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	<title>www.LiberaReggio.org &#187; ecologia</title>
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	<description>Il Magazine dei Giovani Reggini</description>
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		<title>Il potere della gente e delle azioni personali</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 07:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Un mio caro amico, giornalista o giù di li, mi ha detto l’altra sera: “Tu scrivi, anche degli editoriali pregevoli, ma non vuoi regole, non faresti mai cronaca…”. E come dargli torto?
Torno sulle pagine del mio magazine preferito dopo un assenza, spero non dolorosa (e immagino neppure percepita…è questa la forza del gruppo!) da nessuno di voi lettori, per parlare non di omicidi interfamiliari, né di risse interrazziali alla stazione della metro, né del nuovo film con De Niro, Verdone, la Bellucci e compagnia bella.
Vorrei parlare invece di risparmio energetico, e di tutto il fastidio che genera in me la nuova moda-leva di marketing-prospettiva economica della sostenibilità e dell’ambiente. Più volte mi è capitato di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/16d1ce2b167ecf6435dbebf4a02570981.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9977 colorbox-9976" title="16d1ce2b167ecf6435dbebf4a0257098[1]" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/16d1ce2b167ecf6435dbebf4a02570981-300x252.jpg" alt="" width="300" height="252" /></a>Un mio caro amico, giornalista o giù di li, mi ha detto l’altra sera: “Tu scrivi, anche degli editoriali pregevoli, ma non vuoi regole, non faresti mai cronaca…”. E come dargli torto?</p>
<p style="text-align: justify;">Torno sulle pagine del mio magazine preferito dopo un assenza, spero non dolorosa (e immagino neppure percepita…è questa la forza del gruppo!) da nessuno di voi lettori, per parlare non di omicidi interfamiliari, né di risse interrazziali alla stazione della metro, né del nuovo film con De Niro, Verdone, la Bellucci e compagnia bella.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei parlare invece di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/risparmio/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con risparmio">risparmio</a> energetico, e di tutto il fastidio che genera in me la nuova moda-leva di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/marketing/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con marketing">marketing</a>-prospettiva economica della sostenibilità e dell’ambiente. Più volte mi è capitato di trattare il medesimo tema, ma non avevo mai focalizzato l’attenzione sul nostro ruolo, di cittadini consumatori, nel creare il cambiamento. Una grossissima responsabilità!</p>
<p style="text-align: justify;">La più grande società elettrica italiana oggi ha il “green power”, e ha inventato nuovi odiosissimi slogan che trasmette in radio e alla tv, adeguandosi in fretta alla nuova corrente (…), oggi che anche molti singoli cittadini, comuni, hanno deciso di acquisire un minimo di sensibilità ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/img000000712111.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-9978 colorbox-9976" title="img00000071211[1]" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/img000000712111-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a>Le pubblicità delle auto parlano, oltre che di “clima e radio cd inculsi”, di quanta CO2 la tua <a href="http://www.liberareggio.org/tag/futura/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con futura">futura</a> auto saprà sputare in meno delle altre, invitandoti ad acquistarla in fretta, proprio per rispettare l’ambiente. Ammettiamo allora che un auto emetta metà CO2 (seri dubbi) <a href="http://www.liberareggio.org/tag/rispetto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con rispetto">rispetto</a> all’attuale standard: se quell’auto avrà successo se ne venderanno il doppio. Ecco che il mercato funziona, noi abbiamo acquistato l’auto meno inquinante, e il quantitativo di CO2 in questione rimane inalterato. Questo breve e puerile teorema serve a dimostrare che la sensibilità ambientale e il risparmio energetico sono oggi, e non a caso, un problema di coscienza, riversato quasi interamente sui “consumatori”, e solo in minima, minima, minima parte tradotto in vincoli, limiti, regole per l’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/economia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con economia">economia</a> e le realtà che producono i beni (le merci) ed utilizzano le risorse.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli obiettivi del Protocollo di Kyoto non sono stati raggiunti, non se ne sente più parlare, ma in compenso ogni tanto si verificano piccole perdite di petrolio in mare, o capita che qualche sostanza non del tutto salubre si riversi nei fiumi. Ciò comporta un impiego di danaro e risorse (anche pubbliche) di mastodontiche dimensioni, tutto per riparare i danni di un’economia basata principalmente sul petrolio, mentre sulle pale eoliche soffiano venti di corruzione e malaffare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/km01.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-9979 colorbox-9976" title="km0[1]" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/km01.gif" alt="" width="215" height="215" /></a>E noi, o perlomeno i più illuminati-progressisti-radical chic, ci portiamo sempre lo stesso sacchetto di plastica quando facciamo la spesa, o chiudiamo l’acqua del rubinetto mentre laviamo i denti, o riutilizziamo una bottiglietta di plastica invece di acquistarne sempre una nuova, o andiamo in <a href="http://www.liberareggio.org/tag/bicicletta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con bicicletta">bicicletta</a> lasciando in garage l’auto.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi dobbiamo risparmiare. Il risparmio energetico è una sfida di civiltà. Dobbiamo differenziare i rifiuti, ma a pochi chilometri da casa ce li ammassano tutti assieme in una discarica puzzolente; dobbiamo acquistare i prodotti valutando la loro provenienza, ma i camion intasano le autostrade come prima, più di prima; dobbiamo acquistare un impianto fotovoltaico o solare termico, facendo tutte le pratiche per il vincolo paesaggistico, il condominio, le agevolazioni, le rate, mentre i palazzi in larga misura vengono ancora progettati con gli scaldabagni!!</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono centinaia di siti internet che ci raccontano, ci spiegano e ci invitano alla sostenibilità e al risparmio, e alle volte, quando mi sento ottimista, penso: “si, ma infondo l’importante è che si sia presa coscienza, e che si vada per la giusta direzione”. Ma io sono raramente ottimista, e prevalentemente critico, incazzato, disilluso, e mi pongo delle domande serie. Appartengo a quella categoria, da documentario, che pratica il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/consumo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con consumo">consumo</a> critico da prima che scoppiasse la moda del “tutto ecologico”, e negli anni ho capito che le azioni personali, individuali, servono in massima parte solo a redimere la coscienza. Ho capito anche che le scelte ideologiche o critiche sui consumi fanno spendere più o meno il doppio, e questo non è un caso.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/san-rubinetto1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9980 colorbox-9976" title="san-rubinetto[1]" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/san-rubinetto1.jpg" alt="" width="280" height="239" /></a>Potrei passare tutta la vita a razionare l’acqua del rubinetto di casa, o ad evitare di acquistare l’acqua minerale che viene dalle Alpi Apuane, ma se il sistema produttivo sarà sempre sguinzagliato, libero di scavare pozzi ed emungere acqua ovunque, con costi irrisori, per poi spedirla in giro per il mondo, con i camion, mentre nella mia <a href="http://www.liberareggio.org/tag/citta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con città">città</a> bere acqua dal rubinetto è un “suicidio salato”, la mia azione personale sarà ininfluente, risibile. E se l’acqua che viene dal Trentino, a Reggio Calabria costa meno di quella che viene dall’Aspromonte (la montagna che le sta alle spalle…), in tempo di risparmio, la gente comune, quella che non ha né tempo né soldi per pensare in <a href="http://www.liberareggio.org/tag/verde/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con verde">verde</a>, preferisce il risparmio economico. Proviamo ad estendere questo esempio a tutto il resto dei nostri consumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei grandi sogni di una certa categoria di uomini è stato ed è ancora quello della partecipazione, dell’unione che fa la forza, ma nel concepire questo sogno, non si è mai inserito nel calcolo il capitalismo becero, quello che crea il mercato, che per essere definito “libero” deve agire incontrollato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/dire_10779364_031701.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9981 colorbox-9976" title="dire_10779364_03170[1]" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/dire_10779364_031701-276x300.jpg" alt="" width="276" height="300" /></a>Questa economia ci ha insegnato a consumare e a spendere, ci ha insegnato a sprecare, tanto che il nostro immaginario è stato talmente colonizzato, che oggi le cose assurde ci sembrano ovvie. Ce le fanno sembrare ovvie. Secondo voi, amanti dell’informatica e dei computer, dieci anni fa non era già noto che 1gb di ram sarebbe stato meglio di 128k? E secondo voi, cari appassionati, dieci anni fa la tecnologia non era già in grado di fornirci dei computer con quelle caratteristiche? Molto probabilmente si, ma questa economia funziona bene se noi, nel corso di dieci anni, acquistiamo e poi buttiamo tre o quattro computers.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche questo esempio è facilmente estendibile a tutti i nostri consumi, così che da una parte c’è un sistema produttivo forsennato, svincolato da ogni seria regola, che produce, produce e sovraproduce merci e prodotti mentre già negli uffici di ricerca e sviluppo studiano la strategia per renderli obsoleti, e dall’altra ci siamo noi, alcuni di noi, che gettiamo ciò che abbiamo comprato nei contenitori specifici…e diciamo “amen” per completare la formula di autoassoluzione. Questa economia non potrebbe mai insegnarci il risparmio, nel modo in cui ci ha insegnato il consumo, perché minerebbe alle fondamenta della struttura su cui si fonda.</p>
<p style="text-align: justify;">Andiamo in bicicletta perché fa bene alla salute, fa bene all’ambiente, ma davvero credete che il progresso tecnologico non sia in grado di mettere “sul mercato” un’auto elettrica utilitaria, per la città, ad un prezzo ragionevole? Andare in bicicletta si configura molto spesso come un privilegio di chi ha fantasia, pianura, e destinazioni vicine.</p>
<p style="text-align: justify;">Io sono un’utopista, un fanatico dell’immaginazione, un illuso del futuro migliore, ma vi pongo una domanda semplice, priva di sovrastrutture barocche e velleità da pensatore: ma se ci dicono che i camion inquinano, e che i prodotti che vengono da luoghi vicini sono preferibili nel rispetto dell’ambiente, perché non fanno una legge che vieti la vendita di prodotti “comuni” (l’esempio dell’acqua minerale è il più calzante) oltre un certo raggio?</p>
<p style="text-align: justify;">Ve lo dico io? Perché viviamo in una società libera, e la libertà della società passa prima attraverso la libertà del suo mercato. Alcune sigle di distribuzione hanno fatto la scelta di non esporre prodotto in base a criteri di risparmio energetico e rispetto ambientale, ma sono episodi marginali, per lo più neppure esattamente come ce li raccontano, e rappresentano solo una momentanea trovata pubblicitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto è che bisogna consumare sempre di più, bisogna crescere, bisogna spendere per poi crescere, consumare per spendere, buttare e riacquistare, riattivare l’economia, e tutto ciò non potrebbe mai conciliare con un reale processo di evoluzione verso un modello socio-economico più ecocompatibile. Sempre ammesso che sei miliardi di abitanti, che ambiscono tutti allo stesso modello di sviluppo, di consumi e di liberta (caro Raul…), in un pianeta dalle dimensioni finite, possano mai essere una cifra ecocompatibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Io continuo a fare consumo critico, e per la verità neppure tanto radicale, ma almeno mi aspetto il paradiso…sempre che quando sarà il mio giorno, non scoprirò che in paradiso ci ammassano le scorie radioattive delle nuove centrali nucleari.</p>
<p style="text-align: justify;">DECOLONIZZAZIONE DELL’IMMAGINARIO, è questo ciò che serve. Oltre ad una sana e genuina <a href="http://www.liberareggio.org/tag/rivoluzione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con rivoluzione">rivoluzione</a>.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Nicola Casile</strong></p>

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		<title>La centrale nel deserto</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 07:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità & Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[saline joniche]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ stato deciso. I lavori per la ri-costruzione della centrale a carbone a Saline Joniche potranno cominciare. E chi se ne frega dei pericoli per la salute dei cittadini, delle conseguenze, in generale,  per l’ambiente e, in particolare, per la già disastrata costa Jonica del calabrese dove le spiagge scompaiono ed il territorio viene gradatamente mangiato dal mare (fatevi una passeggiata a Lazzaro per averne una conferma).
Le cifre prospettate per l’investimento e la ricostruzione della centrale sono, ovviamente,  da leccarsi i baffi: investimenti privati per 1 miliardo e 200 milioni di euro. Benissimo, se non fosse che il territorio in cui verranno riversati, come sappiamo, è la roccaforte per antonomasia della ‘ndrangheta. Ed è...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/centrale.jpeg.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9987 colorbox-9985" title="centrale.jpeg" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/centrale.jpeg-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a>E’ stato deciso. I lavori per la ri-costruzione della centrale a <a href="http://www.liberareggio.org/tag/carbone/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con carbone">carbone</a> a <a href="http://www.liberareggio.org/tag/saline-joniche/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con saline joniche">Saline Joniche</a> potranno cominciare. E chi se ne frega dei pericoli per la salute dei cittadini, delle conseguenze, in generale,  per l’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/ambiente/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ambiente">ambiente</a> e, in particolare, per la già disastrata costa Jonica del calabrese dove le spiagge scompaiono ed il territorio viene gradatamente mangiato dal mare (fatevi una passeggiata a Lazzaro per averne una conferma).</p>
<p style="text-align: justify;">Le cifre prospettate per l’investimento e la ricostruzione della centrale sono, ovviamente,  da leccarsi i baffi: <a href="http://www.liberareggio.org/tag/investimenti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con investimenti">investimenti</a> privati per 1 miliardo e 200 milioni di euro. Benissimo, se non fosse che il territorio in cui verranno riversati, come sappiamo, è la roccaforte per antonomasia della ‘<a href="http://www.liberareggio.org/tag/ndrangheta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ndrangheta">ndrangheta</a>. Ed è quantomeno bizzarro pensare che, laddove le cosche s<a href="http://www.liberareggio.org/2010/01/04/non-ce-pace-per-saline-joniche/" target="_blank">ono riuscite ad infiltrarsi</a> in alcuni comuni della Jonica e a dominare sul territorio, non riescano anche a mettere le mani e “uomini di fiducia” in tutta questa faccenda. Ma perché questo investimento su una fonte d’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/energia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con energia">energia</a> altamente inquinante e scarsamente redditizia? Perché non investire in altre fonti di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/energia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con energia">energia</a> veramente pulite e <a href="http://www.liberareggio.org/tag/rinnovabili/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con rinnovabili">rinnovabili</a> dato che le risorse naturali, almeno quelle, ce le abbiamo e non potranno togliercele?</p>
<p style="text-align: justify;">E’ evidente che queste scelte non sono dettate dal buon senso amministrativo che la nostra classe dirigente nazionale mostra di aver perso da tempo: forse si deve salvare la SEI, la società responsabile di quell’inutile scempio che ha distrutto uno dei tratti più belli delle nostre coste; forse si tratta di un’altra promessa dal forte impatto mediatico per accaparrare consensi con la solita favola del “Governo del Fare” che, speriamo, come le altre non si tramuterà in realtà. Quello che è certo, però, sono i rischi per la nostra salute. Riportiamo di seguito una <a href="http://www.antoninomonteleone.it/2008/06/30/centrale-a-carbone-di-saline-1/" target="_blank">dettagliata analisi di Monteleone </a>che qualche tempo fa aveva condotto un’altra ottima inchiesta. Il minimo che possiamo fare è documentarci, reagire concretamente a queste decisioni prese dall’alto ma che ricadranno sul nostro territorio già martoriato e sulla nostra salute.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“Secondo l&#8217;autorità per la protezione ambientale degli Stati Uniti la combustione del carbone emette nell’aria soprattutto PM (microparticelle) di diametro compreso tra 0.1 – 0.5 ?m (nanometri) <strong><em>riducendo sensibilimente l&#8217;efficacia dei filtri a manica</em></strong>, tecnologia definita d’avanguardia nella limitazione delle <a href="http://www.liberareggio.org/tag/emissioni/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con emissioni">emissioni</a> di materiale corpuscolato. Inoltre, la maggior parte del PM prodotto dalla combustione del carbone si forma successivamente alla emissione dei fumi (PM secondario), come conseguenza della condensazione di altri inquinanti emessi in forma gassosa.</p>
<p>Una centrale a carbone produce 67 sostanze inquinanti. Di queste 55 sono note per la loro capacità di interferire patologicamente con lo sviluppo del sistema nervoso. Di queste 55, 24 sono sostanze carcinogene dimostrate, possibili o probabili.</p>
<p>Dunque polveri del tipo pm10 e pm2, <strong><em>benzopirene</em></strong>, <strong><em>diossine</em></strong>, <strong><em>benzene</em></strong>, <strong><em>ossidi di zolfo, ossidi di azoto,</em></strong> mircoinquinanti inorganici come <strong><em>cadmio, cromo, piombo, mercurio, arsenico, vanadio, manganese, nichel, berillio e cobalto.</em></strong> Tutte sostanze <a href="http://www.liberareggio.org/tag/rispetto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con rispetto">rispetto</a> alle quali la SEI nulla afferma ufficialmente circa l&#8217;immissione nelle acque e nell&#8217;atmosfera.</p>
<p><strong>Dal cancro alle malformazioni.</strong><br />
Secondo <strong>Paolo Franceschi</strong>, medico del Dipartimento di Medicina Interna, Ematologia ed Oncologia dell’ Ospedale San Paolo di Savona, &#8220;<em><strong>molte delle sostanze prodotte da una centrale a carbone possiedono effetti teratogeni, possono cioè provocare malformazioni congenite</strong></em>&#8220;. &#8220;<em><strong>Nonostante siano maggiori le segnalazioni di </strong></em><strong><em>ritardo mentale</em></strong><em><strong> ed altri disturbi neurologici, </strong></em><strong><em>basso peso alla nascita</em></strong><em><strong> e </strong></em><strong><em>parti prematuri</em></strong><em><strong> nelle popolazioni residenti nei pressi di centrali a carbone</strong></em> &#8211; dice Franceschi -  <em><strong>è  possibile che in condizioni di particolare esposizione si possano verificare anche </strong></em><strong><em>malformazioni fetali</em></strong>&#8220;.</p></blockquote>
<p style="text-align: right;"><strong>Raul Catalano</strong></p>

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		<title>“Nuclear banks, no thanks!”</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 07:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità & Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
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		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>

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		<description><![CDATA[“Nuclear banks, no thanks!”  è lo slogan di un sito internet, http://www.nuclearbanks.org, nato con l’intento di denunciare tutte le manovre economiche operate da un gruppo di banche coalizzatesi per offrire il loro supporto finanziario all’industria nucleare. Chi ha lanciato il sito è BankTrank, una rete globale costituita da organizzazioni civili che si oppongono allo sviluppo dell’energia nucleare considerata una “grande minaccia per la salvaguardia del pianeta”.
Il sito attacca l’ipocrisia delle più grandi banche a livello mondiale. Quelle banche che amano propagandare i loro investimenti in tecnologie “green” ed in energie rinnovabili e, d’altro canto, tendono a nascondere, furbamente, il loro coinvolgimento nel...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8550 colorbox-8549" title="Immagine1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine1-271x300.jpg" alt="" width="271" height="300" /></a>“<a href="http://www.liberareggio.org/tag/nuclear-banks/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con nuclear banks">Nuclear banks</a>, no thanks!”  è lo slogan di un sito internet, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nuclearbanks.org/">http://www.nuclearbanks.org</a></span>, nato con l’intento di denunciare tutte le manovre economiche operate da un gruppo di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/banche/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con banche">banche</a> coalizzatesi per offrire il loro supporto finanziario all’industria <a href="http://www.liberareggio.org/tag/nucleare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con nucleare">nucleare</a>. Chi ha lanciato il sito è <em><a href="http://www.banktrack.org/" target="_blank">BankTrank</a></em><em>,</em> una rete globale costituita da organizzazioni civili che si oppongono allo sviluppo dell’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/energia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con energia">energia</a> nucleare considerata una “grande minaccia per la salvaguardia del pianeta”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sito attacca l’ipocrisia delle più grandi banche a livello mondiale. Quelle banche che amano propagandare i loro <a href="http://www.liberareggio.org/tag/investimenti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con investimenti">investimenti</a> in tecnologie “green” ed in energie <a href="http://www.liberareggio.org/tag/rinnovabili/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con rinnovabili">rinnovabili</a> e, d’altro canto, tendono a nascondere, furbamente, il loro coinvolgimento nel business dell’energia nucleare.  Infatti, se ci facciamo due conti, i costi per la costruzione, l’avviamento e il mantenimento delle centrali nucleari sono molto onerosi. Si parla di parecchi milioni di dollari. Chi finanzia questo progetto? Le banche con i nostri soldi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il principale obiettivo di <em>BankTrank </em>è tracciare queste operazioni di finanziamento. Nell’arco di tempo trascorso tra il 2000 e il 2009 sono state rilevate 867 transazioni effettuate da 124 banche a favore di 70 compagnie nucleari. Si parla di circa 400 milioni di dollari. E questo è solo un quadro parziale in previsione <a href="http://www.liberareggio.org/tag/futura/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con futura">futura</a> della costruzione di una dozzina di nuovi reattori.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ stata stilata una top ten delle “banche nucleari”. Al primo posto della classifica vi è Bnp Paribas, banca francese presente in Italia attraverso Bnl (Banca nazionale del lavoro). A seguire vi sono Barclays (Regno Unito), Citi (Stati Uniti), Société Générale (Francia), Crédit Agricole/Calyon (Francia), RBS (Regno Unito), Deutsche Bank (Germania), HSBC (Regno Unito /HongKong), JPMorgan (Stati Uniti), and the Bank of China. Fuori classifica, al 23esimo e 28esimo posto, troviamo altre due banche italiane, rispettivamente Unicredit e Intesa San Paolo. Per seguire i movimenti di tutte le banche si può visitare il seguente link <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nuclearbanks.org/#/nuclear%20banks">http://www.nuclearbanks.org/#/nuclear%20banks</a></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti sono gli esponenti delle associazioni contro il nucleare che contestano il modo di agire delle banche. “Troppe sono le banche famose che stanno investendo pesantemente sul nucleare indirizzando il pianeta su una fonte sbagliata di energia…” dice Johan Frijns, coordinatore di <em>BankTrank. </em> “Le banche hanno bisogno di realizzare che l’energia nucleare è estremamente impopolare. Ad esempio, la Commissione Europea di Marzo 2010 ha determinato che il 52 % degli Europei considera l’energia nucleare come un pericolo per loro stessi e le loro famiglie. Solo il 17% è a favore. Questo dimostra che le banche stanno investendo in una forma di energia sporca e pericolosa che verrà rifiutata dalla maggior parte degli utilizzatori” dice Heffa Schuecking della Ong  tedesca Urgewald. &#8220;Greenpeace è pronta a rendere pubbliche le future decisioni di investimento delle banche nel nucleare in Italia &#8211; dice Andrea Lepore, responsabile della campagna Nucleare dell&#8217;associazione- è bene che ne siano consapevoli quegli istituti che stanno pensando di investire in questa fonte di energia dannosa per l’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/ambiente/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ambiente">ambiente</a>, per l’Italia e per i suoi cittadini&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>BankTrank, </em>inoltre, mette a disposizione una sezione del suo sito per informare sui rischi derivanti dal nucleare come principale fonte di energia per il pianeta. Per esempio, un incidente ad un reattore di 1000 MW potrebbe potenzialmente costringere ad evacuare un’area grande quanto il Belgio causando oltre 10000 vittime. Ogni reattore genera pericolosissime scorie nucleari e non esiste nessuna soluzione sicura e permanente per lo stoccaggio delle esse.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ da tempo che i governi stanno cercando di convincere l’opinione pubblica dei vantaggi che deriverebbero dall’utilizzo del nucleare: un’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/energia-pulita/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con energia pulita">energia pulita</a>, sicura, economica e riutilizzabile. <em>BankTrank</em> ci tiene a sottolineare la falsità dai governi nell’intento di perseguire i loro interessi, ricordando che i materiali e le tecnologie usate per l’energia nucleare possono essere facilmente sfruttati dai essi per scopi militari. Peggio ancora da gruppi di terroristi. Senza contare che il nucleare comporta la forte dipendenza dall’uranio che è in mano solo ad alcune nazioni. In particolare Canada, Australia, Russia, Niger, Namibia, Kazakistan e Uzbekistan producono il 90% dell’uranio nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, vi è una sezione del sito chiamata “Nuclear Project” in cui è possibile visualizzare una mappa interattiva per prendere una visione globale dei siti nucleari nel mondo, tra cui anche l’Italia, e conoscere i progetti e le banche che li finanziano.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Corrente Carmelo</strong></p>

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		<title>Il cambiamento parte da noi. Il riutilizzo come comportamento virtuoso</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 08:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
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		<description><![CDATA[Riutilizzare è bello, utile e conveniente.
I prossimi anni saranno quelli del cambiamento, o almeno me lo auguro. Se lo augurano in tanti per la verità, anche se troppi ancora non percepiscono l’emergenza. Nei prossimi articoli mi piacerebbe parlare di tutte quelle buone pratiche che ormai giornali, tv e radio ci propongono. Pratiche ecologiche, di utilizzo razionale dell’auto, degli elettrodomestici e di tutto il resto. Peccato che subito dopo incollino uno spot pubblicitario che ci invita a riacquistare per la milionesima volta qualcosa che già abbiamo, ma che purtroppo è nata vecchia. Si sa, siamo in un’epoca in corsa (verso un muro).
L’inquinamento non è una favola, e la CO2 non è un nuovo modello di automobile. Le...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Riutilizzare è bello, utile e conveniente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/Vespa-riutilizzo-sedia-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6807 colorbox-6746" title="Vespa-riutilizzo-sedia-1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/Vespa-riutilizzo-sedia-1.jpg" alt="" width="170" height="130" /></a>I prossimi anni saranno quelli del cambiamento, o almeno me lo auguro. Se lo augurano in tanti per la verità, anche se troppi ancora non percepiscono l’emergenza. Nei prossimi articoli mi piacerebbe parlare di tutte quelle buone pratiche che ormai giornali, tv e radio ci propongono. Pratiche ecologiche, di utilizzo razionale dell’auto, degli elettrodomestici e di tutto il resto. Peccato che subito dopo incollino uno spot pubblicitario che ci invita a riacquistare per la milionesima volta qualcosa che già abbiamo, ma che purtroppo è nata vecchia. Si sa, siamo in un’epoca in corsa (verso un muro).</p>
<p style="text-align: justify;">L’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/inquinamento/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con inquinamento">inquinamento</a> non è una favola, e la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/co2/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con co2">CO2</a> non è un nuovo modello di automobile. Le risorse naturali non <a href="http://www.liberareggio.org/tag/rinnovabili/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con rinnovabili">rinnovabili</a> sono chiamate così perché prima o poi si esauriscono, tanto più rapidamente quanto più alti sono i nostri tassi di utilizzo. E’ molto probabile che la temperatura del pianeta si stia alzando davvero, nonostante qualche episodica trovata di uno scienziato, in cerca di visibilità, tenti di negarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un mio caro amico si irrigidisce ogni qualvolta sente parlare di certe cose che, dal suo punto di vista, si discostano dal pensiero generale. E’ come se gli facesse paura chi ne parla, la vede probabilmente come una presa di coscienza personale pericolosa, lui che ancora sogna fiumi di popolo in fila a glorificare le parole dell’imperatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma i tempi sono cambiati, e lo scenario è mutato radicalmente rispetto anche a soli quindici anni fa e il pensiero generale, si sa, è un concetto dinamico.</p>
<p style="text-align: justify;">Quantomeno allora era ancora possibile prendere in poca considerazione chi parlava di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/risparmio/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con risparmio">risparmio</a> energetico, di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/riutilizzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con riutilizzo">riutilizzo</a> e riciclaggio, di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/economia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con economia">economia</a> (e non quella dei quattrini) e di impatto ambientale del nostro stile di vita. Lo si etichettava come ambientalista, estremista, come una personalità facilmente influenzabile magari in preda a qualche suggestione dopo aver letto di un’azione dimostrativa di Greenpeace e così si marginalizzava la sua idea. Mandato al diavolo il grillo parlante si poteva poi continuare a consumare, rompere, buttare e poi riacquistare, senza compromessi, tutte le merci di cui avevamo bisogno, ma soprattutto quelle che non ci servivano. Diciamo che funziona ancora così, ma se l’udito non ci inganna, si avverte in lontananza un ticchettio che si avvicina, una sorta di conto alla rovescia, ma non è un film sull’apocalisse, è solo l’ora del cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;altronde questo tipo di comportamento virtuoso è la salvezza del mercato, il fondamento teorico e pratico della società della crescita, concepita come una sorta di tubo, scollegato dal resto, in cui qualcosa entra e da cui qualcosa esce, perennemente…ed è immediato un parallelismo che però vi risparmio!</p>
<p style="text-align: justify;">Ma noi sappiamo bene, noi gente ormai istruita, che quel tubo non solo non è scollegato dal resto, ma che ciò che entra è molto differente da ciò che esce, e che ciò che ci mettiamo dentro non si crea dal nulla, non è gratis ma soprattutto non è sovrabbondante, e non lo sarebbe mai, neppure dopo i più geniali e futuristici progressi tecnologici.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="528" height="427" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0UGV1b3H9h4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="528" height="427" src="http://www.youtube.com/v/0UGV1b3H9h4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.</em><br />
Il cambiamento che vedremo non sarà nulla di catastrofico, almeno nella misura in cui i comportamenti individuali e la responsabilità dei governanti saranno improntati al buon senso.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratterà invece di una piacevole inversione di tendenza, apparentemente difficile e impegnativa ma solo perché capace di infrangere e rivedere quelle che ancora adesso cercano di imporci, disperatamente, come verità assolute.</p>
<p style="text-align: justify;">E paradossalmente potrebbero essere le realtà produttive ad accorgersene per prime. Le aziende, sia quelle piccole che quelle grandi fino alle multinazionali. Ma nel dire questo credo di aver forzato la mano con un certo tipo di ottimismo pericoloso nemico della lucidità!</p>
<p style="text-align: justify;">Il dogma della crescita è un pilastro irremovibile, da più di un secolo unica prospettiva possibile sia per le società capitalistiche che per quelle socialiste. E dicendo questo mi destreggio con astuzia tra le accuse del mio caro amico che era già pronto ad affibbiarmi una nuova etichetta, stavolta di tipo politico-ideologico.</p>
<p style="text-align: justify;">La crescita infinita è di per se un’ideologia, una dottrina applicata con mezzi diversi ma per perseguire lo stesso fine.</p>
<p style="text-align: justify;">Se dovessimo fare un calcolo, anche solo approssimativo, di quale superpotenza del ‘900 abbia inquinato, deteriorato e danneggiato maggiormente l’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/ambiente/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ambiente">ambiente</a>, risulterebbe evidente che Stati uniti e Urss ancora una volta sono testa a testa.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è anche da dire però che cinquanta anni fa il problema ambientale non era ancora così percepito, anche se già indubbiamente rilevante.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mio caro amico a questo punto mi inviterebbe a fare un’illuminante considerazione: “ma non credi che allora lo sviluppo e la crescita siano l’unica via immaginabile per l’uomo? Vorresti tornare all’età della pietra?”. Generalmente quando si arriva a questo punto io cambio agilmente discorso, virando sui gusti dei gelati o sull’ultima settimana bianca.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che occorra molta pazienza unita al supporto di campagne di informazione efficaci prodotte da governi responsabili. Ma soprattutto politici coraggiosi che sappiano guardare oltre il loro naso. E’ difficilissimo infatti tentare di far cambiare idea a chi ha passato un’intera vita convinto che nulla ha limiti se non la vita umana e il numero di eiaculazioni durante un rapporto.</p>
<p style="text-align: justify;">E non sarebbe neppure moralmente accettabile tentare di far cambiare idea agli altri solo per il gusto della vittoria, prima di tutto perché la nostra idea non è detto sia la migliore, e poi perché in un contesto che guarda al cambiamento ma ragiona ancora con la vecchia testa, non sempre si riesce ad agire nello stesso modo in cui si predica.</p>
<p style="text-align: justify;">Però in molti ci stanno provando, e noto con piacere che persino alcuni insospettabili sono giunti alla conclusione (elementare…Dio quanto era elementare!) che neppure gli alberi crescono fino al cielo!!</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YHIKgxONQdU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/YHIKgxONQdU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sentivo giorni fa in radio di una nuova moda, una volta tanto intelligente, basata sul riutilizzo di oggetti di vario tipo da parte di altre persone, cioè non quelle che li hanno acquistati la prima volta.</p>
<p style="text-align: justify;">Nulla di particolarmente innovativo dal punto di vista concettuale, se pensiamo che in molte famiglie le camicie e i giocattoli spesso attraversano le generazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non sempre questo accade, anzi molto spesso lo si fa con una sorta di pudore o vergogna, dato che il comportamento potrebbe essere indicatore di una situazione economica non florida, e nella nostra società questo rappresenta un’onta.</p>
<p style="text-align: justify;">Altre volte non lo si fa per superstizione, o per scaramanzia, o per buon augurio.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre durante quella trasmissione radiofonica sentivo che un commerciante ha aperto un’attività che tratta solo articoli usati, che la gente decide di non gettare nel cassonetto ma di rivendere, e che qualcuno poi acquista. Non si tratta del solito negozietto dell’usato in conto-vendita, dove si accatastano radio e comodini e l’aria è irrespirabile, ma di un qualcosa di più organizzato e funzionale. Molte <a href="http://www.liberareggio.org/tag/giovani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con giovani">giovani</a> coppie, ad esempio, comprano passeggini e giocattoli per i bimbi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ricordo la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/citta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con città">città</a> ma sicuramente non era in Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;">Ditemi la verità: acquistereste mai un passeggino usato al vostro primo figlio?</p>
<p style="text-align: justify;">Io dico di no. Potrebbe essere sporco, avere le pulci (…). La gente potrebbe criticarvi, potreste apparire avari, tirchi o peggio ancora poveri! Invece acquistarlo nuovo è tutta un’altra cosa, è il gusto inspiegabile del consumo ma soprattutto è la soddisfazione di aver fatto qualcosa di buono per il mercato, nell’attesa che lui faccia qualcosa di buono per voi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/riuso.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-6750 colorbox-6746" title="riuso" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/riuso-300x212.png" alt="" width="300" height="212" /></a> <a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/riuso2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6751 colorbox-6746" title="riuso2" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/riuso2-249x299.jpg" alt="" width="249" height="299" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Stronco in partenza le obiezioni del mio caro amico ricordandogli che so benissimo che qualcuno dovrà pur comprare per la prima volta gli oggetti nuovi, ma l’affermarsi di una tendenza al riutilizzo ha molteplici aspetti positivi. Innanzitutto le persone, potendo rivendere l’articolo quando non gli è più necessario, sarebbero incentivate a farlo durare più a lungo e in migliori condizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo, altrettanto importante, se riutilizzare diventasse uso comune, diminuirebbe notevolmente l’impatto sulle risorse naturali alle quali l’economia attinge per produrre le suddette merci.</p>
<p style="text-align: justify;">Terzo, si ridurrebbero drasticamente le cose che alla fine, in un sistema economico che ci spinge ad accorciare oltremodo i cicli di utilizzo, finirebbero nelle discariche. Considerando anche che in molte realtà la raccolta differenziata non è neppure allo stato embrionale, basta poco per capire quando sia rilevante questo punto.</p>
<p style="text-align: justify;">Moltiplichiamo poi per tutti gli oggetti di uso comune (compatibili con un loro riutilizzo!!), dunque non solo passeggini e carrozzine, e ci accorgiamo che basta pochissimo a smontare un’economia per crearne una nuova, e sta a voi immaginare quale sarebbe più sostenibile.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="498" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/8ynBSeV9pp0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="498" height="300" src="http://www.youtube.com/v/8ynBSeV9pp0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Invito il mio caro amico a documentarsi bene sul termine in questione che, malgrado sia il più inflazionato ai giorni nostri, non è affatto  uno slogan né un concetto metafisico.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque occorre andare oltre la visione attuale. Non si tratta di quella che chiamiamo beneficienza, perché gli oggetti non li regaliamo ma li vendiamo. Per quanto le nostre azioni siano mosse da buona fede, abituati ad un modello economico fondato sullo scambio in moneta, difficilmente potremmo passare direttamente dalla società della crescita a quella della solidarietà totale!</p>
<p style="text-align: justify;">La tirannia del PIL ci ha resi come una specie di automi, otto ore al giorno dietro una scrivania o in fabbrica producendo ciò che poi riacquistiamo nel week-end, ossessionati dalla malsana idea che con i nostri acquisti rimettiamo in moto l’economia, così circola più danaro che noi possiamo rispendere per riacquistare la seconda volta le stesse merci, meglio se non utili, gettando quelle di prima, possibilmente ancora in buono stato, direttamente nel cassonetto accanto al portone.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra una presa per i fondelli? Lo è!</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché è indubbio che il cambiamento dovrà essere simultaneo. Non basterebbero infatti i comportamenti virtuosi dei singoli individui, se le istituzioni e la politica non creano prima i presupposti per renderli efficaci (ed utili!).</p>
<p style="text-align: justify;">Lo so, per molti di noi il PIL è una specie di divinità, alcuni si inchinano quando lo sentono nominare, altri si impoveriscono per farlo salire.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà si tratta di un numero indicativo del nulla, che descrive un’ipotetica situazione di ricchezza, non si sa di chi e per chi, per sostituire il quale sono già stati elaborati altrettanti indicatori, dai più fantasiosi ai più concreti, ma tutti comunque più utili per descrivere la medesima situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’abbattimento del PIL e di tutte le altre sacre icone della crescita fine a se stessa si dovrà accompagnare poi ad un graduale riadattamento <a href="http://www.liberareggio.org/tag/culturale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con culturale">culturale</a>, una sorta di disintossicazione capace persino, secondo alcuni, di far allungare di più di un decennio la vita media. Alcuni la chiamano “decolonizzazione dell’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/immaginario/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con immaginario">immaginario</a>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il riutilizzo rappresenta solo una delle R della sostenibilità, che associata alle altre creerebbe i presupposti per un nuovo modo di intendere il consumo, fondato sulla sobrietà e sullo spirito critico, facoltà della quale siamo da tempo privati in nome di una causa suicida comune.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/riuso3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6752 colorbox-6746" title="riuso3" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/riuso3.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Si possono riutilizzare un gran numero di cose che invece consideriamo già rifiuti, e per farlo non occorre convertirsi a qualche strana religione orientale o rinunciare ai piaceri della vita, ma basta solo prendere coscienza che riutilizzare è giusto, utile e conveniente.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo allora diventerà prassi, azione quotidiana, ovvia e sistematica, proprio come lo è oggi, ancora per molti, gettare la carta bianca dopo averci scritto due righe&#8230;.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/DoWOg0Tnz9g&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/DoWOg0Tnz9g&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe già un primo passo per il cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno di noi vuole tornare all’era della pietra. Tra l’altro l’era della pietra non è finita perché si sono esaurite le pietre…sarebbe un bene comune invece superare l’era del petrolio, che è molto più scarso delle pietre e inquina parecchie volte di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Elementarmente parlando, tanto per non rendere impopolare tutto ciò che ci siamo detti fino ad adesso, mi tocca ammettere che siamo tutti affezionati al cellulare e al decoder, al computer e alla televisione, e infatti nessuno ci priverà mai della nostra tecnologia. Tornare indietro da questo punto di vista sarebbe una via fisicamente impraticabile. E’ invece il nostro stile di vita ad essere incriminato. Per questo è sempre meglio rendersene conto da soli piuttosto che essere costretti a cambiarlo per necessità.</p>
<p style="text-align: justify;">Io sto provando ad uscire dal tunnel, e come me migliaia di persone. Fa stare meglio e non è complicato come sembra!</p>
<p style="text-align: justify;">Per finire segnalo alcuni link utili, solo alcuni tra tantissimi…per il mio caro amico che credeva parlassimo di fantasia. Il cambiamento, quando partirà, potrebbe non aspettarlo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://manolobenvenuti.wordpress.com/">http://stramberie.splinder.com/</p>
<p>http://officine-creative.blogspot.com/</p>
<p>http://www.ri-creazione.info/</p>
<p>http://manolobenvenuti.wordpress.com/</a></span><a href="http://www.ludotecariu.it/" target="_blank"></p>
<p>http://www.ludotecariu.it/</a></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Nicola Casile</strong></p>

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		<item>
		<title>EnCICLOpedia: Risparmio ecologico</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/09/25/enciclopedia-risparmio-ecologico/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 07:35:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Energia]]></category>
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		<description><![CDATA[Le auto sono costruite con metallo, vetro, plastica e gomma. Praticamente lo sono anche le biciclette – anche se in quantità esageratamente minori &#8211; ma con queste gli sprechi di energia si riducono e dunque si risparmia anche in termini di inquinamento.
PM10 e PM2.5: da soli causano, in Italia e secondo l&#8217;OMS, più di 3.500 morti all&#8217;anno.
BENZENE: prodotto dall&#8217;evaporazione della benzina, è un idrocarburo volatile cancerogeno. Il 95% delle emissioni è dovuto alle auto.
ANIDRIDE SOLFOROSA: prodotta soprattutto dalla combustione di gasolio e oli combustibili, è responsabile delle piogge acide e di disturbi alle vie respiratorie e all&#8217;apparato visivo.
IDROCARBURI: sono rilasciati in aria come...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"><img class="alignleft size-medium wp-image-5117 colorbox-4604" title="gas-scaricoP" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/08/gas-scaricoP-300x225.jpg" alt="gas-scaricoP" width="300" height="225" />Le auto sono costruite con metallo, vetro, plastica e gomma. Praticamente lo sono anche le biciclette – anche se in quantità esageratamente minori &#8211; ma con queste gli sprechi di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/energia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con energia">energia</a> si riducono e dunque si risparmia anche in termini di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/inquinamento/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con inquinamento">inquinamento</a>.</p>
<blockquote>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>PM10 e PM2.5</strong>: da soli causano, in Italia e secondo l&#8217;OMS, più di 3.500 morti all&#8217;anno.</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>BENZENE</strong>: prodotto dall&#8217;evaporazione della benzina, è un idrocarburo volatile cancerogeno. Il 95% delle <a href="http://www.liberareggio.org/tag/emissioni/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con emissioni">emissioni</a> è dovuto alle auto.</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>ANIDRIDE SOLFOROSA</strong>: prodotta soprattutto dalla combustione di gasolio e oli combustibili, è responsabile delle piogge acide e di disturbi alle vie respiratorie e all&#8217;apparato visivo.</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>IDROCARBURI</strong>: sono rilasciati in aria come derivati della combustione di benzina.</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>MONOSSIDO DI CARBONIO</strong>: gas incolore e inodore, provoca danni all&#8217;apparato respiratorio e cardiovascolare.</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>BIOSSIDO DI AZOTO</strong>: irrita mucose e occhi e può provocare danni polmonari e in elevate concentrazioni può risultare letale.</em></p>
</blockquote>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Questi sono alcuni dei regali che ci facciamo ogni giorno quando utilizziamo le nostre automobili per spostamenti per cui queste non sono assolutamente necessari.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Secondo il Rapporto sullo stato dell&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/ambiente/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ambiente">ambiente</a> 2005 (Ministero dell&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/ambiente/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ambiente">Ambiente</a>) l&#8217;inquinamento atmosferico in Italia determina ogni anno circa 39.000 morti, 600 decessi infantili e 31.000 casi di bronchite cronica in soggetti sotto i 15 anni. Le emissioni inquinanti sono in massima parte causate dal <a href="http://www.liberareggio.org/tag/trasporto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con trasporto">trasporto</a> (78% monossido di carbonio; 66% ossidi di azoto; 53% composti organici volatili; 28% anidride carbonica); le automobili la fanno da padrona nell&#8217;ambito delle emissioni del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/trasporto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con trasporto">trasporto</a> <a href="http://www.liberareggio.org/tag/urbano/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con urbano">urbano</a>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><img class="alignright size-medium wp-image-5118 colorbox-4604" title="targanoilan5" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/08/targanoilan5-288x300.jpg" alt="targanoilan5" width="288" height="300" />L&#8217;Unione Europea, inoltre, prevede che fino al 2015 le emissioni di <sub><a href="http://www.liberareggio.org/tag/co2/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con co2">CO2</a></sub> nell&#8217;atmosfera sono destinate ad aumentare e non caleranno per lungo tempo anche dopo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Se non diminuiranno le emissioni di certo non diminuiranno neanche i costi dovuti all&#8217;uso delle automobili: benzina, bollo, assicurazione, carrozziere, parcheggio (a pagamento&#8230;), parcheggiatore (abusivo..) più, come non menzionarle, le varie multe occasionali!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Di questo passo non diminuiranno neanche i costi per la costruzione di infrastrutture necessarie allo spostamento delle nostre scatole a ruote motrici. Numerosi studi di urbanistica sostengono che “creare nuove strade per fluidificare il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/traffico/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con traffico">traffico</a> è un palliativo: l&#8217;utenza motorizzata si concentra sui nuovi percorsi richiamata dall&#8217;illusione di strade scorrevoli con il risultato di aumentare solamente il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/traffico/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con traffico">traffico</a> complessivo e la richiesta di ulteriori strade. Questi “fenomeni” Sovilla, in “Bicicrazia. Pedalare per la libertà”, li definisce “Circoli Viziosi Tipici”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Vogliamo parlare dei parcheggi?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Per lasciare in “relativa” sicurezza il vostro velocipede basta una catena non troppo grossa e un palo ben fisso per terra e li si trovano ovunque. Voi tutti sapete invece cosa ci vuole per trovare un parcheggio in posti affollati o in orari di punta: un inferno! Pensate poi agli spazi che verrebbero risparmiati: un&#8217;automobile parcheggiata occupa lo spazio di circa dieci biciclette!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Le automobili sono il simbolo dell&#8217;attuale società dei consumi, dunque costano tanto e creano un&#8217;infinità di problemi. Un traffico composto di biciclette è espressione di una tecnologia democratica ed ecologica che promuovere un clima di socialità tra sconosciuti che occupano le strade! Forse è anche per questo che chi va in giro in <a href="http://www.liberareggio.org/tag/bici/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con bici">bici</a> di solito è sempre sorridente!</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/2r0PswKw8l8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/2r0PswKw8l8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>

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		<title>Ci sono libri&#8230; &#8211; Lo sbronzo di Riace</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/09/23/ci-sono-libri-lo-sbronzo-di-riace/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 07:21:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I tipi di Autoproduzioni Appese hanno pubblicato un po&#8217; di tempo fa questo fumetto sceneggiato e disegnato dai ragazzi dell&#8217;Accademia del fumetto &#8220;ReggioComix&#8221; e tratto dal soggetto del c.s.o.a. Angelina Cartella di Gallico (RC).
Un mezzo di comunicazione, quello del fumetto, solitamente indirizzato ad un pubblico giovane e molto giovane basato su una questione di primo piano a livello sociale, economico e territoriale può diventare una buona lettura non solo ludica ma anche di insolita, ma buona, informazione. Questo è il risultato a cui si è arrivati con la realizzazione di questo fumetto pubblicato sotto licenza Creative Commons.
I servizi di gestione dell&#8217;erogazione dell&#8217;acqua si stanno spostando...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-5084 colorbox-5020" title="460_0___30_0_0_0_0_0_sbronzo_riace" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/460_0___30_0_0_0_0_0_sbronzo_riace.jpg" alt="460_0___30_0_0_0_0_0_sbronzo_riace" width="218" height="309" /></p>
<p style="text-align: justify;">I tipi di <a href="http://autoprodappese.noblogs.org/post/2009/02/06/lo-sbronzo-di-riace-in-vino-veritas...-in-acqua-paritas" target="_blank"><strong>Autoproduzioni Appese</strong></a> hanno pubblicato un po&#8217; di tempo fa questo <a href="http://www.liberareggio.org/tag/fumetto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con fumetto">fumetto</a> sceneggiato e disegnato dai ragazzi dell&#8217;<a href="http://www.accademiareggina.it/"><strong>Accademia del fumetto &#8220;ReggioComix&#8221;</strong></a> e tratto dal soggetto del <a href="http://www.csoacartella.org/" target="_blank"><strong>c.s.o.a. Angelina Cartella</strong></a> di Gallico (RC).</p>
<p style="text-align: justify;">Un mezzo di comunicazione, quello del fumetto, solitamente indirizzato ad un pubblico giovane e molto giovane basato su una questione di primo piano a livello sociale, economico e territoriale può diventare una buona lettura non solo ludica ma anche di insolita, ma buona, informazione. Questo è il risultato a cui si è arrivati con la realizzazione di questo fumetto pubblicato sotto licenza <a href="http://www.creativecommons.it/" target="_blank"><strong>Creative Commons.</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-5029 colorbox-5020" title="acqua" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/acqua-246x300.jpg" alt="acqua" width="246" height="300" />I servizi di gestione dell&#8217;erogazione dell&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/acqua/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con acqua">acqua</a> si stanno spostando sempre più nelle mani di grandi aziende private, la Calabria e Reggio non fanno eccezione. A parte i disservizi legati alla mancanza cronica di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/acqua/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con acqua">acqua</a> e all&#8217;erogazione della tipicissima <a href="http://www.liberareggio.org/tag/acqua/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con acqua">acqua</a> salata la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/privatizzazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con privatizzazione">privatizzazione</a> delle acque pubbliche, il bene primario più necessario per l&#8217;uomo, porta e porterà ad una serie maggiore di disservizi. Le zone dove le utenze non dovessero portare vantaggi economiche potrebbero essere abbandonate sempre di più a loro stesse dato che non converrebbe, per l&#8217;azienda, portare un servizio laddove non ci può ricavare niente. La necessità che l&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/acqua/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con acqua">acqua</a> rimanga un bene totalmente pubblico, compresa la sua erogazione, è un tema centrale nella vita di una <a href="http://www.liberareggio.org/tag/citta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con città">città</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">I <a href="http://www.liberareggio.org/tag/bronzi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con bronzi">Bronzi</a> di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/riace/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con riace">Riace</a> se sono accorti. L&#8217;acqua, ormai, costa più del vino a Reggio e, a loro, il fatto che l&#8217;elemento naturale che li ha custoditi per migliaia di anni sia diventato un bene di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/consumo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con consumo">consumo</a> non va proprio giù. La storia si svolge in un contesto surreale in cui le statue sono considerate solo un bene da vetrina da esibire a qualche turista inconsapevole, la gelosia di una &#8220;ex prima statua&#8221; del museo rende la realtà ancora più assurda, un amministratore delegato senza scrupoli ha reso a pagamento l&#8217;acqua ovunque essa si trovi, dal mare alle fontane e con un commissario della polizia ligio al dovere che tenta di ristabilire l&#8217;ordine costituito.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-5030 colorbox-5020" title="bronzi" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/bronzi-285x300.jpg" alt="bronzi" width="285" height="300" />Le statue scappano dal museo perchè non ce la fanno più ma si dividono per due strade completamente diverse. Una di loro si dà al vino che costa ormai meno dell&#8217;acqua. Braccato dal commissario lo &#8220;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/sbronzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con sbronzo">sbronzo</a>&#8221; incrocerà nella sua fuga 2 ragazzini che risulteranno essere i suoi coadiuvanti lungo il corso burrascoso degli eventi, tipico delle fughe un po&#8217; rocambolesche. Nel tempo che staranno insieme i due <a href="http://www.liberareggio.org/tag/giovani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con giovani">giovani</a> reggini scopriranno che il mondo non è proprio come pensavano che fosse e imparano come l&#8217;acqua sia un elemento così fondamentale per la vita naturale e sociale che non può essere imbrigliato in logiche commerciali. La città ama i suoi bronzi, anche se lo dimostra troppo poco ma loro ricambiano lo stesso questo amore! E&#8217; per questo che una delle due statue decide di non tornare &#8220;a casa&#8221; come l&#8217;altra e si catapulta in questa storia di coscienza sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro protagonista è Pierpesce, un pesce fuor d&#8217;acqua, in missione per conto di Lio un lago interno aspromontano in cui l&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/inquinamento/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con inquinamento">inquinamento</a> umano delle acque (scarico illegale di rifiuti) ha fatto ammalare tutti i pesci che lo abitano. La sua missione è quella di riportare i suoi compagni in un&#8217;acqua che si possa nuovamente definire tale.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia, dunque, abbraccia tanti aspetti della tematica legata al bene primario per eccellenza e lo fa <em>remixando</em> in maniera semplice, ma efficace, elementi di cultura cittadina, di attualità e storia locale che rendono gli eventi della storia, per quanto assurdi e surreali, fortemente radicati nel territorio in cui la essa è ambientata.</p>
<p style="text-align: justify;">Consiglio a tutti la lettura di questo fumetto, 34 pagine interamente realizzate da intelligenze e creatività reggine che denunciano in modo simpatico, creativo e costruttivo come alcune realtà rischino di rovinare indelebilmente quanto di bello e buono abbiamo e dobbiamo tenerci stretto!</p>
<p style="text-align: justify;">Cliccando sul link potrete sfogliare e leggere online l&#8217;intero fumetto!<a href="http://www.csoacartella.org/autoprod/presentazioni/sbronzo/index.html" target="_blank"><strong><br />
LO SBRONZO DI RIACE</strong></a></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/TLHtZMpGSXI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/TLHtZMpGSXI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>
</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">

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		<title>EnCICLOpedia: perfetta cittadina</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/09/10/enciclopedia-perfetta-cittadina/</link>
		<comments>http://www.liberareggio.org/2009/09/10/enciclopedia-perfetta-cittadina/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 07:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[bici]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[città ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto]]></category>
		<category><![CDATA[urbano]]></category>

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		<description><![CDATA[“In un organismo urbano in cui sono solo un corpo estraneo,
in un città ostile,
[i ciclisti] s&#8217;inventano un modo di essere che non è stato
previsto per loro.
Tratteggiano nello spazio la minuta di una città in bicicletta”
Il passante di Mestre è collassato, durante questa estate, sotto i colpi degli acceleratori e dei clacson. In ogni periodo di esodo vacanziero le infrastrutture per il trasporto su gomma rischiano il collasso e l&#8217;otturazione fisica, sonora e atmosferica. Un ammasso unico ed enorme di lamiere, gomma e bestemmie si accalca nelle vie che collegano le diverse parti del nostro paese.
La colpa di tutto questo non è esclusivamente dell&#8217;incompetenza con cui vengono progettate le...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"><em>“In un organismo <a href="http://www.liberareggio.org/tag/urbano/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con urbano">urbano</a> in cui sono solo un corpo estraneo,<br />
in un <a href="http://www.liberareggio.org/tag/citta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con città">città</a> ostile,<br />
[i ciclisti] s&#8217;inventano un modo di essere che non è stato<br />
previsto per loro.<br />
Tratteggiano nello spazio la minuta di una città in <a href="http://www.liberareggio.org/tag/bicicletta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con bicicletta">bicicletta</a>”</em>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><img class="alignleft size-full wp-image-4876 colorbox-4602" title="index_bici_i" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/index_bici_i.jpg" alt="index_bici_i" width="300" height="294" />Il passante di Mestre <a href="http://www.asca.it/news-ESODO__ANTITRUST_APRIRA__ISTRUTTORIA_SU_INGORGO_PASSANTE_MESTRE-851700-ORA-.html">è collassato</a>, durante questa estate, sotto i colpi degli acceleratori e dei clacson. In ogni periodo di esodo vacanziero le infrastrutture per il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/trasporto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con trasporto">trasporto</a> su gomma rischiano il collasso e l&#8217;otturazione fisica, sonora e atmosferica. Un ammasso unico ed enorme di lamiere, gomma e bestemmie si accalca nelle vie che collegano le diverse parti del nostro paese.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">La colpa di tutto questo non è esclusivamente dell&#8217;incompetenza con cui vengono progettate le grandi opere di collegamento stradale. Grandi problemi li crea anche l&#8217;idea attuale di trasporto che si basa esclusivamente sul mezzo privato motorizzato tanto nelle strade extraurbane, quanto in quelle urbane.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Se per aggirarsi nella nostra provincia è necessaria l&#8217;automobile (o la moto) a causa dei collegamenti pubblici troppo spesso inesistenti (chi mi sa dire come si può visitare l&#8217;area grecanica senza un mezzo proprio?) lo stesso vale per chi volesse raggiungere posti come il Salento (un posto a caso..) che è battuto da una parte all&#8217;altra da lunghe e diritte strade percorse da molte automobili e da quasi nessun mezzo pubblico collettivo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Inutile sindacare sull&#8217;utilizzo dell&#8217;automobile in casi del genere, molto più utile invece è sindacarne l&#8217;utilità negli spostamenti minori e interni ai piccoli e grandi centri abitati. Non tutti possediamo<a href="http://www.liberareggio.org/?s=turismo+sui+pedali"> le doti atletiche del nostro Fabiano</a>, ma la media di 2 km circa di spostamenti medi interni alle città che vengono percorsi nel 48,4% dei casi è facilmente copribile anche con le gambe del più pigro degli esseri umani. Il 90% degli spostamenti, invece, rientra nella fascia dei 10 km, con un po&#8217; di allenamento (e con poche salite), fattibili anch&#8217;essi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><img class="alignright size-medium wp-image-4877 colorbox-4602" title="vendo-bici" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/vendo-bici-285x300.jpg" alt="vendo-bici" width="285" height="300" />Per spostarci all&#8217;interno di queste distanze abbiamo diverse possibilità nel caso decidessimo di lasciare in garage l&#8217;automobile:</p>
<ul>
<li>mezzi pubblici collettivi (laddove esistano e siano efficienti);</li>
</ul>
<ul>
<li>tacco e sola (a piedi per i non reggini);</li>
</ul>
<ul>
<li>bicicletta.</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Quest&#8217;ultima, senza dubbio, rappresenta una delle principali, intelligenti, futuristiche e innovative  forme di trasporto individuale (e non) di cui l&#8217;uomo si sia dotato grazie al suo intelletto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Quello che una volta era chiamato “velocipede” è il mezzo di trasporto di gran lunga più rapido ed efficiente in ambito urbano: la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/bici/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con bici">bici</a> garantisce una velocità media cittadina superiore a quella di autobus e automobili. In una città come <a href="http://www.liberareggio.org/tag/roma/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con roma">Roma</a>, nel 2005 la velocità media di uno spostamento con i mezzi pubblici è stata di 14,8 km/h e con l&#8217;automobile di soli 23,5 km/h. Basterà dotarvi di un rudimentale ed economicissimo contachilometri da bicicletta per rendervi conto che queste medie orarie sono facilmente sostenibili per qualunque tipo di ciclista urbano. Il grande vantaggio della <a href="http://www.liberareggio.org/tag/bici/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con bici">bici</a> <a href="http://www.liberareggio.org/tag/rispetto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con rispetto">rispetto</a> ad un qualunque mezzo a motore è che per muoverla basta un “soffio”. Infatti, l&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/energia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con energia">energia</a> necessaria per andare in <a href="http://www.liberareggio.org/tag/bici/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con bici">bici</a> è nettamente inferiore a quella di qualsiasi altro mezzo di trasporto, compreso il camminare e la produci da solo, senza inquinare! Per rinvigorire questa energia non devi fermarti ogni tot ad un benzinaio, basta mangiare due maccheroni in più la sera prima!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Un ciclista percorre circa 37 km con 500 kilocalorie, contenute in 100 grammi di zucchero. Lo stesso contenuto calorico è dato da 55 grammi di benzina, con i quali un&#8217;auto media percorre circa 700 metri.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><img class="alignleft size-medium wp-image-4878 colorbox-4602" title="Bici_reclianta" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/Bici_reclianta-300x200.jpg" alt="Bici_reclianta" width="300" height="200" />In un contesto sociale in cui circa il 60% degli italiani pratica un&#8217;attività fisica insufficiente per la propria salute, la bicicletta può diventare un vero toccasana per tutti, la nostra palestra portatile, praticamente gratuita e gioiosa. Infatti, oltre a ridurre il rischio di malattie cardiache, infarti, diabete e pressione alta, in città con la bicicletta eviti (se non altro lo riduci) lo stress di stare imbottigliato per ore nel <a href="http://www.liberareggio.org/tag/traffico/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con traffico">traffico</a> o a cercare un parcheggio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Tra le attese interminabili lungo le code cittadine, i rombi assordanti e i clacson isterici, aumentano l&#8217;ansia l&#8217;irritazione e l&#8217;aggressività che noi stessi che ci troviamo lì in mezzo abbiamo contribuito a creare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Vedere che qualcuno riesce a schizzare tra i piccoli spazi che dividono le nostre carrozzerie, col vento sul viso (ma purtroppo tanto <a href="http://www.liberareggio.org/tag/smog/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con smog">smog</a> nei polmoni) e senza fare praticamente rumore fa decisamente rosicare, specialmente se stai percorrendo in macchina un tragitto in cui non avresti avuto bisogno di prendere l&#8217;automobile.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">E, allora, perchè non fare come questi pionieri del buon vivere civile? Iniziamo a pedalare!</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GugsCdLHm-Q&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/GugsCdLHm-Q&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Fonte:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">- S. Castelli, C. Ginestra, A. Pieralisi, a cura di, <em>EnCICLOpedia di Sopravvivenza urbana</em>, maggio 2006</p>

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		<title>CriticalMass Interplanetaria: un altro modo di utilizzare le strade</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/05/29/criticalmass-interplanetaria-un-altro-modo-di-utilizzare-le-strade/</link>
		<comments>http://www.liberareggio.org/2009/05/29/criticalmass-interplanetaria-un-altro-modo-di-utilizzare-le-strade/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 May 2009 06:53:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bici]]></category>
		<category><![CDATA[cemento]]></category>
		<category><![CDATA[ciemmona]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
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		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
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		<description><![CDATA[A Roma, a fine maggio, per il sesto anno consecutivo migliaia di ciclisti provenienti da tutto il mondo si incontreranno per pedalare insieme. Dal 29 al 31 maggio si terrà la Critical Mass &#8220;Interplanetaria&#8221;, la &#8220;Ciemmona&#8221;. La città sarà invasa dai colori, dai suoni e dai campanelli dell&#8217;evento più gioioso e critico dei ciclisti urbani di tutto il mondo, a cui quest&#8217;anno si è affiancata la &#8220;Criticona &#8220;, una critical mass internazionale che si tiene a Madrid.
La Ciemmona nasce dall&#8217;idea di alcuni partecipanti della CM romana (info: http://cmroma.tmcrew.org) di condividere questo momento di gioia e di consapevolezza, con i ciclisti delle altre Critical Mass italiane e internazionali. Nato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object width="480" height="385" data="http://www.youtube.com/v/CvkQMpJ4_8s&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/CvkQMpJ4_8s&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object>
</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3306 colorbox-3303" title="posterciemmonahigh" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/posterciemmonahigh-207x300.png" alt="posterciemmonahigh" width="207" height="300" /></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>A <a href="http://www.liberareggio.org/tag/roma/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con roma">Roma</a>, a fine maggio, </strong><strong>per il sesto anno consecutivo </strong><strong>migliaia di ciclisti provenienti da tutto il mondo si incontreranno per pedalare insieme. Dal 29 al 31 maggio si terrà la <a href="http://ciemmona.org/2009/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1">Critical Mass &#8220;Interplanetaria&#8221;</a>, la &#8220;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/ciemmona/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ciemmona">Ciemmona</a>&#8221;.</strong> La <a href="http://www.liberareggio.org/tag/citta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con città">città</a> sarà invasa dai colori, dai suoni e dai campanelli dell&#8217;evento più gioioso e critico dei ciclisti urbani di tutto il mondo, a cui quest&#8217;anno si è affiancata la &#8220;<a href="http://lacriticona.ourproject.org/index.it.php"><strong>Criticona</strong></a> &#8220;, una <a href="http://www.liberareggio.org/tag/critical/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con critical">critical</a> <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mass/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mass">mass</a> internazionale che si tiene a Madrid.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Ciemmona nasce dall&#8217;idea di alcuni partecipanti della CM romana</strong> (info: <a href="http://cmroma.tmcrew.org/"><strong>http://cmroma.tmcrew.org</strong></a>) di condividere questo momento di gioia e di consapevolezza, con i ciclisti delle altre Critical Mass italiane e internazionali. Nato per la prima volta a Roma nel 2004, questo evento è cresciuto fino a contare, l&#8217;anno scorso, oltre 4 mila ciclisti.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Fra quei circa 4.000 ciclisti urbani, l&#8217;anno scorso, ci sono stato pure io. Il video, realizzato da me, all&#8217;inizio del pezzo mi è testimone.</p>
<p style="text-align: justify;">Trovarsi a pedalare in giro per la città, insieme a migliaia di altre persone e biciclette (tra cui le più assurde che abbia mai visto) è stata un&#8217;esperienza decisamente significativa e piacevole.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-3307 colorbox-3303" title="logo" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/logo.gif" alt="logo" width="216" height="253" />La <a href="http://www.liberareggio.org/tag/bicicletta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con bicicletta">bicicletta</a> è un mezzo di trasporto leggero, veloce, ecologico e non ingombrante. In città è sicuramente il mezzo migliore per muoversi: ti consente di goderti la città a pieno, ti mantiene in forma ed evita problemi di salute agli altri che ti circondano e al nostro pianeta. In effetti è vero che attualmente a muoversi a pedali a Roma, come in moltissime altre città (Reggio non è esclusa), è una piccola minoranza di cittadini. In queste condizioni è palese come i problemi di salute rischiano di venire ai ciclisti a causa dei gas di scarico e del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/traffico/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con traffico">traffico</a> &#8220;assassino&#8221; e senza regole che invade le strade urbane del nostro paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche per questo motivo la Critical Mass non nasce per dire &#8220;No al traffico&#8221; bensì per affermare che è lei stessa il traffico! Ovvero, migliaia e migliaia di persone che si muovono in bicicletta, che danno sfogo alla loro creatività e che si sentono liberi perchè si riappropriano del sacrosanto diritto alla mobilità che spetta ad ognuno di noi.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Critical Mass si concentra sul diritto di utilizzare le strade</strong> in modo altro che non semplici luoghi dove far circolare ed ammassare le automobili. Punta anche l&#8217;attenzione sul deteriorarsi della qualità della vita, a partire dai livelli di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/inquinamento/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con inquinamento">inquinamento</a> dell&#8217;aria e dell&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/inquinamento/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con inquinamento">inquinamento</a> acustico, che i mezzi a motore creano nelle città.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-3308 colorbox-3303" title="targanoilan5" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/targanoilan5-288x300.jpg" alt="targanoilan5" width="288" height="300" /></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; difficile capire quanto è scritto su se non si prova qualche volta ad usare questa modalità di trasporto tanto &#8220;alternativa&#8221; quanto storica e tradizionale. Magari qualche consiglio può darvelo la visione e l&#8217;ascolto del video qui sotto.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.liberareggio.org/tag/radici/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con radici">Radici</a> Nel <a href="http://www.liberareggio.org/tag/cemento/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con cemento">Cemento</a> &#8211; La bicicletta</span></p>
<p style="text-align: center;"><object width="480" height="385" data="http://www.youtube.com/v/B6KXSBITrGM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/B6KXSBITrGM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object>
</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: left;">Per saperne di più:</p>
<p style="text-align: left;">- <a href="http://ciemmona.org/2009/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1">Ciemmona: CriticalMass Interplanetaria</a></p>
<p style="text-align: left;">- <a href="http://www.inventati.org/criticalmass/">CriticalMass Italia</a></p>

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		<title>Coltiviamola decrescita</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/04/15/coltiviamo-la-decrescita/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 07:49:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità & Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
		<category><![CDATA[culturale]]></category>
		<category><![CDATA[decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione]]></category>

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		<description><![CDATA[La realizzazione graduale o improvvisa (rivoluzione?) di una società della decrescita implica in primo luogo una nuova coscienza collettiva ed un nuovo sistema di valori, con conseguente &#8220;redenzione&#8221; spirituale, dato che non si tratta più di scegliere tra due alternative che, con mezzi differenti, hanno il medesimo fine della crescita illimitata (capitalismo e socialismo), ma piuttosto di edificare dal basso un nuovo sistema in cui l&#8217;economia non abbia più una posizione preminente nella scala dei valori umani.
Di conseguenza lavorando di meno, per esempio cinque ore al giorno, non solo si riuscirebbe a lavorare tutti o quasi (gli svogliati verosimilmente esisterebbero comunque), ma si riuscirebbe finalmente a disintossicarsi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 	 	 --></p>
<p align="justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-2689 colorbox-2688" title="colt" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/04/colt-300x225.jpg" alt="colt" width="300" height="225" />La realizzazione graduale o improvvisa (<a href="http://www.liberareggio.org/tag/rivoluzione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con rivoluzione">rivoluzione</a>?) di una società della <a href="http://www.liberareggio.org/tag/decrescita/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con decrescita">decrescita</a> implica in primo luogo una nuova coscienza collettiva ed un nuovo sistema di valori, con conseguente &#8220;redenzione&#8221; spirituale, dato che non si tratta più di scegliere tra due alternative che, con mezzi differenti, hanno il medesimo fine della crescita illimitata (capitalismo e socialismo), ma piuttosto di edificare dal basso un nuovo sistema in cui l&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/economia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con economia">economia</a> non abbia più una posizione preminente nella scala dei valori umani.</p>
<p align="justify">Di conseguenza lavorando di meno, per esempio cinque ore al giorno, non solo si riuscirebbe a lavorare tutti o quasi (gli svogliati verosimilmente esisterebbero comunque), ma si riuscirebbe finalmente a disintossicarsi da quella alienazione che ci spinge oggi a produrre, per svariate ore della nostra settimana, ciò che poi il sabato e la domenica riacquistiamo (+IVA) nei centri commerciali.</p>
<p align="justify">L&#8217;abolizione dei sistemi di pagamento a rate ed un sistema politico autorevole, capace di regolare davvero il sistema produttivo, darebbero un serio contributo alla <em>riumanizzazione </em>degli individui, non più disgregati in una sorta di competizione permanente, che trova i suoi slanci di socialità solo allo stadio, ma compatti in una vera società della comunione.</p>
<p align="justify">Immaginiamo, solo per un momento, quali vantaggi potrebbero avere le persone se una legge vietasse alle aziende di prodotti elettronici (computer, cellulari e quant&#8217;altro) di mettere sul mercato una nuova versione del medesimo prodotto ogni sei mesi: una rivoluzione.</p>
<p align="justify">Ognuno di noi, finita la truffa, avrebbe molto più danaro da gestire, ma siccome la decrescita sarà conviviale, avrà anche meno cose da acquistare! Infatti, la decrescita non è recessione: la recessione è la fase negativa del sistema della crescita.</p>
<p align="justify">In un simile contesto, dove l&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/autoproduzione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con autoproduzione">autoproduzione</a> di buona parte dei beni sarebbe una regola, e i gruppi di acquisto solidale una consuetudine, è ragionevolmente prevedibile una progressiva diminuzione dei depressi, dei suicidi e dei disperati (quindi anche del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/consumo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con consumo">consumo</a> di alcuni farmaci).</p>
<p align="justify">Ora, io mi chiedo, in uno scenario così mutato, quanto diminuirebbe il consumo di droghe?</p>
<p align="justify">Non parlo di alcool o sigarette, i veri killer dell&#8217;umanità, ma delle sostanze stupefacenti che oggi, in gran parte delle nazioni, sono illegali.</p>
<p align="justify">In una società della decrescita, potrebbe ancora esistere il concetto di proibizionismo? Beh, non è da escludersi&#8230;ma alla sua base sicuramente ci sarebbero altri interessi, differenti da quelli attuali.</p>
<p align="justify"><img class="alignright size-medium wp-image-2690 colorbox-2688" title="cannabisoutdoorkleinepflanzenbeet" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/04/cannabisoutdoorkleinepflanzenbeet-300x225.jpg" alt="cannabisoutdoorkleinepflanzenbeet" width="300" height="225" />Se oggi, per esempio, la canapa è fuori legge per motivi che possiamo far risalire ai primi del &#8217;900, come l&#8217;avvento della fibra sintetica, dell&#8217;aspirina e dell&#8217;utilizzo del petrolio, in una società della decrescita potrebbero prendere il sopravvento &#8220;seri integralismi morali&#8221;, conseguenza di un ridimensionamento collettivo del ruolo dell&#8217;economia nella società.</p>
<p align="justify">E allora, nell&#8217;ipotesi che continui a praticarsi il proibizionismo, in che modo l&#8217;uomo nuovo della decrescita, potenziale consumatore di stupefacenti per motivi che comunque non sono quelli che conosciamo oggi, potrebbe procurarsi le suddette sostanze?</p>
<p align="justify">Ecco, questo era un delirio momentaneo, perché secondo me, fuori dal regime produttivista e consumista, il concetto stesso di droga verrebbe ridefinito.</p>
<p align="justify">Adesso riprendo il controllo di me e focalizzo il nocciolo del discorso!</p>
<p align="justify">Il problema della droga è sempre di attualità, e per questo mi rivolgo direttamente ai consumatori di sostanze stupefacenti illegali, che siano consumatori incalliti o occasionali.</p>
<p align="justify">Caro consumatore di eroina&#8230; ti invito seriamente a ridurre progressivamente l&#8217;utilizzo di tale sostanza, poiché la sua pericolosità è nota, quasi del tutto indiscutibile e poco suscettibile ad interpretazioni di parte. Lo stato di tossicodipendenza spesso si traduce in un reale rischio di emarginazione sociale, e sai bene che la società non è molto solidale e generosa nei confronti di certi disagi. Non odiarmi se appaio così pressappochista o superficiale, e se senza neppure un buco sul braccio ti consiglio di voltare pagina, ma non esistono molte altre alternative.</p>
<p align="justify">Caro consumatore di cocaina&#8230;mi rivolgo a te nello stesso identico modo, ma per te provo sempre un pò di antipatia: spero potrai perdonarmi.</p>
<p align="justify">Caro consumatore di marijuana&#8230;a te riservo i miei consigli migliori, perché la sostanza che utilizzi, se gestita in modo consapevole, ha delle controindicazioni praticamente irrilevanti se paragonate a quelle dell&#8217;alcool o delle sigarette che lo stato ti vende.</p>
<p align="justify">Se è vero che non è possibile coltivare l&#8217;eroina nella forma in cui la si assume, e lo stesso discorso vale per la cocaina, quando parliamo di marijuana io penso subito alla Canapa Indiana e alla sua natura di pianta versatile, multifunzionale e di facile coltivazione.</p>
<p align="justify">Caro consumatore, di qualsiasi colore, etnia, nazionalità o credo: non comprarla dai pusher!! Non alimentare le casse della malavita, dei papponi, dei boss, ma coltivala, coltivala, coltivala! Non immischiarti in brutti giri, non frequentare con cattiva gente, non portarne con te mai una quantità che vada oltre il tuo consumo, magari per farti notare o per sembrare più figo: sei un deficiente!</p>
<p align="justify">Coltivala!! Coltivala e non coinvolgere mai troppa gente, non farne un vanto, non metterla al centro della tua vita ma godine gli effetti con piacevole discrezione. Non coltivarne troppa, per magari rivenderla, perché non è necessario, non è morale, non è giusto. Insegna a coltivarla, facciamo in modo che cresca come l&#8217;ortica, come le margherite, fuori dal controllo, spontaneamente, e che il suo uso sia cosa normale, pacifica, illegale ma non losca!</p>
<p align="justify"><img class="alignleft size-full wp-image-2692 colorbox-2688" title="pusher" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/04/pusher.jpg" alt="pusher" width="200" height="200" />Caro consumatore di erba: non ti esporre, non innescare giri e traffici più grandi di te, soprattutto se sei giovane e tutte le ricadute, anche economiche, potrebbero essere a carico del tuo caro paparino.</p>
<p align="justify">In definitiva il mio consiglio è: contribuisci alla decrescita conviviale, fumati il tuo spinello se ti fa stare meglio ma non esagerare, non vendere, non comprare, non perderci troppo tempo e troppi soldi ma coltiva, coltiva con amore e fuma.</p>
<p align="justify">Mi piace lasciarmi andare a rapide follie oniriche.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Nicola Casile</strong></p>

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		<title>Giovani&#8230; avanti tutta!? No. Forse. Vediamo.</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/03/26/giovani-avanti-tutta-no-forse-vediamo/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 10:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[gerontocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; evidente che il sistema Italia soffra da qualche decennio di bassa crescita demografica.
Le statistiche sono chiare a riguardo.
Infocamere ha condotto uno studio che rappresenta emblematicamente i cambiamenti del sistema economico.
In particolar modo questo rapporto ha focalizzato l&#8217;attenzione sulle difficoltà che il management &#8220;giovane&#8221; (al disotto dei 30 anni) deve affrontare per conquistare posizioni-chiave.
Secondo questo studio nel periodo 2000/2008 i soci che hanno occupato posti di controllo  nei consigli delle società con un&#8217;età inferiore a 30 anni sono diminuiti del 35% (dati Infocamere).
Questo dato rispecchia ciò che avviene anche in altri ambiti. Senza dubbio il settore...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 	 	 --></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-2385 colorbox-2381" title="gerontocrazia_politica" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/03/gerontocrazia_politica.jpg" alt="gerontocrazia_politica" width="310" height="231" />E&#8217; evidente che il sistema Italia soffra da qualche decennio di bassa crescita demografica.</p>
<p style="text-align: justify;">Le statistiche sono chiare a riguardo.</p>
<p style="text-align: justify;">Infocamere ha condotto uno studio che rappresenta emblematicamente i cambiamenti del sistema economico.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolar modo questo rapporto ha focalizzato l&#8217;attenzione sulle difficoltà che il management &#8220;giovane&#8221; (al disotto dei 30 anni) deve affrontare per conquistare posizioni-chiave.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo questo studio nel periodo 2000/2008 i soci che hanno occupato posti di controllo  nei consigli delle società con un&#8217;età inferiore a 30 anni sono diminuiti del 35% (dati Infocamere).</p>
<p style="text-align: justify;">Questo dato rispecchia ciò che avviene anche in altri ambiti. Senza dubbio il settore politico-amministrativo è il più vecchio.</p>
<p style="text-align: justify;">Un sistema gerontocratico dove vale l&#8217;età e l&#8217;esperienza decennale (e non solo) a scapito della meritocrazia, dell&#8217;innovazione e della forza giovanile.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-2386 colorbox-2381" title="dodici-siti-possibili-candidati-a-ospitare-le-centrali-nucleari1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/03/dodici-siti-possibili-candidati-a-ospitare-le-centrali-nucleari1-281x300.jpg" alt="dodici-siti-possibili-candidati-a-ospitare-le-centrali-nucleari1" width="281" height="300" />A volte mi chiedo che <a href="http://www.liberareggio.org/tag/futuro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con futuro">futuro</a> potrà avere un paese che punta sul ritorno al <a href="http://www.liberareggio.org/tag/nucleare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con nucleare">nucleare</a>?</p>
<p style="text-align: justify;">Con la crisi economica tutte le leadership internazionali puntano allo sfruttamento delle energie <a href="http://www.liberareggio.org/tag/rinnovabili/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con rinnovabili">rinnovabili</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui non si tratta di essere pro e contro; qui si tratta di &#8220;chiamarsi&#8221; fuori da tutte le logiche di utilizzazione delle &#8220;energie verdi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lettore malizioso starà pensando che queste affermazioni sono fuori tema, senza però, riflettere sulle difficoltà che si creano in settori della vita socio-politica-economica dominata dai post-sessantenni.</p>
<p style="text-align: justify;">Certamente il controllo, l&#8217;esperienza e la professionalità non sono sempre individuabili nelle forze <a href="http://www.liberareggio.org/tag/giovani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con giovani">giovani</a> del nostro paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è altrettanto vero che non vengono creati spazi utili per emergere.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest&#8217;era informatica/nanotecnologica  ha bisogno di figure preparate e nel pieno della produttività. La carriera lavorativa viene molto penalizzata dal sistema scolastico italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo alcuni economisti (<a href="http://www.liberareggio.org/tag/tito/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con tito">Tito</a> Boeri, etc&#8230;) il sistema formativo italiano non prepara in modo completo; genera laureati &#8220;vecchi&#8221; (ovvero si perde buona parte del periodo più produttivo della carriera lavorativa).</p>
<p style="text-align: justify;">Questo porta ad una contrazione delle potenzialità che alla fine rimangono inespresse.</p>
<p style="text-align: justify;">Uscire fuori da questo pantano appare quasi impossibile. Io spero -fortemente- una sola cosa; noi ragazzi dobbiamo riprenderci il nostro futuro!</p>
<p style="text-align: justify;">Ci spetta di diritto!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2384 aligncenter colorbox-2381" title="giovani" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/03/giovani.jpg" alt="giovani" width="532" height="356" /></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Salvatore Salvaguardia</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fonti:<br />
- <a href="http://www.ilsole24ore.com/">Sole 24 ore</a><br />
- <a href="http://www.infocamere.it/">Infocamere</a></p>
<p><!-- 	 -->
</p>
<p style="text-align: justify;">

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		<title>Ci sono libri&#8230; &#8220;The green bible&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 12:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Ci sono libri...]]></category>
		<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Il ventunesimo secolo è un&#8217;epoca storica particolare. Noi esseri umani che la stiamo vivendo costituiamo la prima comunità che deve confrontarsi non solo con l&#8217;idea della sua stessa morte, ma anche con la potenziale morte del pianeta dovuta alla mancanza di attenzioni dell&#8217;uomo nei confronti dell&#8217;ambiente in cui vive.
E&#8217;, dunque, naturale che l&#8217;uomo si ponga delle domande esistenziali riguardo il suo vero ruolo sulla terra; su quali sono i veri obiettivi della sua civilizzazione e di quale sarà l&#8217;eredità che lascerà alle future generazioni.
Stephen Bede Scharper, docente di religione ed ecologia presso il St. Michael&#8217;s College di Toronto, e Hilary Cunningham, ricercatrice e docente di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-2019 colorbox-1886" title="greenbible" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/03/greenbible.jpg" alt="greenbible" width="292" height="292" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il ventunesimo secolo è un&#8217;epoca storica particolare. Noi esseri umani che la stiamo vivendo costituiamo la prima comunità che deve confrontarsi non solo con l&#8217;idea della sua stessa morte, ma anche con la potenziale morte del pianeta dovuta alla mancanza di attenzioni dell&#8217;uomo nei confronti dell&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/ambiente/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ambiente">ambiente</a> in cui vive.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2020 colorbox-1886" title="greenbible02_t_w600_h600" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/03/greenbible02_t_w600_h600-300x200.jpg" alt="greenbible02_t_w600_h600" width="300" height="200" />E&#8217;, dunque, naturale che l&#8217;uomo si ponga delle domande esistenziali riguardo il suo vero ruolo sulla terra; su quali sono i veri obiettivi della sua civilizzazione e di quale sarà l&#8217;eredità che lascerà alle future generazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Stephen Bede Scharper, docente di religione ed <a href="http://www.liberareggio.org/tag/ecologia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ecologia">ecologia</a> presso il St. Michael&#8217;s College di Toronto, e Hilary Cunningham, ricercatrice e docente di antropologia all&#8217;Università di Toronto, cercano di dare una risposta a queste domande.</p>
<p style="text-align: justify;">Sette capitoli, come sette sono i giorni che, secondo il Libro della Genesi, Dio ha impiegato per creare la terra, il suo ambiente e gli esseri viventi che la abitano, in cui vengono raccolti estratti di scritture sacre per le tre grandi religioni monoteistiche, ma non solo. Ogni capitolo si apre con un verso della Genesi della <a href="http://www.liberareggio.org/tag/bibbia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con bibbia">Bibbia</a> che viene integrato e arricchito con testi ebraici, con parole del profeta Maometto ma anche con numerosi aforismi ed estratti di opere letterarie, scientifiche di trattati internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Le parole di Dostoyevsky, Al Gore, Giovanni Paolo II, Albert Einstein, Martin Luther King insieme a quelle di numerosi vescovi ed esponenti religiosi di tutto il mondo che, affiancate anche da estratti di documenti ufficiali delle organizzazioni internazionali e dei programmi ambientali delle Agenzie dell&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/onu/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con onu">ONU</a>, contribuiscono ad elaborare sette regole, una per capitolo, che l&#8217;uomo dovrebbe &#8220;religiosamente&#8221; seguire per rispettare effettivamente l&#8217;ambiente che lo circonda.</p>
<p style="text-align: justify;">La regola più importante è quella che sostiene che per l&#8217;uomo sia giunto il momento di comprendere che la sua specie non è il centro nevralgico di tutto &#8220;il creato&#8221; bensì, più semplicemente, una sua parte. Questo dovrebbe insegnare all&#8217;uomo che è necessario mettere da parte l&#8217;arroganza con la quale si è relazionato fino ad oggi con le altre creature che vivono sulla terra. L&#8217;uomo ha realizzato il fatto che la sua specie esercita un grande potere nei confronti della Terra ma questo potere, fino ad oggi, è stato guidato da forze prevalentemente distruttive.</p>
<p style="text-align: justify;">The green Bible, tramite scritti sacri, testi di teologi, di scienziati ed ecologisti vuole, invece, dimostrare come i pensieri più vasti e profondi prodotti dalla specie umana avvalorino la tesi per cui gli uomini sono deputati ad agire per conservare il pianeta in cui vivono insieme a tutte le altre forme di vita che lo abitano.</p>
<p align="right"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Questa recensione è <a href="http://www.almanacco.rm.cnr.it/articoli_scaffali.asp?ID_rubrica=6&amp;ID_sottorub=64&amp;nome_file=04_04_2009"><strong>uscita anche per l&#8217;Almanacco della Scienza,</strong></a> rivista online edita dall&#8217;Ufficio Stampa del CNR.</em></p>

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		<title>La settimana della ReggioSfera</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/03/02/la-settimana-della-reggiosfera-17/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 07:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Settimana della ReggioSfera]]></category>
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		<description><![CDATA[23 febbraio 2009 &#8211; I Bronzi negli Happy Meal
Il Blog di Antonino Monteleone
Mario resca è stato un manager di tante aziende multinazionali italiane che nulla avevano a che fare con il mondo della cultura. Adesso è un consigliere del Ministro della Cultura Bondi. In questo contesto si inserisce il trasporto dei Bronzi di Riace al G8 in Sardegna. Come sempre Antonino sa mettere in dubbio molte delle cose che ci vengono raccontate dai soliti media.
24 febbraio 2009 &#8211; Le verità nascoste sugli stupri e le violenze su donne e bambini
Il Blog di Damiano Zito
Volete sapere quali sono i veri dati sulle denunce per strupri e denunce in italia? Damiano dà solo un piccolo elenco della &#8220;bontà&#8221; sessuale...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-220 colorbox-2009" title="reggiosfera1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2008/10/reggiosfera1.jpg" alt="reggiosfera1" width="381" height="203" /></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.antoninomonteleone.it/2009/02/23/i-bronzi-negli-happy-meal/"><strong>23 febbraio 2009 &#8211; I Bronzi negli Happy Meal</strong></a><br />
<em>Il Blog di Antonino Monteleone</em><strong><br />
</strong>Mario resca è stato un manager di tante aziende multinazionali italiane che nulla avevano a che fare con il mondo della cultura. Adesso è un consigliere del Ministro della Cultura Bondi. In questo contesto si inserisce il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/trasporto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con trasporto">trasporto</a> dei <a href="http://www.liberareggio.org/tag/bronzi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con bronzi">Bronzi</a> di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/riace/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con riace">Riace</a> al G8 in Sardegna. Come sempre Antonino sa mettere in dubbio molte delle cose che ci vengono raccontate dai soliti media.<strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://gdzito.wordpress.com/2009/02/24/le-verita-nascoste-sugli-stupri-e-le-violenze-su-donne-e-bambini/"><strong>24 febbraio 2009 &#8211; Le verità nascoste sugli stupri e le violenze su donne e bambini</strong></a><br />
<em>Il Blog di Damiano Zito</em><br />
Volete sapere quali sono i veri dati sulle denunce per strupri e denunce in italia? Damiano dà solo un piccolo elenco della &#8220;bontà&#8221; sessuale degli italiani&#8230;</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://natalezappala.blogspot.com/2009/02/426-ac-ricostruzione-battaglia-reggini.html"><strong>25 febbraio 2009 &#8211; 426/425 a. C. : ricostruzione battaglia storica Reggini-Ateniesi contro Locresi</strong></a><br />
<em>Il blog di Natale Zappalà</em><br />
Le spiaggie vicino a Capo Spartivento sono state teatro di una battaglia tra gli ateniesi e i loro alleati reggini contro gli abitanti della locride. Natale ricostruisce con un video virtuale la battaglia. Guardatelo!</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.aeroportorc.com/sezione-generale/il-pontile-un-autentico-buco-nellacqua"><strong>26 febbraio 2009 &#8211; Il pontile? Un autentico buco nell&#8217;acqua</strong></a><br />
<em>Aeroporto RC &#8211; Portale non ufficiale</em><br />
Un bel pezzo sui trasporti aerei su Reggio. Si parla tanto di pontile e Metromare ma delle novità proposte dall&#8217;aeroporto <a href="http://www.liberareggio.org/tag/tito/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con tito">Tito</a> <a href="http://www.liberareggio.org/tag/minniti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con minniti">Minniti</a> non c&#8217;è neanche una voce di corridoio. Insomma, a fronte della forte concorrenza catanese perchè dovrebbe prendere l&#8217;aereo da Reggio? Prezzi e tempi indicano senza dubbi Catania&#8230; Se Reggio è sempre più isolata non è solo colpa delle frane che bloccano le ferrovie ma anche di quella frane di persone che gestiscono malamente i Nostri Beni Strategici!</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.malanova.it/malanews/1-urtimenews/122-e-quantu-nci-vuliva.html"><strong>27 febbraio 2009 &#8211; E quantu nci vuliva!</strong></a><br />
<em>Malanova.it</em><br />
E&#8217; nata &#8220;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/scilla/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con scilla">Scilla</a> <a href="http://www.liberareggio.org/tag/futura/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con futura">Futura</a>&#8221; un&#8217;associazione di operatori economici e associazioni della zona scigghitana. I Malifigghioli di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/scilla/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con scilla">Scilla</a> hanno pubblicato il primo comunicato di questa associazione.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://claudiocordova.wordpress.com/2009/02/28/cambiando-i-governi-niente-cambia-lassu/"><strong>28 febbraio 2009 &#8211; &#8220;Cambiando i governi niente cambia lassù&#8221;</strong></a><br />
<em>Il blog di Claudio Cordova</em><br />
Il governo con la nuova finanziaria istiuisce la Banca del Mezzogiorno. L&#8217;ennesimo tentativo per spingere il sud Italian verso uno sviluppo economico più &#8220;europeo&#8221;. Claudio ricostruisce la storia di tutti gli altri &#8220;tentativi falliti&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://territoriot.noblogs.org/post/2009/02/27/rifiuti-come-risorsa"><strong>1 marzo 2009 &#8211; </strong></a><strong><a href="http://territoriot.noblogs.org/post/2009/02/27/rifiuti-come-risorsa">Rifiuti come risorsa</a></strong><br />
<em>TerritoRiot</em><br />
Bella iniziativa presso l&#8217;Istituto tecnico Commerciale R. Piria di Laureana di Borrello. Titolo dell&#8217;iniziativa: &#8220;Rifiuti come risorsa. Verso la formazione di una coscienza ambientale &#8211; La raccolta differenziata&#8221;. Speriamo che gli alunni di quella zona traggano conclusioni positive da questa iniziativa.
</p>
<p style="text-align: right;">Alessio Neri</p>
<p style="text-align: right;"><em>Ps. &#8211; Se conoscete altri blog o blogger reggini attivi nell&#8217;ultimo mese non esistate a segnalarceli via commenti</em></p>

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