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	<title>www.LiberaReggio.org &#187; sostenibile</title>
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	<description>Il Magazine dei Giovani Reggini</description>
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		<title>A Palizzi, i Sentieri del Suono</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 08:27:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti & Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Portare le persone nei luoghi stessi della musica e della tradizione, rendere il visitatore protagonista in momenti di pratiche di vita quotidiana, nel pieno rispetto di un mondo che sta scomparendo. Vogliamo offrire attraverso itinerari legati alla cultura, all’enogastronomia, all’artigianato, e alla musica l’occasione di ripercorrere la vita dei nostri paesi ormai quasi abbandonati&#8221;
Inizia così la presentazione di Mimmo Morello dell&#8217;evento &#8220;Sentieri del suono&#8221; che si terrà a Palizzi (RC) il 26, 27 e 28 giugno. L&#8217;area grecanica della provincia di Reggio è un territorio ricchissimo di cultura, sviluppatasi dall&#8217;incontro di differenti culture e costumi mediterranei, di storia e di storie, di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Portare le persone nei luoghi stessi della musica e della tradizione, rendere il visitatore protagonista in momenti di pratiche di vita quotidiana, nel pieno rispetto di un mondo che sta scomparendo. Vogliamo offrire attraverso itinerari legati alla cultura, all’enogastronomia, all’<a href="http://www.liberareggio.org/tag/artigianato/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con artigianato">artigianato</a>, e alla musica l’occasione di ripercorrere la vita dei nostri paesi ormai quasi abbandonati&#8221;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3750 colorbox-3747" title="palizzi_sentieri_del_suono" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/palizzi_sentieri_del_suono-223x300.jpg" alt="palizzi_sentieri_del_suono" width="223" height="300" />Inizia così la presentazione di Mimmo Morello dell&#8217;evento <a href="http://sentieridelsuono.blogspot.com/"><strong>&#8220;Sentieri del suono&#8221;</strong></a> che si terrà a <a href="http://www.liberareggio.org/tag/palizzi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con palizzi">Palizzi</a> (RC) il 26, 27 e 28 giugno. L&#8217;area grecanica della provincia di Reggio è un territorio ricchissimo di cultura, sviluppatasi dall&#8217;incontro di differenti culture e costumi mediterranei, di storia e di storie, di musica e artigianato, di ottimo cibo e di gran buon vino.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;iniziativa organizzata dall&#8217;associazione culturale &#8220;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/sentieri/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con sentieri">Sentieri</a> del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/suono/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con suono">Suono</a>&#8221; con la collaborazione di Le radici del <a href="http://www.liberareggio.org/tag/suono/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con suono">suono</a>, l&#8217;associazione Odisseas, l&#8217;Ass. culturale Palizzi e con il patrocinio del comune di Palizzi si inserisce in un contesto che mira a sviluppare incontri tra la realtà locale e la curiosità di chi vuole scoprirne la storia e i costumi. Si tratta dunque di un progetto di <a href="http://www.liberareggio.org/tag/turismo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con turismo">turismo</a> <a href="http://www.liberareggio.org/tag/sostenibile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con sostenibile">sostenibile</a> e <a href="http://www.liberareggio.org/tag/responsabile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con responsabile">responsabile</a> ma lo definirei soprattutto &#8220;Turismo rispettoso&#8221; della realtà locale. Sono, infatti, disponibili 15 posti letto nelle abitazioni restrutturate del paese di Palizzi; 3 pernottamenti per un totale di 180 euro con pranzi, cene e spostamenti compresi. I numeri, come vedete da voi, non sono di massa ma la qualità delle cose da vedere e da provare è senza dubbio di forte impatto culturale e tradizionale. Adatto a chi vuole scoprire una terra quasi del tutto abbandonata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il programma è ricco di eventi ed incontri. Nei tre giorni, i visitatori avranno la possibilità di incontrare e conoscere gli artigiani della zona che lavorano e producono gli strumenti musicali tipici della tradizione locale, potranno dunque assistere a spettacoli di Sonu a ballu in zone davvero suggestive come le viuzze del borgo o il Ponte delle Schiccio (per chi non lo conoscesse è un torrente praticamente incontaminato che nel suo percorso forma anche diverse cascate molto suggestive).</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alla musica e all&#8217;artigianato la faranno da padrona i prodotti tipici locali, quelli della più radicata tradizione culinaria ed enogastronomica. Si partirà dalla lavorazione del, famosissimo in zona, pane di Palizzi che si accompagna a meraviglia con i prodotti dell&#8217;agricoltura locale. Provare per credere!!! Non mancherà il pranzo a base di capra e capretto il tutto annaffiatto dal vino dei Catoi, le cantine delle case del paese, che saranno aperte per tutti e tre i giorni dell&#8217;iniziativa.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-3751 colorbox-3747" title="Marchio_Sentieri_del_Suono" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/Marchio_Sentieri_del_Suono-300x132.jpg" alt="Marchio_Sentieri_del_Suono" width="300" height="132" />A condire il tutto ci penseranno diversi incontri con esperti della storia locale che accompagneranno i visitatori, guidandoli nell&#8217;antico borgo e narrandone la storia; ci saranno passeggiate musicali e la visione del film &#8220;I Ceramèddhe &#8211; raduno di zampogne in Calabria&#8221;, alla presenza dell&#8217;autore Nino Cannatà.</p>
<p style="text-align: justify;">Musica, artigianato, cibo, cultura, storia e semplicità. Questi gli ingredienti di una tre giorni per pochi intimi che non ha l&#8217;obiettivo di arricchire a dismisura gli abitanti della zona quanto, più che altro, si pone l&#8217;obiettivo di arricchire l&#8217;esperienza di vita che proveranno i visitatori e chi parteciperà a questa tre giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Per saperne di più potete scrivere a questo indirizzo email: <strong>sentieridelsuono@gmail.com.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Unica precisazione, qualora decideste di partecipare all&#8217;iniziativa, preparatevi bene dal punto di vista dei trasporti. Palizzi non è facilissima da raggiungere, è necessario un mezzo privato. Ma, soprattutto, se ci arrivate tramite la lettura del volantino e non conoscete la zona vi avverto che le indicazioni per raggiungere il paese sono a dir poco approssimative&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/8moGy-wRoHs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/8moGy-wRoHs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>
</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessio Neri</strong></p>
<p style="text-align: left;"><em>ps. &#8211; piccola curiosità: sono venuto a conoscenza di questa iniziativa dopo aver trovato per caso (grazie ad alcuni amici a dire la verità) il suddetto volantino ad una festa della cultura nel quartiere popolare romano della Garbatella&#8230;</em></p>
<p style="text-align: left;">Sito web iniziativa<br />
<a href="http://sentieridelsuono.blogspot.com/">I sentieri del suono</a></p>

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		<title>Punti interrogativi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 12:51:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo articolo vuole essere una risposta (o meglio tante domande) ad un articolo apparso su La Gazzetta del Sud il 6 gennaio 2009 dal titolo &#8220;Variazioni del clima senza effetto serra: fenomeno a responsabilità limitata&#8221;
Non avendo alle spalle né abbastanza anni di ricerca né un bagaglio d&#8217;esperienza paragonabile a quello del Prof. Mainieri, mi limiterò a porgere delle domande aperte, domande riguardanti problemi, quanto mai attuali, dei quali molti da tempo hanno iniziato ad occuparsi e sulle cui implicazioni sempre più persone, non solo studiosi o ricercatori, vorrebbero conoscere maggiori dettagli.
L&#8217;articolo inizia con un&#8217;introduzione sul famigerato effetto serra, sul perché si verifichi e su quali...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Questo articolo vuole essere una risposta (o meglio tante domande) ad un articolo apparso su<a href="http://www.gazzettadelsud.it/"> La Gazzetta del Sud</a> il 6 gennaio 2009 dal titolo &#8220;Variazioni del clima senza <a href="http://www.liberareggio.org/tag/effetto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con effetto">effetto</a> <a href="http://www.liberareggio.org/tag/serra/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con serra">serra</a>: fenomeno a responsabilità limitata&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1338 colorbox-1335" title="effetto-serra" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/effetto-serra-300x185.jpg" alt="effetto-serra" width="300" height="185" />Non avendo alle spalle né abbastanza anni di ricerca né un bagaglio d&#8217;esperienza paragonabile a quello del <strong>Prof. Mainieri</strong>, mi limiterò a porgere delle <strong>domande aperte</strong>, domande riguardanti problemi, quanto mai attuali, dei quali molti da tempo hanno iniziato ad occuparsi e sulle cui implicazioni sempre più persone, non solo studiosi o ricercatori, vorrebbero <strong>conoscere maggiori dettagli</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;articolo inizia con un&#8217;<strong>introduzione sul famigerato effetto serra</strong>, sul perché si verifichi e su quali siano gli effetti che generi. Esso viene descritto come un &#8220;<strong>fenomeno naturale</strong>&#8220;, cosa assolutamente <strong>non falsa</strong>, e a tal proposito la prima domanda che mi sorge spontanea è: n<strong>egli ultimi decenni, dato il progressivo accumulo di gas serra in atmosfera, derivanti prevalentemente (ed è innegabile) da attività umane, è ragionevole sostenere che si tratti di un fenomeno totalmente naturale?</strong> Cioè che si sarebbe manifestato nello stesso identico modo anche se noi umani non fossimo esistiti?</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-1339 colorbox-1335" title="effetto_serra" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/effetto_serra.jpg" alt="effetto_serra" width="200" height="186" />Più avanti viene spiegato come l&#8217;<strong>effetto serra non sia un qualcosa di statico e sempre uguale</strong>, e che la sua <strong>funzione mitigatrice</strong> sia <strong>indispensabile</strong> per la vita sulla terra, almeno nelle forme che conosciamo. Altra domanda a proposito: assodato che le emissioni o concentrazioni di gas serra in un punto dell&#8217;atmosfera si ripercuotono uniformemente su tutto il pianeta, fatta esclusione per le polveri sottili o i fattori di inquinamento locale, <strong>quali sarebbero, ammesso che non si stiano già manifestando, gli effetti di un effetto serra sbilanciato e che pertanto non garantisce più l&#8217;equilibrio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Più volte lungo l&#8217;articolo si utilizza il termine <strong>compensazione</strong>, sul cui reale significato tuttavia ho varie perplessità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il concetto di compensazione ha una propria validità e risulta <strong>scientificamente attendibile nel caso in cui gli ambienti siano imperturbati, </strong>pertanto capaci di dare e ricevere in misura equa ed equilibrata. Ma <strong>è difficile che si verifichi</strong> il caso assurdo in cui la componente naturale, da sola, riesca a rimediare, per mezzo dei propri cicli e delle proprie attività biologiche, chimiche e fisiche, i danni provocati da attività ascrivibili all&#8217;attività antropica. Per questo mi sorge un&#8217;altra domanda: <strong>non sarebbe opportuno distinguere, rigorosamente, le fonti naturali di co2 e di gas serra in genere, da quelle artificiali derivanti dall&#8217;attività umana?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1340 colorbox-1335" title="pinatubo91_eruption_plume_06-12-91_med" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/pinatubo91_eruption_plume_06-12-91_med-300x201.jpg" alt="pinatubo91_eruption_plume_06-12-91_med" width="300" height="201" />Mi riferisco al <strong>discorso dei vulcani</strong>, responsabili di buona parte delle <strong>emissioni di co2</strong> in atmosfera, attraverso il quale si tenta spesso (non sempre in buona fede) di &#8220;sminuire&#8221; l&#8217;impatto dell&#8217;influenza umana sui reali o presunti cambiamenti climatici, dimostrando che alla fine la natura inquina più di noi. A tal proposito tempo fa mi è capitato di leggere i dati di uno studio di <strong>Robert Wright e Luke Flynn</strong> (Università delle Hawaay), pubblicato sulla rivista<strong> Geology</strong>, che dimostrava come <strong>in confronto a quella umana, l&#8217;incidenza negativa dei vulcani è di gran lunga inferiore</strong>, pur contribuendo all&#8217;innalzamento della temperatura. .</p>
<p style="text-align: justify;">In merito al sensibile <strong>incremento di anidride carbonica in atmosfera</strong> negli ultimi 150 anni, poche righe dopo si legge: &#8220;Si può ritenere, ma non è stato dimostrato, che tale aumento sia da correlarsi alla crescita industriale e, in particolare, allo sfruttamento dei combustibili fossili. Vi sono però, altre ipotesi. Neanche è dimostrato che questo aumento di co2 in atmosfera impatti sulla temperatura del pianeta&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-1341 colorbox-1335" title="effettoserra" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/effettoserra-300x225.jpg" alt="effettoserra" width="300" height="225" />Nel ringraziare il signore onnipotente che, a parte qualche imprevedibile pazzia metereologica, ci sta concedendo ancora del tempo per limitare i nostri impatti nocivi, io adesso mi chiedo: visto e considerato che l&#8217;alternativa alle fonti fossili è inevitabile, e questo a prescindere dal loro impatto ambientale, dato che tutte sono più o meno in via di esaurimento, <strong>come potremmo mai affermare che in coincidenza ad un secolo e mezzo di crescita esponenziale delle nostre emissioni in atmosfera, la terra stia mettendo in atto dei cambiamenti naturali, indipendenti dalle nostre fabbriche, dalle nostre auto e dai nostri rifiuti?</strong> E&#8217; onesto non includere, nella giusta misura, le nostre attività nel bilancio dei cambiamenti globali?</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1342 colorbox-1335" title="vignetta-al-gore" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/vignetta-al-gore-300x192.jpg" alt="vignetta-al-gore" width="300" height="192" />Quando sento e leggo certe argomentazioni, anche un pò provocatorie, resto sempre parecchio sbigottito, e non solo perché a volte l&#8217;<strong>evidenza va ben oltre qualsiasi disquisizione prettamente scientifica</strong>, ma soprattutto perché ho sempre il timore che <strong>possa esserci qualcuno</strong> a cui faccia molto comodo una <strong>visione così approssimativa</strong> di una realtà che invece andrebbe analizzata e studiata a fondo, visto che non esistono altri scenari a disposizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché sono scettico quando sento parlare di compensazioni, come quelle delle case automobilistiche che per ogni auto venduta piantano degli alberi, tranquillizzandoci e lasciandoci con la coscienza pulita mentre siamo alla guida.</p>
<p style="text-align: justify;">Su altri punti, anche se ovvi, concordo con il Prof. Mainieri. E&#8217; vero, l<strong>a co2 non è solo un gas serra, ma bensì un composto indispensabile per tante altre funzioni naturali</strong>, non ultima quella della <strong>fotosintesi clorofilliana</strong> attraverso la quale le piante assorbono co2 ed emettono ossigeno.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-1343 colorbox-1335" title="image006" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/image006-275x300.jpg" alt="image006" width="275" height="300" />Tuttavia trattando questo argomento, si ricade nuovamente nell&#8217;odiosa trappola della compensazione, quando si dice &#8220;Quindi il contributo dell&#8217;anidride carbonica è duplice: da una parte un maggiore effetto riscaldante dovuto alla sua natura di gas serra; dall&#8217;altra un effetto rinfrescante dovuto all&#8217;intensificazione della reazione clorofilliana. Poiché ambedue questi contributi sono modesti e di segno opposto, l&#8217;effetto definitivo non dovrebbe essere rilevante&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ne siamo davvero sicuri? E&#8217; vero, <strong>entrambi gli effetti della co2 coesistono</strong>, in misura proporzionale alla sua concentrazione, ma quando andai a capirne di più sulla famosa &#8220;<strong>impronta ecologica</strong>&#8220;, un concetto che esprime, in modo più o meno puntuale,<em> <strong>l&#8217;area biologicamente produttiva di mare e di terra necessaria per rigenerare le risorse consumate da una popolazione umana e per assorbire i rifiuti corrispondenti</strong></em>, mi resi conto che per assorbire l&#8217;impatto di sei miliardi di persone, <strong>se ognuno consumasse e inquinasse allo stesso modo di un occidentale</strong>, <strong>ci vorrebbero svariati pianeta terra</strong>, per cui <strong>non tutto in realtà si bilancia</strong> con tanta naturalezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, se è vero che le piante assorbono co2, non possiamo tuttavia ignorare il <strong>progressivo depauperamento degli ambienti naturali</strong> e degli ecosistemi forestali, marini, fluviali, acquatici, per cui il punto di equilibrio ottimale tra emissione ed assorbimento di co2 lo si raggiungerebbe fra qualche decennio se da adesso cominciassimo a piantare alberi anche sul mare, sulle terrazze di casa nostra e sotto terra. Sempre se la mia non sia una previsione troppo ottimistica.</p>
<div id="attachment_1344" class="wp-caption alignnone" style="width: 440px"><a href="http://www.flickr.com/photos/28194779@N06/2627343323/"><img class="size-full wp-image-1344 colorbox-1335" title="deforestazione Congo" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/2627343323_a720a42e59.jpg" alt="2627343323_a720a42e59" width="430" height="286" /></a><p class="wp-caption-text">coccinellarock90 - Flickr</p></div>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultima domanda che faccio è quindi la seguente: a<strong>nche se agli innegabili cambiamenti climatici stessero contribuendo, in una certa misura, altri e vari fattori indipendenti dalla attività umana, questo ci esonererebbe dal nostro impegno costante e intenso nei confronti di nuove forme di energia meno impattanti e di un modello socio-economico <a href="http://www.liberareggio.org/tag/sostenibile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con sostenibile">sostenibile</a>?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se la risposta è no, quale interesse potremmo avere nel minimizzare la nostra impronta negativa?</p>
<p style="text-align: justify;">Continuare a vendere automobili inquinanti fino all&#8217;ultimo goccio di petrolio? Non firmare il Protocollo di Kyoto? Aspettare che cambi la moda dell&#8217;<a href="http://www.liberareggio.org/tag/ecologia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con ecologia">ecologia</a> e dell&#8217;ambiente? Camminare sul baratro alla disperata ricerca di tempo? Unirsi alla crociata &#8220;anti-pale eoliche&#8221; promossa da Sgarbi?</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1345 colorbox-1335" title="52cd14ffc32a05e883e84134e7d48f14" src="http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/52cd14ffc32a05e883e84134e7d48f14-199x300.jpg" alt="52cd14ffc32a05e883e84134e7d48f14" width="199" height="300" />Lungi da me il voler contestare dal punto di vista scientifico ed accademico l&#8217;articolo del prof. Mainieri, ed infatti ho scritto queste poche righe assicurandomi di mettere il <strong>punto interrogativo alla fine di ogni periodo importante</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;altronde non potrei essere certo io a dire <strong>se e in che misura il surriscaldamento <a href="http://www.liberareggio.org/tag/globale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con globale">globale</a> derivi dall&#8217;attività umana</strong>, anche se si tratta di una tematica che mi interessa molto. Però confido nel <strong>principio della precauzione, nell&#8217;intelligenza umana</strong> e a tratti anche nella definizione di <strong><a href="http://www.liberareggio.org/tag/sviluppo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con sviluppo">sviluppo</a> sostenibile</strong>, quando mette in ballo la <strong>responsabilità verso le generazioni future</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E in definitiva è una sola la considerazione che mi piace fare sempre, e che ha il potere di subordinare tutte le altre: <strong>la biosfera continuerebbe ad esistere senza l&#8217;attività umana; viceversa l&#8217;uomo e le sue attività, compromesse le funzionalità della biosfera, non troverebbero più i presupposti per esistere</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Nicola Casile</strong></p>

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