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	<title>www.LiberaReggio.org &#187; integrazione</title>
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	<description>Il Magazine dei Giovani Reggini</description>
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		<title>Centro Enea di Roma, buone pratiche di accoglienza dei rifugiati politici</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 07:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità & Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[I RARU sono i richiedenti asilo, i rifugiati e titolari di protezione umanitaria. In pratica sono cittadini costretti a scappare dalle proprie città e dai propri paesi perchè perseguitati o a rischio persecuzione per le loro condizioni di sesso, razza, religione, opinione politica, appartenenza a gruppi etnici o sociali. Non sono solo persone che scappano via dalla fame o dalla povertà, ma gente costretta ad andare via senza alcuna possibilità di ritornare.
Tutti i paesi dell&#8217;Unione Europea hanno obblighi stringenti per quanto riguarda l&#8217;accoglienza verso questo tipo particolare di migrante. Deve essere garantita protezione, accoglienza e integrazione nella realtà e nel tessuto sociale che lo ospita.
Le politiche di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I RARU sono i <a href="http://www.liberareggio.org/tag/richiedenti-asilo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con richiedenti asilo">richiedenti asilo</a>, i <a href="http://www.liberareggio.org/tag/rifugiati/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con rifugiati">rifugiati</a> e titolari di protezione umanitaria. In pratica sono cittadini costretti a scappare dalle proprie città e dai propri paesi perchè perseguitati o a rischio persecuzione per le loro condizioni di sesso, razza, religione, opinione politica, appartenenza a gruppi etnici o sociali. Non sono solo persone che scappano via dalla fame o dalla povertà, ma gente costretta ad andare via senza alcuna possibilità di ritornare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/11/rifugiati3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10280 colorbox-10254" title="rifugiati3" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/11/rifugiati3-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a>Tutti i paesi dell&#8217;Unione Europea hanno obblighi stringenti per quanto riguarda l&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/accoglienza/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con accoglienza">accoglienza</a> verso questo tipo particolare di migrante. Deve essere garantita protezione, <a href="http://www.liberareggio.org/tag/accoglienza/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con accoglienza">accoglienza</a> e <a href="http://www.liberareggio.org/tag/integrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con integrazione">integrazione</a> nella realtà e nel tessuto sociale che lo ospita.</p>
<p style="text-align: justify;">Le politiche di accoglienza verso questi soggetti sono particolarmente delicate in quanto devono fronteggiare una crisi umanitaria diversa rispetto a quella degli <a href="http://www.liberareggio.org/tag/immigrati/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con immigrati">immigrati</a> &#8220;tradizionali&#8221;. In Italia questa accoglienza è organizzata in modo decentrato dando grande importanza al ruolo dei Comuni e delle reti sociali ad essi collegate. Secondo l&#8217;UNHCR i rifugiati nel nostro paese sono 55.000. In <a href="http://www.liberareggio.org/tag/calabria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con calabria">Calabria</a>, nel 2008 gli enti locali che ricevevano finanziamenti dallo stato per progetti di accoglienza ai rifugiati erano solo 4: Cosenza, Crotone, Acri e Badolato.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutti questi cittadini in Italia è garantita solo un&#8217;accoglienza di primo livello, ovvero il riconoscere la possibilità di essere un richiedente e dunque stazionare nel suolo italiano in attesa di poter adempiere le pratiche di richiesta ed effettuare le necessarie verifiche al fine di ottenere la concessione dello status di rifugiato politico.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo modo si mandano per strada, con tutto il carico di problemi sociali che questo comporta (disoccupazione, povertà, degrado, sfruttamento, ecc), tantissimi cittadini che si sentono perseguitati anche qui e non solo nella loro patria.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; vero, esistono molte strutture sul territorio italiano che prevedono una prima accoglienza, un periodo con un letto e un tetto che non dura molto e che non offre niente di utile al fine dell&#8217;integrazione reale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo che non sono rari i casi di rifugiati e richiedenti asilo che lavorano anche nei campi di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/rosarno/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Rosarno">Rosarno</a>, assunti ormai agli orrori della cronaca per la rivolta africana e la repressione calfricana dello scorso anno.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; anche vero che alcuni progetti concreti di integrazione vengono portati avanti in paesi come Badolato, Caulonia, Stignano e Riace. Sono belle realtà ma ridotte numericamente.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unico esempio, reale e concreto, di &#8220;seconda accoglienza&#8221; nel nostro paese è il &#8220;<a href="http://www.centroenea.it/ali/" target="_blank"><strong>Centro Enea</strong></a>&#8221; di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/11/rifugiati1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-10281 colorbox-10254" title="rifugiati1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/11/rifugiati1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Per seconda accoglienza si intende la realizzazione di percorsi personalizzati e definiti che puntino concretamente a due obiettivi: l&#8217;autonomia dell&#8217;individuo e l&#8217;integrazione nella collettività. Le due cose sono profondamente e intrinsecamente collegate l&#8217;una all&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/centro-enea/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con centro enea">Centro Enea</a> è nato nel 2007 per opera del Ministero dell&#8217;Interno e del Comune di Roma (sindaco Veltroni), si trova nell&#8217;estrema periferia in zona Casalotti-Boccea. I RARU accolti al Centro possono essere ospitati per un periodo di massimo 10 mesi, esistono anche i cosiddetti &#8220;ospiti transitori&#8221; che possono fermarsi fino a tre mesi. Per accedere all&#8217;accoglienza del centro bisogna essere selezionati in base, soprattutto, alle motivazioni che il richiedente dimostra di avere nei confronti di una reale partecipazione al processo di integrazione portato avanti dal centro.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è una struttura polifunzionale che oltre ad offrire un letto e degli spazi comuni garantisce una serie di servizi fondamentali alla realizzazione della persona. Vengono garantiti dei servizi di pulizia, di ristorazione, di cura e decoro (barbiere, lavanderia, parrucchiere, ecc) e di inclusione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Cruciale è quest&#8217;ultimo aspetto perchè consiste nel mettere a disposizione tutta una serie di possibilità effettivamente utili al processo di inclusione che un cittadino con esperienze traumatiche e difficoltà culturali e linguistiche deve sopportare quando scappa in un altro paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono diversi corsi a disposizione degli ospiti, tra tutti quelli di lingua italiana ma esistono anche numerose attività di formazione interna come quella informatica, organizzata e strutturata dalla <a href="http://www.mondodigitale.org/" target="_blank">Fondazione Mondo Digitale</a>. Inoltre, all&#8217;interno del centro è attivo un ufficio di Back End che aiuta gli ospiti nella ricerca di un lavoro, di corsi di formazione e specializzazione e nella ricerca di un alloggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Numerosissime sono anche le attività ludiche e ricreative. Lo sport in primis con lo Sporting Enea, squadra di calcio militante in un campionato amatoriale locale, ma anche con la pallavolo e altri sport di squadra. Esistono laboratori di riciclo, musica, teatro. Sono anche a disposizione di tutti gli ospiti delle sale di ascolto e colloquio. A seguire gli ospiti ci pensano associazioni e cooperative che lavorano nel campo dei servizi e della mediazione culturale. Questa presenza consente ai rifugiati di avere delle figure di fiducia originarie del paese che li ospita favorendo così la voglia di mettere il naso fuori in quanto tutti gli ospiti sono liberi di uscire dal centro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Centro, raccontato così, potrebbe sembrare una pacchia per i rifugiati che ne sono ospiti. In realtà è il centro stesso ad essere per molti di loro il primo impatto con una realtà esterna. Le numerose etnie presenti hanno spesso comportamenti sociali molto diversi. Basti pensare al rapporto di genere, abbastanza paritario, che sussiste tra i somali e la visione dei cittadini afgani che, al contrario, sono molto &#8220;restrittivi&#8221; per quanto riguarda i diritti delle donne. Al centro abitano in prevalenza uomini (80%), delle poche donne presenti, nessuna è afgana.</p>
<p style="text-align: justify;">Rappresentativo di queste differenze culturali è un aneddoto legato all&#8217;attività svolta nelle sale computer del centro i cui banchi sono disposti in file parallele, una dietro l&#8217;altra. All&#8217;arrivo di un folto gruppo di somali, tra cui molte donne, gli afgani già presenti al centro mal tolleravano il fatto che una donna potesse sedersi davanti a loro, per questo motivo per molto tempo le donne somale che volevano accedere al web erano costrette ad occupare le ultime file dell&#8217;aula.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/11/rifugiati2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10282 colorbox-10254" title="rifugiati2" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/11/rifugiati2.jpg" alt="" width="251" height="167" /></a>In ogni caso, si tratta spesso di persone che non hanno niente a che fare con la delinquenza e con il malaffare. La stragrande maggioranza di queste persone credono davvero nella possibilità/necessità di non vedere la società che li ospita in maniera ostile, anche se a volte lo può sembrare (o lo è?). La prima  mossa per diventare cittadini veri è quella di essere motivati ma occorre soprattutto che queste persone non vengano lasciate sole a doversi destreggiare nell&#8217;amara realtà sociale italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo sono pochi i fortunati che riescono ad avere un impatto con il nostro paese che sia rispettoso della loro umanità e della loro difficilissima (inconcepibile per gente come noi, direi) situazione, gli altri rischiamo di trovarceli a Rosarno a fare il lavoro sporco che nessun italiano farebbe mai&#8230;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: left;">Fonte<br />
- a cura di Manuela Lo Prejato e Alfonso Molina, <a href="http://www.mondodigitale.org/risorse/pubblicazioni/la-tecnologia-digitale-come-strumento-di-integrazione-per-i-rifugiati" target="_blank"><strong><em>La tecnologia digitale come strumento di integrazione per i rifugiati. Il modello del Centro Enea</em></strong></a>, <a href="http://www.liberareggio.org/tag/fondazione-mondo-digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con fondazione mondo digitale">Fondazione Mondo Digitale</a>, 2010</p>

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		<title>Primo Marzo &#8220;giornata senza migranti&#8221;, anche a Reggio accoglienza e integrazione</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2010/02/27/primo-marzo-giornata-senza-migranti-anche-a-reggio-accoglienza-e-integrazione/</link>
		<comments>http://www.liberareggio.org/2010/02/27/primo-marzo-giornata-senza-migranti-anche-a-reggio-accoglienza-e-integrazione/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 13:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità & Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il diritto a emigrare è riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e la storia umana è sempre stata storia di migrazioni. Noi italiani lo sappiamo bene, i calabresi ancora di più.
Chiunque conosca un cittadino extracomunitario che studia o lavora (o che vorrebbe lavorare) nel nostro paese sa bene cosa vuol dire &#8220;rinnovare il permesso di soggiorno&#8221;. Il rinnovo viene richiesto a dicembre e spesso per vederselo rinnovato passano mesi e mesi. Un&#8217;amica sudamericana che una volta accompagnai a sbrigare alcune faccende legate al rinnovo, presentò i documenti necessari nel dicembre del 2007 per il permesso del 2008. Perfettamente in tempo. Il permesso di soggiorno valido le arrivò a casa nel novembre 2008...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/pr3zCvF1_OQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/pr3zCvF1_OQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/primomarzo2010.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7394 colorbox-7392" title="primomarzo2010" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/primomarzo2010-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a>Il diritto a emigrare è riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e la storia umana è sempre stata storia di migrazioni. Noi italiani lo sappiamo bene, i calabresi ancora di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiunque conosca un cittadino extracomunitario che studia o lavora (o che vorrebbe lavorare) nel nostro paese sa bene cosa vuol dire &#8220;rinnovare il permesso di soggiorno&#8221;. Il rinnovo viene richiesto a dicembre e spesso per vederselo rinnovato passano mesi e mesi. Un&#8217;amica sudamericana che una volta accompagnai a sbrigare alcune faccende legate al rinnovo, presentò i documenti necessari nel dicembre del 2007 per il permesso del 2008. Perfettamente in tempo. Il permesso di soggiorno valido le arrivò a casa nel novembre 2008 (ovvero ad anno di permesso quasi finito) quando già aveva incominciato la raccolta per il &#8220;nuovo rinnovo&#8221;. La convocazione in questura per la raccolta delle impronte digitali per il permesso dell&#8217;anno 2008 arrivò nel <a href="http://www.liberareggio.org/tag/marzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con marzo">marzo</a> del 2009. Non proprio puntuale e precisa come la mia amica.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa amica era iscritta ad un&#8217;università pubblica, lavorava a progetto in una paninoteca, frequentava regolarmente un corso di teatro e viveva in un monolocale con affitto non regolare (per usare un eufemismo) versato ad italiani purosangue.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.civati.it/mandiamoliacasa.pdf" target="_blank">Non è vero</a></strong> che gli vengono assegnate le case popolari sottraendole agli italiani, non è vero che lavorano in nero (il 92% dei cittadini extracomunitari residenti in italia è assicurato) e se sono clandestini è perchè lo diventano successivamente alla perdita dei permessi o del lavoro. Non è vero che con meno cittadini <a href="http://www.liberareggio.org/tag/stranieri/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con stranieri">stranieri</a> trasferitisi nel nostro paese ci sarebbe meno criminalità organizzata come ha dichiarato un folle. Ndranghetisti, camorristi, mafiosi, imprenditori corrotti e corruttori sono tutti italiani.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/cartolina-1-marzo-badante-s.png"><img class="alignnone size-full wp-image-7395 colorbox-7392" title="cartolina-1-marzo-badante-s" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/cartolina-1-marzo-badante-s.png" alt="" width="400" height="564" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lunedì <a href="http://www.liberareggio.org/tag/primo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con primo">Primo</a> Marzo sarà una giornata dedicata all&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/accoglienza/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con accoglienza">accoglienza</a> e alla dimostrazione che non c&#8217;è più bisogno di additare i <a href="http://www.liberareggio.org/tag/migranti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con migranti">migranti</a> come &#8220;loro&#8221; perchè fanno parte di <strong>noi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Noi</strong> non vogliamo essere sfruttati sul lavoro; vogliamo case in regola per chi ne ha bisogno; non ci piacciono le aggressioni o i mancati pagamenti sul posto di lavoro; ci piace avere presidi sanitari a disposizione quando ne abbiamo bisogno e scuole pulite, sicure e funzionali per i nostri figli. Ci piacerebbe che la burocrazia non fosse così macchinosa e clientelare e ci piacerebbe che i politici e gli affaristi non rubassero sistematicamente i fondi pubblici destinati a scopi sociali, compresi quelli per l&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/integrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con integrazione">integrazione</a> reale dei nuovi cittadini stranieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questi ed altri motivi in tutta Italia tantissimi lavoratori <a href="http://www.liberareggio.org/tag/immigrati/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con immigrati">immigrati</a> si fermeranno (anche se molti per ovvi motivi non si possono permettere di farlo) dai loro impegni lavorativi per 24 ore indossando tutti un braccialetto o qualcosa di giallo, il colore dell&#8217;antirazzismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Contemporaneamente iniziative simili si svolgeranno in Francia, Spagna, Grecia, Olanda ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Reggio non sarà da meno e avrà l&#8217;occasione di dimostrare quanto la sua popolazione abbia l&#8217;accoglienza nel sangue anche se tanti ripudiano e sputano sulla nostra storia di crocevia del mediterraneo, e dunque di mescolanza di carnagioni, lingue, religioni e culture.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel video in apertura dell&#8217;articolo si descrivono nel dettaglio le attività della giornata.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong><br />
<em>video intervista di </em><strong>Salvatore Salvaguardia</strong></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LsTQM4t76r8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/LsTQM4t76r8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>

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		<item>
		<title>Politiche di dis-integrazione</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2010/02/02/politiche-di-dis-integrazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 08:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità & Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[disintegrazione]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[indifferenza]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Rosarno]]></category>
		<category><![CDATA[tolleranza]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[La Calabria, si sa, è una regione malata, con un’economia incastrata fra barbari meccanismi di potere, incapacità gestionali e un’endemica povertà. Il lavoro nero è l’indiretta espressione di questa malattia, e spesso sono gli immigrati a pagarne lo scotto più alto. A ciò si aggiungono l’indifferentismo e le corrispondenti politiche fasulle d’integrazione &#8211; come gli uffici di “orientamento al lavoro” o i vari villaggi della solidarietà – che, rientrando nella logica fatalista propria del sistema in cui viviamo, che stronca sul nascere, perché non ci crede, ogni possibilità di cambiamento, ne costituiscono l’avvilente contorno.
A Rosarno, e non solo a Rosarno, tutti sapevano. Centinaia di immigrati ogni mattina...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/disintegrazione-scolastica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6981 colorbox-6980" title="disintegrazione-scolastica" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/disintegrazione-scolastica-300x160.jpg" alt="" width="300" height="160" /></a>La <a href="http://www.liberareggio.org/tag/calabria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con calabria">Calabria</a>, si sa, è una <a href="http://www.liberareggio.org/tag/regione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con regione">regione</a> malata, con un’economia incastrata fra barbari meccanismi di potere, incapacità gestionali e un’endemica povertà. Il lavoro nero è l’indiretta espressione di questa malattia, e spesso sono gli <a href="http://www.liberareggio.org/tag/immigrati/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con immigrati">immigrati</a> a pagarne lo scotto più alto. A ciò si aggiungono l’indifferentismo e le corrispondenti politiche fasulle d’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/integrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con integrazione">integrazione</a> &#8211; come gli uffici di “orientamento al lavoro” o i vari villaggi della solidarietà – che, rientrando nella logica fatalista propria del sistema in cui viviamo, che stronca sul nascere, perché non ci crede, ogni possibilità di cambiamento, ne costituiscono l’avvilente contorno.</p>
<p style="text-align: justify;">A <a href="http://www.liberareggio.org/tag/rosarno/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Rosarno">Rosarno</a>, e non solo a <a href="http://www.liberareggio.org/tag/rosarno/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Rosarno">Rosarno</a>, tutti sapevano. Centinaia di immigrati ogni mattina aspettavano sotto gli occhi di tutti di essere “graziati” con un trattamento che ha molto in comune – e imbarazzanti punti di sovrapposizione &#8211; con lo schiavismo. Un trattamento che per un emigrato africano è “sempre meglio della morte”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma molti calabresi come me sono stanchi di vedere nella povertà la giustificazione eterna della <a href="http://www.liberareggio.org/tag/violenza/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con violenza">violenza</a>, quasi che questa fosse una fatalità cui una Regione italiana, non esattamente sul lastrico come certi paesi africani, non può ovviare: la <em>retorica della povertà</em> è la prima alleata del <em>laissez-faire </em>nascosto dietro ogni situazione di degrado.</p>
<p style="text-align: justify;">Violenza è infatti quel condensato di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/indifferenza/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con indifferenza">indifferenza</a> e sopraffazione che hanno subito gli immigrati africani rosarnesi per un periodo inaccettabilmente lungo, caratterizzato da un lassismo istituzionale proporzionalmente grave, nelle forme di uno sfruttamento feroce, di vessazioni razziste insistenti e quotidiane, di prepotenze ‘ndranghetiste, nonché del dramma dell’emigrazione, presentato dai media e da certi politici influenti come un’invasione “dei ladroni “e degli stupratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo, a causa dei processi di semplificazione mediatica, la violenza sembra violenza solo quando è accompagnata da urla, spranghe e sassi: le altre modalità di violenza, perpetrate lontano dai riflettori, non sono contemplate dalla televisione.  In una realtà in cui visioni del mondo e media vivono in un inestricabile sodalizio, i problemi e i conflitti “sommersi” hanno la stessa consistenza dell’irreale: il disagio diventa strategia d’intrattenimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne è un effetto il fatto che si sia spostata l’attenzione dai gravi problemi strutturali che affliggono  Rosarno alla piega violenta che ha preso la reazione degli sfruttati: tra la loro ira reattiva e la violenza costante che invece l’ha provocata, è facile accusare la prima se solo quella è mediatizzata. Allora, anche in casi come questo è fondamentale avere gli strumenti per criticare le facili schematizzazioni mediatiche e per pensare: <em>io non ci credo.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Non credo, anzitutto, che la genesi del problema o il suo aspetto principale consista, come un eminente ministro della Repubblica ha affermato in barba a ogni serietà istituzionale, nell’ “eccesso di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/tolleranza/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con tolleranza">tolleranza</a>” degli italiani per <em>questi-neri.</em></p>
<p style="text-align: justify;">In cosa, infatti, consisterebbe il “nostro” eccesso di tolleranza? Nei pochi euro al giorno che i proprietari dei terreni danno loro in nero, per 14 ore di lavoro? Nei tuguri in cui alloggiano sotto gli occhi di tutti? Negli atteggiamenti di sopraffazione degli ndranghetisti e di certi cittadini che, in un misto raccapricciante di razzismo e arroganza mafiosa, non li hanno risparmiati<em> </em>di botte e denigrazioni? E che dire di quelli che nella rivolta hanno imbracciato le armi, i cui cognomi stranamente coincidono con quelli delle famiglie mafiose più importanti di Rosarno, che hanno approfittato della situazione per dare un’immagine della ‘ndrangheta di salvifica protettrice della cittadinanza?</p>
<p style="text-align: justify;">Peccato che stavolta, per giustificare gli italiani, manchi anche l’appiglio della clandestinità, dato che la maggior parte degli sfruttati rosarnesi è regolarissimo.<em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Ammesso dunque che si possa impostare il problema in termini di tolleranza, direi piuttosto che a Rosarno si è data la situazione opposta: l’ “eccesso di tolleranza” è stato semmai loro, degli immigrati.</p>
<p style="text-align: justify;">I fautori della politica di semplificazione potrebbero allora avvedersi del fatto che non si può ridurre un problema tanto profondo ad una questione di permesso di soggiorno, di tolleranza o di <em>respingimenti. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Se questo approccio persiste, come ha scritto Lerner: seguiranno altre Rosarno, siatene certi.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Denise Celentano</strong></p>

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		<title>La settimana della ReggioSfera</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/06/22/la-settimana-della-reggiosfera-29/</link>
		<comments>http://www.liberareggio.org/2009/06/22/la-settimana-della-reggiosfera-29/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 06:52:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Settimana della ReggioSfera]]></category>
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		<description><![CDATA[15 giugno 2009 &#8211; Lavoratori Consulta ed Omega
Aeroporto RC &#8211; Portale non ufficiale
Svariati licenziamenti anche all&#8217;aeroporto di Reggio che sta vivendo una bella e lunga stagione di inefficienza. Speriamo in forti e convincenti proteste dei lavoratori. Ma nel marasma generale, c&#8217;è sempre qualcuno che si salva; secondo Telereggio sembra si tratti di parenti e amici degli esponenti aziendali di sindacalisti UIL. Ma la verità non è mai da un lato solo. I lavoratori in questione sono precari con contratti da 350 euro al mese. Forse, noi in primis, sbagliamo a generalizzare e ci piacerebbe vederci chiaro in questa situazione.
16 giugno 2009 &#8211; Un bel libro da leggere (giugno 2009)
Il blog di Gianluca...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-220 colorbox-3866" title="reggiosfera1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2008/10/reggiosfera1-300x159.jpg" alt="reggiosfera1" width="300" height="159" /></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.aeroportorc.com/sezione-generale/lavoratori-consulta-ed-omega"><strong>15 giugno 2009 &#8211; Lavoratori Consulta ed Omega</strong></a><br />
<em><a href="http://www.liberareggio.org/tag/aeroporto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con aeroporto">Aeroporto</a> RC &#8211; Portale non ufficiale</em><br />
Svariati licenziamenti anche all&#8217;aeroporto di Reggio che sta vivendo una bella e lunga stagione di inefficienza. Speriamo in forti e convincenti proteste dei lavoratori. Ma nel marasma generale, c&#8217;è sempre qualcuno che si salva; secondo Telereggio sembra si tratti di parenti e amici degli esponenti aziendali di sindacalisti UIL. Ma la verità non è mai da un lato solo. I lavoratori in questione sono precari con contratti da 350 euro al mese. Forse, noi in primis, sbagliamo a generalizzare e ci piacerebbe vederci chiaro in questa situazione.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://gianlucaalbanese.wordpress.com/2009/06/16/un-bel-libro-da-leggere-giugno-2009/"><strong>16 giugno 2009 &#8211; Un bel libro da leggere (giugno 2009)</strong></a><br />
<em>Il blog di Gianluca Albanese</em><br />
Antitesi è un libro pubblicato da Città del Sole ed è l&#8217;opera prima dello scrittore Roccellese Vincenzo Gemelli. A leggere le parole di Gianluca questo breve romanzo deve essere una bella lettura. Un storia di sollazzati giovani sognatori che per cambiare il mondo si lanciano in ardite situazioni stimolate dall&#8217;uso smodato di droghe leggere. Il tutto ambientato nella Roma pre-campionati europei di calcio del 2004. Una storia, dunque, che sembra scritta in omaggio della routine di un&#8217;infinità di studenti calabresi sparsi tra le università di tutta Italia.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://malarablog.wordpress.com/2009/06/17/ma-non-era-silvio-il-burlone-gaffeur/"><strong>17 giugno 2009 &#8211; Ma non era Silvio il burlone faffeur?</strong></a><br />
<em>Il blog di Domenico Malara</em><br />
Solo una battua. Perchè <a href="http://www.liberareggio.org/tag/obama/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con obama">Obama</a> non va a fare l&#8217;ospite a Raiuno da Vespa?</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://aschenazia.blogspot.com/2009/06/lo-spot-di-gattuso-per-la-calabria.html"><strong>18 giugno 2009 &#8211; Lo spot di Gattuso per la Calabria vince il premio Marketing Awards</strong></a><br />
<em>Aschenazia</em><br />
La <a href="http://www.liberareggio.org/tag/regione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con regione">Regione</a> Calabria è stata premiata per il famoso spot in cui Gennaro Gattuso dice che noi calabresi ci mettiamo il cuore. Ma in cosa ci mettiamo il cuore? Nell&#8217;inquinare il nostro mare? Gattuso ha dimostrato di aver grande cuore decidendo di chiedere alla <a href="http://www.liberareggio.org/tag/regione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con regione">Regione</a> di devolvere in beneficienza il suo compenso. Ma intanto la calabria, per lo meno quella che non chiama le persone &#8220;guajò&#8221;, sta messa sempre peggio!</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://pinoamoruso.blogspot.com/2009/06/si-coprono-le-carte-gelmini-penso-un.html"><strong>19 giugno 2009 &#8211; Gelmini: &#8220;Penso ad un bonus per chi studia alle private?</strong></a><br />
<em>Pino Amoruso Blog</em><br />
Il ministro dell&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/istruzione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con istruzione">istruzione</a> leva soldi alle scuole pubbliche e li da alle persone che vanno alle private (dunque alle scuole private), ecco a cosa servivano i tagli alla <a href="http://www.liberareggio.org/tag/scuola/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con scuola">scuola</a> della sua legge dello scorso autunno.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://blog.libero.it/GIOVANNIMAIOLO/7260226.html"><strong>20 giugno 2009 &#8211; Caulonia e Riace: esempi da seguire</strong></a><br />
<em>Giovanni Maiolo</em><br />
Stiamo sempre a lamentarci di quanto male vada la vita civile della nostra Calabria. Ma qualche piccola cosa buona c&#8217;è ed è il modello di legge regionale sul recupero dei borghi grazie ai <a href="http://www.liberareggio.org/tag/rifugiati/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con rifugiati">rifugiati</a> politici. Stignano, Caulonia e Riace (Badolato più di 10 anni fa&#8230;) sono degli esempi da seguire a livello nazionale per <a href="http://www.liberareggio.org/tag/accoglienza/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con accoglienza">accoglienza</a> e <a href="http://www.liberareggio.org/tag/integrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con integrazione">integrazione</a>. Lo dice l&#8217;UNCHR, l&#8217;Agenzia dell&#8217;ONU che si occupa dei <a href="http://www.liberareggio.org/tag/richiedenti-asilo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con richiedenti asilo">richiedenti asilo</a> in tutto il mondo, che premia anche la Regione Calabria per aver messo &#8220;a sistema&#8221; questo modello.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://favazzina.blogspot.com/2009/06/benvenuta-estate.html"><strong>21 giugno 2009 &#8211; Benvenuta Estate</strong></a><br />
<em>Favazzina Blog</em><br />
Bellissimo omaggio video-musicale all&#8217;avvento uffiale dell&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/estate/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con estate">estate</a>! Ci uniamo all&#8217;augurio di Galanti di buona <a href="http://www.liberareggio.org/tag/estate/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con estate">estate</a> a tutti i blogger e a tutt voi lettori!
</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>ps. &#8211; se conoscete altri blog o blogger reggini non esitate a segnalarceli tramite i commenti al post.</em></p>

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		<title>La situazione interculturale della scuola italiana</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/05/21/la-situazione-interculturale-della-scuola-italiana/</link>
		<comments>http://www.liberareggio.org/2009/05/21/la-situazione-interculturale-della-scuola-italiana/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 May 2009 06:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità & Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Non c&#8217;è nulla di più importante dell&#8217;imparare, stando fianco a fianco, alunni italiani e stranieri, a conoscersi, rispettarsi, a lavorare assieme, ad apprendere ciò che è fondamentale nella vita&#8221;. Questo traguardo si può raggiungere solo attraverso il &#8220;filtro&#8221; sociale della scuola che è &#8220;il fulcro del processo d&#8217;integrazione degli stranieri nel nostro mondo&#8221; (G. M. Sabbatino, Tutti a scuola, Ed. La scuola, pag 149).
La scuola italiana sta vivendo un periodo-percorso di trasformazione con l&#8217;intenzione di migliorarsi qualitativamente; per tale motivo deve dotarsi di un piano organico per l&#8217;accoglienza degli studenti stranieri.
L&#8217;incidenza statistica degli...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Non c&#8217;è nulla di più importante dell&#8217;imparare, stando fianco a fianco, alunni italiani e <a href="http://www.liberareggio.org/tag/stranieri/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con stranieri">stranieri</a>, a conoscersi, rispettarsi, a lavorare assieme, ad apprendere ciò che è fondamentale nella vita&#8221;. Questo traguardo si può raggiungere solo attraverso il &#8220;filtro&#8221; sociale della <a href="http://www.liberareggio.org/tag/scuola/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con scuola">scuola</a> che è &#8220;il fulcro del processo d&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/integrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con integrazione">integrazione</a> degli stranieri nel nostro mondo&#8221; (G. M. Sabbatino, Tutti a <a href="http://www.liberareggio.org/tag/scuola/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con scuola">scuola</a>, Ed. La <a href="http://www.liberareggio.org/tag/scuola/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con scuola">scuola</a>, pag 149).</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3204 colorbox-3113" title="bimbi-nero-bianco" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/bimbi-nero-bianco-199x300.jpg" alt="bimbi-nero-bianco" width="199" height="300" />La scuola italiana sta vivendo un periodo-percorso di trasformazione con l&#8217;intenzione di migliorarsi qualitativamente; per tale motivo deve dotarsi di un piano organico per l&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/accoglienza/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con accoglienza">accoglienza</a> degli studenti stranieri.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;incidenza statistica degli iscritti non italiani è diventata un dato strutturale dell&#8217;istituzione scolastica italiana. La percentuale di alunni stranieri a tutti i livelli è in costante crescita e nel 2007 si attestava al 4,8% del complesso degli studenti delle scuole italiane. Negli ultimi 2 anni il numero dei non italiani è cresciuto del 16%. In mancanza della presenza scolastica degli stranieri il numero complessivo degli studenti sarebbe diminuito negli ultimi anni. Questi dati confermano il consolidamento della presenza straniera sul suolo italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Aumenta il numero degli studenti stranieri &#8220;europei&#8221; mentre diminuiscono quelli extraeuropei. La dislocazione territoriale di questi nuovi cittadini italiani è assai disomogenea in quanto si concentra nelle regioni più ricche del paese, soprattutto nel Nord-Est. Ultime nella graduatoria di studenti stranieri sono, come spesso succede, le regioni meridionali. Basti pensare che dei 6005 diplomati stranieri nelle nostre scuole nel 2006, solo 115 hanno conseguito il titolo scolastico in Puglia. In valore assoluto, invece, la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/regione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con regione">regione</a> con minor numero di studenti stranieri è la Campania.</p>
<p style="text-align: justify;">Il processo di integrazione dei cittadini stranieri attraverso le istituzioni scolastiche è iniziato relativamente da poco tempo e non è ancora giunto ad un punto consolidato e stabile, in quanto la distribuzione ai vari livelli scolastici è ancora spoporzionata, con una forte presenza straniera tra gli alunni più piccoli mentre a mano a mano che si sale di grado la presenza straniera diminuisce progressivamente. Una delle cause è il grave problema dell&#8217;abbandono scolastico da parte dei giovani stranieri che non vanno oltre le scuole secondarie di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/primo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con primo">primo</a> grado.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati più interessanti, dunque, sono quelli che arrivano dalle scuole primarie che hanno, all&#8217;interno di una media nazionale, una percentuale del 6,8% di studenti stranieri. Molti di questi fanno parte di una seconda generazione che inizia adesso ad ingrossare le proprie fila. I figli degli <a href="http://www.liberareggio.org/tag/immigrati/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con immigrati">immigrati</a>, nuovi nati in Italia, costituiscono la vera sfida interculuturale della scuola italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo dati ISTAT, nel 2007, i minori stranieri sul suolo italiano erano 665.625: il 22,6% di tutta la popolazione straniera regolare. Di questi 665.000 ben il 72,1% sono nuovi nati in Italia: italiani, figli di cittadini stranieri immigrati. Questo dato pone in risalto come sia proprio in questi anni che la nascita di una società caratterizzata da tante culture si stia formando nel nostro paese.</p>
<p style="text-align: justify;">89 scuole italiane, tutte allocate nel nord del paese, contano un numero di iscritti stranieri pari a circa il 40% degli studenti. Oltre 600 scuole primarie e dell&#8217;infanzia hanno più del 20% dei bambini iscritti che hanno genitori di un&#8217;altra nazionalità. Il totale delle nazionalità presenti nella scuola italiana ammonta a 216!</p>
<p style="text-align: justify;">Nei corsi per adulti, invece, il 25% degli iscritti sono cittadini stranieri: in grande prevalenza donne. Il continente più rappresentato è quello africano mentre al secondo posto si trovano i cittadini europei extracomunitari.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fronteggiare una situazione così vasta e complessa, che rischia di diventare socialmente esplosiva, occorre che tutti gli operatori che si trovano a lavorare su questo campo siano correttamente formati e preparati. I primi soggetti che devono farsi trovare pronti a fronteggiare le sfide di un&#8217;integrazione possibile ma difficile sono i dirigenti scolastici.</p>
<p style="text-align: justify;">Per superare positivamente tutti i problemi che un processo d&#8217;integrazione così vasto e delicato occorre fare perno su numerosi fattori:<br />
- è necessario coinvolgere nella scuola nuove figure professionali come facilitatori linguistici, operatori interculturali, mediatori linguistici e culturali;<br />
- coinvolgere le famiglie straniere (che dovrebbero impegnarsi nell&#8217;apprendimento dell&#8217;italiano);<br />
- stabilire dei parametri standard per l&#8217;insegnamento dell&#8217;italiano come L2;<br />
- rivisitare i programmi scolastici, soprattutto di storia e geografia, per dare più risalto alle storie e ai territori che si stanno integrando nel percorso culturale di tutta la cittadinanza;<br />
- stipulare accordi di vario genere con i paesi di provenienza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL CASO <a href="http://www.liberareggio.org/tag/zingari/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con zingari">ZINGARI</a></strong><br />
<img class="alignright size-medium wp-image-3205 colorbox-3113" title="rom" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/rom-300x194.jpg" alt="rom" width="300" height="194" />Una tematica a parte va rivolta alla popolazione degli zingari che, secondo Gian Matteo Sabatino: &#8220;Finchè non ci sarà un ambito comune in cui far crescere ed affiancare gli italiani ad una comunità spesso isolata nella storia, non sarà possibile quell&#8217;evoluzione di mentalità necessaria e reciproca per permettere la stabilizzazione dei nuclei familiari, in altri termini far crollare il muro fra zingari e gagè&#8221; (G. M. Sabatino, Tutti a scuola, Ed. La scuola, pag. 154).
</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2007 gli zingari in Italia erano circa 140.000 di cui più della metà minori di 14 anni: lo 0,2% circa della popolazione italiana. Circa la metà della popolazione zingara è italiana ius sanguinis sin dal 1400. Sono effettivamente stranieri circa 30.000 di essi provenienti soprattutto dai paesi della ex Jugoslavia.</p>
<p style="text-align: justify;">La loro situazione è molto difficile anche perchè troppo spesso le scuole rifiutano le domande di iscrizione dei bambini di queste famiglie pur essendo obbligatorio per legge  iscrivere i propri figli alle scuole primarie e secondarie di I° grado. Per quanto riguarda i genitori di bambini in età scolare che non iscrivono i propri figli nelle scuole occorrerebbero più ammonimenti e sanzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;impressione generale è quella di un forte disinteresse del nostro paese per i diritti di queste popolazioni. Questo disinteresse contribuisce ad intaccare un bene prezioso per ogni paese quale è la coesione sociale della sua popolazione.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Questo articolo è stato scritto originariamente per il sito internet dell&#8217;<a href="http://www.piuculture.it/"><strong>associazione di volontariato PiùCulture</strong></a></em> <em>con la quale collaboro per la composizione dei contenuti del sito che è stato aperto ufficialmente il 20 maggio.</em></p>
<p style="text-align: left;">Fonti:</p>
<p style="text-align: left;">- Gian Matteo Sabatino,<em> Tutti a scuola</em>, Ed. La scuola, 2008</p>

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