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	<title>www.LiberaReggio.org &#187; intervista</title>
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	<description>Il Magazine dei Giovani Reggini</description>
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		<title>Da Casalecchio di Reno alla Valle del Marro per raccontare la Calabria che resiste</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 10:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fare rete; incontrarsi, conoscersi e scoprirsi è una delle attività principali che giovani come noi possono fare per sviluppare attività e conoscenze utili al miglioramento sociale. Impegnarsi da soli non può bastare, occorre sempre mettersi in gioco mettendosi a disposizione di chi vuole capire di più di questa nostra amara/amata Calabria.
Ed è così che dopo aver ricevuto il premio &#8220;La città dei cittadini&#8221; a Casalecchio di Reno (BO) (potete leggere qualcosa anche qui) abbiamo conosciuto i ragazzi de Il Blogos, progetto giovanile con sede a Casalecchio di Reno che è anche una webTV, una radio, un luogo, una comunità, un sound, un laboratorio. Un LABoratorio siamo anche noi di LR per cui non c&#8217;è stato niente di più...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Fare rete; incontrarsi, conoscersi e scoprirsi è una delle attività principali che giovani come noi possono fare per sviluppare attività e conoscenze utili al miglioramento sociale. Impegnarsi da soli non può bastare, occorre sempre mettersi in gioco mettendosi a disposizione di chi vuole capire di più di questa nostra amara/amata <a href="http://www.liberareggio.org/tag/calabria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con calabria">Calabria</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/logo_blogos_small_54_2131.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-10749 colorbox-10631" title="logo_blogos_small_54_2131" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/logo_blogos_small_54_2131.gif" alt="" width="300" height="297" /></a>Ed è così che dopo aver ricevuto il premio &#8220;<a href="http://www.liberareggio.org/2010/04/25/lospitalita-e-partecipazione-breve-resoconto-de-la-citta-dei-cittadini/" target="_blank">La città dei cittadini</a>&#8221; a <a href="http://www.liberareggio.org/tag/casalecchio/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con casalecchio">Casalecchio</a> di Reno (BO) (<a href="http://www.liberareggio.org/2010/04/14/le-citta-e-il-web-sono-dei-cittadini/" target="_blank">potete leggere qualcosa anche qui</a>) abbiamo conosciuto i ragazzi de <a href="http://www.ilblogos.it/" target="_blank"><strong>Il Blogos</strong></a>, progetto giovanile con sede a Casalecchio di Reno che è anche una webTV, una radio, un luogo, una comunità, un sound, un laboratorio. Un LABoratorio siamo anche noi di LR per cui non c&#8217;è stato niente di più naturale che accompagnare i ragazzi e le ragazze di Casalecchio, questa estate, nella scoperta (anche se per un tempo molto breve) della città di Reggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche da quell&#8217;incontro ne è nato un <a href="http://www.liberareggio.org/tag/reportage/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con reportage">reportage</a> dal titolo &#8220;<strong>Calabria A/R viaggio nella terra che resiste</strong>&#8221; ricco di interviste a giovani e meno giovani che a Reggio e provincia si danno da fare per vivere con dignità. Spesso nei nostri territori questo implica una forma di resistenza quotidiana alle ingiustizie ndranghetiste.</p>
<p style="text-align: justify;">Il reportage verrà proiettato a Reggio Calabria <strong>lunedì 27 al Random Music Club nel corso dell&#8217;iniziativa Comunicare per esistere</strong>, organizzata da noi di LiberaReggio Lab.</p>
<p style="text-align: justify;">Per saperne di più e per regalarvi qualche anticipazione abbiamo intervistato Sara Carboni, una delle animatrici del progetto Il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/blogos/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con blogos">Blogos</a> nonchè componente della squadra scesa in Calabria questa estate per realizzare il reportage.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che 	cos&#8217;è Il Blogos? E perchè la scorsa estate è stato a Polistena, 	in provincia di Reggio?</strong><br />
Il Blogos è un Progetto nato nel 2007 dall’Istituzione “Casalecchio delle Culture” (Istituzione per i Servizi Culturali del Comune di Casalecchio di Reno – BO) per promuovere la cittadinanza attiva e la creatività giovanile. E’ nato come luogo, nel Centro Giovanile di Casalecchio di Reno, ma anche come rete anche virtuale, anche attraverso la redazione di webradio e webtv. In particolare io mi occupo del coordinamento della redazione, che è formata da giovani volontari e da tirocinanti dell’Università. Realizziamo anche progetti con gli altri centri giovanili, le scuole, e altri enti, come il Consiglio Comunale dei Ragazzi, l’Osservatorio delle Politiche Giovanili della Provincia di Bologna, la Regione Emilia-Romagna, il Dipartimento di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/comunicazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con comunicazione">Comunicazione</a> dell’Università di Bologna, e tanti altri partner. Uno dei progetti di punta cui partecipiamo – visto che una delle nostre “mission” principali è l’educazione alla cittadinanza e alla legalità – è Politicamente Scorretto, ideato dall’Istituzione e da Carlo Lucarelli, in collaborazione con Libera. Questo è il motivo per cui siamo stati inviati prima nel 2008 e poi nel 2010 a partecipare ai campi della legalità di Libera, in particolare nella cooperativa <a href="http://www.liberareggio.org/tag/valle-del-marro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con valle del marro">Valle del Marro</a>-Libera Terra, oltre che alla manifestazione nazionale antimafia del 2009 a Napoli. Siamo stati mandati a cercare storie e legami, da poter raccontare e continuare a intessere anche qui da noi al Nord.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci 	parli del video “Calabria A/R viaggio nella terra che resiste”?</strong><br />
<strong><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/dvd-cover-template-copia-compresso.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-10750 colorbox-10631" title="dvd-cover-template copia compresso" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/dvd-cover-template-copia-compresso-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></strong>Questo video è nato proprio nell’ultimo nostro viaggio in Calabria, lo scorso settembre. Siamo partiti in una decina da Casalecchio di Reno, per dare una mano nei terreni confiscati alla ‘<a href="http://www.liberareggio.org/tag/ndrangheta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ndrangheta">ndrangheta</a>, ma anche e soprattutto per raccogliere materiale da presentare a Politicamente Scorretto 2010, che si è appena concluso, e che era centrato proprio sulla Calabria. Già avevamo una conoscenza del territorio, e infatti la volta scorsa avevamo realizzato un video sui beni confiscati e Libera intitolato “Coltivare la legalità”. Questa volta volevamo centrarci di più sui giovani e una volta tornati in Calabria abbiamo lasciato che fossero loro a indicarci un percorso da seguire nella nostra storia. Il bisogno di lavorare e il desiderio di riappropriarsi della propria terra è stato ciò  che è stato ripetuto più volte nella nostra permanenza nella provincia di Reggio Calabria, sia nella Piana di Gioia Tauro che nella nostra chiacchierata con un membro di LiberaReggio. Così una volta tornati, col materiale raccolto abbiamo creato una sorta di “dibattito” fra gli adulti che danno l’esempio e i giovani che in qualche modo seguono i più virtuosi – come i soci della Cooperativa Valle del Marro, o Stefania Grasso o il testimone di giustizia Gaetano Saffioti – e spezzano i legami da altri padri che virtuosi invece non sono. Abbiamo anche cercato di fare una sorta di “analisi sociologica” delle difficoltà che si riscontrano in Calabria, per il passaggio di potere dal vecchio “triumvirato” asfissiante di Stato, Chiesa e ‘<a href="http://www.liberareggio.org/tag/ndrangheta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ndrangheta">ndrangheta</a>, a un nuovo incontro di Istituzioni, Chiesa e Società Civile, per promuovere l’imprenditoria e quindi il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/lavoro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con lavoro">lavoro</a> onesto. E poi abbiamo anche voluto sottolineare l’importanza dei campi e di esperienze analoghe, che permettono scambi continui fra ragazzi del nord e del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/sud/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con sud">sud</a>, per la responsabilità di sentirsi parte di una terra comune, in cui è possibile vincere il terribile nemico della criminalità organizzata solo coltivando una nuova cultura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa 	ti ha lasciato questa esperienza?</strong><br />
A livello personale esperienze come quelle dei campi sono emotivamente molto intense: crei dei legami forti, nasce proprio affetto, amicizia, desiderio di collaborare e di andare avanti insieme. Poi come cittadina, senti il dovere di comunicare quello che hai vissuto, perché non sia solo un’esperienza tua, ma sia utile anche alle persone che ti circondano quotidianamente, per risvegliare la coscienza civile del proprio territorio. E poi dal punto di vista professionale, sicuramente la grande soddisfazione di aver accompagnato i miei ragazzi in qualcosa che li ha segnati, e che li ha motivati a lavorare duramente su un documentario, come il nostro, a beneficio di tutti, specie dei più giovani.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/int_blogos2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10751 colorbox-10631" title="int_blogos2" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/int_blogos2.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa sapevi già della Calabria che hai confermato nel tuo viaggio e 	cosa, invece, hai scoperto?</strong><br />
Sapevo che è difficile viverci, è proprio faticoso, tante cose che al Nord sono scontate, in Calabria non sono considerate diritti, ma privilegi, o merce di scambio. Non sapevo ancora, e non lo imparerò mai abbastanza, quanto coraggio ci vuole per vivere da voi in maniera controcorrente, come fanno i ragazzi di Polistena che gestiscono un centro giovanile dentro un palazzo confiscato a una famiglia che tuttora ha un negozio proprio lì di fronte a loro, in una delle zone più mafiose del loro paese. La mia ammirazione per loro, considerata anche la loro giovane età, è enorme e sto cercando di fare quello che posso, anche da lontano, per dare loro il mio sostegno. E poi le reti che esistono giù, quelle di società civile, che è ancora molto poco diffusa, sono forti, i loro adulti di riferimento sono delle persone che hanno deciso di fare delle scelte coraggiose e le portano avanti a testa alta.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/int_blogos.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10752 colorbox-10631" title="int_blogos" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/int_blogos.jpg" alt="" width="543" height="407" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">“<strong>&#8230;per 	vivere cose mai vissute, bisogna fare cose mai fatte&#8230;”. Secondo 	te, cosa dovrebbero fare i ragazzi e le ragazze del “sud” che 	non hanno mai fatto? E quelli del “nord”?</strong><br />
I ragazzi del Sud dovrebbero imparare a conoscere meglio i propri diritti, e chiederli con più forza alle istituzioni che hanno il dovere di tutelarli. E dovrebbero amare di più la loro terra, ma non in senso campanilistico, dico proprio in senso di protezione e di cura. Quelli del nord dovrebbero aprire gli occhi sul loro Paese e smettere di ripiegarsi su se stessi e sul loro benessere. Ma più di tutto i ragazzi del sud e i ragazzi del nord dovrebbero trovare sempre più modi per incontrarsi e lottare insieme per gli ideali di libertà e di giustizia che accomunano tutti.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>

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		<title>Il teatro Cilea riavvia la scena culturale reggina</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 09:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
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		<description><![CDATA[Il tre dicembre, si riaccenderanno le luci del Teatro Comunale “Francesco Cilea”; con un cartellone vario e coinvolgente per tutti gli ambiti culturali (opera, concerti, danza, prosa), leggiamo con felicità della possibilità di tickets scontati per gli studenti e per chi studia al Conservatorio di Musica.
Di questo ed altro, vogliamo parlare con il primo  violino dell’Orchestra del Teatro, il M° Pasquale Faucitano.
Nipote d’arte, ha iniziato gli studi del violino da giovanissimo laureandosi presso il Conservatorio “F. Cilea “ di Reggio Calabria. Si è perfezionato in musica da camera con “l’Italian Piano Quartet”, il Quartetto “Fonè” e il trio“Voces Intimae” e, nello strumento, con il M° L.De Filippi, e il...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" lang="it-IT"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/11/Orchestra-con-fondazione-Falc-2008.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10267 colorbox-10265" title="Orchestra - con fondazione Falc 2008" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/11/Orchestra-con-fondazione-Falc-2008-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Il tre dicembre, si riaccenderanno le luci del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/teatro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Teatro">Teatro</a> Comunale “Francesco <a href="http://www.liberareggio.org/tag/cilea/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con cilea">Cilea</a>”; con un cartellone vario e coinvolgente per tutti gli ambiti culturali (opera, concerti, danza, prosa), leggiamo con felicità della possibilità di tickets scontati per gli studenti e per chi studia al Conservatorio di Musica.</p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">Di questo ed altro, vogliamo parlare con il primo  violino dell’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/orchestra/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con orchestra">Orchestra</a> del Teatro, il <strong>M° <a href="http://www.liberareggio.org/tag/pasquale-faucitano/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con pasquale faucitano">Pasquale Faucitano</a>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">Nipote d’arte, ha iniziato gli studi del violino da giovanissimo laureandosi presso il Conservatorio “F. Cilea “ di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/reggio-calabria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Reggio Calabria">Reggio Calabria</a>. Si è perfezionato in musica da camera con “l’Italian Piano Quartet”, il Quartetto “Fonè” e il trio“Voces Intimae” e, nello strumento, con il M° L.De Filippi, e il M° S.Pagliani. Ha collaborato con importantissime orchestre, tra cui Internazionale d’Italia, in qualità di Concertino dei primi a tre edizioni del Festival della Valle D’Itria di Martina Franca e numerose tournee in Italia ed all’estero (Spagna,Francia, Malesia, ecc…); la Filarmonica Marchigiana per la partecipazione a “Strauss Festival” di Garmisch (Germanaia). Con l’ Orchestra del Teatro Regio di Parma, dal 2000 collabora stabilmente in qualità di concertino dei violini primi partecipando alle stagioni liriche del teatro ed alle edizioni “Festival Verdiano” che si tiene nel periodo di maggio e giugno, ha suonato con tale orchestra con maestri di fama internazionali quali: Muti, Bartoletti, De Bernard, Renzetti, Ranzani e Rath Chung; con la Philharmonia Mediterranea, collabora dal ’94 prima come concertino poi dal ’96 come Spalla dei Primi principale e solista; da Spalla ha suonato con Direttori e Solisti di fama mondiale come: M.Quarta, P.Maag, Andrea Bocelli e Katia Ricciarelli. Inoltre ha collaborato con l’ Orchestra del Teatro “Carlo Felice” di Genova ed Orchestre sinfoniche internazionali come quella di Tenerife in Spagna.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gentile Maestro, perché ha iniziato a studiare musica?</strong><br />
Mio nonno è stato Primo violino dell’Orchestra del teatro Bellini di Catania e anche docente del Conservatorio di Reggio <a href="http://www.liberareggio.org/tag/calabria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con calabria">Calabria</a>. Ricordo che un giorno, quando avevo 10 anni, mi portò un violinetto piccolo da studio e mi fece iniziare a suonarlo. Poi entrai in Conservatorio e ho proseguito gli studi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/11/pasquale.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-10268 colorbox-10265" title="pasquale" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/11/pasquale-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Quanto è importante la musica per la crescita personale?</strong><br />
La musica è un elemento fondamentale nella vita di ognuno. Scandisce e ci accompagna sempre in vari momenti della giornata. Ma proprio per la sua importanza e immediatezza di linguaggio andrebbe approfondita e conosciuta. Credo che oggi la musica si subisca più che si scelga: i Media ti fanno ascoltare solo ciò che interessa loro pubblicizzare (basti pensare che per assistere ad un concerto di musica classica in televisione bisogna fare le ore piccole), per cui  per un giovane è difficile poter scegliere il tipo di musica perché conosce solo quello che gli viene proposto. Mentre credo che ognuno debba avere la possibilità di scelta soprattutto perché un tipo di musica scelto, studiato e approfondito non fa altro che accrescere un senso estetico ed una cultura del bello.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono le prospettive lavorative che oggi offre la musica, in Italia e in Europa?</strong><br />
Le prospettive lavorative per un musicista  o per che si appresta allo studio di uno strumento, non sono rosee purtroppo, soprattutto nel nostro paese. Nel corso degli anni molte orchestre, anche prestigiose, sono state chiuse (vedi le Orchestre della Rai che da 3 ne è rimasta solo una), ma questo è l’esempio più eclatante, e le realtà che esistono vanno avanti con problemi sempre più grossi. Tutto è legato all’aspetto economico: negli ultimi anni sono stati fatti numerosi e continui tagli alla cultura musicale che l’hanno messa praticamente in ginocchio. Ovviamente in Europa siamo l’unico paese che ha fatto questo: nel resto del nostro continente si investono parecchi soldi nei teatri, nelle orchestre, nella musica da camera che in Italia è praticamente  sparita. Rimane comunque un’importante sviluppo nell’insegnamento dello strumento nelle scuole, e questo fa ben sperare per il  futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In che modo la musica potrebbe aiutare la società odierna?</strong><br />
La musica è, come tutte le altre arti, un veicolo di cultura; e la Cultura è e deve essere un valore per i popoli. Per questo che le attuali, ma credo anche le future, società non potranno mai prescindere dalla divulgazione di  questi valori fondamentali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/11/Concerto-trio-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10269 colorbox-10265" title="Concerto trio 3" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/11/Concerto-trio-3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Che livello artistico e qualitativo pensa si sia attualmente raggiunto, in un panorama cittadino e nazionale?</strong><br />
In Italia, nonostante tutti i problemi che ci sono, il livello artistico è sempre alto. Ancora oggi i nostri musicisti e compositori sono apprezzati e ascoltati in tutto il mondo. Questo vuol significare che la nostra tradizione che è secolare dello studio di uno strumento è ancora validissima. A livello locale bisogna sottolineare il grosso salto di qualità che si è fatto nell’ultimo decennio e che, non a caso, coincide con la riapertura del Teatro Cilea e delle stagioni lirico-sinfoniche, a significare il fatto che con lo stimolo di potersi esibire e di confrontarsi con grandi direttori e solisti di fama mondiale il livello sale decisamente. L’Orchestra del Teatro ha avuto queste possibilità e infatti è cresciuta molto di livello tanto che è considerata una delle migliori espressioni musicali del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/sud/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con sud">Sud</a>; e una cosa che va assolutamente evidenziata è che è, per il 70% costituita da musicisti reggini o calabresi che si sono diplomati nel nostro Conservatorio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che cosa sogna musicalmente per la città di Reggio Calabria?</strong><br />
Il mio sogno, ovviamente, sarebbe quello di avere un teatro con l’Orchestra e il Coro stabili che lavorassero 365 gg l’anno, come le realtà delle grandi città; so che questo sarà molto difficile realizzarlo e forse non lo realizzeremo noi ma i nostri nipoti. Mi piace comunque credere che noi reggini che abbiamo formato da 7 anni l’Orchestra del Teatro, cosa mai fatta fin’ora, possiamo aver gettato le basi per realizzare questo mio sogno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il 3 dicembre,  con l’incantevole “Boheme” di Giacomo Puccini, il Teatro cittadino riaprirà il sipario. Ci parla della nuova stagione concertistica?</strong><br />
Il 3 dicembre si ricomincia per il settimo anno consecutivo e il cartellone, pur essendo stato ridotto di un titolo operistico, rimane interessante: per quanto riguarda la lirica verranno rappresentate opere tra le più celebri e più rappresentate nel mondo quali Bohème, Cavalleria Rusticana e Pagliacci e  poter assistere a questi spettacoli nel nostro teatro sarà un’occasione unica. Anche il cartellone dei concerti sinfonici è molto interessante in quanto prevede il solito e richiestissimo Concerto Natalizio con la presenza di cantanti solisti e il Coro Lirico Cilea; poi a febbraio ci sarà l’appuntamento forse più importante con l’esecuzione della Sinfonia n°9 di Beethoven e poi altri 2 concerti sinfonici a Marzo e ad Aprile con dei programmi molto belli e stimolanti per l’Orchestra. Inoltre per la prima volta quest’anno l’Orchestra parteciperà alla stagione di Danza con la realizzazione del balletto Lo Schiaccianoci di Tchaikovsky;  quindi finalmente un balletto con la presenza dell’orchestra e non con il nastro registrato. Ci sarà da divertirci.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci scriva una sua massima…o un suo mantra!</strong><br />
Non ho una massima da ricordare particolarmente, la considerazione finale che vorrei fare è che avvicinarsi allo studio  della musica ed in generale a  tutte le forme d’arte, è un’occasione talmente importante che ogni  essere umano dovrebbe avere, non per forza diventandone un protagonista attivo ma solamente fruendone. Arricchisce lo spirito e abbellisce e aggrazia l’animo umano. Questo non renderebbe l’uomo migliore?</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Eliana Moscato</strong></p>

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		<title>“Terroni” di Pino Aprile presentato a Bagnara Calabra</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 07:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità & Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[riceviamo e pubblichiamo
Giorno 31 ottobre, a Bagnara Calabra ennesimo successo per l’iniziativa Librandosinvolo 2010. Ospite dell’associazione “Insieme per riaprire la città”, presso l’Hotel Victoria, è stato Pino Aprile con “Terroni”. Un libro che, alle soglie dei festeggiamenti dell’Unità d’Italia, appare illuminante per chi ancora ricerca la verità storica sul Meridione. Sì, perché il Sud come territorio contrapposto e subalterno al Nord nasce proprio all’indomani dell’Unità d’Italia. Infatti “il Regno delle Due Sicilie, fino al 1861, era uno dei paesi più industrializzati del mondo”. Un’Unità cercata con le armi, creata sulla carta, ma la coesione del popolo italiano non è mai avvenuta. “Un...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>riceviamo e pubblichiamo</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/11/copertina-terroni.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10104 colorbox-10103" title="copertina terroni" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/11/copertina-terroni-184x300.jpg" alt="" width="184" height="300" /></a>Giorno 31 ottobre, a Bagnara Calabra ennesimo successo per l’iniziativa <a href="http://www.liberareggio.org/tag/librandosinvolo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con librandosinvolo">Librandosinvolo</a> 2010. Ospite dell’associazione “Insieme per riaprire la città”, presso l’Hotel Victoria, è stato <a href="http://www.liberareggio.org/tag/pino-aprile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con pino aprile">Pino Aprile</a> con “<a href="http://www.liberareggio.org/tag/terroni/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con terroni">Terroni</a>”. Un libro che, alle soglie dei festeggiamenti dell’Unità d’Italia, appare illuminante per chi ancora ricerca la verità storica sul Meridione. Sì, perché il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/sud/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con sud">Sud</a> come territorio contrapposto e subalterno al <a href="http://www.liberareggio.org/tag/nord/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con nord">Nord</a> nasce proprio all’indomani dell’Unità d’Italia. Infatti “il Regno delle Due Sicilie, fino al 1861, era uno dei paesi più industrializzati del mondo”. Un’Unità cercata con le armi, creata sulla carta, ma la coesione del popolo italiano non è mai avvenuta. “Un capolavoro sinergico tra <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mafia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mafia">mafia</a>, massoneria mondiale ed imprenditoria”, così ce la racconta l’Unità d’Italia Pino Aprile. Il giornalista pugliese per 3 ore è riuscito a tenere sempre viva l’attenzione del pubblico. La storia che ci spiega e racconta nel suo libro, è una verità storica che continuano a tenerci nascosta. ”Non vogliono che prendiamo coscienza e <a href="http://www.liberareggio.org/tag/memoria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con memoria">memoria</a> di noi stessi. Vogliono che tutto resti così com’è”. Secondo Aprile, dunque, “il gradino tra Nord e <a href="http://www.liberareggio.org/tag/sud/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con sud">Sud</a> è funzionale a questo sistema economico e <a href="http://www.liberareggio.org/tag/politico/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con politico">politico</a>”. Per questo non si deve risolvere la questione meridionale, il sistema ha deciso che i terroni devono rimanere tali. Ma chi l’ha detto? E soprattutto, chi vuole accettare ancora lo status quo e le continue vessazioni che oggi noi meridionali subiamo? Secondo Pino Aprile, non è tutto perduto e i tempi non sono poi così acerbi, ed afferma: «Grazie al mio libro, sto girando l’Italia e conoscendo realtà e i luoghi che nemmeno credevo esistessero. E vi posso dire che ho visto dei giovani che sono pronti, sono avanti, saranno loro a rivoluzionare la situazione attuale». Continua Aprile dicendo: «I ragazzi di oggi hanno la capacità di dialogare con tutti, senza problemi. Non lo concepiscono più questo gradino, e non accetteranno che questo sistema li penalizzi ancora. Se questo libro ha avuto così tanta fortuna, significa che io ho solo intercettato un sentimento, una voglia, un&#8217;onda che vuole di ripulire l&#8217;Italia».</p>
<p style="text-align: justify;">Ad introdurre il libro è stata la giornalista Roberta Macrì, la quale ha rivolto una serie di domande a Aprile e ha mediato gli interventi con un pubblico molto partecipe.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima riflessione di Aprile si sofferma sul meccanismo psicologico che questa “condizione di minorità indotta” ha generato. Dice: «C&#8217;hanno fatto credere che eravamo poveri e arretrati. Questo ha formato il nostro carattere, il nostro modo di camminare, il nostro modo di guardare gli altri e di essere guardati. Noi siamo gli sconfitti». Questo è quello che ci hanno fatto credere e che inevitabilmente ha inciso sulla storia e le generazioni successive. Spiega ancora Aprile che: «L&#8217;emigrazione è un dato endemico del Mediterraneo. Ma per millenni l&#8217;emigrazione è avvenuta sempre verso casa nostra, tutti arrivavano qui e vi restavano! Questa era l&#8217;America del mondo. La gente ha cominciato a fuggire da questa terra solo dopo l&#8217;Unità d&#8217;Italia, prima nessuno se ne andava da qui». E tutto ciò ha fatto sì che a noi meridionali “sconfitti, vinti” non restasse che la fuga, l’emigrazione verso il Nord. «Le persone che vanno via lasciano dei vuoti. Anch&#8217;io ho visto sparire i miei parenti, ho visto chiudere le case e non trovarvi più nessuno dentro».</p>
<p style="text-align: justify;">Con una metafora Aprile ci fa capire il processo psicologico che ci ha ridotti all’immobilismo: «Se un bambino vede sempre intorno a se degli sconfitti, impara a comportarsi come tale. Pertanto, è stato educato a subire e a sentirsi un vinto. Quel bambino oggi ha 150 anni e si chiama Italia. Un’Italia che non ha mai reagito alle menzogne e ai soprusi. E noi meridionali, abbiamo accettato di essere sudditi».</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo una lucida analisi del giornalista, il risultato di quest’operazione di lobotomia culturale è questo: «Noi in 150 anni siamo stati divisi e ci siamo limitati a condividere le rispettive posizioni e ad accettare il ruolo al quale c&#8217;hanno relegato».</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra via d’uscita, Aprile la rinviene nella globalizzazione: «Il mondo si è aperto all’incrocio delle diversità, questa apertura renderà liberi tutti i popoli. Anche l’Italia deve aprirsi e prendere coscienza di sé, altrimenti non riusciamo a renderci conto che i nostri diritti ce li hanno tolti e stiamo continuando a perderli tutti».</p>
<p style="text-align: justify;">Interessante la spiegazione della condizione di noi meridionali, attraverso il parallelismo con l’esperimento della prigione di Stanford al quale dei volontari vi hanno partecipato nei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ruolo_%28sociologia%29">ruoli</a> di carcerieri e carcerati. Queste persone potevano, in qualsiasi momento, abbandonare le loro posizioni all’interno di questo carcere simulato e tornare in libertà. Come ci racconta il giornalista: «Ad un certo punto, i carcerieri si erano perfettamente immedesimati nel ruolo. Ciascun carcerato, pure, nonostante la cella fosse aperta, ha deciso di rimanervi perché convinto che fosse lì per aver commesso un reato. Il risultato qual è stato? Che a renderli prigionieri non era quella prigione finta ma loro stessi, la loro volontà». Questo avverrebbe, secondo Pino Aprile, perché nella mente dell’uomo scattano “meccanismi potentissimi”: «Crediamo che ci sia sempre un motivo sconosciuto per cui noi meritiamo la schiavitù. C&#8217;hanno abituati a pensare che ci sia una sorta di giustizia salvifica che, dall&#8217;alto, risolverà la situazione. Ma non è così. Noi possiamo agire e cambiare le cose, basta volerlo».</p>
<p style="text-align: justify;">Altro spunto di riflessione, Aprile ce lo ha dato in riferimento al titolo di un capitolo del suo libro: “Il Sud ha le piaghe. Per fortuna”. Il Sud, nel tempo ha collezionato sofferenze, vessazioni, ferite. Dall’idioma cinese, impariamo che la parola “crisi” significa: disastro e opportunità. Partendo da queste considerazioni Aprile afferma che abbiamo l’opportunità di dare corso a nuovi eventi proprio perché abbiamo subito tante ingiustizie e sapremo come migliorare le cose. “Dunque se le piaghe sono delle crepe, degli spazi aperti che si possono riempire, significa che quello che non c&#8217;è e che va fatto, è la nostra fortuna! Perché noi, adesso, quello che manca lo realizzeremo meglio di prima!”.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro regalo che l’Unità d’Italia c’ha fatto è la mafia. “Perché prima del 1861, la mafia così come la conosciamo, non esisteva”. Lo dice Pino Aprile citando le parole di Chinnici, il maestro di Falcone e Borsellino.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia dunque è stata unita con la violenza: ci hanno depredato, trucidato, umiliato. E ancora oggi le 1\ingiustizie continuano: nessuna classe dirigente sostanzialmente ha mai voluto distruggerlo quel “gradino” che ci mantiene subalterni. Con un processo di manipolazione storica ci hanno fatto credere che eravamo inferiori ed incapaci di autogovernarci. Invece noi meridionali, eravamo ricchissimi e vivevamo nel posto più bello del mondo: il Mediterraneo. Adesso siamo sparsi, dispersi. Ma esistono dei legami indissolubili con la propria terra di origine che, nemmeno i vaneggiamenti del leghista più convincente potranno recidere. Basta riconoscerlo questo legame e riconoscersi come popolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Conclude così Aprile: «A volte succede che non sei solo, sei il primo ad aprire una crepa. Tu fai quel che  pensi e accada ciò che vuoi».</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti i grandi rivolgimenti sociali avvengono all&#8217;improvviso ed in fretta, quando meno ce l’aspettiamo. Noi vogliamo la libertà di scegliere, di essere e questo accadrà.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/NG9Gcpsr1yE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/NG9Gcpsr1yE?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ULO0X57JTlU?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/ULO0X57JTlU?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: right;">Dalila Nesci</p>

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		<title>La memoria antimafia come base di partenza per una nuova società, intervista a Danilo Chirico</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2010/10/15/la-memoria-antimafia-come-base-di-partenza-per-una-nuova-societa-intervista-a-danilo-chirico/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 07:34:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità & Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Stopndrangheta.it è un progetto dell&#8217;associazione SUD vincitrice del  bando &#8220;Giovani idee cambiano l&#8217;Italia&#8221;, promosso dal Ministro delle  Politiche Giovanili e Attività Sportive, oggi Ministro della Gioventù&#8221;. Si tratta di un archivio online multimediale su fatti, eventi e persone di mafia e d&#8217;antimafia il cui obiettivo principale è tenere viva la memoria di una parte importante della società calabrese &#8211; ma anche italiana &#8211; per cercare di vivere un presente e formare un futuro in maniera, dico io, dignitosa.
Per capire di più sulle attività e gli obiettivi dell&#8217;archivio, ma non solo, abbiamo rivolto qualche domanda a Danilo Chirico, dell&#8217;associazione antimafia daSud...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/header.jpg"><img class="size-full wp-image-9805 aligncenter colorbox-9802" title="header" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/header.jpg" alt="" width="540" height="177" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em><a href="http://www.stopndrangheta.it" target="_blank"><strong>Stopndrangheta.it</strong></a> è un progetto dell&#8217;associazione <a href="http://www.liberareggio.org/tag/sud/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con sud">SUD</a> vincitrice del  bando &#8220;Giovani idee cambiano l&#8217;Italia</em>&#8220;, promosso dal Ministro delle  Politiche Giovanili e Attività Sportive, oggi Ministro della Gioventù&#8221;. Si tratta di un archivio online multimediale su fatti, eventi e persone di mafia e d&#8217;antimafia il cui obiettivo principale è tenere viva la memoria di una parte importante della società calabrese &#8211; ma anche italiana &#8211; per cercare di vivere un presente e formare un futuro in maniera, dico io, dignitosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Per capire di più sulle attività e gli obiettivi dell&#8217;archivio, ma non solo, abbiamo rivolto qualche domanda a Danilo Chirico, dell&#8217;associazione antimafia <a href="http://www.dasud.it/" target="_blank"><strong>daSud</strong></a> &#8211; da cui è partito il progetto stopndrangheta -, autore insieme ad Alessio Magro di 3 libri di rilevante valore culturale, storico  e anche umano quali &#8220;<a href="http://www.liberareggio.org/2009/11/12/ci-sono-libri-il-sangue-dei-giusti/" target="_blank">Il sangue dei giusti</a>&#8220;, &#8220;Il caso Valarioti&#8221; e, uscito di recente, &#8220;Dimenticati&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanto bisogno c&#8217;è in questa Italia di raccontare la ‘<a href="http://www.liberareggio.org/tag/ndrangheta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ndrangheta">ndrangheta</a> e le altre associazioni mafiose?</strong><br />
È indispensabile. L’idea del racconto della ‘ndrangheta – e dell’anti-‘ndrangheta – è centrale nella nostra riflessione e nel nostro <a href="http://www.liberareggio.org/tag/lavoro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con lavoro">lavoro</a>. Se davvero vogliamo provare a elaborare un’idea di futuro per il nostro territorio dobbiamo avere il rigore e l’onestà di capire dove e come viviamo. Dobbiamo cioè essere in grado di leggere fino in fondo le dinamiche del nostro territorio e del nostro Paese. Non si può farlo se non si ha la capacità di raccontare la ‘ndrangheta e, in generale, le mafie. Da cinque anni ormai con l’associazione daSud onlus e da quasi tre con l’archivio multimediale <a href="http://www.liberareggio.org/tag/stopndrangheta-it/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con stopndrangheta.it">Stopndrangheta.it</a> lavoriamo lungo tre direttrici e con tre obiettivi: scavare nella memoria, indagare con consapevolezza nel presente, ragionare sul futuro. È il senso  di tutto il nostro <a href="http://www.liberareggio.org/tag/lavoro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con lavoro">lavoro</a>. Contemporaneamente dobbiamo essere in grado di far uscire il racconto di noi stessi, della parte migliore di noi stessi, e di costruire una nuova identità meridionale e un nuovo immaginario del Mezzogiorno e della <a href="http://www.liberareggio.org/tag/calabria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con calabria">Calabria</a> dai quali ripartire.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il vostro progetto nasce dalla vittoria di un bando dell&#8217;ex Ministero delle Politiche giovanili ora Ministero della Gioventù. Che funzione ha mantenere in vita la memoria su realtà criminali come quelle mafiose nei giovani? Quali obiettivi concreti si pone Stopndrangheta.it?</strong><br />
Vogliamo raccontare storie, volti, vicende di mafia e antimafia mettendole a disposizioni di tutti perché nella conoscenza non devono esistere rendite di posizione – e finora ne sono esistite troppe &#8211; e perché di &#8216;ndrangheta si continua a sapere troppo poco – in Calabria e nel resto d’Italia &#8211; nonostante sia la più potente e radicata organizzazione mafiosa d&#8217;Europa. E nonostante Fortugno, Duisburg o il bazooka lasciato a due passi dalla stanza del procuratore Pignatone. Stopndrangheta.it è innanzitutto un contenitore che per la prima volta rende veramente disponibili a tutti documenti istituzionali, atti giudiziari, cronache giornalistiche, immagini, video e audio, catalogati e sistemati nelle diverse sezioni della piattaforma multimediale e dell&#8217;archivio fisico. Un archivio ancora incompleto, parziale, ma che poco per volta prende forma. E non solo, con la strada degli approfondimenti, dei <a href="http://www.liberareggio.org/tag/dossier/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con dossier">dossier</a> e dei focus puntiamo a rendere davvero fruibili e comprensibili per tutti i materiali contenuti nell’archivio e le vicende di ‘ndrangheta. Abbiamo pensato cioè di dare delle chiavi interpretative, di proporre elaborazioni originali, di stimolare la creatività, creare una rete della memoria dell&#8217;anti-&#8217;ndrangheta. Da questa intuizione sono nati i <a href="http://www.liberareggio.org/tag/dossier/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con dossier">dossier</a> Arance insanguinate sui fatti di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/rosarno/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Rosarno">Rosarno</a> (che ha fatto il giro di tutta Italia), sulla prima bomba alla procura generale, sul Ponte sullo Stretto, su musica e mafia e molti altri. In questo senso ci piacerebbe che l&#8217;archivio multimediale diventasse – sempre di più &#8211; strumento a disposizione di istituzioni, associazioni, partiti politici, sindacati, università e scuole, cittadine e cittadini che vogliono sapere di più della ‘ndrangheta e della sua capacità di condizionare la vita delle persone, e desiderano impegnarsi in prima persona. Nel corso del tempo abbiamo via via avuto grandi soddisfazioni. Per la crescita del numero degli accessi, per i riconoscimenti dei cittadini e anche perché persino alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine ci hanno confidato di avere usato i nostri materiali per mettere ordine nei propri archivi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/dasud.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9807 colorbox-9802" title="dasud" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/dasud-300x115.jpg" alt="" width="300" height="115" /></a>C’è poi un’altra grande ambizione – che si lega con il progetto dell’associazione daSud e con i libri, i documentari, i fumetti e in genere tutti i materiali prodotti in questi anni – che attraversa Stopndrangheta.it. E cioè ricostruire la cultura calabrese “contro”. Mettere insieme cioè la cultura e l’arte che vengono utilizzate come strumenti per contrastare la criminalità organizzata e la mentalità mafiosa. Stiamo via via raccogliendo film, documentari e cortometraggi, canzoni e musiche, spettacoli teatrali e libri troveranno ampio spazio nell&#8217;archivio con schede, commenti e interviste ai protagonisti. Questo lavoro di archiviazione e ricostruzione si lega con la promozione di opere creative da parte di giornalisti, video-maker, scrittori, fotografi, attori e registi teatrali uniti dal comune impegno civile e dal desiderio di esprimersi su questi temi, raccontando attraverso le proprie produzioni originali un altro Sud e un&#8217;altra Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/Giuseppe-Valarioti.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-9808 colorbox-9802" title="copertina_il caso valarioti" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/Giuseppe-Valarioti-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>In base alla tua esperienza, la “società civile” calabrese, e reggina in particolare, a che punto sta in termini di consapevolezza nei confronti del fenomeno ‘ndranghetista?</strong><br />
Penso che &#8211; in maniera del tutto onesta e trasparente &#8211; per provare a ragionare davvero di mafia e antimafia, bisogna partire dalla considerazione che non c’è consapevolezza in Italia del fenomeno delle mafie e della necessità di fare dell’antimafia una pratica collettiva, generale. Oggi i clan stanno nella politica e controllano l’economia, gestiscono il traffico della droga e condizionano il mercato del lavoro, intimidiscono e uccidono, stanno nei paesi sperduti del sud e nei salotti delle grandi città del nord. Le mafie riguardano tutti, concretamente. Eppure la questione è ai margini del dibattito politico, i movimenti sociali se ne occupano occasionalmente, la gente comune la considera lontana da sé o poco per volta ha chiuso gli occhi preferendo cercare una presunta tranquillità o convenienza. Questo stesso discorso riguarda la Calabria e la città di Reggio come dimostrano le inchieste più recenti della magistratura e come può verificare chiunque abbia un po’ di onestà intellettuale. Giorgio Bocca nell’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/intervista/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con intervista">intervista</a> che ha rilasciato ad Alessio Magro e me per il libro “Il caso Valarioti” dice che “si capisce benissimo dove comanda la mafia”. Basta guardarsi attorno. Sono d’accordo con lui.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Andata in porto pochi giorni fa, l&#8217;operazione “Epilogo”contro la cosca Serraino di San Sperato si aggiunge alle numerose altre svolte in quest&#8217;anno solare dalle forze dell&#8217;ordine e dalla magistratura reggina. Gli arresti dei 22 affiliati sono arrivati proprio pochissimi giorni dopo la grande manifestazione “No ‘ndrangheta” indetta dal Quotidiano della Calabria. Come siamo messi a speranza?</strong><br />
Abbiamo sfilato per le strade di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/reggio-calabria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Reggio Calabria">Reggio Calabria</a>, con l’associazione daSud, dietro uno striscione che ha fatto un certo rumore. C’era scritto: “La ‘ndrangheta è viva e marcia insieme a noi… purtroppo”. È quello che pensiamo davvero. E a giudicare dal numero delle persone che si sono avvicinate a noi, è quello che pensano in tanti. Quella del 25 settembre è stata una manifestazione importante, riuscita. È stata una manifestazione però piena di insidie. Lo sapevamo e lo abbiamo scritto sul nostro sito e con una lettera pubblicata da alcuni media annunciando la nostra partecipazione. Abbiamo denunciato tutti i problemi che vedevamo, ma abbiamo anche detto che &#8211; pur senza cercare unità di facciata (se la ‘ndrangheta sta nel potere, l’unanimità non può che essere un errore) – consideravamo giusto stare tra la gente, pronunciando le nostre parole, per promuovere la partecipazione e la rivendicazione dei diritti, per dire ai tantissimi ragazzi calabresi che in buona fede hanno scelto di sfilare che non sono soli. Sottrarsi per tenere a bada la propria coscienza sarebbe stato inutile. Abbiamo la speranza, anzi la certezza, che la ‘ndrangheta si può sconfiggere. Ma anche la consapevolezza che nessuno è sufficiente da solo in questa battaglia, ma che  è necessario che tutti facciano la propria parte, senza alibi e intellettualismi, senza indulgenze e compromessi. Crediamo che in una città, in una regione e in un Paese in cui sono sempre più stretti gli spazi per la partecipazione e la democrazia, bisogna creare occasioni di confronto, aprire varchi, offrire occasioni, mettere a disposizione – come proviamo a fare noi da cinque anni &#8211; percorsi di ricerca, di denuncia, di ricostruzione della memoria, di partecipazione, di diritti e di democrazia. Chi si vuole mettere in gioco deve avere la possibilità di condividere il suo percorso. Altrimenti, insisto, a riempire gli spazi che lasciamo vuoti ci pensano gli altri. A cominciare dalle prossime elezioni amministrative. Vorrei sottolineare che almeno a partire dal 2004 c’è una strana corrispondenza tra appuntamenti elettorali e riassetto di equlibri e bombe e intimidazioni con un ruolo quanto mai inquietante di pezzi deviati delle istituzioni. In questa situazione di tensione, degrado, sfilacciamento sociale, compromissione profonda, insicurezza, che ricorda la Palermo di prima delle stragi, tutti dobbiamo assumerci la responsabilità di guardare al domani. Senza fare finta di non vedere.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/home_20100929225009.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9810 colorbox-9802" title="home_20100929225009" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/home_20100929225009.jpg" alt="" width="490" height="313" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ultima domanda che potrebbe sembrare un po&#8217; fuori contesto ma che in realtà credo sia molto pertinente. In una società civile il futuro è la scuola e il suo sistema d iistruzione. Questo è un periodo di tagli, smantellamenti e accorpamenti, licenziamenti e gravissimi disagi strutturali di tutto il mondo dell&#8217;istruzione, e della conoscenza in generale; se continua sarà ancora possibile diffondere ed educare la cittadinanza del futuro alla critica consapevole nei confronti dei sistemi mafiosi?</strong><br />
Abbiamo fondato un’associazione antimafia e messo in piedi un archivio sulle cosche pensando che l’antimafia e l’informazione antimafia si debbano fare fuori dai circuiti dell’antimafia, promuovendo la partecipazione, rendendo l’impegno contro i clan una pratica popolare, di rivendicazione di diritti sociali e civili. Per questo la tua domanda non mi pare per nulla fuori contesto. Non lo è per nessuna delle persone che anima l’archivio. Stiamo conducendo un percorso nella consapevolezza che è assolutamente necessario rimescolare i paradigmi che abbiamo conosciuto finora, ripensare il modo conosciuto sinora di concepire mafia e antimafia, nord e sud, potere e critica al potere. Bisogna smettere di usare la parola (abusata) “legalità” e parlare di “giustizia”, uscire dalla logica dell’emergenza (per cui dico no all’esercito) e puntare sulla programmazione, promuovere pratiche comuni e alla portata di tutti, assumere ognuno le proprie responsabilità. E, come dicevo, fare uscire l’antimafia dai percorsi ufficiali dell’antimafia. Per cui contrastare le cosche deve voler dire occuparsi dei <a href="http://www.liberareggio.org/tag/migranti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con migranti">migranti</a> a Rosarno e difendere il territorio dalle speculazioni, affermare il diritto ai servizi pubblici e denunciare i soprusi, pretendere una buona informazione e il rispetto delle regole dalla burocrazia pubblica, contrastare la precarietà sociale e rifuggire dal ricatto occupazionale, puntare sulla formazione, l’istruzione, la ricerca. Tutto è collegato. Se non lo capiamo ci rassegniamo a utilizzare le categorie di chi pensa che la battaglia antimafia sia inutile o di chi ha fallito. Di fronte a noi abbiamo scenari importanti. L’antimafia deve riguardare il Ponte sullo Stretto e l’Expo di Milano, le speculazioni finanziarie e la corruzione, la politica e il mercato del lavoro. Bisogna rafforzare il ragionamento sull’uso sociale dei beni confiscati ai clan e impostare un rapporto non subalterno con la politica, mettere a frutto la partecipazione e la creatività per costruire nuovi percorsi di impegno, nuovi modelli, nuovi immaginari. Alla politica delegittimata dai fatti occorre rispondere con la partecipazione, l’impegno, la rivendicazione di diritti e di un’identità. A partire, direi, dalle prossime elezioni amministrative. Nessuno può tirarsi fuori: la battaglia contro la mafia si vince se ciascuno fa la sua parte. Con rigore e curiosità. Senza più eroi, che poi si trasformano in alibi.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>

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		<title>Cornetto&amp;Cappuccino &#8211; Le case bonsai di Giovanna Caminiti</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2010/08/12/cornettocappuccino-le-case-bonsai-di-giovanna-caminiti/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 10:07:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Cornetto&Cappuccino]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[bonsai]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono sempre pochi e semplici gli elementi utilizzati dalla giovanissima designer reggina per dare vita alle case bonsai, piccolissime sculture dall’inconfondibile sapore esotico, che è possibile visitare fino al 31 agosto nell’incantevole scenario del Castello Ruffo di Scilla.
Incontriamo Giovanna Caminiti in un soleggiato pomeriggio di mezza estate, nei giorni che precedono il vernissage, e la prima impressione, confermata subito dopo dalle risposte alla nostra intervista, è quella di una donna testarda, appassionata al suo lavoro, molto legata alla famiglia e alla terra calabra con tante sorprese in servo e soprattutto tanta voglia di progettare case la cui unica funzione è quella di “fare bene al cuore”.
Laureata in...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/08/caminiti01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9166 colorbox-9165" title="caminiti01" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/08/caminiti01.jpg" alt="" width="430" height="430" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sono sempre pochi e semplici gli elementi utilizzati dalla giovanissima designer reggina per dare vita alle <em>case <a href="http://www.liberareggio.org/tag/bonsai/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con bonsai">bonsai</a></em>, piccolissime <a href="http://www.liberareggio.org/tag/sculture/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con sculture">sculture</a> dall’inconfondibile sapore esotico, che è possibile visitare fino al 31 agosto nell’incantevole scenario del Castello Ruffo di Scilla.</p>
<p style="text-align: justify;">Incontriamo <a href="http://www.liberareggio.org/tag/giovanna-caminiti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con giovanna caminiti">Giovanna Caminiti</a> in un soleggiato pomeriggio di mezza estate, nei giorni che precedono il vernissage, e la prima impressione, confermata subito dopo dalle risposte alla nostra <a href="http://www.liberareggio.org/tag/intervista/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con intervista">intervista</a>, è quella di una donna testarda, appassionata al suo <a href="http://www.liberareggio.org/tag/lavoro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con lavoro">lavoro</a>, molto legata alla famiglia e alla terra calabra con tante sorprese in servo e soprattutto tanta voglia di progettare case la cui unica funzione è quella di “fare bene al cuore”.</p>
<p style="text-align: justify;">Laureata in <a href="http://www.liberareggio.org/tag/architettura/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con architettura">architettura</a> con il massimo dei voti, Giovanna decide di approfondire le conoscenze acquisite durante il suo percorso di studi con un master in Interior <a href="http://www.liberareggio.org/tag/design/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con design">Design</a> allo IED di Roma, scelta che si rivela ben presto fondamentale per potersi dotare di ulteriori strumenti e seguire le sue inclinazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Com’è nata l’idea di realizzare delle case bonsai?</strong><br />
Sin da piccola i mie genitori mi hanno trasmesso l’amore per la famiglia e per la casa, intesa come luogo in cui risiedono i sentimenti e alcova da cui l’anima può trarre ispirazione. Mettici poi la passione per il Giappone, per gli <a href="http://www.liberareggio.org/tag/haiku/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con haiku">haiku</a>, per i bonsai e il resto è venuto quasi naturalmente.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/08/caminiti02.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-9167 colorbox-9165" title="caminiti02" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/08/caminiti02-768x1024.jpg" alt="" width="482" height="642" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/08/caminiti03.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-9168 colorbox-9165" title="caminiti03" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/08/caminiti03-1024x768.jpg" alt="" width="496" height="372" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La passione per il Giappone quando nasce?</strong><br />
E’ nata al Liceo. Ricordo di aver comprato una raccolta di haiku e di essere rimasta molto affascinata dalla lettura di queste brevissime poesie. C’è un haiku che ancora ricordo, è di Matsuo Basho e recita così “Della frescura faccio la mia casa e qui riposo”. In mostra ci sarà anche una casa in cui vive la sua anima (sorride…)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i materiali che utilizzi?</strong><br />
Sono materiali poveri, per lo più di riciclo: piombo, alluminio, cernit, legno. Utilizzo legni trovati sulla spiaggia e tondini filettati per decorarle. Alcune sono colorate altre sono rivestite di giornale, di stoffa o di carta geografica come per esempio quella del viaggiatore. Le forme sono semplici. Spesso le faccio accompagnare da una frase o da alcune lettere ed è come rafforzare il loro significato.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/08/caminiti04.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-9169 colorbox-9165" title="caminiti04" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/08/caminiti04-768x1024.jpg" alt="" width="457" height="609" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/08/caminiti05.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-9170 colorbox-9165" title="caminiti05" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/08/caminiti05-768x1024.jpg" alt="" width="452" height="604" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale messaggio nascondono queste deliziose sculture?</strong><br />
Le case bonsai sono materiche poesie. Piccoli haiku, pochi elementi che lasciano immaginare un racconto. Nascono all’improvviso, senza progetto. Sono i materiali stessi a suggerire la forma, le dimensioni, le metafore. Ognuna di esse può racchiudere solo una storia o evocarne altre. Queste case non si possono abitare fisicamente, ma con l’anima si. Le loro piccole dimensioni vogliono narrare tutto ciò che potrebbero contenere. Nascondono un interno “immaginabile”.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/08/caminiti06.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-9171 colorbox-9165" title="caminiti06" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/08/caminiti06-1024x768.jpg" alt="" width="491" height="369" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I nomi di quali architetti?</strong><br />
Kazunari Sakamoto, Alvar Aalto, Richard Neutra…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I nomi di quali designers?</strong><br />
Penso a  Vico Magistretti e alla sua straordinaria affermazione “La semplicità è la cosa più difficile del mondo”. Penso a Bruno Munari e al suo “Da cosa nasce cosa”, uno dei libri più geniali che abbia scritto. Mi viene in mente il padre fondatore del design industriale italiano Marco Zanuso, Achille Castiglioni, il design scandinavo degli anni ’50-60 e poi il design giapponese di Muji, la cui filosofia prevede la realizzazione di prodotti semplici e a prezzi ragionevoli, utilizzando materiali che rispettano l’ambiente.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/08/caminiti07.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-9172 colorbox-9165" title="caminiti07" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/08/caminiti07-1024x768.jpg" alt="" width="491" height="369" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E in futuro?</strong><br />
Non ho nessuna intenzione di lasciare la mia terra. Le opportunità fuori porta non mancano ma voglio provare a realizzare i miei sogni nel posto in cui sono nata e cresciuta. Qui ci sono gli affetti e soprattutto c’è il mio paese bonsai…Cannitello. In <a href="http://www.liberareggio.org/tag/calabria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con calabria">Calabria</a> la qualità della vita è tale da consentire all’artista di avere tanti stimoli. Forse sono pochi ad essere dotati di sensibilità artistica ma sono sicura che il futuro ci darà soddisfazione!!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Teodora Malavenda</strong></p>
<p><a href="http://www.giovannacaminiti.it" target="_blank"><strong>www.giovannacaminiti.it</strong></a></p>

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		<title>Cornetto&amp;Cappuccino &#8211; Intervista a Dario Brunori</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2010/06/09/cornettocappuccino-intervista-a-dario-brunori/</link>
		<comments>http://www.liberareggio.org/2010/06/09/cornettocappuccino-intervista-a-dario-brunori/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 07:41:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Cornetto&Cappuccino]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ sempre un piacere per me intervistare un artista calabrese, soprattutto se si tratta di un musicista i cui brani sono capaci di regalarmi sincere e inedite emozioni ad ogni nuovo ascolto.
Una canzone di Brunori è come una strada che può portarti sempre in un posto nuovo, a seconda del tuo stato d’animo e la direzione la danno le parole, gli accenti, i fiati.
La proposizione di immagini semplici è efficace ed immediata, ed il linguaggio barocco, articolato e ricercato a cui la tradizione cantautorale italiana ci ha spesso abituati, lascia il posto ad un modo più leggero, rapido e intimo che immediatamente cattura l’attenzione.
Cresciuto nel fertile humus artistico di Cosenza, realtà ormai parecchio operativa, il cui...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E’ sempre un piacere per me intervistare un artista calabrese, soprattutto se si tratta di un musicista i cui brani sono capaci di regalarmi sincere e inedite emozioni ad ogni nuovo ascolto.</p>
<p style="text-align: justify;">Una <a href="http://www.liberareggio.org/tag/canzone/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con canzone">canzone</a> di Brunori è come una strada che può portarti sempre in un posto nuovo, a seconda del tuo stato d’animo e la direzione la danno le parole, gli accenti, i fiati.</p>
<p style="text-align: justify;">La proposizione di immagini semplici è efficace ed immediata, ed il linguaggio barocco, articolato e ricercato a cui la tradizione cantautorale italiana ci ha spesso abituati, lascia il posto ad un modo più leggero, rapido e intimo che immediatamente cattura l’attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Cresciuto nel fertile humus artistico di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/cosenza/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con cosenza">Cosenza</a>, realtà ormai parecchio operativa, il cui fermento è punto di riferimento da anni per musicisti, cantanti e giovani proposte, ha alle spalle un passato movimentato che, inevitabilmente, ne condiziona anche la produzione artistica.</p>
<p style="text-align: justify;">E come lui stesso ammette, probabilmente avrebbe percorso tutt’altra traiettoria se le cose non fossero andate esattamente come sono andate.</p>
<p style="text-align: justify;">Possono sembrare ovvie considerazioni, ma a volte è interessante capire quale potrebbe essere stata la ragione che ti ha fatto mettere quel disco nello stereo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vol. 1 continua ad avere un grande successo e a ricevere numerosi apprezzamenti non solo dalla critica ma anche dal pubblico. Quale ritieni sia stato l&#8217;ingrediente &#8220;speciale&#8221;?</strong><br />
Penso la genuinità e l&#8217;urgenza. La necessità che si cela dietro alle canzoni quando dici qualcosa di &#8220;vero&#8221; e che senti sulla tua pelle, che ti appartiene, allora quel qualcosa arriva a chi ti ascolta. Poi è ovvio che toccare alcuni argomenti crei rapidamente feeling  perchè alcune storie rappresentano un patrimonio comune per più generazioni…se vogliamo sono storie di tutti, raccontate con un linguaggio familiare e sincero. Anche se quando le ho scritte non ho pensato proprio a nulla di tutto ciò.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8557 colorbox-8556" title="1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/1.jpg" alt="" width="357" height="323" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è il tuo rapporto con il passato? E con il futuro?</strong><br />
Sono nostalgico di tutto ciò che penso possieda un senso più profondo e aderente al quotidiano. Le storie che racconto sono quadretti semplici ma così incredibilmente lontani dal mio quotidiano  proprio per quel sapore genuino e schietto non legato alla velocità odierna. Oggi è tutto molto rapido, pensa solo alla musica…un tempo ascoltavi un disco solo, fino a consumarlo perchè avevi solo quello lì ed era un momento speciale. Ecco, mi manca questo del passato, ma non per questo vorrei tornar indietro. Mi piace solo non perdere di vista le cose importanti…mi piacerebbe occuparmi del presente. Se ci pensi sia passato che futuro sono cose inesistenti, se non nella nostra mente.  La mia dimensione ottimale sarebbe quella di vivere il presente&#8230;magari &#8220;meglio di così&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In che senso &#8220;meglio di così&#8221;?</strong><br />
Nel senso di non esser costantemente proiettato verso un futuro che non esiste e o un passato che non può tornare. Mi piacerebbe godere di ogni istante, nell&#8217;esatto momento in cui lo vivo, senza altre implicazioni, o programmi o progetti. Purtroppo non è cosa semplice, ma chi ben comincia è a metà dell&#8217;opera.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8682 colorbox-8556" title="2" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/2.jpg" alt="" width="480" height="360" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come hai vissuto il rientro in <a href="http://www.liberareggio.org/tag/calabria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con calabria">Calabria</a> dal punto di vista artistico-musicale?</strong><br />
Quando sono tornato, pensavo di aver in parte chiuso con il mio percorso artistico nel senso che ero andato al <a href="http://www.liberareggio.org/tag/nord/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con nord">nord</a> per fare esperienza e seguire un certo percorso, e ritornavo per motivi non felici in un posto che non mi sembrava offrisse grandi prospettive. Invece è proprio da questo ritorno che sono nati i brani e la piccola impresa Brunori S.a.s. . Mi sembra che oggi si viva meglio da queste parti e che il fermento artistico non manchi. Un limite potrebbe essere la carenza organizzativa dovuta in parte alla mancanza di strutture, in parte all&#8217;ambiente circostante che certo non favorisce le espressioni culturali soprattutto se &#8220;alternative&#8221; rispetto ai circuiti grossi. Ma ripeto, non posso che esser felice di trovarmi qui e ora.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Adesso passiamo ad una domanda più privata. Il &#8220;Paolo&#8221; della canzone sogna di trovare, un giorno, il grande amore della sua vita. Tu l&#8217;hai già trovato?</strong><br />
Beh direi proprio di si. La segretaria della ditta, nonchè corista e suonatrice di macchina da scrivere è anche e soprattutto la mia compagna di vita, da pochi anni&#8230;solo dodici se non sbaglio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La canzone alla quale sei più legato e perché</strong><br />
Senza dubbio<em> Come stai,</em> perchè nasce proprio dal profondo, da una parte di me con cui raramente riesco ad entrare in contatto e quando succede, per me è davvero un momento speciale. Anche se il mio verso preferito è: &#8220;Palloni arancioni sgonfiati, fare ciao ad un treno che passa e guardare nel cielo la scia di un aereo” da <em>Guardia &#8217;82</em>…mettiamole alla pari.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8683 colorbox-8556" title="3" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/3.jpg" alt="" width="345" height="345" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tuo percorso musicale ha seguito dal principio la medesima vena artistica in termini di approccio o hai smussato qualche angolo?</strong><br />
Diciamo che vesto i panni di autore dei testi da poco tempo e i miei primi esperimenti erano sicuramente improntanti ad un linguaggio più ricercato e se vuoi più attento alla forma che alla sostanza. Mi affascinava molto l&#8217;idea della canzone un po&#8217; maledetta, di quelle che il mondo non funziona, il gioco è truccato e cose così un po&#8217; tardo adolescenziali, ma oggi non lo farei mai. Più che smussare gli angoli ho cercato di smussare l&#8217;ego e il cervello che a volte limitano l’espressione. Magari potrà cambiare la forma ma non credo mi allontanerò da questa consapevolezza e dal desiderio anzitutto di emozionarmi ed emozionare chi mi ascolta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma ti rifacevi a idee ben chiare e definite in mente, o era un classico approccio da &#8220;governo ladro&#8221;? Perchè sai bene che molti artisti non proprio adolescenti continuano da sempre ad affrontare queste tematiche.</strong><br />
Si, infatti ho detto tardo adolescenziali intendendo proprio tardo, tardo&#8230; oggi desidero cantare e ascoltare cose che nascono da un&#8217;ispirazione diversa rispetto a quella per cui <em>il mondo fa schifo, io ho capito tutto, ma nessuno mi capisce, siamo in pochi ad avere la verità in tasca</em> etc etc… Questo non vuol dire che non apprezzo chi riesce a farlo con maturità e non con gli slogan da smemoranda.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sei più per un ricercato e spesso ermetico esistenzialismo lirico o per un messaggio chiaro, forte ed inequivocabile? E&#8217; una domanda retorica perchè conosco la tua musica e so la risposta. Io sono cresciuta in bilico tra l&#8217;indecifrabilità degli Afterhours e la schiettezza dei 99 Posse e ho saputo apprezzare entrambi.</strong><br />
Ovviamente se prendi in considerazione i miei brani non avrai dubbi in merito. Ho cercato di semplificare il più possibile, anzi non ho cercato un bel nulla. Semplicemente ho adottato un linguaggio spontaneo e ho scritto le canzoni con una velocità tale e senza ripensamenti che non poteva esser altrimenti…sono per la spontaneità. Se qualcuno scrive spontaneamente testi ermetici, buon per lui!! Sono convinto che non è tanto importante ciò che dici, ma come lo dici. Le parole valgono poco, è molto più importante il <em>non detto</em> che arriva ad un livello diverso. Quando Manuel Agnelli grida &#8220;porco ***** offenditi&#8221; non è solo ciò che dice ad arrivarti come un pugno nello stomaco, ma un insieme di cose che è anche difficile esprimere a parole. Ritengo che sia meglio così, tanto la razionalità può spiegare ben poco di questi fenomeni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8684 colorbox-8556" title="4" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/4.jpg" alt="" width="400" height="268" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i  tuoi riferimenti musicali e letterari?</strong><br />
A dire il vero non ho riferimenti costanti e immutabili nel tempo. Alcune cose mi sono piaciute tanto in particolari momenti della mia vita per cui posso dirti cosa mi piace ora o cosa mi piaceva negli anni ’90.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Allora dimmi il meglio dell&#8217;adolescenza, il meglio dei venti anni e il meglio di adesso.</strong><br />
Negli anni dell’adolescenza sicuramente i Pearl Jam.. mi piace la voce di Eddie Vedder, mi entra proprio dentro e amo gli album Ten e Versus. Come libro invece, il classico Siddartha di Hesse. A 20 anni Neon Golden dei Notwist e le raccolte di poesie di Bukowski. Oggi ascolto Sufjan Stevens e ho da poco finito di leggere Frammenti di un insegnamento sconosciuto di Ouspensky…In questi giorni sto leggendo, con un piccolo ritardo di 20 anni, &#8220;Cristo si è fermato ad Eboli&#8221; e lo sto già adorando.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come sarebbe stato il tuo percorso se non fossi tornato a Cosenza?</strong><br />
Probabilmente avrei continuato a fare il parcheggiatore a Siena, cosa che mi riusciva abbastanza bene e che mi dava da campare dignitosamente e senza particolari responsabilità. Sicuramente non avrei scritto questo album.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ascoltando i tuoi brani è quasi immediato il riferimento ad alcuni grandi cantautori italiani (vedi Ivan Graziani e Rino Gaetano..). Esplicita ispirazione o piacevole coincidenza?</strong><br />
Piacevole coincidenza. Non ho mai ascoltato in maniera ossessiva nessun artista se non Prince quando avevo 12 anni, per cui le influenze sono per lo più involontarie anche se si tratta di artisti che ammiro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ti vedremo a Sanremo? Anche se forse sarebbe uno &#8220;sgarro&#8221; alla tua linea&#8230;</strong><br />
Assolutamente io sono un cantante da Sanremo e non ho nessun problema al riguardo. Non ho mai creduto che il contenitore possa inquinare il contenuto, per cui se uno si presenta onestamente e fa quello che vuole, allora non può che essere un beneficio per l&#8217;artista che si presenta ad un pubblico più grande, per il pubblico che ascolta qualcosa di diverso, per i discografici che pensano al profitto e per i fan della vecchia guardia che diranno: &#8220;era meglio il demo&#8221;!!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si ma…nel demo c&#8217;è il fruscio, mentre a Sanremo ti fanno pelo contropelo e mastering.</strong><br />
Ci vado per quello perché proprio non mi riesce di registrare senza fruscio.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Teodora Malavenda</strong></p>

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		<title>Bluestones, il Grunge Reggino</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2010/05/31/bluestones-il-grunge-reggino/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 08:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[band]]></category>
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		<category><![CDATA[grunge]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
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		<description><![CDATA[Un genere davvero particolare, o piace o non piace. Stiamo parlando del Grunge. Per un profano potrebbe sembrare l’ennesimo stile di derivazione rock, ma non è totalmente così. Il successo planetario di questo genere si è avuto nel 1991 con l’album Nevermind  dei Nirvana. Si ebbe da allora una nuova tendenza di intendere il rock, mescolando tra loro vari stile che vanno dall’Hard rock, al punk, all’heavy metal.
Nato e cresciuto negli Stati Uniti, si è discusso molto se considerare tale genere come autonomo, oppure soltanto per accomunare più gruppi provenienti da Seattle che facevano lo stesso genere. Anche nella nostra città, che sembra che negli ultimi anni sia diventata una vera e propria fucina di gruppi, esiste un gruppo che...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/7.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8434 colorbox-8432" title="7" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/7-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a>Un genere davvero particolare, o piace o non piace. Stiamo parlando del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/grunge/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con grunge">Grunge</a>. Per un profano potrebbe sembrare l’ennesimo stile di derivazione <a href="http://www.liberareggio.org/tag/rock/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con rock">rock</a>, ma non è totalmente così. Il successo planetario di questo genere si è avuto nel 1991 con l’album <em>Nevermind </em> dei Nirvana. Si ebbe da allora una nuova tendenza di intendere il rock, mescolando tra loro vari stile che vanno dall’Hard rock, al punk, all’heavy metal.</p>
<p style="text-align: justify;">Nato e cresciuto negli Stati Uniti, si è discusso molto se considerare tale genere come autonomo, oppure soltanto per accomunare più gruppi provenienti da Seattle che facevano lo stesso genere. Anche nella nostra città, che sembra che negli ultimi anni sia diventata una vera e propria fucina di gruppi, esiste un gruppo che realizza esclusivamente questo genere: sono i <strong>Bluestones</strong>. Dopo vari cambiamenti di formazione, adesso sono un affiatato trio, formato dal cantante e chitarrista Robby, Cecio alla batteria e Serj al basso e seconda voce.  Il nome di questo gruppo deriva dalle “Pietre Azzurre” posizionate all’interno di Stonehenge,in Inghilterra, luogo famoso ovunque per quel velo di misticismo e mistero che lo avvolge.</p>
<p style="text-align: justify;">Proponiamo allora l’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/intervista/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con intervista">intervista</a> e la chiacchierata fatta con questi giovani artisti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/12.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8435 colorbox-8432" title="1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/12.jpg" alt="" width="540" height="363" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Innanzitutto un saluto a tutti, parlateci un po’ di voi, chi siete adesso, dopo i  vari cambi di gruppo avete trovato una base ferma o ancora siete in evoluzione? Che genere musicale fate?<br />
Robby:</strong> “Un grosso saluto a tutti voi, siamo i Bluestones da Reggio <a href="http://www.liberareggio.org/tag/calabria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con calabria">Calabria</a> esistiamo da fine 2004 facciamo post-grunge cioè tutto quello che deriva dal grunge e dal punk-rock anni ’90  una “miscela alternativa” che contiene pure sfumature rock ‘n roll e che ha anche, e direi specialmente, molto del nostro, perché in questa “ricetta” cerchiamo anche una certa originalità per distinguere la nostra musica da ciò che di solito si sente spesso in giro. Dicevo prima, esistiamo dal 2004 e dopo vari cambi di formazione, bassista in primis, adesso pare proprio che abbiamo trovato di nuovo il nostro equilibrio e abbiamo risanato il cerchio sempre in un trio”<strong><br />
Serj:</strong> “Salve a tutti sono entrato nei Bluestones da ottobre 2009, dopo aver militato in tante <a href="http://www.liberareggio.org/tag/band/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con band">band</a> della scena underground locale, ho occupato il posto degli ex bassisti Cosimo e Lex, e sono qui per dare un ulteriore salto di qualità a questa <a href="http://www.liberareggio.org/tag/band/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con band">band</a>”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Spiegate  ad un profano cos&#8217;è il genere grunge? e a quali gruppi italiani o stranieri vi ispirate?<br />
Robby:</strong> “Il grunge a primo impatto mi viene da dire che è un modo di essere, quasi un modo di esprimere la sofferenza nella musica in maniera “sporca”: sporca riferito ai suoni prodotti che vanno dal genere d’accordatura, d’impronta tipicamente americana, al cantato che è abbastanza urlato e melodico. I gruppi a cui ci ispiriamo sono molteplici dal grunge dei Nirvana e degli Alice in chains, al post-grunge attuale dei Seether e dei Puddle of Mudd, al vecchio stoner dei Kyuss e degli Helmet a quello più moderno e disarmonico dei Queens of the Stone Age, ci piace poi molto variare un po’ come fanno i Motorpsycho, i Muse e i Tool.  Abbiamo numerose ballad acustiche ed eletro-acustiche. Poi ognuno di noi, è chiaro, ci mette del suo ispirandosi a quello che ascolta e che si sente di esprimere”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nelle vostre serate proponete quindi musica inedita targata Bluestones; in quale vostro brano vi ritrovate e quale vi rappresenta al meglio?<br />
Robby:</strong> “Credo che da quando esistiamo abbiamo fatto un bel percorso che c’ha fatto molto maturare, sia per le canzoni scritte, che man mano vanno sempre a migliorare, sia per le esperienze live fatte in giro nei locali a Reggio e fuori … La scelta di un pezzo migliore di tutti gli altri è molto difficile, perchè per me sono e sono stati tutti fondamentali per la mia espressione e crescita artistica. Ma se dovessi scegliere ne nominerei due che sono “Scissors” e “Beauty”. Entrambi sono tra gli ultimi pezzi che abbiamo scritto, il primo parla di quanto è difficile riprendersi da un grosso cambiamento quando ci si sente tagliati dentro nell’anima, il secondo invece è un pezzo che ho dedicato alla mia ragazza e parla di bellezza contemplata sotto la luna che lascia senza fiato e fa morire come un suono d’arpa”<strong><br />
Serj:</strong> “Il pezzo che più sento mio è  “Hate me”, sia dal punto di vista musicale perché molto diretto ed essenziale, sia per il messaggio di odio astratto che viene ripetuto nel testo, perché secondo me essere odiati significa anche essere rispettati”<strong><br />
Cecio:</strong> “Per me invece “Broken Mirror” perché è il pezzo che mi prende di più durante la sua esecuzione”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Avete partecipato a varie manifestazioni musicali nella nostra città ed anche fuori,  quali riconoscimenti e soddisfazioni avete ottenuto?<br />
Tutti:</strong> “Abbiamo fatto numerosi festival e concorsi musicali in città e fuori città. Nel 2006 abbiamo vinto il “Villavoice live” a Villa San Giovanni con “Underground” un nostro pezzo riconosciuto come miglior brano inedito di quella edizione, abbastanza insolito per un gruppo grunge e motivo di soddisfazione ancora maggiore; nel 2008 invece siamo arrivati in finale all’Italia Wave all’Ayers Rock One di Lamezia Terme, superando le selezioni provinciali a Reggio e la semifinale a Catanzaro.”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i vostri album ed ep che avete pubblicato negli anni?<br />
Robby:</strong> “Per ora c’è un’ unico EP ufficiale  del 2007, si chiama “Tears World”.  Quest’anno, in agosto, registreremo il nostro primo album; stiamo decidendo quanti pezzi registrare, visto che ne abbiamo un bel pò e stiamo valutando anche l’idea di registrare un doppio disco…ho già in mente un titolo ma è un segreto, vedremo”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Avete partecipato all’Italia Wave  quest’anno e anche negli anni precedenti, parlaci un po’ di questa esperienza dell’Italia Wave e di quali sono le vostre aspettative da questo evento?<br />
Robby:</strong> ”Come dicevamo prima nel 2008 è andata abbastanza bene, solo che in finale regionale non siamo andati oltre.  A questo punto sarebbe bello poter rappresentare la Calabria alla grande finale nazionale estiva di Livorno, sarebbe motivo di grossa soddisfazione per noi”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Leggo che avete partecipato anche al Martelive, che è un grosso palcoscenico per vari tipi di artisti; cosa ne pensate?  quali sono i vostri progetti del calendario musicale della stagione?<br />
Robby:</strong> “Il Martelive è un grosso festival nazionale, noi ci siamo tornati a  suonare dopo due anni, infatti sempre nel 2008 avevamo partecipato ma a <a href="http://www.liberareggio.org/tag/cosenza/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con cosenza">Cosenza</a> ed eravamo anche stati segnalati tra le bands. Quest’anno l’abbiamo fatto a Reggio quindi abbiamo giocato in casa, abbiamo preparato lo show al meglio, infatti ultimamente mandiamo musica a tema in prossimità dell’inizio del nostro live. Al Martelive abbiamo mandato musica retrò vintage, ma ci piace anche la classica, la lirica, ma specialmente la colonna sonora di Arancia Meccanica. Quest’anno stiamo guardando per delle date per suonare un pò in giro e fare un minitour, abbiamo anche scelto un nome “Grungiume Tour 2010”, grungiume come storpiatura italianizzata del grunge”</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Bluestones-tour.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8436 colorbox-8432" title="Bluestones tour" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Bluestones-tour.jpg" alt="" width="360" height="509" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vi vorrei inoltre chiedere di spiegare ai nostri lettori, le difficoltà e le spese che un gruppo indipendente trova, quando si scontra con un mercato della musica monopolizzato dai soliti noti (cioè case discografiche e manager vari) nel produrre un album o nell’organizzare delle date? Inoltre com’è la situazione musicale reggina?<br />
Serj:</strong> “Nella mia esperienza ho potuto constatare che farsi strada con questo tipo di musica è abbastanza difficile, le spese per le registrazioni e gli spostamenti per i live sono tutte a carico nostro, l’unica spinta che riceviamo è data dalla passione e dalla voglia di suonare la nostra musica. A Reggio la scena è molto incentrata sui gruppi cover e sulla musica popolare non nascondo che facciamo parte di altre band locali con le quali ci divertiamo a suonare sia qui che fuori città, anche se vorremmo valorizzare i nostri pezzi e i gruppi di musica inedita”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lascio a voi fare un ultima battuta, un saluto, un vostro motto, una promessa o ciò che volete per salutare i nostri lettori e i vostri fans<br />
Cecio: </strong>“Vorrei ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuto sin dall’inizio e soprattutto quelle persone che mi hanno detto in faccia “minchia che bei pezzi che avete!”<strong><br />
Robby:</strong> “Io invece chiudo confermando la presenza dei Bluestones a molte date estive di alcuni festival tra cui il Catarock 2010 di Cataforio nel mese di luglio”<strong><br />
Serj:</strong> “Un grosso saluto a tutti ci si vede ai concerti in giro”.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Gimes</strong></p>
<p style="text-align: left;">Link<br />
- <a href="http://www.myspace.com/undergroundbluestones" target="_blank">Blue Stones MySpace</a></p>

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		<title>Il rapporto tra politica e social network nell&#8217;intervista a Federico Curatola, sindaco di Bagaladi</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2010/05/26/il-rapporto-tra-politica-e-social-network-nellintervista-a-federico-curatola-sindaco-di-bagaladi/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 07:27:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Media & Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho già accennato a come la comunicazione politica a Reggio e d&#8217;intorni stia incominciando a cambiare utilizzando anche i nuovi strumenti che usano la rete internet per definire messaggi mediali. Prima di tutto questi nuovi media, sono strumenti in mano alle persone, per questo motivo mi sembrava interessante ascoltare il parere di qualcuno che fosse un utilizzatore di social network in primis a titolo personale ma anche in relazione alla carica pubblica che ricopre.
Federico Curatola,  giovannissimo neo sindaco di Bagaladi,  è architetto e blogger.
Gli abbiamo chiesto cosa ne pensa del ruolo che i social network ricoprono nella vita politica attuale e  sulla sua personale esperienza. Di seguito l&#8217;intervista.
Lo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/0108-federico_curatola.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8386 colorbox-8373" title="0108-federico_curatola" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/0108-federico_curatola-242x300.jpg" alt="" width="242" height="300" /></a><a href="http://www.liberareggio.org/2010/05/25/elezioni-comunali-reggine-e-arrivata-lora-dei-social-media/" target="_blank">Ho già accennato</a> a come la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/comunicazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con comunicazione">comunicazione</a> politica a Reggio e d&#8217;intorni stia incominciando a cambiare utilizzando anche i nuovi strumenti che usano la rete <a href="http://www.liberareggio.org/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con internet">internet</a> per definire messaggi mediali. Prima di tutto questi nuovi media, sono strumenti in mano alle persone, per questo motivo mi sembrava interessante ascoltare il parere di qualcuno che fosse un utilizzatore di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/social-network/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con social network">social network</a> in primis a titolo personale ma anche in relazione alla carica pubblica che ricopre.</p>
<p style="text-align: justify;">Federico Curatola,  giovannissimo neo sindaco di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bagaladi" target="_blank">Bagaladi</a>,  è architetto e <a href="http://federicocuratola.blogspot.com/" target="_blank">blogger</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli abbiamo chiesto cosa ne pensa del ruolo che i social network ricoprono nella vita politica attuale e  sulla sua personale esperienza. Di seguito l&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/intervista/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con intervista">intervista</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo strumento comunicativo del 	social network &#8211; e dei <a href="http://www.liberareggio.org/tag/social-media/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con social media">social media</a> &#8211;  nelle sue forme più varie 	(Blog, Facebook, twitter, ecc) in brevissimo  tempo è entrato a far 	parte della vita quotidiana di una grande fascia  della popolazione 	italiana. Che idea ti sei fatto? Tu che social  network usi?</strong><em><br />
Essendo io un appassionato di informazione e di innovazione non posso che esultare per questa “diffusione” su larga scala dei blog, dei social network e di ogni altro mezzo di comunicazione simile. Internet rappresenta per i nostri tempi, quello che la TV ha significato per i nostri padri, con i dovuti paragoni, s’intende.<br />
Io ritengo che, se usati in maniera costruttiva, questi strumenti, che ti mettono immediatamente in contatto con il mondo, possono contribuire ad ampliare le conoscenze dei singoli e delle masse. Naturalmente molto dipende dal’uso che se ne fa. Io curo da anni un mio blog personale ed ultimamente utilizzo molto facebook per esporre i miei pensieri ed i miei stati d’animo, oppure per pubblicizzare le mie iniziative o quelle a cui partecipo. Mentre per contattare gli amici e scambiare opinioni preferisco messenger, non fosse altro perché da questo punto di vista è maggiormente rispondente a questa necessità.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da pochissimo tempo sei stato 	eletto Sindaco di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/bagaladi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con bagaladi">Bagaladi</a>, paese dell&#8217;area grecanica reggina. 	Secondo te, l&#8217;uso di questi nuovi strumenti di comunicazione può 	portare una concreta innovazione nelle modalità di approccio della 	politica col cittadino? Che genere di effetti può apportare l&#8217;uso 	consapevole di strumenti come blog o facebook?</strong><br />
<em>In un momento in cui si parla di scollamento della politica dal cittadino, credo che avere una pagina di un blog sulla quale appuntare le richieste, le segnalazioni, i suggerimenti, sia uno dei modi per riavvicinare amministratori ed amministrati. Io a Bagaladi questo problema non lo vivo, in quanto qualsiasi cittadino sa di potermi trovare quotidianamente o al Municipio o nei locali pubblici o a casa, perciò diciamo che, nonostante ci sia una buona alfabetizzazione informatica, nel mio paesino, il contatto diretto è ancora preferito e, devo confessare, lo preferisco anche io.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo te è possibile 	affermare che con i social network si torna verso una politica di 	maggiore prossimità con i cittadini?</strong><br />
<em>Come dicevo è uno dei modi, ma prima si dovrebbe cercare di “incontrare” i cittadini veramente. Le bacheche ed i forum possono essere utili ma non devono sostituire le buone vecchie prassi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Adesso, da amministratore, 	pensi che utilizzerai questi strumenti per portare avanti la tua 	azione? Se si, come? Se no, per quali motivazioni?</strong><br />
<em>Ovviamente utilizzare questi strumenti per pubblicizzare le attività dell’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con amministrazione">amministrazione</a> è importante. Si va ad informare una buona fetta di popolazione. Non tutti hanno il tempo di venire al Municipio a guardare l’albo pretorio per conoscere gli avvisi e le decisioni della Giunta o del Consiglio. Inoltre la diffusione degli atti aiuta a sensibilizzare i cittadini ed imprime una spinta verso la trasparenza e la legalità.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per finire, una domanda a più 	ampio raggio, come vedi a livello nazionale il futuro dei rapporti 	normativi tra la politica e internet?<br />
</strong><em>La tendenza ad “imbavagliare” tutto e tutti non fa ben sperare. Dobbiamo difendere la libertà di espressione sancita dalla Costituzione e che la “politica” in generale molto spesso dimentica. C’è un chiaro piano di destabilizzazione delle nostre libertà e siccome internet rappresenta la massima libertà al giorno d’oggi, penso che si tenterà con normative restrittive ed impopolari di mettere il bavaglio anche alla rete. Se dovessero privarci della rete, il salto nel buio sarebbe completo.</em></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong><em><br />
</em></p>

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		<title>Cornetto&amp;Cappuccino &#8211; Incontro con Simone Bergantini</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2010/05/12/cornettocappuccino-incontro-con-simone-bergantini/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 07:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Cornetto&Cappuccino]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[black eyes explosion]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[new york]]></category>
		<category><![CDATA[simone bergantini]]></category>

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		<description><![CDATA[Una laurea in Storia dell’Arte Contemporanea e cinque anni di vita milanese dove impara la fotografia facendo l’assistente nel campo della moda e della pubblicità: questi i primi passi di Simone Bergantini. Nato a Velletri, nel 1977, si accosta alla fotografia in maniera graduale, e come lui stesso dichiara “non c’è stato un giorno preciso o un momento scatenante”, si sono conosciuti e hanno imparato a piacersi.
Nei prossimi giorni si concluderà a Venezia, Black eyes explosion, la sua prima personale, curata da Gianluca Marziani e allestita negli spazi della Jarach Gallery. In mostra energici scatti che ritraggono frammenti di quotidianità visibilmente carica di tensione emotiva in cui l’artista fa uso esclusivo di stampe e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una laurea in Storia dell’Arte Contemporanea e cinque anni di vita milanese dove impara la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/fotografia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con fotografia">fotografia</a> facendo l’assistente nel campo della moda e della pubblicità: questi i primi passi di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/simone-bergantini/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con simone bergantini">Simone Bergantini</a>. Nato a Velletri, nel 1977, si accosta alla fotografia in maniera graduale, e come lui stesso dichiara “non c’è stato un giorno preciso o un momento scatenante”, si sono conosciuti e hanno imparato a piacersi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei prossimi giorni si concluderà a Venezia, <em><a href="http://www.liberareggio.org/tag/black-eyes-explosion/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con black eyes explosion">Black eyes explosion</a></em>, la sua prima personale, curata da Gianluca Marziani e allestita negli spazi della Jarach Gallery. In mostra energici scatti che ritraggono frammenti di quotidianità visibilmente carica di tensione emotiva in cui l’artista fa uso esclusivo di stampe e pigmenti di carbone su carta cotone.</p>
<p style="text-align: justify;">Considerato il nuovo talento del panorama artistico contemporaneo, Bergantini si è classificato primo tra gli oltre 1300 artisti partecipanti al prestigioso Premio Terna 02- categoria Gigawatt- dal tema <em>Energia:Umanità= Futuro:Ambiente. La proporzione per una nuova estetica</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Work n.77</em> è il titolo dello scatto che lo ha decretato vincitore di una borsa di studio di quattro mesi presso l’International Studio &amp; Curatorial Program (ISCP) di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/new-york/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con new york">New York</a>, uno dei più prestigiosi istituti americani.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-8246 colorbox-8245" title="1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/1-1024x791.jpg" alt="" width="485" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa ti aspetti dall’esperienza newyorkese?</strong><br />
Tutto e niente, sia chiaro che non sottovaluto assolutamente le opportunità di questa incredibile e frenetica città, ma francamente cercherò il più possibile di mantenere i miei ritmi. La mia filosofia di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/lavoro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con lavoro">lavoro</a> è stata sempre quella di utilizzare al massimo le mie idee e le mie energie, qui continuerò a fare lo stesso.</p>
<p><strong>L’idea è madre o figlia della foto?</strong><br />
Sorelle, cugine, marito e moglie, dipende ovviamente dai punti di vista, però devo confessare che nel mio lavoro è sempre da una foto sbagliata o inaspettata, che poi sono nate idee più ampie sul come e dove proseguire.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8247 colorbox-8245" title="2" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/2.jpg" alt="" width="434" height="550" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A giorni si concluderà Black Eyes Explosion, la tua prima personale. Ti ritieni soddisfatto?</strong><br />
Mi sembra di percepire che ci sia stato un ottimo riscontro da parte degli addetti ai lavori, ma la cosa che forse più mi ha gratificato è stato l’interesse dei quotidiani e dei settimanali come il Corriere, la Repubblica, Io donna,  il Venerdì, Vogue. Tre mesi fa non avrei mai immaginato di poter suscitare tanta curiosità e tanta trasversalità.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8248 colorbox-8245" title="3" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/3.jpg" alt="" width="410" height="474" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale potrebbe essere il reale contributo fornito dall’arte nei confronti di problemi contemporanei, come quello dell’ambiente? Non credi che si corra il rischio che ci possano essere delle forzature?</strong><strong><br />
</strong>Credo che nel caso dell’ambiente come in tutto ciò che prevede una morale e un etica non sia un discorso di mera arte o non arte, ma ci sia la necessità di un reale impegno degli individui e della loro volontà.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8249 colorbox-8245" title="4" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/4.jpg" alt="" width="434" height="550" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A che posto credi che siano la valorizzazione e la promozione dell’arte tra le priorità della politica italiana?</strong><br />
Non saprei, ma di certo non in vetta ai loro pensieri. Credo che in Italia ci sia un problema di eccesso, c’è troppa arte e dove c’è troppo è come se non ci fosse nulla.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sei considerato da molti una delle migliori realtà del recente panorama italiano. Questo ti mette paura o rappresenta un ulteriore incentivo?</strong><br />
Ogni paura è un incentivo, questo mi lusinga e mi invoglia a far sempre meglio. Spero anche ovviamente che questo agevoli il mio percorso nella ricerca delle risorse per sviluppare nuove idee. Più si acquista credibilità più si ha la possibilità di ottenere nuova fiducia, eppure più si è esposti, meno ci si può dedicare a delle sperimentazioni spinte. Essere considerato non è sempre solo un vantaggio… diciamo che è un&#8217;altra tappa di questo percorso!!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8250 colorbox-8245" title="5" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/5.jpg" alt="" width="501" height="396" /></a></p>
<p><strong>Nei tuoi lavori preferisci indagare il visibile o l’invisibile?</strong><br />
Decisamente l’invisibile!!</p>
<p><strong>Dove vorresti che ti portasse la fotografia?</strong><br />
Ovunque.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Teodora Malavenda</strong></p>

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		<title>La vita in Italia</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2010/03/04/vita-in-italia/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 08:16:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[asilo]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[politico]]></category>
		<category><![CDATA[Rosarno]]></category>

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		<description><![CDATA[Una volta avuti i documenti, Zakaria è a tutti gli effetti un cittadino regolare.
Lavora, sta con gli amici, gioca a calcio tutte le domeniche e pare sia un bomber!
Zakaria, come ogni cittadino responsabile, oltre a lavorare si informa. Non solo sulle vicende del suo paese ma anche dell&#8217;Italia. Il giorno in cui è stata registata questa intervista era pochi giorni dopo l&#8217;esplosione delle violenze a Rosarno.
Questa è l&#8217;ultima parte di una lunga intervista che è durata oltre un&#8217;ora e che è stata davvero piacevole e sincera. Non posso che ringraziare Zakaria per avermi(ci) raccontato le vicende di una parte della sua vita.
Sarò banale, ma secondo me chiacchiere così se ne dovrebbero fare di più. Sia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/inItalia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7464 colorbox-7458" title="inItalia" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/inItalia-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Una volta avuti i documenti, Zakaria è a tutti gli effetti un cittadino regolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Lavora, sta con gli amici, gioca a calcio tutte le domeniche e pare sia un bomber!</p>
<p style="text-align: justify;">Zakaria, come ogni cittadino responsabile, oltre a lavorare si informa. Non solo sulle vicende del suo paese ma anche dell&#8217;Italia. Il giorno in cui è stata registata questa <a href="http://www.liberareggio.org/tag/intervista/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con intervista">intervista</a> era pochi giorni dopo l&#8217;esplosione delle violenze a <a href="http://www.liberareggio.org/tag/rosarno/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Rosarno">Rosarno</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è l&#8217;ultima parte di una lunga intervista che è durata oltre un&#8217;ora e che è stata davvero piacevole e sincera. Non posso che ringraziare Zakaria per avermi(ci) raccontato le vicende di una parte della sua vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarò banale, ma secondo me chiacchiere così se ne dovrebbero fare di più. Sia sui media, sia nei bar.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Se vi aspettate frasi fatte e tragedie senza fine come vi ha abituato la   televisione, sappiate già da subito che qui non ne troverete. Ognuno   tragga la propria interpretazione di quanto sentirà. Questa non è   un’inchiesta e non è una ricerca di chissà che genere; questa è una   chiacchierata tra due ragazzi riguardo fatti ed eventi vissuti che sono   davvero in pochi a conoscere e ad immaginare qui in Italia: fatti ed   eventi- è bene rendersene conto – che a livello aggregato influenzano   fortemente le vicende di attualità e culturali che il nostro paese sta   vivendo. Ma una chiacchierata è uno scambio di idee, curiosità e   conoscenze. Quanto vedrete in questo video e nei prossimi sarà proprio   questo.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zdi-YG2xF1o&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/zdi-YG2xF1o&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutte le puntate:</strong><br />
- <a href="../../../../../../2010/02/2010/01/28/essere-giornalisti-in-somalia/" target="_blank">Essere giornalisti… in Somalia</a><br />
- <a href="../../../../../../2010/02/2010/02/04/fuga-dalla-somalia/" target="_blank">Fuga dalla Somalia</a><br />
- <a href="../../../../../../2010/02/2010/02/11/la-libia/" target="_blank">La Libia</a><br />
- <a href="../../../../../../2010/02/2010/02/18/tripoli-lampedusa-il-viaggio/" target="_blank">Tripoli – Lampedusa, il viaggio</a><br />
- <a href="../../../../../../2010/02/25/da-lampedusa-ai-documenti/" target="_blank">Da Lampedusa ai.. documenti</a><br />
- <a href="http://www.liberareggio.org/2010/03/04/in-italia/" target="_blank"><strong>La vita in Italia</strong></a></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>

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		<title>Stalingrado, l’ultimo singolo di Kento</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 08:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<description><![CDATA[Solo pochi mesi fa l’artista reggino Kento presentava ai &#8220;microfoni&#8221; di LiberaReggio il suo nuovo album “Sacco o Vanzetti” accaparrandosi la simpatia di molti lettori verso la sua musica e il suo pensiero. Adesso ritorna a far parlare di sé con il suo ultimo singolo “Stalingrado”, un pezzo dirompente che fa scintille con il ritmo e infiamma con le sue parole. L’amore per la musica libera da ogni forma di condizionamento,  la voglia di lottare contro chi cerca di ridurre l’arte ad un business e la passione per il rap e per il suo popolo sono le micce che accendono i pensieri di chi ascolta “Stalingrado”.
La presentazione del video ha avuto luogo al “Lyam”, uno dei tanti locali a Roma dove è possibile ascoltare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/kento-sacco-vanzetti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7431 colorbox-7429" title="kento sacco vanzetti" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/kento-sacco-vanzetti-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Solo pochi mesi fa l’artista reggino <a href="http://www.liberareggio.org/tag/kento/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con kento">Kento</a> presentava<a href="http://www.liberareggio.org/2009/11/06/cornettocappuccino-kento-qualcuno-vi-ha-mai-detto-che-a-canzoni-si-fan-rivoluzioni-si-possa-far-poesia/" target="_blank"> ai &#8220;microfoni&#8221; di LiberaReggio</a> il suo nuovo album “<a href="http://www.liberareggio.org/tag/sacco/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con sacco">Sacco</a> o <a href="http://www.liberareggio.org/tag/vanzetti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con vanzetti">Vanzetti</a>” accaparrandosi la simpatia di molti lettori verso la sua musica e il suo pensiero. Adesso ritorna a far parlare di sé con il suo ultimo <a href="http://www.liberareggio.org/tag/singolo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con singolo">singolo</a> “<a href="http://www.liberareggio.org/tag/stalingrado/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con stalingrado">Stalingrado</a>”, un pezzo dirompente che fa scintille con il ritmo e infiamma con le sue parole. L’amore per la musica <a href="http://www.liberareggio.org/tag/libera/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con libera">libera</a> da ogni forma di condizionamento,  la voglia di lottare contro chi cerca di ridurre l’arte ad un business e la passione per il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/rap/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con rap">rap</a> e per il suo popolo sono le micce che accendono i pensieri di chi ascolta “<a href="http://www.liberareggio.org/tag/stalingrado/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con stalingrado">Stalingrado</a>”.</p>
<p style="text-align: justify;">La presentazione del video ha avuto luogo al “Lyam”, uno dei tanti locali a Roma dove è possibile ascoltare musica live. In collaborazione con un gruppo rap di Torre Annunziata che ha aperto la serata riscaldando il pubblico, Kento è salito sul palco con la carica giusta, trasmettendola al pubblico in maniera limpida come il suono della voce e pungente come i testi delle sue canzoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Due ore di concerto sembrano passate velocemente per chi si è lasciato coinvolgere dall’atmosfera che in poco tempo ha pervaso il locale a suon di rime e musica. “Sacco o Vanzetti” e “Stalingrado” sono alcune delle canzoni suonate da Kento, alternate da qualche pezzo  eseguito “a cappella”.</p>
<p style="text-align: justify;">Proponiamo a seguire l’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/intervista/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con intervista">intervista</a> a Kento riguardo il suo ultimo singolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Trovo questo singolo molto bello. Sembra essere il pezzo giusto per avere quel successo che meriti. Credi che ci siano tutti gli ingredienti per fare  innamorare il “grande pubblico”?</strong><br />
Grazie mille! Però non so quanto la mia sia musica da “grande pubblico”: si tratta comunque di un disco di contenuto nettamente antagonista che non so quanto possa piacere a chi ha votato Emanuele Filiberto a Sanremo&#8230; D’altra parte, per fortuna, c’è una serie di radio libere che sta spingendo il mio sound nell’etere e in rete, quindi sicuramente in un certo senso ho già un “grande pubblico”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A proposito di successo, potresti spiegare cosa intendi quando dici che non credi alle “sirene del successo”? Hai paura che il successo possa cambiare o condizionare la tua musica come è accaduto a tanti altri artisti nel passato?</strong><br />
Significa che non mi fido di chi, promettendo successo, fama e soldi, chiede agli artisti di cambiare e di scendere a compromessi. E’ stato bello, nel 2009/10, far uscire un disco e due video che parlano di lotta, di amore, di morte e di anarchia. E’ stato totalmente e indiscutibilmente fuori dal tempo e nella direzione opposta rispetto alla musica di tendenza. E questa è una scelta che rivendico e che mi rende orgoglioso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo singolo è espressione della tua battaglia contro il potere. La tua arma, come dici nel testo, è la musica. Credi che la musica e,  più in generale, l’arte possano essere i mezzi giusti per “svegliare” questa società che si trova da tempo in uno stato di torpore ossessionata dalla ricerca di fama e di potere?</strong><br />
Penso che l’arte non solo possa, ma debba avere questo ruolo di resistenza contro il pensiero unico e la massificazione delle coscienze. Se è vero che “a canzoni non si fanno rivoluzioni”, è anche vero che spesso una rivoluzione è nata da un coro di protesta: una forma di espressione che – se ci pensi &#8211; assomiglia molto ad un rap. E secondo me i ragazzi di oggi sono pronti a cogliere questo messaggio anche più delle generazioni passate.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se anche la musica e l’arte spesso sono corrotte, cosa da la forza ad un’artista per continuare, soprattutto quando si proviene da una realtà non facile come quella del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/sud/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con sud">sud</a> Italia?</strong><br />
Sicuramente le radici culturali sono un elemento importante e, come dicevo già in una precedente intervista a LiberaReggio, il fatto che in città siano attive delle realtà antagoniste così importanti (penso all’associazione <a href="http://www.liberareggio.org/tag/dasud/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con dasud">DaSud</a>, al CSOA Cartella, al movimento NoPonte, giusto per citarne alcune&#8230;) dà molta forza alle mie parole e non mi fa mai sentire solo. Pensando alla musica, ovviamente devo citare i miei compari e fratelli Kalafro Sound Power, ma anche i ragazzi di RC Massive, che stanno già facendo tanto per portare il messaggio dell’hiphop dalle nostre parti. Per fortuna Reggio non è solo le bombe alla procura e l’infame connubio tra politica e criminalità, tutti sanno e dovranno sapere anche in futuro che c’è di più.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel testo parli di Otis Redding e John Coltrane. Mi viene spontaneo ricollegarli alla tua frase: “La vera musica va oltre le parole“. Il jazz è sempre stata una musica fuori da ogni tempo. Credi che il rap possa superare le barriere politiche e ideologiche che spesso lo rendono un genere di musica troppo di parte?</strong><br />
Io penso che il rap, in astratto, sia uno strumento neutro che poi ognuno può adattare alle proprie esigenze espressive. Di per sè non è buono nè cattivo, quindi non penso che possa essere definito un genere di parte. Quello che è interessante è la grande immediatezza di questo strumento che consente di comunicare in modo molto efficace e la democrazia insita nel fatto che chiunque, tendenzialmente, può prendere un microfono in mano e dire la sua. Per me è più che altro questo, una forma di espressione. E la sua semplicità è la sua forza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Concludo facendoti un in bocca al lupo e rivolgendoti la classica domanda sui tuoi progetti per il futuro.</strong><br />
Crepi! Per adesso siamo in giro con il tour promozionale: il 12 marzo sarò a Catania e il 13 a Siracusa, quindi se qualcuno vuole passare il weekend in Sicilia sa dove trovarmi. Ci sono tante altre date e sorprese in programma: chi vuole essere aggiornato può andare su www.ilrapdikento.com o www.myspace.com/kentofromcalabria. Grazie mille per lo spazio e per l’attenzione!</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="513" height="310" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ovLpmWDZYmc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="513" height="310" src="http://www.youtube.com/v/ovLpmWDZYmc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Carmelo Corrente</strong></p>

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		<title>Da Lampedusa ai Documenti</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2010/02/25/da-lampedusa-ai-documenti/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 08:15:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità & Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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		<category><![CDATA[riconoscimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo una breve permanenza nel centro per immigrati di Lampedusa, Zakaria e i suoi compagni di viaggio vengono mandati a Roma dove dormono una sera in questura perchè nessun centro d&#8217;accoglienza aveva spazio per accoglierli con un minimo di decenza.
Superati questi &#8220;piccoli&#8221; inconvenienti viene il momento per farsi riconoscere come rifugiato politico. Dal 2008 in Italia esiste una legge che regolamenta le richieste di diritto di asilo dei cittadini stranieri e Zakaria è stato, sicuramente, uno &#8220;dei primi&#8221; a poterne godere grazie soprattutto alla sua caparbietà nel portarsi con se tutti i documenti che ne attestavano la professione di giornalista e la provenienza geografica (uno dei problemi maggiori per i profughi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/asilo_politico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7361 colorbox-7358" title="asilo_politico" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/asilo_politico-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a>Dopo una breve permanenza nel centro per immigrati di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/lampedusa/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con lampedusa">Lampedusa</a>, Zakaria e i suoi compagni di viaggio vengono mandati a Roma dove dormono una sera in questura perchè nessun centro d&#8217;accoglienza aveva spazio per accoglierli con un minimo di decenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Superati questi &#8220;piccoli&#8221; inconvenienti viene il momento per farsi riconoscere come rifugiato <a href="http://www.liberareggio.org/tag/politico/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con politico">politico</a>. Dal 2008 in Italia esiste una legge che regolamenta le richieste di diritto di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/asilo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con asilo">asilo</a> dei cittadini stranieri e Zakaria è stato, sicuramente, uno &#8220;dei primi&#8221; a poterne godere grazie soprattutto alla sua caparbietà nel portarsi con se tutti i documenti che ne attestavano la professione di giornalista e la provenienza geografica (uno dei problemi maggiori per i profughi e riuscire a dimostrare concretamente da quale paese si è scappati).</p>
<p style="text-align: justify;">Dal momento stesso in cui ha ricevuto i documenti Zakaria non può più tornare al suo paese o uscire dall&#8217;Italia (per lo meno fin quando il suo status di migrante sarà quello di una persona che fugge da una persecuzione accertata). Questo status, però, gli consente di non avere disagi &#8220;tricolori&#8221; eccessivi&#8230;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Se vi aspettate frasi fatte e tragedie senza fine come vi ha abituato la  televisione, sappiate già da subito che qui non ne troverete. Ognuno  tragga la propria interpretazione di quanto sentirà. Questa non è  un’inchiesta e non è una ricerca di chissà che genere; questa è una  chiacchierata tra due ragazzi riguardo fatti ed eventi vissuti che sono  davvero in pochi a conoscere e ad immaginare qui in Italia: fatti ed  eventi- è bene rendersene conto – che a livello aggregato influenzano  fortemente le vicende di attualità e culturali che il nostro paese sta  vivendo. Ma una chiacchierata è uno scambio di idee, curiosità e  conoscenze. Quanto vedrete in questo video e nei prossimi sarà proprio  questo.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/SCEnREp3SEc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/SCEnREp3SEc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Tutte le puntate:</strong><br />
- <a href="../../2010/01/28/essere-giornalisti-in-somalia/" target="_blank">Essere giornalisti… in Somalia</a><br />
- <a href="../../2010/02/04/fuga-dalla-somalia/" target="_blank">Fuga dalla Somalia</a><br />
- <a href="../../2010/02/11/la-libia/" target="_blank">La Libia</a><br />
- <a href="../../2010/02/18/tripoli-lampedusa-il-viaggio/" target="_blank">Tripoli – Lampedusa, il viaggio</a><br />
- <strong><a href="http://www.liberareggio.org/2010/02/25/da-lampedusa-ai-documenti/" target="_blank">Da Lampedusa ai.. documenti</a></strong><br />
- La vita in Italia</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>

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