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	<title>www.LiberaReggio.org &#187; ambiente</title>
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	<description>Il Magazine dei Giovani Reggini</description>
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		<title>I PiantaGrano di Reggio tra decoro urbano e riappropriazione degli spazi pubblici</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2010/07/02/i-piantagrano-di-reggio-tra-decoro-urbano-e-riappropriazione-degli-spazi-pubblici/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 08:33:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
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		<description><![CDATA[Domenica scorsa, 27 giugno, è rinata un&#8217;aiuola nel Rione Marconi, zona disagiata della città subito sotto il viale Europa. L&#8217;opera di recupero è stata effettuata da un gruppo di persone che si fanno chiamare &#8220;I PiantaGrano&#8221;: cacciatori di aiuole abbandonate allo scopo di ridargli nuova vita.
A discapito del piccolo spazio pubblico recuperato e donato, rinato, alla cittadinanza l&#8217;importanza di questa azione di &#8220;Guerriglia gardening&#8221; è molto più grande di quanto sembri. Si tratta di un&#8217;azione concreta di riappropriazione degli spazi pubblici, del decoro e della vivibilità cittadina che a fronte dell&#8217;immobilità delle istituzioni comunali non viene comunque abbandonata dai cittadini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/piantagrano_021.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8824 colorbox-8820" title="piantagrano_02" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/piantagrano_021-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Domenica scorsa, 27 giugno, è rinata un&#8217;aiuola nel Rione Marconi, zona disagiata della <a href="http://www.liberareggio.org/tag/citta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con città">città</a> subito sotto il viale Europa. L&#8217;opera di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/recupero/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con recupero">recupero</a> è stata effettuata da un gruppo di persone che si fanno chiamare &#8220;<a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=120919561277996&amp;ref=ts" target="_blank"><strong>I PiantaGrano</strong></a>&#8220;: cacciatori di aiuole abbandonate allo scopo di ridargli nuova vita.</p>
<p style="text-align: justify;">A discapito del piccolo spazio pubblico recuperato e donato, rinato, alla cittadinanza l&#8217;importanza di questa azione di &#8220;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/guerriglia-gardening/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con guerriglia gardening">Guerriglia gardening</a>&#8221; è molto più grande di quanto sembri. Si tratta di un&#8217;azione concreta di riappropriazione degli spazi pubblici, del decoro e della vivibilità cittadina che a fronte dell&#8217;immobilità delle istituzioni comunali non viene comunque abbandonata dai cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Per adesso le persone coinvolte sono poche ma c&#8217;è da crederci che sempre più cittadini, vedendo la differenza tra abbandono/incuria e recupero degli spazi, approveranno questo tipo di azioni conservandone e curandone quotidianamente le belle conseguenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Per capirne di più su I <a href="http://www.liberareggio.org/tag/piantagrano/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con piantagrano">PiantaGrano</a> e sui loro obiettivi abbiamo fatto qualche domanda a Cheyenne Curatola, uno dei promotori di questa bella iniziativa.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/piantagrano_05.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8825 colorbox-8820" title="piantagrano_05" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/piantagrano_05.jpg" alt="" width="462" height="346" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Su facebook ho visto la vostra foto a viso scoperto su un&#8217;aiula cittadina appena ripulita e tirata a nuovo. Tutto alla luce del sole? Ma che razza di guerriglieri siete? In cosa consiste il vostro progetto?</strong><br />
Ci definiamo un gruppo non-violento di Resistenza <a href="http://www.liberareggio.org/tag/contro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con contro">contro</a> ogni degrado <a href="http://www.liberareggio.org/tag/urbano/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con urbano">urbano</a>.<br />
Nasciamo da una costola dell&#8217;associazione CombAttivaMente amici di Beppe Grillo, ma abbiamo vita &#8220;propria&#8221;, nel senso che siamo diventati un gruppo eterogeneo di persone aperto a tutti.<br />
Ci sono due &#8220;scuole di pensiero&#8221; riguardo il Guerrilla Gardening, c&#8217;è chi preferisce agire come i veri guerriglieri e compiere delle azioni repentine e notturne (azioni che di solito si svolgono in poche persone) e chi, invece, come noi preferisce agire alla &#8220;luce del sole&#8221;.<br />
In una città come la nostra, da sempre poco attenta al verde pubblico e in generale alla &#8220;cosa pubblica&#8221;, &#8220;attaccare&#8221; un&#8217;aiuola in pieno giorno ha un significato particolare. Significa dire a tutti i cittadini (al di là della latitanza delle istituzioni) &#8220;riprendiamoci&#8221; la nostra città, i nostri spazi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/piantagrano_06.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8826 colorbox-8820" title="piantagrano_06" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/piantagrano_06.jpg" alt="" width="462" height="346" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono le motivazioni che vi hanno portato ad organizzare un gruppo di “guerriglia gardening” a Reggio e quanto pensate sia utile un&#8217;attività del genere ai fini del miglioramento concreto della città?</strong><br />
Senza andare a &#8220;disturbare&#8221; movimenti come E.z.l.n. in Messico (dove gli Zapatisti vogliono riappropiarsi delle loro terre) o come i Sem Terra brasiliani (che sono riusciti a sottrarre milioni di ettari di terra ai latifondisti rischiando gravi conseguenze personali), a cui non assomigliamo per la differenza sostanziale che noi non &#8220;combattiamo&#8221; per la nostra sopravvivenza fisica, le motivazioni che ci hanno portato a creare questo gruppo sono la convinzione che la Terra sia di tutti, il desiderio di riappropiarcene e la voglia di fare qualcosa di concreto per cambiare il volto della nostra città.<br />
Crediamo che la nostra &#8220;lotta&#8221; sia utile alla nostra città.<br />
Come prima cosa per il fatto che, oggettivamente, gli &#8220;attacchi verdi&#8221; la rendono più gradevole.<br />
Nell&#8217; &#8220;attirare l&#8217;attenzione&#8221; della popolazione e, speriamo, delle istituzioni sul tema del pessimo uso che l&#8217;uomo sta facendo della Terra nel mondo, ed in particolare nella nostra città dominata dal <a href="http://www.liberareggio.org/tag/cemento/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con cemento">cemento</a> e dall&#8217;incuria, ma soprattutto nel cercare di far comprendere a tutti i cittadini che non dobbiamo accettare passivamente gli avvenimenti ma dobbiamo partecipare attivamente a tutte le &#8220;questioni&#8221; che riguardano la nostra città.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/piantagrano_04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8827 colorbox-8820" title="piantagrano_04" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/piantagrano_04.jpg" alt="" width="447" height="330" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Avete compiuto la vostra prima azione, ci puoi spiegare bene come si porta avanti un&#8217;attività di questo tipo e di cosa c&#8217;è bisogno per realizzarla al meglio e per far si che i risultati che vi proponete siano duraturi nel tempo?</strong><br />
L&#8217;altro giorno abbiamo compiuto la nostra prima &#8220;azione&#8221;, in una aiuola del Rione Marconi a due passi dal viale Europa.<br />
Un&#8217;esperienza, a mio avviso, meravigliosa. Ne sono davvero entusiasta.<br />
E credo lo siano anche gli altri &#8220;guerriglieri&#8221; che hanno partecipato: Angela Ebasta, Gino Combattivamente, Ska Ravento, Thomas Sankara, Omar Minniti, Angelino Combattivamente, Giovanna Sankara e la mascotte del gruppo, il piccolissimo &#8220;Checco Sankara&#8221;.<br />
Ne siamo entusiasti per diversi motivi.<br />
Primo fra tutti il contatto fisico con la Terra, con la Natura e la fatica che ci vuole nel prendersene cura, poi l&#8217;apprezzamento della &#8220;gente&#8221;, il loro coinvolgimento.<br />
C&#8217;era chi ci portava l&#8217;acqua da bere, chi ci dava consigli, chi ci regalava altre piante da piantare e chi si offriva di prendersi cura, nelle settimane a venire, del &#8220;nostro&#8221; duro lavoro.<br />
In poche parole, gli &#8220;ingredienti&#8221; per fare il Guerrilla Gardening sono semplici: amore per il verde, voglia di fare, un pizzico di attrezzi da giardinaggio e qualche spruzzata di piantine.<br />
Abbiamo cercato di coinvolgere le persone col <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=120919561277996&amp;v=wall&amp;ref=ts" target="_blank">gruppo di Facebook</a>, l&#8217;idea è piaciuta a molti e così chi non ha potuto partecipare attivamente ci ha regalato delle piantine, il compost, o più semplicemente ci ha consigliato i tipi di pianta più resistenti. Insomma PARTECIPAZIONE, forse l&#8217;ingrediente più importante.<br />
Questa è la nostra ricetta. Ma ne esistono, sicuramente delle altre!<br />
Ah, dimenticavo un&#8217;altra cosa molto importante. Noi siamo stati fortunati nell&#8217;incontrare alcuni bravi cittadini del quartiere che si prenderanno cura delle aiuole, ma per assicurarsi risultati duraturi nel tempo bisogna riuscire, appunto, a coinvolgere qualcuno per il loro mantenimento!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/piantagrano_03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8828 colorbox-8820" title="piantagrano_03" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/piantagrano_03.jpg" alt="" width="467" height="350" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fatto il primo passo, quali saranno i prossimi? Quali sono gli obiettivi che vi proponete?</strong><br />
Per quanto riguarda i prossimi obiettivi noi lavoriamo in questo modo: chiunque può fare delle segnalazioni sul gruppo facebook, in seguito analizziamo quelle che si avvicinano di più a determinate caratteristiche, quali dimensioni non troppo grandi (almeno per il momento), vicinanza ad esercizi commerciali o abitazioni (per fargliene prendere cura!) e vicinanza a &#8220;fonti d&#8217;acqua&#8221;. Quindi &#8220;attacchiamo&#8221; la zona scelta, comunicandolo un paio di giorni prima ai membri del gruppo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/piantagrano_01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8829 colorbox-8820" title="piantagrano_01" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/piantagrano_01.jpg" alt="" width="458" height="343" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Tutte le foto sono state tratte dal gruppo FB <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=120919561277996&amp;ref=ts" target="_blank"><br />
&#8220;I PiantaGrano &#8211; Guerriglia Gardening &#8211; Reggio C.&#8221;</a></em><strong><br />
</strong></p>

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		<title>Il cambiamento parte da noi. Il riutilizzo come comportamento virtuoso</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2010/01/14/il-cambiamento-parte-da-noi-il-riutilizzo-come-comportamento-virtuoso/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 08:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riutilizzare è bello, utile e conveniente.
I prossimi anni saranno quelli del cambiamento, o almeno me lo auguro. Se lo augurano in tanti per la verità, anche se troppi ancora non percepiscono l’emergenza. Nei prossimi articoli mi piacerebbe parlare di tutte quelle buone pratiche che ormai giornali, tv e radio ci propongono. Pratiche ecologiche, di utilizzo razionale dell’auto, degli elettrodomestici e di tutto il resto. Peccato che subito dopo incollino uno spot pubblicitario che ci invita a riacquistare per la milionesima volta qualcosa che già abbiamo, ma che purtroppo è nata vecchia. Si sa, siamo in un’epoca in corsa (verso un muro).
L’inquinamento non è una favola, e la CO2 non è un nuovo modello di automobile. Le...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Riutilizzare è bello, utile e conveniente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/Vespa-riutilizzo-sedia-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6807 colorbox-6746" title="Vespa-riutilizzo-sedia-1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/Vespa-riutilizzo-sedia-1.jpg" alt="" width="170" height="130" /></a>I prossimi anni saranno quelli del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/cambiamento/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con cambiamento">cambiamento</a>, o almeno me lo auguro. Se lo augurano in tanti per la verità, anche se troppi ancora non percepiscono l’emergenza. Nei prossimi articoli mi piacerebbe parlare di tutte quelle buone pratiche che ormai giornali, <a href="http://www.liberareggio.org/tag/tv/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con tv">tv</a> e radio ci propongono. Pratiche ecologiche, di utilizzo razionale dell’auto, degli elettrodomestici e di tutto il resto. Peccato che subito dopo incollino uno spot pubblicitario che ci invita a riacquistare per la milionesima volta qualcosa che già abbiamo, ma che purtroppo è nata vecchia. Si sa, siamo in un’epoca in corsa (verso un muro).</p>
<p style="text-align: justify;">L’inquinamento non è una favola, e la CO2 non è un nuovo modello di automobile. Le risorse naturali non rinnovabili sono chiamate così perché prima o poi si esauriscono, tanto più rapidamente quanto più alti sono i nostri tassi di utilizzo. E’ molto probabile che la temperatura del pianeta si stia alzando davvero, nonostante qualche episodica trovata di uno scienziato, in cerca di visibilità, tenti di negarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un mio caro amico si irrigidisce ogni qualvolta sente parlare di certe cose che, dal suo punto di vista, si discostano dal pensiero generale. E’ come se gli facesse paura chi ne parla, la vede probabilmente come una presa di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/coscienza/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con coscienza">coscienza</a> personale pericolosa, lui che ancora sogna fiumi di popolo in fila a glorificare le parole dell’imperatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma i tempi sono cambiati, e lo scenario è mutato radicalmente rispetto anche a soli quindici anni fa e il pensiero generale, si sa, è un concetto dinamico.</p>
<p style="text-align: justify;">Quantomeno allora era ancora possibile prendere in poca considerazione chi parlava di risparmio energetico, di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/riutilizzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con riutilizzo">riutilizzo</a> e riciclaggio, di economia (e non quella dei quattrini) e di impatto ambientale del nostro stile di vita. Lo si etichettava come ambientalista, estremista, come una personalità facilmente influenzabile magari in preda a qualche suggestione dopo aver letto di un’azione dimostrativa di Greenpeace e così si marginalizzava la sua idea. Mandato al diavolo il grillo parlante si poteva poi continuare a consumare, rompere, buttare e poi riacquistare, senza compromessi, tutte le merci di cui avevamo bisogno, ma soprattutto quelle che non ci servivano. Diciamo che funziona ancora così, ma se l’udito non ci inganna, si avverte in lontananza un ticchettio che si avvicina, una sorta di conto alla rovescia, ma non è un <a href="http://www.liberareggio.org/tag/film/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con film">film</a> sull’apocalisse, è solo l’ora del cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;altronde questo tipo di comportamento virtuoso è la salvezza del mercato, il fondamento teorico e pratico della società della crescita, concepita come una sorta di tubo, scollegato dal resto, in cui qualcosa entra e da cui qualcosa esce, perennemente…ed è immediato un parallelismo che però vi risparmio!</p>
<p style="text-align: justify;">Ma noi sappiamo bene, noi gente ormai istruita, che quel tubo non solo non è scollegato dal resto, ma che ciò che entra è molto differente da ciò che esce, e che ciò che ci mettiamo dentro non si crea dal nulla, non è gratis ma soprattutto non è sovrabbondante, e non lo sarebbe mai, neppure dopo i più geniali e futuristici progressi tecnologici.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="528" height="427" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0UGV1b3H9h4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="528" height="427" src="http://www.youtube.com/v/0UGV1b3H9h4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.</em><br />
Il cambiamento che vedremo non sarà nulla di catastrofico, almeno nella misura in cui i comportamenti individuali e la responsabilità dei governanti saranno improntati al buon senso.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratterà invece di una piacevole inversione di tendenza, apparentemente difficile e impegnativa ma solo perché capace di infrangere e rivedere quelle che ancora adesso cercano di imporci, disperatamente, come verità assolute.</p>
<p style="text-align: justify;">E paradossalmente potrebbero essere le realtà produttive ad accorgersene per prime. Le aziende, sia quelle piccole che quelle grandi fino alle multinazionali. Ma nel dire questo credo di aver forzato la mano con un certo tipo di ottimismo pericoloso nemico della lucidità!</p>
<p style="text-align: justify;">Il dogma della crescita è un pilastro irremovibile, da più di un secolo unica prospettiva possibile sia per le società capitalistiche che per quelle socialiste. E dicendo questo mi destreggio con astuzia tra le accuse del mio caro amico che era già pronto ad affibbiarmi una nuova etichetta, stavolta di tipo politico-ideologico.</p>
<p style="text-align: justify;">La crescita infinita è di per se un’ideologia, una dottrina applicata con mezzi diversi ma per perseguire lo stesso fine.</p>
<p style="text-align: justify;">Se dovessimo fare un calcolo, anche solo approssimativo, di quale superpotenza del ‘900 abbia inquinato, deteriorato e danneggiato maggiormente l’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/ambiente/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ambiente">ambiente</a>, risulterebbe evidente che Stati uniti e Urss ancora una volta sono testa a testa.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è anche da dire però che cinquanta anni fa il problema ambientale non era ancora così percepito, anche se già indubbiamente rilevante.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mio caro amico a questo punto mi inviterebbe a fare un’illuminante considerazione: “ma non credi che allora lo sviluppo e la crescita siano l’unica via immaginabile per l’uomo? Vorresti tornare all’età della pietra?”. Generalmente quando si arriva a questo punto io cambio agilmente discorso, virando sui gusti dei gelati o sull’ultima settimana bianca.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che occorra molta pazienza unita al supporto di campagne di informazione efficaci prodotte da governi responsabili. Ma soprattutto politici coraggiosi che sappiano guardare oltre il loro naso. E’ difficilissimo infatti tentare di far cambiare idea a chi ha passato un’intera vita convinto che nulla ha limiti se non la vita umana e il numero di eiaculazioni durante un rapporto.</p>
<p style="text-align: justify;">E non sarebbe neppure moralmente accettabile tentare di far cambiare idea agli altri solo per il gusto della vittoria, prima di tutto perché la nostra idea non è detto sia la migliore, e poi perché in un contesto che guarda al cambiamento ma ragiona ancora con la vecchia testa, non sempre si riesce ad agire nello stesso modo in cui si predica.</p>
<p style="text-align: justify;">Però in molti ci stanno provando, e noto con piacere che persino alcuni insospettabili sono giunti alla conclusione (elementare…Dio quanto era elementare!) che neppure gli alberi crescono fino al cielo!!</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YHIKgxONQdU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/YHIKgxONQdU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sentivo giorni fa in radio di una nuova moda, una volta tanto intelligente, basata sul riutilizzo di oggetti di vario tipo da parte di altre persone, cioè non quelle che li hanno acquistati la prima volta.</p>
<p style="text-align: justify;">Nulla di particolarmente innovativo dal punto di vista concettuale, se pensiamo che in molte famiglie le camicie e i giocattoli spesso attraversano le generazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non sempre questo accade, anzi molto spesso lo si fa con una sorta di pudore o vergogna, dato che il comportamento potrebbe essere indicatore di una situazione economica non florida, e nella nostra società questo rappresenta un’onta.</p>
<p style="text-align: justify;">Altre volte non lo si fa per superstizione, o per scaramanzia, o per buon augurio.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre durante quella trasmissione radiofonica sentivo che un commerciante ha aperto un’attività che tratta solo articoli usati, che la gente decide di non gettare nel cassonetto ma di rivendere, e che qualcuno poi acquista. Non si tratta del solito negozietto dell’usato in conto-vendita, dove si accatastano radio e comodini e l’aria è irrespirabile, ma di un qualcosa di più organizzato e funzionale. Molte giovani coppie, ad esempio, comprano passeggini e giocattoli per i bimbi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ricordo la città ma sicuramente non era in Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;">Ditemi la verità: acquistereste mai un passeggino usato al vostro primo figlio?</p>
<p style="text-align: justify;">Io dico di no. Potrebbe essere sporco, avere le pulci (…). La gente potrebbe criticarvi, potreste apparire avari, tirchi o peggio ancora poveri! Invece acquistarlo nuovo è tutta un’altra cosa, è il gusto inspiegabile del consumo ma soprattutto è la soddisfazione di aver fatto qualcosa di buono per il mercato, nell’attesa che lui faccia qualcosa di buono per voi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/riuso.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-6750 colorbox-6746" title="riuso" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/riuso-300x212.png" alt="" width="300" height="212" /></a> <a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/riuso2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6751 colorbox-6746" title="riuso2" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/riuso2-249x299.jpg" alt="" width="249" height="299" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Stronco in partenza le obiezioni del mio caro amico ricordandogli che so benissimo che qualcuno dovrà pur comprare per la prima volta gli oggetti nuovi, ma l’affermarsi di una tendenza al riutilizzo ha molteplici aspetti positivi. Innanzitutto le persone, potendo rivendere l’articolo quando non gli è più necessario, sarebbero incentivate a farlo durare più a lungo e in migliori condizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo, altrettanto importante, se riutilizzare diventasse uso comune, diminuirebbe notevolmente l’impatto sulle risorse naturali alle quali l’economia attinge per produrre le suddette merci.</p>
<p style="text-align: justify;">Terzo, si ridurrebbero drasticamente le cose che alla fine, in un sistema economico che ci spinge ad accorciare oltremodo i cicli di utilizzo, finirebbero nelle discariche. Considerando anche che in molte realtà la raccolta differenziata non è neppure allo stato embrionale, basta poco per capire quando sia rilevante questo punto.</p>
<p style="text-align: justify;">Moltiplichiamo poi per tutti gli oggetti di uso comune (compatibili con un loro riutilizzo!!), dunque non solo passeggini e carrozzine, e ci accorgiamo che basta pochissimo a smontare un’economia per crearne una nuova, e sta a voi immaginare quale sarebbe più sostenibile.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="498" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/8ynBSeV9pp0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="498" height="300" src="http://www.youtube.com/v/8ynBSeV9pp0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Invito il mio caro amico a documentarsi bene sul termine in questione che, malgrado sia il più inflazionato ai giorni nostri, non è affatto  uno slogan né un concetto metafisico.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque occorre andare oltre la visione attuale. Non si tratta di quella che chiamiamo beneficienza, perché gli oggetti non li regaliamo ma li vendiamo. Per quanto le nostre azioni siano mosse da buona fede, abituati ad un modello economico fondato sullo scambio in moneta, difficilmente potremmo passare direttamente dalla società della crescita a quella della solidarietà totale!</p>
<p style="text-align: justify;">La tirannia del PIL ci ha resi come una specie di automi, otto ore al giorno dietro una scrivania o in fabbrica producendo ciò che poi riacquistiamo nel week-end, ossessionati dalla malsana idea che con i nostri acquisti rimettiamo in moto l’economia, così circola più danaro che noi possiamo rispendere per riacquistare la seconda volta le stesse merci, meglio se non utili, gettando quelle di prima, possibilmente ancora in buono stato, direttamente nel cassonetto accanto al portone.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra una presa per i fondelli? Lo è!</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché è indubbio che il cambiamento dovrà essere simultaneo. Non basterebbero infatti i comportamenti virtuosi dei singoli individui, se le istituzioni e la politica non creano prima i presupposti per renderli efficaci (ed utili!).</p>
<p style="text-align: justify;">Lo so, per molti di noi il PIL è una specie di divinità, alcuni si inchinano quando lo sentono nominare, altri si impoveriscono per farlo salire.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà si tratta di un numero indicativo del nulla, che descrive un’ipotetica situazione di ricchezza, non si sa di chi e per chi, per sostituire il quale sono già stati elaborati altrettanti indicatori, dai più fantasiosi ai più concreti, ma tutti comunque più utili per descrivere la medesima situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’abbattimento del PIL e di tutte le altre sacre icone della crescita fine a se stessa si dovrà accompagnare poi ad un graduale riadattamento <a href="http://www.liberareggio.org/tag/culturale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con culturale">culturale</a>, una sorta di disintossicazione capace persino, secondo alcuni, di far allungare di più di un decennio la vita media. Alcuni la chiamano “decolonizzazione dell’immaginario”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il riutilizzo rappresenta solo una delle R della sostenibilità, che associata alle altre creerebbe i presupposti per un nuovo modo di intendere il consumo, fondato sulla sobrietà e sullo spirito critico, facoltà della quale siamo da tempo privati in nome di una causa suicida comune.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/riuso3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6752 colorbox-6746" title="riuso3" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/riuso3.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Si possono riutilizzare un gran numero di cose che invece consideriamo già rifiuti, e per farlo non occorre convertirsi a qualche strana religione orientale o rinunciare ai piaceri della vita, ma basta solo prendere coscienza che riutilizzare è giusto, utile e conveniente.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo allora diventerà prassi, azione quotidiana, ovvia e sistematica, proprio come lo è oggi, ancora per molti, gettare la carta bianca dopo averci scritto due righe&#8230;.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/DoWOg0Tnz9g&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/DoWOg0Tnz9g&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe già un primo passo per il cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno di noi vuole tornare all’era della pietra. Tra l’altro l’era della pietra non è finita perché si sono esaurite le pietre…sarebbe un bene comune invece superare l’era del petrolio, che è molto più scarso delle pietre e inquina parecchie volte di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Elementarmente parlando, tanto per non rendere impopolare tutto ciò che ci siamo detti fino ad adesso, mi tocca ammettere che siamo tutti affezionati al cellulare e al decoder, al computer e alla televisione, e infatti nessuno ci priverà mai della nostra tecnologia. Tornare indietro da questo punto di vista sarebbe una via fisicamente impraticabile. E’ invece il nostro stile di vita ad essere incriminato. Per questo è sempre meglio rendersene conto da soli piuttosto che essere costretti a cambiarlo per necessità.</p>
<p style="text-align: justify;">Io sto provando ad uscire dal tunnel, e come me migliaia di persone. Fa stare meglio e non è complicato come sembra!</p>
<p style="text-align: justify;">Per finire segnalo alcuni link utili, solo alcuni tra tantissimi…per il mio caro amico che credeva parlassimo di fantasia. Il cambiamento, quando partirà, potrebbe non aspettarlo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://manolobenvenuti.wordpress.com/">http://stramberie.splinder.com/</p>
<p>http://officine-creative.blogspot.com/</p>
<p>http://www.ri-creazione.info/</p>
<p>http://manolobenvenuti.wordpress.com/</a></span><a href="http://www.ludotecariu.it/" target="_blank"></p>
<p>http://www.ludotecariu.it/</a></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Nicola Casile</strong></p>

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		<title>Speciale NoPonte &#8211; Tanti buoni motivi per dire qualcosa sul Ponte Sullo Stretto Di Messina. Oltre gli slogan e le barricate</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/12/17/speciale-noponte-tanti-buoni-motivi-per-dire-qualcosa-sul-ponte-sullo-stretto-di-messina-oltre-gli-slogan-e-le-barricate/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 08:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità & Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il territorio è una figura geometrica? Eh si, possiamo tranquillamente affermare che un territorio è solo un perimetro che contiene una superficie. L’estensione del termine e l’attribuzione ad esso di altri significati più complessi passa attraverso la conoscenza del contenuto di un territorio, e già iniziamo a comprendere come ogni territorio sia differente dagli altri.
Questo contenuto è l’ambiente, che non è fatto soli di alberi, fiori e farfalle ma di tanto, tanto altro.
Non è affatto una banalità, anzi rappresenta un primo utilissimo elemento di valutazione quando ci si accinge a pianificare e progettare sul territorio. Un territorio può contenere una componente biologica, una componente antropica, può contenerle...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-6340 colorbox-6338" title="1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/12/11-300x213.jpg" alt="1" width="408" height="289" />Il territorio è una figura geometrica? Eh si, possiamo tranquillamente affermare che un territorio è solo un perimetro che contiene una superficie. L’estensione del termine e l’attribuzione ad esso di altri significati più complessi passa attraverso la conoscenza del contenuto di un territorio, e già iniziamo a comprendere come ogni territorio sia differente dagli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo contenuto è l’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/ambiente/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ambiente">ambiente</a>, che non è fatto soli di alberi, fiori e farfalle ma di tanto, tanto altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è affatto una banalità, anzi rappresenta un primo utilissimo elemento di valutazione quando ci si accinge a pianificare e progettare sul territorio. Un territorio può contenere una componente biologica, una componente antropica, può contenerle entrambe contemporaneamente e in differenti percentuali; può contenere laghi, fiumi, canali; può presentare un’orografia caratteristica, a volte del tutto pianeggiante, altre volte totalmente montana, spesso e volentieri articolata.</p>
<p style="text-align: justify;">I confini del territorio li assegniamo noi, in base ai nostri scopi, alla nostra convenienza e ad un minimo di coerenza, quest’ultima indispensabile per ogni tipo di operazione scientifica (ma non solo).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma va aggiunto ancora un fattore, importantissimo se si ha l’ambizione di approcciarsi ad un territorio e alla ricerca di alternative per il suo sviluppo o per la sua conservazione con un minimo di credibilità: si tratta della percezione.</p>
<p style="text-align: justify;">E se un territorio con il suo ambiente sono dati fisici obiettivi, generalmente misurabili e monitorabili attraverso indici e indicatori, il paesaggio è quanto di più soggettivo possa esistere, ed è il risultato di un mix fatto di cultura, tradizioni, storia. Sono proprio le persone, ossia gli abitanti del territorio che quotidianamente avvertono il paesaggio, modificano o conservano il paesaggio, ricordano e immaginano il paesaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo dopo tutti questi passaggi si può parlare di identità di un territorio, un concetto fondamentale, alla luce del quale operare le scelte con intelligenza, lungimiranza e cautela.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza avventurarci nei molteplici usi impropri del termine “sostenibilità”, e delle sue oziose declinazioni in ossimori come sviluppo sostenibile, bisogna tuttavia premettere che, oggi più di ieri, ogni azione capace di mutare un territorio nelle sue caratteristiche va ponderata con molta prudenza, tenendo ben presente il rispetto per le generazioni presenti e l’attenzione per quelle future.</p>
<p style="text-align: justify;">E le generazioni presenti hanno esigenze, usi, costumi, tradizioni, produzioni, panorami, lingue…ma anche priorità, emergenze, problemi insoluti.</p>
<p style="text-align: justify;">La pianificazione del territorio non è una scienza in senso <a href="http://www.liberareggio.org/tag/stretto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con stretto">stretto</a>, quanto piuttosto la sintesi del contributo di tante discipline, dalla botanica alla statistica, dall’economia all’ingegneria.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ un processo che si concretizza in più stadi, concatenati tra loro in sequenza logica ma non privi di inter-collegamenti e particolare attenzione, al di là delle caratteristiche tecniche dei progetti e dei piani, delle varie valutazioni e delle opportunità, va posta nei confronti degli attori locali, dei cittadini, dei rappresentanti dei cittadini, associazioni, consorzi, enti e stakeholders.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-6341 aligncenter colorbox-6338" title="2" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/12/21.jpg" alt="2" width="539" height="299" /></p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, non è più immaginabile imporre dall’alto delle decisioni come avveniva un tempo, ma la concertazione, la ricerca di soluzioni eque e rispettose deve essere parte integrante dell’iter pianificatorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, bisogna comunque tenere presente che le decisioni finali, quelle definitive che poi avranno reali conseguenze, sono opera dei decisori politici, quindi espressione delle volontà politiche. E allora sono la capacità, la buona fede e la sensibilità dai politici a fare la differenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni territorio ha una sua vocazione, che prende forma nel presente e dal passato, dalla situazione reale in cui versano la sua economia, il suo livello sociale, il suo ambiente. E anche se le così dette analisi di scenario sono capaci di ragionare in prospettiva, fornendo a volte un’immagine più o meno realistica di come potrebbe essere un territorio dopo la costruzione &#8211; ad esempio &#8211; di una determinata opera, resta il fatto che l’immagine di come il territorio è adesso è senza dubbio la più reale, la più attendibile e la più loquace.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma adesso, dopo questa interminabile introduzione, volevo parlarvi un po’ dello Stretto Di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/messina/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con messina">Messina</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe noioso, oltre che difficile, discutere in questa sede di tutti gli aspetti prettamente tecnico-progettuali o economico-sociali intimamente legati alla costruzione del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/ponte/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ponte">Ponte</a>, inoltre chi vuole informarsi su questi argomenti in modo più preciso sa dove cercare e cosa cercare.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ mia intenzione invece innescare una scintilla di riflessione.</p>
<p style="text-align: justify;">Definirei lo Stretto un panorama mozzafiato, anche visto dalla Sicilia (…), e devo dire che questo è un dato inconfutabile.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-6342 colorbox-6338" title="3" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/12/3.png" alt="3" width="483" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ma se è vero tutto ciò che ci siamo detti sul paesaggio, allora risulta evidente come in molti, per lo più personaggi distanti da queste terre non solo fisicamente ma anche culturalmente ed emotivamente, percepiscano lo Stretto di Messina in maniera differente.</p>
<p style="text-align: justify;">Una percezione differente da quella dei pescatori di pesce spada; differente da quella dei bagnanti in estate; differente da quella degli abitanti di Reggio, di Messina, di Scilla o di Ganzirri; differente da quella delle coppie che passeggiano romantiche sul lungomare di Cannitello; differente da quella di tutte le persone nate qui e che vedono nello Stretto un elemento caratterizzante di un’intera vita, a prescindere dal fatto che alcuni, magari, non hanno avuto la fantasia o la necessità di rinfrescarsi le idee su tutte le cose che ci siamo raccontati fino ad adesso, e forse per questo riescono ad immaginare un ponte di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/cemento/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con cemento">cemento</a> che unisca le due coste, e non provano neppure un minimo di sgomento.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo adesso si capisce quanto la mia lunga introduzione sia utile ad una valutazione personale un po’ meno suggestiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Da anni il problema è aperto, e l’opinione pubblica ha preso posizione in maniera chiara e decisa.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è chi non è d’accordo con la costruzione del Ponte perché ha il sospetto che non sia un’opera utile alla Calabria e alla Sicilia ma solo a qualche politico con la voglia di passare alla storia come “quello che fece il Ponte”.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è chi da anni si batte <a href="http://www.liberareggio.org/tag/contro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con contro">contro</a> la costruzione del Ponte perché conosce i flussi migratori di specie attraverso lo stretto e i danni che un’opera tanto impattante potrebbe causare.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è chi dice “no” al Ponte perché la popolazione non è mai stata realmente coinvolta nei processi decisionali, almeno nelle forme democraticamente accettabili, e dunque ne fa un problema soprattutto politico.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è chi si incazza quando sente parlare di Ponte perché ha visto parte del progetto, ha una minima idea degli impatti ambientali che il Ponte genererà e davvero si chiede come sia possibile devastare un territorio in maniera simile.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è chi non è a favore del Ponte perché sa bene come non tutti i luoghi siano equipollenti, e non tutte le opere possano essere applicate allo stesso modo in contesti differenti con un “copia e incolla”, perché la via per lo sviluppo in Calabria e in Sicilia sta nel turismo, nella valorizzazione del territorio e del suo ancora alto tasso di naturalità incontaminata, e non nel passaggio di camion pieni di acqua minerale.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è chi ha ben presente la condizione della Salerno-Reggio Calabria e gli viene da ridere al solo pensiero del Ponte.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è chi bestemmia quando sente parlare del Ponte perché pur vivendo in una <a href="http://www.liberareggio.org/tag/citta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con città">città</a> Metroplitana non ha ancora l’acqua corrente, dato che a quella potabile ha rinunciato da tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è chi teme infiltrazioni mafiose nella gestione dei cantieri e nella costruzione del Ponte, e inoltre sa quanto la costruzione di una tale opera possa contribuire ben poco all’incremento dell’occupazione qui al sud.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è chi di Ponte non vuole neppure sentirne parlare perché, pur disinteressandosi totalmente di tutte le controindicazioni che comporterebbe, semplicemente non ci sta ad avere ombra sulla sua villa al <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mare">mare</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è chi aderisce alla causa No Ponte perché attualmente la parte politica che gli sta dando da mangiare dice così, ma personalmente ritengo che non siano elementi da biasimare, perché comunque fanno numero dalla giusta parte.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-6343 colorbox-6338" title="4" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/12/41-300x225.jpg" alt="4" width="300" height="225" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-6344 colorbox-6338" title="5" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/12/51-300x225.jpg" alt="5" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: justify;">E poi c’è chi non vede l’ora che ci sia il Ponte. Qualcuno di loro non si fa domande ma appoggia incondizionatamente i comandamenti del Re; altri non hanno idea di cosa il Ponte comporti ma nel loro immaginario il progresso sta nello sviluppo e lo sviluppo sta nel cemento; altri sognano Reggio come Brooklin e la Calabria piena di Casinò; altri invece sin da quando si iniziò a parlarne tentarono di crearsi una teoria, e alcuni devo dire ci sono riusciti con buoni risultati, ma se mi capita di confrontarmi con loro, la discussione sul problema non si evolve mai oltre lo stadio elementare.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è chi addirittura tenta di paragonare i famosi Piloni, oggi elementi caratteristici del paesaggio con pizzerie e discoteche omonime, all’imponente impronta di un’opera di cemento che, non dimentichiamolo, non è indispensabile come l’energia elettrica.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi c’è da dire quanto i promotori e i sostenitori politici del Ponte, quelli che lo promettono e che lo hanno inserito nel loro programma, siano determinati a realizzarlo nel più breve tempo possibile, minimizzando ed oscurando sistematicamente i fermenti di opposizione e resistenza, utilizzando ogni mezzo, di comunicazione e non, per far passare il Ponte come un’opera ben voluta, amata da tutti e contestata solo dai soliti, pochi facinorosi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-6345 colorbox-6338" title="6" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/12/6-300x273.jpg" alt="6" width="300" height="273" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-6346 colorbox-6338" title="7" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/12/7-300x218.jpg" alt="7" width="300" height="218" /></p>
<p style="text-align: justify;">Provate a cercare su google immagini sullo Stretto di Messina, e ditemi se sono le stesse che avreste trovato quattro anni fa….</p>
<p style="text-align: justify;">Sembrano essere scomparse le foto panoramiche, gli storici scatti suggestivi che conosciamo, ma in compenso si moltiplicano i fotomontaggi e i rendering che raccontano graficamente lo stretto già unito dal Ponte. Un po’ a volerci imporre psicologicamente qualcosa che c’è già, alla quale non serve opporsi. Non sto dicendo affatto che internet sia controllato come avviene in certe nazioni, o che il complotto sia già in atto, ma mi sono andato ad informare su quelli che sono i meccanismi in base ai quali ci si aggiudica le prime posizioni sui motori di ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ evidente come la contraddizione sia forte e palpabile, ma come in ogni cosa, è difficile che tutti la pensino alla stessa maniera, altrimenti non saremmo qui a confrontarci.</p>
<p style="text-align: justify;">Io conosco bene le mie ragioni, so argomentarle con una discreta loquacità e con un minimo di fondamento ma in queste righe mi limito a fare la somma di tutte le motivazioni sopra elencate, quelle dei contrari intendo, dato che questo mio breve pezzo voleva solo spingere altre persone al ragionamento lucido e incondizionato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.retenoponte.it/19dicembre2009/" target="_blank">Io comunque il 19 sarò alla manifestazione.</a></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Nicola Casile</strong></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/f9h6SUgJ1Oo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/f9h6SUgJ1Oo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">Ps. – La Rete No Ponte ha attivato un conto Paypal con il quale chiede a chi volesse di fare una donazione, anche simbolica, per sostenere le spese (manifesti, palco spettacoli, pernottamento artisti, convenzioni varie..) dell’organizzazione della manifestazione nazionale del 19 dicembre. Basta cliccare sul tasto qui sotto e seguire la semplice procedura. Come si dice a Reggio: “<strong>Senza sordi non si ndi canta missa</strong>&#8220;.</p>
<input name="hosted_button_id" type="hidden" value="10390070" />
<form action="https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr?cmd=_s-xclick&amp;hosted_button_id=10390070" method="post">
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		<title>CriticalMass Interplanetaria: un altro modo di utilizzare le strade</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/05/29/criticalmass-interplanetaria-un-altro-modo-di-utilizzare-le-strade/</link>
		<comments>http://www.liberareggio.org/2009/05/29/criticalmass-interplanetaria-un-altro-modo-di-utilizzare-le-strade/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 May 2009 06:53:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[roma]]></category>
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		<description><![CDATA[A Roma, a fine maggio, per il sesto anno consecutivo migliaia di ciclisti provenienti da tutto il mondo si incontreranno per pedalare insieme. Dal 29 al 31 maggio si terrà la Critical Mass &#8220;Interplanetaria&#8221;, la &#8220;Ciemmona&#8221;. La città sarà invasa dai colori, dai suoni e dai campanelli dell&#8217;evento più gioioso e critico dei ciclisti urbani di tutto il mondo, a cui quest&#8217;anno si è affiancata la &#8220;Criticona &#8220;, una critical mass internazionale che si tiene a Madrid.
La Ciemmona nasce dall&#8217;idea di alcuni partecipanti della CM romana (info: http://cmroma.tmcrew.org) di condividere questo momento di gioia e di consapevolezza, con i ciclisti delle altre Critical Mass italiane e internazionali. Nato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object width="480" height="385" data="http://www.youtube.com/v/CvkQMpJ4_8s&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/CvkQMpJ4_8s&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object>
</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3306 colorbox-3303" title="posterciemmonahigh" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/posterciemmonahigh-207x300.png" alt="posterciemmonahigh" width="207" height="300" /></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>A <a href="http://www.liberareggio.org/tag/roma/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con roma">Roma</a>, a fine maggio, </strong><strong>per il sesto anno consecutivo </strong><strong>migliaia di ciclisti provenienti da tutto il mondo si incontreranno per pedalare insieme. Dal 29 al 31 maggio si terrà la <a href="http://ciemmona.org/2009/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1">Critical Mass &#8220;Interplanetaria&#8221;</a>, la &#8220;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/ciemmona/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ciemmona">Ciemmona</a>&#8221;.</strong> La <a href="http://www.liberareggio.org/tag/citta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con città">città</a> sarà invasa dai colori, dai suoni e dai campanelli dell&#8217;evento più gioioso e critico dei ciclisti urbani di tutto il mondo, a cui quest&#8217;anno si è affiancata la &#8220;<a href="http://lacriticona.ourproject.org/index.it.php"><strong>Criticona</strong></a> &#8220;, una <a href="http://www.liberareggio.org/tag/critical/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con critical">critical</a> <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mass/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mass">mass</a> internazionale che si tiene a Madrid.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Ciemmona nasce dall&#8217;idea di alcuni partecipanti della CM romana</strong> (info: <a href="http://cmroma.tmcrew.org/"><strong>http://cmroma.tmcrew.org</strong></a>) di condividere questo momento di gioia e di consapevolezza, con i ciclisti delle altre Critical Mass italiane e internazionali. Nato per la prima volta a Roma nel 2004, questo evento è cresciuto fino a contare, l&#8217;anno scorso, oltre 4 mila ciclisti.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Fra quei circa 4.000 ciclisti urbani, l&#8217;anno scorso, ci sono stato pure io. Il video, realizzato da me, all&#8217;inizio del pezzo mi è testimone.</p>
<p style="text-align: justify;">Trovarsi a pedalare in giro per la città, insieme a migliaia di altre persone e biciclette (tra cui le più assurde che abbia mai visto) è stata un&#8217;esperienza decisamente significativa e piacevole.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-3307 colorbox-3303" title="logo" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/logo.gif" alt="logo" width="216" height="253" />La bicicletta è un mezzo di trasporto leggero, veloce, ecologico e non ingombrante. In città è sicuramente il mezzo migliore per muoversi: ti consente di goderti la città a pieno, ti mantiene in forma ed evita problemi di salute agli altri che ti circondano e al nostro pianeta. In effetti è vero che attualmente a muoversi a pedali a Roma, come in moltissime altre città (Reggio non è esclusa), è una piccola minoranza di cittadini. In queste condizioni è palese come i problemi di salute rischiano di venire ai ciclisti a causa dei gas di scarico e del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/traffico/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con traffico">traffico</a> &#8220;assassino&#8221; e senza regole che invade le strade urbane del nostro paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche per questo motivo la Critical Mass non nasce per dire &#8220;No al traffico&#8221; bensì per affermare che è lei stessa il traffico! Ovvero, migliaia e migliaia di persone che si muovono in bicicletta, che danno sfogo alla loro creatività e che si sentono liberi perchè si riappropriano del sacrosanto diritto alla mobilità che spetta ad ognuno di noi.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Critical Mass si concentra sul diritto di utilizzare le strade</strong> in modo altro che non semplici luoghi dove far circolare ed ammassare le automobili. Punta anche l&#8217;attenzione sul deteriorarsi della qualità della vita, a partire dai livelli di inquinamento dell&#8217;aria e dell&#8217;inquinamento acustico, che i mezzi a motore creano nelle città.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3308 colorbox-3303" title="targanoilan5" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/targanoilan5-288x300.jpg" alt="targanoilan5" width="288" height="300" /></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; difficile capire quanto è scritto su se non si prova qualche volta ad usare questa modalità di trasporto tanto &#8220;alternativa&#8221; quanto storica e tradizionale. Magari qualche consiglio può darvelo la visione e l&#8217;ascolto del video qui sotto.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.liberareggio.org/tag/radici/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con radici">Radici</a> Nel <a href="http://www.liberareggio.org/tag/cemento/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con cemento">Cemento</a> &#8211; La bicicletta</span></p>
<p style="text-align: center;"><object width="480" height="385" data="http://www.youtube.com/v/B6KXSBITrGM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/B6KXSBITrGM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object>
</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: left;">Per saperne di più:</p>
<p style="text-align: left;">- <a href="http://ciemmona.org/2009/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1">Ciemmona: CriticalMass Interplanetaria</a></p>
<p style="text-align: left;">- <a href="http://www.inventati.org/criticalmass/">CriticalMass Italia</a></p>

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		<title>Coltiviamola decrescita</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/04/15/coltiviamo-la-decrescita/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 07:49:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità & Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[La realizzazione graduale o improvvisa (rivoluzione?) di una società della decrescita implica in primo luogo una nuova coscienza collettiva ed un nuovo sistema di valori, con conseguente &#8220;redenzione&#8221; spirituale, dato che non si tratta più di scegliere tra due alternative che, con mezzi differenti, hanno il medesimo fine della crescita illimitata (capitalismo e socialismo), ma piuttosto di edificare dal basso un nuovo sistema in cui l&#8217;economia non abbia più una posizione preminente nella scala dei valori umani.
Di conseguenza lavorando di meno, per esempio cinque ore al giorno, non solo si riuscirebbe a lavorare tutti o quasi (gli svogliati verosimilmente esisterebbero comunque), ma si riuscirebbe finalmente a disintossicarsi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 	 	 --></p>
<p align="justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-2689 colorbox-2688" title="colt" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/04/colt-300x225.jpg" alt="colt" width="300" height="225" />La realizzazione graduale o improvvisa (<a href="http://www.liberareggio.org/tag/rivoluzione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con rivoluzione">rivoluzione</a>?) di una società della <a href="http://www.liberareggio.org/tag/decrescita/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con decrescita">decrescita</a> implica in primo luogo una nuova <a href="http://www.liberareggio.org/tag/coscienza/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con coscienza">coscienza</a> collettiva ed un nuovo sistema di valori, con conseguente &#8220;redenzione&#8221; spirituale, dato che non si tratta più di scegliere tra due alternative che, con mezzi differenti, hanno il medesimo fine della crescita illimitata (capitalismo e socialismo), ma piuttosto di edificare dal basso un nuovo sistema in cui l&#8217;economia non abbia più una posizione preminente nella scala dei valori umani.</p>
<p align="justify">Di conseguenza lavorando di meno, per esempio cinque ore al giorno, non solo si riuscirebbe a lavorare tutti o quasi (gli svogliati verosimilmente esisterebbero comunque), ma si riuscirebbe finalmente a disintossicarsi da quella alienazione che ci spinge oggi a produrre, per svariate ore della nostra settimana, ciò che poi il sabato e la domenica riacquistiamo (+IVA) nei centri commerciali.</p>
<p align="justify">L&#8217;abolizione dei sistemi di pagamento a rate ed un sistema politico autorevole, capace di regolare davvero il sistema produttivo, darebbero un serio contributo alla <em>riumanizzazione </em>degli individui, non più disgregati in una sorta di competizione permanente, che trova i suoi slanci di socialità solo allo stadio, ma compatti in una vera società della comunione.</p>
<p align="justify">Immaginiamo, solo per un momento, quali vantaggi potrebbero avere le persone se una legge vietasse alle aziende di prodotti elettronici (computer, cellulari e quant&#8217;altro) di mettere sul mercato una nuova versione del medesimo prodotto ogni sei mesi: una rivoluzione.</p>
<p align="justify">Ognuno di noi, finita la truffa, avrebbe molto più danaro da gestire, ma siccome la decrescita sarà conviviale, avrà anche meno cose da acquistare! Infatti, la decrescita non è recessione: la recessione è la fase negativa del sistema della crescita.</p>
<p align="justify">In un simile contesto, dove l&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/autoproduzione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con autoproduzione">autoproduzione</a> di buona parte dei beni sarebbe una regola, e i gruppi di acquisto solidale una consuetudine, è ragionevolmente prevedibile una progressiva diminuzione dei depressi, dei suicidi e dei disperati (quindi anche del consumo di alcuni farmaci).</p>
<p align="justify">Ora, io mi chiedo, in uno scenario così mutato, quanto diminuirebbe il consumo di droghe?</p>
<p align="justify">Non parlo di alcool o sigarette, i veri killer dell&#8217;umanità, ma delle sostanze stupefacenti che oggi, in gran parte delle nazioni, sono illegali.</p>
<p align="justify">In una società della decrescita, potrebbe ancora esistere il concetto di proibizionismo? Beh, non è da escludersi&#8230;ma alla sua base sicuramente ci sarebbero altri interessi, differenti da quelli attuali.</p>
<p align="justify"><img class="alignright size-medium wp-image-2690 colorbox-2688" title="cannabisoutdoorkleinepflanzenbeet" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/04/cannabisoutdoorkleinepflanzenbeet-300x225.jpg" alt="cannabisoutdoorkleinepflanzenbeet" width="300" height="225" />Se oggi, per esempio, la canapa è fuori legge per motivi che possiamo far risalire ai primi del &#8217;900, come l&#8217;avvento della fibra sintetica, dell&#8217;aspirina e dell&#8217;utilizzo del petrolio, in una società della decrescita potrebbero prendere il sopravvento &#8220;seri integralismi morali&#8221;, conseguenza di un ridimensionamento collettivo del ruolo dell&#8217;economia nella società.</p>
<p align="justify">E allora, nell&#8217;ipotesi che continui a praticarsi il proibizionismo, in che modo l&#8217;uomo nuovo della decrescita, potenziale consumatore di stupefacenti per motivi che comunque non sono quelli che conosciamo oggi, potrebbe procurarsi le suddette sostanze?</p>
<p align="justify">Ecco, questo era un delirio momentaneo, perché secondo me, fuori dal regime produttivista e consumista, il concetto stesso di droga verrebbe ridefinito.</p>
<p align="justify">Adesso riprendo il controllo di me e focalizzo il nocciolo del discorso!</p>
<p align="justify">Il problema della droga è sempre di attualità, e per questo mi rivolgo direttamente ai consumatori di sostanze stupefacenti illegali, che siano consumatori incalliti o occasionali.</p>
<p align="justify">Caro consumatore di eroina&#8230; ti invito seriamente a ridurre progressivamente l&#8217;utilizzo di tale sostanza, poiché la sua pericolosità è nota, quasi del tutto indiscutibile e poco suscettibile ad interpretazioni di parte. Lo stato di tossicodipendenza spesso si traduce in un reale rischio di emarginazione sociale, e sai bene che la società non è molto solidale e generosa nei confronti di certi disagi. Non odiarmi se appaio così pressappochista o superficiale, e se senza neppure un buco sul braccio ti consiglio di voltare pagina, ma non esistono molte altre alternative.</p>
<p align="justify">Caro consumatore di cocaina&#8230;mi rivolgo a te nello stesso identico modo, ma per te provo sempre un pò di antipatia: spero potrai perdonarmi.</p>
<p align="justify">Caro consumatore di marijuana&#8230;a te riservo i miei consigli migliori, perché la sostanza che utilizzi, se gestita in modo consapevole, ha delle controindicazioni praticamente irrilevanti se paragonate a quelle dell&#8217;alcool o delle sigarette che lo stato ti vende.</p>
<p align="justify">Se è vero che non è possibile coltivare l&#8217;eroina nella forma in cui la si assume, e lo stesso discorso vale per la cocaina, quando parliamo di marijuana io penso subito alla Canapa Indiana e alla sua natura di pianta versatile, multifunzionale e di facile coltivazione.</p>
<p align="justify">Caro consumatore, di qualsiasi colore, etnia, nazionalità o credo: non comprarla dai pusher!! Non alimentare le casse della malavita, dei papponi, dei boss, ma coltivala, coltivala, coltivala! Non immischiarti in brutti giri, non frequentare con cattiva gente, non portarne con te mai una quantità che vada oltre il tuo consumo, magari per farti notare o per sembrare più figo: sei un deficiente!</p>
<p align="justify">Coltivala!! Coltivala e non coinvolgere mai troppa gente, non farne un vanto, non metterla al centro della tua vita ma godine gli effetti con piacevole discrezione. Non coltivarne troppa, per magari rivenderla, perché non è necessario, non è morale, non è giusto. Insegna a coltivarla, facciamo in modo che cresca come l&#8217;ortica, come le margherite, fuori dal controllo, spontaneamente, e che il suo uso sia cosa normale, pacifica, illegale ma non losca!</p>
<p align="justify"><img class="alignleft size-full wp-image-2692 colorbox-2688" title="pusher" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/04/pusher.jpg" alt="pusher" width="200" height="200" />Caro consumatore di erba: non ti esporre, non innescare giri e traffici più grandi di te, soprattutto se sei giovane e tutte le ricadute, anche economiche, potrebbero essere a carico del tuo caro paparino.</p>
<p align="justify">In definitiva il mio consiglio è: contribuisci alla decrescita conviviale, fumati il tuo spinello se ti fa stare meglio ma non esagerare, non vendere, non comprare, non perderci troppo tempo e troppi soldi ma coltiva, coltiva con amore e fuma.</p>
<p align="justify">Mi piace lasciarmi andare a rapide follie oniriche.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Nicola Casile</strong></p>

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		<title>Ci sono libri&#8230; &#8220;The green bible&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 12:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Energia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il ventunesimo secolo è un&#8217;epoca storica particolare. Noi esseri umani che la stiamo vivendo costituiamo la prima comunità che deve confrontarsi non solo con l&#8217;idea della sua stessa morte, ma anche con la potenziale morte del pianeta dovuta alla mancanza di attenzioni dell&#8217;uomo nei confronti dell&#8217;ambiente in cui vive.
E&#8217;, dunque, naturale che l&#8217;uomo si ponga delle domande esistenziali riguardo il suo vero ruolo sulla terra; su quali sono i veri obiettivi della sua civilizzazione e di quale sarà l&#8217;eredità che lascerà alle future generazioni.
Stephen Bede Scharper, docente di religione ed ecologia presso il St. Michael&#8217;s College di Toronto, e Hilary Cunningham, ricercatrice e docente di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-2019 colorbox-1886" title="greenbible" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/03/greenbible.jpg" alt="greenbible" width="292" height="292" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il ventunesimo secolo è un&#8217;epoca storica particolare. Noi esseri umani che la stiamo vivendo costituiamo la prima comunità che deve confrontarsi non solo con l&#8217;idea della sua stessa morte, ma anche con la potenziale morte del pianeta dovuta alla mancanza di attenzioni dell&#8217;uomo nei confronti dell&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/ambiente/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ambiente">ambiente</a> in cui vive.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2020 colorbox-1886" title="greenbible02_t_w600_h600" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/03/greenbible02_t_w600_h600-300x200.jpg" alt="greenbible02_t_w600_h600" width="300" height="200" />E&#8217;, dunque, naturale che l&#8217;uomo si ponga delle domande esistenziali riguardo il suo vero ruolo sulla terra; su quali sono i veri obiettivi della sua civilizzazione e di quale sarà l&#8217;eredità che lascerà alle future generazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Stephen Bede Scharper, docente di religione ed <a href="http://www.liberareggio.org/tag/ecologia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ecologia">ecologia</a> presso il St. Michael&#8217;s College di Toronto, e Hilary Cunningham, ricercatrice e docente di antropologia all&#8217;Università di Toronto, cercano di dare una risposta a queste domande.</p>
<p style="text-align: justify;">Sette capitoli, come sette sono i giorni che, secondo il Libro della Genesi, Dio ha impiegato per creare la terra, il suo ambiente e gli esseri viventi che la abitano, in cui vengono raccolti estratti di scritture sacre per le tre grandi religioni monoteistiche, ma non solo. Ogni capitolo si apre con un verso della Genesi della <a href="http://www.liberareggio.org/tag/bibbia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con bibbia">Bibbia</a> che viene integrato e arricchito con testi ebraici, con parole del profeta Maometto ma anche con numerosi aforismi ed estratti di opere letterarie, scientifiche di trattati internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Le parole di Dostoyevsky, Al Gore, Giovanni Paolo II, Albert Einstein, Martin Luther King insieme a quelle di numerosi vescovi ed esponenti religiosi di tutto il mondo che, affiancate anche da estratti di documenti ufficiali delle organizzazioni internazionali e dei programmi ambientali delle Agenzie dell&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/onu/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con onu">ONU</a>, contribuiscono ad elaborare sette regole, una per capitolo, che l&#8217;uomo dovrebbe &#8220;religiosamente&#8221; seguire per rispettare effettivamente l&#8217;ambiente che lo circonda.</p>
<p style="text-align: justify;">La regola più importante è quella che sostiene che per l&#8217;uomo sia giunto il momento di comprendere che la sua specie non è il centro nevralgico di tutto &#8220;il creato&#8221; bensì, più semplicemente, una sua parte. Questo dovrebbe insegnare all&#8217;uomo che è necessario mettere da parte l&#8217;arroganza con la quale si è relazionato fino ad oggi con le altre creature che vivono sulla terra. L&#8217;uomo ha realizzato il fatto che la sua specie esercita un grande potere nei confronti della Terra ma questo potere, fino ad oggi, è stato guidato da forze prevalentemente distruttive.</p>
<p style="text-align: justify;">The green Bible, tramite scritti sacri, testi di teologi, di scienziati ed ecologisti vuole, invece, dimostrare come i pensieri più vasti e profondi prodotti dalla specie umana avvalorino la tesi per cui gli uomini sono deputati ad agire per conservare il pianeta in cui vivono insieme a tutte le altre forme di vita che lo abitano.</p>
<p align="right"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Questa recensione è <a href="http://www.almanacco.rm.cnr.it/articoli_scaffali.asp?ID_rubrica=6&amp;ID_sottorub=64&amp;nome_file=04_04_2009"><strong>uscita anche per l&#8217;Almanacco della Scienza,</strong></a> rivista online edita dall&#8217;Ufficio Stampa del CNR.</em></p>

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		<title>La settimana della ReggioSfera</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/02/16/la-settimana-della-reggiosfera-15/</link>
		<comments>http://www.liberareggio.org/2009/02/16/la-settimana-della-reggiosfera-15/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 10:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Settimana della ReggioSfera]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[englaro]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[messina]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>
		<category><![CDATA[stretto]]></category>
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		<category><![CDATA[tv]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberareggio.org/?p=1836</guid>
		<description><![CDATA[9 febbraio 2009 &#8211; Eluana non c&#8217;è più, ora silenzio
Roberto Calabrò
Eluana Englaro è morta. Il silenzio sulla sua vicenda è necessario. Ma è anche necessario che la questione di come terminare i propri giorni venga risolta e passi nelle mani di chi deve effettivamente esercitare i suoi diritti: noi stessi. In questo post troverete il testo completo di quello che, se firmato da voi, potrebbe essere il vostro testamento biologico.
10 febbraio 2009 &#8211; Workshop sul futuro sostenibile dell&#8217;area dello Stretto
TerritoRiot
Alla facoltà di giusprudenza dell&#8217;università di Reggio si è tenuto un incontro per discutere riguardo un&#8217;idea di futuro sostenibile per tutta l&#8217;area dello...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-220 colorbox-1836" title="reggiosfera1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2008/10/reggiosfera1.jpg" alt="reggiosfera1" width="381" height="203" /></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://robertocalabro.blogspot.com/2009/02/eluana-non-ce-piu-ora-silenzio.html"><strong>9 febbraio 2009 &#8211; Eluana non c&#8217;è più, ora silenzio</strong></a><br />
<em>Roberto Calabrò</em><br />
Eluana <a href="http://www.liberareggio.org/tag/englaro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con englaro">Englaro</a> è morta. Il silenzio sulla sua vicenda è necessario. Ma è anche necessario che la questione di come terminare i propri giorni venga risolta e passi nelle mani di chi deve effettivamente esercitare i suoi diritti: noi stessi. In questo post troverete il testo completo di quello che, se firmato da voi, potrebbe essere il vostro testamento biologico.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://territoriot.noblogs.org/post/2009/02/10/workshop-sul-futuro-sostenibile-dell-area-dello-stretto"><strong>10 febbraio 2009 &#8211; Workshop sul futuro sostenibile dell&#8217;area dello Stretto</strong></a><br />
<em>TerritoRiot</em><br />
Alla facoltà di giusprudenza dell&#8217;università di Reggio si è tenuto un incontro per discutere riguardo un&#8217;idea di futuro sostenibile per tutta l&#8217;area dello <a href="http://www.liberareggio.org/tag/stretto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con stretto">Stretto</a> di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/messina/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con messina">Messina</a> e sul modo migliore di organizzarne i collegamenti danneggiando il meno possibile il paesaggio: spettacolo naturale unico. Ad organizzare l&#8217;incontro il prof. Domenico Marino, insieme a numerose associazioni e organizzazioni sociali e ambientaliste dell&#8217;area dello Stretto.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://marioalberti.blogspot.com/2009/02/il-diritto-di-scegliere.html"><strong>11 febbraio 2009 &#8211; Il diritto di scegliere</strong></a><br />
<em>MarioAlbertiBlog</em><br />
Eluana e Albina, due persone diverse, stessa fine e stessa dignità. Un caso molto simile a quello Englaro&#8230; per far riflettere.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://blog.libero.it/Fernandez/"><strong>12 febbraio 2009 &#8211; Eluana e Rumeni, la gioia dei telegiornali..</strong></a><br />
<em>Osteria.. &#8211; ..del vecchio pazzo..</em><br />
Una riflessione su come vengono trattati dal mondo dell&#8217;informazione alcuni casi di particolare impatto umano&#8230;</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://gdzito.wordpress.com/2009/02/13/le-preoccupazioni-di-rutelli-sul-caso-genchi/"><strong>13 febbraio 2009 &#8211; Le preoccupazioni di Rutelli sul caso Genchi</strong></a><br />
<em>Il Blogger di Damiano Zito</em><br />
Il segreto regna sovrano in questo paese. Quando la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/giustizia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con giustizia">giustizia</a> tocca i poteri questi si chiudono a riccio difendendo il loro diritto a nascondere quello che fanno in nome del popolo italiano. Non ci sarebbe nessun sospetto se loro non fossero sospetti&#8230; E quando chi deve decidere è uno dei sospettati c&#8217;è ben poco da far finta di niente.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.diarioreggino.it/?p=77"><strong>14 febbraio 2009 &#8211; Il bluff della MetroMare sulla pelle dei pendolari</strong></a><br />
<em>Diario Reggino il blog della Fondazione Mediterranea</em><br />
Come al solito le cose grosse sullo stretto si fanno a ca&#8230;volo di cane . Questa è la volta della cosiddetta Metropolitana del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mare">Mare</a>. Leggete questo post per rendervi conto della differenza che c&#8217;è tra un sistema integrato, ordinato ed efficiente di trasporti a servizio della cittadinanza e il poco utile servizio che dovrebbe essere fornito da marzo in poi.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://peppecaridi2.wordpress.com/2009/02/15/tutte-le-foto-di-queste-ore-con-la-neve-al-sud-lo-stretto-che-sembra-un-fiordo-e-i-rilievi-appenninici-seppelliti-di-neve/"><strong>15 febbraio 2009 &#8211; Tutte le foto di queste ore con la neve al sud, Stretto che sembra un fiordo a i rilievi appenninici seppelliti di neve</strong></a><br />
<em>La Pagina &#8211; Peppe Caridi Live News</em><br />
Un sacco di foto bellissime di questi giorni di Stretto&#8230; nella morsa del maltempo. La mia personale predilezione va a quelle con le colline peloritane innevate sullo stretto. Uno spettacolo ancor più unico del solito.
</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>ps. &#8211; se conoscete altri blog e blogger reggini attivi nell&#8217;ultimo mese non esitate a segnalarceli tramite i commenti a questo post&#8230;</em></p>

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		<item>
		<title>Onda su Onda, lontano mi porterà&#8230;</title>
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		<comments>http://www.liberareggio.org/2008/12/24/onda-su-onda-lontano-mi-portera/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 12:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Sport & Reggina]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[barca]]></category>
		<category><![CDATA[circumnavigazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Non so se vi è mai capitato di sentire di strani nomi come Boc, Vendée Globe o Artemis Transat, ebbene sono tutti nomi di alcune delle più prestigiose regate veliche oceaniche.
Oggi vi voglio parlare di quella che sicuramente è la più folle di queste particolari regate, la Vendée Globe. Si tratta di una competizione che prevede la circumnavigazione in solitaria della terra con partenza e arrivo a Les Sables D&#8217;Olonne in Vandea, Francia. Prima, però, voglio fare un breve accenno ad altre importanti regate così, giusto per dovere di cronaca.
Il Boc Challenge è il giro del mondo in solitaria a tappe diventato poi Around Alone e oggi Velux 5 Oceans. Si chiamava Whitbread, adesso è la Volvo Ocean Race, la più tecnica e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1054 colorbox-1053" title="au-tour-de-desjoyeaux_actus" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2008/12/au-tour-de-desjoyeaux_actus-300x190.jpg" alt="au-tour-de-desjoyeaux_actus" width="300" height="190" />Non so se vi è mai capitato di sentire di strani nomi come Boc, Vendée Globe o Artemis Transat, ebbene sono tutti nomi di alcune delle più prestigiose regate veliche oceaniche.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Oggi vi voglio parlare di quella che sicuramente è la più folle di queste particolari regate, la Vendée Globe. Si tratta di una competizione che prevede la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/circumnavigazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con circumnavigazione">circumnavigazione</a> in solitaria della terra con partenza e arrivo a Les Sables D&#8217;Olonne in Vandea, Francia. Prima, però, voglio fare un breve accenno ad altre importanti regate così, giusto per dovere di cronaca.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Boc Challenge è il giro del mondo in solitaria a tappe diventato poi Around Alone e oggi Velux 5 Oceans. Si chiamava Whitbread, adesso è la Volvo Ocean Race, la più tecnica e impegnativa <a href="http://www.liberareggio.org/tag/regata/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con regata">regata</a> intorno al mondo a tappe per equipaggi mai realizzata su monoscafi.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-1055 colorbox-1053" title="pho_vendee_map" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2008/12/pho_vendee_map-300x256.jpg" alt="pho_vendee_map" width="300" height="256" />Il 9 novembre scorso è partita l&#8217;edizione 2008 della prestigiosa Vendée Globe. Questa regata, che si svolge ogni 4 anni, vede coinvolti scafi monocarena la cui lunghezza non supera i 60 piedi (poco più di 18 m), non prevede scali e partendo dalla Normandia discende l&#8217;Atlantico, doppia in sequenza i 3 capi leggendari dell&#8217;emisfero australe ovvero quello di Capo Horn, di Leuuwin e di Buona Speranza per poi risalire nuovamente l&#8217;atlantico verso la Manica. Il tutto, quindi, dopo aver solcato senza alcun supporto tecnico, oceani come quello Pacifico, Indiano e Atlantico appunto, per una durata complessiva non inferiore ai 3 mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La regata definita da molti come &#8220;l&#8217;Everest del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mare">mare</a>&#8221; fu istituita nel 1989 da Philippe Jeantot e da allora è considerata l&#8217;obbiettivo finale di ogni velista oceanico. Nomi come Cape Horn e Cape of Good Hope appartengono alla storia della navigazione, consegnati alle leggende che da secoli fanno da sfondo alle imprese dei grandi navigatori del passato. Capo Horn è situato all&#8217;estremo <a href="http://www.liberareggio.org/tag/sud/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con sud">sud</a> della Terra del Fuoco ancor più a <a href="http://www.liberareggio.org/tag/sud/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con sud">sud</a> del famigerato <a href="http://www.liberareggio.org/tag/stretto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con stretto">Stretto</a> di Maggellano e Capo di Buona Speranza, a cavallo tra l&#8217;Atlantico e l&#8217;Indiano, nel cui tratto di mare antistante si dice che nelle notti di tempesta sia possibile avvistare il vascello fantasma del Flying Dutchman (&#8220;pirati dei caraibi-la maledizione della prima luna&#8221; vi dice niente? è solo un rimpasto della leggenda dell&#8217;Olandese Volante).<br />
La VG è una lotta non solo tra i partecipanti alla gara ma anche <a href="http://www.liberareggio.org/tag/contro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con contro">contro</a> il tempo per la ricerca di nuovi record, anche se chiunque partecipi a tale regata sa benissimo che concludere un&#8217;impresa di tale portata è già di per se una vittoria.
</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; di ieri la notizia apparsa sulla Gazzetta dello Sport di un malaugurato incidente accorso ad uno di questi temerari: frattura del femore e impossibilità di muoversi al punto di non riuscire a raggiungere la morfina nel cassetto di pronto soccorso, ma abbastanza vicino al satellitare tanto da poter comunicare le proprie condizioni e chiedere aiuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Partecipare ad una simile impresa richiede finanziamenti ingenti, una preparazione atletica importante, il dover vivere in spazi angusti, alterare il ciclo sonno-veglia, sottostare a condizione meteo estreme (si sfiora il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/polo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con polo">polo</a>), richiede una tempra mentale che solo pochi hanno la fortuna di possedere. Passare 3 mesi in solitaria di per se non rappresenta un ostacolo così ostico da superare, ben diverso è, invece, l&#8217;essere pronti nel saper trovare soluzioni adeguate a situazioni di pericolo nel minor lasso di tempo possibile: freddezza e lucidità dunque. E&#8217; forse proprio questa la più grande prerogativa di uno sport come quello della <a href="http://www.liberareggio.org/tag/vela/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con vela">vela</a>, il dover scegliere, e scegliere subito per il meglio. Si potrebbe obbiettare dicendo che tale ragionamento lo si potrebbe applicare anche ad altri sport, ma in quanti altri vi potrebbe capitare di decidere se virare per evitare una collisione oppure decidere se orzare o poggiare nel caso di una raffica di vento per evitare di scuffiare, insomma le variabili sono tali e tante che questo istinto lo si deve sviluppare da subito e non per primeggiare, ma per restare semplicemente in gioco.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi ritorna in mente quella memorabile impresa portata a termine da Giovanni Soldini quando a bordo del suo Fila, nell&#8217;Around Alone del 98 cambiò rotta per soccorrere la francese Isabelle Autissier che si trovava alla deriva nelle acque gelide dell&#8217;antartico, lontano da ogni rotta commerciale, impossibile da raggiungere per ogni altro tipo di nave che non fosse una rompighiaccio e dunque destinata a perire se non fosse stato per questo nostro capitano coraggioso.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1056 colorbox-1053" title="vendee_globe" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2008/12/vendee_globe-300x185.jpg" alt="vendee_globe" width="300" height="185" />Il primo italiano a circumnavigare il globo in solitaria da Est verso Ovest è stato Ambrogio Fogar a bordo del Surprise, uno Sloop di poco superiore alla decina di metri. Prima di lui ci erano riusciti soltanto Joshua Slocum e Sir Francis Chichester. Sempre Fogar nel 1978 subì l&#8217;affondamento della sua imbarcazione che venne probabilmente colpita da un&#8217;orca oppure da una onda anomala (non si sa realmente come siano andati i fatti) e affondata nel giro di pochi secondi al largo delle isole Falkland nel Sud dell&#8217;Oceano Atlantico. Fogar riuscì a sopravvivere per 74 giorni in una zattera autogonfiabile di salvataggio portando con se solamente un po&#8217; di zucchero e un pezzo di pancetta. Con lui c&#8217;era il suo amico e compagno di viaggio, il giornalista Mauro Mancini che morì di polmonite due giorni dopo che i soccorritori li ebbero individuati e tratti in salvo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Probabilmente mi sono lasciato un po prendere la mano, sarebbero veramente tanti, troppi gli aneddoti che si potrebbero raccontare sulle imprese di questi folli per i quali a volte, provo sinceramente un po&#8217; di invidia. Questo mio breve post non voleva altro che essere un invito a stimolare la vostra fantasia e a spingervi ad avvicinarvi ad un mondo, quale quello della vela, nel quale l&#8217;amore per il mare e la natura in genere, può aiutare a riappropriarsi di una dimensione della vita meno alienante di quanto non sia quella di una &#8220;società economica&#8221; come la nostra.</p>
<p style="text-align: justify;">P.S. buon Natale a tutti!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>M. C.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per saperne di più:</p>
<p>http://www.vendeeglobe.org/en/</p>
<p><a href="http://www.federvela.it/">http://www.federvela.it/</a></p>

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		<title>Il futuro del cinema è anche nel passaparola</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2008/10/07/il-futuro-del-cinema-e-anche-nel-passaparola/</link>
		<comments>http://www.liberareggio.org/2008/10/07/il-futuro-del-cinema-e-anche-nel-passaparola/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 15:22:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[partecipativo]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa succede se un gruppo di giovani professionisti del cinema si mettono insieme per realizzare un&#8217;opera cinematografica a costo zero, senza avere alle spalle  grosse case di produzione, di distribuzione nè attori vip, il tutto ad emissioni ridotte? Ne viene fuori un lungometraggio di 90 minuti che si chiama Torno Subito e che per pubblicizzarsi e farsi conoscere ha scelto la via del passaparola via web.
Anche perchè sul web è nato tutto. Così recita il sito internet di Torno Subito: &#8221; Grazie ai social network ci siamo cercati e ci siamo trovati. Ed è successo. Abbiamo “fatto” un film. L’abbiamo immaginato, l’abbiamo girato e l’abbiamo montato&#8221;. Adesso tocca distribuirlo e per farlo gli ideatori di questo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2008/10/dscf5887_640x480.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-111 colorbox-112" title="dscf5887_640x480" src="http://liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2008/10/dscf5887_640x480-300x225.jpg" alt="" width="305" height="228" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Cosa succede se un gruppo di giovani professionisti del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/cinema/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Cinema">cinema</a> si mettono insieme per realizzare un&#8217;opera cinematografica a costo zero, senza avere alle spalle  grosse case di produzione, di distribuzione nè attori vip, il tutto ad emissioni ridotte? Ne viene fuori un <a href="http://www.liberareggio.org/tag/lungometraggio/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con lungometraggio">lungometraggio</a> di 90 minuti che si chiama <a href="http://ilmiofilm.wordpress.com/">Torno Subito</a> e che per pubblicizzarsi e farsi conoscere ha scelto la via del passaparola via <a href="http://www.liberareggio.org/tag/web/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con web">web</a>.<br />
Anche perchè sul web è nato tutto. Così recita il sito internet di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/torno-subito/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con torno subito">Torno Subito</a>: &#8221; Grazie ai social network ci siamo cercati e ci siamo trovati. Ed è successo. <strong>Abbiamo “fatto” un <a href="http://www.liberareggio.org/tag/film/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con film">film</a>.</strong> L’abbiamo <strong>immaginato</strong>, l’abbiamo<strong> girato </strong>e l’abbiamo <strong>montato</strong>&#8220;. Adesso tocca distribuirlo e per farlo gli ideatori di questo progetto hanno deciso di rimanere sul web e di farsi conoscere con lo stesso strumento con il quale si sono conosciuti i componenti della trope e il cast che sommati raccolgono ben 42 persone. Tutti hanno contribuito in maniera volotaria e gratuita al progetto anzi &#8220;<strong>Tutti hanno messo a disposizione del progetto quello che avevano da condividere</strong>. C’è chi ci ha messo la macchina da presa, chi l’attrezzatura fonica, chi la propria esperienza oppure semplicemente la propria gastrite&#8221;. La paga finale di queste 42 persone è stato, come dichiarano loro stessi sul sito, è la realizzazione del progetto stesso.<br />
Adesso è giunta la secona parte del progetto, quella che deve consentire al film di farsi conoscere e circolare, il tutto <a href="http://ilmiofilm.wordpress.com/facci-conoscere/">tramite il web</a>. Vi state chiedendo come sia possibile? Beh, innanzitutto, il film è interamente e gratuitamente scaricabile sia nella <a href="http://www.humyo.com/F/6869509-213525933">versone classica</a> che nella versione in <a href="http://www.humyo.com/F/6869509-213525933/NjMwNTQwNmE0MDE4MTZiOTc5ZDMxNTQ5ZjVkYTk2OGE=">High Definition</a> ma lo si può vedere interamente su internet tramite il sito <a href="http://www.humyo.com/F/6869509-213525933">www.humyo.com</a> (una specie di youtube) dal quale è possibile copiare il codiche html in altri siti e blog. E&#8217; propio su questo che contano i realizzatori di Torno Subito, sulla coda lunga, ovvero su tutta quella massa di gente e realtà online che apprezzano iniziative di questo tipo e le divulgano ai propri lettori. Dal 6 ottobre il sito del film è attivo e già il 7 ottobre esso può vantare la pubblicità, tramite post dedicato, di uno dei 5 blog più visti in Italia: <a href="http://www.pandemia.info/post/2049645.html">Pandemia</a> di Luca Conti. Ma c&#8217;è da giurarci che ci saranno molti altri che parleranno di loro perchè si tratta davvero di un progetto nuovo innovativo e, si, anche rischioso. Ma senza rischio che fascino avrebbe tutto ciò? LiberaReggio non poteva essere da meno e non poteva non occuparsi di un progetto del genere perchè, se tutto andrà bene, lascia intravedere spiragli di novità nel panorama cinematografico italiano soprattutto per quel che riguarda il futuro di molti giovani bravi e appassionati che, come in ogni ambito lavorativo, sono costretti a cercare fortuna in luoghi lontani perchè non sono appoggiati dalle grandi strutture produttive e commerciali.<br />
Torno subito è un bell&#8217;esperimento che riguarda non solo un gruppo di giovani professionisti del mondo del cinema ma perchè nella sua realizzazione si è voluta dare molta importanza al fattore ambientale. O meglio, la realizzazione di tutta l&#8217;opera è stata effettuata cercando di impattare il meno possibile sull&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/ambiente/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ambiente">ambiente</a>. Ce lo spiegano direttamente <a href="http://ilmiofilm.wordpress.com/quanto-e-costato/">sul sito</a> come ciò è stato possibile:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Piuttosto che i comuni supporti magnetici o ottici, che vanno sostituiti spesso, abbiamo optato per un sistema di registrazione che sfruttasse delle memorie flash, riutilizzabili per infinite volte. Inoltre, ogni oggetto che appare nel film è stato recuperato in cantine polverose o mercatini dell’usato. La troupe, invece dei canonici cinemobile, si è spostata utilizzando mezzi pubblici; quando impossibile, si è adottato il car sharing.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Un bell&#8217;esempio no? Il progetto di questo film ci insegna come sia possibile realizzare opere cinematografiche<strong> &#8220;dimostrando che si può fare cinema senza essere &#8216;figli di…&#8217; e senza &#8216;darla a…&#8217;&#8221;</strong><strong>. </strong>Quando il tutto è condito da un particolare interesse verso il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/rispetto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con rispetto">rispetto</a> dell&#8217;ambiente l&#8217;opera acquista ancora più &#8220;sapore&#8221;.<br />
Il film in se non l&#8217;ho visto per cui non potrei darvi un giudizio ma invito voi a farlo e, come vedete anche da voi, potete farlo direttamente anche da quì.</p>
<p style="text-align: center;">
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.humyo.com/E/6869509-213525933" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="315" src="http://www.humyo.com/E/6869509-213525933"></embed></object></p>
<p>Ditemelo voi cosa ne pensate&#8230;</p>
<p>Fonte: <a href="http://ilmiofilm.wordpress.com/">Il mio film</a>
</p>
<p style="text-align: right;">Alessio Neri</p>

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