E2%80%9D/" target="_blank">Sardegna on the road: “le Maldive non mi vedranno mai”</a><br />
- <a href="../../2011/10/2011/09/20/reportage-cagliari-parentesi-urbana-di-un%e2%80%99isola-rurale/" target="_blank">Cagliari, parentesi urbana di un’isola rurale</a><br />
- <a href="../../2011/10/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/" target="_blank">A spasso per il Campidano</a><br />
- <a href="../../2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/" target="_blank">L’approccio con la costa occidentale e i tre deserti</a><br />
- <a href="../../2011/10/05/i-tesori-del-sinis/" target="_blank">I tesori del Sinis</a><br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2011/10/11/reportage-panoramicamente-verso-nord/" target="_blank">Panoramicamente verso nord</a><br />
- Barbagia extremis: Nuoro, il capoluogo<br />
- Barbagia extremis: Bitti e Mamoiada<br />
- I muri, veri banditi a Orgosolo<br />
- Il mare dell’est<br />
- Da Posada ad Olbia ultimi scampoli di paradiso<br />
- Conclusioni</p>
<p>Fonti:<br />
- Michela Murgia, Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede, Einaudi, 2008<br />
- The Rough Guide, Sardegna<br />
- Brochure e depliant delle varie località</p>

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		<title>Reportage &#8211; I tesori del Sinis</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2011/10/05/i-tesori-del-sinis/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 08:36:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo praticamente al centro della Sardegna, accampati proprio a poche centinaia di metri dalla costa occidentale, a pochi chilometri da Oristano. I due giorni che passeremo in questa provincia si preannunciano ricchi di mare!
Si comincia, infatti, con quel gioiello unico che è la spiaggia di Is Arutas. Sulla costa proprio al centro della penisola-area marina protetta del Sinis dove le spiagge sono di un minerale particolare. Il quarzo è il materiale di cui sono costituite le splendide spiagge della zona. Anche qui la costa, ben lontana dalle strade trafficate del comprensorio, offre delle splendide unicità.
Ti accorgi subito di non essere in una spiaggia normale. Appena poggiato il piede sulla spiaggia di sassolini di quarzo non puoi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siamo praticamente al centro della Sardegna, accampati proprio a poche centinaia di metri dalla costa occidentale, a pochi chilometri da Oristano. I due giorni che passeremo in questa provincia si preannunciano ricchi di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mare">mare</a>!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4843.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14089 colorbox-14088" title="IMG_4843" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4843-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Si comincia, infatti, con quel gioiello unico che è la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/spiaggia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con spiaggia">spiaggia</a> di Is Arutas. Sulla costa proprio al centro della penisola-area marina protetta del Sinis dove le spiagge sono di un minerale particolare. Il quarzo è il materiale di cui sono costituite le splendide spiagge della zona. Anche qui la costa, ben lontana dalle strade trafficate del comprensorio, offre delle splendide unicità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ti accorgi subito di non essere in una spiaggia normale. Appena poggiato il piede sulla spiaggia di sassolini di quarzo non puoi non accorgerti di come questi, sotto il picco del sole di mezzogiorno, siano ancora freschi e non bollenti come sulle normali spiagge.. La baietta e piccola ma piena di persone che la cercano anche perché segnalata in tutte le guide turistiche. I colori che il quarzo dà all’acqua sono incredibili e con la mia reflex non sono sufficientemente bravo a coglierli ma gli occhi godono a man bassa di questo spettacolo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4856.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-14090 colorbox-14088" title="IMG_4856" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4856-1024x682.jpg" alt="" width="503" height="334" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le spiegge di quarzo sono uno dei veri e propri tesori del Sinis dunque la loro integrità è fortemente difesa con progetti di tutela ambientale e di corretta organizzazione della fruizione delle spiagge. Negli ultimi decenni la spiaggia di Is Arutas si è ridotta notevolmente a causa di diversi fattori. Oltre il processo di erosione naturale e dei ciclici cambiamenti che vivono i paesaggi costieri, Is Arutas ha subito anche l’azione distruttiva dell’uomo. Nei decenni scorsi diverse amministrazioni di paesi costieri oltre che turisti e singoli individui hanno prelevato (e, i primi, riutilizzato per le loro spiagge) immense quantità di spiaggia. Anche per questo motivo ovunque in spiaggia si leggono scritte comunali che proibiscono severamente l’asporto di qualunque quantità di “sabbia”. A vigilare il rispetto di queste regole numerosi “lavoratori stagionali” del comune.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4927.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-14091 colorbox-14088" title="IMG_4927" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4927-1024x682.jpg" alt="" width="477" height="317" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Altro tesoro inestimabile della penisola del Sinis è l’area archeologica di Tharros. Uno dei siti più importanti di tutta l’isola, le cui rovine sono posizionate in uno splendido luogo sul mare all’estremo sud della piccola penisola.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4922.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-14092 colorbox-14088" title="IMG_4922" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4922-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Tharros fu fondata probabilmente dai Fenici nell’VIII sec a. C. e divenne una delle città più importanti della Sardegna. E’ consigliabile visitarla seguendo una guida, i prezzi sono modici ma c’è veramente tanto da scoprire, soprattutto per i fasti vissuti in epoca punica e romana. Oltre alle numerose abitazioni si notano subito le due strade principali: il Decumano massimo e il Cardo massimo. I romani ti colpiscono subito appena scopri che al centro della strada si trovava una cloaca che canalizzava tutti gli scarichi “fognari” e convogliandoli in una delle canalette principali che, come i moderni scarichi reggini, gettava tutto nel mare antistante la città. Mancare non possono le terme, autentico luogo simbolico-rituale e reale della civiltà romana. Tra i resti principali, inoltre, troverete due colonne intere così pulite e precise da sembrare realizzate poco tempo addietro. E’ così. Si tratta di una ricostruzione delle colonne che formavano uno degli antichi templi della città. Le colonne moderne, però, sorreggono un capitello originale trovato nei pressi di questo tempio.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l’avvento del cristianesimo la città inizio il suo declino, compiuto nel 1071 quando la sede episcopale fu spostata ad Oristano e la sacralità, la bellezza e la fortezza naturale di Tharros non ebbero più significato. Questo è ormai riscoperto anche se lasciato un po’ a marcire dalle politiche ottuse riguardanti il patrimonio storico-artistico nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il biglietto d’ingresso a Tharros è anche possibile visitare il Museo civico di Cabras che raccoglie numerosi resti archeologici che hanno permesso di ricostruire il rapporto prolifico e fecondo di questa parte dell’isola con il mare. Al contrario degli stereotipi che vogliono la Sardegna isola atipica che guarda in maniera avversa al mare che la circonda.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4917.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-14093 colorbox-14088" title="IMG_4917" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4917-1024x682.jpg" alt="" width="481" height="320" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La visita al museo non vi spalancherà la mente verso un’universo da scoprire ma vi avvicinerà parecchio alla zona della bottarga. Cabras è infatti la patria mondiale di questo alimento, in special modo della bottarga di muggine, ovvero di cefalo. Chi di voi non ha mai sentito di qualcuno che va a pescare a cefali? Beh a Cabras ne hanno fatto una vera e propria industria.</p>
<p style="text-align: justify;">Le uova di cefalo arrivano da tutto il mondo per essere lavorate nel paese dell’oristanese e diventare bottarga “di Cabras” mentre quella originale, con le uova dei cefali del posto, è più difficile da trovare perché finisce subito e perché riservata anche ai mercati isolani. Dell’allevamento di cefali e della loro lavorazione ne hanno fatto anche un’industria di tipo turistico. E’ infatti quasi d’obbligo mangiare una sera all’ittiturismo proprio fuori dal paese. Ricordatevi di prenotare prima, altrimenti andrete alla ventura come noi rischiando di non trovare posto. Il ristorante è sempre pieno ma con un po’ di fortuna potrete condividere il tavolo con degli amabili sconosciuti. A noi è capitato il poliziotto marchigiano con la fidanzata bolognese, quello di cui ho parlato nell’introduzione a questo reportage: “dopo la Sardegna le Maldive non mi vedranno mai”…</p>
<p style="text-align: justify;">La cena non è stata gran che, in sardegna si mangia il pesce molto meglio, soprattutto quando non ti danno le fette biscottate (ancora in nessun locale ci è stato servito il pane carasau o carasatu) per accompagnarlo. L’esperienza è da provare se siete degli amanti della bottarga perché nel menù fisso vi verrà servita in tutte le forme possibili: a crudo, a patè, nella pasta, ecc ecc</p>

<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/05/i-tesori-del-sinis/img_4841/' title='IMG_4841'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4841-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14088" alt="IMG_4841" title="IMG_4841" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/05/i-tesori-del-sinis/img_4843/' title='IMG_4843'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4843-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14088" alt="IMG_4843" title="IMG_4843" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/05/i-tesori-del-sinis/img_4844/' title='IMG_4844'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4844-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14088" alt="IMG_4844" title="IMG_4844" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/05/i-tesori-del-sinis/img_4855/' title='IMG_4855'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4855-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14088" alt="IMG_4855" title="IMG_4855" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/05/i-tesori-del-sinis/img_4856/' title='IMG_4856'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4856-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14088" alt="IMG_4856" title="IMG_4856" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/05/i-tesori-del-sinis/img_4857/' title='IMG_4857'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4857-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14088" alt="IMG_4857" title="IMG_4857" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/05/i-tesori-del-sinis/img_4858/' title='IMG_4858'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4858-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14088" alt="IMG_4858" title="IMG_4858" /></a>
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<a href='http://www.liberareggio.org/2011/10/05/i-tesori-del-sinis/img_4927/' title='IMG_4927'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4927-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14088" alt="IMG_4927" title="IMG_4927" /></a>

<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ringrazio Giusi per la splendida compagnia, per le guide e la consulenza.</em></p>
<p>Il reportage:<br />
- <a href="../../2011/09/15/reportage-sardegna-on-the-road-%E2%80%9Cle-maldive-non-mi-vedranno-mai%E2%80%9D/" target="_blank">Sardegna on the road: “le Maldive non mi vedranno mai”</a><br />
- <a href="../../2011/09/20/reportage-cagliari-parentesi-urbana-di-un%e2%80%99isola-rurale/" target="_blank">Cagliari, parentesi urbana di un’isola rurale</a><br />
- <a href="../../2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/" target="_blank">A spasso per il Campidano</a><br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/" target="_blank">L’approccio con la costa occidentale e i tre deserti</a><br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2011/10/05/i-tesori-del-sinis/" target="_blank">I tesori del Sinis</a><br />
- Panoramicamente verso nord<br />
- Barbagia extremis: Nuoro, il capoluogo<br />
- Barbagia extremis: Bitti e Mamoiada<br />
- I muri, veri banditi a Orgosolo<br />
- Il mare dell’est<br />
- Da Posada ad Olbia ultimi scampoli di paradiso<br />
- Conclusioni</p>
<p style="text-align: left;">Fonti:<br />
- Michela Murgia, Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede, Einaudi, 2008<br />
- The Rough Guide, Sardegna<br />
- Brochure e depliant delle varie località</p>

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		<title>Reportage &#8211; L’approccio con la costa occidentale e i tre deserti</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 06:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Lei me lo diceva sempre: “In Sardegna anche se due posti sembrano vicini sulla cartina sono comunque lontani”. Non pareva così fin quando da Barumini nel tardo pomeriggio ci siamo incamminati verso la nostra nuova base sita in un B&#38;B molto familiare (era nella casa stessa dove vive la proprietaria) nel paesino di Arbus. Dopo una strada relativamente tranquilla fino all’abitato di Guspini, gli ultimi 6 km sono stati degni della miglior fatica del giro d’Italia.
Meno di cento km ci separavano dal Nuraghe più grande dell’isola al paese in direzione ovest, poco più a nord della regione industriale (in dismissione con relative crisi economiche e di occupazione) del Sulcis-Iglesiente dove inizia e si sviluppa per decine di km la...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4798.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14021 colorbox-14018" title="IMG_4798" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4798-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Lei me lo diceva sempre: “In Sardegna anche se due posti sembrano vicini sulla cartina sono comunque lontani”. Non pareva così fin quando da Barumini nel tardo pomeriggio ci siamo incamminati verso la nostra nuova base sita in un B&amp;B molto familiare (era nella casa stessa dove vive la proprietaria) nel paesino di Arbus. Dopo una strada relativamente tranquilla fino all’abitato di Guspini, gli ultimi 6 km sono stati degni della miglior fatica del giro d’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Meno di cento km ci separavano dal Nuraghe più grande dell’isola al paese in direzione ovest, poco più a nord della regione industriale (in dismissione con relative crisi economiche e di occupazione) del Sulcis-Iglesiente dove inizia e si sviluppa per decine di km la cosiddetta Costa Verde in cui nelle guide turistiche  &#8211; a proposito sconsiglio di acquistare “the rough guide” sulla Sardegna se vi piace il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mare">mare</a> e volete mangiare bene… i consigli e le informazioni proposte sono di un tipo anglosassone cui pare che piaccia visitare l’isola in stagioni non di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mare">mare</a> e del cui buon gusto per il cibo è facile dubitare – si narra di spiagge di rocce e di sabbia magnifiche, talmente simili al deserto da esserlo con tutti i crismi!</p>
<p style="text-align: justify;">Per giungere in questo paradiso è stato necessario inerpicarsi con la nostra ottimissima Peugeot 206 del 2008 sui 6 km di tornanti ripidissimi e completamente bui che portano da Guspini ad Arbus, appunto. Il buio pesto delle strade senza illuminazione, neanche mitigato dalla luce di una luna ridotta ai minimi termini, ha rallentato tantissimo la nostra corsa verso il letto e prima ancora verso un caldo e accogliente pasto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è proprio qui che ci siamo imbattuti nel primo deserto dei tre da cui prende il nome il titolo di questo capitolo del mio reportage.</p>
<p style="text-align: justify;">Non arrivate mai ad Arbus verso le 9.30 – 10.00 di sera senza aver mangiato o senza avere almeno dei panini a disposizione. Dopo svariati imprevisti con i viottoli paesani, riusciti a sistemarci nella stanza che avremmo occupato solo per una notte, siamo usciti a procacciarci il cibo. Ecco, il deserto. Tutto chiuso. Bar chiusi, pizzerie e ristoranti (2, forse 3, stiamo comunque parlando di un paesino minuscolo) chiusi! Per un attimo ci siamo sentiti come il beduino che finisce l’acqua nel deserto ma per fortuna siamo riuciti a trovare l’unica cucina ancora aperta in un albergo, a pelo, proprio 5 minuti prima della sua chiusura.</p>
<p style="text-align: justify;">Passata indenne la nottata e fatta un’abbondante colazione si parte alla volta del mare, alla scoperta dei due deserti mancanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4760.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-14022 colorbox-14018" title="IMG_4760" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4760-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>La strada asfaltata che porta al mare è altrettanto difficile da percorrere rispetto alla salita ma alla luce del giorno è tutta un’altra storia. In poco tempo, tra curve e piccoli insediamenti abitativi sorti tempo addietro nei costoni delle colline, si giunge alla vecchia area mineraria di Ingurtosu che fa parte del più ampio “Parco geominerario storico ambientale” della Sardegna. L’isola in passato era ricca di miniere che per 8000 anni sono state sfruttate non solo dalle popolazioni locali ma anche da tutte le dominazioni estere che ne hanno segnato la lunga storia. Ad oggi molti di questi siti sono stati recuperati ed è stata data nuova vita a dei pezzi unici di archeologia industriale offrendoli di nuovo alla collettività inserendoli così in un nuovo contesto produttivo e culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le miniere e le fabbriche di Ingurtosu, invece, sono ancora lì a portare come un fardello il peso degli anni di dismissione che ne hanno compromesso definitivamente la stabilità e dunque è anche impossibile avvicinarcisi. Questo è il secondo deserto, molto diverso da quello nutritivo della notte precedente e altrettanto diverso dal deserto successivo di cui parlerò a breve.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4759.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-14023 colorbox-14018" title="IMG_4759" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4759-1024x682.jpg" alt="" width="523" height="348" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Niente e nessuno nei paraggi, di rado passa qualche automobile o fuori strada. L’aerea è desolata e il rumore di un ruscello che scorre invisibile sotto una vecchia canaletta in muratura è l’unico suono al di fuori dei nostri passi sulla salita scoscesa formata da resti e cocci depositati lì da chissà quanto tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è un deserto che ricorda però una forte e produttiva vitalità. Non solo economica ma anche sociale e politica. Infatti nei centri abitati della zona non è difficile notare i resti di una comunità di operai minatori organizzati in società di mutuo soccorso e per la rivendicazione dei loro diritti. Presenza sempre più rara quella di queste organizzazioni tra i lavoratori in tutta Italia anche se, in Sardegna, qualcuno che non si dà per vinto rimane… e non sono pochi! Questo non cancella quel forte senso di amarezza che provo ogni volta che assumo la consapevolezza che noi abitanti di questo pianeta, in questo millennio, non siamo in grado di imitare le gesta dei nostri antenati!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4786.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14024 colorbox-14018" title="IMG_4786" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4786-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Dal complesso di Ingurtosu inizia anche la strada ecologica che dopo alcuni kilometri porta dritti dritti verso l’unico vero deserto europeo. Sabbia finissima, come quella dei deserti africani, che forma delle dune incuneate nella terraferma anche per 3-4 km e che formano nel contatto con il mare spiaggie enormi e sconfinate, comprese di parcheggi ecologici. Per inciso, con ecologico si intende senza cemento o asfalto, solo terra e sabbia battuta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il paesaggio è incredibile, sembra di stare in una cartolina del deserto del Sahara! Il mare è splendido e la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/spiaggia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con spiaggia">spiaggia</a> per niente affollata. Esistono solo due baretti che noleggiano anche ombrelloni e lettini ma gli spazi sono così enormi che si sta a centinaia di metri di distanza l’uno dall’altro! Il sole picchia forte e l’arsura di gola in poche decine di minuti diventa pesante. Non si può, però, negare una passeggiata all’interno di questo pesaggio così uniforme ed unico nel suo genere per essere nella parte alta del mediterraneo. A Piscinas è ancora possibile trovare i resti della ferrovia e dei carrelli che servivano a trasportare i minerali estratti da Ingurtosu verso le navi che li dovevano trasportare.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4793.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-14025 colorbox-14018" title="IMG_4793" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4793-1024x682.jpg" alt="" width="512" height="340" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Piscinas è un posto unico per chi non ha mai visto il deserto, qui sicuramente ci si può fare un’idea di come può essere, con la differenza che non sempre il deserto ti offre un mare così bello e limpido!</p>
<p style="text-align: justify;">Ci aspetta un altro bel tratto di macchina da percorrere alla volta della provincia di Oristano dove monteremo il nostro campo base in località Marina di Torre Grande.</p>
<p style="text-align: justify;">Guadiamo in automobile per due volte il fiumiciattolo della zona e ci immettiamo in una panoramica mozzafiato che ci spingerà a nord per qualche decina di km costeggiando la splendida Costa Verde…</p>

<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4759/' title='IMG_4759'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4759-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4759" title="IMG_4759" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4760/' title='IMG_4760'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4760-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4760" title="IMG_4760" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4762/' title='IMG_4762'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4762-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4762" title="IMG_4762" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4766/' title='IMG_4766'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4766-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4766" title="IMG_4766" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4770-2/' title='IMG_4770'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4770-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4770" title="IMG_4770" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4774-2/' title='IMG_4774'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4774-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4774" title="IMG_4774" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4775/' title='IMG_4775'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4775-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4775" title="IMG_4775" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4776/' title='IMG_4776'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4776-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4776" title="IMG_4776" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4779-2/' title='IMG_4779'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4779-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4779" title="IMG_4779" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4785/' title='IMG_4785'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4785-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4785" title="IMG_4785" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4786/' title='IMG_4786'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4786-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4786" title="IMG_4786" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4787/' title='IMG_4787'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4787-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4787" title="IMG_4787" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4788/' title='IMG_4788'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4788-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4788" title="IMG_4788" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4789/' title='IMG_4789'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4789-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4789" title="IMG_4789" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4792/' title='IMG_4792'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4792-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4792" title="IMG_4792" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4793/' title='IMG_4793'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4793-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4793" title="IMG_4793" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4794/' title='IMG_4794'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4794-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4794" title="IMG_4794" /></a>
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<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4796/' title='IMG_4796'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4796-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4796" title="IMG_4796" /></a>
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<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4803/' title='IMG_4803'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4803-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4803" title="IMG_4803" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4805/' title='IMG_4805'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4805-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4805" title="IMG_4805" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4811/' title='IMG_4811'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4811-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4811" title="IMG_4811" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4814/' title='IMG_4814'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4814-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4814" title="IMG_4814" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4816/' title='IMG_4816'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4816-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4816" title="IMG_4816" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4820/' title='IMG_4820'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4820-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4820" title="IMG_4820" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%e2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/img_4822/' title='IMG_4822'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4822-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-14018" alt="IMG_4822" title="IMG_4822" /></a>

<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ringrazio Giusi per la splendida compagnia, per le guide e la consulenza.</em></p>
<p>Il reportage:<br />
- <a href="../../2011/09/15/reportage-sardegna-on-the-road-%e2%80%9cle-maldive-non-mi-vedranno-mai%e2%80%9d/" target="_blank">Sardegna on the road: “le Maldive non mi vedranno mai”</a><br />
- <a href="../../2011/09/20/reportage-cagliari-parentesi-urbana-di-un%e2%80%99isola-rurale/" target="_blank">Cagliari, parentesi urbana di un’isola rurale</a><br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/" target="_blank">A spasso per il Campidano</a><br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2011/09/29/reportage-l%E2%80%99approccio-con-la-costa-occidentale-e-i-tre-deserti/" target="_blank">L’approccio con la costa occidentale e i tre deserti</a><br />
- I tesori del Sinis<br />
- Panoramicamente verso nord<br />
- Barbagia extremis: Nuoro, il capoluogo<br />
- Barbagia extremis: Bitti e Mamoiada<br />
- I muri, veri banditi a Orgosolo<br />
- Il mare dell’est<br />
- Da Posada ad Olbia ultimi scampoli di paradiso<br />
- Conclusioni</p>
<p style="text-align: left;">Fonti:<br />
- Michela Murgia, Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede, Einaudi, 2008<br />
- The Rough Guide, Sardegna<br />
- Brochure e depliant delle varie località</p>

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		<title>Reportage &#8211; A spasso per il Campidano</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/</link>
		<comments>http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 09:31:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[L’estremo sud est dell’isola è la zona di Villasimius, ultimamente molto in voga tra i vacanzieri continentali grazie alle sue splendide spiagge e calette nelle quali l’acqua del mare assume diverse gradazioni di azzurro e verde in base ai fondali e alla natura che la circonda.
Quella zona è una tappa obbligata per chi, prima di lasciare la sponda sud della Sardegna vuole farsi un vero bagno come si deve. Da quelle parti è facile anche imparare come il concetto di “parcheggiare di lato all’ombrellone” in spiaggia non è ben visto su tutta l’isola.
Come ogni reggino che si rispetti, abituato alla fila kilometrica di automobili lungo le numerose spiagge della provincia al lato della 106 ma non solo (mi viene in mente la...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4689.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13967 colorbox-13965" title="IMG_4689" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4689-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>L’estremo sud est dell’isola è la zona di Villasimius, ultimamente molto in voga tra i vacanzieri continentali grazie alle sue splendide spiagge e calette nelle quali l’acqua del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mare">mare</a> assume diverse gradazioni di azzurro e verde in base ai fondali e alla natura che la circonda.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella zona è una tappa obbligata per chi, prima di lasciare la sponda sud della Sardegna vuole farsi un vero bagno come si deve. Da quelle parti è facile anche imparare come il concetto di “parcheggiare di lato all’ombrellone” in <a href="http://www.liberareggio.org/tag/spiaggia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con spiaggia">spiaggia</a> non è ben visto su tutta l’isola.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ogni reggino che si rispetti, abituato alla fila kilometrica di automobili lungo le numerose spiagge della provincia al lato della 106 ma non solo (mi viene in mente la spiaggia di Pilati a Melito PS) l’idea di parcheggiare in un’ampia e comoda area SOS della strada costiera che da Cagliari porta a Villasimius non mi ha destato alcuno scandalo. Dunque notata una splendida caletta e visto che altre due macchine erano parcheggiate in questa area di sosta non ci abbiamo pensato due volte a mettere la freccia, fermarci, indossare le comode infradito “sardigna” e scendere a goderci lo spettacolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4697.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-13968 colorbox-13965" title="IMG_4697" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4697-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Al varco ci aspettava l’amministrazione comunale di Villasimius che, nella persona di qualche vigile urbano, ci ha fatto ritrovare, comodamente apposta tra il tergicristalli e il parabrezza, una multa da 39,00 euro tondi tondi. Divieto di sosta.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è stato il primo approccio itinerante con la costa sarda. In effetti, come notato in tutte le altre zone marine altamente frequentate i comuni mantengono il decoro e la bellezza delle loro coste grazie agli automobilisti e simili. In questo caso si è trattato di repressione ma ovunque, in Sardegna, è difficile trovare un lungomare nel quale parcheggiare comodamente con la spiaggia sotto. I posti considerati più belli sia per i locali che per i turisti non ti consentono di arrivare così vicino al bagnasciuga con la tua comoda auto. Si parcheggia prima, alcune volte anche a più di un kilometro e… si paga ma non troppo. 4-5 euro in base al comune interessato per trascorrere mezza giornata in luoghi di mare incantevoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gioco vale la candela e ti insegna a capire che il turismo non è solo un’occasione per alzare i prezzi di qualunque genere di merce o servizio, ma è anche la possibilità di mantenere in maniera più che decorosa uno dei tesori più preziosi dell’isola: il suo mare con le sue spiagge.</p>
<p style="text-align: justify;">L’area del Campidano, compresa nelle provincie di Cagliari e del Medio Campidano offre una quantità di attrattive nell’entroterra notevolissime.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo, dopo qualche oretta al mare ci si incammina alla volta di Barumini: uno dei villaggi nuragici più grandi di tutta l’isola, forse il più grande in assoluto. Bisogna percorrere la SS131 ed uscire in direzione nord all’altezza di Sanluri (paese natale dell’ex e rimpiantissimo da molti sardi governatore della regione Renato Soru). Dopo aver attraversato numerosi paesini &#8211; tutti molto piccoli ma tutti ostinatamente abitati all’interno di un paesaggio molto uniforme di campagna, dove è una costante sentire i campanacci al collo degli animali al pascolo – si scorge sulla sinistra un complesso di costruzioni in pietra maestoso.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4756.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-13969 colorbox-13965" title="IMG_4756" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4756-1024x682.jpg" alt="" width="553" height="368" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4741.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13972 colorbox-13965" title="IMG_4741" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4741-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>L’area archeologica di Barumini denominata “Su Nuraxi” è un complesso monumentale che risale al XV secolo a. C. ed è stato riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. La visita guidata allo scavo è economica e necessaria altrimenti sarebbe davvero difficile capire di che genere di struttura imponente si tratti. Le origini del sito sono ancora abbastanza sconosciute e su di esse la guida vi snocciolerà ipotesi su ipotesi ma anche per questo il luogo e la sua storia sono ancora più affascinanti. Un complesso in pietra che può aver avuto una funzione religiosa in quanto protegge un antichissimo pozzo d’acqua, funzione “reale” in quanto può avere ospitato l’uomo più importante del villaggio, o addirittura di tutta la zona dato che le pietre con cui il complesso è realizzato arrivano da cave a circa 10 km di distanza, o forse semplicemente è un simbolo nei confronti degli altri gruppi di popolazioni nuragiche dato che queste spesso riconoscevano l’autorità di un villaggio piuttosto che un altro dall’altezza della loro torre principale.</p>
<p style="text-align: justify;">Su un lato della fortificazione centrale (tutte pietre incastrate a secco per quasi 20 metri di altezza suddivisi in tre piani) sorge il villaggio nel quale hanno vissuto per più o meno lunghi periodi le popolazioni che hanno costruito il Nuraghe e che lo frequentavano durante l’anno. Circa 40 capanne di forma perfettamente circolare sono osservabili, meglio se dall’alto. All’interno di queste dimore la gente dormiva e in alcune si svolgevano vere e proprie assemblee pubbliche attraverso le quali si prendevano le decisioni più importanti per la vita del villaggio. Oltre ad essere perfettamente circolare, la costruzione per le assemblee si distingue per la sua grandezza e per il sedile circolare che segue tutta la parete laterale della costruzione. Al tramonto l’imponenza della struttura nuragica viene evidenziata perché copre con la sua ombra tutto il villaggio dando al sito un alone di romantica divinità.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4725.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-13973 colorbox-13965" title="IMG_4725" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4725-300x199.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a>Se state percorrendo la strada tra Cagliari e Oristano, una deviazione a Su Nuraxi è assolutamente d’obbligo. Una chiacchiera con una guida del posto vi farà capire quanto la popolazione odierna possa avere un reale attaccamento nei confronti dei propri antenati; non romani, non greci ma sardi.</p>
<p style="text-align: justify;">Una chiacchiera con una lavoratrice del genere vi darà anche subito il sentore di come ultimamente i beni culturali siano totalmente abbandonati dal governo e dalle amministrazioni locali che non vi destinano più fondi per gli scavi e la manutenzione perdendo così sempre più il potenziale economico-attrattivo di tali bellezze. Per fortuna il fatto che dei caproni non si interessino dei propri beni culturali non ne riduce né scalfisce l’assoluto valore.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo, o per fortuna, tutte le visite alle aeree archeologiche dell’isola che seguiranno confermeranno questa situazione: bellezze uniche, quasi completamente dimenticate dallo stato!</p>

<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/img_4686-2/' title='IMG_4686'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4686-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13965" alt="IMG_4686" title="IMG_4686" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/img_4689/' title='IMG_4689'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4689-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13965" alt="IMG_4689" title="IMG_4689" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/img_4697-2/' title='IMG_4697'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4697-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13965" alt="IMG_4697" title="IMG_4697" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/img_4710/' title='IMG_4710'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4710-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13965" alt="IMG_4710" title="IMG_4710" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/img_4721-2/' title='IMG_4721'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4721-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13965" alt="IMG_4721" title="IMG_4721" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/img_4722-2/' title='IMG_4722'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4722-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13965" alt="IMG_4722" title="IMG_4722" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/img_4723-2/' title='IMG_4723'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4723-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13965" alt="IMG_4723" title="IMG_4723" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/img_4725/' title='IMG_4725'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4725-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13965" alt="IMG_4725" title="IMG_4725" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/img_4725-2/' title='IMG_4725'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_47251-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13965" alt="IMG_4725" title="IMG_4725" /></a>
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<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/img_4732-2/' title='IMG_4732'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4732-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13965" alt="IMG_4732" title="IMG_4732" /></a>
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<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/img_4735-2/' title='IMG_4735'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4735-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13965" alt="IMG_4735" title="IMG_4735" /></a>
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<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/img_4742-2/' title='IMG_4742'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4742-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13965" alt="IMG_4742" title="IMG_4742" /></a>
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<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/img_4750/' title='IMG_4750'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4750-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13965" alt="IMG_4750" title="IMG_4750" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/img_4753/' title='IMG_4753'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4753-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13965" alt="IMG_4753" title="IMG_4753" /></a>
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<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p>Il reportage:<br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2011/09/15/reportage-sardegna-on-the-road-%E2%80%9Cle-maldive-non-mi-vedranno-mai%E2%80%9D/" target="_blank">Sardegna on the road: “le Maldive non mi vedranno mai”</a><br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2011/09/20/reportage-cagliari-parentesi-urbana-di-un%e2%80%99isola-rurale/" target="_blank">Cagliari, parentesi urbana di un’isola rurale</a><br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/" target="_blank">A spasso per il Campidano</a><br />
- L’approccio con la costa occidentale e i tre deserti<br />
- I tesori del Sinis<br />
- Panoramicamente verso nord<br />
- Barbagia extremis: Nuoro, il capoluogo<br />
- Barbagia extremis: Bitti e Mamoiada<br />
- I muri, veri banditi a Orgosolo<br />
- Il mare dell’est<br />
- Da Posada ad Olbia ultimi scampoli di paradiso<br />
- Conclusioni</p>
<p>Fonti:<br />
- Michela Murgia, Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede, Einaudi, 2008<br />
- The Rough Guide, Sardegna<br />
- Brochure e depliant delle varie località</p>

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		<title>Reportage &#8211; Cagliari, parentesi urbana di un’isola rurale</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 08:46:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il capoluogo sardo conta meno di 200.000 abitanti ma con l’agglomerato urbano che gli sta intorno ingloba più della metà della popolazione isolana. Come ogni città che si rispetti gode di strade estremamente trafficate e rumorose sia nel centro città che ai suoi margini: quelle famigerate strade chiamate tangenziali che collegano i principali centri della provincia con la città principale. Da segnalare in particolare la tangenziale che dall’aeroporto di Elmas collega il grande centro urbano-industriale di Quartu Sant’Elena bypassando Cagliari, nella direttrice ovest-est, nella quale una selva continua di automobili si incolonnano nelle 4 corsie a disposizione nella perenne attesa che il semaforo diventi verde. Per tutti i reggini che stanno...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4552.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13872 colorbox-13871" title="IMG_4552" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4552-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" /></a>Il capoluogo sardo conta meno di 200.000 abitanti ma con l’agglomerato urbano che gli sta intorno ingloba più della metà della popolazione isolana. Come ogni città che si rispetti <em>gode</em> di strade estremamente trafficate e rumorose sia nel centro città che ai suoi margini: quelle famigerate strade chiamate tangenziali che collegano i principali centri della provincia con la città principale. Da segnalare in particolare la tangenziale che dall’aeroporto di Elmas collega il grande centro urbano-industriale di Quartu Sant’Elena bypassando Cagliari, nella direttrice ovest-est, nella quale una selva continua di automobili si incolonnano nelle 4 corsie a disposizione nella perenne attesa che il semaforo diventi verde. Per tutti i reggini che stanno leggendo in questo momento posso assicurare che la confusione creata sulla SS106 con i semafori all’altezza di Pellaro, non è niente in confronto alle decine di semafori che si incontrano lungo la tangenziale cagliaritana.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre i mezzi pubblici gestiti dalla Regione Sardegna si dimostrano utili ed efficienti nel trasporto dall’aeroporto al centro città, la conferma del traffico cittadino ce l’abbiamo appena arrivati, nell’attesa della padrona del B&amp;B bloccata nel traffico… in moto! Il B&amp;B che abbiamo prenotato si trova nella centralissima piazza del Carmine, a due passi dalla zona del porto, dalla panoramica via Roma e dal quartiere della Marina. La zona risulta ottima e anche la stanza è tale anche se la sistemazione, pur essendo sufficientemente economica per essere centralissima, non è proprio delle più accoglienti, soprattutto in tema di colazione e di rumorosità delle strade limitrofe. Anche lì, come in tutte le peggiori città che si rispettino, il clacson viene usato a sproposito ed in abbondanza dagli automobilisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, la città sin dalle prime passeggiate risulta molto piacevole ed accogliente. Come tutte le città di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mare">mare</a> che si rispettino è caratterizzata da uno splendido affaccio sulla costa che è via Roma con tutti i suoi palazzi storici e porticati dove risiedono tutte le principali istituzioni amministrative e dove è possibile farsi aiutare nella visita da un efficiente e decisamente poliglotta ufficio di informazioni turistiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Il litorale cittadino cambia aspetto subito fuori dalla città perché da un <em>paesaggio</em> urbano storico e portuale si passa presto a zone di tipo residenziale e poi subito a zone di tipo vacanziero dato che in direzione est, subito fuori dalla città, insiste una lunghissima <a href="http://www.liberareggio.org/tag/spiaggia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con spiaggia">spiaggia</a> sabbiosa detta “Il Poetto” affollata da cagliaritani e turisti, ricca di servizi e lungo la quale si sviluppano parecchie iniziative ludiche estive. Ovviamente, non possono mancare anche alcuni ruderi di cemento armato parecchio voluminosi che deturpano il comunque piacevole paesaggio costiero.</p>
<p style="text-align: justify;">Spiaggia a parte, Cagliari al suo interno assume numerose facce. Come Roma, sorge su 7 colli e ogni zona della città assume un aspetto diverso tanto da dare l’impressione di passeggiare in città diverse ogni qual volta si cambia zona.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4681.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-13873 colorbox-13871" title="IMG_4681" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4681-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Subito dietro via Roma si sviluppano numerose stradine e viottoli che vanno a formare il quartiere della Marina: luogo turistico per eccellenza dove è possibile trovare tantissimi ristoranti e trattorie nelle quali è possibile mangiare i tanti piatti tipici di pesce della Sardegna. E’ qui che abbiamo avuto il primo impatto con la bottarga preparata in tutte le salse e che vi consiglio assolutamente in un bel piatto di spaghetti insieme alle vongole. Notevolissima è anche la “fregola”, pasta di semola da mangiare con il cucchiaio preparata con sughetti a base di pesce e frutti di mare. I prezzi sono rispettosi di tutti i generi di portafogli, l’importante è non incappare in quei pochi ristorantini più “altolocati” che, comunque, espongono i loro menù lungo la strada dando la possibilità a tutti i visitatori di valutare la fattibilità economica di una cena in tali locali.</p>
<p style="text-align: justify;">La marina non è molto altro, dà ancora l’impressione di essere un quartiere di pescatori e <em>viveur</em> di mare solo per i suoi viottoli ben tenuti a due passi dal porto. In realtà si tratta della zona più turistica della città dove i colori dei capelli sono prevalentemente biondi (segno di una forte presenza turistica nordica e dell’est) e dove è possibile incontrare, ad esempio, una coppia di ragazzi uruguaiani che per sfuggire al freddo dell’inverno nel loro paese si godono l’estate italiana e mediterranea strimpellando con le loro chitarre fuori dai localini iperturistici, non lesinando fotografie con divertiti turisti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4595.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13874 colorbox-13871" title="IMG_4595" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4595-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>La zona storica della città è racchiusa tra gli storici muraglioni che difendevano la città e che adesso delimitano la zona cosiddetta Castello. Laddove sono rimaste intatte nella loro imponenza le torri di difesa della città, queste regalano un fortissimo impatto visivo al visitatore che incuriosito si addentra nel quartiere che però non risulta ricco di cose da vedere. A parte qualche bar, la cattedrale cittadina e alcuni scorci molto belli, questa zona non offre particolari attrattive ma, a dire la verità, non abbiamo avuto né tempo né voglia di visitare i diversi musei ivi presenti. Interessante è stata, invece, una mostra accessibile 24 h sulla storia delle principali città sarde e delle loro “resistenze” nei confronti dei ripetuti attacchi saraceni di cui, muraglioni e bastioni sono un evidente e persistente ricordo. Particolarmente suggestivo è il Bastione San Remy sul cui enorme terrazzo è possibile trovare diversi bar serali e dal quale è possibile avere una bellissima visuale della città. Mentre si scattano le classiche foto panoramiche di rito, potete rischiare di essere investiti da qualche skater che trova nel liscio marmo del terrazzo un ottimo posto dove allenarsi per i suoi trick.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4617.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-13875 colorbox-13871" title="IMG_4617" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4617-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Dai piedi di questo bastione è possibile inoltrarsi nel quartiere di Villanova che sembra essere una città dentro la città. O meglio: un paesino dentro la città. Le sue viuzze sembrano sentieri al cospetto delle trafficate strade del capoluogo. La zona risulta molto abitata ma le costruzioni e le vie hanno l’aspetto tipico dei borghi di paese dove le porte delle case e/o delle cucine danno direttamente sulla strada nella quale si susseguono caratteristici stendiabiti di plastica che confermano la natura decisamente <em>umana</em> di questo quartiere. Tra i palazzotti di uno-due piani è difficile trovare altro che abitazioni, qualche forno o alimentari e qualche chiesa come quelle molto carine di San Giacomo e San Domenico. Tra le stradine di questa zona è facile incontrare gruppi di ragazzi stranieri, soprattutto africani, che ritornano a casa dopo una stremante giornata di lavoro mescolandosi ai gruppi di bambini del luogo, dal fare <em>selvaggio</em>, che scorrazzano indisturbati a piedi e in bici tra le poco trafficate vie del quartiere. Attrattive turistiche non ve ne sono se si esclude quella sensazione – sempre più rara quando si passeggia nel centro delle principali città italiane – di trovarsi in un quartiere veramente popolare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4597.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13876 colorbox-13871" title="IMG_4597" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4597-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Dal lato opposto del quartiere Castello, rispetto al Bastione San Remy, proprio ai piedi delle mura, si districa tra i vicoletti la zona frequentata dagli universitari sardi e non solo che frequentano i corsi nel capoluogo isolano. Cagliari è la sede del principale ateneo sardo, insieme a quello di Sassari, ed è dunque meta di migliaia di giovani che giungono in città da tutta l’isola per seguirne i corsi di studi. Come è normale in tutte le città universitarie, interi quartieri la sera si trasformano in luoghi di ritrovo all’aperto con piazzette e scalinate che si riempiono di giovani che chiacchierano bevendo qualcosa. A segnalare la presenza di molti giovani, oltre al vociare diffuso, sono le numerose scritte sui muri e insospettabili installazioni “artistiche” presenti nei luoghi più impensati del centro cittadino e che spesso hanno una matrice politica; non sempre strettamente sardista, ma certamente molto sinistrosa. Il confine di questa zona giovane è l’ampia Piazza Yenne con i suoi bar e le sue gelaterie decisamente fighette.</p>
<p style="text-align: justify;">Delle strade dello shopping è inutile parlarne, sono uguali a quelle di tutte le altre città italiane a parte qualche sporadica espressione commerciale dell’artigianato rigorosamente sardo (come già accennato nell’introduzione le insegne delle attività commerciali non lesinano l’uso di questo aggettivo).</p>

<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/20/reportage-cagliari-parentesi-urbana-di-un%e2%80%99isola-rurale/img_4552/' title='IMG_4552'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4552-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13871" alt="IMG_4552" title="IMG_4552" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/20/reportage-cagliari-parentesi-urbana-di-un%e2%80%99isola-rurale/img_4555-2/' title='IMG_4555'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4555-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13871" alt="IMG_4555" title="IMG_4555" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/20/reportage-cagliari-parentesi-urbana-di-un%e2%80%99isola-rurale/img_4558-2/' title='IMG_4558'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4558-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13871" alt="IMG_4558" title="IMG_4558" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/20/reportage-cagliari-parentesi-urbana-di-un%e2%80%99isola-rurale/img_4559-2/' title='IMG_4559'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4559-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13871" alt="IMG_4559" title="IMG_4559" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/20/reportage-cagliari-parentesi-urbana-di-un%e2%80%99isola-rurale/img_4561/' title='IMG_4561'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4561-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13871" alt="IMG_4561" title="IMG_4561" /></a>
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<a href='http://www.liberareggio.org/2011/09/20/reportage-cagliari-parentesi-urbana-di-un%e2%80%99isola-rurale/img_4681/' title='IMG_4681'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4681-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-13871" alt="IMG_4681" title="IMG_4681" /></a>

<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ringrazio Giusi per la splendida compagnia, per le guide e la consulenza.</em></p>
<p>Il reportage:<br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2011/09/15/reportage-sardegna-on-the-road-%e2%80%9cle-maldive-non-mi-vedranno-mai%e2%80%9d/" target="_blank">Sardegna on the road: “le Maldive non mi vedranno mai”</a><br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2011/09/20/reportage-cagliari-parentesi-urbana-di-un%e2%80%99isola-rurale/" target="_blank">Cagliari, parentesi urbana di un&#8217;isola rurale</a><br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/" target="_blank">A spasso per il Campidano</a><br />
- L&#8217;approccio con la costa occidentale e i tre deserti<br />
- I tesori del Sinis<br />
- Panoramicamente verso nord<br />
- Barbagia extremis: Nuoro, il capoluogo<br />
- Barbagia extremis: Bitti e Mamoiada<br />
- I muri, veri banditi a Orgosolo<br />
- Il mare dell&#8217;est<br />
- Da Posada ad Olbia ultimi scampoli di paradiso<br />
- Conclusioni</p>
<p>Fonti:<br />
- Michela Murgia, Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell&#8217;isola che non si vede, Einaudi, 2008<br />
- The Rough Guide, Sardegna<br />
- Brochure e depliant delle varie località</p>

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		<title>Reportage &#8211; Sardegna on the road: “le Maldive non mi vedranno mai”</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2011/09/15/reportage-sardegna-on-the-road-%e2%80%9cle-maldive-non-mi-vedranno-mai%e2%80%9d/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 08:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[La Sardegna nel continente (è così che i sardi chiamano la penisola italiana) gode di numerosi luoghi comuni molto spesso abbastanza azzeccati, qualche volta totalmente sbagliati.
Sicuramente la seconda isola italiana per estensione geografica è la terra dei Nuraghes dato che sul suo suolo se ne possono contare oltre 7000 anche se non tutti versano in “buona salute”, molto meno vero è che la Sardegna sia un’isola caratterizzata solo dal suo splendido mare perché è nel suo interno che persistono le condizioni originarie e tradizionali cui molti stereotipi sui sardi sono basati. Terra di pastori si, terra di banditi molto meno anche se per un periodo della sua storia eventi di tipo criminoso hanno sparso una triste immagine...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4605.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13857 colorbox-13854" title="IMG_4605" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4605-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>La Sardegna nel continente (è così che i sardi chiamano la penisola italiana) gode di numerosi luoghi comuni molto spesso abbastanza azzeccati, qualche volta totalmente sbagliati.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente la seconda isola italiana per estensione geografica è la terra dei Nuraghes dato che sul suo suolo se ne possono contare oltre 7000 anche se non tutti versano in “buona salute”, molto meno vero è che la Sardegna sia un’isola caratterizzata solo dal suo splendido <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mare">mare</a> perché è nel suo interno che persistono le condizioni originarie e tradizionali cui molti stereotipi sui sardi sono basati. Terra di pastori si, terra di banditi molto meno anche se per un periodo della sua storia eventi di tipo criminoso hanno sparso una triste immagine dell’isola in giro per l’Italia e il mondo. Il pecorino sardo è un must assoluto nella terra dei quattro mori mentre il famoso “porcetto cotto sotto la cenere” non è affatto qualcosa di tradizionale e quei fessacchiotti di facoltosi turisti che si vantano di averlo assaggiato spesso non sanno che quel tipo di cottura era riservata ai porcellini dai pochi banditi dell’entroterra barbaricino &#8211; che si nascondevano tra i monti sfuggendo alle autorità di pubblica sicurezza che sarebbero sicuramente stati attirati dal fumo prodotto da una classica preparazione di maialino arrosto – e che gli viene appositamente preparato per soddisfare la loro inconscia sete d’ignoranza. Lasciando l’animale sotto la cenere per ore e ore i banditi si garantivano il pasto senza dare assolutamente nell’occhio, adesso con 20-30 euro i turisti si garantiscono un “pranzo con i pastori” che viene appositamente preparato da veri figuranti del posto che, in questo modo, trovano un modo per sfuggire alla crisi di occupazione che è ben presente anche in Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4791.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-13858 colorbox-13854" title="IMG_4791" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4791-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>La grande isola tirrenica è, sicuramente, la terra dove il Billionaire, Flavio Briatore e i simil-Umberto Smaila riempiono le pagine dei gossip locali e nazionali insieme alle orde di simil-Daniela Santanchè. Maschere mediatiche degne del peggior ribrezzo pubblico al contrario di altre maschere, i Mamuthones di Mamoiada, e simili (dato che molti paesi della Barbagia e non solo hanno delle maschere caratteristiche), molto più dignitose e di pubblico interesse delle quali non si conosce bene la storia ma che durante le feste e i carnevali dei paesi dell’entroterra contribuiscono ad attribuire alle tradizioni sarde un alone allo stesso tempo di inquietudine e speranza. Infatti, spesso i riti di cui le maschere sono protagoniste servono a mandare via dai paesi e dalle campagne negativi presagi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4963.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13859 colorbox-13854" title="IMG_4963" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_4963-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Nel tragitto che ho percorso, in dolce compagnia, da Cagliari ad Olbia passando per numerose località dell’entroterra e della costa (toccandone 3 su 4, mi manca quella nord) ho visto meraviglie e curiosità di ogni genere che sarà decisamente difficile raccontare e descrivere tra le righe del rinfrescato (dopo la pausa agostana) LiberaReggio. Anche se foto e immagini mi aiuteranno in questo intento l’impresa di raccontare un viaggio di 12 giorni in una delle isole più affascinanti del Mediterraneo non sarà affatto facile e non me ne vogliate se quest’opera risulterà inevitabilmente incompleta.</p>
<p style="text-align: justify;">Troppe cose da fare e da vedere insistono sull’isola tanto che già dai primordi dell’organizzazione del viaggio è stato necessario effettuare dei tagli e delle rinunce di tragitto che, pur arricchitosi inaspettatamente durante il suo corso, ha visto ulteriori rinunce causate soprattutto dalla stanchezza della guida dell’automobile spesso su strade impervie e ricche di curve anche se dai panorama mozzafiato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_5036.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-13860 colorbox-13854" title="IMG_5036" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_5036-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Se dovessi usare un aggettivo per riassumere le mie impressioni su quanto visto e vissuto non saprei da dove cominciare. Affascinante è sicuramente un aggettivo ficcante, ma lo è anche imponente, così come lo sono mozzafiato, brillante, curiosa, stimolante, arroccata, suggestiva e poi… beh inutile continuare un elenco del genere. Provate ad immaginare tutti questi aggettivi insieme circondati da un mare fresco e dai mille colori, forse riuscirete a capire quello che vorrò dire in questa mio racconto-reportage. Un punto di partenza però c’è ed è la parola “sardo” di gran lunga la più usata sui manifesti pubblicitari e le insegne delle attività commerciali. I sardi, lo dimostrano sin dal primo impatto, con la loro terra sono parecchio “nazionalisti” e, anche se in netta maggioranza si sentono anche italiani, in prima e in ultima istanza sono sardi.</p>
<p style="text-align: justify;">Diego Abatantuono, in uno storico film iscritto negli annali della commedia all’italiana, interpretando un carabiniere che fa da scorta ad una donna di alto borgo, inorridisce alle minacce dei suoi superiori quando a fronte dei guai da lui combinati gli viene preannunciato un suo trasferimento nel cuore della Barbagia!</p>
<p style="text-align: justify;">Quando a Cabras, in provincia di Oristano, patria della bottarga di muggine (più avanti ne parlerò in abbondanza), un giovane poliziotto marchigiano, che avendo prestato servizio proprio in uno dei paesi della regione, tanto temuti dal personaggio Abatantuoniano, tornato con la fidanzata per farle scoprire l’isola spiegandoci che “dopo la Sardegna le Maldive non mi vedranno mai” ha fatto vacillare la mia stima assoluta verso i personaggi del grande attore italiano. E, come vedremo tra le righe di questo reportage, a piena ragione.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_5394.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-13861 colorbox-13854" title="IMG_5394" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_5394-1024x682.jpg" alt="" width="539" height="359" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ringrazio Giusi per la splendida compagnia, per le guide e la consulenza &#8220;scientifica&#8221;.<br />
Grazie anche Piera e tutta la famiglia Carai per l&#8217;ospitalità.<br />
Infine, grazie anche ad Alice per l&#8217;accoglienza tra i Mamuthones.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il reportage:<br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2011/09/15/reportage-sardegna-on-the-road-%e2%80%9cle-maldive-non-mi-vedranno-mai%e2%80%9d/" target="_blank">Sardegna on the road: “le Maldive non mi vedranno mai”</a><br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2011/09/20/reportage-cagliari-parentesi-urbana-di-un%e2%80%99isola-rurale/" target="_blank">Cagliari, parentesi urbana di un&#8217;isola rurale</a><br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2011/09/25/reportage-a-spasso-per-il-campidano/" target="_blank">A spasso per il Campidano</a><br />
- L&#8217;approccio con la costa occidentale e i tre deserti<br />
- I tesori del Sinis<br />
- Panoramicamente verso nord<br />
- Barbagia extremis: Nuoro, il capoluogo<br />
- Barbagia extremis: Bitti e Mamoiada<br />
- I muri, veri banditi a Orgosolo<br />
- Il mare dell&#8217;est<br />
- Da Posada ad Olbia ultimi scampoli di paradiso<br />
- Conclusioni</p>
<p style="text-align: justify;">Fonti:<br />
- Michela Murgia, Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell&#8217;isola che non si vede, Einaudi, 2008<br />
- The Rough Guide, Sardegna<br />
- Brochure e depliant delle varie località</p>

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		<title>Al Monte Argentario: sulle orme del Caravaggio con un cinquantino scassato</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 08:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[mare]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci vogliono poco meno di due ore di treno interegionale da Roma per giungere ad Orbetello. Lungo il percorso in treno è possibile avere uno scorcio di quella che è la realtà del weekend di una grande città, Roma in questo caso. Le masse si spostano lungo una stessa direttrice (la costa) verso un obiettivo comune (il mare) ma con mete diverse, spesso dovute alle diverse estrazioni socio-generazionali. Adolescenti e più o meno vent&#8217;enni scendono a Santa Marinella, gli adulti di mezza età scendono in quella Ladispoli che può essere definita di &#8220;verdoniana memoria&#8221;. A Ortobello ci arrivano i toscani e gli stranieri. I romani fin qui si spingono solo con le automobili.
La cittadina della provincia di Grosseto è immersa in...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3409-94.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12816 colorbox-12797" title="IMG_3409-94" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3409-94-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Ci vogliono poco meno di due ore di treno interegionale da Roma per giungere ad Orbetello. Lungo il percorso in treno è possibile avere uno scorcio di quella che è la realtà del weekend di una grande città, Roma in questo caso. Le masse si spostano lungo una stessa direttrice (la costa) verso un obiettivo comune (il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mare">mare</a>) ma con mete diverse, spesso dovute alle diverse estrazioni socio-generazionali. Adolescenti e più o meno vent&#8217;enni scendono a Santa Marinella, gli adulti di mezza età scendono in quella Ladispoli che può essere definita di &#8220;<a href="http://youtu.be/l7jAGNZSkS8">verdoniana memoria</a>&#8220;. A Ortobello ci arrivano i toscani e gli stranieri. I romani fin qui si spingono solo con le automobili.</p>
<p style="text-align: justify;">La cittadina della provincia di Grosseto è immersa in una piccola laguna, proprio nel suo centro. Di fronte a lei si erge il Monte Argentario che va a formare una sorta di isoletta collegata alla terra ferma da due strisce di terra con tantissima vegetazione. Per le particolarità ambientali la zona è denominata &#8220;Oasi di Orbetello&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Monte Argentario è un comune a se stante che al suo interno compende due frazioni principali: Porto Santo Stefano e <a href="http://www.liberareggio.org/tag/porto-ercole/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con porto ercole">Porto Ercole</a>. I due paesini si trovano ai lati opposti del monte che scende spesso a strapiombo sul mare, formando così delle piccole baie e calette di spiagge (sabbia grossa e scogli) bagnate da un mare limpido azzurro. Santo Stefano è un paesone, pilastri di cemento armato ben rifinito si affacciano dai costoni delle colline su di un paesaggio non troppo mozzafiato a causa soprattutto del porto turistico con il suo via vai di mezzi marini di ogni genere, grandezza e ricchezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli abitanti del comune di Monte Argentario ci sono molti pescatori. A Porto Ercole, centro più piccolo e concentrato, questo aspetto si nota molto di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pesce che si mangia è molto buono e fresco tant&#8217;è che può capitare che sia necessario passare dal ristorante nel pomeriggio a chiedere eventuali pesci da fare al forno. Scorpacciate accompagnate dal buon vino non risultano essere neanche costose. Come non lo è affittare una camera da una delle poche famiglie il cui numero di telefono viene consigliato dall&#8217;ufficio del turismo locale. Il fatto che possa capitarvi una bella e pulita camera da letto di una coppia di anziani con tanto di crocifissi e santini sparsi ovunque anche nei cassetti e nell&#8217;armadio dove campeggiavano biancheria e abbigliamento dei due signori, è un fattore marginale. L&#8217;altra stanza era affittata da una donna con il figlio che tornavano lì ogni anno nel periodo del 2 giugno quando si svolge la festa locale per il santo patrono: S. Erasmo, cui è anche dedicata <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Erasmo_%28Porto_Ercole%29">la chiesa della parte vecchia</a> del paese. Aperta, e fornita di ostie per celiaci. Mamma e figlio sono venditori ambulanti e sono lì per lavorare. Tutto il centro abitato si colora delle bandierine dei 4 rioni che durante le feste del santo giocano un palio marino a suon di vogate. E&#8217; divertente trovarsi la squadra arrivata terza seduta a fianco al ristorante con annesso circondario di amici e parenti. Tra un brindisi e una analisi tecnica della sconfitta (vince solo il primo) ti accorgi che sono talmente infoiati che non pensano e parlano di altro, nessuno!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3349-50.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-12808 colorbox-12797" title="IMG_3349-50" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3349-50-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Su tutti i balconi campeggia l&#8217;effige su stoffa di Sant&#8217;Erasmo a dimostrazione del fatto che gli abitanti ci tengono molto a questa tradizione che è anche fonte di arricchimento e turismo. Cercare di mangiare un boccone seduti ad un tavolo verso le 21 è impossibile. Una marea di persone struscia il lungoporto del paesino dove insistono bancarelle, giostrine, ristoranti, pizzerie e qualche yacht; proprio come una festa patronale qualunque e trovare un posto a sedere è veramente impossibile. Per fortuna pizzettari e paninari se ne trovano. In piazza Roma, al centro del paese dove insiste l&#8217;onnipresente &#8220;Bar centrale&#8221;, e la casermetta dei carabinieri, il liscio e la balera vanno a palla e decine di coppie di anziani e bambini piccoli ballano a ritmo.</p>
<p style="text-align: justify;">Porto Ercole è anche il paese dove morì <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michelangelo_Merisi_da_Caravaggio">Michelangelo Merisi da Caravaggio</a>. Una targa in sua memoria campeggia sulla torre all&#8217;ingresso del paese vecchio, ai piedi di una fortezza inaccessibile, nel senso di chiusa. Pare che il suo corpo sia stato trovato sull&#8217;unica <a href="http://www.liberareggio.org/tag/spiaggia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con spiaggia">spiaggia</a> veramente sabbiosa e fine, detta <a href="http://www.liberareggio.org/tag/spiaggia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con spiaggia">Spiaggia</a> della Feniglia, poco fuori il paesino di Porto Ercole.</p>
<p style="text-align: justify;">In effetti il bello dell&#8217;Argentario è soprattutto fuori dai centri abitati. In quegli angoli in cui il mare sta a contatto con la terra cruda e non con il cemento. E&#8217; alla Feniglia che siamo giunti, io e la mia fedele compagna, nell&#8217;ultima tappa nella nostra ricerca sulle orme del grande artista cinquecentesco. E&#8217; stato lì che un destino comune con la storia dell&#8217;arte rischiava di essere definito. Anche io in balia della vita, ma sono riuscito a scamparla. Il mio era solo un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michelangelo_Merisi_da_Caravaggio#Il_ritorno_e_la_fine">eritema solare</a> dopo quattro giorni di mare.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa però è stata solo l&#8217;ultima tappa della nostra ricerca. Nei giorni precedenti, in sella ad un Free Piaggio Blu, 50, fornitoci (25 euro al giorno) dal meccanico piaggio di zona abbiamo percorso km e km di manto catramato. La strada, come potete immaginare, non era delle migliori ma soprattutto tutto il percorso che va intorno all&#8217;isola e che bisogna percorrere per raggiungere le varie calette è un sali scendi continuo. Tornanti su tornanti nei quali non è stato raro dover sostenere l&#8217;azione del pistone nel cilindro anche attraverso una spinta di piedi. Gli abbiamo risparmiato un tratto &#8220;di 4 km&#8221; di strada sterrata, unica via per continuare nella nostra <em>circumnavigazione</em>. Punto di ristoro migliore non poteva che essere il mare che va dalla spiaggia dell&#8217;acqua dolce alla spiaggia lunga dove la sabbia è molto simile alle spiagge della costa reggina, grossa e a ciottoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3342-46.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12806 colorbox-12797" title="IMG_3342-46" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3342-46-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Di scogliera è invece la spiaggia Le viste, abbastanza vicina a Porto Ercole e proprio sotto la rocca sovrastata dalla fortezza cui ho accennato prima. Curiosità, dentro questa fortezza esiste un condominio. Sul cucuzzolo di una rocca a strapiombo sul mare c&#8217;è il cancello con le fotocellule che si apre con un telecomando, come quello di un condominio qualunque che ha anche un numero civico l&#8217;1, l&#8217;unico.</p>
<p style="text-align: justify;">Dato l&#8217;impedimento della strada è stato obbligato il passaggio da est, circumnavigando il monte in senso anti-orario percorrendo la strada a scorrimento veloce che congiunge Porto Ercole a Porto Santo Stefano, per un buon tratto costeggiata da un&#8217;ampia e trafficata pista ciclabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono 7-8 km di laguna da un lato e monte dall&#8217;altro fin quando non si giunge alle porte del paesone  dal quale partono anche i traghetti e le navi passeggeri per le isolette dell&#8217;arcipelago toscano che sono lì di fronte: Isola del Giglio e Giannutri. In realtà le coste frastagliate della zona sono ogni tanto fronteggiate da piccoli isolotti che spuntano con il loro cucuzzolo di vegetazione nel cuore del blu marino. Oltrepassando il paese, proseguendo per la strata panoramica, l&#8217;unica possibile, iniziano le cose difficili. Le spiagge non sono più segnalate e il dislivello sul mare diventa notevole, anche 300-400 metri. Dunque, esplorate numerose soluzioni e stradine private senza uscita, ci siamo decisi a domandare a qualcuno dove fosse Cala Gesso.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3480-5.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-12823 colorbox-12797" title="IMG_3480-5" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3480-5-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>L&#8217;ingresso alla via per la spiaggia era un cancelletto minuscolo lontano dalla strada principale. Entrati, ci si trova in una strada privata, come per quasi tutte le calette, che bisogna percorrere facendo &#8220;attenzione al cane&#8221;, in una discesa ripidissima fino ad un nuovo cancelletto da dove parte un sentierino scosceso e scomodo che scende a strapiombo fino al livello del mare. Non aveva tutti i torti la signora milanese che dietro di noi imprecava perchè se l&#8217;avesse saputo si sarebbe messa &#8220;le scarpe del tennis&#8221;, perchè in ciabatte non è stata semplicissima. Ma dopo il tratto di scaletta, stile pompieri, ti rendi conto che ne vale veramente la pena! Un posto che potrebbe essere totalmente incontaminato se non fosse per l&#8217;orda di barconi parcheggiati nello splendido mare di fronte.</p>
<p style="text-align: justify;">La roccia, la sabbia e l&#8217;acqua. Un luogo da sogno, un caldo incredibile con il sole cocente che fa ribollire le rocce chiare che ti circondano e che riflettono sui corpi semi aggiuntivi raggi solari. L&#8217;acqua dolce fresca in un luogo di questi la puoi anche dimenticare e per avere un po&#8217; di ombra e non sei dotato di ombrellone ti tocca trasformarti in Mac Gyver, se ci riesci.</p>
<p style="text-align: justify;">La sensazione di pace è unica e irripetibile!</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le caratteristiche dell&#8217;Argentario è da annotare la presenza di numerosissime torri a strapiombo sul mare alternate a strutture più grandi e resistenti come vere e proprie fortezze. Se una di queste era diventata un condominio, Forte Stella invece è uno splendido luogo dove celebrare i matrimoni, vento fortissimo a parte. In effetti il luogo dovrebbe essere adibito con mostre ed esposizioni, ma forse i primi di giugno non è ancora periodo. In ogni caso la vista è davvero meravigliosa!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3380-73.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12810 colorbox-12797" title="IMG_3380-73" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3380-73-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Ma l&#8217;Argentario non è tutto spiagge e montagne. Purtroppo non si può non notare come facoltose colate di cemento armato a scopo abitativo vacanziero ce ne siano a iosa! In ogni costone, in ogni caletta, in tantissimi cucuzzoli insistono ville di medio-grande ampiezza, con viste mozzafiato. A volte questo deturpa davvero il paesaggio e il posto non lo merita. Inoltre, e questa è una cosa scandalosa a mio parere, tantissimi accessi al mare sono privati. Per scendere alle calette ti trovi a dover entrare in propietà private, che lasciano la porticina aperta (alberghi o case private non fa differenza) per percorrere la strada privata, quasi sempre unico accesso a quella spiaggia, che in fondo arriva al sentierino finale. La cosa pessima è che gli spazi privati vengono mantenuti bene, comprese le spiaggette degli alberghi, mentre appena si esce da questi spazi la spazzatura e l&#8217;incuria sono diffusi! Per non parlare di alcune calette che richiederebbero veramente una pulizia straordinaria, prima di quella ordinaria, perchè versano in condizioni veramente poco gradevoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Fatto il perimetro, nei 4 giorni è stato impossibile vedere anche l&#8217;interno e giungere sui 600 e oltre metri della vetta più alta del comprensorio. A quanto pare l&#8217;Argentario è solo mare, dell&#8217;interno non frega a nessuno e me lo ha dimostrato già il primo giorno la gentilissima e informatissima donna all&#8217;ufficio turistico quando le chiesi se ci consigliava di vedere qualcosa all&#8217;interno o se ci fosse una particolare visuale o bellezza naturalistica e la sua risposta fu: &#8220;All&#8217;interno&#8230;. non c&#8217;è niente. però se volete c&#8217;è una spiaggia dove potete arrivare a piedi&#8230;&#8221;.</p>

<a href='http://www.liberareggio.org/2011/07/01/al-monte-argentario-sulle-orme-del-caravaggio-con-un-cinquantino-scassato/img_3542-10/' title='IMG_3542-10'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3542-10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-12797" alt="IMG_3542-10" title="IMG_3542-10" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/07/01/al-monte-argentario-sulle-orme-del-caravaggio-con-un-cinquantino-scassato/img_3535-6/' title='IMG_3535-6'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3535-6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-12797" alt="IMG_3535-6" title="IMG_3535-6" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/07/01/al-monte-argentario-sulle-orme-del-caravaggio-con-un-cinquantino-scassato/img_3529-3/' title='IMG_3529-3'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3529-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-12797" alt="IMG_3529-3" title="IMG_3529-3" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/07/01/al-monte-argentario-sulle-orme-del-caravaggio-con-un-cinquantino-scassato/img_3526-2/' title='IMG_3526-2'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3526-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-12797" alt="IMG_3526-2" title="IMG_3526-2" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/07/01/al-monte-argentario-sulle-orme-del-caravaggio-con-un-cinquantino-scassato/img_3524-19/' title='IMG_3524-19'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3524-19-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-12797" alt="IMG_3524-19" title="IMG_3524-19" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/07/01/al-monte-argentario-sulle-orme-del-caravaggio-con-un-cinquantino-scassato/img_3521-17/' title='IMG_3521-17'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3521-17-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-12797" alt="IMG_3521-17" title="IMG_3521-17" /></a>
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<a href='http://www.liberareggio.org/2011/07/01/al-monte-argentario-sulle-orme-del-caravaggio-con-un-cinquantino-scassato/img_3474-26/' title='IMG_3474-26'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3474-26-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-12797" alt="IMG_3474-26" title="IMG_3474-26" /></a>
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<a href='http://www.liberareggio.org/2011/07/01/al-monte-argentario-sulle-orme-del-caravaggio-con-un-cinquantino-scassato/img_3349-50/' title='IMG_3349-50'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3349-50-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-12797" alt="IMG_3349-50" title="IMG_3349-50" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/07/01/al-monte-argentario-sulle-orme-del-caravaggio-con-un-cinquantino-scassato/img_3343-47/' title='IMG_3343-47'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3343-47-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-12797" alt="IMG_3343-47" title="IMG_3343-47" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2011/07/01/al-monte-argentario-sulle-orme-del-caravaggio-con-un-cinquantino-scassato/img_3342-46/' title='IMG_3342-46'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3342-46-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-12797" alt="IMG_3342-46" title="IMG_3342-46" /></a>
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<a href='http://www.liberareggio.org/2011/07/01/al-monte-argentario-sulle-orme-del-caravaggio-con-un-cinquantino-scassato/img_3336-40/' title='IMG_3336-40'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3336-40-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-12797" alt="IMG_3336-40" title="IMG_3336-40" /></a>
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<a href='http://www.liberareggio.org/2011/07/01/al-monte-argentario-sulle-orme-del-caravaggio-con-un-cinquantino-scassato/img_3347-49/' title='IMG_3347-49'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/IMG_3347-49-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-12797" alt="IMG_3347-49" title="IMG_3347-49" /></a>

<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>


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