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	<title>www.LiberaReggio.org &#187; arte</title>
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	<description>Il Magazine dei Giovani Reggini</description>
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		<title>Letizia a Parigi</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 07:35:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
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		<description><![CDATA[“Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dopo, ovunque tu  passi il resto della tua vita, essa ti accompagna perchè Parigi è una  festa mobile!”
E. Hemingway
Parigi profuma di liquirizia. No, non è un’impressione legata all’astinenza forzata da caffè (il beverone marroncino autoctono, fatto con una percentuale irrisoria di Nescafé, costa fino a quasi 3 euro), ma una sensazione viva, che sottolinea come, nonostante i 12milioni e mezzo di abitanti, i 500 giardini sparsi per la città aiutino a contrastare l’odore di smog.
Tralasciando l’aspetto economico capace di annientare ogni romanticismo, tirar fuori l’anima da camionista anche di Giobbe, nonchè ogni briciolo di spirito di sopravvivenza grazie al...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>“Se hai avuto la fortuna di vivere a <a href="http://www.liberareggio.org/tag/parigi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con parigi">Parigi</a> da giovane, dopo, ovunque tu  passi il resto della tua vita, essa ti accompagna perchè <a href="http://www.liberareggio.org/tag/parigi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con parigi">Parigi</a> è una  festa mobile!</em><em>”<br />
E. Hemingway</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/IMG_24951.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8215 colorbox-8213" title="IMG_2495" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/IMG_24951-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Parigi profuma di liquirizia. No, non è un’impressione legata all’astinenza forzata da caffè (il beverone marroncino autoctono, fatto con una percentuale irrisoria di Nescafé, costa fino a quasi 3 euro), ma una sensazione viva, che sottolinea come, nonostante i 12milioni e mezzo di abitanti, i 500 giardini sparsi per la città aiutino a contrastare l’odore di smog.</p>
<p style="text-align: justify;">Tralasciando l’aspetto economico capace di annientare ogni romanticismo, tirar fuori l’anima da camionista anche di Giobbe, nonchè ogni briciolo di spirito di sopravvivenza grazie al quale, dopo aver speso 5 euro per una bottiglietta d’acqua e aver così avuto l&#8217;intuizione di recarvi al primo supermercato, con circa 2 euro ne comprerete 6 di bottiglie.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivo armata di cappello, sciarpa ed ombrello convinta di trovare quelle nubi grigie e quella pioggerellina dispettosa che ha sempre caratterizzato i racconti di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/viaggio/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con viaggio">viaggio</a> di ogni visitatore della capitale francese; mi ritrovo invece ad aver solo occupato spazio in valigia… Sole, sole, sole, tanto da esser tornata con un’invidiabile abbronzatura (che il Sole nel Nord Europa picchi duro non è l’ennesima diceria…)!!!</p>
<p style="text-align: justify;">La visita della città inizia in Metro: niente di meglio per entrare a contatto col quotidiano dei parigini, soprattutto per chi come noi vive in una città in cui gli avvistamenti dell’autobus suonano eclatanti quanto quelli degli UFO. Armatevi di moneta perché potrebbe capitarvi di imbattervi in macchinette che non accettano carta moneta per il rilascio del ticket; dopodiché alla prima biglietteria utile acquistate per 12 euro un carnet con 10 biglietti che vi permetterà di essere sempre pronti a spostarvi e di risparmiare 4 euro. Personalmente, mi sono innamorata a prima vista della stazione <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Concorde_%28Metropolitana_di_Parigi%29">Concorde</a></span>, caratterizzata da un mosaico che riproduce il testo della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino. Fatto un giro generico e generale della città, tappa obbligatoria è l’Hard Rock Cafè, in Boulevard <a href="http://www.liberareggio.org/tag/montmartre/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con montmartre">Montmartre</a>, dove potrete assistere a concerti anche nel primissimo pomeriggio. Per gli appassionati e non solo ogni venerdì sera (tempo permettendo) la <strong>Villé Lumiere</strong> ospita uno degli eventi più cool di sempre: il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.pari-roller.com/">Paris Roller.</a></span> Appuntamento per le 21:30 sotto la torre di <strong>Montparnasse</strong> per una vera e propria maratona notturna, un percorso che varia ogni volta, una corsa di più di 3 ore con tanto di polizia che blocca il traffico e scorta a spasso per le strade parigine il foltissimo “sciame” di pattinatori!!! Se la scena vi appare poco insolita, vi assicuro che il rumore di sottofondo lo è!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/HdeSully.jpg"><img class="size-medium wp-image-8216 alignright colorbox-8213" title="HdeSully" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/HdeSully-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Saltando a piè pari i classici luoghi degni di visita, che potete ritrovare su qualunque guida, consiglio vivamente di visitare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/H%C3%B4tel_de_Sully">l’Hôtel de Sully</a></span>, nel quartiere Marais; la Galerie Lafayette per farsi un po’ di male gratuito contando gli zeri dei prezzi; una qualunque pasticceria per assaggiare la Millefoglie (si rischia l’estasi mistica!); Versailles, intesa non come Reggia ma come cittadina, e i giardini reali assolutamente imperdibili all&#8217;interno dei quali potrete girare in lungo e in largo con 15 euro di entrata (nel prezzo è compresa anche la visita degli interni); la cattedrale di Notre-Dame con i suoi rosoni e guglie vi toglierà il fiato e vi farà sorridere con i suoi gargoyles sulla facciata, arrivati sulla piazza guardate per terra alla ricerca della Stella; il Musée d’Orsay e il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/louvre/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con louvre">Louvre</a>, dove il biglietto costa 13 euro e vi permette di girare per 3 ore ed ammirare la summa dell’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/arte/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con arte">arte</a>. Al <a href="http://www.liberareggio.org/tag/louvre/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con louvre">Louvre</a>, ricordate di chiudere la bocca spalancata per la meraviglia passando per la sala dedicata a Michelangelo e Canova e di chiuderla nuovamente davanti alla Gioconda: uno dei più grandi bluff della storia dell’arte: al centro di un’intera parere troverete questo quadretto protetto da transenne. Quadretto non lo sto usando né come diminutivo né come dispregiativo: avete presente il calendario appeso nella vostra cucina? Le dimensioni sono quelle!!! Al <a href="http://www.liberareggio.org/tag/louvre/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con louvre">Louvre</a>, uno sguardo attento lo merita anche la scala a chiocciola che conduce alla piramide che dà sul cortile interno del Palazzo: vedere l’esterno a quadretti è un’esperienza da fare! Per le vie principali è possibile collegarsi ad internet da apposite cabine, simili a quelle telefoniche… ça va sans dire… Alle signorine e non solo consiglio di visitare Fragonard, il Museo del Profumo, dove farete un viaggio olfattivo attraverso la storia del profumo e potrete acquistare prodotti a prezzo di fabbrica.</p>
<p style="text-align: justify;">Armandovi di entusiasmo e pronti a scatti continui con la macchina fotografica, fate un giro sul Bateaux Mouches e osservate la città che si lascia ammirare come in vetrina, godetevi la spiegazione dei monumenti delle vocine registrate, senza meravigliarvi se comprenderete con più facilità la spiegazione in Giapponese che quella in Italiano…</p>
<p style="text-align: justify;">Se volete visitare la Tour Eiffel ricordate di prenotarla prima (13 euro di biglietto e la paura dell’altezza passa), per evitare le ore di fila, ma ricordate anche di esser puntuali all’ingresso; se soffrite di vertigini sdraiatevi sul prato che circonda il Trocadéro e respirate a pieni polmoni circondati dal verde. La Tour Eiffel merita di esser vista sia di giorno che di notte: due fasci luminosi visibili da ben 80 km di distanza si accendono ogni sera i primi 10 minuti di ogni ora, dall’inizio della notte fino alle prime luci del mattino, illuminando tutta la torre di metallo. Come se fosse ricoperta di diamanti, esibisce le sue linee e rapisce lo sguardo di chiunque. Vanitosa, sciantosa, elegante, raffinata, esibizionista, chiamatela come volete, ma comunque non potrete resistere al suo fascino. Una curiosità: se vi venisse voglia di gelato, anche il cono avrà la forma di Tour Eiffel rovesciata…</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Place-du-Tertre.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8217 colorbox-8213" title="Place du Tertre" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Place-du-Tertre-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Ed infine lasciate liberi la vostra Anima artistica e il vostro romanticismo a Montmartre: giunti in cima alla collinetta, dopo aver letteralmente scalato circa 300 gradini e imprecato tutti i santi più o meno noti che il calendario di Frate Indovino fornisce, dimenticherete la fatica ammirando la città ai vostri piedi. Dominata dalla Basilique du Sacré-Coeur, dove potrete guardarvi intorno con la surreale colonna sonora di un violinista appollaiato sulle scale, la Place du Tertre sembra uscire direttamente da un dipinto con i suoi <a href="http://www.liberareggio.org/tag/colori/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con colori">colori</a> e le sue voci che richiamano l’attenzione dei turisti. Con circa 30 euro potrete portarvi a casa un vostro ritratto, scegliendo bene l’artista, ognuno dei quali metterà sul foglio una parte della sua anima tirando fuori la vostra; se non amate i ritratti ci sarà sicuramente qualcuno pronto a ritagliare in pochi minuti una vostra sagoma. Montmartre sarà l’unico luogo in cui non verrete rincorsi da venditori di souvenir, o meglio… da ragazzi che alla modica cifra di 2 euro vi venderanno 10 portachiavi della Tour Eiffel che potrete lanciare a quanti vi sarete dimenticati nella vostra lista-ricordini. Da acquistare assolutamente ad un prezzo davvero irrisorio, sono gli acquerelli con le varie vedute di Parigi, grazie ai quali piangerete in preda alla nostalgia ogni volta che li rivedrete sulle pareti di casa ricordando dove, come e quando li avete acquistati.</p>
<p style="text-align: justify;">Parigi conferma la sua fama letteraria di città dell’Amore, la città in cui tutto è possibile se ci si abbandona al Viaggio, ma è anche la città della solitudine: è una dicotomia eclatante, con i suoi abitanti isolati da cuffie alle orecchie, che cercano il contatto strattonandoti anche quando lo spazio non lo richiede, che parlano con se stessi guardandosi nelle vetrine, come protetti da gabbie invisibili. La nostalgia di fondo della superba capitale si annida in un angolo del cuore, senza soluzioni…</p>
<p style="text-align: justify;">Gentili Lettori e Piccioni Viaggiatori, se riuscirete ad apprezzare anche la gastronomia francese, dimenticando che noi figli del Sud siamo poco nouvelle e molto cuisine, vi assicuro che Parigi val bene una Messa e non solo…</p>

<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/lafayette/' title='Lafayette'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Lafayette-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="Lafayette" title="Lafayette" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/hdesully/' title='HdeSully'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/HdeSully-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="HdeSully" title="HdeSully" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/placedutertre/' title='PlaceduTertre'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/PlaceduTertre-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="PlaceduTertre" title="PlaceduTertre" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/img_2436/' title='IMG_2436'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/IMG_2436-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="IMG_2436" title="IMG_2436" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/louvre/' title='Louvre'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Louvre-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="Louvre" title="Louvre" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/stella-n-d/' title='Stella N-D'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Stella-N-D-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="Stella N-D" title="Stella N-D" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/sacre-coeur/' title='Sacré-Coeur'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Sacré-Coeur-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="Sacré-Coeur" title="Sacré-Coeur" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/place-du-tertre/' title='Place du Tertre'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Place-du-Tertre-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="Place du Tertre" title="Place du Tertre" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/versailles2/' title='Versailles2'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Versailles2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="Versailles2" title="Versailles2" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/versailles/' title='Versailles'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Versailles-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="Versailles" title="Versailles" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/notre-dame3/' title='notre-dame3'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/notre-dame3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="notre-dame3" title="notre-dame3" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/louvre2/' title='Louvre2'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Louvre2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="Louvre2" title="Louvre2" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/internet/' title='Internet'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Internet-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="Internet" title="Internet" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/garg-n-d/' title='Garg N-D'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Garg-N-D-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="Garg N-D" title="Garg N-D" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/img_2511/' title='IMG_2511'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/IMG_2511-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="IMG_2511" title="IMG_2511" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/img_2495-2/' title='IMG_2495'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/IMG_24951-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="IMG_2495" title="IMG_2495" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/fragonard/' title='Fragonard'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Fragonard-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="Fragonard" title="Fragonard" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/hrcafe/' title='HRCafe'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/HRCafe-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="HRCafe" title="HRCafe" /></a>
<a href='http://www.liberareggio.org/2010/05/11/letizia-a-parigi/montmartre/' title='Montmartre'><img width="150" height="150" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Montmartre-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail colorbox-8213" alt="Montmartre" title="Montmartre" /></a>

<p style="text-align: right;"><strong>Letizia Cuzzola</strong></p>

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		<title>Un grido silenzioso per la crescita culturale della città</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 09:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità & Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<description><![CDATA[Nasce a Reggio Calabria nel dicembre 2009 il movimento d’impegno civico ‘NovAretè’.
Al suo interno incontriamo personalità di differenti settori culturali e artistici (musica, teatro, cinema, restauro, architettura, danza, pittura, fotografia, arte contemporanea, etc.), ma anche professionisti di ogni tipo o giovani competenti (medici, avvocati, sociologi, insegnanti, storici, filosofi, informatici), desiderosi di esprimere le loro potenzialità ahi noi represse dal contesto sociale.
NovAretè manifesta un malcontento ormai troppo presente tra i cittadini reggini e della provincia. Vien fuori dal forte desiderio di cambiamento, dalla voglia ormai insostenibile, quantomeno per chi non ha bende sugli occhi, di opporsi a una...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/Novaretè.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8008 colorbox-8007" title="Novaretè" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/Novaretè-300x278.jpg" alt="" width="300" height="278" /></a>Nasce a Reggio Calabria nel dicembre 2009 il movimento d’impegno civico ‘NovAretè’.</p>
<p style="text-align: justify;">Al suo interno incontriamo personalità di differenti settori culturali e artistici (<a href="http://www.liberareggio.org/tag/musica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Musica">musica</a>, <a href="http://www.liberareggio.org/tag/teatro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Teatro">teatro</a>, cinema, restauro, architettura, danza, pittura, <a href="http://www.liberareggio.org/tag/fotografia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con fotografia">fotografia</a>, <a href="http://www.liberareggio.org/tag/arte/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con arte">arte</a> <a href="http://www.liberareggio.org/tag/contemporanea/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con contemporanea">contemporanea</a>, etc.), ma anche professionisti di ogni tipo o giovani competenti (medici, avvocati, sociologi, insegnanti, storici, filosofi, informatici), desiderosi di esprimere le loro potenzialità ahi noi represse dal contesto sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">NovAretè manifesta un malcontento ormai troppo presente tra i cittadini reggini e della provincia. Vien fuori dal forte desiderio di cambiamento, dalla voglia ormai insostenibile, quantomeno per chi non ha bende sugli occhi, di opporsi a una schiavitù politica e culturale che non rispetta e non rappresenta idee di progresso. Si batte cercando di promuovere lo <a href="http://www.liberareggio.org/tag/sviluppo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con sviluppo">sviluppo</a> del territorio attraverso l’utilizzo delle risorse locali; sostiene e favorisce corsi di alta formazione nel campo artistico tali da permettere l’incremento di qualità e competenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Il movimento si professa apartitico ma non, a giusto modo, apolitico. Si pone tra gli obiettivi la creazione di una coscienza critica, costruttiva. La sua azione si basa, non solo su una denuncia di malgoverno, ma contiene proposte chiare e concrete per l’utilizzo delle risorse umane e strutturali. NovAretè vuol porsi da tramite tra i cittadini e le istituzioni, ormai sempre più distanti e disinteressate. Vuol sollecitare l’applicazione del regolamento comunale, denunciare le ingiustizie della pubblica amministrazione e promuovere un corretto e soprattutto meritocratico utilizzo della forza lavoro. Riportiamo alcuni dei temi comuni al gruppo:</p>
<p style="text-align: justify;">…<em>la qualità della vita e il bisogno di partecipazione ed emancipazione, i diritti e il protagonismo civico, le opportunità di un bene comune, il bisogno di trovare nuovi processi dinamici di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/pensiero/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con pensiero">pensiero</a> e di propositività che possano scuotere dall’immobilismo e dai piagnistei questa terra in cui viviamo…</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il dott. Nino Spezzano, professore del conservatorio F. Cilea, e attuale presidente del movimento, dai giornali alle televisioni, dai dibattiti pubblici ai convegni politici, si batte per far valere le idee del movimento. Su un articolo del Quotidiano del 9 febbraio 2010, intitolato <em>‘Solo colonialismo culturale’</em> sostiene lo sviluppo del teatro comunale reggino e punta il dito sulla sua cattiva gestione. Spezzano ripropone la necessaria istituzione di una Fondazione, entità giuridica ‘ope legis’, che permetta di rilanciare il teatro ai massimi livelli, consentendo di introitare finanziamenti di vario tipo quali quelli del Ministero dei Beni Culturali.</p>
<p style="text-align: justify;">Un consiglio di amministrazione, un settore didattico/artistico e un sovrintendente, sarebbero connotati necessari per una gestione improntata su trasparenza e rigore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il teatro comunale F. Cilea deve rappresentare un centro di produzione in grado di formare e valorizzare le molte risorse disponibili sul territorio e, allo stesso tempo, prosegue Spezzano, capace di esportare i prodotti finiti nel settore dell’industria culturale. Si svilupperebbero così possibilità occupazionali per maestranze, tecnici, personale artistico e per tutto l’indotto creatosi da un teatro funzionante. Il presidente di NovAretè attacca l’amministrazione comunale che non ha voluto dar applicazione alla delibera sulla Fondazione, approvata all’insediamento del sindaco Scopelliti, mantenendo un’oscura gestione privatistica e gravando sulle casse comunali.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto alle “promesse” di chi ha avuto disponibili, da parte del comune, spazi e risorse, pur rappresentando una realtà privata (ci riferiamo al Teatro Stabile di Calabria), ecco cosa leggevamo a piene pagine il 18/2/2003 sulla Gazzetta del Sud: <em>“L’obiettivo è farne un teatro stabile</em>, parola di Geppy Glejeses; <em>Reggio deve diventare una delle dodici sedi italiane di teatro stabile; faremo studiare e lavorare i giovani qui, esporteremo <a href="http://www.liberareggio.org/tag/cultura/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con cultura">cultura</a>… Il Cilea dovrà essere un cantiere sempre aperto”</em>. Risultato dell’ultima stagione (parliamo di prosa ma per la lirica è simile): su quattro rappresentazioni (due fuori programma) la metà sono un flop quanto a spettatori paganti, sull’altra metà lasciamo ai critici (qualora vi fossero) la valutazione.</p>
<p style="text-align: justify;">A oggi è evidente che il teatro Cilea è una gran bella scatola vuota, imbellettata, ma vuota.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Comune non è in grado di gestirlo in maniera competente e qualitativa. Affidare la gestione, attraverso una Fondazione, ad un consiglio amministrativo e un comitato artistico è una delle possibilità. Assegnare ad un direttore artistico e al suo entourage, previo bando pubblico trasparente (qualora avvenisse), l’amministrazione delle risorse finanziare e artistiche e la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/promozione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con promozione">promozione</a> tutta della struttura, l’altra posizione. Il ‘colonialismo’ si attua quando, senza bando alcuno, senza dar soprattutto rilevanza alle risorse locali, e senza coscienza di gestione, si sceglie arbitrariamente di affidare ad un esterno la mera scelta del programma degli spettacoli. Il tutto senza riscontro sul pubblico. Senza vantaggi. Senza crescita culturale. La valutazione di qualità è inesistente e la fruizione solo passiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Con ciò non si vuol addossare la responsabilità necessariamente al Teatro Stabile, quanto alla risaputa gestione privatistica e deleteria di ogni bene pubblico, favorita da un’amministrazione capace di spendere ingenti risorse senza nulla produrre, dove l’accessibilità democratica è sepolta da un pezzo.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Andy Gentile</strong></p>
<p style="text-align: left;">Link:<br />
- <a href="http://novarete.blogspot.com" target="_blank">Blog di Novaretè</a><br />
- <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=100000697807229&amp;ref=search&amp;sid=100000004801928.3484186013..1" target="_blank">Novaretè su Facebook</a></p>

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		<title>Cornetto&amp;Cappuccino &#8211; Incontro con Simone Pucci</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2010/03/30/cornettocappuccino-incontro-con-simone-pucci/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 17:37:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Cornetto&Cappuccino]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal primo scambio di battute è facile intuire l’interesse, la competenza e la passione di questo giovane artista per il panorama artistico internazionale. Risponde alle domande con una prontezza disarmante come se già le conoscesse e si fosse preparato da casa le risposte.
Simone Pucci è attivo come artista, vj e videomaker. Ha realizzato videoclip, sculture, performance live audiovisive e installazione site-specific. Nel 2009 ha partecipato al Celeste Prize, nella sezione Installazione&#38;Scultura, con un mosaico di lego raffigurante uno screenshot del famoso gioco Mario Bros. Lo scorso novembre si è esibito nella splendida cornice di Palazzo Riso (Palermo) in occasione dell’inaugurazione di Essential Experiences, una mostra dal...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dal primo scambio di battute è facile intuire l’interesse, la competenza e la passione di questo giovane artista per il panorama artistico internazionale. Risponde alle domande con una prontezza disarmante come se già le conoscesse e si fosse preparato da casa le risposte.</p>
<p style="text-align: justify;">Simone Pucci è attivo come artista, vj e <a href="http://www.liberareggio.org/tag/videomaker/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con videomaker">videomaker</a>. Ha realizzato videoclip, sculture, <a href="http://www.liberareggio.org/tag/performance/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con performance">performance</a> <a href="http://www.liberareggio.org/tag/live/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con live">live</a> audiovisive e installazione site-specific. Nel 2009 ha partecipato al Celeste Prize, nella sezione Installazione&amp;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/scultura/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con scultura">Scultura</a>, con un mosaico di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/lego/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con lego">lego</a> raffigurante uno screenshot del famoso gioco Mario Bros. Lo scorso novembre si è esibito nella splendida cornice di Palazzo Riso (Palermo) in occasione dell’inaugurazione di <em>Essential Experiences</em>, una mostra dal raffinato sapore internazionale, che ospiterà fino a maggio oltre venti tra i maggiori artisti del panorama contemporaneo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i suoi ultimi lavori ricordiamo<em> Toolbox</em>, realizzato insieme agli amici musicisti Federico De Benedictis e a Federico Ortica. Si tratta di un progetto audiovisivo creato interamente a partire da suoni ed immagini &#8220;raw&#8221; catturati e campionati nel magazzino degli attrezzi di una falegnameria.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-7748 aligncenter colorbox-7727" title="lego" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/lego.jpg" alt="" width="512" height="351" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p><strong>Parliamo dei tuoi lavori.</strong><br />
In cantiere ci sono un paio di progetti che spero si concretizzino presto…ovviamente il problema principale è reperire fondi. In questo momento sto trattando l&#8217;acquisto di una mia scultura da parte del comune di Perugia, questo mi darebbe i soldi necessari da investire in una performance a cui sto lavorando da un po’ di tempo.<br />
Nel caso andasse a buon fine avrei un mio pezzo acquisito da una collezione pubblica il che conferirebbe un minimo di riconoscimento al mio operato, e anche una sorta di referenza per una <a href="http://www.liberareggio.org/tag/galleria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con galleria">galleria</a> che voglia ospitare i miei lavori.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/21.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7729 colorbox-7727" title="2" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/21.jpg" alt="" width="438" height="320" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il significato di questa scultura?</strong><br />
Beh in realtà io prediligo comunicare, come diceva il mio mitico conterraneo Alberto Burri,  &#8220;Esclusivamente attraverso l&#8217;opera stessa&#8221; . Non mi piace l&#8217;arte con il libretto delle istruzioni. Quando vado ad una mostra prendo il catalogo all’uscita…cerco di mantenere un punto di vista più spontaneo e inconsapevole possibile, altrimenti sarebbe come andare nel trenino degli orrori sapendo dove sbucano i fantasmi. Mi posso limitare a descriverla… si tratta di una comune formica, realizzata tecnicamente come un prodotto industriale, nera, lucida, in qualche modo similare a certi lavori di Koons. Dal punto di vista scultoreo mi piaceva l&#8217;idea di realizzare un soggetto non umano molto voluminoso, fondamentalmente figurativo che si reggesse su esili zampe…ma a volte non mi piace, lo ritengo un lavoro molto accademico. In realtà preferisco altre creazioni  in cui c&#8217;è una maggior componente &#8220;pop&#8221; come il mazzo di chiavi con scooby-doo.<br />
Per quanto riguarda il significato, è da ricercare nella natura stessa della formica… è solo un ingigantimento di un entità &#8220;di poco conto&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/31.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7730 colorbox-7727" title="3" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/31.jpg" alt="" width="439" height="293" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La performance a cui sta lavorando…ci daresti qualche anticipazione?</strong><br />
Ti descrivo un po’ l’idea…si tratterebbe di creare 15 mega palle da biliardo gonfiabili, disporle a triangolo all&#8217;alba sulla superficie del lago Trasimeno e lasciare che la corrente le disgreghi. Quello che resterebbe della performance sarebbe una video documentazione dell&#8217;accaduto…mi sto informando per riuscire a far sorvolare la zona e quindi avere anche una ripresa aerea. Quello che mi piace di questo progetto è l&#8217;intangibilità e l&#8217; estemporaneità dell&#8217;intervento che non produce oggetti ma solamente sensazioni.<br />
Si tratta anche di una sorta di omaggio a Claes Oldenburg e al suo lavoro esposto a<a href="http://www.flickr.com/search/show/?q=claes&amp;w=77622871%40N00&amp;ss=2" target="_blank"> Munster nel ’77</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Toolbox come nasce?</strong><br />
Tutto è nato all&#8217;inaugurazione della personale che ho realizzato a Perugia nell&#8217;ambito di &#8220;<a href="http://www.perugiaarticontemporanee.it/2009/node/338" target="_blank">Perugia arti contemporanee</a>&#8220;.<br />
Abbiamo allestito un live set multimediale per l&#8217;occasione insieme a due amici e compositori di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/musica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Musica">musica</a> elettronica Federico Ortica e Federico De Benedictis. L’iniziativa è stata molto apprezzata e noi ci siamo molto divertiti nel realizzarla, così abbiamo deciso di renderla più organica, senza snaturarne l&#8217;essenza ovvero mantenendo una forte dose d&#8217;improvvisazione. Abbiamo quindi lavorato su un tema e lo abbiamo contestualizzato nel magazzino di una falegnameria. Per due giorni abbiamo campionato suoni e movimenti, suggestioni, polvere, vetri scalpelli e tutto ciò che in qualche modo produceva un suono o un riflesso. Passati i due giorni abbiamo separatamente rielaborato questo materiale utilizzandolo in una sorta di ready-made,  riassemblandolo, in maniera mi piace dire &#8220;analogica&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tIgmTCthqlg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/tIgmTCthqlg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nei tuoi progetti ti avvali del computer &#8230;cosa ne pensi dell&#8217;arte associata alla tecnologia?</strong><br />
Bella domanda…allora a me piace intendere l’uso della tecnologia nella realizzazione di qualcosa di artistico alla stregua di qualsiasi altro espediente tecnico. Non sopporto la presunzione di chi sostiene che l&#8217;utilizzo del multimedia faccia sì automaticamente che l&#8217;arte possa essere considerata &#8220;contemporanea&#8221; o quantomeno attuale. Viceversa non ritengo che l&#8217;utilizzo di una tecnica antica, olio o scultura marmorea ad esempio, renda un oggetto obsoleto, vedi Cattelan.<br />
Il modo in cui l’artista impiega la tecnologia è a mio avviso sempre &#8220;metaforico&#8221; o &#8220;sperimentale&#8221; e la video arte è molto distante dalla computer grafica.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/41.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7731 colorbox-7727" title="4" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/41.jpg" alt="" width="464" height="218" /></a></p>
<p><strong>Invece per Palazzo Riso (in occasione dell’inaugurazione di </strong><em><strong>Essential Experiences</strong></em><strong> ) cosa hai realizzato?</strong><br />
In quell’occasione avremmo dovuto presentare <em>toolbox</em>, ma uno dei due ragazzi era all’estero e il contesto del vernissage non era così adatto a quel tipo di rappresentazione.  Abbiamo optato per una soluzione installativa a discapito di un esecuzione live… beh diciamo che ci siamo divertiti un bel pò!<br />
&#8220;<a href="http://www.palazzoriso.it/it/node/257" target="_blank">Essential Experiences</a>&#8221; è una mostra assolutamente fantastica. E’ difficile confrontarsi con la mole e la qualità di artisti presenti. Ho avuto il piacere di conoscere Gunter Uecker (presente con  un&#8217;opera meravigliosa)che mi ha persino fatto i complimenti. Ma la cosa più interessante è la presenza di ragazzi giovani all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione che mi hanno trasmesso un entusiasmo e una passione molto forti per il mondo dell&#8217;arte…il tutto sotto la guida di una fantastica Antonella  Amorelli che ha fortemente voluto e ottenuto la concretizzazione di questa realtà.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La soluzione installativa in cosa consisteva?</strong><br />
Abbiamo utilizzato dei pannelli di polistirolo e degli stecchini da spiedino con cui abbiamo creato una sorta di fregio che ho poi mappato creando un contrasto con il barocco circostante. Un risultato <a href="http://www.zanganassa.com/page2/page2.html" target="_blank">decisamente interessante</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pensi che l&#8217;arte contemporanea sia provocatoria?</strong><br />
Se per contemporaneo si intende l&#8217;arte del nostro tempo penso che a volte lo sia, come penso che lo sia stata anche in passato. Non posso pensare che il putto di Caravaggio che si gratta il fondoschiena non sia provocatorio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il nome di qualche artista che  reputi interessanti?</strong><br />
E’ difficile parlare di artisti… a parte i mostri sacri una delle cose che adesso mi viene in mente e che mi colpì particolarmente è stato il maggiolone di Damian Ortega che vidi qualche anno fa all&#8217;Arsenale.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/51.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7732 colorbox-7727" title="5" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/51.jpg" alt="" width="493" height="385" /></a><br />
<em>Il Maggiolone di Damian Ortega</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ti piace la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/fotografia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con fotografia">fotografia</a>?</strong><br />
Si molto.. mi piacciono Weston, Adams, Man Ray. Mi affascina Erwin Wurm e le sue One-Minute Sculpture…mi piace il suo modo concettuale di utilizzare la possibilità di fermare l&#8217;attimo. Mi piacciono Botto e Bruno e il loro romantico approccio all&#8217;archeologia industriale. Faccio fatica a parlare della fotografia come entità a sè stante…apprezzo gli artisti &#8220;crossover&#8221; ovvero che toccano i vari campi in maniera trasversale e funzionale alla loro <a href="http://www.liberareggio.org/tag/comunicazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con comunicazione">comunicazione</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/61.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7733 colorbox-7727" title="6" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/61.jpg" alt="" width="429" height="429" /></a><br />
<em>Untitled</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/7.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7734 colorbox-7727" title="7" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/7.jpg" alt="" width="360" height="500" /></a><br />
<em>Infradito usa e getta</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/8.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7735 colorbox-7727" title="8" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/8.jpg" alt="" width="330" height="500" /></a><br />
<em>Cremino</em></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Teodora Malavenda</strong></p>

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		<title>Cornetto&amp;Cappuccino &#8211; Il pensiero illustrato ad arte: Maria Pia Erice</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 08:21:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Cornetto&Cappuccino]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[colori]]></category>
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		<description><![CDATA[Linee morbide, colori vivaci e un linguaggio ironico e penetrante. Si presentano così le fantasiose illustrazioni dell’artista trapanese Maria Pia Erice. Laureanda in Lingue e Culture Moderne presso l’Università di Palermo, merito di Pia è quello di essere riuscita a coniugare le sue due più grandi passioni, scrittura e disegno, in un’unica forma capace di catturare lo sguardo e dare libero sfogo alla fantasia. Presentandosi con un curriculum  artistico di tutto rispetto, la ragazza dai capelli rossi e dallo sguardo vivace si propone con la sua particolare visione creativa, e noi siamo sicuri che ne farà di strada. Ne sentiremo parlare.
Ti autorizzo al trattamento dei miei baci per te, e solo per te, ai sensi di una legge che mi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Linee morbide, <a href="http://www.liberareggio.org/tag/colori/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con colori">colori</a> vivaci e un linguaggio ironico e penetrante. Si presentano così le fantasiose <a href="http://www.liberareggio.org/tag/illustrazioni/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con illustrazioni">illustrazioni</a> dell’artista trapanese Maria Pia Erice. Laureanda in Lingue e Culture Moderne presso l’Università di Palermo, merito di Pia è quello di essere riuscita a coniugare le sue due più grandi passioni, scrittura e disegno, in un’unica forma capace di catturare lo sguardo e dare libero sfogo alla fantasia. Presentandosi con un curriculum  <em>artistico</em> di tutto rispetto, la ragazza dai capelli rossi e dallo sguardo vivace si propone con la sua particolare visione creativa, e noi siamo sicuri che ne farà di strada. Ne sentiremo parlare.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/MpE01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7487 colorbox-7486" title="MpE01" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/MpE01.jpg" alt="" width="499" height="402" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">Ti autorizzo al trattamento dei miei baci per te, e solo per te, ai sensi di una legge che mi inventerò su due piedi.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come nasce la passione per l&#8217;illustrazione?</strong><br />
Ho iniziato come fanno tutti i bambini saggi, invece di sbucciarmi le ginocchia con la bici ho preferito disegnare. E’ meno pericoloso. Crescendo ho smesso perchè mi piaceva di più scrivere ma tre anni fa ho scoperto che si possono fare tutte e due le cose insieme. Diciamo che è un modo di vedere il mondo più consapevole…nel senso che se fai il fotografo ti scontri con delle immagini vere, io ho scelto di disegnare il mondo dal mio punto di vista.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/MpE02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7488 colorbox-7486" title="MpE02" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/MpE02.jpg" alt="" width="495" height="396" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">Non è poi così difficile volare<br />
Basta chiudere gli occhi e pensare<br />
Che, per esempio, anche senza effetti speciali<br />
Siamo capaci di cambiare persino i finali.<br />
Altra questione è il nostro sentimento.<br />
Suvvia, confessiamolo: t&#8217;ho preso per sfinimento&#8230;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le tue illustrazioni sono spesso su richiesta.  I committenti chi sono?</strong><br />
A volte ho dei contatti con studi grafici ma spesso lavoro per gente comune come me e te. Capita che mi scrivano: &#8220;Cara Pia, mi chiamo X, sono di blablabla. Ho conosciuto Y una sera d&#8217;estate ad un falò e me ne sono perdutamente innamorata. Mi servirebbe un disegno che gli faccia capire quanto sono pazza di lui. Ci siamo incontrati lì dove c&#8217;era quella cosa&#8221; (…). Allora io disegno un particolare che riguarda la loro storia nel formato e sul materiale che preferiscono e lo spedisco. La soddisfazione  più grande è che di solito si fidanzano sul serio.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/MpE03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7489 colorbox-7486" title="MpE03" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/MpE03.jpg" alt="" width="499" height="402" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">Non te ne sei accorto perché sono stata brava.<br />
Ma ieri ti ho mangiato.<br />
Con gli occhi .</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>E invece quando le illustrazioni non sono su commissione ci sono </strong><em><strong>argomenti</strong></em><strong> che preferisci illustrare?</strong><br />
Confesso che nelle mie vene scorre sangue misto a politica. Me ne occupo da quando avevo sedici anni e credo che sia una delle forme d’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/arte/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con arte">arte</a> migliori prodotte dall’uomo. Quando è onesta. Mi sono fatta la campagna elettorale per le europee con le illustrazioni<strong> </strong>oltre che con i comizi…mi sono divertita da matti e ho ottenuto dei risultati grandiosi. <em>(Maria Pia Erice è stata candidata nel 2009 nelle liste di Sinistra e Libertà per le Isole)</em><strong>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Allora non posso sottrarmi dal chiederti quale personaggio politico ammiri di più.</strong><br />
<a href="http://www.liberareggio.org/tag/vendola/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con vendola">Vendola</a> ovviamente. Nichi è una meraviglia.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/MpE04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7490 colorbox-7486" title="MpE04" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/MpE04.jpg" alt="" width="300" height="480" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E il personaggio politico che detesti?</strong><br />
Che detesto forse no, ma che capisco sempre meno&#8230; E’ Gasparri. Mi fa sentire intelligente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tuo pittore preferito?</strong><br />
Modigliani e le “sue donne” dal collo allungato…le trovo così eleganti. Ma tra gli illustratori  il cuore batte per Hugo Pratt.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa ne pensi dell&#8217;arte <a href="http://www.liberareggio.org/tag/contemporanea/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con contemporanea">contemporanea</a>?</strong><br />
Mi piacciono tutte le espressioni umane che mi fanno venir voglia di saperne di più e non mi scandalizzano certe <a href="http://www.liberareggio.org/tag/performance/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con performance">performance</a> un po&#8217; estreme. La bellezza delle mostre è che hanno una porta da cui uscire se non ci piacciono le cose che vediamo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/MpE05.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7491 colorbox-7486" title="MpE05" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/MpE05.jpg" alt="" width="498" height="395" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">Nella campagna elettorale del mio cuore<br />
Non esiste la competizione<br />
Perché solo tu, o mio amore,<br />
Mi fai tremare dall&#8217;emozione.<br />
Per questo, fidanzato mio,<br />
Non esistono tribune o par condicio.<br />
Tu sei il più ambito premio<br />
e del mio cuore l&#8217;unico beneficio.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>C&#8217;è una corrente artistica alla quale ti senti più vicina?</strong><br />
Vorrei rispecchiarmi totalmente in una corrente… sarebbe molto più facile trovare le idee e la maniera di esprimerle ma mischio un po&#8217; di cose. La letteratura con Pennac e Calvino, la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/musica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Musica">musica</a> con Capossela,  il cinema che racconta una storia credibile concedendosi un momento di magia …come in Amèlie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>So che ti occupi anche di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/immigrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con immigrazione">immigrazione</a>. Un fenomeno sempre più controverso. Cosa ne pensi a proposito?</strong><br />
Si e aggiungerei sempre più problematico. Me ne occupo per Sinistra e Libertà e me ne occupavo prima per Rifondazione Comunista. Ho lavorato un paio d&#8217;anni con la cooperazione internazionale e gestivo uno sportello migranti giù in Sicilia. La questione immigrazione in Italia è una questione di domande che non ci si pone mai. Un migrante è una persona solo se lavora? Un migrante deve per forza fare quello che gli italiani non vogliono fare? In fondo, la migrazione non è una condizione persistente dell&#8217;uomo? Quando un politico cambia partito non è un migrante? Lascia un posto per un altro per migliorare le proprie condizioni. Almeno il senegalese che viene qui lo fa per migliorare le condizioni di tutta la sua famiglia allargata. Fondamentalmente non abbiamo imparato niente dalla storia… sembra quasi che i calabresi siano mafiosi in quanto calabresi e lo stesso vale per i siciliani. Il vero problema è che ci sono dei mafiosi calabresi e siciliani ma non si è ancora capito che NOI siamo più di loro.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/MpE06.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7492 colorbox-7486" title="MpE06" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/MpE06.jpg" alt="" width="515" height="412" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C&#8217;è un&#8217;illustrazione che speri un giorno ti venga commissionata ?</strong><br />
Mi piacerebbe illustrare la Costituzione Italiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Progetti futuri in campo lavorativo?</strong><br />
Mi piacerebbe creare illustrazioni per l&#8217;editoria.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/MpE07.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7493 colorbox-7486" title="MpE07" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/MpE07.jpg" alt="" width="500" height="407" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">Fiorisco.<br />
Nel senso che i miei polmoni respirano meglio e i capelli si muovono anche senza vento.<br />
Sboccio.<br />
Nel senso che mi manifesto e ci sono.<br />
Impollino.<br />
Nel senso che ti porto in giro con me e riempio di bellezza le cose che faccio.</p>
</blockquote>
<p><strong>Dove è possibile ammirare i tuoi lavori?</strong><br />
Su flickr <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.flickr.com/photos/iocorallo/">http://www.flickr.com/photos/iocorallo/</a></span> e qui <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.setteperuno.it/autori/">http://www.setteperuno.it/autori</a></span></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Teodora Malavenda</strong><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></p>

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		<title>Fight for your relax, non fare</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 08:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<category><![CDATA[diritto]]></category>
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		<description><![CDATA[Parte 1 &#8211; Fight for your relax, bisogni visiologici
Nella prima parte di questo scarna teorizzazzione dell&#8217;arte del non far nulla ci siamo concentrati sui bisogno fisiologici dell&#8217;uomo. Ricapitolando: il bisogno di dormire, l&#8217;arte del buon respiro, la goduria del gusto e la necessità del far finta di esercitare l&#8217;udito.
Le capacità umane come ben sappiamo possono andare ben oltre l&#8217;esercizio delle attività necessarie alla sopravvievenza.
Nella lingua italiana, anche se spesso in maniera scorretta, si usa il verbo fare per indicare un&#8217;infinità di azioni diverse. La cosa che non tutti sembrano sapere è che sappiamo anche non fare, ma ce lo scordiamo molto spesso rinunciando ad una...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Parte 1 &#8211; <a href="http://www.liberareggio.org/2010/02/24/fight-for-your-relax-bisogni-fisiologici/" target="_blank">Fight for your relax, bisogni visiologici</a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/relax.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7380 colorbox-7281" title="relax" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/relax-300x298.jpg" alt="" width="300" height="298" /></a>Nella prima parte di questo scarna teorizzazzione dell&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/arte/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con arte">arte</a> del non far nulla ci siamo concentrati sui bisogno fisiologici dell&#8217;uomo. Ricapitolando: il bisogno di dormire, l&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/arte/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con arte">arte</a> del buon respiro, la goduria del gusto e la necessità del far finta di esercitare l&#8217;udito.</p>
<p style="text-align: justify;">Le capacità umane come ben sappiamo possono andare ben oltre l&#8217;esercizio delle attività necessarie alla sopravvievenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella lingua italiana, anche se spesso in maniera scorretta, si usa il verbo <em>fare</em> per indicare un&#8217;infinità di azioni diverse. La cosa che non tutti sembrano sapere è che sappiamo anche <em>non fare</em>, ma ce lo scordiamo molto spesso rinunciando ad una allettante <em>metà della mela </em>delle capacità umane.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, per riappropriarci del nostro <a href="http://www.liberareggio.org/tag/diritto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con diritto">diritto</a> al <a href="http://www.liberareggio.org/tag/relax/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con relax">relax</a> non facendo possiamo annoverare, in base al libro di Veronique Vienne, 6 diverse modalità:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li style="text-align: justify;"><strong>l&#8217;arte di aspettare</strong> &#8211; &#8220;Prenditi tempo per aspettare: così facendo, creerai la base per i tuoi ricordi&#8221;. Indugiare nel presente ci permette di non lasciarci andare in sciocchi e inutili isterismi tipici dell&#8217;attesa di qualcosa che sta per succedere o che <em>succederà</em>. Quando aspettiamo un autobus, una visita medica o un amico in ritardo non scrutiamo l&#8217;orizzonte e non guardiamo ogni 3 minuti l&#8217;orologio sperando che le lancette vadano più velocemente di quanto fanno in realtà. L&#8217;attesa è un momento del presente che va vissuto come tutti gli altri. Facciamoci avvolgere dai pensieri più assurdi, contiamo le luci che abbiamo intorno, battiamo il piede al ritmo di una melodia che non esiste se non nella nostra fantasia.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/aspettare.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7305 colorbox-7281" title="aspettare" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/aspettare.jpg" alt="" width="240" height="320" /></a></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>l&#8217;arte di fare il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/bagno/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con bagno">bagno</a></strong> &#8211; Il corpo umano, così come il mondo intero, è per la maggior parte costituito da acqua. Per questo motivo non esiste attività umana più naturale che immergersi nell&#8217;acqua. Quando ti immergi nell&#8217;acqua hai l&#8217;impressione di essere molto più leggero perchè non subisci per intero l&#8217;effetto della forza di gravità grazie a quella coltre di grasso al di sotto della nostra cute che ci permette di rimanere a galla come un mammifero marino qualunque. Ma l&#8217;acqua, sia essa il mare, una piscina o la nostra vasca da bagno.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/bagno.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7306 colorbox-7281" title="bagno" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/bagno.jpg" alt="" width="393" height="314" /></a></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>l&#8217;arte di rimandare</strong> &#8211; &#8220;<em>Soffocare gli impulsi produttivi è un&#8217;attività pesante tanto quanto cedere e agire</em>&#8220;. Gli esseri umani, come appena detto, sono in gran parte formati d&#8217;acqua e come questa tendono a vagare qua e la appena si trovano in un ambiente libero da pressioni. Oltre alla vasca da bagno ambienti del genere se ne trovano ovunque. Ogni volta che <em>devi</em> fare qualcosa prova a rimandare, fare questo ti consentirà di calarti in un ambiente libero, ti consente di vedere posti che altrimenti non avresti mai visto o ti consente di sbrigare faccende che avevi rimandato da tempo. Fai attenzione, però. Non rimandare mai tutto al fine settimana, rischi di ingolfarlo di impegni creando un&#8217;ulteriore forma di obbligo. &#8220;Tenta di perdere tempo quando capita&#8221;; quando è il momento di pulire la cucina, ricordati di leggere l&#8217;ultimo capitolo del libro che stai leggendo ma prima di arrivare alla fine fermati, usa l&#8217;arte del respiro per non affannarti e metti a posto il cassetto della biancheria. Non ti dare degli obblighi da portare per forza a termine. Se puoi, cerca di soffocare gli impulsi produttivi della tua mente ma se questo ti risulta troppo pesante, distraiti. Pensa ad altro.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/procrastinare_b.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7307 colorbox-7281" title="procrastinare_b" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/procrastinare_b.jpg" alt="" width="284" height="190" /></a></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>l&#8217;arte di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/poltrire/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con poltrire">poltrire</a></strong> &#8211; Un ottimo modo per trovare le motivazioni per rimandare senza meta qualche attività è saper poltrire. Non solo a fine giornata, quindi, ma sempre, quando ci va. Trova un piano orizzontale comodo e sprofondaci dentro lasciando vagare il tuo cervello, riportandolo sulla terra. &#8220;<em>Il bacino è la struttura ossea più pesante del nostro corpo, lo è molto più della scatola cranica. Una volta che è appoggiato su un qualche ripiano basso, è come se tu avessi gettato un&#8217;ancora</em>&#8220;. Osservare e pensare al mondo da 60cm da terra ti fa cambiare punto di vista e, letteralmente, prospettiva. Riesci ad osservare angolini del mondo e del tuo salone completamente sconosciuti come quella ragnatela che non avevi mai visto nell&#8217;agolino lì in alto a destra. Mi raccomando, se ti viene voglia di levarla trova immediatamente una valida motivazione per rimandare questo evento.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/pisolino.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7308 colorbox-7281" title="pisolino" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/pisolino.jpg" alt="" width="300" height="422" /></a></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>l&#8217;arte di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/sbadigliare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con sbadigliare">sbadigliare</a></strong> &#8211; &#8220;<em>Sbadigliare è piacevolmente poco faticoso ed è &#8211; un mistero per la scienza &#8211; contagioso</em>&#8220;. &#8220;<em>Lo sbadiglio è un esercizio per riprendere tono adatto a persone naturalmente, e ingiustificabilmente, pigre</em>&#8221; Perciò, mi raccomando, spalanca la bocca più che puoi, scardina le mandibole e stirati proprio come in una sessione intensa di yoga. Lo sbadiglio libererà un  invisibile ma possente flusso di energie represse che attaversano il tuo corpo e ti proverai, anche solo per un attimo, un momento di vera piacevolezza.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/sbadiglio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7309 colorbox-7281" title="sbadiglio" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/sbadiglio.jpg" alt="" width="280" height="340" /></a></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li style="text-align: justify;"><strong>l&#8217;arte di sonnecchiare</strong> &#8211; &#8220;<em>Se hai troppo da fare, concediti un pisolino</em>&#8221; per poi ritornare al mondo dopo qualche minuto con una visione rinnovata della vita. Distendersi può essere considerata un&#8217;attività produttiva a tutti gli effetti in quanto contribuisce a creare le fondamenta per i tuoi successivi momenti di lucidità.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/sonnecchiare.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7311 colorbox-7281" title="sonnecchiare" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/sonnecchiare.jpg" alt="" width="226" height="170" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Siamo partiti, nella prima parte di questo piccolo saggio, dal sonno e finiamo con l&#8217;arte del sonnecchiare.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; chiaro a tutti e ci sono numerose prove scientifiche che affermano che la carenza di sonno provoca un grave deterioramento della coscienza: fatica, incapacità a concentrarsi, allucinazioni tattili e visive.</p>
<p style="text-align: justify;">La carenza di sonno genera anche tutta una serie di brutti e sconvenienti avvenimenti micro e macro sociali. Dunque, se credi in un mondo migliore e vuoi fare qualcosa per raggiungere questo obiettivo: rilassati!</p>
<p style="text-align: justify;">La pratica del relax consiste nella riappropriazione diretta di un sacrosanto diritto umano e bisogno naturale che potrebbe portare a quantità enormi di benefici nella vita civile di qualunque paese. Questa pratica però non è come una manifestazione pubblica: una fiammata e via. Occore che tutti i giorni, in ogni momento utile, il relax venga spinto ai suoi massimi livelli ed esercitato secondo le soggettive esigenze individuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Siate rivoluzionari. Riposatevi!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: left;">Fonti:<br />
- <a href="http://www.internazionale.it/home/" target="_blank">Internazionale</a>,  n829, anno 17<br />
- <a href="http://www.hoepli.it/libro/l-arte-di-non-far-nulla.asp?ib=9788804483038&amp;pc=000019001004000" target="_blank">L&#8217;arte di non far nulla</a>, Veronique Vienne e le foto  di Erica Lennard</p>

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		<title>Cornetto&amp;Cappuccino &#8211; TRAPANIG: cre-azioni artistiche di una mente “street”</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2010/01/20/cornettocappuccino-trapanig-cre-azioni-artistiche-di-una-mente-%e2%80%9cstreet%e2%80%9d/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 09:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Cornetto&Cappuccino]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[graffiti]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[street]]></category>
		<category><![CDATA[trapanig]]></category>

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		<description><![CDATA[Colorate, a volte eccessive ma per nulla “ingombranti”, vezzose ma mai stucchevoli, sin dal primo incontro ti viene voglia di averne una. Reo inconsapevole di suscitare questo gradevole desiderio di possesso è uno dei più sofisticati artisti campani del momento: Trapanig.
Nasce a Salerno dove tutt’ora vive e lavora. Terminati gli studi di scenografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli, si dedica alla realizzazione del cortometraggio “La pianta” (2004), con il quale vince il primo premio come “Migliori ambienti e scene” al Festival Nazionale Videocorto di Nettuno. Parallelamente agli impegni scenografici che lo vedono scenografo fisso dell’Accademia salernitana Mousikè, si dedica alla realizzazione di puppets e street toys...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Colorate, a volte eccessive ma per nulla “ingombranti”, vezzose ma mai stucchevoli, sin dal primo incontro ti viene voglia di averne una. Reo inconsapevole di suscitare questo gradevole desiderio di possesso è uno dei più sofisticati artisti campani del momento: <a href="http://www.myspace.com/trapanig"><strong>Trapanig</strong>.</a></p>
<p style="text-align: justify;">Nasce a Salerno dove tutt’ora vive e lavora. Terminati gli studi di scenografia all’Accademia di Belle Arti di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/napoli/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con napoli">Napoli</a>, si dedica alla realizzazione del cortometraggio “La pianta” (2004), con il quale vince il primo premio come “Migliori ambienti e scene” al Festival Nazionale Videocorto di Nettuno. Parallelamente agli impegni scenografici che lo vedono scenografo fisso dell’Accademia salernitana Mousikè, si dedica alla realizzazione di puppets e street toys estrapolati dal mondo dei graffiti. Palese in queste opere il suo background culturale e artistico che, se da un lato ci riporta all’ambiente urbano di cui l’autore è figlio, dall’altro, richiama l’atteggiamento diretto e tagliente tipico della street <a href="http://www.liberareggio.org/tag/art/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con art">art</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Numerosi gli eventi e le mostre a cui prende parte, <a href="http://www.elementicreativi.it/arti">non solo in Italia</a> ma anche all’estero (Galerie L’Art de Rien, Parigi, settembre 2009).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6864 colorbox-6861" title="2" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/2.jpg" alt="" width="554" height="415" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando e perché hai cominciato a dipingere?</strong><br />
Ho cominciato nel momento in cui il fenomeno culturale del writing attraversava un periodo di profondo cambiamento. Quello che per molti era socialmente riconosciuto come &#8220;atipico&#8221; passatempo, veniva finalmente trattato con la serietà dell’arte. E’ proprio a questo punto che ho compreso quanto le mie idee fossero realizzabili. Sono sempre stato attratto dagli elementi meno tradizionali di questa <a href="http://www.liberareggio.org/tag/cultura/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con cultura">cultura</a> internazionale, e già dalla seconda metà degli anni novanta ho iniziato a concentrare la mia produzione su &#8220;Puppets”, prima ancora che venissero coniati o che almeno io ne venissi a conoscenza, i termini toy e plush. Dalla <a href="http://www.liberareggio.org/tag/scultura/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con scultura">scultura</a> alla <a href="http://www.liberareggio.org/tag/pittura/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con pittura">pittura</a>, dalla scenografia alla grafica, ho fatto continui riferimenti al nostro narcisismo ed all’epopea fumettistica iniziata da Roy Lichtenstein. Il tutto servito con cruda ed ironica analisi verso il sistema e la società in cui stiamo vivendo senza mai ammiccare a nessuno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che tipo di influenze hai subito?</strong><br />
Non ho mai fatto nessun tipo di vaccino, le influenze ti colpiscono in base al tipo di vita e al momento fisico che stai vivendo ma poi passano e cresci anche di qualche centimetro. Scherzi a parte sarebbe difficilissimo racchiudere tutte le mie influenze in una sola risposta. Di sicuro quelle croniche sono Duchamp e la sua intuizione in merito all’importanza data all’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/idea/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con idea">idea</a> dell’artista, Picasso e Braque, tutta la New York School ed i protagonisti dell’Action Painting operanti a New York negli anni ‘40/50, di sicuro la Pop Art con gli statunitensi Lichtenstein, Warhol, Oldemburg e Rosenquist e l’inglese Hamilton compresi gli attuali eredi Jeff Koons, Yoshimoto Nara ed il guru Takashi Murakami.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6862 colorbox-6861" title="1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/1.jpg" alt="" width="544" height="409" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Un dipinto, un film ed un libro che hanno cambiato il tuo modo di vedere le cose.</strong><br />
Sarebbe lungo spiegarne i motivi, e poi sono &#8220;impressioni&#8221; date anche da un certo modo istintivo che ho di osservare. Comunque ti dico la scultura&#8221;Balloon Dog&#8221; di Jeff Koons, come film &#8220;Metropolis&#8221; di Fritz Lang e come libro il &#8220;Manuale dei giovani artisti&#8221; di Burn Gordon e Damien Hirst: un&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/intervista/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con intervista">intervista</a> che chiarisce tanti dubbi ed apre le prospettive. Un libro che consiglio a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che tipo di tecniche utilizzi nel realizzare i tuoi lavori?</strong><br />
Come qualcuno in passato mi ha definito, io sono un’artista abbastanza “irregolato”. Come tu ben sai non mi sono mai definito un writer nel senso originario e stretto del termine, ma mi sono sempre sentito figlio legittimo di questo <a href="http://www.liberareggio.org/tag/movimento/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con movimento">movimento</a> ed è per questo che vengo di continuo invitato anche ad eventi in cui la maggior parte degli artisti sono o sono stati writer (n.d.r. l’ultimo in ordine è stato la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mostra/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mostra">mostra</a> collettiva Dalla A alla Z, International Writing Exhibition). Per quanto riguarda le tecniche di pittura, sia quella su tela che quella murale, sono solito mischiare materiali quali smalti sintetici appositamente non diluiti, vernici a spruzzo, stickers, stencil e carta, completati da installazioni tridimensionali che rafforzano l’espressività del soggetto. Le installazioni solitamente sono oggetti di uso quotidiano appartenenti al mondo dei graffiti, ingigantiti a dismisura (rulli, matite, gomme ecc..). Per quanto riguarda i toys invece, utilizzo ricercate stoffe che amplifichino desiderio e lusso nei potenziali acquirenti/spettatori.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6867 colorbox-6861" title="3" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/3.jpg" alt="" width="500" height="334" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è il fine della tua arte?</strong><br />
Far capire che per trasmettere dei sentimenti devi sapere cosa e come ti esprimi e che spesso siamo vittime dei desideri altrui.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dal tuo punto di vista l’arte è soggettiva o oggettiva?</strong><br />
E&#8217; difficile dare una definizione su questi termini, che in questi tempi di modernità, sembrano essere canoni sempre più arcaici. Oggi la realtà, unita all&#8217;effetto mediatico, è diventata molto più aggressiva, per cui nel momento della produzione sei tu stesso, in prima persona, a filtrarla per poi rigettarla in ciò che produci. E nel momento stesso in cui la filtri non sai più quanto ci sia di originale o parziale in quello che hai in mente e che ti accingi a fare. Basti pensare che uno dei perni di questa modernità <a href="http://www.liberareggio.org/tag/contemporanea/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con contemporanea">contemporanea</a> che viviamo tutti, è proprio quella dell&#8217; astrattismo, non inteso più come gioco criptico del significato, ma astrattismo inteso come patchwork, come &#8220;meticciato&#8221; libero alle molteplici interpretazioni. Personalmente credo che quanto più il legame tra oggettivo e soggettivo si vada facendo minimo, se non lineare, tanto più sia riuscito l&#8217;artista a comunicare. E’ questo aspetto creativo della comunicazione, dell&#8217;induzione al dubbio, inteso come domanda di chi osserva e carezza la tua creazione, che ho sempre cercato di curare. Bisogna sempre indurre a pensare, e di questi tempi ancora di più.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6868 colorbox-6861" title="4" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/4.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanto contano le strategie di marketing nella produzione artistica contemporanea?</strong><br />
Warhol aveva già previsto che in futuro gli artisti sarebbero diventati veri e propri “Big seller”. L’arte e più in generale la cultura sono business e le strategie di marketing che hanno dietro sono la vera forma d’arte. Il motto è semplice: “la qualità non si discute, il prezzo si”. Tale considerazione però non è attuabile a tutti i livelli d’arte. Ti dirò che ancor prima di arrivare alle strategie, quello che conta sono le pubbliche relazioni, prima pensavo “se FAI / HAI”, adesso se “SAI / FAI”. Senza alcuna ipocrisia si può affermare che in mezzo secolo gli artisti hanno coltivato e sfruttato i meccanismi del mercato e della pubblicità, allo stesso modo dei propri talenti, giustamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono le tue aspirazioni future?</strong><br />
Diciamo che ho appena aperto una trattativa con un grande &#8220;store&#8221; monomarca, sono partite diverse collaborazioni e in questo momento le mie opere sono acquistabili anche in negozi di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/design/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con design">design</a> quali Bordese <a href="http://www.liberareggio.org/tag/design/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con design">Design</a> e di arredamento come Mobili Corrado. Mi piacerebbe però, entrare in contatto con una struttura museale napoletana tipo Museo Pan o Museo Madre, dal quale circa tre anni fa fui invitato insieme ad un altro artista salernitano (Helios), a partecipare ad un loro progetto espositivo, progetto in seguito saltato (come dice qualcuno&#8230;) per mancata approvazione dei vertici del Madre. Ho detto struttura museale napoletana, perché purtroppo la città di Salerno finge di non vedere tutti quei numerosi artisti che operano sul proprio territorio, incurante di non avere la benché minima attenzione verso la giovane arte contemporanea. Ma come si dice fiduciosi, aspettiamo cambiamenti…</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6869 colorbox-6861" title="5" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/5.jpg" alt="" width="555" height="416" /></a></p>
<p><strong>A cosa stai lavorando in questo periodo? Progetti futuri?</strong><br />
Attualmente sono concentrato a con-fondere cultura e commercio. Sempre più spesso mi piace avvicinare i luoghi deputati ad esporre arte alla tipologia di vendita negoziale avvalendomi di persone capaci di promuovermi. Prerogativa importantissima, arrivare ad una mia serialità senza per questo rinunciare ad una mia personale matrice artigiana. Come ti dicevo, sono sempre più convinto che in futuro un’artista dovrà essere sempre più mediatico, impresario e paparazzo di se stesso.</p>
<p><strong>Hai qualche consiglio da dare ai giovani che hanno appena iniziato a dipingere?</strong><br />
E’ da ammirare chi fa domande durante la sua ricerca, ma non mi considero un maestro, io stesso sono in un perenne stato di apprendimento. Per i consigli rivolgiamoci a Costanzo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/6.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6870 colorbox-6861" title="6" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/6.jpg" alt="" width="375" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Teodora Malavenda</strong></p>
<p style="text-align: justify;">

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		<title>Cornetto&amp;Cappuccino &#8211; L&#8217;intervista a Marielise Goulene</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/10/30/cornettocappuccino-lintervista-a-marielise-goulene/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 09:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Cornetto&Cappuccino]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[goulene]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[marielise]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel XIX secolo il suo porto era punto di arrivo della grande immigrazione. Sbarcavano italiani, spagnoli, siriani, polacchi, russi che mescolandosi conferirono a questa metropoli quell’impronta di eclettismo culturale che oggi la contraddistingue e la colloca tra le città più belle al mondo che almeno una volta nella vita meritano di essere visitate.
Famosa per i numerosi tangherias che animano ogni angolo delle strade e per il mate, bevanda tipica a base di yerba, Buenos Aires si affaccia al panorama artistico contemporaneo con tanti spunti innovativi e interessanti personalità artistiche da tenere costantemente sott’occhio.
Porteña non di nascita ma di adozione, Marielise Goulene è una giovanissima fotografa che attualmente vive...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Nel XIX secolo il suo porto era punto di arrivo della grande immigrazione. Sbarcavano italiani, spagnoli, siriani, polacchi, russi che mescolandosi conferirono a questa metropoli quell’impronta di eclettismo culturale che oggi la contraddistingue e la colloca tra le città più belle al mondo che almeno una volta nella vita meritano di essere visitate.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Famosa per i numerosi tangherias che animano ogni angolo delle strade e per il mate, bevanda tipica a base di yerba, Buenos Aires si affaccia al panorama artistico contemporaneo con tanti spunti innovativi e interessanti personalità artistiche da tenere costantemente sott’occhio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Porteña non di nascita ma di adozione, Marielise <a href="http://www.liberareggio.org/tag/goulene/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con goulene">Goulene</a> è una giovanissima fotografa che attualmente vive e lavora a Buenos Aires. Vanta un percorso formativo piuttosto inconsueto: nasce ad Atene, si diploma alla Scuola di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/fotografia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con fotografia">Fotografia</a> di Tessalonicco per poi proseguire alla Bauer di Milano.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Non parla dei suoi futuri impegni lavorativi e l’unica anticipazione che riesco a strapparle riguarda un imminente ritorno in Italia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Non ci resta che seguirla nella sua costante ricerca per scoprire le sorprese che il suo estro e la sua intuizione ci riservano.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><strong>Sul tuo sito ad inizio pagina c’è una bellissima frase di Henri Cartier Bresson….&#8221;La composizione deve essere la nostra preoccupazione costante, ma al momento dello scatto non può che essere intuitiva, perché siamo alle prese con l&#8217;attimo fuggente di un rapporto instabile&#8221;…me la commenteresti?</strong><br />
Essere un bravo fotografo significa proprio dominare questa tensione a cui allude Bresson. Non penso sia un dono, ci vuole un continuo esercizio, tanto lavoro. Bresson si alzava ogni giorno la mattina presto e fotografava per 8 ore.<br />
Un vero lavoratore della fotografia.
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-5655 colorbox-5653" title="1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/110-300x200.jpg" alt="1" width="373" height="248" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><strong>Dalla biografia intuisco che la tua formazione sia cosmopolita…quanto aiuta la conoscenza di culture differenti nel tuo lavoro e in che modo influisce sui tuoi scatti?</strong><br />
Penso che dal punto di vista personale ogni esperienza è un momento di confronto e di crescita, in maniera consapevole o meno. La mia storia personale ha quindi  il suo peso nella mia formazione, nelle mie scelte &#8230; Fortunatamente appartengo ad una generazione che non ha avuto bisogno di viaggiare per conoscere le tradizioni, la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/cultura/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con cultura">cultura</a> artistica o l&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/estetica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con estetica">estetica</a> di culture lontane. Il fatto di aver vissuto in diversi luoghi non ha influenzato direttamente la mia visione della Fotografia, <a href="http://www.liberareggio.org/tag/arte/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con arte">arte</a> che fin dalla sua nascita ha sempre avuto una evoluzione dal respiro internazionale a differenza di altre pratiche più antiche.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><strong>Dalla Scuola di Fotografia di Tessalonicco alla Bauer di Milano…come mai questa scelta?</strong><br />
La voglia di approfondire certe nozioni ed imparare da altre persone, ma anche di scoprire e di vivere situazioni diverse. Comunque non credo nelle scelte troppo razionali perché impediscono quelle sorprese (caos?) che riescono a liberarti da idee o concetti stagnanti. Inoltre Milano mi ha dato modo di iniziare la mia carriera professionale: prima facendo da assistente in vari studi fotografici, luoghi dove si impara a &#8220;lavorare&#8221; con la fotografia ( &#8220;a fare il lavoro sporco&#8230;&#8221;, come direbbe qualcuno), e in seguito scattando in ambito musicale e fashion, ambienti professionali che comunque offrono molte possibilità di imparare e sperimentare, anche in maniera estrema, con il linguaggio fotografico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><strong>Nel 2006 hai partecipato al Premio Canon giovani fotografi . Il tuo portfolio è risultato il migliore e le foto sono state esposte alla <a href="http://www.liberareggio.org/tag/galleria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con galleria">Galleria</a> Grazia Neri di Milano. Questa vittoria ha rappresentato l’inizio di una prolifica carriera oppure un’occasione circoscritta?</strong><br />
E’ stata una esperienza molto interessante, però si è trattato solamente di una parentesi.. Un’occasione per mostrare la mia parte più artistica e intima che difficilmente riesce a trovare spazio in altri ambiti. Era la prima volta che la Canon premiava un lavoro diverso dal classico <a href="http://www.liberareggio.org/tag/reportage/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con reportage">reportage</a>. Sono felice di essere stata premiata, ma ancora di più di aver contribuito ad un cambiamento, ad una scelta coraggiosa da parte di una istituzione dell&#8217;arte fotografica.
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-5656 colorbox-5653" title="2" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/23.jpg" alt="2" width="497" height="745" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Adesso vivi e lavori a Buenos Aires. Come si presenta la scena artistica argentina?</strong><br />
La città è molto stimolante, le attività culturali ed artistiche si susseguono in un modo così frenetico che spesso è difficile stare dietro a tutto ciò che vorrei. I giovani artisti porteñi sono molto preparati ed è ben visibile a tutti la loro partecipazione allo sviluppo della scena internazionale. Inoltre nel Paese stanno aumentando i momenti di aggregazione e i festival , che facilitano le opportunità di mostrare i propri lavori e che attirano la presenza di autori e pubblico ormai da ogni parte del pianeta. La scena artistica di Buenos Aires sta velocemente assumendo un carattere cosmopolita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prevalentemente ti occupi di servizi di moda, concerti e danza. Scelta casuale oppure obiettivo prefissato e quindi raggiunto?</strong><br />
Non si tratta totalmente di una scelta. Diciamo che nel campo professionale, quelli da te citati sono gli ambiti dove la fotografia è più richiesta, a volte anche con un certo spazio per sperimentare o azzardare nuove soluzioni. Comunque, mi piace fotografare le persone, trovo molto interessante il rapporto che si crea con il soggetto a partire dalla sessione fino alla scelta delle immagini, del risultato.<br />
Non ho un obiettivo assoluto da raggiungere se non quello di continuare a fotografare ed imparare a comunicare con questo mezzo in vari contesti. Però non credo in una ricerca artistica che si ponga al di fuori della vita, dal lavoro, della cultura del mio tempo. Almeno, non in maniera esclusiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa ne pensi dei fotografi italiani? Hai collaborato con qualcuno di loro?</strong><br />
Il talento non manca di certo nella scena Italiana e i &#8220;pesi massimi&#8221; hanno fatto scuola in tutto il mondo, però quelli a cui sono più affezionata sono gli artisti dello studio POMEZIAUNO di Milano. Abbiamo collaborato e condiviso moltissime esperienze creando un rapporto artistico e di amicizia che continua ancora oggi.
</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-5657 colorbox-5653" title="3" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/32.jpg" alt="3" width="549" height="365" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il nome di un fotografo a cui sei particolarmente legata e perché.</strong><br />
Questa risposta varia a secondo del periodo. In questo momento direi Martin Parr. Sono affascinata dalla sua ironia, dal suo linguaggio. Riesce ad essere profondo e popolare nello stesso tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ti capita di riguardare una foto e di non riconoscerla più?</strong><br />
Per quel che riguarda una mia foto, questo avviene raramente perché per me rappresenta quello che sentivo in un preciso momento e quindi viene automaticamente collegata a quella situazione. Questo non esclude il fatto che la nostra percezione cambia in continuazione e di conseguenza la &#8220;lettura&#8221; di una immagine, infatti capita più spesso con le foto altrui.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="alignnone size-full wp-image-5658 colorbox-5653" title="4" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/43.jpg" alt="4" width="546" height="409" /><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nei tuoi scatti quanto è importante il lavoro di post-produzione (mi riferisco al ritocco)?</strong><br />
Non lo uso quanto altri ma riconosco che apre un vasto campo di possibilità. A differenza di molti puristi penso che il digitale sia una tecnologia con delle caratteristiche proprie, molte ancora da scoprire e sviluppare. Il confronto con la classica pellicola è spesso  sterile e basato su preconcetti. Sono due mezzi fondamentalmente diversi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che tipo di ricerca c’è nei tuoi lavori?</strong><br />
In questo momento sono appunto impegnata a comprendere &#8220;cosa è una foto digitale&#8221;  e le sue applicazioni in ambiti inediti o comunque diversi dalla carta. Penso anche alle collaborazioni con ambiti e competenze molto diverse dalla mia che questa tecnologia rende possibile.
</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono particolarmente attratta da questa foto: ne faresti una lettura?</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-5659 colorbox-5653" title="5" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/53.jpg" alt="5" width="426" height="604" /><br />
</strong>Non mi piace “spiegare” le mie foto, sarebbe come suggerire una via. Inoltre non credo di avere parole adatte, altrimenti avrei scritto un testo al posto della foto (Marielise strizza l’occhio).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lavori in itinere e progetti futuri?</strong><br />
Continuare a sorprendermi e magari sorprendere le persone attraverso il mio lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tuo sogno fotografico?</strong><br />
Poter continuare a scattare tutta la vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che rapporto hai con l’arte <a href="http://www.liberareggio.org/tag/contemporanea/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con contemporanea">contemporanea</a>?</strong><br />
Cos’è l’arte contemporanea?
</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Teodora Malavenda</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.marielisegoulene.com" target="_blank"><strong>Il sito internet di Masielise Goulene</strong></a></p>

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		<title>Pronti, partenza, Click: al via oggi ReggioFotoGrafia</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/09/09/pronti-partenza-click-al-via-oggi-reggiofotografia/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 18:25:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Ha avuto ufficialmente avvio oggi, 9 settembre, la manifestazione ReggioFotoGrafia con la conferenza stampa e l’inaugurazione della mostra delle venti foto selezionate, presso la galleria Technè Contemporary Art, in Via dei Correttori.
A dare un caloroso benvenuto al pubblico e ai vari rappresentanti della stampa locale, è stata Angela Pellicanò, direttrice della galleria e membro della giuria preselettiva. Dopo aver ringraziato la neonata Associazione Sismi (promotrice dell’evento), e auspicato una futura prossima edizione del concorso, Angela ha sottolineato il comportamento poco professionale e “provinciale” di alcuni partecipanti che hanno inviato le fotografie prive di supporto rigido, non rispettando così le condizioni previste...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-4864 colorbox-4862" title="3" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/33-300x200.jpg" alt="3" width="300" height="200" />Ha avuto ufficialmente avvio oggi, 9 settembre, la manifestazione <strong>ReggioFotoGrafia</strong> con la conferenza stampa e l’inaugurazione della <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mostra/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mostra">mostra</a> delle venti foto selezionate, presso la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/galleria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con galleria">galleria</a> Technè Contemporary <a href="http://www.liberareggio.org/tag/art/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con art">Art</a>, in Via dei Correttori.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">A dare un caloroso benvenuto al pubblico e ai vari rappresentanti della stampa locale, è stata Angela Pellicanò, direttrice della galleria e membro della giuria preselettiva. Dopo aver ringraziato la neonata Associazione Sismi (promotrice dell’evento), e auspicato una futura prossima edizione del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/concorso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con concorso">concorso</a>, Angela ha sottolineato il comportamento poco professionale e “provinciale” di alcuni partecipanti che hanno inviato le fotografie prive di supporto rigido, non rispettando così le condizioni previste dal bando e di conseguenza  il lavoro svolto dagli organizzatori. Ha altresì manifestato la sua soddisfazione per la grande adesione di partecipanti giovani.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-4865 colorbox-4862" title="2" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/22-300x200.jpg" alt="2" width="300" height="200" />A seguire è intervenuto l’Assessore Enzo Sidari che a causa di impegni immediatamente successivi ha velocemente ringraziato i padroni di casa per essere stato invitato manifestando tuttavia una sorta di rammarico relativo al fatto che si sia focalizzata tanto l’attenzione sui giovani quando invece, a suo dire, sarebbe stato preferibile anche il coinvolgimento di partecipanti più adulti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">E&#8217; comunque mio dovere ricordare che il concorso era aperto a tutti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Molto incisivo è stato l’intervento di Gaetano Tramontana, direttore di Spazio <a href="http://www.liberareggio.org/tag/teatro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Teatro">Teatro</a>, e anche lui membro della giuria, che dopo aver illustrato i criteri di valutazione in base ai quali sono state scelte le opere &#8211; “attinenza al tema” e “utilizzo minimo del fotoritocco”- ha concluso esprimendo una sottile nota polemica nei confronti di una politica cittadina ancora troppo poco attenta nei confronti di certi tipi di fermenti non <em>istituzionali</em>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-4866 colorbox-4862" title="1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/12-300x200.jpg" alt="1" width="300" height="200" />A chiusura della conferenza hanno preso la parola Alessandro Mallamaci e Francesca Chiappetta, entrambi soci di Sismi che hanno ricordato gli incontri che si terranno presso la Sala dei Lampadari del Comune di Reggio Calabria a partire da domani pomeriggio ore 16 e che vedranno per tre giorni consecutivi la testimonianza di Giulio Di Sturco, Tiziana Faraoni e Mimmo Candito, tre nomi autorevoli in materia di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/comunicazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con comunicazione">comunicazione</a> e <a href="http://www.liberareggio.org/tag/fotografia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con fotografia">fotografia</a>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Terminata la conferenza stampa è stato inaugurato il percorso espositivo della mostra e parallelamente alle foto ammesse alla gara si è scelto di dare spazio anche ad una serie di scatti ritenuti interessanti ma fuori concorso in quanto fin troppo “alterati” o lontani secondo il parere della giuria, dall’”<em>Instabilità</em>” cercata, quello che poi è appunto il tema proposto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Sin da oggi fino a giorno 19 la mostra sarà aperta al pubblico nei seguenti orari: mattina dalle 10 alle 13 e pomeriggio dalle 17 alle 21.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Non resta dunque che presenziare agli interessanti appuntamenti fissati nei giorni a seguire poiché dalla partecipazione nasce il confronto e dal confronto nascono le idee.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;"><strong>Teodora Malavenda</strong></p>

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		<title>Cornetto&amp;Cappuccino &#8211; Arte in nota. In scena con i Nobraino</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/07/08/cornettocappuccino-arte-in-nota-in-scena-con-i-nobraino/</link>
		<comments>http://www.liberareggio.org/2009/07/08/cornettocappuccino-arte-in-nota-in-scena-con-i-nobraino/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 07:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Cornetto&Cappuccino]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[blue]]></category>
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		<category><![CDATA[live]]></category>
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		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mio primo incontro con i Nobraino avvenne lo scorso aprile in un locale di Reggio Calabria. Quella sera ad entusiasmarmi oltre alla  loro buona musica fu la scenografia che le faceva da cornice. La mia immediata sensazione fu quella di avere di fronte non una band musicale qualsiasi ma la band con la carta vincente. Ad ulteriore conferma della loro bravura i numerosi premi vinti nel giro di un paio di anni, tra cui “Premio IMAIE per il miglior album indipendente” e “Premio Sele d’oro 2008”.
La band, rivelazione di MArteLive 2008, è composta da quattro simpaticissimi ragazzi: Kruger alla voce, Vix alla batteria, Bartok al basso e Nestor alla chitarra.
La nostra intervista, seduti ad un tavolino del locale con in sottofondo i...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Il mio primo incontro con i <a href="http://www.liberareggio.org/tag/nobraino/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con nobraino">Nobraino</a> avvenne lo scorso aprile in un locale di Reggio Calabria. Quella sera ad entusiasmarmi oltre alla  loro buona <a href="http://www.liberareggio.org/tag/musica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Musica">musica</a> fu la scenografia che le faceva da cornice. La mia immediata sensazione fu quella di avere di fronte non una band musicale qualsiasi ma la band con la carta vincente. Ad ulteriore conferma della loro bravura i numerosi premi vinti nel giro di un paio di anni, tra cui “Premio IMAIE per il miglior album indipendente” e “Premio Sele d’oro 2008”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">La band, rivelazione di MArteLive 2008, è composta da quattro simpaticissimi ragazzi: Kruger alla voce, Vix alla batteria, Bartok al basso e Nestor alla chitarra.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">La nostra <a href="http://www.liberareggio.org/tag/intervista/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con intervista">intervista</a>, seduti ad un tavolino del locale con in sottofondo i dischi di un dj suonati a volume spropositato, comincia con una mia fantastica brutta figura: dopo averli visti varie volte dal vivo e dopo aver ascoltato la loro musica, non avevo mai fatto caso al fatto che il nome “Nobraino” celasse il termine inglese brain…ma si sa, odio i marchi (…).<br />
Dunque la mia prima domanda “cosa significa Nobraino” è stata immediatamente neutralizzata!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>Quando nascono i NOBRAINO?</strong><br />
Nascono un paio di anni fa in seguito allo scioglimento di due formazioni di stampo differente: i </em><em><strong>No,</strong></em><em> gruppo alternativo indie rock e i </em><em><strong>Braino, </strong></em><em>gruppo autorale legato alla tradizione classica italiana.<br />
I musicisti superstiti non si sono arresi di fronte alle sfortunate vicissitudini che hanno visto protagonisti i gruppi d’origine e hanno deciso di unirsi per  formare i NOBRAINO.  In pratica è un nome anglofono – non anglofono.</em>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><em><img class="alignnone size-medium wp-image-4212 colorbox-4211" title="1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/1-300x224.jpg" alt="1" width="300" height="224" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-4213 colorbox-4211" title="2" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/2-300x224.jpg" alt="2" width="300" height="224" /></em></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>Provenite tutti dalla Romagna.. come vi siete conosciuti?</strong><br />
Io </em>(Kruger &#8211; carismatico front man della band) <em>dopo essermi diplomato allo SMRF di Roma mi sono trasferito sulla Riviera Romagnola dove per guadagnarmi da vivere mi sono esibito nei numerosi locali riminesi. In uno di questi ho conosciuto Nestor Fabbri, ex esponente dei Braino, ed insieme sempre nella stessa zona, poco tempo dopo, abbiamo  incontrato Vix e Bartok, ex esponenti dei No, nonché amici sin dai tempi del liceo.</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>A chi vi chiede che genere fate, cosa rispondete?</strong></em><br />
Senza esitazione la risposta è unanime:<em> di venire a vedere un nostro concerto o di comprare un disco.</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>In che modo credete di fare <a href="http://www.liberareggio.org/tag/arte/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con arte">arte</a>?</strong><br />
Noi non crediamo di fare arte o quantomeno non abbiamo la presunzione di considerarci artisti. Non spetta a noi stabilire se quello che proponiamo può essere considerato arte. Seguiamo i nostri canoni di bellezza, siamo liberi da vincoli e facciamo solo ciò che ci piace.</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>Fatemi il nome di almeno un artista italiano che vi piace.</strong><br />
Conte, De Andrè, De Gregori, Carosone…</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>Però io ho sentito anche un bel po’ di rock e persino qualcosa di vagamente ska…</strong><br />
Si allora, nella scrittura è l’ispirazione maggiore, ma come hai sentito cerchiamo di fare nostra ogni cover.</em><br />
(La mia preferita è stata Ma Che Freddo Fa di Nada)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>C’è qualche artista in particolare a cui vi ispirate?</strong></em><br />
Lorenzo “Kruger”  quasi non mi consente di finire la domande che risponde immediatamente:<em><br />
Il mio principale riferimento è Paolo Conte. Amo i suoi pezzi per il taglio classico che dà ai testi, bada molto alle parole e la sua è una scrittura estremamente elegante. E poi anche lui come me è un maschilista buono.. un maschilista con i guanti bianchi…</em> (Lorenzo ha indossato un paio di guanti bianchi per tutta la durata del concerto…)
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-4214 colorbox-4211" title="3" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/3-300x224.jpg" alt="3" width="300" height="224" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-4215 colorbox-4211" title="4" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/4-300x224.jpg" alt="4" width="300" height="224" /></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>In percentuale quanta scenografia  e quanta musica nella vostra “ricetta”?</strong><br />
70% di musica e il restante 30% scenografia.</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>So che avete registrato dei dischi ufficiali…</strong><br />
Nel 2006 è uscito “The best of” e nel 2008 “<a href="http://www.liberareggio.org/tag/live/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con live">Live</a> al Vidia Club”.</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>I vostri spettacoli oltre ad offrire della buona musica propongono una scenografia istrionica…che rapporto avete con il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/teatro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Teatro">teatro</a>?</strong><br />
Sin da piccolo ho sempre amato il teatro. Mi piacciono De Sica, Totò, Mastroiani, ma il mio preferito è Gigi Proietti: ho seguito un sacco di suoi spettacoli.<br />
Il nostro è uno show dinamico, con idee che nascono anche in itinere e crescono man mano che aumenta il numero dei concerti.</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>Utilizzate parecchi “arnesi” durante i vostri concerti, alcuni dei quali particolarmente bizzarri (martello, luci, pistola, maschera, fischietto, occhiali e chi più ne ha più ne metta…): arrivano prima le idee e poi gli  strumenti o viceversa?<br />
</strong></em><em>Tutto nasce per caso e se ci accorgiamo che funziona lo inseriamo nel nostro repertorio.</em><em> Questa sera ho utilizzato un ombrellone, visto che siamo sulla spiaggia, così come durante certi pezzi mi sono arrampicato sulla torretta del bagnino…che certo non trovo in tutti i locali.<br />
Per esempio una volta durante un concerto trovai un martello sul palco, improvvisai una scenetta mi accorsi che funzionava e comprai un martello in una ferramenta e come hai visto anche stasera l’ho utilizzato.</em><br />
(Ruggero, il boss del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/blue/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con blue">Blue</a> <a href="http://www.liberareggio.org/tag/dahlia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con dahlia">dahlia</a>, sudava freddo mentre Kruger percuoteva con il martello i sostegni del gazebo e della torretta del bagnino!)
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-4216 colorbox-4211" title="5" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/5-300x224.jpg" alt="5" width="300" height="224" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-4217 colorbox-4211" title="6" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/6-300x224.jpg" alt="6" width="300" height="224" /></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>Avete fatto già alcuni concerti da queste parti…mesi fa ho avuto il piacere di vedervi a Reggio. Che impressione vi ha fatto la Calabria?</strong><br />
Non abbiamo avuto modo di visitarla come si deve…finiamo tardi i concerti, facciamo qualche ora di sonno e ripartiamo. </em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>Che farete dopo? (la nostra intervista. N.d.r.)</strong><br />
Te l’ho detto, riposeremo un paio di ore  e poi ripartiremo ..altre numerose date in giro per l’ Italia ci attendono…calcola che negli ultimi due anni abbiamo fatto circa centottanta concerti.</em>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><em><img class="alignnone size-medium wp-image-4218 colorbox-4211" title="7" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/7-300x224.jpg" alt="7" width="300" height="224" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-4219 colorbox-4211" title="8" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/8-300x224.jpg" alt="8" width="300" height="224" /></em></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Il concerto dei Nobraino termina con questa frase:<em>”chiudiamo con un ultimo pezzo che se avessimo scritto noi…col cazzo che saremmo scesi giù a suonare!”</em> (Kruger intona &#8220;Romagna mia&#8221; dell’orchestra Casadei)…probabilmente quella sera il calore del pubblico del Blue Dahlia non aveva soddisfatto a pieno le loro aspettative? O è una frase che ripetono ad ogni concerto?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Comunque sia non è importante, la gente ha partecipato e si è divertita parecchio anche quando è stata centrata  dai colpi di pistola di Kruger!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;"><strong>Teodora Malavenda</strong></p>

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		<title>Cornetto&amp;Cappuccino &#8211; Quando l&#8217;idea si fa arte cambia l&#8217;idea dell&#8217;arte</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/06/10/cornettocappuccino-quando-lidea-si-fa-arte-cambia-lidea-dellarte/</link>
		<comments>http://www.liberareggio.org/2009/06/10/cornettocappuccino-quando-lidea-si-fa-arte-cambia-lidea-dellarte/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 07:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Cornetto&Cappuccino]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[antica]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Viviamo in un&#8217;epoca storica in cui il concetto di arte non è facilmente ascrivibile ad una definizione puntuale e universalmente riconosciuta. Aggiungiamo a questa difficoltà la mancanza di una scuola artistica dominante o distinta avvisata da artisti, critici, storici dell&#8217;arte e risolviamo la questione con molta facilità, accostando al sostantivo arte il generico appellativo contemporanea.
Siamo distanti millenni ad esempio dalla perfezione della statuaria classica dove l&#8217;intuizione dell&#8217;artista da sola non era sufficiente a realizzare un&#8217;opera. L&#8217;idea doveva essere supportata da abilità tecniche e competenze artistiche ben definite, qualità che tutti gli artisti del tempo, o comunque quelli di cui...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 	 	 --></p>
<p style="text-align: justify;">Viviamo in un&#8217;epoca storica in cui il concetto di <em><a href="http://www.liberareggio.org/tag/arte/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con arte">arte</a></em> non è facilmente ascrivibile ad una definizione puntuale e universalmente riconosciuta. Aggiungiamo a questa difficoltà la mancanza di una scuola artistica dominante o distinta avvisata da artisti, critici, storici dell&#8217;arte e risolviamo la questione con molta facilità, accostando al sostantivo <em>arte</em> il generico appellativo <em><a href="http://www.liberareggio.org/tag/contemporanea/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con contemporanea">contemporanea</a></em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo distanti millenni ad esempio dalla perfezione della statuaria classica dove l&#8217;intuizione dell&#8217;artista da sola non era sufficiente a realizzare un&#8217;opera. L&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/idea/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con idea">idea</a> doveva essere supportata da abilità tecniche e competenze artistiche ben definite, qualità che tutti gli artisti del tempo, o comunque quelli di cui abbiamo memoria, certamente possedevano.</p>
<div id="attachment_3643" class="wp-caption aligncenter" style="width: 157px"><img class="size-medium wp-image-3643 colorbox-3640" title="doriforo-policleto" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/doriforo-policleto-147x300.jpg" alt=" Doriforo (Policleto)" width="147" height="300" /><p class="wp-caption-text"> Doriforo (Policleto)</p></div>
<p><!-- 	 	 --></p>
<p style="text-align: justify;">Mi avvalgo di questa premessa per affrontare da appassionata, nonchè da discreta frequentatrice di mostre, un tema a me assai caro, quello appunto dell&#8217;arte contemporanea, con le sue contraddizioni e con le sue peculiarità. Ed è proprio nel tentativo di trovare una risposta ad alcune mie domande ricorrenti ed una soluzione ad altrettanti dubbi, che scrivo queste righe, convinta che molti di voi lettori, anche se non &#8220;esperti&#8221;, abbiano avuto almeno una volta visitando una <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mostra/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mostra">mostra</a> o semplicemente guardando una foto su qualche rivista.</p>
<p style="text-align: justify;">A quanti di voi sarà capitato, davanti ad un&#8217;opera apparentemente banale, di pronunciare la frase altrettanto banale &#8220;<em>questo lo potevo fare anch&#8217;io</em>&#8220;?</p>
<div id="attachment_3647" class="wp-caption aligncenter" style="width: 296px"><img class="size-full wp-image-3647 colorbox-3640" title="giovanni-anselmo-senza-titolo1968" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/giovanni-anselmo-senza-titolo1968.bmp" alt="giovanni-anselmo-senza-titolo1968" width="286" height="427" /><p class="wp-caption-text">Senza titolo (Giovanni Anselmo)</p></div>
<p><!-- 	 	 --></p>
<p style="text-align: justify;">A me succede spesso, e così quando ho saputo che il critico Francesco Bonami, nome abbastanza autorevole nell&#8217;ambiente, aveva utilizzato proprio questa frase per intitolare il suo ultimo libro, mi sono precipitata in libreria per acquistarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo averlo letto tutto d&#8217;un fiato (la prima volta) approcciandomi ai vari capitoli con uno spirito critico tale da evitare facili suggestioni o improvvisi cambiamenti di idea, devo dire che su alcune delle sue posizioni mi sono trovata in totale accordo. Tuttavia ritengo ci siano alcuni tentativi dell&#8217;autore, a mio avviso pretestuosi, di giustificare o spiegare a tutti i costi quelle  che oggettivamente rappresentano delle <em>forzature di parte</em>; una sorta di <em>snobberia artistica</em> capace di mettere in soggezione, magari con complessi di inadeguatezza, chi difficilmente di fronte a certe opere riesce ad accostare l&#8217;appellativo &#8220;artistiche&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Considero l&#8217;arte la più stimolante tra le attività umane, sia per la sua capacità comunicativa che per la sua immediatezza. Si sa quanto sia una pratica <a href="http://www.liberareggio.org/tag/antica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con antica">antica</a>, nata assieme all&#8217;uomo, incisa e tramandata fino ai tempi odierni sulle pareti delle caverne e sin dal principio espressione fedele di ogni epoca storica.</p>
<p style="text-align: justify;">Capace di stimolare sia il senso estetico che il senso critico, facoltà di cui ogni individuo in linea di massima dispone, ma in misura differente in base al proprio bagaglio conoscitivo in materia.</p>
<p style="text-align: justify;">Dico questo riferendomi ad un particolare passaggio in cui l&#8217;autore dice che &#8220;<em>&#8230;per godersi un&#8217;opera d&#8217;arte non occorre essere intenditori, basta avere una mente aperta&#8230;&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Posso essere parzialmente d&#8217;accordo con questa affermazione, però mi si conceda una considerazione: se è vero che chiunque può godere di un particolare coinvolgimento emozionale di fronte ad un&#8217;opera, è altrettanto vero che l&#8217;appassionato (o intenditore, o amatore) ha dei validi termini di paragone non dico per dosare la sua emozione, ma quantomeno per contestualizzarla.</p>
<div id="attachment_3648" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3648 colorbox-3640" title="teschio" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/teschio-300x192.png" alt="Teschio (Damien Hirst)" width="300" height="192" /><p class="wp-caption-text">Teschio (Damien Hirst)</p></div>
<p><!-- 	 	 --></p>
<p style="text-align: justify;">Questo passaggio è fondamentale, secondo me, per stabilire un netta linea di distinzione tra ciò che rappresenta oggettivamente arte e ciò che invece è suscettibile (potenzialmente) ad essere interpretato come tale, da chiunque. E&#8217; in pratica il dilemma dell&#8217;arte contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Chi odia l&#8217;arte contemporanea rimpiangendo le opere del passato rifiuta di accettare il fatto che i capolavori che tanto ama hanno rappresentato anch&#8217;essi il presente per la propria epoca. Rimpiangere il passato vuol dire negare l&#8217;oggi e rinunciare al futuro&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Concettualmente condivisibile, questo passaggio nasconde in verità una forzatura, soprattutto se ci riferisce alla produzione artistica di un non meglio identificato ieri, paragonandola a quella di un inequivocabile oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">La mia impressione è che le capacità tecniche, le abilità e le competenze dei grandi pittori e scultori dei secoli passati siano qualità rare oggi, in un contesto di scadimento generale in cui prende il sopravvento la funzione dell&#8217;idea geniale, che si sostituisce in tutto e per tutto alle abilità manuali, alle competenze specifiche che invece hanno rappresentato il fondamento della storia dell&#8217;arte. Risulterò particolarmente ortodossa con le mie affermazioni, ma sono sicura di rappresentare il punto di vista di molti.</p>
<p style="text-align: justify;">Bonami dice<em>&#8220;&#8230;oggi nell&#8217;ambito dell&#8217;arte contemporanea non è più essenziale sapere fare qualcosa&#8230;L&#8217;importante è pensare, in ogni caso e possibilmente prima degli altri, la cosa giusta, al momento giusto&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Una rappresentazione esatta dunque del contesto socio-culturale in cui viviamo, se è vero che l&#8217;arte è lo specchio della società e ne riflette eccessi e storture.</p>
<p style="text-align: justify;">In pratica ciò che accade nell&#8217;economia capitalista, dove una semplice ma geniale idea può decretare il successo, oltre ogni aspettativa, della più stupida delle trovate o delle invenzioni, come ad esempio gli occhiali con i tergicristalli&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Il contenitore con le feci assurge a creazione d&#8217;artista, ed io vi garantisco che l&#8217;&#8221;idea&#8221; la ebbi già io anni fa per delle analisi mediche&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-3649 aligncenter colorbox-3640" title="merda-dartista-piero-manzoni" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/merda-dartista-piero-manzoni.bmp" alt="merda-dartista-piero-manzoni" /></p>
<p><!-- 	 	 --></p>
<p style="text-align: justify;">Ma l&#8217;arte si colloca fuori da questo sistema, o almeno questo è quello che io spero, da ingenua sognatrice.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi non dimentichiamo il detto &#8220;impara l&#8217;arte e mettila da parte&#8221; che, nella sua banale scontatezza, nasconde in realtà il senso esatto di quello che è stato il cambiamento di rotta rispetto a quel passato: oggi questa tecnica artistica libera, la cui soglia di accesso è bassissima, non può essere tramandata.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Se nell&#8217;antichità la tecnica era fondamentale per sviluppare un&#8217;idea, oggi non lo è più. Se nelle botteghe dei grandi pittori gli allievi potevano seguire o ispirarsi allo stile del maestro, nell&#8217;arte contemporanea questo non è possibile&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Non vorrei risultare stucchevole parlando di una &#8220;bellezza oggettiva che prescinde dalle interpretazioni&#8221;, anche perché sarebbe un concetto molto ma molto opinabile, tuttavia mi lascia perplessa questa sorta di esasperazione relativista, questo voler a tutti i costi classificare come arte ciò che in realtà rappresenta solo (e non sarebbe poco&#8230;) una simpatica/geniale/bella trovata.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; verissimo, l&#8217;idea l&#8217;ha avuta l&#8217;autore, ma chiunque altro su commissione avrebbe saputo realizzarla. Per taluni questa è la risposta, per me invece è il dubbio.</p>
<div id="attachment_3650" class="wp-caption aligncenter" style="width: 408px"><img class="size-full wp-image-3650 colorbox-3640" title="rana-crocefissa-martin-kippenberger" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/rana-crocefissa-martin-kippenberger.bmp" alt="Rana crocifissa (Martin  Kippenberger)" width="398" height="522" /><p class="wp-caption-text">Rana crocifissa (Martin  Kippenberger)</p></div>
<p><!-- 	 	 --></p>
<p style="text-align: justify;">Ma vorrei farvi comprendere in modo più convincente il senso del mio discorso, lasciandovi liberi di trarre personali conclusioni.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>L&#8217;artista tailandese Rirkrit Tiravanija, premiato con il prestigioso Hugo Boss Prize del Guggenheim Museum, è uno che trasforma musei e gallerie in cucine e ristoranti. La sua arte consiste nel cucinare</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E nel far mangiare i visitatori. I collezionisti si portano a casa pentole e piatti sporchi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Martin Creed vince a Londra il Turner Prize accendendo e spegnendo le luci della stanza che il museo gli ha destinato.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il pittore americano Robert Ryman dipinge le sue tele interamente di bianco, ripetendo continuamente questo rito dell&#8217;artista desolato davanti al nulla che precede ogni creazione.</em></p>
</blockquote>
<div id="attachment_3651" class="wp-caption aligncenter" style="width: 378px"><img class="size-full wp-image-3651 colorbox-3640" title="robert-ryman" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/robert-ryman.bmp" alt="Robert Ryman " width="368" height="214" /><p class="wp-caption-text">Robert Ryman </p></div>
<p><!-- 	 	 --></p>
<p><strong>Alla prossima!</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Teodora Malavenda</strong></p>

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		<title>Domenica pomeriggio &#8220;spesa bene&#8221;: immagini dal RandoMarket</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 12:31:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
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		<description><![CDATA[La nostra brava Laura ve ne aveva già parlato 4 settimane fa. Era la prima volta che il RandoMarket prendeva vita tra gli spazi del Random Music Club e le scalinate ad esso adiacenti. Si trattava di una prima esperienza tra musica, arte, buon cibo e bevande, tanti giovani, tanta creatività e tanta socialità. Fu un successo e tale sono state le edizioni del RandoMarket delle domeniche successive.
Ieri, domenica 31 maggio, sarebbe dovuta essere l&#8217;ultima domenica di aperitivo, musica ed espositori. Per 4 domeniche di seguito giovani artisti, fotografi, creativi e associazioni hanno animato per alcune ore la vita di molti ragazz* che in città non avrebbero saputo come divertirsi, conoscersi e stare insieme a tante altre persone con gli...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3421 colorbox-3419" title="randomarket-112" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/randomarket-112-300x225.jpg" alt="randomarket-112" width="300" height="225" />La nostra brava Laura <a href="http://www.liberareggio.org/2009/05/05/randomarket-un-modo-originale-di-trascorrere-la-domenica-pomeriggio/">ve ne aveva già parlato 4 settimane fa</a>. Era la prima volta che il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/randomarket/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con randomarket">RandoMarket</a> prendeva vita tra gli spazi del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/random/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con random">Random</a> Music Club e le scalinate ad esso adiacenti. Si trattava di una prima esperienza tra <a href="http://www.liberareggio.org/tag/musica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Musica">musica</a>, <a href="http://www.liberareggio.org/tag/arte/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con arte">arte</a>, buon cibo e bevande, tanti giovani, tanta creatività e tanta socialità. Fu un successo e tale sono state le edizioni del RandoMarket delle domeniche successive.</p>
<p style="text-align: justify;">Ieri, domenica 31 maggio, sarebbe dovuta essere l&#8217;ultima domenica di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/aperitivo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con aperitivo">aperitivo</a>, musica ed espositori. Per 4 domeniche di seguito giovani artisti, fotografi, creativi e <a href="http://www.liberareggio.org/tag/ass/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Associazioni">associazioni</a> hanno animato per alcune ore la vita di molti ragazz* che in città non avrebbero saputo come divertirsi, conoscersi e stare insieme a tante altre persone con gli stessi gusti e le stesse curiosità, al di fuori dai soliti canoni reggini.</p>
<p style="text-align: justify;">Un successo continuo per 4 domeniche non sarebbe potuto finire così!</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, l&#8217;appuntamento domenicale con aperitivo e mercatino è stato confermato per tutte le domeniche di giugno. &#8220;Un modo diverso di passare la domenica pomeriggio&#8221; intitolava Laura il suo pezzo sul RandoMarket, una domenica &#8220;spesa bene&#8221; mi sembrava il modo migliore per continuare sulla stessa scia.</p>
<p style="text-align: justify;">Con le foto che seguono potete rendervi conto da soli di cosa intendiamo&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3422 colorbox-3419" title="randomarket-045" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/randomarket-045-300x225.jpg" alt="randomarket-045" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3423 colorbox-3419" title="randomarket-066" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/randomarket-066-225x300.jpg" alt="randomarket-066" width="225" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3424 colorbox-3419" title="randomarket-046" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/randomarket-046-225x300.jpg" alt="randomarket-046" width="225" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3425 colorbox-3419" title="randomarket-084" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/randomarket-084-225x300.jpg" alt="randomarket-084" width="225" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3426 colorbox-3419" title="randomarket-098" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/randomarket-098-300x225.jpg" alt="randomarket-098" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3427 colorbox-3419" title="randomarket-047" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/randomarket-047-225x300.jpg" alt="randomarket-047" width="225" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3428 colorbox-3419" title="randomarket-050" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/randomarket-050-300x225.jpg" alt="randomarket-050" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3429 colorbox-3419" title="randomarket-060" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/randomarket-060-300x225.jpg" alt="randomarket-060" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3431 colorbox-3419" title="randomarket-062" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/randomarket-062-300x225.jpg" alt="randomarket-062" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3432 colorbox-3419" title="randomarket-064" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/randomarket-064-300x216.jpg" alt="randomarket-064" width="300" height="216" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3433 colorbox-3419" title="randomarket-070" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/randomarket-070-225x300.jpg" alt="randomarket-070" width="225" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3434 colorbox-3419" title="randomarket-073" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/randomarket-073-203x300.jpg" alt="randomarket-073" width="203" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3435 colorbox-3419" title="randomarket-074" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/randomarket-074-300x153.jpg" alt="randomarket-074" width="300" height="153" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3436 colorbox-3419" title="randomarket-081" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/randomarket-081-225x300.jpg" alt="randomarket-081" width="225" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3437 colorbox-3419" title="randomarket-068" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/randomarket-068-300x201.jpg" alt="randomarket-068" width="300" height="201" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3443 colorbox-3419" title="randomarket-079" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/randomarket-079-300x185.jpg" alt="randomarket-079" width="300" height="185" /></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>

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		<title>Un&#8217;idea per restituire a Reggio il fortino nord di Pentimele</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/05/22/unidea-per-restituire-a-reggio-il-fortino-nord-di-pentimele/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 07:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[baratto]]></category>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo decenni di abbandono inaccettabile tanto da averlo fatto diventare ricettacolo di ogni misera espressione di inciviltà e di devianza, l&#8217; Antico Fortino (noi chiediamo quello Nord) a Pentimele merita Pulizia,Fruibilità, Eventi culturali,Socialità.
Aderisci anche tu alla proposta Enoclub per riprenderci un bene prezioso ed uno squarcio paesaggistico eccelso.
Questo è quanto si legge nella presentazione del gruppo Facebook: Quelli che rivogliono il &#8220;Fortino Nord&#8221; per Musica-Arte-Cultura.
Domenica prossima, 24 maggio al Fortino Nord, per tutto il pomeriggio,  Enoclub ed altri soggetti sperimenteranno una delle più antiche forme usate per far circolare beni ovvero il &#8220;Baratto&#8221;; niente soldi ..solo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3242 colorbox-3238" title="fortino3" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/fortino3-300x225.jpg" alt="fortino3" width="300" height="225" />Dopo decenni di abbandono inaccettabile tanto da averlo fatto diventare ricettacolo di ogni misera espressione di inciviltà e di devianza, l&#8217; Antico <a href="http://www.liberareggio.org/tag/fortino/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con fortino">Fortino</a> (noi chiediamo quello Nord) a <a href="http://www.liberareggio.org/tag/pentimele/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con pentimele">Pentimele</a> merita Pulizia,Fruibilità, Eventi culturali,Socialità.<br />
Aderisci anche tu alla proposta <a href="http://www.liberareggio.org/tag/enoclub/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con enoclub">Enoclub</a> per riprenderci un bene prezioso ed uno squarcio paesaggistico eccelso.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Questo è quanto si legge nella presentazione del gruppo Facebook:<a href="http://www.facebook.com/inbox/?ref=mb#/group.php?gid=80105711691"> Quelli che rivogliono il &#8220;Fortino Nord&#8221; per Musica-Arte-Cultura</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Domenica prossima, 24 maggio al Fortino Nord, per tutto il pomeriggio,  Enoclub ed altri soggetti sperimenteranno una delle più antiche forme usate per far circolare beni ovvero il &#8220;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/baratto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con baratto">Baratto</a>&#8221;; niente soldi ..solo &#8220;valore d&#8217;uso&#8221; delle cose in sè. &#8220;<a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=100000004801928&amp;ref=profile#/event.php?eid=95381782800">Barattolo</a>&#8221; è il nome dell&#8217;iniziativa ed è un vero e proprio &#8220;mercato del Baratto..non si vende nulla&#8230;si scambia!&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3243 colorbox-3238" title="nr516borsa-con-barattolo-di-zuppa-campbell-posters" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/nr516borsa-con-barattolo-di-zuppa-campbell-posters-234x300.jpg" alt="nr516borsa-con-barattolo-di-zuppa-campbell-posters" width="234" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ho fatto alcune domande a Filippo Sorgonà, promotore di questa iniziativa:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Quando e come è nata questa <a href="http://www.liberareggio.org/tag/idea/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con idea">idea</a>?</strong><br />
L&#8217;idea è nata spontaneamente dopo la nostra festa del Primo Maggio sempre al Fortino ma ha radici culturali forti in noi che da sempre cerchiamo di sviluppare un <a href="http://www.liberareggio.org/tag/pensiero/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con pensiero">pensiero</a> umanistico che valuti lo scambio umano e non economico.<br />
Con il &#8220;Baratto&#8221; tu entri in contatto &#8220;umano&#8221; con la persona e non ti rapporti alla carta o al metallo dei soldi, bensì direttamente al valore interiore delle cose non oggettivato.
</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3252 colorbox-3238" title="fortino5" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/fortino5-300x225.jpg" alt="fortino5" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Perchè proprio il fortino nord? Che pensate di fare? Quali sono i vostri desideri, programmi, idee per far rinascere questa struttura?</strong><br />
Il Fortino e la Collina di Pentimele in genere sono un vecchio pallino per tutti coloro che da almeno 20 anni hanno avviato un percorso di valorizzazione di questo stupendo affaccio sullo stretto da far invidia a chiunque.<br />
Il Fortino Nord è quello meglio conservato e dunque l&#8217;unico papabile ad un&#8217;aventuale intervento di riqualificazione conservativa per renderlo nuovamente fruibile e riportarlo all&#8217;antico splendore.
</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3245 colorbox-3238" title="portafortino" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/portafortino-300x225.jpg" alt="portafortino" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Filippo, con l&#8217;associazione culturale Enoclub, sul gruppo Facebook, ha annunciato che, arrivato a quota 1000 iscritti, avrebbe presentato una petizione al Comune di Reggio. Cosa chiederete all&#8217;amministrazione comunale? Solo la gestione del fortino o vi impegnerete per chiede una riqualificazione generale di tutta l&#8217;area?</strong><br />
Con la nostra petizione, oltre a chiedere la struttura in COMODATO dal Comune di Reggio, chiederemo una attenzione mirata e pianificata di interventi &#8220;ordinaria&#8221; di quello che ormai, grazie all&#8217;impegno di alcuni specifici soggetti politici e sociali, è &#8220;Parco Urbano&#8221; dentro il Piano Regolatore.<br />
Ciò significa che l&#8217;intero patrimonio della vegetazione, i sentieri e il &#8220;territorio&#8221; di quest&#8217;area andrà preservato nei suoi equilibri naturali da tentativi di speculazione e da aggressioni in genere (si vedano gli incendi di ogni anno o i palazzi sorti dal nulla!!)
</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3246 colorbox-3238" title="fortino1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/fortino1-300x225.jpg" alt="fortino1" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Sarebbe un&#8217;attività a scopo di lucro? Come sarete organizzati economicamente? Collaborate con realtà del territorio? Partiti, ong, <a href="http://www.liberareggio.org/tag/ass/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Associazioni">associazioni</a>, ecc?</strong><br />
Economicamente non siamo supportati da nessuno perchè abituati a farci le cose da soli&#8230;<br />
Tuttavia un eventuale intervento di riqualificazione strutturale ed architettonica non può prescindere dall&#8217;intervento e dalla supervisione della Pubblica amministrazione e dell&#8217;Università stessa che vorremmo coinvolgere a pieno.<br />
La struttura vorrebbe l&#8217;esistenza comunque di alcune attività volte a creare sostegno economico; artigianato, enogastronomia, servizio di Ostello ed altro ancora..<br />
La collaborazione con altri soggetti sarà fondamentale ed alla base della nostra idea partecipativa e libertaria.<br />
Siamo un&#8217;associazione e comunque fa parte della nostra filosofia il reinvestimento economico per beni e servizi ai nostri soci.
</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3247 colorbox-3238" title="fortino2" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/fortino2-150x150.jpg" alt="fortino2" width="150" height="150" /><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3248 colorbox-3238" title="fortino4" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/fortino4-150x150.jpg" alt="fortino4" width="150" height="150" />Utilizzare direttamente con attività di scambio e condivisione, di esperienze musicali, ludiche, artigianali, artistiche e culturali, manufatti esistenti ma abbandonati è, a mio modesto parere, un ottimo modo per renderli vivi e vivibili, per creare un&#8217;opportunità in più ai giovani di un territorio e per offrire un&#8217;alternativa alla noia di tutti i giorni. A mia memoria, le iniziative di questo genere, si contano sulle dita di una mano nella nostra città.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, mercoledì 20 maggio, le 1000 adesiono sono state raggiunte; adesso inizia la parte difficile della &#8220;liberazione&#8221; del fortino nord di Pentimele; vedremo come va a finire.</p>
<p style="text-align: justify;">La speranza è che la proposta dell&#8217;associazione venga accolta dall&#8217;amministrazione e che questo possa essere un primo, concreto, passo verso la riqualificazione di una collina intera che potrebbe rappresentare un regalo vero alla cittadinanza.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: left;"><em>PS. &#8211; L&#8217;iniziativa &#8220;Barattolo&#8221; è stata spostata da domenica a Sabato pomeriggio a partire dalle ore 17:00.  A seguire è festa&#8230;!!! con <a href="http://www.liberareggio.org/tag/musica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Musica">musica</a> e tanto altro..</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Tutte le foto nell&#8217;articolo sono state prese dal gruppo Facebook <a href="http://www.facebook.com/photo_search.php?oid=80105711691&amp;view=all#/group.php?gid=80105711691"><strong>Quelli che rivogliono il &#8220;Fortino Nord&#8221; per Musica-Arte-Cultura</strong></a></em></p>

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