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	<title>www.LiberaReggio.org &#187; mostra</title>
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	<description>Il Magazine dei Giovani Reggini</description>
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		<title>L&#8217;immagine della Santa Lucia, immagini per la Santa Lucia</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 07:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tonino Sanfedele lo ha annunciato sabato scorso all&#8217;incontro pubblico che abbiamo organizzato alla sala biblioteca della Provincia di Reggio Calabria: da oggi per 5 giorni presso il Lido Gabbiano (contr. San Gregorio &#124; via Nazionale 18 Km 505 &#124; 98058) a Scilla ci sarà una mostra fotografica dedicata al mare. Si chiama Santa Lucia Project ed è un&#8217;iniziativa messa in piedi da Loredana Guinicelli, insieme a tanti cittadini e artisti di Scilla e non solo, per contribuire alla &#8220;ricostruzione&#8221; della spadara &#8220;Santa Lucia&#8221;, tristemente nota per essere stata mandata &#8220;al rogo&#8221;.
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object id="utv371547" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="464" height="372" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="autoplay=false&amp;brand=embed&amp;cid=4586732&amp;locale=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/live/1/4586732" /><param name="name" value="utv_n_98397" /><embed id="utv371547" type="application/x-shockwave-flash" width="464" height="372" src="http://www.ustream.tv/flash/live/1/4586732" name="utv_n_98397" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" flashvars="autoplay=false&amp;brand=embed&amp;cid=4586732&amp;locale=en_US"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Tonino Sanfedele lo ha annunciato <a href="http://www.liberareggio.org/2010/06/11/diretta-streaming-giornalisti-e-cittadini-insieme-nuovi-percorsi-per-linformazione/" target="_blank">sabato scorso</a> all&#8217;incontro pubblico che abbiamo organizzato alla sala biblioteca della Provincia di Reggio Calabria: da oggi per 5 giorni presso il Lido Gabbiano (contr. San Gregorio | via Nazionale 18 Km 505 | 98058) a <a href="http://www.liberareggio.org/tag/scilla/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con scilla">Scilla</a> ci sarà una <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mostra/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mostra">mostra</a> <a href="http://www.liberareggio.org/tag/fotografica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con fotografica">fotografica</a> dedicata al <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mare">mare</a>. Si chiama <a href="http://www.liberareggio.org/tag/santa-lucia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con santa lucia">Santa Lucia</a> Project ed è un&#8217;iniziativa messa in piedi da Loredana Guinicelli, insieme a tanti cittadini e artisti di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/scilla/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con scilla">Scilla</a> e non solo, per contribuire alla &#8220;ricostruzione&#8221; della spadara &#8220;Santa Lucia&#8221;, tristemente nota per essere stata mandata &#8220;al rogo&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/SLP.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8693 colorbox-8621" title="SLP" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/SLP.jpg" alt="" width="485" height="403" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">65 sono i fotografi che hanno donato delle loro opere per contribuire alla raccolta. Le <a href="http://www.liberareggio.org/tag/foto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con foto">foto</a> infatti verranno vendute durante tutto il periodo di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/esposizione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con esposizione">esposizione</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La serata inaugurale (che potete vedere grazie allo streaming curato dai malisoggetti di <a href="http://www.malanova.it/" target="_blank">malanova.it </a>a partire<strong> dalle ore 19.00</strong>) è proprio oggi, ed inizia alle 17.00 per durare fino alle 23.30. Durante la serata sarà presente anche ottima musica con i &#8220;Via del Campo&#8221;, tribute band di Fabrizio De Andrè.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mi resta che augurarmi che ci sia una grande presenza oggi, domani o dopodomani. Lasciatevi emozionare dall&#8217;intensità delle immagini che osserverete e non scordatevi il portafogli a casa. Acquistare una foto sarà un&#8217;azione benefica per Scilla e per tutta la Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi lascio alle parole di apertura <a href="http://www.zantelierstudio.com/santalucia/mostra.htm" target="_blank"><strong>del sito dell&#8217;evento</strong></a> e alla lista degli artisti che hanno donato le loro opere per fermare l&#8217;indifferenza.</p>
<blockquote>
<blockquote style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Una notte mite come tante altre, quella del 20 aprile   2010, nel nostro bellissimo paese. Una notte fatta di incanto di  stelle  e di rumore di mare.<br />
Ma quello che ha illuminato il cielo non era uno dei soliti  tramonti  rosso fuoco, né una delicata alba che inonda il cielo di rosa.<br />
Era la <strong>Santa Lucia</strong>, un’antica passerella,  barca usata  per la pesca del pesce spada, dilaniata dalle fiamme, a  segnare la fine  della notte. Nemmeno le lacrime dell’intero paese sono  bastate a  spegnere il fuoco. Quello stesso fuoco però, mentre si saziava  del  legno della <strong>Santa Lucia</strong> e si estingueva come rogo,  ha  preso vita nei nostri cuori, creando nelle nostre menti un’icona  della <strong>Santa  Lucia</strong> che dalle fiamme, come una fiera  Fenice, risorge.<br />
E’ questo è lo scopo di questa mostra, che ha creato solide  reti  amicali, nelle quali si sono aggrovigliate idee, pensieri, desideri  e  solidarietà.            Questa rete che percorre il mare dal  Mediterraneo all’oceano  Pacifico, passando per il mare Adriatico e  l’oceano Atlantico , usando  le anse dei fiumi e le placide acque dei  laghi, si ferma qui, alla Costa  Viola.<br />
Fra Scilla e Cariddi, le due rupi poste una di fronte  all’altra, note  fin dall’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/antichita/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con antichità">antichità</a> per la pericolosità della navigazione  in questo  tratto di mare, che accoglieva la <strong>Santa Lucia</strong> come la  regina di questo specchio d’acqua.<br />
Questo è il nostro sogno. Rivedere la<strong> Santa Lucia</strong> cavalvare le onde e i suoi coraggiosi naviganti correre come acrobati   sui suoi lunghi ponteggi e torri.<br />
Questo è l’intento della mostra benefica “<strong>Santa Lucia</strong>“,   curata da <strong>Loredana Guinicelli</strong>, con il patrocinio dei   comuni di Scilla e di Villa San Giovanni: ridare al mare la <strong>Santa   Lucia</strong>, ridare agli occhi l’incanto del suo delicato  ondeggiare  sulle acue  magice acque magiche dello Stretto di Messina.<br />
Artisti da tutto il mondo hanno donato le loro opere che verranno   esposte <strong>dal 16 al 20 giugno 2010</strong> nelle terrazze del <strong>Lido   Il Gabbiano</strong> di Scilla, nello scenario magico che è stato   oggetto di racconti meravigliosi: dalle Sirene di Ulisse fino alla Fata   Morgana. Tantissima solidarietà è stata espressa all’evento e questo ci   fa ben sperare che il fuoco brucia in 2 modi. Da un lato distrugge ma   dall’altro purifica.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Loredana Guinicelli </em></p>
<p>Gli artisti che parteciperanno all’evento:<br />
<strong>BRASILE</strong><br />
Mara Mitchell | San Paulo</p>
<p><strong>CROAZIA</strong><br />
Biserko Farcek | Zagabria<br />
Denis Gržetic | Parenzo<br />
Ana Lorencin | Pola<br />
Uzengia Aleksandar Nedic | Vukovar<br />
Karmen Orli?a | Parenzo<br />
Kresimir Zadravec | Zagabria</p>
<p><strong>FRANCIA</strong><br />
Alain Etchepare | Nérac, Ankara (Turchia)<br />
Stefane Le Pape | Bretagna<br />
Bruno Mercier | Carteret,  Normandia<br />
Michel Rajkovic | Asnières-sur-Seine Francia<br />
Fabrice Silly | La Rochelle</p>
<p><strong>INDONESIA</strong><br />
Andhun A Yulianto | Malang, East Java<br />
Hengki Koentjoro | Jakarta<br />
Chaerul Umam – Malang, East Java</p>
<p><strong>INGHILTERRA</strong><br />
Mark David Sadlier | West Malvern,  Worcestershire</p>
<p><strong>ITALIA</strong><br />
Fabrizio  Alampi | Reggio Calabria<br />
<a title="Saverio Autellitano" href="http://www.saverioautellitano.com/" target="_blank">Saverio Autellitano |  Reggio Calabria</a><br />
Micaela Baggi | Lodi<br />
Fabio Barbieri | Trevignano, Rm<br />
Simona Bonanno |  Messina<br />
Michele Brancati | Reggio Calabria<br />
Francesca Calarco | Reggio Calabria<br />
Andrea Cannizzaro | Reggio Calabria<br />
Nino  Cannizzaro | Bagheria, Pa<br />
Antonino Conte | Castellammare di Stabia, Na<br />
Giovanni Cutrupi | Reggio Calabria<br />
Marco Diquattro | Ragusa<br />
<a title="Giulio Di Sturco" href="http://www.giuliodisturco.it/" target="_blank">Giulio Di Sturco |  Cassino, Rm</a><br />
Ninni Donato | Reggio Calabria<br />
Marcello Franceschin | Cuneo<br />
<a title="Loredana Guinicelli" href="http://www.loredanaguinicelli.com/" target="_blank">Loredana  Guinicelli | Reggio Calabria</a><br />
Riccardo Improta |  Roma<br />
Fabio Itri | Reggio Calabria<br />
<a title="Filippo Labate" href="http://www.photolabate.com/" target="_blank">Filippo Labate | Reggio Calabria</a><br />
Luca Lacche | Treviso<br />
<a title="Domenico Lofaro" href="http://www.domenicolofaro.com/" target="_blank">Domenico Lofaro | Reggio Calabria</a><br />
Alessandro Mallamaci | Reggio Calabria<br />
Mayda Mason | Lignano  Sabbiadoro, Ud<br />
Edmondo Mavilla | Reggio Calabria<br />
Silvio Mavilla | Reggio Calabria<br />
<a title="Attilio Morabito" href="http://www.attiliomorabito.it/" target="_blank">Attilio Morabito | Reggio Calabria</a><br />
Ovidiu Morgos | Cosenza<br />
Elisa Moro | Fiume Veneto, Pd<br />
Alessandra Negri | Milano<br />
Massimiliano Ninni | Milano<br />
<a title="Bruno Pantone" href="http://www.brunopantone.com/" target="_blank">Bruno Pantone |  Matera</a><br />
Enzo Penna | Reggio  Calabria<br />
Gaetano Plasmati |  Matera<br />
Teresa Ribuffo | Reggio Calabria<br />
<a title="Stefano Costantino - PhotoSteno" href="http://www.photosteno.it/" target="_blank"><strong>Stefano   Costantino | Reggio Calabria</strong></a><br />
Emanuele Taglieri | Reggio Calabria<br />
Francesco Turano | Reggio Calabria<br />
Adolfo Valente | Treviso<br />
Gianmarco Vetrano | Messina</p>
<p><strong>LIBANO</strong><br />
Hassan Jaber | Beirut</p>
<p><strong>PORTOGALLO</strong><br />
Rui Palha | Lisbona</p>
<p><strong>SLOVENIA</strong><br />
Jure Kravanja |  Celje</p>
<p><strong>SVIZZERA</strong><br />
Philippe Mougin | Losanna<br />
Pierre Pellegrini | Aldesago</p>
<p><strong>TURCHIA</strong><br />
Ebru  Sidar | Ankara<br />
Yalçin Varnali | Istanbul</p>
<p><strong>UKRAINA</strong><br />
Valentyn Kolesnyk | Kiev</p>
<p style="text-align: center;"><strong>USA</strong><br />
Vaggelis Fagidakis | Berkley, California<br />
Don Vu | Saratoga, California</p>
</blockquote>
</blockquote>

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		<title>La morte è sacra. L&#8217;Egitto mai visto, a Villa Zerbi</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2010/04/02/la-morte-e-sacra-legitto-mai-visto-a-villa-zerbi/</link>
		<comments>http://www.liberareggio.org/2010/04/02/la-morte-e-sacra-legitto-mai-visto-a-villa-zerbi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 09:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se nei primi decenni del Novecento Ernesto Schiaparelli ed équipe archeologica non avessero ritrovato tanto materiale appartenuto agli antichi egizi nelle cittadine di Assiut e Gebelein, non solo oggi non potremmo goderne qui, a Reggio Calabria, ma forse la storia avrebbe degli elementi in meno su cui costruire le mappe storiche e culturali del passato egizio. Dopo circa 4000 anni, si è dovuto attendere ancora circa un secolo per poter finalmente assistervi: prima a Torino, poi alla sala del Buonconsiglio di Trento, infine qui, nella mostra “Egitto mai visto” inaugurata a Villa Genoese Zerbi il 21 febbraio, dove rimarrà fino a giugno. Curata da E. D’Amicone e M. Pozzi Battaglia e allestita C. Charalabopoulos, la mostra dà la possibilità di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/Ritrovamento-ad-Assiut-del-sarcofago-di-Shepsittaesi-di-epoca-tolemaica-oggi-conservato-a-Biella.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7710 colorbox-7707" title="Ritrovamento-ad-Assiut-del-sarcofago-di-Shepsittaesi-di-epoca-tolemaica-oggi-conservato-a-Biella" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/Ritrovamento-ad-Assiut-del-sarcofago-di-Shepsittaesi-di-epoca-tolemaica-oggi-conservato-a-Biella-300x246.jpg" alt="" width="300" height="246" /></a>Se nei primi decenni del Novecento <span style="text-decoration: underline;"><a href="file:///G:/Liberareggio/Articoli/Denise/torinoscienza.it%20accademia%20%20%20personaggi%20%20%20Ernesto%20Schiapparelli.htm">Ernesto Schiaparelli</a></span> ed équipe archeologica non avessero ritrovato tanto materiale appartenuto agli antichi egizi nelle cittadine di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/assiut/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con assiut">Assiut</a> e Gebelein, non solo oggi non potremmo goderne qui, a Reggio Calabria, ma forse la storia avrebbe degli elementi in meno su cui costruire le mappe storiche e culturali del passato egizio. Dopo circa 4000 anni, si è dovuto attendere ancora circa un secolo per poter finalmente assistervi: prima a Torino, poi alla sala del Buonconsiglio di Trento, infine qui, nella <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mostra/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mostra">mostra</a> <span style="text-decoration: underline;"><a href="file:///G:/Liberareggio/Articoli/Denise/Mostra%20Egitto%20mai%20visto.%20Le%20dimore%20eterne%20di%20Assiut%20e%20Gebelein.%20Dal%2021%20febbraio%202010%20a%20Reggio%20Calabria%20-%20Servizio%20Ufficiale%20Prenotazione%20Biglietti%20-%20Ticketeria%20s.r.l..htm">“Egitto mai visto”</a></span> inaugurata a Villa Genoese Zerbi il 21 febbraio, dove rimarrà fino a giugno. Curata da E. D’Amicone e M. Pozzi Battaglia e allestita C. Charalabopoulos, la mostra dà la possibilità di superare la contingenza storica per affacciarsi su testimonianze direttamente tangibili di sprazzi di vita antica, tratti da una civiltà che, come anche altre, costituisce un luogo dell’immaginario collettivo: ciascuno di noi istintivamente gli associa mummie, <a href="http://www.liberareggio.org/tag/faraoni/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con faraoni">faraoni</a>, piramidi e quant’altro, in una sorta di maldestro <em>brainstorming</em> postumo che in questa mostra può finalmente trovare un riscontro visivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno degli insegnamenti che è possibile trarre dalla mostra è che la famigerata “livella” di Totò è in fin dei conti solo un’acquisizione recente. Infatti, benché l’epoca a cui risalgono le testimonianze abbia assistito a un “indebolimento del potere faraonico centrale” che “lasciò spazio ad una sorta di democratizzazione dell’aldilà (la sepoltura non è più una prerogativa esclusiva del faraone)”<sup> [</sup>Dall’opuscolo informativo della mostra], godere di una buona posizione sociale influiva non poco sulle modalità di sepoltura nell’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/egitto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con egitto">Egitto</a> del 2000 avanti Cristo. I defunti venivano infatti posti in queste bare d’altri tempi con suppellettili e chincaglierie che non lasciano dubbi intorno alla loro provenienza sociale: i resti ossei si confondono con cofanetti per la toletta, poggiatesta più o meno raffinati, bende in lino, bastoni diversamente affilati dal rilevante valore simbolico e che testimoniano dell’appartenenza al ceto militare, su cui spesso è inciso il nome del proprietario &#8211; segno di un’individualità che vuole valicare i confini terreni. Tutti i sarcofagi in legno al loro esterno ospitano lunghi geroglifici di valenza sacra e riproduzioni iconiche di alcune scene di attività quotidiane, segno della complessa commistione tra sacro e quotidiano, entrambi confluiti nel momento cruciale della morte. Ci sono persino coppie di sarcofagi ritrovati insieme, dalle iscrizioni geroglifiche che iniziano su un <a href="http://www.liberareggio.org/tag/sarcofago/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con sarcofago">sarcofago</a> per proseguire nell’altro, sancendone la continuità: è il caso di due defunti coniugi, di cui ci giungono persino gli impronunciabili nomi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il carattere eminentemente sacro della morte è testimoniato dalla raffigurazione presente all’esterno di tutti i sarcofagi, in corrispondenza del capo,  degli occhi dai tratti netti e dal dotto lacrimale accentuato della divinità egizia Horus, con la specifica intenzione di simboleggiare il transito dell’anima (anzi, anime) del morto dall’interno all’esterno del sarcofago. Si tratta di una specie di varco sacro aperto fra il mondo terreno e quello divino, proprio lì, sul sarcofago. Per l’osservatore contemporaneo, quegli occhi hanno un che di misterioso  di cui si intuisce il valore prezioso e il rimando al magico. Infatti, nonostante le diversità, i vari modi di sepoltura presentano come caratteristica comune il rimando al sacro. La civiltà egizia è impregnata di divino, e la morte ne costituisce un momento chiave, come fossa un anello di congiunzione tra le due dimensioni (il “qua” e il “là”). Ogni sarcofago, eccetto forse il tronco d’albero, allude in maniera più o meno accentuata a Osiride, Horus o Anubi o chi altro ancora &#8211; il panorama divino egizio è decisamente affollato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/images-1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7711 colorbox-7707" title="images (1)" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/images-1.jpg" alt="" width="83" height="115" /></a>Inoltre, come se la distanza temporale facesse cadere in prescrizione ogni diritto di privacy, i resti ossei dei defunti mummificati sono visibili dai sarcofagi scoperchiati, con grande suggestione per l’osservatore: qualcuno si è conservato straordinariamente bene, tanto che è possibile intuirne le fattezze del volto. Per inciso, posso testimoniare di aver visto proprio nei pressi della mummia esposta qualche osservatore scappare intimorito verso altre stanze più rassicuranti (“non sia mai che si alzi e cammini?”, avrà pensato).</p>
<p style="text-align: justify;">Come ogni civiltà complessa, gli egizi si contraddistinguono per una diversità di usi e costumi locali che si riflette anche sulle modalità di sepoltura. La mostra ne offre degli esempi significativi. Oltre alla forma che a noi sembra “classica” del sarcofago rettangolare, sono presenti sarcofagi antropomorfi riccamente decorati, e persino tronchi d’albero scavati adibiti a sedi mortuarie.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, i sarcofagi antropomorfi sembrano tutto tranne che, appunto, sarcofagi. Ignorando sensi e contesti, si sarebbe tentati di scambiarli per eccentrici oggetti d’arredamento, con la funzione di dare un simpatico tocco di colore agli ambienti. Il dispiegarsi delle policromie attraversate da raffigurazioni e geroglifici irride al nostro nero da lutto: questa vivacità testimonia della credenza in un aldilà per così dire migliore dell’al di qua, la convinzione che in fondo morire non sia poi una  tragedia. Anzi. (Le nostre bare, significativamente, sono molto meno divertenti). E’ il segno di un’aspettativa forte presso gli egizi, della convinzione religiosa in una promessa ultraterrena che reca i tratti del riscatto.</p>
<p style="text-align: justify;">L’importanza del momento della morte è testimoniata inoltre dalla ricchezza di rituali, praticati dai sacerdoti, con cui si accompagnava il defunto: dall’estrazione degli organi interni alla mummificazione, fino ad un’accurata preparazione del <em>locus </em>caratterizzata da una ricca oggettistica, il “corredo funerario”; persino <a href="http://www.liberareggio.org/tag/cibo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con cibo">cibo</a>, bevande e unguenti profumati, per accompagnare il morto nel suo trapasso in modo che, come dire, durante il viaggio non gli mancasse nulla.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/images.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7712 colorbox-7707" title="images" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/images.jpg" alt="" width="87" height="130" /></a>Ma se per un occidentale del terzo millennio imbattersi in mummie vere può già risultare sconcertante, non di meno lo è confrontarsi con mummie extra-umane. E’ il caso del gatto mummificato che la mostra esibisce tra il primo e il secondo piano, posto lì come per spiazzare tutti. Pare infatti che i gatti fossero, per gli egizi di 4000 anni fa, degli esseri speciali da venerare, anche per il loro ruolo determinante nella difesa dei raccolti dai topi. Le stesse statuette lignee dalle sembianze felineggianti del dio Anubi testimoniano ancora della straordinaria carica religiosa attribuita all’animale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarcofagi, vasi, sandali, vesti, archi e frecce, modellini di animali, maschere funebri, stele funerarie molto elaborate, statue in legno di varie dimensioni, e, non ultimo, un frammento di pergamena del “Libro dei morti” dalla Necropoli di Tebe risalente all’epoca del Nuovo Regno, 1540 – 1070 a.C. in scrittura ieratica (una specie di variabile stenografica del geroglifico), sono solo alcuni fra i reperti esposti: la morte ne costituisce una sorta di denominatore comune, come un sostrato essenziale. Sarebbe interessante – ho pensato – scrivere una specie di storia universale della morte: sono sicura che in un volume ideale del genere gli egizi spiccherebbero per ricercatezza e complessità. Di sicuro è un progetto un po’ troppo ambizioso, ma nulla proibisce di pensarlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/Posa-della-macchina-fotografica-Scavi-area-archeologica-di-Gebelein.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7713 colorbox-7707" title="Posa-della-macchina-fotografica-Scavi-area-archeologica-di-Gebelein" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/Posa-della-macchina-fotografica-Scavi-area-archeologica-di-Gebelein-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a>Tuttavia, il clamore suscitato da mummie e sarcofagi è significativamente controbilanciato dall’aspetto della quotidianità: le vesti e i sandali appartenuti a persone in carne ed ossa, colpiscono per la loro semplicità quotidiana, che stride con i 4 millenni di distanza. Le riproduzioni in forma di modellino o incisione delle attività quotidiane dell’agricoltura, dell’artigianato, l’allevamento o la navigazione, testimoniano di un’esigenza già pienamente <a href="http://www.liberareggio.org/tag/artistica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con artistica">artistica</a> di rappresentare ed esorcizzare, trascendendolo, il quotidiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Osservando tanti reperti appartenuti a una civiltà così remota, 4000 anni dopo, si ha la sensazione di violare qualcosa di prezioso. Soggezione, curiosità, meraviglia, sconcerto si alternano nell’animo di chi osserva, accompagnati dall’intuizione del loro straordinario valore storico.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe bello poter proporre un <em>excursus</em> intorno al significato di ogni oggetto esposto considerandone i molteplici rimandi ad altri oggetti e contesti: ciascuno di essi infatti costituisce una sorta di “ipertesto” dagli infiniti rimandi ad altri “ipertesti” in cui s’incrocia una miriade di riferimenti antropologici e storici. Gli oggetti antichi sono dei crocevia culturali di immensa portata, i “luoghi” privilegiati da cui non a caso muovono le inferenze degli storici. La mostra rappresenta uno spunto intensissimo per iniziare a guardare al passato con rinnovato entusiasmo.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo con una battuta di spirito. Mi diverte immaginare che fra una manciata di millenni i miei resti smembrati saranno guardati da incuriositi successori, con la targhetta a lato “ritrovata a Reggio Calabria, in epoca Berlusconica”, con tanto di audioguida per le congetture sulla mia identità: “precaria, co.co.pro., come dimostra l’estratto conto ritrovato in frammenti”, a seguito di una accurata decodifica di questa nostra lingua, chi sa forse un giorno il geroglifico per qualcun altro. Scherzo: lo scrivo qui, dopo la morte, per favore, lasciatemi in pace.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Denise Celentano</strong></p>

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		<title>Cornetto&amp;Cappuccino &#8211; Food portraits: piatti ritratti da Bob Noto</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/11/13/cornettocappuccino-food-portraits-piatti-ritratti-da-bob-noto/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 09:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Cornetto&Cappuccino]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[bob]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[noto]]></category>
		<category><![CDATA[ritratti]]></category>
		<category><![CDATA[slow]]></category>

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		<description><![CDATA[Noto soprattutto per la geniale capacità nell’aver saputo conciliare le sue due passioni più grandi, fotografia e gastronomia, e nell’essere riuscito a  proporle al pubblico nella veste succulenta di cibi ritratti.
Chiamarlo fotografo forse non sarebbe esatto, quindi preferisco presentarlo con il suo nome, Bob Noto, lasciando a voi l’onere di definirlo come meglio crediate.
Nasce a Torino dove tutt’ora vive e lavora nella fabbrica di utensileria di sua proprietà. Nel tempo libero si diletta ad immortalare in un click i piatti degli chef più bravi al mondo per poi gustarne i sapori, appagando in un solo gesto vista e palato.
Cura due rubriche settimanali sui siti www.identitagolose.it  e www.lomejordelagastronomia.com.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.liberareggio.org/tag/noto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con noto">Noto</a></em> soprattutto per la geniale capacità nell’aver saputo conciliare le sue due passioni più grandi, <a href="http://www.liberareggio.org/tag/fotografia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con fotografia">fotografia</a> e gastronomia, e nell’essere riuscito a  proporle al pubblico nella veste succulenta di <em>cibi ritratti.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Chiamarlo fotografo forse non sarebbe esatto, quindi preferisco presentarlo con il suo nome, <a href="http://www.liberareggio.org/tag/bob/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con bob">Bob</a> Noto, lasciando a voi l’onere di definirlo come meglio crediate.</p>
<p style="text-align: justify;">Nasce a Torino dove tutt’ora vive e lavora nella fabbrica di utensileria di sua proprietà. Nel tempo libero si diletta ad immortalare in un click i piatti degli chef più bravi al mondo per poi gustarne i sapori, appagando in un solo gesto vista e palato.</p>
<p style="text-align: justify;">Cura due rubriche settimanali sui siti www.identitagolose.it  e www.lomejordelagastronomia.com.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ autore di alcuni pregiati volumi insieme alla scrittrice Alessandra Meldolesi  e ha all’attivo numerose collaborazioni con Apicius, Gambero Rosso, Guide Rouge Michelin, Il Sole 24 Ore, La Repubblica, L&#8217;Espresso, Panorama, <a href="http://www.liberareggio.org/tag/slow/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con slow">Slow</a> <a href="http://www.liberareggio.org/tag/food/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con food">Food</a>, l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche e potrei andare avanti ancora a lungo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci “incontriamo” in un caffè del centro storico e l’imbarazzo iniziale viene immediatamente stemperato dall’ironia travolgente di questo insolito e poliedrico artista.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 21 novembre sarà inaugurata la sua prima <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mostra/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mostra">mostra</a> che si terrà fino al 31 gennaio presso lo Spazio Antiruggine di Castel Franco Veneto (Treviso), un luogo culturale di “controtendenza” nato per promuovere esperienze nuove oltre il perimetro dei classici circuiti convenzionali.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-large wp-image-5825 colorbox-5822" title="1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/11-511x1024.jpg" alt="1" width="491" height="984" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il 21 novembre sarà inaugurata a Castelfranco Veneto la mostra Piatti Ritratti. Come mai ha deciso di esporre i suoi lavori solo ora?</strong><br />
Perché nessuno me lo ha mai chiesto prima!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Piatti Ritratti sarà esposta all’Antiruggine. Non un museo, non la classica <a href="http://www.liberareggio.org/tag/galleria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con galleria">galleria</a>, ma un “capannon”dove una volta si lavorava il ferro…un luogo culturale alternativo gestito dalla famiglia Brunello. Questa decisione è stata casuale oppure dettata da una presa di posizione nei confronti dei luoghi d’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/arte/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con arte">arte</a> ufficiali?</strong><br />
Casuale. La famiglia Brunello ed io siamo stati messi in contatto da Giancarlo Saran, un amico comune.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che rapporto ha con il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/cibo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con cibo">cibo</a>?</strong><br />
Meraviglioso.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="size-large wp-image-5827 aligncenter colorbox-5822" title="2" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/21-511x1024.jpg" alt="2" width="417" height="834" /><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Com’è nata la passione per la fotografia enogastronomica?</strong><br />
La fotografia è una passione di sempre: ho iniziato a fotografare intorno a 16 anni.<br />
La passione per l’alta gastronomia è arrivata invece fra i 25 e 30 anni.<br />
Unire l’una e l’altra  è stata una conseguenza naturale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come definirebbe un suo scatto: fotografia del cibo o still life del cibo?</strong><br />
Posso proporne una terza? Ritratti di cibo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nelle sue <a href="http://www.liberareggio.org/tag/foto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con foto">foto</a> c’è molta post-produzione (mi riferisco al fotoritocco). Ritiene che sia fondamentale per la buona riuscita del lavoro?</strong><br />
Per il mio stile è indispensabile.<br />
In realtà il più delle volte la post-produzione si limita alla scontornatura dei soggetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dietro ad ogni scatto c’è una premeditata progettazione architettonica del cibo?<br />
</strong>Si. Normalmente la determina lo chef .
</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-large wp-image-5829 colorbox-5822" title="3" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/31-511x1024.jpg" alt="3" width="459" height="920" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei gestisce a Torino un’azienda di utensileria. Come riesce a conciliare il lavoro e la passione per la fotografia?<br />
</strong>Lavorare di notte mi piace molto… <strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che macchina <a href="http://www.liberareggio.org/tag/fotografica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con fotografica">fotografica</a> utilizza?<br />
</strong>Prevalentemente una compatta digitale da 12 Megapixel.<br />
Ma possiedo 4 o 5  fotocamere digitali, e non.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Olfatto, vista, tatto, udito, gusto. Associ un aggettivo ad ogni senso.<br />
</strong>Un solo aggettivo per tutti e cinque: indispensabile!!!!!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A tavola è esigente?</strong><br />
Sì, certamente…tu no?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E qual è il suo piatto preferito?</strong><br />
La pasta in tutte le sue forme.
</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-large wp-image-5831 colorbox-5822" title="4" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/41-511x1024.jpg" alt="4" width="413" height="827" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo lei in che misura l’aspetto di una pietanza può concorrere assieme al suo gusto a decretarne il successo?</strong><br />
In alcuni piatti, come riso oro e zafferano di Gualtiero Marchesi, l’estetica è essenziale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ha fotografato i piatti dei migliori chef mondiali. A suo avviso la cucina di quale nazione può competere con quella italiana?</strong><br />
Decisamente nessuna.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Potremmo definire arte la cucina?</strong><br />
Alcuni lo fanno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il suo fotografo preferito?</strong><br />
Christian Vogt.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E invece il suo pittore preferito?</strong><br />
Jackson Pollock.
</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-large wp-image-5833 colorbox-5822" title="5" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/51-511x1024.jpg" alt="5" width="423" height="846" /></p>
<p style="text-align: justify;">Con la certezza di aver suscitato in Voi lettori una buona dose di curiosità oltre che un improvviso senso di acquolina in bocca, non mi resta che segnalarvi uno dei link dove potrete trovare maggiori info su Piatti Ritratti.   <a href="http://brunelloantiruggine.blogspot.com/" target="_blank"><strong>http://brunelloantiruggine.blogspot.com/</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Alla prossima!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Teodora Malavenda</strong></p>

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		<title>Pronti, partenza, Click: al via oggi ReggioFotoGrafia</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/09/09/pronti-partenza-click-al-via-oggi-reggiofotografia/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 18:25:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<description><![CDATA[Ha avuto ufficialmente avvio oggi, 9 settembre, la manifestazione ReggioFotoGrafia con la conferenza stampa e l’inaugurazione della mostra delle venti foto selezionate, presso la galleria Technè Contemporary Art, in Via dei Correttori.
A dare un caloroso benvenuto al pubblico e ai vari rappresentanti della stampa locale, è stata Angela Pellicanò, direttrice della galleria e membro della giuria preselettiva. Dopo aver ringraziato la neonata Associazione Sismi (promotrice dell’evento), e auspicato una futura prossima edizione del concorso, Angela ha sottolineato il comportamento poco professionale e “provinciale” di alcuni partecipanti che hanno inviato le fotografie prive di supporto rigido, non rispettando così le condizioni previste...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-4864 colorbox-4862" title="3" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/33-300x200.jpg" alt="3" width="300" height="200" />Ha avuto ufficialmente avvio oggi, 9 settembre, la manifestazione <strong>ReggioFotoGrafia</strong> con la conferenza stampa e l’inaugurazione della <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mostra/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mostra">mostra</a> delle venti <a href="http://www.liberareggio.org/tag/foto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con foto">foto</a> selezionate, presso la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/galleria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con galleria">galleria</a> Technè Contemporary Art, in Via dei Correttori.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">A dare un caloroso benvenuto al pubblico e ai vari rappresentanti della stampa locale, è stata Angela Pellicanò, direttrice della galleria e membro della giuria preselettiva. Dopo aver ringraziato la neonata Associazione Sismi (promotrice dell’evento), e auspicato una futura prossima edizione del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/concorso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con concorso">concorso</a>, Angela ha sottolineato il comportamento poco professionale e “provinciale” di alcuni partecipanti che hanno inviato le fotografie prive di supporto rigido, non rispettando così le condizioni previste dal bando e di conseguenza  il lavoro svolto dagli organizzatori. Ha altresì manifestato la sua soddisfazione per la grande adesione di partecipanti giovani.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-4865 colorbox-4862" title="2" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/22-300x200.jpg" alt="2" width="300" height="200" />A seguire è intervenuto l’Assessore Enzo Sidari che a causa di impegni immediatamente successivi ha velocemente ringraziato i padroni di casa per essere stato invitato manifestando tuttavia una sorta di rammarico relativo al fatto che si sia focalizzata tanto l’attenzione sui giovani quando invece, a suo dire, sarebbe stato preferibile anche il coinvolgimento di partecipanti più adulti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">E&#8217; comunque mio dovere ricordare che il concorso era aperto a tutti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Molto incisivo è stato l’intervento di Gaetano Tramontana, direttore di Spazio Teatro, e anche lui membro della giuria, che dopo aver illustrato i criteri di valutazione in base ai quali sono state scelte le opere &#8211; “attinenza al tema” e “utilizzo minimo del fotoritocco”- ha concluso esprimendo una sottile nota polemica nei confronti di una politica cittadina ancora troppo poco attenta nei confronti di certi tipi di fermenti non <em>istituzionali</em>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-4866 colorbox-4862" title="1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/12-300x200.jpg" alt="1" width="300" height="200" />A chiusura della conferenza hanno preso la parola Alessandro Mallamaci e Francesca Chiappetta, entrambi soci di Sismi che hanno ricordato gli incontri che si terranno presso la Sala dei Lampadari del Comune di Reggio Calabria a partire da domani pomeriggio ore 16 e che vedranno per tre giorni consecutivi la testimonianza di Giulio Di Sturco, Tiziana <a href="http://www.liberareggio.org/tag/faraoni/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con faraoni">Faraoni</a> e Mimmo Candito, tre nomi autorevoli in materia di comunicazione e <a href="http://www.liberareggio.org/tag/fotografia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con fotografia">fotografia</a>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Terminata la conferenza stampa è stato inaugurato il percorso espositivo della mostra e parallelamente alle foto ammesse alla gara si è scelto di dare spazio anche ad una serie di scatti ritenuti interessanti ma fuori concorso in quanto fin troppo “alterati” o lontani secondo il parere della giuria, dall’”<em>Instabilità</em>” cercata, quello che poi è appunto il tema proposto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Sin da oggi fino a giorno 19 la mostra sarà aperta al pubblico nei seguenti orari: mattina dalle 10 alle 13 e pomeriggio dalle 17 alle 21.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Non resta dunque che presenziare agli interessanti appuntamenti fissati nei giorni a seguire poiché dalla partecipazione nasce il confronto e dal confronto nascono le idee.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;"><strong>Teodora Malavenda</strong></p>

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		<title>Cornetto&amp;Cappuccino &#8211; Dai graffiti in strada all&#8217;esposizione nei musei: l&#8217;evoluzione secondo IABO</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/07/22/cornettocappuccino-dai-graffiti-in-strada-allesposizione-nei-musei-levoluzione-secondo-iabo/</link>
		<comments>http://www.liberareggio.org/2009/07/22/cornettocappuccino-dai-graffiti-in-strada-allesposizione-nei-musei-levoluzione-secondo-iabo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 07:23:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Cornetto&Cappuccino]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[artistica]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[esposizioni]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
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		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[open]]></category>
		<category><![CDATA[souce]]></category>
		<category><![CDATA[strada]]></category>
		<category><![CDATA[writing]]></category>

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		<description><![CDATA[Il writing è una forma espressiva ormai matura, nata alcuni decenni fa in USA e sviluppatasi velocemente e freneticamente in tutto il mondo, invadendo dapprima i vagoni e le pareti delle metropoli, attecchendo poi anche nelle piccole città e nei paesini.
I graffiti, da taluni chiamati impropriamente murales, per gli specialisti “aerosol art”, sono ormai un complemento dell’arredo urbano, un tipo di scrittura ed un’immagine che abbiamo metabolizzato e che non fa più stupore.
Qualcuno li combatte tenacemente, aiutato da sindaci dal pugno di ferro e da un facile (quanto meschino) accostamento tra aerosol art e vandalismo; altri li definiscono arte (vedi l’insospettabile Sgarbi); altri li snobbano o li ignorano.
A...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/writing/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con writing">writing</a> è una forma espressiva ormai matura, nata alcuni decenni fa in USA e sviluppatasi velocemente e freneticamente in tutto il mondo, invadendo dapprima i vagoni e le pareti delle metropoli, attecchendo poi anche nelle piccole città e nei paesini.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">I graffiti, da taluni chiamati impropriamente murales, per gli specialisti “aerosol art”, sono ormai un complemento dell’arredo urbano, un tipo di scrittura ed un’immagine che abbiamo metabolizzato e che non fa più stupore.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Qualcuno li combatte tenacemente, aiutato da sindaci dal pugno di ferro e da un facile (quanto meschino) accostamento tra aerosol art e vandalismo; altri li definiscono arte (vedi l’insospettabile Sgarbi); altri li snobbano o li ignorano.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">A prescindere da ogni tipo di etichettatura, comunque, a me piace lasciare il writing libero di evolversi e di svilupparsi sulle corsie che esso stesso crea e distrugge nel corso dei decenni, talvolta abbracciandosi e contaminandosi con altri generi, altre volte restando puro, conforme allo stile originario e inflessibile nei suoi intenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Ho conosciuto il writing guardando i wild style di Phase 2 e i pezzi dei writer newyorkesi e italiani, ma so di molti che, partendo dal writing, hanno affinato in fretta altre capacità complementari, arricchendo la loro produzione e, qualche volta, allontanandosi definitivamente dal punto di partenza. E’ capitato a molti di partire da una <em>tag</em> per arrivare ad esporre opere d’arte in una <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mostra/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mostra">mostra</a>, lontana dai binari e dalla notte, senza bombole nello zaino e senza paura di essere scoperti in flagrante!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Uno di questi è <a href="http://www.liberareggio.org/tag/iabo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con iabo">IABO</a>, un artista campano, che ho avuto il piacere e l’onore di intervistare dopo aver visto alcune sue opere e aver compreso, per sommi capi, quale fosse la sua direzione creativa.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Ma come al solito, dopo questa discussione, ho scoperto un sacco di cose!!</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>PERCHE’ IABO?</strong><br />
IABO è il nomignolo che mi affidarono i miei amici di skate, poiché qualcuno mi fece notare la mia somiglianza con uno degli attori del famoso film “California Skate”… da quel momento tutti mi chiamavano IABO e quella divenne la mia tag. Così cominciai a scrivere ovunque questo nome, con ogni tecnica possibile, spray, marker di ogni genere, penne, pennarelli, con le dita, con il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/cibo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con cibo">cibo</a>… insomma tutto in modo sempre più maniacale. Sinceramente questo nome non mi piaceva affatto poiché io non mi rispecchiavo esteticamente in quel personaggio e secondo me non funzionava bene come tag. Ti racconto un aneddoto a tal proposito.<br />
Quando cominciai a fare graffiti, nonostante avessi già una tag, ero sempre alla ricerca di un nome che mi si addicesse di più, e in quel periodo di ricerca successe una cosa. Una mattina mio padre mi svegliò di soprassalto dicendomi: “ma tu scrivi IABO?”, e io mezzo assonnato risposi: “si papà!”&#8230; “e allora” rispose mio padre “è uscito un articolo sul Mattino (quotidiano) che parla di te”.<br />
Era il 1995.<br />
Da quel momento in poi decisi di non cambiare mai più la mia tag.
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-4480 colorbox-4479" title="1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/15-200x300.jpg" alt="1" width="200" height="300" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-4481 colorbox-4479" title="2" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/21-146x300.jpg" alt="2" width="146" height="300" /></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>QUANDO HAI INIZIATO E COME?</strong><br />
Era il 1994, avevo circa 14 anni. Ero il classico ragazzino irrequieto di periferia con il forte desiderio di dire a tutti: “io esisto”. In quel periodo iniziai a fare skateboarding e attraverso i  pochissimi video e le riviste che circolavano a quei tempi cominciai a vedere dei graffiti. In realtà nel 1987, alla tenera età di 7 anni, avevo già avuto la fortuna di vedere a New York la famosissima subway che ancora oggi ricordo perfettamente. A Napoli in quel periodo erano pochissimi i writers e di pezzi se ne vedevano davvero pochi, tranne qualcuno al centro storico e sulla metro. Subito mi appassionai a quella disciplina (allora non sapevo nulla di questa forma di espressione e dei suoi legami con l’hip hop). Immediatamente individuai un muro vicino casa mia e munito di guanti da cucina, quattro spray comprati alla ferramenta e un disegno appena abbozzato con su scritto <strong>IABO OR DIE</strong> feci il mio primo pezzo. Dunque fu allora che iniziò il mio percorso nel mondo dei Graffiti. Molte sono state le crew di cui ho fatto parte, dalla TPC ai 13 BASTARDI ai KTM. Poi ad un certo punto del mio viaggio nel writing ho sentito l’esigenza di effettuare degli scarti. Oltre allo spray e alle lettere infatti ho iniziato ad utilizzare nuove tecniche e nuove forme di comunicazione come la pittura, la scultura, i manifesti, gli stencil, gli stickers, il video, la performance, arrivando al punto di non sentirmi più soltanto un writer. Certo, quello resta il mio fondamentale e imprescindibile background, sempre percepibile nel mio lavoro. Tuttavia attuare dei cambiamenti è fondamentale per crescere artisticamente e ricercare nuove forme di espressione, altrimenti c’è il rischio di restare imbrigliati in un’unica formula creativa, limitata e limitante.
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-4482 colorbox-4479" title="3" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/32-225x300.jpg" alt="3" width="225" height="300" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-4483 colorbox-4479" title="4" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/42-225x300.jpg" alt="4" width="225" height="300" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-4484 colorbox-4479" title="5" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/53-225x300.jpg" alt="5" width="225" height="300" /></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">Titolo: <strong>48580 SOGNI A PARTIRE DA 1€</strong><br />
Dimensioni.VARIABILI<br />
Tecnica: ADESIVO PLOTTER<br />
Anno 2009<br />
Luogo: <a href="http://www.liberareggio.org/tag/esposizione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con esposizione">Esposizione</a> Emergency Room al Museo PAN di Napoli<br />
</span></span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { color: #0000ff } --> <!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { color: #0000ff } -->
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="color: #000000;"><em>L’installazione rappresenta  il famoso numero “48580” componendo il quale si donava 1€ alle vittime del terremoto in Abruzzo… chiaramente tutta l’ operazione è una provocazione sulla superficialità dell’ uomo di oggi che vuole purificarsi la coscienza con un semplice sms di 1€. Info: </em></span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.emergencyrooms.org/napoli.html"><em>http://www.emergencyrooms.org/napoli.html</em></a></span></span></p>
</blockquote>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>QUALI ERANO I PUNTI DI RIFERIMENTO IN ITALIA IN QUEL PERIODO?</strong><br />
Per me non c’era un vero punto di riferimento, l’Italia era la brutta copia degli americani, fatta eccezione per qualcuno. Invece attualmente in Italia ci sono dei validissimi artisti capaci, bravi, creativi e interessanti.<br />
Sicuramente ero interessato a tutto ciò che proveniva da New York mentre in un secondo momento, facendo dei viaggi in giro per l’Europa, mi accorsi che qualcosa stava cambiando, in particolare a Berlino (diciamo in tutto il nord Europa), città dove il writing sicuramente aveva preso un&#8217;altra piega, in senso creativo, allontanandosi dal writing puro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>E NEGLI USA? CREDI DI ESSERTI ISPIRATO A QUALCHE SCUOLA O A QUALCHE CORRENTE?</strong><br />
La mia fonte d’ispirazione è stato tutto ciò che proveniva da NY ed esclusivamente cose sui graffiti quindi, dai wild style allo stile delle tag ai throw up.<br />
Mi attiravano soprattutto le cose illegali, ossia i treni e le azioni in città impossibili.<br />
A un certo punto però, attraverso dei libri sulla cultura del writing, mi accorsi di Keith Haring, Jean Michel Basquiat e Andy Warhol. Diciamo che ho conosciuto l’arte attraverso il mondo dei graffiti.<br />
Da quel momento in poi cominciai a documentarmi fino a conoscere quasi tutta l’arte, dai graffiti nelle caverne a oggi. Credo che quello che faccio si avvicini molto alla Pop Art , e penso che l’ultima corrente artistica dopo la Pop Art di fine secolo sia proprio quella degli <em>Street Artists</em>, insomma l’arte proveniente dal mondo dei graffiti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>NEGLI ANNI TI SEI CONCENTRATO DI PIU’ SULL’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/evoluzione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con evoluzione">EVOLUZIONE</a> DELLE LETTERE O SULLE IMMAGINI?</strong><br />
Ti rispondo con una mia frase : “il vero writing non sta solo nelle lettere, lo trovi altrove rompendo gli schemi, la ricerca è la sua rinascita”.
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-4486 colorbox-4479" title="6" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/61-227x300.jpg" alt="6" width="227" height="300" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-4488 colorbox-4479" title="7" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/72-183x300.jpg" alt="7" width="183" height="300" /></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<blockquote>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">Titolo:<strong> L’ACQUA E’ POCA E LA PAPERA CI DANNEGGIA</strong><br />
Dimensioni: 320X220 CM.<br />
Tecnica: ACRILICO E SPRAY SU PARETE<br />
Anno 2008<br />
Luogo: Esposizione mostra collettiva 12&#215;12 al Museo PAN</span></span></p>
</blockquote>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { color: #0000ff } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>CREDI DI AVERE AVUTO UN PARZIALE CAMBIAMENTO DI ROTTA NEL CORSO DEGLI ANNI?</strong><br />
In principio non ti accorgi di nulla visto che sei in una fase di ricerca, ma poi man mano che vai avanti nel tuo lavoro noti che qualcosa sta cambiando.<br />
Io penso che nel corso degli anni c’è stato qualche cambiamento, sia dal punto di vista del concept delle opere che nei contenuti.<br />
Il mio linguaggio si rifà a quello della grafica pubblicitaria in senso stretto, con segnali, semplici, diretti e percepibili da tutti. Tutto ciò è frutto di una attenta ricerca basata sui meccanismi del marketing, del mercato pubblicitario mondiale; diciamo che la mia rotta è quella di diventare un marchio e poi una azienda.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>QUINDI SI PUO’ DIRE CHE TI SEI </strong><em><strong>IMBORGHESITO</strong></em><strong>, </strong><em><strong>ELEVATO</strong></em><strong> O SEMPLICEMENTE </strong><em><strong>PROFESSIONALIZZATO</strong></em><strong>?</strong><br />
Si continua a pensare all’artista come ad un bohémien parigino con l’aria da poeta e la tela sotto il braccio. Certo è un’immagine bella e romantica, ma anacronistica. Sebbene ancora oggi ne esistano di bohémiens rinchiusi nei loro studi, isolati nel loro mondo creativo, credo che gli artisti debbano mettersi in relazione con un contesto mondiale, con la sua smisurata produzione culturale ed economica. Detto questo, l’artista odierno credo che debba professionalizzarsi se si vuole mettere in discussione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>SO DI TANTI CHE, PARTENDO COME WRITER, SI SONO POI EVOLUTI UTILIZZANDO IL LORO TALENTO IN ALTRI CAMPI NON RISPECCHIANTI GLI STESSI VALORI E GLI STESSI PRINCIPI. CHI E’ PASSATO A LINEE DI ABBIGLIAMENTO, CHI A GRAFICHE COMMERCIALI. E TU?</strong><br />
Tutti pensano che per fare l’artista ci vogliano dei principi o dei valori da rispettare, certo, ma non così come si pensa: fare l’artista è un lavoro a tutti gli effetti.<br />
Sinceramente non ci trovo nulla di male che un artista faccia della sua produzione un marchio, o che diventi un grafico o inventi una linea d’abbigliamento, anzi abbiamo molti esempi di artisti storici internazionali che hanno fatto della loro arte un grande business, dando un contributo alla “ricerca” in questo campo, influenzando i grossi produttori sia della pubblicità che della moda. Tutto ciò non fa che alimentare e amplificare il proprio lavoro…anche questa è arte. Come ti ho detto prima, la mia direzione è quella di trasformare la mia produzione in un marchio e, perché no, in un azienda da e per l’arte contemporanea.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>COSA NE PENSI DI CERTA ARTE CONTEMPORANEA E DELL’ACCESO DIBATTITO CHE LE RUOTA INTORNO RIGUARDANTE IL FAMOSO CONCETTO </strong><em><strong>LO POTEVO FARE ANCH’IO</strong></em><strong>?</strong><br />
Condivido quello che dice Bonami: “oggi nell’ambito dell’arte contemporanea non è più essenziale sapere fare qualcosa… l’importante è pensare, in ogni caso e possibilmente prima degli altri, la cosa giusta, al momento giusto”.<br />
E’ certo che tutti possono fare, ma è il modo e il momento che cambia.<br />
Ti dico la mia in proposito: io ho sempre pensato di rendere la mia produzione come una “<a href="http://www.liberareggio.org/tag/open/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con open">open</a> source”. Ti faccio un esempio: immagina se wikipedia fosse limitato nell’utilizzo e nelle informazioni…e se nessuno fosse capace di usarlo. Sarebbe un fallimento totale ed uno spreco di energie e di denaro di proporzioni inimmaginabili, sarebbe un prodotto destinato a pochi  intenditori (come lo è l’arte in genere), invece wikipedia ha messo a punto un dispositivo che tutti, e dico tutti, possono usare e soprattutto modificare aggiungendo sempre più informazioni senza limiti e senza alcun problema.<br />
Dunque, perché non pensiamo che l’arte possa essere come una open source? La mia produzione e la mia ricerca artistica sono su questa linea.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>MI SPIEGHI MEGLIO LA FACCENDA DEL MADRE?</strong><br />
In realtà la faccenda parte da molto lontano.<br />
Circa un anno fa sono stato contattato da un curatore del Museo MADRE, dove mi si proponeva di co-curare una mostra dedicata alla Street Art.<br />
Non si conosce il motivo per cui questa mostra non è stata mai approvata dai vertici del MADRE.<br />
L’idea è nata in seguito alla mostra <em>Urban Superstar Show</em><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span>(nessuno sapeva dell’esistenza di questa mostra) organizzata dalla galleria romana Mondo POP, che si è tenuta a maggio scorso negli spazi (Bar- Ristornate) del Museo MADRE coinvolgendo gli urban artists più rappresentativi di tutto il mondo.<br />
Fin qui tutto bene, solo che nella lista degli artisti invitati non c’era neanche l’ombra di un artista del sud, praticamente per qualcuno l’arte si ferma e finisce a Frosinone.<br />
Appena appresa la notizia ne parlo con Augusto De Luca (il <em>Cacciatore di Graffiti</em> <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.myspace.com/augustodeluca"><span style="color: #000000;">http://www.myspace.com/augustodeluca</span></a></span></span>), discutendo su come mai non fossero stati invitati artisti del sud in quella mostra, nonostante di artisti validi al sud ce ne siano abbastanza.<br />
Da qui in poi, in modo molto naturale, è nata l’idea di MADRE SNATURATA. Sono subito partito con la contraffazione del logo che da MADRE (Museo d’Arte contemporanea Donna Regina Napoli) è diventato MADRE SNATURATA (Museo d’Arte Dimenticata Malafemmena Napoli).<br />
L’azione/performance è partita in forma anonima, abbiamo attivato due pagine web su Facebook e myspace (<span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.myspace.com/madresnaturata"><span style="color: #000000;">www.myspace.com/madresnaturata</span></a></span></span>) a nome di Lucio Amelio, il famoso Gallerista napoletano scomparso nel 1994 che è diventato il portavoce della protesta.<br />
Subito dopo ci è venuta l’idea di girare il remake sullo spot del Museo MADRE, (che ha spopolato nella rete <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://current.com/items/89994934_spot-remake-madre-snaturata-di-iabo-il-cacciatore-di-graffiti.htm"><span style="color: #000000;">http://current.com/items/89994934_spot-remake-madre-snaturata-di-iabo-il-cacciatore-di-graffiti.htm</span></a></span></span>), ed a quel punto io e il <em>Cacciatore</em> abbiamo deciso di rendere pubblica la paternità di tutta l’operazione dichiarandoci con la stampa e internet.<br />
Dopo di che, nel giro di due giorni, intorno al movimento MADRE SNATURATA si è mossa gran parte della comunità degli street artists e non solo; anche galleristi, curatori ecc che ne hanno sposato la causa.<br />
Tra i tanti attivisti in prima linea, impossibile non notare il <em>collettivo Satoboy</em> che ha trasformato l’immagine dell’operazione in vero tormentone, e il supporto dell’ormai noto magazine on line Ziguline di Dimitri Grassi.<br />
L’azione pacifica si è conclusa con le più svariate performance di vari artisti, sia fuori dal Museo che in tutta la città, con installazioni, stickers e manifesti. Tra gli artisti: Satoboy collective, Korvo, Helios &amp; Trapani e altri.<br />
Io insieme al <em>Cacciatore di Graffiti</em> abbiamo stampato circa 10 <a href="http://www.liberareggio.org/tag/ritratti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ritratti">ritratti</a> di Lucio Amelio di 2,50 metri (<span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/home.php#/album.php?aid=159966&amp;id=1044943191"><span style="color: #000000;">http://www.facebook.com/home.php#/album.php?aid=159966&amp;id=1044943191</span></a></span></span>) attaccandoli in vari punti strategici della città…lo sguardo malinconico di Lucio Amelio porta a mò di postilla il logo contraffatto sulla sua testa, sottolineando ironicamente l’errore del Museo Napoletano.<br />
Tutta l’ azione/performance MADRE SNATURATA ha ottenuto nel giro di pochissimi giorni oltre 10 articoli sui  quotidiani più importanti e un centinaio di  recensioni su siti web. (Per info più dettagliate: <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ziguline.com/12/04/2009/madre-snaturata-la-risposta-degli-street-artist-dimenticati/"><span style="color: #000000;">http://www.ziguline.com/12/04/2009/madre-snaturata-la-risposta-degli-street-artist-dimenticati/</span></a></span></span>).<br />
La risposta del MADRE è stata questa: “Noi  non abbiamo nessun potere decisionale sulla scelta del curatore della mostra, in quanto abbiamo accettato soltanto un pacchetto chiuso.”<br />
Qualche giorno dopo mi è arrivato un invito di partecipazione a una mostra al MADRE, ma io ho semplicemente rifiutato.<br />
Se mai dovessi partecipare ad un’iniziativa del Museo MADRE, lo farei solo a una condizione: quella di fare un esposizione coinvolgendo tutto il meridione.</p>
<blockquote>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-4491 colorbox-4479" title="8" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/81-225x300.jpg" alt="8" width="225" height="300" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-4492 colorbox-4479" title="9" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/9-291x300.jpg" alt="9" width="291" height="300" /></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="color: #000000;"> <span style="font-size: x-small;">Titolo: <strong>MADRE SNATURATA</strong><br />
Dimensioni: 200X180 CM<br />
Tecnica: stampa plotter<br />
Anno 2009<br />
Luogo: NAPOLI</span></span></p>
</blockquote>
<blockquote>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;"><img class="alignnone size-medium wp-image-4493 colorbox-4479" title="10" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/10-237x300.jpg" alt="10" width="237" height="300" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-4494 colorbox-4479" title="11" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/111-200x300.jpg" alt="11" width="200" height="300" /><br />
</span></span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="color: #000000;"> <span style="font-size: x-small;">Titolo: <strong>PERFORMANCE. IABO CATTURA IL CACCIATORE DI GRAFFITI</strong><br />
Dimensioni: variabili<br />
Tecnica: plexiglass, sculture in legno ferro e resina<br />
Anno 2007<br />
Luogo: Esposizione mostra personale di IABO alla NOTgallery Napoli</span></span></p>
</blockquote>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { color: #0000ff } -->
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>SO CHE NON AMI ESSERE ETICHETTATO COME WRITER, MA COSA MI RACCONTI SULLA SCENA DEL WRTITING NELLA TUA CITTA’?</strong><br />
Esatto non amo le etichette, in quanto oggi non mi sento più un writer… probabilmente non lo sono mai stato.<br />
Non ho nulla da dire, inoltre la scena che c’è attualmente è uguale a quando ho iniziato io, cioè 15 anni fa. Non c’è stata una vera e propria  evoluzione dal punto di vista creativo, tutto è rimasto legato al writing puro, fatta eccezione per qualcuno che ha osato, uscendo definitivamente dal writing e dalla lettera, utilizzando le più svariate tecniche, che si avvicinano sempre più spesso alla comunicazione pubblicitaria urbana.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>NEL TUO </strong><em><strong>MY SPACE</strong></em><strong> HO VISTO SHAONE IN TOP LIST…SO CHE A LIVELLO DI WRITING HA FATTO MOLTO.</strong><br />
Shaone docet.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>COSA NE PENSI DELL’ARTE MUSEALIZZATA? E’ UNA DIMENSIONE MOLTO DIFFERENTE DA QUELLA DI STRADA?</strong><br />
I musei sono importanti perché storicizzano, sono importanti perché sono il luogo per eccellenza deputato all’arte; sono importanti perché altrimenti il mercato e il business della cultura non avrebbero alcun senso; sono importanti perché grazie a questo tipo di struttura oggi possiamo toccare con mano l’arte della storia, dai graffiti nelle caverne fino ai giorni nostri.<br />
Detto questo, penso che oggi  la parola museo si dovrebbe re/immaginare, nel senso che nell’immaginario collettivo questa parola è legata a un uso e consumo dell’arte standardizzato. Abbiamo molti esempi di musei importanti (il MoMA, il Centre Pompidou, il  Guggenheim ecc..) che stanno stravolgendo il significato e  l’immagine del museo classico. Questo va bene, solo che dovrebbero effettuare qualche scarto in più, ad esempio dare molto più spazio ai giovani creativi e non solo.<br />
E’ chiaro che le dinamiche della strada sono molto differenti del museo: una cosa è esporre al chiuso e una cosa è esporre a cielo aperto.<br />
Il writing, la street art, l’urban art ecc. vanno lasciati dove sono, in strada. Non ha senso portare il prodotto urbano al “chiuso”. Questa cosa chiamata Street Art si deve consumare sotto gli sguardi della gente, del tempo, dalla polvere, della pioggia e dello smog fino a che non scomparirà del tutto. Questo è il senso di quello che gli street artists fanno nel loro museo più grande: la CITTA&#8217;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>NON TI SPAVENTA IL RISCHIO DI MERCIFICAZIONE DELLA TUA ARTE? HAI MAI FATTO QUALCOSA DI CUI NON ERI PIENAMENTE CONVINTO IN QUESTO SENSO?</strong><br />
Assolutamente no! Sono sempre deciso e convinto dei mie passi, non mi sbaglio mai! In quanto alla mercificazione (parola che amo) non mi spaventa affatto… anzi! Ti dico che la mia direzione è proprio  questa: mettere in rapporto la mia produzione con la grande produzione economica mondiale. Il bello dell’arte è proprio questo per me: rendere merce l’arte. “Questo è il mio tempo e questo do al mio tempo”, perchè non dovrei vivere di quello che produco, e perché non dovrei vendere le mie opere?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>QUANTE E QUALI SONO LE FORME ESPRESSIVE CHE UTILIZZI?</strong><br />
Tutte e tutto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>CON QUALI CURATORI HAI COLLABORATO E CON QUALI TI PIACEREBBE COLLABORARE?</strong><br />
Tra quelli più importanti ci sono:<br />
Gianluca Marziani, Julia Draganovic, Francesco Poli, Eugenio Viola e Adriana Rispoli, Gigiotto Del Vecchio. Collaborerei sicuramente con Marc Olivier Wahler, direttore del museo di Parigi Palais de Tokyo, dove lui stesso in una visita (segreta) al Palazzo delle <a href="http://www.liberareggio.org/tag/esposizioni/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con esposizioni">Esposizioni</a> di Roma (dove ho esposto con la mia personale) ha scelto come location per un intervista rilasciata a NextExit di farsi fotografare davanti a una mia opera.<span lang="en-GB"><br />
(</span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/IABO.IABO?ref=profile#/photo.php?pid=1396985&amp;id=1044943191"><span style="color: #000000;"><span lang="en-GB">http://www.facebook.com/IABO.IABO?ref=profile-/photo.php?pid=1396985&amp;id=1044943191</span></span></a></span></span><span lang="en-GB">)</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>IN EUROPA VENGONO ORGANIZZATE DIVERSE COLLETTIVE CHE HANNO UNA NOTEVOLE RISONANZA SULLA SCENA ARTISTICA INTERNAZIONALE. C’E’ UN EVENTO AL QUALE TI PIACEREBBE PARTECIPARE?</strong><br />
Ce ne sono tanti….comunque sicuramente preferirei andare oltre oceano, ad esempio ad una fiera internazionale tipo <em>Art Basel</em> a Miami, oppure il massimo sarebbe a New York da <em>Gagosian</em>, e perché no anche in Italia alla <em>Biennale di Venezia</em><span style="font-size: x-small;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>QUAL’E’ IL TUO ULTIMO LAVORO?</strong><br />
Il mese scorso si è conclusa la mia personale al Palazzo Delle Esposizioni di Roma all’interno di ROMA – THE ROAD TO CONTEMPORARY ART sezione THE FAIR a cura di NOTgallery, dove ho esposto un’ installazione di quattro lavori su tela di grande formato (270 x 270 x15 cm) dal titolo “Me l’hann Hitler” che sono 4 versioni dedicate a Hitler. Info sul Corriere del Mezzogiorno (<span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=29240a886b962097"><span style="color: #000000;">http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=29240a886b962097</span></a></span></span>).<br />
A fine giugno ho esposto in una personale a cura di Julia Draganovic a Napoli alla Fondazione SDN.<span lang="en-GB"><br />
(</span><span lang="en-GB">Info su </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilsabatodelleidee.it/"><span style="color: #000000;"><span lang="en-GB">http://www.ilsabatodelleidee.it</span></span></a></span></span><span lang="en-GB">). </span></p>
<blockquote>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span lang="en-GB"><img class="alignnone size-medium wp-image-4495 colorbox-4479" title="12" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/121-225x300.jpg" alt="12" width="225" height="300" /><br />
</span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">Titolo: <strong>ME L’HANN HITLER</strong><br />
Dimensioni: 570X570X15<br />
Tecnica: ACRILICO SU TELA<br />
Anno 2008<br />
Luogo: Esposizione “SCALA MERCALLI IL TERREMOTO DELLA STREET ART  ITALIANA</span></span><span style="color: #000000;">”<br />
</span>http://www.scalamercalli.it</p>
</blockquote>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><em>Si tratta di lavori che rappresentano a mo&#8217; di fumetto il capo del nazismo secondo prospettive diverse. Un faccione è timbrato con il simbolo della svastica, uno con il logo del cuore &#8211; è l&#8217;Hitler «gay» -, uno con la croce, l&#8217;Hitler «prete». E infine il teschio, a contraddistinguere il dittatore fanatico criminale.<br />
Il lavoro si basa sulla sinteticità dell&#8217;opera. E il titolo nasce dal fatto che nel corso del tempo se ne sono  sentite tantissime su Hitler: inflessioni, tendenze, perversioni. Ovviamente non si tratta di giudizi politici ma semplicemente trasposizione su tela di un&#8217;idea ironica, leggera.</em></span>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="color: #000000;"><em><img class="alignnone size-medium wp-image-4496 colorbox-4479" title="13" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/131-225x300.jpg" alt="13" width="225" height="300" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-4497 colorbox-4479" title="14" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/141-300x225.jpg" alt="14" width="300" height="225" /></em></span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"> <em>I lavori in queste <a href="http://www.liberareggio.org/tag/foto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con foto">foto</a> sono della personale di IABO che si è tenuta a Roma al Palazzo delle  Esposizioni durante “ROMA THE ROAD TO CONTEMPORARY ART” ad aprile.</em></span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>COSA TI PIACEREBBE FARE DA GRANDE?</strong><br />
Quello che sto facendo: l’artista.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
Il legame tra Graffiti Art e hip hop è molto forte, tanto che il writing è proprio uno dei famosi quattro elementi dell’hip hop (assieme al rap, al djing e alla breakdance). Tuttavia non tutti i writers compiono lo stesso cammino: alcuni hanno sempre creato Street Art senza amare o conoscere l’hip hop, altri hanno avuto un’evoluzione tale da discostarsi progressivamente da quello che rappresentava il substrato originario, la cosiddetta “foundation”. IABO è uno di questi.<br />
Intervistare Iabo è stata un’esperienza piacevole ed interessante. Mi piacciono le sue opere, e in parte condivido anche la sua idea di evoluzione e di miglioramento.<br />
Certo, i termini “mercato”, “business” e soprattutto “merce” li adopero sempre con molta cautela, convinta fermamente che l’arte, nelle sue forme libere, rappresenti una delle ultime armi di espressione e di resistenza umana capace di sottrarsi al sistema di “mercificazione” che lentamente degrada tutto ciò che invade e vende…ma so anche che la diversità arricchisce e che il confronto di idee fa crescere.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
Come al solito spero di aver catturato la vostra attenzione e soddisfatto la vostra curiosità.
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"><strong>Teodora Malavenda</strong></p>

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		<title>La settimana della ReggioSfera</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/03/09/la-settimana-della-reggiosfera-18/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 18:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Settimana della ReggioSfera]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[antichità]]></category>
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		<description><![CDATA[2 marzo 2009 &#8211; Il mercato della frutta a Reggio Calabria &#8211; by Joe Mannarino
La Pagina &#8211; Peppe Caridi Live News
Audiovisivo bellissimo dedicato al mercato della frutta reggino. Le voci e le immagini&#8230; uniche dal sapore, dai colori, dagli odori di casa. Delizioso! Scialatevi&#8230;
3 marzo 2009 &#8211; Quel bocconcino dell&#8217;Expo 2015
Il blog di Claudio Cordova
Milano e Reggio Calabria saranno città gemellate fino alla grande esposizione universale. Milano e Reggio collaboreranno in questi anni. Ma Milano, secondo la commissione parlamentare antimafia, è la vera capitale della &#8216;ndrangheta. Reggio non poteva che esservi gemellata!
4 marzo 2009 &#8211; Raghion Calcidiese
Il...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-220 colorbox-2097" title="reggiosfera1" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2008/10/reggiosfera1-300x159.jpg" alt="reggiosfera1" width="300" height="159" /></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://peppecaridi2.wordpress.com/2009/03/02/il-mercato-della-frutta-a-reggio-calabria-by-joe-mannarino/"><strong>2 marzo 2009 &#8211; Il mercato della frutta a Reggio Calabria &#8211; by Joe Mannarino</strong></a><br />
<em>La Pagina &#8211; Peppe Caridi Live News</em><br />
Audiovisivo bellissimo dedicato al <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mercato/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mercato">mercato</a> della <a href="http://www.liberareggio.org/tag/frutta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con frutta">frutta</a> reggino. Le voci e le immagini&#8230; uniche dal sapore, dai colori, dagli odori di casa. Delizioso! Scialatevi&#8230;</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://claudiocordova.wordpress.com/2009/03/03/quel-bocconcino-dellexpo-2015/"><strong>3 marzo 2009 &#8211; Quel bocconcino dell&#8217;Expo 2015</strong></a><br />
<em>Il blog di Claudio Cordova</em><br />
Milano e Reggio Calabria saranno città gemellate fino alla grande <a href="http://www.liberareggio.org/tag/esposizione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con esposizione">esposizione</a> universale. Milano e Reggio collaboreranno in questi anni. Ma Milano, secondo la commissione parlamentare antimafia, è la vera capitale della &#8216;ndrangheta. Reggio non poteva che esservi gemellata!</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://natalezappala.blogspot.com/2009/03/rhegion-calcidese.html"><strong>4 marzo 2009 &#8211; Raghion Calcidiese</strong></a><br />
<em>Il blog di Natale Zappalà</em><br />
Ricostruzione video della città di Reggio nei secoli VI e V a. C.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://ilsalli.altervista.org/favole-riflessi/"><strong>5 marzo 2009 &#8211; Favole &amp; Riflessi</strong></a><br />
<em>La vita va filtrata &#8211; Saverio Autelitano</em><br />
Saverio annuncia la <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mostra/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mostra">mostra</a> <a href="http://www.liberareggio.org/tag/fotografica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con fotografica">fotografica</a> a cui parteciperà e di cui abbiamo dato ampia visione in due nostri articoli dell&#8217;ottima Laura. In più nel suo blog è possibile sfogliare in digitale la brochure completa della mostra con le immagini esposte e le descrizioni per ognuna di esse. Andatela a visitare!!!</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.olympuslabs.org/2009/03/06/la-repubblica-delle-banane-e-dei-privilegi/"><strong>6 marzo 2009 &#8211; La Repubblica delle Banane e dei privilegi</strong></a><br />
<em>Olympuslabs &#8211; Francesco Biacca</em><br />
Ormai lo sappiamo tutti che certa gente mangia e si strafoga sulle nostre spalle. Ma cosa facciamo per impedirlo?</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.antoninomonteleone.it/2009/03/07/venti-minuti-di-follia/"><strong>7 marzo 2009 &#8211; Venti minuti di follia</strong></a><br />
<em>Il blog di Antonino Monteleone</em><br />
<a href="http://www.liberareggio.org/tag/informazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con informazione">Informazione</a> bigotta! Vengo a sapere che è nato un free press per i pendolari dello stretto dal nome &#8220;Venti minuti&#8221;. Leggendo Antonino scopriamo anche che sparano certe cazzate da capogiro.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.aeroportorc.com/foto-video-gallery/il-nuovo-pontile-foto-e-video-del-070309"><strong>8 marzo 2009 &#8211; Il nuovo pontile: foto e video del 07/03/2009</strong></a><br />
<em><a href="http://www.liberareggio.org/tag/aeroporto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con aeroporto">Aeroporto</a> RC &#8211; Portale non ufficiale</em><br />
Gran bel lavoro sta facendo questo sito/blog! Costantemente ci tiene informati su quel che riguarda una delle strutture strategiche della nostra città. Ultimamente è il <a href="http://www.liberareggio.org/tag/pontile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con pontile">pontile</a> che tiene banco. I lavori sono andati avanti ma la sensazione di abbandono, di incomprensibile incompletezza e incuria contua a persistere esattamente come prima. Tutto è documentato con <a href="http://www.liberareggio.org/tag/foto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con foto">foto</a> e video in presa diretta. Ottimo lavoro!
</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>ps. &#8211; se conoscete altri blog o blogger reggini attivi nell&#8217;ultimo mese non esistate a segnalarceli tramite commenti</em></p>

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		<title>Perchè la fotografia è arte&#8230; Mostra fotografica &#8220;Favole &amp; Riflessi&#8221; presso l&#8217;Art Gallery Leucò</title>
		<link>http://www.liberareggio.org/2009/03/09/perche-la-fotografia-e-arte-mostra-fotografica-favole-riflessi-presso-lart-gallery-leuco/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 10:25:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
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		<category><![CDATA[fotografica]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si guarda una foto, si và al di là della semplice osservazione di quello che essa ritrae. La maggior parte delle volte si ricorda quell&#8217;evento o persona del passato, si ammira un paesaggio nuovo per i nostri occhi oppure si contempla con occhi diversi quel determinato paesaggio così tanto familiare.
Come diceva John Hedgecoe (noto fotografo contemporaneo): &#8220;La fotografia è probabilmente fra tutte le forme d&#8217;arte la più accessibile e la più gratificante. Può registrare volti o avvenimenti oppure narrare una storia. Può sorprendere, divertire ed educare. Può cogliere, e comunicare, emozioni e documentare qualsiasi dettaglio con rapidità e precisione&#8221;.
Tutto questo turbine di emozioni e soprattutto,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2117 colorbox-2116" title="favoleriflessi" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/03/favoleriflessi-300x300.jpg" alt="favoleriflessi" width="300" height="300" />Quando si guarda una <a href="http://www.liberareggio.org/tag/foto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con foto">foto</a>, si và al di là della semplice osservazione di quello che essa ritrae. La maggior parte delle volte si ricorda quell&#8217;evento o persona del passato, si ammira un paesaggio nuovo per i nostri occhi oppure si contempla con occhi diversi quel determinato paesaggio così tanto familiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Come diceva John Hedgecoe (<a href="http://www.liberareggio.org/tag/noto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con noto">noto</a> fotografo contemporaneo):<em> &#8220;La <a href="http://www.liberareggio.org/tag/fotografia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con fotografia">fotografia</a> è probabilmente fra tutte le forme d&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/arte/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con arte">arte</a> la più accessibile e la più gratificante. Può registrare volti o avvenimenti oppure narrare una storia. Può sorprendere, divertire ed educare. Può cogliere, e comunicare, <a href="http://www.liberareggio.org/tag/emozioni/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con emozioni">emozioni</a> e documentare qualsiasi dettaglio con rapidità e precisione&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo turbine di emozioni e soprattutto, per alcune immagini, oserei dire &#8220;<em>Déjà vu</em>&#8221;  l&#8217;ho personalmente provato osservando attentamente, una ad una, le foto della <a href="http://www.liberareggio.org/tag/mostra/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mostra">mostra</a> <a href="http://www.liberareggio.org/tag/fotografica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con fotografica">fotografica</a>, intitolata &#8220;<strong>Favole&amp;Riflessi</strong>&#8221; (come, non a caso, l&#8217;omonima opera di Neil Gaiman) , che Venerdì 6 marzo 2009 è stata inaugurata presso l&#8217;<strong>art gallery Leucò</strong>, con padrino della serata il <strong>Prof . Silvio Mavilla</strong>, e che terminerà mercoledì 11 marzo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-large wp-image-2122 aligncenter colorbox-2116" title="l_dsc00235" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/03/l_dsc00235-1024x768.jpg" alt="l_dsc00235" width="559" height="419" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Favole&amp;Riflessi&#8221;</strong>, non è solo un esempio di &#8220;fotografia sociale&#8221; ma anche un &#8216;viaggio&#8217; che gli artisti hanno fatto all&#8217;interno di loro stessi usando diversi linguaggi, rappresentati attraverso le loro &#8216;opere&#8217;. Hanno voluto trasmettere qualcosa dei loro più segreti pensieri e piaceri e delle loro più forti emozioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Osservando attentamente le fotografie, i tre autori sono riusciti in modo geniale ad unire immagini che sembrano di primo acchito  così diverse ma che in realtà fanno parte di un unico filone&#8230; che io chiamo, in questo caso,  &#8216;vita vissuta&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-2127 colorbox-2116" title="l_dsc00258" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/03/l_dsc00258-300x225.jpg" alt="l_dsc00258" width="300" height="225" />Cosicché, osservando le foto di <strong>Saverio Autellitano</strong> possiamo osservare paesaggi della nostra terra da una prospettiva diversa&#8230;dove anche una semplice rampa di scale può farti incuriosire con quel gioco di profondità che l&#8217;autore è riuscito perfettamente  a catturare. <strong>Stefano Costantino</strong>, invece, riesce a cogliere quel preciso attimo in cui quella particolare ed importante emozione viene riproposta sulla scena da un ballerino che la interpreta con il suo corpo o da un attore che la infonde con le sue parole. <strong>Loredana Guinicelli</strong> è riuscita, attraverso i suoi autoritratti, oltre che a dirci qualcosa dei suoi più segreti pensieri, anche a toccare, a mio avviso, temi attuali riguardo al modo in cui oggi le donne si guardano dentro e su come vedono il mondo che le circonda.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo, nel presentare gli autori, ho usato l&#8217;espressione &#8216;vita vissuta&#8217;. Perché la perfetta fusione delle loro opere ci accompagna attraverso un unico viaggio che và dall&#8217;interno di noi stessi al mondo che ci circonda.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo vi consiglio di andare a visitare questa mostra con occhi semplici ed il cuore pieno di emozioni.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Laura Amodeo</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ringraziamo gli artisti per averci concesso alcune immagini della mostra.</em></p>
<p style="text-align: justify;">FOTOGRAFI<br />
<a href="http://www.photosteno.it/" target="_blank">- www.photosteno.it</a>
</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.saverioautellitano.com/">- www.saverioautellitano.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.loredanaguincelli.com/">- www.loredanaguincelli.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberareggio.org/tag/galleria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con galleria">GALLERIA</a><br />
<a href="http://www.leucogallery.it/">www.leucogallery.it<br />
</a>sita in via crocefisso 44-46- Reggio Calabria
</p>
<p style="text-align: justify;">

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